Libro: “La differenza Invisibile”, la sindrome di Asperger al femminile e le sue difficoltà

Libro illustrato, best seller in Francia, di immediata informazione e comprensione delle dinamiche appartenenti al Mondo Aspie al Femminile, il messaggio che trasmette è quello di rispettare la sfera comportamentale degli individui, senza avere la ” pretesa ” di normalizzare le persone Asperger. L’educazione alla tolleranza attraverso un fumetto.

” Non è facile arrivare alla diagnosi di Asperger e così spesso la scoperta della sindrome avviene solo in età adulta. Come nel caso di Marguerite, 27 anni, impiegata in un’importante multinazionale che tenta inutilmente di condurre una vita normale: ha un fidanzato e degli amici, ma preferisce non uscire o passare i pomeriggi da sola al parco. Arriverà per lei il momento di affrontare i suoi problemi e scoprirà di non essere «fuori di testa», come spesso viene definita. Comprenderà di avere semplicemente un modo differente di approcciarsi con il mondo e per lei inizierà finalmente una nuova vita. ”

L’opera, edita da LSWR, ci fa conoscere le difficoltà di una giovane Asperger in un mondo che ignora la sua sindrome e che guarda con sospetto qualsiasi comportamento deviante dalla sfera del “normale”. Una storia sulle differenze e sulla capacità di accettarle.

Articoli che parlano dell’autrice, Julie Dachez :

Autistica Asperger scrive un fumetto per far conoscere la sindrome

Super Pépette, la blogger Asperger che osa parlare di autismo

Il libro è disponibile su Amazon

 

 

10 Falsi miti dell’autismo

L’autismo non è omogeneo. L’autismo ha molte facce. Diverse personalità e menti differenti. Detto questo, la neurologia delle persone autistiche ha radici comuni.

Quando parliamo di autismo è impossibile parlare per tutti. Come tutti gli umani, gli autistici hanno un bagaglio genetico, ambientale, sociale, culturale che rende le loro menti uniche.

Nel corso degli anni varie osservazioni hanno portato a differenti conclusioni. Tuttavia, alcune di queste, affrettate, hanno portato a falsi miti sull’autismo ancora persistenti nella popolazione.

L’autismo è una malattia

L’autismo non è una malattia. L’autismo non si cura e non si puo’ trasmettere. Ufficialmente l’autismo è classificato come disturbo del neurosviluppo. Tuttavia, la corrente attuale ci porta a considerare l’autismo come una condizione, una neurologia diversa. Pertanto, le persone autistiche non sono né infette, né affette, né portatrici di autismo

Gli autistici non hanno empatia e nessuna emozione

L’empatia, le emozioni e la loro espressione si manifesta differentemente in tutti gli esseri umani e le persone autistiche non fanno eccezione. L’empatia autistica a volte puo’ manifestarsi attraverso gesti o parole razionali piuttosto che confortanti o amorevoli. Questa empatia non è inferiore, è semplicemente diversa da cio’ che possiamo aspettarci. Gli autistici possiedono la stessa gamma di emozioni di tutti gli umani.

 

 Gli autistici sono piu’ intelligenti o carenti intellettualmente

Gli autistici hanno la stessa intelligenza dei non autistici e con le stesse proporzioni. Alcuni sono quindi intellettualmente carenti, altri dotati e in mezzo, troviamo gli autistici con un’intelligenza nella media.

Gli autistici hanno talenti particolari

Si parla di talenti con memoria eccezionale, geni nei calcoli, etc… Alcuni si, altri no. In generale, le aree cerebrali degli autistici sono predisposte a sviluppare meglio certo facoltà rispetto alla popolazione generale. Non si tratta di superpoteri, ma, ancora di differenze neurologiche.

Gli autistici sono aggressivi

E si potrebbe aggiungere: e hanno bisogno di farmaci per controllare la loro rabbia. Le persone autistiche non sono piu’ aggressive rispetto al resto della popolazione. Il sovraccarico sensoriale e l’incomprensione dei loro bisogni possono portare l’autistico verso un crollo. In generale, queste situazioni si possono evitare prima che degenerino.

Gli autistici non sono autonomi

Alcuni si, altri no. Molti adulti con autismo conducono una vita ordinaria in modo autonomo: lavoro, casa, coppia, famiglia, etc… Il livello di supporto varia da persona a persona. Tuttavia, al momento, esite ancora una grande percentuale di autistici che non riescono a raggiungere l’autonomia completa per motivi diversi: mancanza di sostegno, di inclusione sociale, etc.

Gli autistici non guardano negli occhi

Non avere il contatto oculare non è una caratteristica che contraddistingue gli autistici. Alcune persone con autismo riescono a mantenere un contatto oculare diretto senza difficoltà, altre ci riescono attraverso la pratica. Per alcuni autistici, il contatto visivo puo’ risultare difficile, oppure assente.

Gli autistici vivono nel loro mondo

No, gli autistici non sono nel loro mondo ! Sono NEL mondo e sono molto consapevoli di cio’ che li circonda. Gli umani sono essere sociali, autistici o non autistici.

I bambini autistici hanno bisogno di una disciplina severa

I bambini autistici o meno, hanno soprattutto bisogno di empatia, gentilezza, rispetto, considerazione e amore per svilupparsi pienamente.

Gli autistici devono essere corretti e trattati per essere inclusi socialmente

Gli autistici devono essere accettati cosi’ come sono. I tentativi di modificare il loro comportamento e i piccoli gesti che giudichiamo inadatti, sono attacchi alla loro natura interiore. Accettare, comprendere, decodificare, prestare attenzione ai comportamenti e adottare un atteggiamento empatico significa lasciare libero spazio a ogni pensiero autistico. Ed è cosi’ che vedremo il vero potenziale e la vera natura di un autistico e l’aiuteremo a diventare una persona autonoma.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: mamanpourlavie.com

Autismo: Sindrome di Asperger, non sono un robot senza sentimenti

Sono una persona come te: non sono un robot senza sentimenti e quando mi prendi in giro mi fai del male. A volte non capisco l’ironia o le battute, forse prendo quello che mi dici alla lettera, ma questo non mi rende meno umano. Ho dei sentimenti, e anche se non li vedi perchè non riesco ad esprimerli, a volte, le tue parole, mi fanno male.

Non sono sordo e ascolto tutto quello che mi dici, anche se non gli attribuisco lo stesso significato. Non ho nessun ritardo mentale, anche se hai l’impressione del contrario. Puoi considerarmi come una bestia strana, ma l’unica cosa che mi rende diverso da te, è la mia tendenza a vedere il mondo da un punto di vista piu’ razionale e informativo. Non sono straordinario, sono come te; semplicemente, guardo il mondo in maniera differente. Ho la sindrome di Asperger.

Tutto dipende da come guardiamo le cose. Una volta compreso il modo in cui gli Asperger pensano e vedono il mondo, cio’ che inizialmente vedi come uno svantaggio diventa ai tuoi occhi un talento o un dono.

           – Szatmari –

Non giudicarmi se non sei in grado di metterti nei miei panni

E’ facile giudicare qualcuno senza mettersi nei suoi panni senza manifestare nei suoi confronti alcuna empatia, scherzare su di loro perchè vedono il mondo diverso. Le persone Asperger presentano un’alterazione neuro-biologica dello sviluppo che influisce sull’empatia ( non è una malattia ). Tuttavia, sono gli altri che non dimostrano alcuna empatia nei loro confronti, e li utilizzano come se fossero Google per avere informazioni, come se fossero delle macchine. Non tenendo conto della sofferenza che possono provocare spogliandoli della loro umanità e giocando con i loro sentimenti.


Guardate con gli occhi dell’altro, ascoltate con le orecchie dell’altro e sentite con il cuore dell’altro “.

         – Alfred Adler –

Li giudichiamo senza pietà, li giudichiamo automaticamente senza conoscerli, solo perchè agli occhi degli altri, sono dei pezzi che non corrispondono al resto del puzzle. Nessuno cerca di mettersi al loro posto e di vivere nella loro condizione. Tutti sanno che la sindrome di Asperger figura nel DSM-5, nella sezione dei “ Disturbi dello spettro autistico “. Eppure l’autismo e la sindrome di Asperger non hanno niente a che vedere.

La sola cosa che una persona Asperger ha fuori dal comune – uno degli elementi che lo distingue dagli altri e lo caratterizza – è la mancanza di “collegamento” con le altre persone. Questo è dovuto in parte, ai problemi nell’utilizzo del linguaggio, in cio’ che è noto come pragmatica. Per quanto riguarda il resto delle caratteristiche o capacità, potrebbero esserci somiglianze e delle differenze con altre persone.

Il mondo dei sentimenti e delle emozioni è complicato per tutti

Il mondo dei sentimenti e delle emozioni è complicato per tutti, quindi l’intelligenza emotiva è fondamentale per l’adattamento dell’essere umano. Ma per un Asperger è ancora piu’ complicato. Per questo è importante avere chiare alcune regole sui bisogni e il modo di interagire con gli Aspies, tenendo conto dell’età .


Vivere con un bambino Asperger

Fin dall’inizio i bambini Asperger sono molto particolari. Con loro, occorre usare un linguaggio il piu’ positivo possibile, complimentandosi regolarmente e sinceramente piuttosto che concentrarsi su cio’ che non funziona nel loro modo di agire. E’ fondamentale insegnare loro ad ascoltare. Dobbiamo essere ragionevoli in cio’ che chiediamo loro di fare, e la domanda deve essere in sintonia con le capacità del bambino. Per questo, l’uso di una modalità di espressione semplice, chiara, concisa, migliorerà notevolmente la comunicazione. E’ importante aiutarli a identificare i loro sentimenti. E’ molto difficile per i bambini Asperger riconoscere i sentimenti degli altri ed esprimere i loro. E’ anche positivo per quanto possibile, evitare le critiche e aiutarli ad avere un’ immagine positiva di sé, poiché cio’ avrà un impatto diretto sulla loro autostima.

La sindrome di Asperger nell’adolescenza

Durante l’adolescenza, le differenze tra i bambini Asperger e gli altri si allargano; in effetti, gli adolescenti Aspies possono rimanere indifferenti agli eventi sociali o alla lotta per l’indipendenza, mentre altri giovani che avanzano verso l’età adulta cercano il loro posto nella società. Un aspetto molto importante da trattare è il rapporto con i loro possibili compagni uomini o donne, dal momento che non sono in grado di comprendere le relazioni con passione. Inoltre, in questo periodo, l’educazione sessuale deve essere un pilastro centrale, e questo vale per tutti gli adolescenti.

 
Gli Asperger in età adulta

Le persone Asperger possono condurre una vita normale ; inoltre, è il caso della maggior parte di loro. Se hanno lavorato sulla capacità di adattarsi al loro ambiente e sulle emozioni durante l’infanzia, generalmente, non avranno problemi per evolversi nel mondo degli adulti. Tuttavia, è al lavoro dove “ soffrono “ di piu’ quando devono confrontarsi con gli altri. Generalmente, sono piu’ a loro agio nei contesti dove possono sviluppare progetti individuali, con tutta l’indipendenza e la complessità che cio’ comporta. Come vedi sono un Asperger, ma non sono un robot senza sentimenti. Osa conoscermi e comprendimi. Non giudicarmi, non prendermi in giro. Cerca di capirmi e insegnami a capirti. Sono sicuro che ti sorprendero’.

Tradotto e ridattato da Mondo Aspie, fonte: nospensees.fr

” La manutenzione dei sensi “, un libro sulla sindrome di Asperger

A un incrocio tra casualità e destino si incontrano Leonardo Guerrieri, vedovo cinquantenne, un passato brillante e un futuro alla deriva, e Martino Rochard, un ragazzino taciturno che affronta in solitudine le proprie instabilità. Leonardo e Martino hanno origini ed età diverse, ma lo stesso carattere appartato. Il ragazzo, in affido temporaneo, non chiede, non pretende, non racconta; se ne sta per i fatti suoi e non disturba mai. Alle medie, però, a Martino, ormai adolescente, viene diagnosticata la sindrome di Asperger. Per allontanarsi dalle sabbie mobili dell’apatia che sta per risucchiare entrambi, Guerrieri decide di lasciare Milano e traslocare in una grande casa, lontana e isolata, in mezzo ai boschi e ai prati d’alta quota, nelle Alpi piemontesi. Sarà proprio nel silenzio della montagna, osservando le nuvole in cielo e portando al pascolo gli animali, che il ragazzo troverà se stesso e il padre una nuova serenità. A contatto con le cose semplici e le persone genuine, anche grazie all’amicizia con il burbero Augusto, un anziano montanaro di antica saggezza, padre e figlio si riscopriranno più vivi, coltivando con forza le rispettive passioni e inclinazioni. Una storia positiva è al centro di questo romanzo che trabocca di umanità e sensibilità autentiche e che contiene una riflessione sul labile confine che divide la normalità dalla diversità. Un romanzo sul cambiamento, la paternità, la giovinezza, in cui padre e figlio ritroveranno la loro dimensione più vera proprio a contatto con la natura, riappropriandosi di valori irrinunciabili come la semplicità e la bellezza.

Un libro molto bello, rilassante e umano, dove le caratteristiche della  sindrome di Asperger vengono trattate con cura, precisione e soprattutto corretta informazione sull’argomento.

Il libro è acquistabile qui: Amazon.it

Sindrome di Asperger : un’intelligenza diversa

A 13 anni, Andréa Negro ha ottenuto il suo diploma scientifico (Bac S) con menzione “ molto bene “. Secondo il quotidiano Nice Matin, il giovane ragazzo ha la sindrome di Asperger, una forma di autismo caratterizzata da un’intelligenza differente, ma anche da grandi difficoltà sociali.

Andréa Negro ha ottenuto il suo Bac S opzione scientifica con una media generale di 18,45/20. Una bella performance soprattutto per il ragazzo che ha solo 13 anni !

Un’intelligenza diversa

Le persone Asperger hanno un’intelligenza differente. Hanno capacità mnemoniche che superano quelle delle persone comuni. Sono capaci di ricordare, date, cifre o fatti con estrema precisione “, spiega il professore David Da Fonseca, capo del dipartimento di neuropsichiatria dell’ospedale Salvador a Marsiglia. Anche la percezione del gusto, dei suoni e delle immagini è decuplicata in questi autistici : “ Alcune aree del cervello nei soggetti ordinari non funzionano a causa della diversa connettività cerebrale. Queste percezioni fuori dal comune spiegano molte delle loro capacità straordinarie “.

Gli Asperger si distinguono perchè sono particolarmente capaci di pensare in sistemi : “ Amano comprendere il funzionamento delle cose. Questo modo di pensare è chiamato “ Systemizing “, ed è molto sviluppato in queste persone, consiste nel capire le diverse regole che governano il funzionamento di sistemi ( meccanici, numerici, fisici, naturali,etc…) “, precisa David Da Fonseca. Queste persone eccellono a livello di ragionamento su fatti specifici e concreti “. Un quadro che spiegherebbe i voti eccellenti di Andréa Negro: 20/20 in matematica e fisica, 20 in latino. 19 in inglese, 18 in spagnolo e 15 in storia-geografia.

Grandi difficoltà a comunicare con gli altri

Ma queste imprese si accompagnano a grandi difficoltà a interagire con gli altri. “ Queste persone hanno difficoltà a leggere le emozioni sui volti perchè tendono a concentrarsi sui dettagli. Non comprendono il linguaggio non verbale che richiede di prendere in considerazione la posizione del corpo, i movimenti. Cio’ vale anche per le metafore e l’umorismo “. Spiega Valérie Chaput, psicologa all’ ospedale Robert Debré. “ I bambini spesso vengono rifiutati e presi di mira dai bulli, persino martirizzati, specialmente quando arrivano alla scuola media. Questo è all’origine di un grande malessere che in molti casi sfocia in fobie scolastiche “. Oggi, la sindrome di Asperger viene diagnosticata prima e le terapie esistono. “ Una buona presa in carico aiuterà questi bambini a esprimersi e ad interagire con gli altri. Durante le consultazioni con uno psicologo, verranno aiutati nella decifrazione delle emozioni” , spiega Valérie Chaput. Spesso i media mostrano autistici brillanti, ma non dobbiamo dimenticare che la sindrome di Asperger è una condizione molto difficile per chi la vive quotidianamente.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte : allodocteurs.fr

Persone Asperger : “ imparano per imitazione e decodificazione “

In Quebec, la sindrome di Asperger è considerata come un disturbo dello sviluppo e non come una psicopatologia associata alla salute mentale. La dott.ssa Isabelle Hénault, sessuologa, psicologa e direttrice della clinica Autismo e Asperger a Montreal, è madrina dell’ associazione Actions pour l’autisme Asperger. Ha pubblicato La sindrome di Asperger e la sessualità: dalla pubertà all’età adulta ( Jessica Kingsley Publisher, London ).

LE FIGARO. – In Quebec, il vostro paese di origine, qual’è la situazione riguardante la presa in carico delle persone “Asperger “ ?

ISABELLE HÉNAULT. – Da circa quarant’anni, la ricerca e la formazione di professionisti che entrano in contatto con queste persone DSA ( Disturbo spettro autistico), siano essi psichiatri, educatori o insegnanti… è sempre andata avanti, cosi’ come le strategie educative molto concrete. Noi, psicologi, collaboriamo alla formazione, gli psichiatri, come i professionisti, per riconoscere questa sindrome. E sempre di piu’ stiamo avanzando nel campo clinico: ricevo in psicoterapia o in consultazione adolescenti, coppie con almeno uno dei partner Asperger; accompagnamo anche i bambini nel loro percorso scolastico. La presa in carico cognitivo-comportamentale è stata possibile grazie al riconoscimento della sindrome di Asperger come un disturbo dello sviluppo e non come una psicopatologia associata alla salute mentale. Non si tratta quindi di internare queste persone o prescrivere farmaci, a meno che ovviamente non ne abbiamo bisogno, ad esempio in caso di depressione o altre condizioni correlate ai disturbi dello spettro autistico.

Quali sono le caratteristiche di queste persone ?

Nello spettro autistico, sono in una fascia estrema, quella dell’ “alto livello cognitivo “. Non hanno disabilità intellettive e molti di loro hanno abilità speciali, un modo originale di vedere il mondo. Abbiamo molti artisti e informatici qui e cerchiamo di trovare il potenziale di ognuno. Cio’ che li caratterizza è indubbiamente l’importanza che attribuiscono ai dettagli, il vocabolario elaborato e la loro difficoltà nella conversazione e nella gestione emotiva… Ma queste caratteristiche nono sono sufficienti per individuarli, come credono invece troppi psichiatri. Solo rigorosi questionari, consentono la valutazione e la diagnosi.

Cioè ?

Immaginiamo un paziente che si rivolge a uno psichiatra. E’ in grado di guardarlo negli occhi, e se, alla domanda “ voi preparate l’albero di Natale in famiglia ? “, risponde positivamente, lo psichiatra penserà “ non puo’ essere Asperger “, dimostra socievolezza. In realtà, se lui gli avesse domandato, “ Perchè e come organizzate un pranzo di Natale a casa vostra ? “ , avrebbe ottenuto come risposta che non lo fa con piacere,  ma imita gli altri perchè vede che tutti fanno cosi’. Questo tipo di comportamento è caratteristico delle persone Asperger: per funzionare nella nostra società, hanno bisogno di una sceneggiatura precisa. Le abilità sociali non sono spontanee. Apprendono per imitazione e decodificazione. Quindi sono essenziali test specifici per riconoscerli.

La cosa incredibile, è il numero di persone che vengono da lei per una consultazione e chiedono “ sono Asperger ? “. Come lo spiega ?

Negli adulti Asperger, forme leggere del disturbo sono molto comuni. Spesso queste persone hanno un congiunto, un lavoro e vivono “ camuffando “ i loro tratti. Ma al momento di una crisi della vita, durante una transizione in particolare, vacillano sotto il risorgere di alcuni tratti. Lo studente ventenne che si sta avviando verso una professione, o un Asperger appena divorziato che si fa cogliere dall’ansia o dalla depressione. Ricevo sempre piu’ spesso, donne, diagnosticate come bipolari o con disturbo della personalità che cercano delle risposte .

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie

Fonte: lefigaro.fr

Autismo: la testimonianza di Guillaume, Asperger diagnosticato in ritardo

Dopo anni di difficoltà, Guillaume Alemany è stato diagnosticato Asperger a 27 anni. In un libro racconta il suo percorso pieno di insidie e la sua lotta contro questa particolare condizione. Da bambino modello a giovane depravato senzatetto in Australia…Guillame Alemany si è sempre sentito diverso. Feste, alcool, relazioni con prostitute. Ha affogato il suo malessere in viaggi frenetici. Poi quattro anni fa, a 27 anni, ha finalmente capito le ragioni del suo percorso di vita caotico: è stato diagnosticato, autistico Asperger.

“ Una forma di autismo senza disabilità intellettiva, che causa molti problemi nelle interazioni sociali. Pero’, ci sono spesso abilità fuori dal comune in certi ambiti “, spiega ai microfoni di RTL. “ I primi effetti, si manifestano durante l’infanzia ”, dice, mentre parla dei momenti difficili vissuti alla scuola materna.

A 31 anni, Guillaume Alemany studia storia a Brest. Ha pubblicato “ Le Avventure di Kawi, percorso di un giovane Asperger “ ( Harmattan Edizioni ), dove racconta come i suoi viaggi e la tentazione di partire all’avventura siano stati una sorta di auto-ricerca. “ Utilizzo spesso l’espressione ‘fuga in avanti’. Per il fatto di non essere integrato nella società, mi sono detto che non ero fatto per questo posto e le cose sarebbero andate meglio altrove “.

Terapia distruttiva

La sua carriera è improbabile: parte per l’Inghilterra per un’esperienza come giovane alla pari, ma le difficoltà di integrazione lo costringono a rientrare. Incontra una ragazza Tailandese su un sito internet e la raggiunge. La storia dura poco. Rimane in Tailandia, si fa degli amici e poi si perde: tra alcool e prostitute, conduce una vita frenetica.

“ Ho toccato il fondo. E’ stata una sorta di terapia, tra virgolette, che ho trovato per compensare i miei problemi. Ma cio’ mi ha portato dritto contro un muro “ ammette. I suoi viaggi e l’autismo, tuttavia gli consentono incontri con persone incredibili : “ Quando la gente ti rifiuta, possiamo facilmente attaccarci a qualcuno amichevole, che parla con noi e ci accetta “.

Dopo tante vicissitudini e la morte di un suo conoscente, Guillaume Alemany inizia a fare delle ricerche si Internet per capire cosa gli sta succedendo. Al Centro Ospedaliero Universitario di Brest finalmente danno un nome al suo disagio, sindrome di Asperger. “ Prova un senso di sollievo, finalmente so quello che ho e che non sono pazzo. Ma c’e’ anche un sentimento di ingiustizia verso gli altri. Avevo questo problema e sono stato messo da parte. E’ difficile da accettare “.

Le conseguenze sociali esacerbate del suo disturbo autistico, sono, secondo lui, principalmente dovute al “ ritardo della Francia “ sull’autismo. “ In altri paesi mi avrebbero diagnosticato prima. La situazione in Francia sta migliorando, ma c’e’ ancora tanto lavoro da fare “.

Tradotto e riadatto da Mondo Aspie

Fonte: rtl.fr

David: “Porto a teatro l’Asperger e vi spiego cosa significa essere un Aspie”

La 4B è una classe difficile perché in 4B c’è Christian Manzi: un adolescente intelligente ma dal carattere irruento. In aula ogni giorno c’è uno scontro: Christian contro la bella della classe, Christian contro la ragazzina che si trucca continuamente, Christian contro il leader della scuola, Christian contro i professori, Christian contro se stesso, Christian contro tutti. Le cose però cambiano con l’arrivo del nuovo insegnante d’italiano, un giovane al suo primo incarico che, poco alla volta, attua delle strategie educative per trovare l’armonia tra gli alunni. Le difficoltà non mancano specialmente per Christian che, poco alla volta, dà un nome alla sua diversità: Christian è un Asperger.

E’ questa, in estrema sintesi, la trama di Christian tra la Ci e le Erre: il primo spettacolo in Italia dedicato alla sindrome di Asperger. Il regista, Antonio Tucci, ha ideato un dramma capace di coinvolgere il pubblico immergendolo completamente nel mondo di chi viene additato come “diverso”. Gli attori sono due: Matteo Schiazza, nella parte del professore alle prime armi ma con una grande sensibilità d’animo, e David Catoni formidabile nell’interpretare Christian tanto da aver vinto, quest’estate, il premio come miglior attore al Festival Nazionale “Il Giullare” di Trani. Una bella soddisfazione per David che nei panni di Christian c’è stato a lungo anche fuori dal palco: David è un “aspie” e oggi lo intervistiamo per conoscere la sua storia ed entrare, a passi lievi, nel suo mondo.

Che cos’è la sindrome di Asperger?

Tecnicamente è un disturbo della personalità che fa parte della famiglia dell’autismo. Nei fatti la sindrome di Asperger è un modo di essere: si ha difficoltà nel gestire le emozioni perché le si vivono in maniera amplificata rispetto a un neurotipico, ci mancano alcune nozioni sulle regole sociali e non sempre comprendiamo al meglio le espressioni facciali.

Lei è il presidente di un’associazione di volontariato, Aspiedavid Abruzzo, fondata nel 2012 insieme a sua madre: com’è nata l’idea della Onlus e cosa si prefigge?

L’Associazione nasce a seguito di un percorso personale molto doloroso: ero ghettizzato ed etichettato come gay e “strano”. Sono riuscito a dare un nume alla mia diversità quando avevo ormai diciannove anni: solo allora i medici mi hanno comunicato di essere un aspie. Una volta capito il mio “problema” ci tenevo a riottenere la mia dignità: a non essere più lo zimbello della città. Volevo inoltre che le persone conoscessero la mia sindrome. Ho pensato fosse il caso di sopperire a una carenza d’informazione relativa all’Asperger: occorre sensibilizzare la società sul tema. Aspiedavid però ha anche un altro obiettivo: aiutare le famiglie che, come è accaduto alla mia, si trovano di colpo a dover far i conti con qualcosa di cui, prima della diagnosi medica, ignoravano l’esistenza. Oggi, grazie a Aspiedavid Abruzzo, una famiglia con un figlio aspie può, venendoci a trovare, contare innanzitutto su qualcuno che, essendoci passato prima, sa come affrontare le quotidiane difficoltà e, in un secondo momento, insieme ci si impegna a individuare delle strategie. E’ importante infatti che a un aspie vengano dati degli obiettivi da raggiungere a breve termine. Un’altra cosa decisiva è attuare espedienti per abbattere la solitudine.

A proposito di solitudine, per anni è stata la sua acerrima nemica. Vuole raccontare qualcosa a riguardo?

Ho alle spalle una vita difficile. Sono stato o mi sono sempre sentito, il che equivale ad esserlo, rifiutato. Fino a poco tempo fa dicevo che la mia patologia non è la sindrome di Asperger ma la solitudine. Vedevo la solitudine come una montagna: ho provato con tutto me stesso ad abbatterla, le ho dato pugni e mi sono spaccato le mani, ho provato a tirarle dei calci e le mie gambe sono andate in frantumi, mi sono fatto a pezzi per cercare di fuggire dalla solitudine. Fino a ieri la mia vita era piena di solitudine e oramai mi ero arreso a questa realtà, poi è successo il miracolo: in occasione dello spettacolo “Christian tra la Ci e la Erre”, il primo spettacolo teatrale in Italia sull’Asperger che vede me interpretare i panni di Christian Manzi un giovane aspie incompreso dai compagni di classe, ho lanciato un appello disperato affinché non fossi lasciato solo. In quell’occasione avevamo messo in scena la rappresentazione all’aula magna del rettorato dell’Università di Chieti, il pubblico era in gran parte costituito da miei coetanei. Non era mai successo prima, eppure il mio urlo di solitudine ha toccato i cuori di molti: diversi ragazzi mi hanno cercato chiedendomi di uscire insieme. Non potevo crederci. Ora, appena posso, corro da loro e finalmente mi diverto. Mi hanno salvato.

Ha accennato a “Christian tra le Ci e la Erre”, lo spettacolo del regista Antonio Tucci dedicato proprio alla sindrome di Asperger. So che è stato un grande successo: nell’estate del 2016, al Festival Nazionale “Il Giullare” di Trani, ha vinto il premio del pubblico come migliore rappresentazione mentre lei, con la sua formidabile interpretazione, ha ottenuto il premio della critica come miglior attore. Cosa prova quando recita?

Sono concentrato. Voglio entrare in piena connessione con il pubblico: coinvolgere il più possibile lo spettatore. Quando recito, mi piace pensare: «Ecco! Facendo così vi faccio ridere, così arrabbiare».

 

“Christian tra le Ci e la Erre” è in assoluto il primo spettacolo in Italia che ha per tema la sindrome di Asperger. Che lei sappia il nostro Paese è molto indietro sul tema rispetto al resto del mondo?

Non ho esperienze a riguardo che abbia fatto in prima persona. Posso però dirti, perché alcuni miei conoscenti aspie me l’hanno riferito, che negli Stati Uniti sono molto più avanti riguardo le dinamiche legate alla diversità. Gli americani hanno una mentalità distante anni luce da quella italiana: guardano quello che fai non quello che sei o chi sei. Pensa che qui da noi per un ragazzo aspie prendere la patente è una vera impresa. Io me ne frego: aggiro l’ostacolo usando i mezzi pubblici, funzionano bene e sono anche molto convenienti.

So che sua madre Paola è una persona fondamentale nella sua vita: le è sempre stata accanto aiutandola nei periodi bui e supportando le sue scelte. Quanto è importante sapere di poter contare sul suo appoggio?

Mia madre è la persona che più amo e che più mi conosce. Sono molto fortunato da questo punto di vista, non posso che ringraziarla. Ora io e lei stiamo facendo un nuovo percorso: da quando ho degli amici lei ha deciso di “allentare il guinzaglio”. È una nuova fase del nostro rapporto: per il momento mi piace questa maggiore libertà, credo sia giusto così anche perché lo so che veglia sempre su di me. Ultimamente non sono mai a casa tant’è che anche Momo, il mio gatto, se n’è accorto: è offeso con me, pensa che l’abbia tradito. Ma gli passerà, povero Momo.

Secondo lei quali sono le difficoltà che potrebbe incontrare un normotipo che intenda frequentare un aspie?

La difficoltà più grande è abbattere un pregiudizio: quello legato alla diversità. Spesso quel che non si conosce viene percepito come un pericolo, una minaccia da cui difendersi. L’arma più comunemente utilizzata da chi si sente intimorito è quella di mantenere le distanze da ciò che lo spaventa. Io ho passato la mia vita sentendomi allontanato e ignorato. La diversità invece non è da temere ma anzi qualcosa da comprendere e accettare.

Fonte: felicitapubblica.it

La rivincita degli autistici

Autismo lavoroMichaël Châteauneuf è impiegato presso il ministero delle Finanze, è informatico, e gli hanno assegnato un compito da eseguire sul computer centrale, tempo stimato, un mese di lavoro.

Lo ha completato in una settimana. Si sono basati, per il calcolo, sul tempo che avrebbe impiegato una persona normale. Michaël non è “ normale “, è un autistico Asperger. Il suo cervello ha una capacità di concentrazione e analisi fuori dal comune, prende scorciatoie note solo a lui.

Gli abbiamo fatto fare un esercizio di programmazione per “ metterlo in pista “, doveva consegnare un algoritmo per prevedere le date future della Pasqua. “ Il suo modello funzionava al 100%, mentre quello del suo supervisore, a partire da una certa data, non era piu’ affidabile “.

Peccato, non avergli affidato il dossier salute informatizzata, che ha inghiottito oltre 2 miliardi in 25 anni.

Michaël ha 31 anni, sa di essere autistico da una decina , “ mia madre ha sospettato qualcosa mentre stavamo guardando il programma “ La rivincita dei Nerds “, nel 2006 . Parlavano di autismo, ed ha avuto una rivelazione. Mi ha detto: “ Sembri tu “ io gli ho risposto: “ bene, andiamo ! “ .

La diagnosi è arrivata due anni dopo a causa “ della lunga lista di attesa…” . Michaël è “ autistico ad alto funzionamento con intelligenza superiore “.

Uno dei denominatori comuni delle persone autistiche è quello di avere degli “ interessi specifici “, alle volte al limite dell’ossessione. Michaël ne ha almeno due, “ i dragoni e l’informatica “, ha avuto il suo primo colpo di fulmine con l’Atari ST. Ha seguito, alla scuola secondaria, il suo primo corso di programmazione.

Ha studiato multimedia al College Mérici, progettazione di videogiochi al Campus Ubisoft a Montreal , programmazione di videogiochi al Cégep Garneau e due anni di informatica presso il Cégep de Sainte-Foy.

E poi ? Niente. Nonostante i suoi diplomi, Michaël ha avuto tutto le miserie del mondo per trovare un lavoro, fino a quando non è arrivato al Ministero delle Finanze, prima nella sicurezza informatica, poi nello sviluppo. “ Amo fare le cose, quando me le spiegano chiaramente, siamo delle macchine per lavorare “.

Ma Michaël non avrebbe mai potuto lavorare, l’80% degli Asperger è disocuppato. Anche se hanno il diploma e le competenze, sono “ catastrofici “ durante i colloqui di lavoro. Manifestano dei tic e si “ fissano “ sui dettagli. E proprio perchè si fissano sui dettagli che sono migliori delle persone “ normali “.

Microsoft l’ha capito, la società recluta autistici perchè sono piu’ efficienti, rapidi e piu’ concentrati. Altre aziende nella Silicon Valley hanno seguito l’esempio.

Se i codici informatici non hanno segreti per Michaël, i codici sociali, a volte, sono simili al cinese.

Quando ero piccolo, nei lavori di squadra, spesso restavo da solo. Non sapevo come affrontare le persone e come interagire con loro “.

Ha fatto pratica, e adesso va meglio. “ La diagnosi mi ha aiutato a capire cosa non andava “. E allora mi sono detto: “ Se questi sono i miei problemi, intendo lavorarci sopra, e ho preso il comando della mia vita “.

Michaël non sarebbe riuscito ad arrivare dove è adesso senza aiuti durante il suo percorso. Prima i genitori, poi dei consiglieri e dirigenti scolastici. Anche un’ organizzazione, ÉquiTravail, che lo ha aiutato a trovare lavoro.

Per questa intervista Michaël aveva preparato la storia della sua carriera in due pagine, i suoi studi, i suoi fallimenti, i suoi successi. Il testo finiva cosi’: “Se dovessi dare un consiglio alle persone autistiche che cercano un lavoro, gli direi di non mollare mai e di cercare tutto l’aiuto che possono ottenere. Spetta ai datori di lavoro e alle aziende aprirsi alle persone autistiche e alle loro capacità per dargli la chance di realizzare la loro vita “.

Sogna il giorno in cui potrà leggere nelle offerte di lavoro: “ autismo, una risorsa “. 

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Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: lapresse.ca

Romain Brifault, autistico Asperger e stilista talentuoso

I grandi nomi dell’alta moda devono stare attenti ! La prossima generazione di modellisti si è messa in moto con Romain Brifault, un giovane stilista di 24 anni che vive vicino a Rouen (Senna-Marittima) è un autistico Asperger, che ha fatto della sua particolarità un punto di forza.

Si ispira a Karl Lagerfeld e a Yves Saint, e si illumina quando parla di modelli, creazioni e tessuti. Romain Brifault, è come un pesce nell’acqua nel mondo della haute-couture. Un settore che il giovane autistico Asperger ha dovuto imparare prima di creare la sua casa di moda insieme al fratello Alexandre. La decisione l’ha presa durante uno stage di Gérard Darel : “ Il direttore artistico di una fashion house ha scoperto in me un potenziale inespresso di cui non mi rendevo conto. Forte ! “

Pezzi unici e innovativi

I pezzi di alta gamma creati su misura da Romain Brifault sono sempre ispirati dalle storie dei suoi clienti.

Sistemato nel suo atelier nella dimora di famiglia a Morgny-la-Pommeraye (Senna-marittima), Romain pensa, immagina e disegna modelli degni dei piu’ grandi creatori. Sempre con l’attenzione rivolta verso i dettagli e l’originalità. “ Incamero le parole dei miei clienti per ottenere le idee che visualizzo immediatamente nella mia testa in qualcosa di specifico “, dice il giovane stilista che lavora molto di notte quando la casa è silenziosa e puo’ concentrarsi piu’ facilmente.

Mette la cura del dettaglio al servizio dei clienti che possono vantare pezzi unici e a volte innovativi, come il sistema di abiti da sposa adatti alle persone su sedia a rotelle che lo stilista ha fatto brevettare. Un primo passo che lo ha fatto conoscere, prima, perchè no, della scalata ai vertici. “ Dimostrare che puoi avere successo essendo un autistico Asperger, è un motore trainante: Ma la mia vera ambizione, è quella di conquistare il mondo ! “ conclude Romain.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie

Fonte: tendanceouest.com

 

Giovane autistico inventa gioco da tavolo

autistico giocoUn autistico di 17 anni e suo padre hanno inventato un gioco da tavolo che lanceranno a Donnacona ( Quebec ) l’ 11 novembre.

Christopher Genois-Langlois e suo papà Jean Langlois hanno lavorato insieme per piu’ di due anni per mettere a punto un gioco multimodale indirizzato a giocatori dai sette anni in su.

Christopher è autistico ed ha crisi epilettiche, da qualche anno è scolarizzato a casa. Suo padre, che esegue piccoli lavori manuali, gli ha proposto di creare un gioco per aiutarlo nel suo sviluppo. Il signor Langlois ha disegnato un prototipo di tavolo da gioco e Christopher si è occupato del regolamento.  Hanno brevettato la loro invenzione e sveleranno il gioco al grande pubblico, sabato 11 novembre 2017 a Donnacona. Altre due presentazioni avranno luogo in Quebec  la settimana successiva.

Jean e Christopher hanno preso due piccioni, con una fava. Il padre ha realizzato il suo sogno di gioventu’ di inventare qualcosa e il progetto ha avuto un effetto molto positivo nello sviluppo dell’adolescente. Christopher ha messo molto impegno nel processo di creazione e di realizzazione del gioco e Jean vorrebbe aprire un’azienda per suo figlio.  I progettisti al momento hanno fabbricato 1000 giochi.

“Il percorso – Pacriautiste – ( “pa” sta per papà  e “cri”  per Christopher ) è un gioco facile. ” Ci sono quattro o cinque giochi in uno “, dice il signor Langlois. ” E’ composto da 108 carte che uniscono l’azzardo alla strategia. Per due a sei giocatori, i livelli di difficoltà variano secondo le carte e i regolamenti utilizzati “.

Un centinaio di giochi saranno messi in vendita il giorno del lancio a Donnacona e gli inventori che appoggiano la causa dell’autismo devolveranno 1$ per ogni articolo venduto all’organizzazione ” Spazio vita disturbi dello spettro autistico Quebec “. Serviranno per costruire case per autistici adulti, con la speranza che vengano realizzate presto. I bisogni e i servizi e gli alloggi diventano sempre piu’ importanti per i bambini che crescono e i loro genitori.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie.

Fonte: Courrierdeportneuf.com

Autismo: Chris Packham, ” l’Asperger ha fatto di me cio’ che sono “

Chris packham AspergerChris Packham, presentatore della Bbc, racconta quotidianità, manierismi e gli sforzi per non risultare “strano”

Chris Packman ha 56 anni ed è un conduttore televisivo della Bbc. Per 30 anni è comparso sullo schermo con i suoi programmi sulla natura e ne aveva 40 quando gli venne diagnosticata la sindrome d’Asperger. Nel corso della sua vita, e dell’esperienza lavorativa in particolare, Chris ha fatto di tutto per tenere nascosto quel dettaglio che definiva in ogni modo la sua esistenza. Per apparire “normale”, per non sembrare “strano”. Lo confessa lui stesso in un documentario, Chris Packham: Asperger’s And Me, che verrà trasmesso il 17 ottobre dalla Bbc.

Il programma, spiega la presentazione, vuole mostrare il suo mondo, cosa significhi davvero essere come lui, che ha scelto di vivere da solo in un bosco – “l’unico posto in cui mi sento normale” – con il suo migliore amico, il cane Scratchy.

Packham rivela come abbia combattuto per comunicare con gli esseri umani, preferendo la compagnia degli animali e scegliendo di vivere da solo in mezzo al bosco, cercando strategie e trucchi per riuscire a lavorare come presentatore televisivo: imparare a guardare negli occhi le persone, trattenersi dal fare commenti inadeguati e non professionali.

L’Asperger, tuttavia, gli ha permesso al tempo stesso di acquisire una conoscenza enciclopedica sul mondo naturale, concentrandosi su piante e animali ed escludendo tutto il resto.

“Ho trascorso 30 anni in tv facendo del mio meglio per apparire normale”, ha detto Packham, “A volte è stato immensamente difficile. Sospetto che molte persone mi trovino un po’ strano ed è una delle ragioni per cui ho scelto di vivere nei boschi. Non ho bisogno di quel contatto sociale, preferisco gli animali agli esseri umani. Gestire per 30 anni il mio autismo in tv ha richiesto sforzi enormi, ma mi rendo conto che non avrei potuto fare il mio lavoro senza l’Asperger. Ciò che faccio nei miei programmi mi è reso possibile dalle mie differenze neurologiche. Vedo le cose con maggiore chiarezza”

Fonte: huffingtonpost.it