Una mattinata in giro con Aspie

 

Aspie a volte sa essere devastante nel suo modo di essere. Mamma mamma, c’e un autostoppista sulla ss16 al km 26 devi telefonare immediatamente alla Polizia stradale è vietato fare l’autostop (che poi insiste e se non lo faccio dice che mi odia perchè non ho senso civico). Mamma mamma, la segnaletica indica che all’uscita dell’autostrada c’e’ una manifestazione, devi portarmi immediatamente a comprare una tenuta antisommossa devo andare ad aiutare le forze dell’ordine, devo anche studiarmi dei piani strategici per contenere la folla, dobbiamo recarci subito là, portami là. Al pagamento del ticket, insomma mamma è inutile che ti lamenti, la legge non ammette l’ignoranza se dicono che non è retroattiva non è retroattiva capito !! Mamma mamma, guarda quella macchina come è parcheggiata male devi chiamare subito i vigili. Mamma sei passata con l’arancione è non hai rallentato per prepararti a fermarti col rosso meriti una multa. Mamma non hai rispettato i limiti, di poco ! ma non li hai rispettati  !e non voglio piu’ salire in macchina con te. Mamma sei una comunista, traditrice della patria perchè non stai dalla parte del governo e ti prendero’ a manganellate se ti azzardi a partecipare ad una manifestazione. Vita da Aspie

Aspie Compito: che cosa mangio in una settimana

Menu' di Aspie

Lunedi : biscotti+latte   pasta col ragu’    cordon bleu + patate

Martedi : biscotti+latte   pasta col ragu’    cordon bleu + patate

Mercoledi’: biscotti+latte   pasta col ragu’    cordon bleu + patate

Giovedi’: biscotti+latte   pasta col ragu’    cordon bleu + patate

Venerdi’: biscotti+latte   pasta col ragu’    cordon bleu + patate

Sabato : biscotti+latte   pasta col ragu’    cordon bleu + patate

Domenica : biscotti+latte   pasta col ragu’    cordon bleu + patate

 

 

Il David moderno visto da Aspie… per ridere

Il David moderno visto da Aspie… per ridere, riderà poco la sua prof di arte

Libro: I ragazzi con gli occhiali che hanno cambiato il mondo. Asperger e Nerd tra orgoglio e pregiudizi

I nerd tra orgoglio e pregiudizi
Il volume di Benjamin Nugent spiega come i «ragazzi con gli occhiali» stiano cambiando il mondo. Un tempo emarginati, oggi i secchioni sono i nuovi eroi popolari

Cowboy, pionieri, gangster, cheerleader e giocatori di pallacanestro. Sono gli eroi nella cultura popolare americana. Gente che dà il meglio di sé nell’impeto dell’espressione fisica. Ma guardando dietro il cartonato su cui è impressa la facciata di queste figure si scopre che spesso sono frutto della fantasia di individui che rappresentano il loro opposto, pur essendo comunque personaggi fondamentali della cultura pop: i nerd.

Banalmente accomunati sotto il termine «secchioni», sono i ragazzi con gli occhiali dall’apparenza indistruttibile «che stanno cambiando il mondo», come recita il sottotitolo del libro di Benjamin Nugent, Storia naturale del nerd, edito nella collana dei Gialli di Isbn. «Questo è un argomento di solito trattato con leggerezza. Il mio invece sarà un approccio molto serio, da vero nerd», chiarisce subito l’autore che, come si capisce dalla mole del libro, parla di un argomento che conosce bene, considerandosi un nerd rinnegato. Un ex nerd.

Questo curioso volume non vuole essere «né una difesa del nerd né una sua esaltazione», ma si propone di analizzare il significato della figura, stabilirne le origini e mostrarne le dinamiche in uno studio che passa da riferimenti letterari – per Nugent in Orgoglio e pregiudizio «appare evidente la nerditudine» di Mary Bennet – a possibili collegamenti razziali, con la conclusione che gli ebrei sono proto-nerd perché storicamente si sono concentrati su attività non fisiche e che gli asiatici sarebbero predisposti a essere nerd per il loro approccio alla tecnologia.

Ma prima di avventurarsi nell’analisi, bisogna accordarsi sul significato del termine. «L’essenza del concetto di nerd non sta nell’intellettualismo o nell’inettitudine sociale», ma «esistono due macrocategorie di nerd». La prima è rappresentata da chi ha qualità più intuitive che logiche. La seconda da individui definiti nerd perché socialmente ai margini, chiamati così dai compagni di scuola «in cerca di zimbelli da far sentire esclusi». Per riconoscere gli originali ci sono delle caratteristiche: solitudine, natura ripetitiva e meccanica, scarso uso del corpo, risata infantile, tendenza a prendersi molto sul serio. Poi «basta guardarli due secondi per capire che preferiscono la fisica astratta, i dibattiti scolastici o i videogiochi allo skateboard, alle feste e al calcio». Uomini (molti) e donne (poche) fissati con le regole e con un debolissimo senso atletico che esistono almeno da quando esistono i romanzi, azzarda Nugent citando illustri esempi letterari che, oltre alla Austen, comprendono Casa Howard (1910) in cui Tibby, mentre ascolta Beethoven, più che farsi trasportare dalla melodia «si concentra in maniera ossessiva sulla meccanica della composizione». Come lui Gussie Fink-Nottle, personaggio di P.G. Wodehouse, che nei rapporti «anela a un tipo di interazione computerizzata». L’esempio più fulgido è Victor Frankenstein, vero proto-nerd che dopo essersi concentrato per anni sulla realizzazione della sua creatura, assemblando pezzo su pezzo, quando finalmente prende vita fugge terrorizzato: «Il fallimento di Victor è sul piano dell’empatia, consiste nel non riuscire a rapportarsi con l’altro a livello emotivo».

La tesi è che la figura del nerd sia stata tratteggiata da «romantici come Mary Shelley che guardavano con sospetto a esperti di cose tecniche in quanto apparentemente distanti dalla vita familiare». Ma la modernità è dalla parte dei nerd. Di gente come Steve Jobs, Bill Gates e Mark Zuckerberg. E la loro sofferenza (intesi come categoria), nascerebbe dalla dicotomia generalmente accettata tra ragione e emozione, «nel sentire che, essendo a proprio agio con il pensiero razionale, sono esclusi dall’esperienza della spontaneità, dalle relazioni sentimentali, dai legami non razionali con gli altri».

Ma gli ultimi anni hanno segnato una rivincita, trasformando la rappresentazione dell’emarginazione in un modello da seguire. L’estetica nerd vanta ora un esercito di hipster: gente travestita da nerd per manifestare apprezzamento verso il presunto «rifiuto delle forze che dettano legge», come la moda. I nerd non sanno cavalcare tendenze e diventano outsider da imitare. Così si spiega l’invasione di occhialoni, cardigan e pantaloni stretti che ha travolto la moda e lo spettacolo, regalandoci le immagini (tra gli altri) di Demi Moore, Scarlett Johansson, Justin Timberlake, Britney Spears, David Beckham in divisa da nerd.

Pur attraversando tematiche anche lievi, il libro si avvicina alla conclusione indagando lo spettro dell’autismo. Secondo l’autore ci sarebbero molte caratteristiche comuni tra i portatori della sindrome di Asperger e gli appassionati di regole, fantascienza e videogiochi: «Il quantum distingue un Asperger da un nerd neurologicamente normale. L’inettitudine sociale è causata dalla difficoltà nel leggere quel tipo di comunicazione umana che anche le macchine faticano a interpretare». Ma pur con questa diversità emotiva, Nugent ricorda che i nerd sono uguali a tutti gli altri in almeno una caratteristica: nel bisogno di sentirsi accettati.

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Una giornata cercando di accontentare Aspie

Cercare di accontentare un Aspie richiede innanzitutto molta pazienza e puo’ risultare  impegnativo e faticoso per via delle richieste a volte impossibili da realizzare e delle bizzarrie comportamentali imprevedibili che li travolgono.

E vogliamo parlare della notevole disponibilità di soldi che occorrerebbero (e che non ho) per soddisfare gli interessi di Aspie ? Nel caso di mio figlio ultimamente sono: collezioni di modellini delle forze dell’ordine, pompieri, protezione civile, veicoli militari, ambulanze etc,etc, kit di pronto soccorso da rifornire a spese di mamma dopo ogni medicazione gratuita  (per la professione di medico volontario della Croce Rossa/Verde), stradari e mappe dell’Italia.

La nostra giornata è cominciata presto.

Il programma era cosi’ suddiviso:

– Mattina: Assistere ad un programma di simulazione e addestramento sub e protezione civile

Simulazione intervento

– Pomeriggio: Visita ad un’esposizione di tartarughe e pesci d’acquario

– Sera: Ronda medica nel quartiere alla ricerca di persone ferite da curare

Tutto questo non trascurando: La tendenza ad annoiarsi spesso.

Nel caso di Aspie  se non ci sono situazioni entusiasmanti nell’immediato.

La fissazione ossessiva ad occuparsi esclusivamente di cio’ che riguarda i suoi interessi e le cose che piu’ gli piacciono.

 L’incredibile energia 24/24.

– La simulazione d’intervento (con ripescaggio cadavere)  non è piaciuta molto ad Aspie che  ha preferito invece conversare con un volontario della Croce Verde e osservare  una barella e i vari accessori di soccorso ( fasciatura ragno, collare, cuscini blocca testa,etc,et..,).

-Anche la mostra di tartarughe e pesci non ha interessato un granchè Aspie, la prima cosa che ha fatto appena arrivati è stato verificare dove erano stazionati i mezzi di soccorso obbligatori durante gli eventi (un’ambulanza e una macchina dei pompieri).

 Invece, la seconda cosa che ha fatto durante la visita all’esposizione è stato individuare dove si trovavano i volontari della Croce Verde, una volta che li ha intercettati non si è piu’ mosso da li’ ! Salvo, uno spostamento per  andare a curiosare nella loro ambulanza cercando di carpire  i segreti del perfetto intervento di soccorso grazie alle accurate spiegazioni dei volontari che sono stati molto gentili e pazientissimi con Aspie !

-Pensavo che Aspie dopo una giornata cosi’  intensa e calda/afosa fosse tanto stanco da rinunciare alla ronda medica serale e invece ligio al dovere, con l’inseparabile kit di pronto soccorso si è diretto al campo di calcio dove giocavano alcuni suoi amichetti. Non ama i giochi competitivi di squadra pero’ ogni tanto partecipa come portiere.

Da quando siamo rientrati in Italia è migliorato molto nei rapporti con gli altri.

Un ragazzino si fa male (sbucciatura al ginocchio), Aspie tira fuori il kit di pronto soccorso, verifica le condizioni fisiche del paziente, disinfetta la ferita e gli applica un cerotto.

Finalmente stanco e soddisfatto, mi chiede di andare a casa!

Salutiamo tutti, buona notte.

Mondo Aspie

La Sindrome di Asperger non è una malattia ma un modo di essere !

Penso “diverso” dunque sono !

Incontri ravvicinati tra il mondo Aspie e il pianeta dei neurotipici.
Le avventure di un ragazzino con la Sindrome di Asperger raccontate da mamma Aspie e tanto altro ancora.