Autismo: Padre sviluppa applicazione per comunicare con la figlia autistica ( video )

L’applicazione TippyTalk permette alla figlia di 5 anni di Rob Laffan, Sadie, diagnosticata autistica, di comunicare i propri bisogni ed esprimere le sue emozioni. In Irlanda, Rob Laffan, papà di una bambina autistica, ha creato un’applicazione per smartphone e tablet per interagire con lei, TippyTalk. Un grave problema dei bambini autistici è la comunicazione. TippyTalk offre una successione di immagini che permettono al bambino di comunicare cio’ di cui ha bisogno,  oppure di esprimere un’emozione. Questa applicazione utilizza il sistema PECS ( sistema di comunicazione mediante scambio per immagini ). Questo metodo viene utilizzato da molti genitori di bambini con autismo o disturbi associati. Per esprimersi, è sufficiente premere sulla la foto della persona a cui ci si vuole indirizzare, chiedere un’attività, oppure comunicare un bisogno toccando l’immagine corrispondente, e il messaggio viene “tradotto ” tramite un SMS direttamente sul telefono delle persone che hanno installato l’applicazione. Un altro vantaggio: il bambino puo’ utilizzarla  per comunicare ovunque con chi vuole, anche se la persona è lontana.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: parents.fr 

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Autismo: ragazzi autistici, lanciano un giornale per aprirsi al mondo

autistici-giornalistiAutismo: ragazzi autistici, lanciano un giornale per aprirsi al mondo” . Per il primo numero ho voluto scrivere un articolo sugli attentati che colpiscono il cuore di tutto il mondo “, spiega Rayyan. Da novembre 2015, questo quindicenne autistico, partecipa ogni settimana al gruppo ” giornale ” organizzato dal Servizio di educazione speciale e cure a domicilio ( Sessad ) a Villeurbanne.

Un’iniziativa partita dagli educatori del centro per aiutare questi giovani a uscire dall’isolamento attraverso l’apertura sul loro quartiere, la loro città e facendogli scoprire nuovi interessi.

” Questo proposito piace molto ai genitori, che attraverso il giornale, possono seguire la vita dei loro bambini all’interno del Sessad. Per questi adolescenti,  la scrittura di un giornale permette la scoperta di altre cose, la condivisione delle idee, dei centri d’interesse e l’interazione con altre persone, che non è necessariamente ovvia per loro “, sottolinea Diane, educatrice responsabile del progetto.

Aiutarli ” per fargli esprimere cio’ che gli sta a cuore ” 

Ogni mercoledi’, la piccola squadra di apprendisti giornalisti, si ritrova in una stanza del Sessad improvvisata in redazione , per discutere degli argomenti che verranno trattati nel prossimo numero del trimestrale. ” Ci adattiamo ai loro interessi. Parlano molto delle loro passioni, succede, come per l’articolo sugli attentati, Rayyan voleva discutere di attualità. Parliamo tutti insieme . Questo progetto li aiuta ad esprimere cio’ che gli sta a cuore “, aggiunge Corinne, educatrice.

Per riempire la testata giornalistica , gli adolescenti, seguiti dagli educatori del Sessad, realizzano interviste e reportage. Sono andati anche al  Pôle Pixel, a Villeurbanne, dove hanno girato la serie Kamelott, per intervistare il regista. Si sono anche recati sulle pendici della  Croix-Rousse alla scoperta delle opere di strada e hanno realizzato un reportage insieme ai graffitari della Coulure . ” Prepariamo prima le interviste, perchè per loro è difficile improvvisare, anche se alcuni ci riescono “, spiega Corinne.

Automobili, calcio e videogiochi…

Quando si tratta di giocare ai giornalisti, Raphaël sembra, come Rayyan, si delizia nel ruolo di intervistatore. Soprattutto se l’argomento parla di calcio e della sua squadra preferita. Tiene sempre la sciarpa dell’equipe annodata al collo.

“Quello che mi piace fare in questa rivista, è condividere quello che amo insieme alle altre persone e ai miei amici “, racconta Kenny, uno dei ragazzi del gruppo. I suoi articoli ruotano attorno al mondo dei videogiochi. Edouard, 12 anni scrive articoli sulle macchine di grossa cilindrata che lo fanno sognare, come la Chevrolet Camaro. ” Sa tutto, nei minimi dettagli : i modelli, i consumi, i prezzi ” , ride Diane, l’educatrice.

Emma, 15 anni, si interessa come le ragazze della sua età alla moda e agli Youtubers, come Cyprien e EnjoyPhoneix. Ma la ragazza non è ancora stata raggiunta dalla passione per il giornalismo. ” Penso che non sono fatta per questo “, confida l’adolescente, che tra le rubriche di auto e videogiochi, proverà a portare un tocco femminile nel prossimo numero che verrà distribuito, circa un centinaio di copie.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: 20minutes.fr

Autismo: bambini autistici. rompono l’isolamento con i blocchi LEGO

lego-bambini-autisticiI bambini autistici sono spesso attirati dai LEGO, che richiedono una struttura, un piano e un assemblaggio a tappe. Il design dei mattoncini è imperniato sull’ergonomia, affinché siano utilizzabili intuitivamente da chiunque senza l’ausilio di istruzioni. I Lego, fanno parte di un ” sistema ” Ogni nuova serie o scatola è compatibile con il resto del sistema; ciascun pezzo, indipendentemente dalle sue dimensioni, forma o funzione, si incastra con la maggioranza degli altri LEGO.

Il club LEGO è nato grazie all’ Organizzazione Autismo dell’Est del Quebec (ADEQ) a Rimouski. Una bella occasione per i bambini, ma anche per i genitori che possono incontrarsi, confrontarsi e scambiarsi idee. Nel seminterrato della Biblioteca Lisette-Morin, quindici bambini con disturbo dello spettro autistico si sono riuniti intorno ad un grande tavolo per dedicarsi ad un gioco che li appassiona in modo particolare: i blocchi LEGO.  ” Il nuovo club LEGO è un occasione d’oro per questi giovani autistici perchè possono giocare insieme. Le forme di dialogo sono difficili “,  dice Julie Sirois , mamma del piccolo Lohan ideatrice del club. ” L’importante sono i tentativi di comunicazione come ad esempio – Voglio quel LEGO la, me lo puoi prestare ?  – “.

” Per i genitori invece rappresenta un bisogno di scambio importante, non ci sono molte occasioni d’incontro per le famiglie e i loro bambini con autismo per discutere del quotidiano.  Alle volte è solo per scaricarsi e dirsi mi fa bene parlare con qualcuno che vive le stesse problematiche, aiuta molto “, spiega Julie Sirois.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: ici.radio-canada.ca

Firma la petizione: Un progetto per mio figlio Saulo, affetto da autismo grave

rosemary-e-sauloPer cortesia, vorrei chiedere la vostra firma per aiutare mio figlio Saulo ad essere assistito. Grazie di cuore!

Mi chiamo Rosemary e sono la mamma di Saulo, un ragazzo affetto da autismo grave. Viviamo a Pistoia e non abbiamo nessuno: siamo solo noi due, sempre insieme. Io mi prendo cura di lui ogni giorno, con amore e tenacia. Per la sua crescita, però, è importante che mio figlio si stacchi da me, che si rompa quel cordone ombelicale che lo tiene così distante da tutto il mondo esterno.

A febbraio 2012 Saulo aveva iniziato un percorso nel centro “Casa di Gello”: a giugno del 2014, però, ha voluto interromperlo e io non ho potuto fare nulla, da sola, per convincerlo a continuare a frequentarlo. Probabilmente – ho pensato – i forti tagli di risorse che hanno interessato la struttura si sono ripercossi su attività e operatori, facendo sentire mio figlio più insicuro e dunque poco motivato a proseguire. Certamente è mancato un progetto adatto a lui, studiato sulla sua particolare situazione.

Saulo ha bisogno di essere seguito, di dedicarsi ad attività che lo aiutino a essere almeno semi-autonomo.

Finora ho fatto tutto quello che mi era possibile: sono stata già diverse volte dall’assistente sociale, ho chiesto aiuto alla struttura che Saulo frequentava, ho consegnato un progetto individuale per mio figlio al Direttore dell’ASL di Pistoia, ho spiegato la situazione al Direttore della Società della Salute, ho contattato addirittura il Vice Presidente della Toscana. Ma non sono riuscita a ottenere risposte concrete da nessuno.

Ho scoperto di recente che il “caso” di mio figlio è registrato presso la ASL come il più complicato di Pistoia, a causa della nostra condizione di solitudine. Evidentemente sono tutti coscienti della situazione… e questo mi scoraggia ancora di più, perché nulla, nonostante tutto, sembra cambiare.

Adesso faccio questo ultimo tentativo e invoco il sostegno di voi tutti: aiutatemi perché per Saulo possa essere studiato e fissato un progetto individuale, un progetto apposta per lui, che ci aiuti a vivere meglio.

Firma su Change.org

Il sentiero delle fate, dove la magia incontra l’autismo

autismo-bosco-delle-fateMilliburn, vent’anni fa piccole case delle fate iniziarono ad apparire. Delicate creazioni realizzate in gran parte con materiali naturali che si possono reperire nei boschi. Una piccola sedia creata con una ghianda, una scala formata da ramoscelli, un divano imbottito di muschio, un fungo essiccato come tavolo. Therese Ojibway, ha creato questo luogo incantato per aiutare Clinton, a cui era stata diagnosticata la sindrome autistica all’età di tre anni. Therese che è un insegnante di sostegno ha nj-fairy-trail5-537x401iniziato a portare Clinton nei boschi per alleggerirlo dallo stress delle terapie comportamentali. ” Seguiva istruzioni tutto il giorno e aveva bisogno di un posto dove rilassarsi e in cui sperimentare la gioia di giocare immerso nella natura. Questo tipo di libertà è incredibilmente terapeutica” , spiega Therese.  Oggi Clinton è un adulto, una volta alla settimana insieme alla sua mamma visita il bosco per effettuare le riparazione delle case se necessario. Il loro bosco delle fate è frequentato da tante famiglie, molte delle 18fairyhousesembed3-master675quali con bambini autistici.
Chi attraversa il sentiero fiabesco non sottrae nulla, anzi aggiunge: ad ogni visita Therese e suo figlio Clinton trovano nuovi giochi, nuove tracce, indizi del passaggio delle “fate”.
” E’ un posto dove tutti i bambini, soprattutto quelli con autismo, possono passeggiare, guardare gli uccelli, giocare, seguire le loro fantasie senza sentirsi osservati “, spiega Therese Ojibwai , “Le famiglie possono venire qui e trascorrere ore a contatto con la natura, per divertirsi insieme, tra gli alberi, esplorando la natura e vivendo un sogno”.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, Fonti: The New York Times, Ago Press

Qui la pagina FB: South Mountain Fairy Trail

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Autismo: 11 cose da non dire a un genitore di bimbo autistico

basta autismo11 cose da non dire a un genitore di un bimbo autistico.

1. Passerà crescendo.

No, non passerà. Lui diventerà grande e probabilmente riuscirà a gestire il suo autismo, se lui avrà tutto l’aiuto e il supporto di cui ha bisogno.

Ma lui sarà sempre autistico.

2. A me sembra normale.

Semplicemente se mio figlio si trova in quello che lui percepisce come un ambiente sicuro, apparirà non diverso da un bambino neurotipico.

Dategli 5 minuti e lui butterà giù la casa a urli per la frangia che tocca il lato della sua faccia e ciò lo spaventa.

3. Perché non può salire sul treno, attraversare la strada, essere lasciato a casa da solo per un po ‘alla sua età?

Perchè è autistico.

Il modo in cui reagisce oggi non è un’indicazione di come reagirà domani.

Oggi è perfettamente in grado di attravesare la strada da solo, domani potrebbe attraversare davanti a un camion senza pensarci su.

4.Obbligalo a farlo

Hai mai provato a discutere con bambino autistico?
Hanno una capacità di logica tale da annullare le menti più brillanti

Mio figlio può non solo sostenere che il nero è bianco scintillante, ma alla fine sarai tu ad arrenderti.

5.Avrebbe bisogno di una bella sculacciata
Alcune persone me lo hanno detto questo e in qualche modo sono ancora vive…

Tu non proveresti a curare così il cancro di un bambino, perchè suggerisci di farlo a un bambino con una condizione invisibile?

6. Hai provato con le vitamine?
Allontanati il più possibile da me prima che ti tiri in testa tutti gli integratori che uso per la sua salute perchè lui adesso mangia solo pasta pizza e cioccolato.

Non ti preoccupare, il prossimo mese magari vorrà solo verdure e succhi di frutta. Io spero solo che si arrivi a un equilibrio.

7. Non può essere autistico, lui ha contatto oculare

Magari perchè ha imparato ad adattarsi. E quasi certamente in realtà starà guardando il tuo naso e non ascolta niente di ciò che dici.

8.Le amicizie sono difficili per tutti i bimbi

Si, e sono più diffiicili se non sai dire mai la cosa giusta e gli altri bimbi non capiscono che tu non puoi giocare perchè significa toccare le persone.

9.Pregherò per voi
Preferirei che tu venissi a lavare i piatti mentre mi sdraio sul divano e cerco di ignorare le urla per dieci minuti, se è lo stesso per te.

10. L’hai vaccinato?
Taci!

11. Ahh, come Rainman? qual è il suo talento speciale?
Rainman era UNA persona con autismo, sono tutti differenti.

Mio figlio ha il talento speciale di farmi piangere di frustrazione un minuto e di essere assolutamente adorabile il minuto successivo che io non posso immaginare che sia in nessun altro modo.

Grazie a Simona Torlai per la traduzione.

Fonte: healingbright.com

Autismo e lavoro: Alan e il vivaio di piante carnivore

alan vivaistaBretagna. Alan Ripaud,21 anni,  vivaista con la sindrome di Asperger dopo un percorso scolastico caotico ha deciso di dedicarsi interamente alla sua passione: le piante carnivore. Alan sta creato un’impresa sfruttando la sua grande conoscenza sulle piante e la loro fisiologia. E’ infatti un esperto in materia. Difficile immaginare che Alan sia autistico, la sindrome di Asperger gli è stata diagnosticata all’età di 10 anni. A causa della sua ” diversità ” ha rischiato di rimanere isolato, ma grazie all’aiuto di sua mamma e spinto dalla sua passione è riuscito a veicolare le sue energie intorno a un progetto. Un vivaio di piante carnivore e ornamentali concepito per lui che alan autismo e lavoro.jpg 1si adatta ai suo ritmo di lavoro e alla sua capacità di concentrazione.