Autismo e lavoro: Gli autistici, non solo informatici…

autismo informatica lavoro29 Gennaio 2014 – E’ accertato che gli autistici possono essere degli ottimi lavoratori, ma non esiste solamente l’informatica, come hanno dichiarato gli specialisti dell’azienda Specialisterne dopo l’annuncio dell’apertura al mondo del lavoro alle persone autistiche da parte della società di software SAP.

La danese Specialisterne, si trova in Canada dal novembre scorso con l’obbiettivo di trovare un lavoro a 10.000 autistici in 10 anni e aiutare SAP nel suo approccio con le persone autistiche che è rivolto in modo  “naturale”  verso le tecnologie dell’informazione, spiega il responsabile della strategia e dello sviluppo canadese Alan Kriss. Ma aggiunge, ” non riusciremo a piazzare 10.000 persone solo nel campo dell’informatica “.

Altri lavori

I lavoratori autistici possono essere molto utili per svolgere un’infinità di altri compiti, a partire dall’analisi dei dati, un lavoro sempre piu’ richiesto in vari settori, dal marketing ai videogiochi.

” Non dobbiamo far passare l’idea che le persone autistiche devono lavorare nel mondo dell’informatica “, aggiunge Martin Prévost, vice-presidente della Fondazione Autisme Montréal e coordinatore di Action main-d’oeuvre, una società specializzata nella ricerca di lavoro.

” Le persone autistiche non sono solo dotate per l’informatica, ma possono fare qualsiasi cosa, lavorare nei ristoranti, nei magazzini, nella cura alle persone, come fioristi, insegnanti, ricercatori, fotografi ”

M. Prevost si augura che l’ambizione di SAP possa incoraggiare altre imprese di altri settori ” sarebbe un buon affare “.

Recrutamento problematico

Le due aziende concordano su una cosa. Il principale ostacolo degli autistici è spesso la procedura di reclutamento piuttosto che il lavoro stesso.

La procedura di assunzione comporta un’intervista telefonica, poi il reclutatore desidera trovare una persona sociale, che gli stringe la mano, che la guarda negli occhi e che parla del bel tempo , tutte cose che rappresentano una sfida per le persone autistiche. Ma nessuna di queste ha a che fare con il lavoro stesso.

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Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: affaires.lapresse.ca

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Autismo: Gli autistici, nuovi nerds delle aziende svizzere

images Le aziende svizzere e tedesche specializzate in informatica assumono un numero crescente di autistici. Un settore dove questa condizione diventa un vantaggio.
Secondo la rivista digitale Swiss.info, le società elvetiche specializzate in informatica reclutano attivamente persone con la sindrome di Asperger. Una forma di autismo senza deficit intellettivi. “I punti in comune tra gli autistici e i programmatori? Una grande capacità di concentrazione su tutto cio’ che riguarda numeri e schemi, cosi’ come la dipendenza a svolgere compiti ripetitivi.
Molte delle persone che presentano un disturbo dello spettro autistico ( ASD ) hanno molta affinità con i test dei software, lo sviluppo delle applicazioni, la programmazione e il lavoro di back-office. Nell’informatica pensiamo molto in termini di si e no. E questo è molto analitico, molto chiaro e strutturato, l ‘ideale per le persone autistiche”. spiega a Swissinfo Thomas van der Stad della Specialisterne Svizzera.
Corsa all’autistico
Il mestiere di programmatore inoltre, offre un ambiente favorevole alle persone autistiche :
” non devono adattarsi alle norme abitualmente in vigore nei ambienti di lavoro, come essere in grado di lavorare in gruppo, essere empatici, sapere gestire lo stress oppure essere flessibili”, prosegue Thomas van der Stad. La filiale Svizzera della sua azienda propone anche corsi di formazione in informatica della durata di quattro anni per persone con disturbi dello spettro autistico . La società danese Specialisterne è all’avanguardia in questo campo e la maggior parte dei suoi dipendenti ha la sindrome di Asperger. In Germania, l’azienda Auticon ha assunto delle persone autistiche per testare dei software. Il 21 maggio 2013, la SAP leader mondiale sul mercato dell’informatica, è entrata nella “corsa all’autistico”. Nel maggio scorso, la società ha annunciato che assumerà da qui al 2020, 650 persone autistiche, cioè , 1% dei suoi dipendenti (65.000). Il lavoro dei nuovi assunti ? Testare software, programmare e verificare la qualità dei prodotti dell’azienda.
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Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, Fonte fr.myeurop.info

Autismo: Gli autistici hanno una marcia il piu’ e il colosso SAP li assume

SAP autismo lavoroIl colosso tedesco Sap punta ad assumere centinaia di autistici come programmatori e collaudatori di software nei prossimi sette anni. Dopo i progetti pilota lanciati in India e in Irlanda, l’azienda ha annunciato che il suo obiettivo è trovare persone “che pensano in modo diverso”, per favorire l’innovazione. Entro il 2020, l’1% dei suoi attuali 65.000 dipendenti dovrebbe essere affetto da autismo. Nel progetto già avviato in India, dove sono state assunte sei persone con disturbi autistici come collaudatori di software, l’azienda ha registrato un aumento di produttività e di coesione nel gruppo di lavoro. Uno dei dirigenti di SAP, Luisa Delgado, ha tenuto a sottolineare la convinzione dell’azienda sul fatto che “l’innovazione arrivi dai margini”. “Soltanto impiegando persone che pensano in modo diverso e che portano innovazione la Sap sarà pronta ad affrontare le sfide del XXI secolo”, ha aggiunto. L’assunzione del personale verrà gestita in collaborazione con Specialisterne, un’organizzazione danese che aiuta le persone affette da disturbi autistici a trovare lavoro in aziende informatiche. Il programma prevede l’assunzione di autistici in tutte le aziende del gruppo sparse nel mondo, partendo, quest’anno, da Stati Uniti, Canada e Germania.
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Autismo: Perchè la sindrome di Asperger affascina la società ?

Josef Schovanec - credit photo Bruno Levy
Josef Schovanec –
credit photo Bruno Levy

In occasione della giornata mondiale dell’autismo, il 2 aprile, ci siamo interrogati su un fatto curioso della società: la crescente popolarità della sindrome di Asperger, una forma di autismo associata ad un alto quoziente intellettivo. Un fascino ambivalente.

Scienziato dotato, dalle conversazioni sfalsate e i comportamenti ossessivi e irresistibilmente strani, Sheldon Cooper ha portato al successo la sitcom americana The Big Bang Theory, e il suo interprete ha vinto l’Emmy Award come migliore attore di serie comiche. Sheldon Cooper presenta tutti i tratti di una persona Asperger, forma di autismo associata ad un QI elevato. E i personaggi come lui hanno successo. E’ quello che dimostra uno studio apparso su Encéphale, su iniziativa di due psicomotricisti del CHU (Centro Ospedaliero Universitario) di Toulouse, fans della serie e terapeuti di giovani “Aspies”, storditi nel vedere il moltiplicarsi della presenza di persone Asperger nelle fiction.

Dopo Rain Man, che ha fatto scoprire al grande pubblico una forma di autismo molto lontana dai luoghi comuni, sono i piu’ recenti Adam o Mary e Max, che hanno affrontato l’argomento con grande finezza al cinema. Senza contare le serie ( Grey’s Anatomy o Skins) e i libri della serie best-seller Millennium di Stieg Larsson. Comportamenti ripetitivi e stereotipati, comunicazione, socializzazione e accesso alle emozioni difficile; ma anche una mente logica, minuziosa, rigorosa, capacità enciclopediche e talenti fuori dal comune per la scienza e l’informatica: la personalità Asperger si presta per tutti i registi, dal dramma sociale e affettivo, al genere comico, passando per la fantascienza e il genere poliziesco. E’ intrigante per le sue bizzarrie, e fa ridere. E rileva l’inadeguatezza di persone anche autonome e brillanti.

” Sul piano cognitivo, queste persone non hanno gli strumenti per decodificare i segnali d’ordine sociale, non verbali, in modo che non possono identificare il pensiero e le emozioni degli altri, e tanto meno reagire “, spiega lo psicomotricista Eric Aubert, uno degli autori dello studio. Nella realtà, questo puo’ provocare rigetto e violenza. Nella fiction, questo apre un abisso di riflessioni ” Queste persone hanno enormi risorse che sono a noi inaccessibili, e delle grandi difficoltà quando si tratta di condividere le loro conoscenze enciclopediche. Questo ci affascina e ci spaventa allo stesso tempo, perchè ci interroghiamo sui nostri limiti e le nostre aspirazioni”.

Una persona su 110 nel mondo soffre di un disturbo autistico, e l’autismo sta forse diventando una componente della cultura moderna ?

” Negli Stati Uniti o nei paesi scandinavi, fa parte del paesaggio, e ne parlano spesso. Idem in Giappone, dove entra particolarmente in risonanza con una cultura che valorizza una forma di timidezza sociale, ordine, rispetto scrupoloso delle regole e l’uso delle nuove tecnologie “, commenta Josef Schovanec . Nel 2012 , questo giovane uomo ha scritto un libro dove racconta le sue difficoltà e l’apprendimento della vita sociale attraverso una testimonianza sensazionale.

La popolarità della sindrome di Asperger lo lascia abbastanza dubbioso. ” Ci chiedono di fare dei numeri da circo alla televisione, ma non parlano mai di quella che è la nostra vita reale “, ha replicato, dopo che la sua immagine si è fermata sul superdiplomato poliglotta. ” Non dicono che gli autistici vivono in condizioni di precarietà e fanno fatica a trovare lavoro in Francia, e il Ministero dell’educazione scolarizza solo il 20% dei bambini autistici “.

All’estero invece, le sue dichiarazioni sono di estrema banalità, perchè fuori dall’Esagono, ” l’autismo è conosciuto ed è diventato tendenza; anzi sono in situazione di sovradiagnosi, sottolinea Peter Vermeulen, ricercatore fiammingo specializzato in autismo. Mentre in Francia gli autistici sono scartati dal mondo del lavoro ( anche in Italia !, nota di Mondo Aspie ), in altri paesi creano aziende che mettono in luce le qualità uniche degli Asperger. In Danimarca, Specialisterne (gli specialisti) hanno scelto di utilizzare le loro capacità eccezionali ( concentrazione, il monitoraggio e la memorizzazione di informazioni, la resistenza a svolgere compiti ripetitivi ) come vantaggi competitivi per i tesi di specifici software e il trattamento di dati.

“Noi ci adattiamo bene al mondo digitale e mi sono chiesta se non rappresentiamo una nuova tappa dell’evoluzione della specie umana ? “, ha dichiarato Susan Conza (Aspie) dirigente di un’azienda che si occupa d’informatica. Negli Stati Uniti, alcuni hanno sviluppato l’idea che l’autismo sia una forma di specificità culturale e che una società autistica che unisce ordine, trasparenza e correttezza sarebbe certamente migliore.

In un mondo sempre piu’ tecnologico, questa idealizzazione non nasce per caso. In effetti, esiste una parentela tra il funzionamento di un computer e il cervello autistico, come ha dimostrato Peter Vermeulen. “Normalmente, l’uomo reagisce in modo flessibile ai segnali e alle parole perchè è capace di attribuirgli significati differenti “, spiega il ricercatore. ” Le macchine al contrario , rispondono a dei comandi univoci e non sono in grado di adattarsi, e questo le puo’ portare ad effettuare cose assurde. Allo stesso modo gli autistici hanno bisogni di ordini chiari e precisi perchè non sanno utilizzare il contesto”.

E questo potrebbe spiegare quando immaginiamo un mondo dove ” per soddisfare i requisiti tecnologici, sarebbero avvantaggiati quelli che hanno comportamenti d’ordine meccanico”. Un mondo fondato su una comunicazione in realtà estremamente povera, dove ciascuno diventa semplice ricetrasmettitore d’informazioni, dove i sensi hanno meno importanza in tutte le direzioni” . Per lo psichiatra Satoshi Kato, gli individui saranno semplicemente obbligati ad “Aspergerizzarsi” per poter sopravvivere. “L’equilibrio tra emozione e logica è molto perturbato” , dopo l’avvento della società industriale “l’espressione delle persone è diventata uniforme e i loro movimenti emotivi si sono impoveriti “.

La sindrome di Asperger, affascina dunque la nostra epoca. Come lo specchio in cui vediamo riflessi i tratti del nostro viso. Tuttavia, la società non è diventata piu’ semplice  e piu’ facile da vivere per gli interessati. Anche se l’informatica e internet li aiutano a comunicare e a pianificare per poter controllare l’ambiente. ” Gli autistici, sono straordinari nelle procedure di ricerca sul web, ma nell’uso sociale si trovano in difficoltà. Sono le prime vittime del cyber-bullismo. Anche se hanno competenze fuori dal comune, l’autismo è presente, e le persone soffrono. ” Non sono indifferenti alla loro inadeguatezza sociale, e anche se sono consapevoli tendono ad isolarsi “.

“In realtà, gli autistici vengono sempre di piu’ espulsi violentemente dal nostro sistema, perchè il nostro mondo è troppo rapido,  caotico, e ci sono troppe informazioni da gestire in tempi brevi, e dunque, delle decisioni da prendere in priorità, aggiunge Peter Vermeulen. E cio’, porta alla sofferenza numerose altre persone. Ma l’autismo è un termometro per la società: se non è autistico-compatibile, difficilmente sarà compatibile con l’umano…”

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Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: Lavie.fr

Autismo carriere: Il potenziale non sfruttato delle persone con la Sindrome di Asperger

La società e il mercato stanno scoprendo poco a poco che potrebbero approfittare di una peculiarità degli autistici, in particolare quelli con la Sindrome di Asperger: la loro estrema meticolosità. Alcuni settori economici, soprattutto l’informatica stanno aprendo le porte agli autistici, e in particolare agli Asperger, e Albert Einstein era uno di loro. Il motivo: Gli “Aspie” hanno difficoltà nelle interazioni sociali e si destabilizzano facilmente nelle situazioni impreviste, ma in materia di perseveranza, di meticolosità e attitudine a reperire gli errori e le anomalie, sono spesso piu’ abili di quelli che vengono soprannominati i “neurotipici” ( le persone normali). Anche se in certi settori hanno già capito che potrebbero trarre profitto dalle qualità degli autistici per migliorare  i loro prodotti e i loro servizi, le competenze degli Asperger restano ancora molto sconosciute e scarsamente utilizzate. E’ cio’ che afferma Judith Sitruk, che li aiuta ad entrare con successo nel mondo del lavoro: ” Quando hanno la possibilità di lavorare nel campo che prediligono e di loro competenza,  e se l’ambiente circostante tiene conto delle loro particolarità e caratteristiche, sono in grado di svolgere eccezionali quantità di compiti lavorativi, di una qualità notevole. Il progetto Opportunità Asperger dell’Associazione Compagnie des TED ( Disturbi pervasivi dello sviluppo), dove lavora Judith Sitruk, sottolinea che i settori potenziali “Aspie-compatibili” sono numerosi: disegno tecnico, contabilità, ricerche, traduzioni, meccanica di precisione, controllo qualità… ” Ho avuto l’occasione di accompagnare un apprendista cuoco autistico, racconta Juditk Siruk, e come ha potuto constatare lo chef era completamente sfasato in caso di “imprevisto”, ma è riuscito a confezionare 500 tartine tutte identiche e impeccabili, e provava un piacere profondo nel farlo”. Rigore e perfezionismo nei loro campi preferiti sono dei tratti che questi autistici sembrano avere in comune, al di là della loro individualità. ” Il deficit degli Asperger, è l’implicito (che non è espresso a chiare lettere), riassume Annie Raymond, madre di un giovane Asperger di 18 anni. Il loro bisogno di esplicito (chiaramente espresso)  è assoluto. La conoscenza iperdettagliata del sistema e delle regole e per loro l’unico modo di rendere il mondo comprensibile e di progredire”. Questa particolarità sarebbe legata al sistema cognitivo degli Asperger: L’elaborazione delle informazioni sensoriali è molto perturbato negli Asperger, sia ipersensibili che iposensibili, precisa Evelyne Thommen Professoressa all’EESP di Losanna.” Alcuni autistici sono in grado di individuare elementi che noi non siamo capaci d’identificare, come i quarti di tono nella musica,  alcune sfumature di colore oppure figure nascoste in grafici complessi. Mentre i neurotipici hanno un pensiero globale, in virtu’ del quale il tutto è la somma delle sue parti, l’autistico invece pensa in dettagli  e per lui, il tutto non è la somma delle parti”.

Altre particolarità: Gli Asperger avrebbero un deficit della ” Teoria della Mente”. Gli mancherebbe dunque la capacità d’identificare i sentimenti degli altri, e quindi l’effetto che hanno su di loro. Un deficit molto invalidante, data l’importanza delle interazioni sociali per essere accettati. Una formazione specifica per fare apprendere a memoria il repertorio delle espressioni e il loro significato rispettivo: guardare l’interlocutore negli occhi, dire buogiorno, in breve ” Ungere le ruote”. Questo adattamento che comporta un’impressionante memoria a lungo termine capace di immagazzinare grandi quantità di dettagli, e senza dubbio la strategia compensatrice adottata spontaneamente da molto tempo dagli Asperger non diagnosticati, che hanno trovato il loro posto in alcune nicchie professionali. “Quelli che sono stati ben sostenuti da un insegnante o un mentore senza essere diagnosticati hanno avuto a volte delle carriere indipendenti o nella ricerca , conferma Evelyne Thommen. Le loro competenze, fanno passare in secondo piano l’inadeguatezza relazionale”. Ma gli Asperger che si realizzano senza avere una diagnosi, o gli autistici eccezionalmente brillanti come Daniel Tammet o Temple Grandin, non devono far dimenticare tutti quelli che stanno lottando OGGI perchè non sono stati diagnosticati in maniera adeguata. ” Attualmente, non tutti gli Asperger adulti sono impiegabili, sottolinea Judith Sitruk. Molti di loro hanno avuto un percorso difficile. E’ in piu’ hanno vissuto l’esclusione, le molestie, gli abusi senza aver avuto modo di difendersi durante il loro percorso scolastico, perchè non sono stati sostenuti correttamente sulla base del loro potenziale e delle loro attitudini. Queste persone devono prima ricostruirsi”. Gli specialisti sono d’accordo oggi, sui vantaggi di una diagnosi precoce che permetta di mettere in atto una presa in carico individuale, col fine d’identificare il prima possibile le potenzialità del bambino. “Le persone che soffrono potrebbero guadagnare molto sulle loro difficoltà e potrebbero migliorarsi se si mettesse un nome alla loro condizione”, spiega Véronique Zbinden Sapin, professoressa all’ Haute Ecole di Friburgo del lavoro sociale. “I professionisti, pediatri e insegnanti, psicologi, logopedisti e psicomotricisti che lavorano nei servizi scolastici dovrebbero conoscere meglio questa sindrome. Su questo piano, come anche per l’integrazione e l’utilizzo del potenziale degli autistici, il lavoro da fare resta enorme”.

I genitori dei bambini autistici, oggi sono soli e devono regolarmente confrontarsi con l’ignoranza e la mancanza di flessibilità degli ambienti medici e scolastici. Risultato: diagnosi sbagliate e tardive, una penuria di sostegno e rigidità delle istituzioni educative, che faticano a confrontarsi con questi bambini particolari. Temple Grandin con il suo modo franco di parlare ha detto: “Senza di noi, le arti e le scienze non esisterebbero. Se l’autismo fosse stato cancellato dalla superfice terrestre, gli uomini starebbero ancora a parlare intorno ad un fuoco di legna davanti all’ingresso di una caverna. Alcuni pensano che l’umanità debba la scoperta del fuoco ad un autistico “.

La sindrome di Asperger in 5 punti

– Forma di autismo senza deficit intellettuale ne ritardo del linguaggio che fa parte dei disturbi pervasivi dello sviluppo.

– Disordine dello sviluppo di origine neurobiologica che colpisce piu’ i maschi delle femmine.

– Sindrome  che causa difficoltà nelle interazioni sociali.

– Descritta per la prima volta nel 1943 dal pediatra viennese Hans Asperger, e  valorizzata dalla psichiatra Lorna Wing nel 1981, riconosciuta ufficialmente nel 1994 dal DSM IV ( manuale diagnostico dell’associazione psichiatrica americana).

– Prevalenza: da 1 a 250 su 10.000 bambini. 1 bambino su 300 secondo le stime .

Asperger famosi

Albert Einstein, Glenn Gould, Bill Gates, John Forbes Nash, Wolfgang Amadeus Mozart, Ludwig Wittgenstein, Marie Curie, Georg Mendel, Béla Bartok…

Imprese che impiegano persone con la Sindrome di Asperger

– Asperger Informatik, Zurigo

– Passwerk, Berchem, Belgio

– Specialisterne (DK, GB, CH, IS, A, USA)

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie,  fonte Largeur.com

Autismo ed Economia: Gli autistici come consulenti

L’idea come spesso accade, è nata da un bisogno personale urgente: Thorkil Sonne (nella foto)  ha un figlio autistico e non voleva privarlo del suo avvenire professionale. Tuttavia, anche se in Danimarca, prevale lo Stato-previdenza, questa disabilità invisibile è un ostacolo insormontabile. Nel 2004, ha creato la compagnia Specialisterne (“Gli specialisti”) .

Con questo nome in stile serie americana, Specialisterne punta ad una nicchia particolare sul mercato del lavoro: collocare gli autistici nelle imprese e trasformare l’operazione in un affare redditizio. Lo slogan “La passione per il dettaglio” perchè è qui che gli autistici e in particolare quelli con la Sindrome di Asperger apportano all’impresa che li assume un valore aggiunto redditizio.

Gli specialisti trasformano le caratteristiche dell’autismo – la passione per le cifre, la preferenza per i compiti ripetitivi – in assi nella manica. “La maggior parte dei nostri consulenti se la cava bene nell’identificare i piccoli dettagli, gli errori in lunghe liste di dati, nell’ identificare particolari che escono dall’ordinario, laddove altri avrebbero la tendenza ad annoiarsi”, spiega Bryan Dufour un francese che ha raggiunto la compagnia per sviluppare il concetto all’internazionale.

Gli Specialisti si presentano come un’impresa di consulting e servizi informatici  che vanno dal trattamento al trasferimento di dati,  all’organizzazione di database, passando da i test per i software.

Aiuti del governo

Le disabilità della trentina di consulenti vengono prese in considerazione durante il colloquio tra i responsabili del loro inserimento e il cliente. “Le persone con la Sindrome di Asperger sono sensibili alla luce, a seconda dei  casi, bisogna regolarla  per evitare una depressione, spiega Henrik Thomsen, responsabile della compagnia. Per altri ad esempio bisogna evitare che nell’ambiente lavorativo diano le spalle a qualcuno, e quindi li installeremo vicino ad un muro, se invece c’è molta gente monteremo un muro scorrevole di separazione”.

Tutti lavorano part-time, perchè una giornata intera li esporrebbe a troppo stress. Vengono prima assunti in prova e poi vengono formati. Questo tempo di osservazione è utile in seguito per adattare  il posto di lavoro alla personalità del consulente autistico. cio’ significa che i costi di lavoro per inquadrarli sono eleveti. Pagati in funzione del tempo lavorato per gli Specialisti, il loro stipendio è completato fino al 100% nel quadro degli aiuti dle Governo. ” A questa condizione puo’ funzionare”, ammette H. Thomsen.

I benefici vengono reinvestiti nella società, che ha sviluppato un modello di gestione delle persone autistiche. Specialisterne a preso contatti in 70 paesi ed ha altre sedi in Scozia, Svizzera e Islanda. E seguiranno altre aperture.

Tradotto da Mondo Aspie: Fonte: Le Monde