Austimo e libertà di cura: nascere in Emilia Romagna è una sfortuna

I genitori di un bambino che nasce nel Veneto posso scegliere come curarlo, in Emilia Romagna , No !!!!! Che sfiga nascere autistici in Emilia Romagna, mi unisco alla loro battaglia e sostengo questi genitori. Anche avere la Sindrome di Asperger in Emilia Romagna è una sventura.

Livorno: Bambino autistico offeso dalle maestre su Facebook

Alunni offesi su Facebook dalle maestre alle De Amicis, finita l’ispezione. I genitori del disabile: ora servono sanzioni.

Valutazioni scolastiche non effettuate o comunque fatte in modo sommario e non rispondente alle normative, verifiche dei risultati scolastici firmate da un solo docente e comportamento professionale delle maestre quanto meno discutibile nel rapporto con i genitori. Queste le osservazioni messe nero su bianco dall’ispettore dell’Ufficio scolastico regionale alle scuole De Amicis, dove a metà di luglio dell’anno scorso è scoppiato il caso degli alunni di una prima classe offesi su Facebook da alcune insegnanti (per indicare i piccoli venivano usate parole pesanti come “ambigua paraculo”, “un altro rompicoglioni” o “la merda”). Tra questi bambini c’era anche un piccolo affetto da autismo. Ovvio il disappunto dei genitori del bimbo che nel luglio scorso, hanno presentato querela ipotizzando i reati di ingiurie aggravate in pregiudizio di minore e tentativo di maltrattamento psicologico.

Non solo, perché la famiglia ha presentato anche un esposto amministrativo all’Ufficio scolastico regionale. Da qui l’ispezione alle De Amicis, che si è conclusa il mese scorso. «In questi giorni – spiega il padre del bambino autistico, che adesso frequenta un altro istituto cittadino – abbiamo fatto richiesta di accesso agli atti per conoscere l’esito dell’ispezione e siamo rimasti sconvolti».

Schede non compilate. Il babbo del ragazzino spiega che secondo l’ispettore «la scheda di valutazione è compilata solo per il secondo quadrimestre non indica voti, riporta solo giudizio sintetici». In pratica emerge che «la valutazione intermedia e finale non sono state fatte secondo la legge, come invece impone l’articolo 9 comma 1 del Dpr 122/2009. E poi il documento relativo all’ispezione spiega anche che le verifiche dei risultati di mio figlio sono firmate da una sola maestra e non da tutto il team delle docenti». Che nelle schede di valutazione del piccolo affetto ci sia qualcosa di strano lo dimostra il fatto che l’ispettore dell’Ufficio scolastico regionale ha sottolineato, come spiega ancora il padre, che «bisogna regolarizzare al più presto la documentazione di valutazione del percorso di studi di mio figlio scrivendo i voti in decimi, il giudizio sul comportamento, la valutazione per la materia religione». La mancata valutazione manda su tutte le furie i genitori del bambino. «In pratica mio figlio non veniva valutato dalle sue insegnanti – dice la mamma -, non credo sia un comportamento volto a integrarlo con la classe».

«Sempre sulle valutazioni – dice il padre – nella relazione dell’ispettore emerge che il dirigente della scuola avrebbe dovuto garantire che i metodi adottati alle maestre fossero legittimi, ciò significa che non lo sono stati».

Mancata integrazione. La famiglia sottolinea come l’Ufficio scolastico regionale abbia insistito sulla mancata integrazione. «Nella relazione si legge – dice ancora il babbo – che le maestre non sono state chiare nell’adattare gli obiettivi di apprendimento del bambino. Inoltre il parere dell’ispettore è che il comportamento delle docenti sia molto grave sul piano professionale anche per quanto riguarda le relazioni con noi genitori. L’ispettore fa presente che, vista la situazione particolare, la comunicazione con la famiglia fosse fondamentale per l’inclusione dell’alunno».

L’appello. «Vista la relazione dell’Ufficio scolastico – dice la mamma del bimbo autistico -, mi aspetto arrivino provvedimenti adeguati alla gravità della vicenda. Ora mio figlio sta meglio, è in un’altra scuola dove è partito il suo percorso di apprendimento, ma abbiamo vissuto un periodo terribile». La mamma fa appello anche alle istituzioni: «Per evitare che anche altri bambini debbano patire quello che ha sofferto mio figlio, e noi con lui, speriamo che anche le istituzioni facciano sentire la loro voce».

Fonte: Il Tirreno

Realtà italiane: Autismo e Sindrome di Asperger, la denuncia di una mamma

Mi associo alla denuncia di questa mamma  a cui va tutta la mia solidarietà e l’ incoraggiamento a non mollare mai, dal momento che vivo quotidianamente sulla mia pelle lo schifo che racconta. Anche se per quello che ci riguarda la nostra situazione è un po’ diversa,  ma cio’ non toglie che sia disgustosa ugualmente.

Ricevo e pubblico                                                                                                                              

Vi scrivo per segnalare  la situazione di mio figlio.

Mio figlio è stato certificato come adhd alla fine della scuola materna, non è stato effettuato nessun monitoraggio sulla sua diagnosi, nessun tipo di intervento, io ero da sola ad occuparmi di mio figlio, suo padre se n’è andato quando era piccolo:
Nel corso degli anni io ho fatto presente agli operatori della npi i particolari comportamenti che mi preoccupavano, ma non ho mai ottenuto nessuna risposta, nessuna rivalutazione della diagnosi, nonostante anche la scuola segnalasse un isolamento del ragazzino, una incapacità ad interagire  e nelle abilità sociali , insieme a disturbi di apprendimento, problemi disprassici, difficoltà di concentrazione.
Nel corso degli anni cambiano diversi referenti della npi che avrebbero dovuto seguirlo, alla fine del 2009 un altro referente va in pensione senza lasciare nessun sostituto, ( sto parlando di servizio pubblico).

A mio figlio il neuropsichiatra andato in pensione  ha  tolto la certificazione e l’insegnante di sostegno, purtroppo però a scuola ci sono  molti problemi: mio figlio ha una  insufficenza grave in tutte le materie.
Vengo a sapere  che la UONPIA ha  un nuovo coordinatore: gli scrivo per chiedere un appuntamento, nella speranza di trovare qualcuno disposto ad ascoltare, e a intervenire.
Vengo ricevuta, e spiego la mia preoccupazione, chiedo una nuova rivalutazione che tenga conto di tutti i problemi segnalati fin da piccolo.
Viene fatto rivalutare da alcuni operatori che lo vedono per  tre giorni (un’ora circa per incontro) e il risultato è che mio figlio non ha più niente è guarito, è soltanto discalculico.
Io faccio presente che mio figlio presenta un peggioramento, e ritengo che non sia stato valutato con l’attenzione necessaria.

Devo approfondire la valutazione diagnostica una volta per tutte e voglio recarmi presso un centro sanitario pubblico specializzato: loro mi minacciano vietandomi di andare presso un altro centro

Io però ho troppo a cuore la salute psicologica di mio figlio, che vedo quotidianamente in tutti gli ambiti, ho quindi una visione privilegiata che però la npi  non tiene assolutamente in considerazione.
Vado  presso il centro sanitario di Tor Vergata che ha un eccellenza nel campo della diagnosi dell’adhd e dei disturbi pervasivi di sviluppo: mio figlio viene preso in carico da un equipe di dottoresse, in  quattro giorni vengono effettuati test e veniamo ascoltati sia io che mio figlio, viene   presa visione della cartella che ho ritenuto opportuno portare , (cartella che sono riuscita ad avere solo dopo anni che la richiedevo alla asl di appartenenza).
A Tor Vergata  sono stati molto gentili professionali e scrupolosi e per la prima volta mi sono sentita ascoltata: mio figlio non ha risentito di questa ulteriore visita, perché l’hanno fatto sentire a suo agio. Alla fine della valutazione le dottoresse dell’equipe che lo ha valutato mi riferiscono che  mio figlio è affetto da sindrome di Asperger, e chiedono anche indagini strumentali che non sono mai state fatte eseguire dagli operatori della npi della nostra provincia: in più richiedono un intervento educativo in un  piccolo gruppo da effettuare presso la asl di appartenenza.

Torno a casa e mi reco dal coordinatore della mia asl, ma loro non hanno intenzione di accettare la diagnosi di Roma, io chiedo che venga effettuata una diagnosi differenziale   secondo le  linee guida del sinpia, visti i diversi problemi riscontrati:- adhd/dsa/asperger, ma loro non vogliono sentire parlare della diagnosi di Roma.
Intanto mio figlio viene bocciato per la seconda  volta alle  superiori (dalla fine della terza media gli è stata tolta la certificazione, e l’insegnante di sotegno) .
Costringo la scuola a segnalare per iscritto anche alla npi i problemi più seri che vede sù mio figlio, tra cui un totale isolamento incapacità totale nelle relazioni con i pari, postura rigida e testa abbassata, evidenti difficoltà di apprendimento, mancanza di concentrazione, estrema distribilità con conseguente fuga dalla classe per resettare (perchè mio figlio non sopporta il rumore elevato che  una classe di trenta alunni  produce).

Finalmente – dopo molte insistenze – la scuola relaziona che mio figlio ha dei problemi più grossi di quelli che la npi ha segnalato, ma che la npi non li riconosce.
Scrivo al coordinatore UONPIA e chiedo di cambiare il referente per mio figlio, chiedo di recarmi presso una struttura convenzionata: purtroppo non cambia molto perchè QUESTI SIGNORI  non si mettono l’uno contro l’altro.

A mio figlio intanto viene affibbiata  una lunghissima diagnosi psichiatrica, con rivedibilità  a meno di un anno di distanza, costringendoci così ad una nuova visita; proprio loro che non lo curano perché dicono che è stato visto troppe volte.
Per quest’ anno sono  stata costretta  a cambiare scuola. Nella scuola di quest’anno va: meglio ha  l’insegnante di sostegno anche se soltanto per sei ore, e anche mio figlio è un po’ più sereno, anche se il problema isolamento permane:   non socializza con il resto della classe, parla soltanto con un altro ragazzino più piccolo  che anche lui ha dei problemi.
Mio figlio ad oggi  non riceve nessun tipo di cura , mi è stato vietato di fargli fare qualsiasi tipo di cura, perchè dicono che è stato visto da troppi specialisti.
Ma mio figlio ha bisogno di essere abilitato socialmente: è poco autonomo molto isolato, e non è più piccolo perchè compie 17 anni a maggio.

Io sono disperata, lui  sta diventando consapevole del suo problema: si sta rendendo conto che non riesce nei rapporti sociali e questa situazione   senza via d’uscita lo manda in crisi.
Io ho fatto presente il problema alla npi ma nessuno interviene.
Io chiedo anche a voi: cosa devo fare? Io ho paura che lui nel tempo possa arrivare a compiere un gesto grave oppure a diventare davvero psichiatrico, spesso sembra depresso, vi chiedo di aiutarmi per favore.

Edi mamma disperata

ps: nella cartella che sono riuscita ad avere soltanto all’inizio del 2010 si segnalano problemi fin dalla prima infanzia: giochi isolati, mancanza di contatto oculare, linguaggio povero, problemi di attenzione e iperattività,  mancanza di coordinazione motoria,
ma a me nessuno mi ha mai riferito di questi problemi, lo hanno scritto in cartella, mentre a    mè hanno riferito soltanto un problema di attenzione che si sarebbe risolto da solo nel tempo, e che io per aiutarlo dovevo star tranquilla , e basta.
Ma mio figlio ha anche altri problemi tra cui un disturbo del sonno, infezioni ricorrenti, gastrointestinali e alle vie respiratorie, è allergico a moltissime sostanze, non sopporta certi tessuti, è molto sensibile o insensibile al freddo, e al caldo, da anni ha passioni che cambiano ogni due anni circa per cose particolari come i segnaventi le macchine antiche gli orologi, alcuni tipi di aerei, e parla soltanto di quello, adesso c’è una passione per dragon ball e parla solo di quella, se sollecitato parla anche di altro, se no si chiude nel suo mondo