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Sostegno indispensabile

Judith Sitruk, coach di Asperger, nell’ambito del progetto ” L’opportunità Asperger ” lanciato dalla Compagnia dei DPS (Disturbi Pervasivi Sviluppo) a Grenoble, è purtroppo una delle rare persone referenti per il lavoro: ” Incomincio per imparare a conoscere la persona Asperger, ci spiega. Poi, identifico i suoi centri d’interesse, i suoi bisogni  e l’aiuto a migliorare la sua occupabilità. E poi, cerco di trovargli un posto di lavoro che corrisponde alla sua area di competenza. Dopodiché  la preparo al colloquio di lavoro. E, se viene assunta, intervengo regolarmente interagendo con i responsabili per spiegargli quali sono i suoi bisogni specifici. E infine, assicuro un’ assistenza continua.”

Anche nel quotidiano gli Asperger hanno bisogno di coaching ” spesso vedono un muro davanti a loro, ma non la scala appoggiata a fianco”, riassume Annie Raymond, mamma di Clément (vedere la sua testimonianza) e presidente dell’associazione “Comme c’est curieux”.

Un Asperger che perde la chiave del locale della spazzatura rischia di accumulare i rifiuti in casa sua perché non pensa a rivolgersi al portinaio o al vicino. Hanno bisogno di “facilitatori”. Ma se gli Aspie e i loro genitori ammettono di aver bisogno dei neurotipici ( i non-autistici), sottolineano che questi ultimi ci guadagnerebbero a riconoscere l’autismo: “ Come una condizione e non come una malattia”, sottolinea Catherine Dubois-Pelerin. E’ arrivato il momento di permettere agli autistici di essere piu’ sereni nel nostro mondo, conclude Annie Raymond.

Doriane Gaudard, 21 anni di Morges (Svizzera), segue una formazione per stilisti

“Sapere perché siamo differenti facilita le cose”

“Sono stata diagnosticata all’età di 18 anni. All’inizio avevo paura di questa diagnosi ma alla fine ho finito per accettarla. Sapere perché siamo differenti facilita le cose. I miei genitori, soprattutto mia mamma mi hanno sostenuto. In Svizzera, pochi professionisti conoscono la sindrome di Asperger. Nasciamo Asperger e moriamo Asperger. Da piccola, non ho avuto nessun problema con i miei coetanei. Pero’, all’inizio della mia adolescenza, mi hanno messo da parte e al liceo “fu una vita da galera”. Oggi seguo un corso di formazione e mi sento meglio, da quando la mia terapeuta ha spiegato il mio problema ai miei datori di lavoro. I colleghi mi trovano piacevole e gioiosa.  Anche se a volte non capiscono sempre cosa succede  “ non mi serbano rancore”. Vivo ancora insieme ai miei genitori ma presto andro’ a vivere da sola. Una guida per gestire le relazioni sociali mi ha semplificato la vita. Un ruolo definito mi aiuta a sapere cosa devo dire e cosa devo fare e questo limita gli imprevisti ai quali mi devo adattare. Sola non ho nessun problema, ma la situazione si complica nei luoghi pubblici. I miei amici sono tutti neurotipici (non-autistici) e con loro ci sto bene. Non ho un fidanzato perché non ho trovato nessuno che accetti di vivere con le mie differenze. Il piu’ grande malinteso con i neurotipici è l’umorismo. Quando qualcuno fa uno scherzo, non so capire se è divertente, cattivo o altro. Detesto quando dicono una cosa e ne pensano un’altra”.

Clément Raymond, 18 anni di Grenoble (Francia), liceale

“Essere autistico, per me, è una filosofia”

“Mi hanno diagnosticato all’età di 4 anni. Ho articolato la mia prima frase a 7 anni ed ho imparato a leggere in sei settimane. Nel percorso scolastico ho avuto degli alti e dei bassi, dipende dalla rigidità del personale dell’istituto e dalla fedeltà al sistema: alcuni neurotipici sono molto severi nei giudizi e rifiutano compromessi per aiutarci. La mia prima vittoria è stata ottenere un brevetto ( equivalente del certificato di studi). Anche per mia mamma è stata una vittoria, ha combattuto molto per me. E’ forte, ed è sempre al mio fianco, ma ora è un po’ stufa. Accompagnare un Asperger, è pesante. I miei amici sono Asperger, tra di noi facciamo amicizia subito, notiamo nel viso dell’altro se è affidabile e se sarà nostro amico. Non ho ancora una fidanzata, ma ne sto cercando una. Vorrei avere lo stile di vita di un adulto. Ultimamente, mia mamma mi ha lasciato da solo per due lunghi week-end e me la sono cavata bene. Ho delle capacità che sono legate al mio modo di essere. Ho difficoltà nel redigere, ma sono molto bravo nell’orale. Vorrei diventare oratore pubblico, per aiutare le perosne che hanno difficoltà ad esprimersi. I miei centri d’interesse sono la storia, la geografia, la geopolitica, il cinema , le biografie e il teatro. Sono una minoranza che vorrebbe mischiarsi alla maggioranza: vorrei dedicarmi alla politica e mettere su una famiglia. Essere autistico per me non è un handicap, ma una filosofia “.

Il discorso di Clément sulla diversità (in francese) : www.commecestcurieux.com/clement.php 

Susan Conza, 39 anni, Zurigo, sposata, madre di un bambino, direttrice della società Asperger Informatik

“L’ economia dovrebbe utlizzare il potenziale degli autistici “

“Sapevo di essere “differente” già da quando ero bambina, e cercavo invano un nome per qualificare questa diversità. Alcuni anni fa, ho letto causalmente la descrizione della Sindrome di Asperger e mi sono immediatamente riconosciuta. Quando lo psichiatra mi ha confermato la diagnosi per me è stato un sollievo. Finalmente avevo una spiegazione per tutte le cose che avevo vissuto, sentito, fatto. Mi sono adattata ai neurotipici imitandoli, ispirandomi ai ruoli del cinema e con la teoria, tramite libri di psicologia della comunicazione. Il progetto Asperger Informatik è nato quando lavoravo come consulente d’impresa. Ho sempre incontrato delle difficoltà. Mi sono licenziata ed ho deciso di mettermi in proprio, creando il mio posto di lavoro ideale e aprendolo anche ad altri autistici. Vorrei mostrare il potenziale degli autistici, penso che l’economia dovrebbe utilizzarlo. Oggi la mia impresa è redditizia. E lavorano con noi anche neurotipici. ci sono compiti che gli asperger riescono a compiere meglio e per i quali sono piu’ adatti, ma per quelli che necessitano di buone  abilità sociali, abbiamo bisogno dei neurotipici. Sono convinta del vantaggio di un’organizzazione eterogenea. La vita famigliare richiede flessibilità e la capacità di adattarsi all’altro. Per gli autistici è difficile. Il piu’ delle volte sono una madre e una sposa “normale”.  Ma, accade che abbia bisogno di avere del tempo per me, e allora di colpo mi isolo”. Asperger Informatik AG, www.asperger-informatik.ch/index.php

Società d’informatica che utilizzano collaboratori Asperger

Tradotto e riadattato da MondoAspie: tratto da Femina.ch

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