Sviluppo del linguaggio: il bambino a due anni dovrebbe conoscere almeno 25 parole

Mamma, ciao, pappa, biscotto sono alcune delle parole che ogni bambino dovrebbe utilizzare all’età di due anni.

(AGI) – Vancouver, 20 feb. – ‘Mamma’, ‘papa”, ‘latte’, ‘cane’ e ‘biscotto’, sono solo alcune delle 25 parole che ogni bambino dovrebbe utilizzare all’eta’ di due anni. In generale, sono parole che riguardano giocattoli, cibo, animali e naturalmente la propria famiglia che sono state elencate da un gruppo di scienziati americani in una ricerca intitolata Language Development Survey. I risultati sono stati presentati al meeting annuale dell’American Association for the Advancement of Science che si e’ tenuto a Vancouver. In realta’ l’elenco e’ molto piu’ lungo, 350 parole che dovrebbero far parte del vocabolario di un bambino, ma 25 e’ il numero minimo che il piccolo ‘deve conoscere’. La lentezza con cui un bambino, infatti, impara queste parole puo’ essere un segno di problemi piu’ profondi, come l’autismo e la sordita’. I genitori possono consultare l’elenco e spuntare le parole che il proprio bambino conosce e verificare se per caso c’e’ qualcosa che non va. Dalla ricerca e’ emerso che il bambino medio conosce 150 parole, ma punteggi che vanno da 75 a 225 sono da considerarsi normali. Il campanello d’allarme dovrebbe suonare gia’ quando il bambino usa solo 50 o meno parole. Venticinque e’ il numero di parole piu’ comuni e sono le prime che il bambino impara a dire. “Se il bambino – ha detto Leslie Rescorla, che ha progettato l’elenco – non utilizza la maggior parte di queste parole entro i 24 mesi probabilmente impara a parlare tardi”. Ma attenzione a non farsi prendere dal panico. Gli stessi scienziati hanno riferito che ci sono abili oratori che pero’ hanno imparato a parlare tardi da piccoli. Ma se il bambino presenta grosse difficolta’ a due anni mezzo d’eta’, gli scienziati consigliano una terapia del linguaggio che non dovrebbe essere rimandata oltre i 3 anni d’eta’. Nel corso del meeting e’ emerso che fino al 20 per cento dei bambini di 2 anni sono rimasti indietro nell’imparare a parlare rispetto ai coetanei. Di questi, quasi la meta’ e’ suscettibile di uno sviluppo tardivo che sara’ recuperato un po’ piu’ avanti. Ma in altri casi, il bambino avra’ problemi anche in seguito. Un vocabolario troppo piccolo a due anni d’eta’, infatti, puo’ anche essere un segnale di altri problemi, compresa la dislessia. Gli scienziati sono convinti che la tv o in generale i video che permettono l’ascolto di discorsi non possono sostituire l’attenzione dei genitori. Le interazioni reali con il bambino, infatti, sono particolarmente importanti quando si trova nella fase di imparare a ‘decifrare il codice’.

 

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