Gross, il Re dei Bond si ritira e rivela ” ho la sindrome di Asperger “

“Ho avuto un percorso meraviglioso per oltre 40 anni nella mia carriera, cercando sempre di mettere gli interessi dei clienti al primo posto, inventando e reinventando la gestione attiva dei bond lungo il cammino.

“Sono un Asperger e un Asperger è in grado di suddividere  in compartimenti”, ha detto, rivelando pubblicamente  in un’intervista di 90 minuti a a Bloomberg, la sua diagnosi per la prima volta. “Possono operare in diversi universi senza che gli altri universi si influenzino tra loro “.  Gross dice che ha vissuto la maggior parte della sua vita inconsapevole della sua condizione e ora crede che aiuti a spiegare non solo perché è stato un investitore di così tanto successo e per così tanto tempo, ma anche, per sua stessa ammissione perchè  si è comportato in modo sbagliato con le persone a causa del suo carattere irascibile. Gross ha appreso di essere Asperger dopo aver letto “The Big Short” di Michael Lewis. In un passaggio, Lewis racconta le caratteristiche inusuali di uno degli eroi del libro, Michael Burry, un medico diventato investitore a cui è stata diagnosticata la sindrome di Asperger in età adulta. Gross ha riconosciuto che condivideva molte delle stesse qualità e aveva abitudini altrettanto ossessive. Andò da uno psichiatra, che confermò la sua autodiagnosi.

Fonti: Forbes e Bloomberg

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Sindrome di Asperger : Come te, diverso da te…

Oggi, a scuola, mi sono sentito solo, tremendamente solo… forse ho sbagliato a dire OGGI, perché negli ultimi 2 anni mi sono sentito quasi ogni giorno così, da solo, ogni volta che regolarmente entro nella mia scuola.

Devo essere sincero: a me piace anche stare da solo, a volte ne sento PROPRIO UN GRAN BISOGNO, e allora mi fermo ad osservare il cielo e se tu me lo chiedessi, ti potrei raccontare di quanti colori l’ho visto cambiare, mentre le nuvole si gonfiano e sgonfiano tenendosi per mano. A volte resto fermo, mentre parlo con ME STESSO, ma mentre mi parlo, inizio a muovere e roteare le mani, le sventolo forte, PROPRIO COME SE VOLESSI SCAPPARE LONTANO, da questo posto che sembra proprio non adatto a me.

La mamma me lo ha spiegato che non sono io A NON ESSERE ADATTO, che NON SONO SBAGLIATO o che NON FUNZIONO, solo che io sono nato con questa SFUMATURA che spesso ACCAREZZA e AMOREVOLMENTE confonde i miei pensieri e le mie emozioni… ho la SINDROME DI ASPERGER, e questa sindrome per me è come una seconda pelle invisibile, diventa come un mantello, come quello che rende incredibili i supereroi, e questa seconda pelle mi avvolge in una bolla dove mi rifugio con le mie fragili certezze…

Per me, “ESSERE” o “AVERE” un amico, è qualcosa che non ti posso raccontare, però so che adoro ESSERE o AVERE un amico… peccato che loro, spesso, non lo sanno nemmeno, mentre altri preferiscono ridere alle mie spalle, mentre io inizio a SFARFALLARE nell’atrio pieno di voci che si accavallano e mi agitano. I miei amici preferiscono continuare a ridere di me, mentre pensano che io non li vedo, ma in realtà il mio mantello da supereroe proprio non ce la fa a rendermi invisibile e io li sento quei sorrisi che mi rincorrono, e mi fanno pensare che FORSE HA RAGIONE quel ragazzino poco più grande di me, quello della classe accanto alla mia, quello FIGO, perché quando parla tutti lo ascoltano, quello che se anche si comporta un po’ da DISTURBANTE, non da tanto fastidio agli insegnanti, perché se lo fanno uscire dalla sua classe, lo mettono a fare i laboratori creativi per contenere la sua goliardica esuberanza. Lui mi guarda dritto negli occhi, mi fissa e mi dice che io SEMBRO PROPRIO STUPIDO… lui si che è un amico, perché ha il coraggio di dirmi quello che altri, invece, riescono solo a sussurrarmi alle spalle. I miei amici, pensano che io non capisco, che non vedo come loro sono, che non vedo quello che fanno, ma se solo mi osservassero con un pochino più di attenzione, vedrebbero che ho gli stessi loro occhi, le loro stesse gambe, la loro stessa curiosità e che, soprattutto, che ho tante cose da raccontare, che ho tante cose che desidererei imparare, DESIDEREREI ESSERE PER UN GIORNO UGUALE A TE, CHE SEI COSI’ UGUALE, MA DIVERSO DA ME, tu che per me sei il migliore amico che potrei avere, ma che non sai nemmeno di essere il mio.

Ti guardo, mentre tiri fuori il tuo libro e lo posi frettolosamente sul banco: E’ PROPRIO COME IL MIO, quello che porto con cura avanti e in dietro nel mio zaino ogni giorno. Il tuo, però, ha la copertina un po’ sgualcita e quando lo apri, noto che lo hai sottolineato con colori diversi le sue pagine… te l’ho visto fare mentre l’insegnante leggeva ad alta voce e tu, con attenzione, mettevi quelle fantastiche righe colorate sulle pagine del tuo libro… il mio no!!! io non sono riuscito a mettere quelle righe colorate, il mio odora ancora di nuovo, forse perché nessuno mi dice dove mettere quelle righe colorate… aspetto… forse a me lo faranno fare domani: FORSE… magari tra qualche giorno…

Sai… ti osservo, mentre scrivi e penso che anche io nelle elementari avevo imparato a scrivere bene come fai tu… poi ho smesso, ma nessuno, a scuola, io ha detto che dovevo continuare a farlo. Così, per provare ad avere un po’ di attenzione, inizio a dondolarmi sulla sedia, mentre dalla mia bocca escono suoni strani ma io non li posso trattenere, non ti so spiegare perché lo faccio, ma questo è il mio modo di dire che sono infastidito, è il mio modo di dire che sono COME TE, MA DIVERSO DA TE… Questo, però, diventa fastidioso per te, migliore amico, che sei venuto a scuola per imparare, proprio come vorrei e dovrei poter fare anche io, e diventa fastidioso per chi, dalla cattedre vorrebbe continuare a spiegarti la lezione… mi chiedo come mai nessuno sembra capire il mio disagio, io non capisco come posso fare per poter imparare come fate tu e tutti gli altri…

Qualcosa è cambiato, negli ultimi mesi… mi stanno vicino alcune persone che cercano di darmi una mano… però io avrei bisogno che chi è con me, pensasse a me, ad un modo più semplice per fare si che anche sul mio libro iniziassero ad esserci quelle righe colorate che mi mettono tanta curiosità. Però poi ti vedo, mentre, annoiato, ti lasci distrarre da altro. Sai, a volte penso che tu RIESCI AD ESSERE ANCHE PIU’ DISTRATTO DI ME, perché non vedi come sono stanco di sentirmi sempre diverso da tutti gli altri, tutti quelli UGUALI A ME, MA DIVERSI DA ME…

Ho sempre amato la scuola e, a modo mio, con i miei tempi, ci sono sempre riuscito. Non uscivo mai dall’aula: ASCOLTAVO, OSSERVAVO, SCRIVEVO, RACCONTAVO E… DISEGNAVO… già… disegnavo e tutti mi dicevano che ero bravo, ma adesso non disegno più, perché un amico mi ha detto che i miei disegni erano brutti e a te, che mi dovresti insegnare tutto il bello del sapere, mi hai spiegato che i miei disegni erano inutili, tanto erano sempre tutti uguali per pensare di credere che fossero così speciali come li credevo io.

A me è venuto da pensare che forse avevi ragione, che in quei disegni non c’era nulla di speciale. Sono diventati improvvisamente un ostacolo, sono diventati motivo di discussione, mentre tu mi hai detto che me li avresti strappati, se non la smettevo di distrarmi… Così ho smesso di disegnare, così so che ho salvato i miei fogli pieni di quelle storie che mi facevano stare bene…

Forse tu non te ne sei nemmeno accorto, anzi, ti ho visto FINALMENTE SOLLEVATO nel vedere che non perdevo più tempo su quei fogli a cui tu non sapevi proprio trovare un senso…

Però, adesso, sento che sono solo, mentre osservo, in silenzio, il cielo grigio, rimanendo in silenzio, seduto sul pavimento, mentre cerco di contare i fiocchi di neve che scendono veloci ad imbiancare le auto parcheggiate davanti alla mia scuola…

So che dovrei rimanere seduto al mio banco, sfogliando quel libro che, come al solito ho messo nello zaino, ma senza un aiuto non riesco a riprovare… Sai, ho capito che SONO DIVENTATO COME MI VOLETE TUTTI. e che se NON DISTURBO e MI ACCONTENTO DI VEDERE GLI ALTRI CHE IMPARANO, mi è concesso di rimanere a scuola!!! Non riesco a spiegarti che, pur avendo questo DIRITTO, nessuno HA ANCORA CAPITO COME ASCOLTARE QUALE RUMORE FA IL SILENZIO DEL MIO DISAGIO, soltanto perché IO NON SONO CAPACE DI POTERTELO RACCONTARE…

Oggi, però, ha smesso di nevicare, e io non ho voglia di continuare a guardare fuori dalla finestra della scuola per vedere quante auto ci sono allineate nel parcheggio…

VOGLIO ANDARE A SEDERMI AL IL MIO POSTO, SEDUTO IN QUEL BANCO, IL MIO BANCO, DOVE VOGLIO RIPRENDERMI TUTTO IL SAPERE CHE LENTAMENTE E SILENZIOSAMENTE MI E’ STATO SOTTRATTO…

Adesso sono stato capace di dire quanto MI SONO SENTITO UMILATO, OGNI VOLTA CHE DOVEVO ALZARMI DA QUEL BANCO, MENTRE TUTTI GLI ALTRI RIEMPIVANO I LORO LIBRI CON QUELLE MERAVIGLIOSE RIGHE COLORATE… adesso so che non sono io , con la mia sfumatura, ad essere nel posto sbagliato: E’ QUESTA SCUOLA CHE NON HA ANCORA IMPARATO A DARMI GLI STRUMENTI NECESSARI PER FARMI IMPARARE COME TUTTI GLI ALTRI, UGUALI A ME, DIVERSI DA ME…

Scritto da Bruna Olivero

 

Grazie mille per il contributo.

 

Autismo: Sindrome di Asperger, non sono un robot senza sentimenti

Sono una persona come te: non sono un robot senza sentimenti e quando mi prendi in giro mi fai del male. A volte non capisco l’ironia o le battute, forse prendo quello che mi dici alla lettera, ma questo non mi rende meno umano. Ho dei sentimenti, e anche se non li vedi perchè non riesco ad esprimerli, a volte, le tue parole, mi fanno male.

Non sono sordo e ascolto tutto quello che mi dici, anche se non gli attribuisco lo stesso significato. Non ho nessun ritardo mentale, anche se hai l’impressione del contrario. Puoi considerarmi come una bestia strana, ma l’unica cosa che mi rende diverso da te, è la mia tendenza a vedere il mondo da un punto di vista piu’ razionale e informativo. Non sono straordinario, sono come te; semplicemente, guardo il mondo in maniera differente. Ho la sindrome di Asperger.

Tutto dipende da come guardiamo le cose. Una volta compreso il modo in cui gli Asperger pensano e vedono il mondo, cio’ che inizialmente vedi come uno svantaggio diventa ai tuoi occhi un talento o un dono.

           – Szatmari –

Non giudicarmi se non sei in grado di metterti nei miei panni

E’ facile giudicare qualcuno senza mettersi nei suoi panni senza manifestare nei suoi confronti alcuna empatia, scherzare su di loro perchè vedono il mondo diverso. Le persone Asperger presentano un’alterazione neuro-biologica dello sviluppo che influisce sull’empatia ( non è una malattia ). Tuttavia, sono gli altri che non dimostrano alcuna empatia nei loro confronti, e li utilizzano come se fossero Google per avere informazioni, come se fossero delle macchine. Non tenendo conto della sofferenza che possono provocare spogliandoli della loro umanità e giocando con i loro sentimenti.


Guardate con gli occhi dell’altro, ascoltate con le orecchie dell’altro e sentite con il cuore dell’altro “.

         – Alfred Adler –

Li giudichiamo senza pietà, li giudichiamo automaticamente senza conoscerli, solo perchè agli occhi degli altri, sono dei pezzi che non corrispondono al resto del puzzle. Nessuno cerca di mettersi al loro posto e di vivere nella loro condizione. Tutti sanno che la sindrome di Asperger figura nel DSM-5, nella sezione dei “ Disturbi dello spettro autistico “. Eppure l’autismo e la sindrome di Asperger non hanno niente a che vedere.

La sola cosa che una persona Asperger ha fuori dal comune – uno degli elementi che lo distingue dagli altri e lo caratterizza – è la mancanza di “collegamento” con le altre persone. Questo è dovuto in parte, ai problemi nell’utilizzo del linguaggio, in cio’ che è noto come pragmatica. Per quanto riguarda il resto delle caratteristiche o capacità, potrebbero esserci somiglianze e delle differenze con altre persone.

Il mondo dei sentimenti e delle emozioni è complicato per tutti

Il mondo dei sentimenti e delle emozioni è complicato per tutti, quindi l’intelligenza emotiva è fondamentale per l’adattamento dell’essere umano. Ma per un Asperger è ancora piu’ complicato. Per questo è importante avere chiare alcune regole sui bisogni e il modo di interagire con gli Aspies, tenendo conto dell’età .


Vivere con un bambino Asperger

Fin dall’inizio i bambini Asperger sono molto particolari. Con loro, occorre usare un linguaggio il piu’ positivo possibile, complimentandosi regolarmente e sinceramente piuttosto che concentrarsi su cio’ che non funziona nel loro modo di agire. E’ fondamentale insegnare loro ad ascoltare. Dobbiamo essere ragionevoli in cio’ che chiediamo loro di fare, e la domanda deve essere in sintonia con le capacità del bambino. Per questo, l’uso di una modalità di espressione semplice, chiara, concisa, migliorerà notevolmente la comunicazione. E’ importante aiutarli a identificare i loro sentimenti. E’ molto difficile per i bambini Asperger riconoscere i sentimenti degli altri ed esprimere i loro. E’ anche positivo per quanto possibile, evitare le critiche e aiutarli ad avere un’ immagine positiva di sé, poiché cio’ avrà un impatto diretto sulla loro autostima.

La sindrome di Asperger nell’adolescenza

Durante l’adolescenza, le differenze tra i bambini Asperger e gli altri si allargano; in effetti, gli adolescenti Aspies possono rimanere indifferenti agli eventi sociali o alla lotta per l’indipendenza, mentre altri giovani che avanzano verso l’età adulta cercano il loro posto nella società. Un aspetto molto importante da trattare è il rapporto con i loro possibili compagni uomini o donne, dal momento che non sono in grado di comprendere le relazioni con passione. Inoltre, in questo periodo, l’educazione sessuale deve essere un pilastro centrale, e questo vale per tutti gli adolescenti.

 
Gli Asperger in età adulta

Le persone Asperger possono condurre una vita normale ; inoltre, è il caso della maggior parte di loro. Se hanno lavorato sulla capacità di adattarsi al loro ambiente e sulle emozioni durante l’infanzia, generalmente, non avranno problemi per evolversi nel mondo degli adulti. Tuttavia, è al lavoro dove “ soffrono “ di piu’ quando devono confrontarsi con gli altri. Generalmente, sono piu’ a loro agio nei contesti dove possono sviluppare progetti individuali, con tutta l’indipendenza e la complessità che cio’ comporta. Come vedi sono un Asperger, ma non sono un robot senza sentimenti. Osa conoscermi e comprendimi. Non giudicarmi, non prendermi in giro. Cerca di capirmi e insegnami a capirti. Sono sicuro che ti sorprendero’.

Tradotto e ridattato da Mondo Aspie, fonte: nospensees.fr

Autismo: 16 consigli per le persone con un’ amica/o Asperger

1) Non alleggerire o ingrandire le parole

Le persone Asperger prendono a cuore e alla lettera tutto cio’ che gli viene detto . A meno che tu non lo stia pensando, non dirgli: “ Io sono tuo amico “. Un semplice conoscente e un vero amico, fa la differenza. Si sentirà ferito quando realizzerà che non lo pensi davvero.

2) Non forzare il contatto oculare

Per un Asperger, il contatto oculare a volte è imbarazzante. Potresti avere l’impressione di non essere ascoltato mentre lo sei. Puoi chiedergli “ Mi stai ascoltando ? Invece di “ Guardami “ che potrebbe mettere l’Aspie a disagio, pregiudicando un’ interazione futura con voi.

(Il contatto visivo è una norma sociale, un segno di attenzione, franchezza e rispetto dell’interlocutore. Tuttavia, questa interpretazione non è una verità. In alcune neuro-diversità, il contatto oculare rende complessa l’interpretazione del messaggio, a causa della grande quantità di informazioni visive aggiunte al discorso).

3) Evitare il contatto fisico non consentito

A meno che non sia preparata, una persona con sindrome di Asperger non sopporta di essere toccata. In ogni caso, è necessario formulare la richiesta di contatto e rispettare il suo rifiuto.

(Questo è un punto rivolto a tutti, sia neurodiversi che neurotipici. La considerazione dell’altro è il rispetto della propria integrità fisica, emotiva e psicologica. In una società in cui bambini e adulti sono sottoposti a un’ingiunzione al contatto (baci, strette di mano, …), questo argomento dovrebbe essere un apprendimento di base. Noi soli dobbiamo disporre del nostro corpo. Questi contatti fisici non dovrebbero piu’ essere considerati un obbligo sociale).

4) Rispondere ai messaggi

Per quanto possibile rispondi ai messaggi. Se tuttavia non vuoi discutere o trovi che il momento sia inopportuno, prenditi la briga di dirglielo in modo conciso e cortese. Cio’ eviterà al tuo amico/a di stressarsi troppo o di preoccuparsi del fatto che tu sia arrabbiato/a o altro.

5) Non dire di fare piu’ sforzi

Non dire “ Quando vogliamo, possiamo ! “ . Una persona Asperger consapevole dei suoi fallimenti nelle interazioni sociali, compie enormi sforzi per cercare di superarli. Colpevolizzarli per un errore sociale o un fraintendimento, significherebbe rigirare il coltello nella piaga.

(Le specificità inerenti all’autismo in particolare per quello che riguarda le interazioni sociali possono diventare un ostacolo di fronte al disadattamento all’ambiente circostante. Sia in termini sensoriali, modificazione delle routine, … Una persona con autismo compie enormi sforzi per cercare di adattarsi alla vita quotidiana. Ecco il motivo per cui è importante capire la necessità d’inclusione delle persone neurodiverse, invece dell’integrazione. Inclusione significa accettazione e considerazione della persona, delle sue specificità e dei suoi bisogni. Quindi la persona con autismo non è piu’ l’unica a fare sforzi. Te e la società potete fare un passo verso la comprensione dell’altro).

6) Dare la giusta considerazione al tuo amico/a autistico/a

Se hai molti amici con cui chiaccherare, mangiare,… a volte prenditi un po’ di tempo per stare con il tuo amico/a, in modo che non pensi di non essere all’altezza oppure che tu non la stia apprezzando. Questo aumenterà la sua autostima. Se sarai pronto a consacrargli del tempo, il tuo amico/a resterà piacevolmente sorpreso; le persone autistiche non sono abituate a persone che vogliono stare con loro insieme agli altri.

(Nell’adolescenza in particolare, avere un amico neurotipico puo’ essere di grande aiuto per imparare a socializzare. Tu puoi essere una porta per altre amicizie e puoi aiutare il tuo amico/a autistico/a nella comprensione dei codici sociali. Queste acquisizioni saranno molto utili per lui/lei nella vita futura. Per un adolescente è fondamentale avere un amico fidato per sostenere in sicurezza l’apprendimento della vita sentimentale e sessuale).

7) Incoraggiare

Sdrammatizzare i fallimenti e valorizzare gli sforzi. Una persona Asperger di solito ha una bassa autostima. Se la incoraggi si sentirà rilassata e a suo agio con te. La sua autostima aumenterà e il tuo amico/a vorrà vederti spesso.

8) Perdonare la goffaggine

Una persona autistica puo’ dare l’impressione di aggredire il suo interlocutore (con l’intonazione della sua voce), fare figuracce, essere troppo appiccicoso , sedersi troppo vicino, parlare troppo, … in questi casi è necessario sminuire e semplicemente fare notare alla persona che questi comportamenti non sono appropriati alla situazione e spiegare come correggerli. Non giudicare il tuo amico/a e non mostrare impazienza di fronte alla ripetizione di questi comportamenti, l’adattamento a volte richiede tempo.

9) Evitare il sarcasmo e l’ironia

Un Asperger ha difficoltà a capire l’umorismo e potrebbe credere che le osservazioni siano rivolte contro lui/lei. Non prendere in giro il tuo amico/a se non capisce uno scherzo, prenditi il tempo di spiegarglielo. Non fare umorismo sugli autistici e sulle loro difficoltà. (Alcune persone autistiche hanno problemi a comprendere l’ironia, altri invece, capiscono e gestiscono perfettamente l’umorismo e il sarcasmo. Questo fa parte dell’apprendimento. Ma la cosa piu’ importante è mai prenderlo in giro. L’umorismo nei confronti delle persone è irrispettoso) .

10) Lasciare che il tuo amico/a parli dei suoi interessi ristretti

Gli Asperger hanno degli interessi ristretti intensi e talvolta molto specifici o eccentrici. Amano parlarne. Ascolta il tuo amico/a che ne parla di tanto in tanto, sarà un piacere condividerlo con te. Se lui/lei parla davvero troppo, puoi dirgli che vorresti parlare di qulacos’altro. Il tuo amico/a capirà. Non commettere l’errore di allontanarti dal tuo amico/a a causa di cio’, senza spiegargli il perchè.

11) Sii onesto con il tuo amico/a

Le persone con autismo sono reputate per la loro lealtà e affidabilità. Se c’e’ una cosa che non sopportano è la bugia. Se sono fiduciosi, gli Asperger accetteranno di discuterne solo se il soggetto è pertinente e supportato concretamente. Non gli piace essere contraddetti senza logica o senza obbiettività, cio’puo’ creare un sentimento di confusione. Digli sempre la verità, anche se potrebbe sembrare offensiva (in questo caso, cerca di formularla cortesemente, senza esagerare e andare dritto al punto).

12) Dire cio’ che si sente con parole precise

Gli Asperger hanno difficoltà a leggere le espressioni dei volti, a indovinare cosa prova l’altra persona e quindi a sapere come reagire di fronte a certe situazioni. Esprimi cio’ che senti esattamente: “Sono triste /angosciato-a /… “ e verbalizza concretamente i tuoi bisogni. Ad esempio: “Ho bisogno che tu faccia questo”, piuttosto che “ho bisogno che tu mi aiuti” che è troppo vaga.

13) Non cambiare idea all’ultimo minuto

Cambiare cio’ che è stato programmato all’ultimo minuto e il modo migliore per aumentare l’ansia del tuo amico/a o farlo arrabbiare. In alcuni casi questo puo’ portare anche ad attacchi di panico. Lascia che il tuo amico/a segua le sue abitudini quando lo inviti a casa tua, non cambiare cio’ che è stato pianificato e se proprio non si puo’ evitare dillo al tuo amico/a con largo anticipo.

(La pianificazione e l’anticipazione aiutano a ridurre lo stress e l’ansia causati dalle attività sociali. Va tenuto presente che l’ambiente è un fattore di stress enorme, alune persone autistiche soffrono anche di ansia sociale che rende le loro interazioni complicate e talvolta impossibili anche con un minimo di preparazione.

Cambiare un programma, un impegno, una routine puo’ dare la sensazione di un crollo, perdendo tutto o parte del controllo. E’ molto importante tenerne conto. Sebbene alcune persone con autismo siano meno rigide di altre, riguardo alle loro abitudini. Non presentarti senza preavviso, prenditi la briga di avvisare il tuo amico/a tramite messaggio o telefono prima di fargli visita. E aspetta di avere la sua approvazione prima di recarti a casa sua).

14) Esprimere chiaramente le richieste

Gli Asperger hanno bisogno di precisione nelle parole. Ad esempio invece di dire “ Sii meno appiccicoso “ puoi formulare la frase in questo modo “ Mi piacerebbe che ci parlassimo ogni 3 giorni al massimo “

15) Evitare l’ambiguità nella relazione

Se vuoi avere una relazione romantica con un Asperger, assicurati di verbalizzare le tue aspettative in modo concreto. Il linguaggio non verbale e i complimenti sono sottigliezze che sfuggono agli Aspie. Le tue parole o il tuo comportamento potrebbero essere scambiate per una semplice amicizia oppure educazione. Se ti piace un Asperger, diglielo. Alcune persone Asperger non osano dire di no. Assicurati che il suo consenso sia reale.

16) Dimostrare obbiettività

Gli Asperger sono piu’ analitici dei neurotipici e quindi, in generale non hanno pregiudizi (razzismo, sessismo, omofobia…). Spiega la tua opinione personale , ma non rendere cio’ che dici una verità assoluta, gli Aspie vanno d’accordo piu’ facilmente con persone che mostrano obbiettività.

Non dimenticate che ogni persona è diversa, l’autismo è uno spettro e le sue esigenze/aspettative possono essere differenti. Non esitate a discutere con il vostro amico/a per definire insieme come costruire la vostra relazione.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte : avatypique.wordpress.com

” La manutenzione dei sensi “, un libro sulla sindrome di Asperger

A un incrocio tra casualità e destino si incontrano Leonardo Guerrieri, vedovo cinquantenne, un passato brillante e un futuro alla deriva, e Martino Rochard, un ragazzino taciturno che affronta in solitudine le proprie instabilità. Leonardo e Martino hanno origini ed età diverse, ma lo stesso carattere appartato. Il ragazzo, in affido temporaneo, non chiede, non pretende, non racconta; se ne sta per i fatti suoi e non disturba mai. Alle medie, però, a Martino, ormai adolescente, viene diagnosticata la sindrome di Asperger. Per allontanarsi dalle sabbie mobili dell’apatia che sta per risucchiare entrambi, Guerrieri decide di lasciare Milano e traslocare in una grande casa, lontana e isolata, in mezzo ai boschi e ai prati d’alta quota, nelle Alpi piemontesi. Sarà proprio nel silenzio della montagna, osservando le nuvole in cielo e portando al pascolo gli animali, che il ragazzo troverà se stesso e il padre una nuova serenità. A contatto con le cose semplici e le persone genuine, anche grazie all’amicizia con il burbero Augusto, un anziano montanaro di antica saggezza, padre e figlio si riscopriranno più vivi, coltivando con forza le rispettive passioni e inclinazioni. Una storia positiva è al centro di questo romanzo che trabocca di umanità e sensibilità autentiche e che contiene una riflessione sul labile confine che divide la normalità dalla diversità. Un romanzo sul cambiamento, la paternità, la giovinezza, in cui padre e figlio ritroveranno la loro dimensione più vera proprio a contatto con la natura, riappropriandosi di valori irrinunciabili come la semplicità e la bellezza.

Un libro molto bello, rilassante e umano, dove le caratteristiche della  sindrome di Asperger vengono trattate con cura, precisione e soprattutto corretta informazione sull’argomento.

Il libro è acquistabile qui: Amazon.it

L’autismo spiegato ai non autistici

E’ perchè il cervello autistico tratta una sola informazione alla volta che ogni giorno, quando Valmond 15 anni ritorna da scuola, sua mamma, Kim Thúy, rimane un po’ in disparte, in silenzio e immobile, mentre si toglie cappotto e stivali.

Spiega Kim Thúy, “ Prima, lo aspettavo sul marciapiede e appena scendeva dall’autobus gli dicevo: “ Buongiorno Valmond ! Come va ? Come hai passato la giornata ? “ , lo abbracciavo, lo baciavo e continuavo a parlare “. Valmond di solito mi evitava e si rifugiava in salone. “ Si nascondeva da me “ , dice la mamma del giovane ragazzo.

Per Brigitte Harrisson, autistica e specialista in autismo , la reazione dell’adolescente davanti all’entusiasmo e l’amore della madre era abbastanza prevedibile.

“ Quando il cervello di Valmond riceve troppe informazioni, non puo’ gestire tutto nello stesso tempo. Il cervello autistico tratta un’informazione alla volta. Una persona autistica spesso si sente aggredita, non c’e’ un vero aggressore, ma si sentono aggrediti “ spiega Brigitte Harrisson.

“ Oggi, ritorna da scuola, io resto tranquilla e aspetto di vedere cosa fa Valmond. Avrà fame subito ? Se ha fame andrà verso il frigo “, racconta Kim Thúy. E sottolinea che prima suo figlio non sapeva nemmeno di essere affamato quando sentiva un malessere allo stomaco ”.

Secondo Kim Thúy, se Valmond oggi comprende e riesci a farsi comprendere, è grazie al lavoro di Brigitte Harrisson e Lise St-Charles, entrambe specialiste in autismo. L’approccio insegnato dalle due quebecchesi ha permesso a Valmond di adattarsi.

Con l’aiuto del linguaggio Saccade, uno strumento di comunicazione sviluppato per gli autistici dalle due specialiste, Valmond puo’ decifrare il disagio allo stomaco che significa “ fame ”. Anche se Valmond non parla, puo’ spiegare alla madre che preferisce, per esempio, il riso piu’ condito. “ Ora, è in grado di chiedere piu’ sugo quando vede che il riso non ha il colore giusto. Prima, non avrebbe mai mangiato il riso, Valmond avrebbe rifiutato il piatto perchè il riso non era del colore giusto e noi non avremmo mai saputo il perchè. E’ pazzesco, ma cio’ è successo ”, spiega Kim Thúy.

Spiegare meglio l’autismo

La missione di Brigitte e Lise è quella di spiegare meglio l’autismo ai neofiti. Il loro libro “ L’autismo spiegato ai non autistici “, realizzato in collaborazione con Kim Thúy, invita la popolazione neurotipica a vedere la vita dal punto di vista di una persona autistica. “ Anche se si parla di autismo da piu’ di 70 anni, c’e’ ancora molta ignoranza e circolano falsi miti “, afferma Lise St-Charles.

“ Gli autistici non hanno lo stesso paio di occhiali all’interno. Le persone devono impararlo. Se cambiamo il nostro atteggiamento possiamo aiutare gli autistici a svilupparsi “, dice Brigitte Harrisson.

“ Una volta compreso il cervello di un autistico saremo in grado di vedere come “vede “. Ora Kim Thúy ha capito perchè Valmond era spesso preso dal panico quando tornava da scuola.

Il linguaggio Saccade

Brigitte Harrisson e Lise St-Charles credono che il linguaggio Saccade permetta di stabilire un ponte, un collegamento tra l’autistico e il neurotipico. “ Quando si stabilisce un linguaggio , è incredibile quello che puo’ accadere tra le persone neurotipiche e le persone autistiche” , sottolinea Brigitte Harrisson. Il linguaggio Saccade è una “ sorta di codice scritto, molto grafico, con schemi “. Lo trasferiamo alle persone autistiche gradualmente, osserva. “ Questo linguaggio concettuale non è solo per bambini piccoli o persone autistiche che non parlano. Potrà essere usato da ingegneri con disturbo dello spettro autistico oppure da settantenni, non c’e’ un età per l’utilizzo “, spiega Lise St-Charles.

“ Grazie a questo linguaggio concettuale, se Valmond ha bisogno di qualche cosa, sa che puo’ chiedere in un modo o nell’altro “ dice Kim Thúy. “ Prima, era molto ansioso, adesso è piu’ tranquillo e calmo. Sa, di essere capito. Queste sono le piccole cose che fanno la differenza, aggiunge. Valmond è felice, e cio’ che vuole un genitore, è rendere felice il suo bambino “ .

Tradotto e riadatto da Mondo Aspie, fonte: ici.radio-canada.ca

Sindrome di Asperger : un’intelligenza diversa

A 13 anni, Andréa Negro ha ottenuto il suo diploma scientifico (Bac S) con menzione “ molto bene “. Secondo il quotidiano Nice Matin, il giovane ragazzo ha la sindrome di Asperger, una forma di autismo caratterizzata da un’intelligenza differente, ma anche da grandi difficoltà sociali.

Andréa Negro ha ottenuto il suo Bac S opzione scientifica con una media generale di 18,45/20. Una bella performance soprattutto per il ragazzo che ha solo 13 anni !

Un’intelligenza diversa

Le persone Asperger hanno un’intelligenza differente. Hanno capacità mnemoniche che superano quelle delle persone comuni. Sono capaci di ricordare, date, cifre o fatti con estrema precisione “, spiega il professore David Da Fonseca, capo del dipartimento di neuropsichiatria dell’ospedale Salvador a Marsiglia. Anche la percezione del gusto, dei suoni e delle immagini è decuplicata in questi autistici : “ Alcune aree del cervello nei soggetti ordinari non funzionano a causa della diversa connettività cerebrale. Queste percezioni fuori dal comune spiegano molte delle loro capacità straordinarie “.

Gli Asperger si distinguono perchè sono particolarmente capaci di pensare in sistemi : “ Amano comprendere il funzionamento delle cose. Questo modo di pensare è chiamato “ Systemizing “, ed è molto sviluppato in queste persone, consiste nel capire le diverse regole che governano il funzionamento di sistemi ( meccanici, numerici, fisici, naturali,etc…) “, precisa David Da Fonseca. Queste persone eccellono a livello di ragionamento su fatti specifici e concreti “. Un quadro che spiegherebbe i voti eccellenti di Andréa Negro: 20/20 in matematica e fisica, 20 in latino. 19 in inglese, 18 in spagnolo e 15 in storia-geografia.

Grandi difficoltà a comunicare con gli altri

Ma queste imprese si accompagnano a grandi difficoltà a interagire con gli altri. “ Queste persone hanno difficoltà a leggere le emozioni sui volti perchè tendono a concentrarsi sui dettagli. Non comprendono il linguaggio non verbale che richiede di prendere in considerazione la posizione del corpo, i movimenti. Cio’ vale anche per le metafore e l’umorismo “. Spiega Valérie Chaput, psicologa all’ ospedale Robert Debré. “ I bambini spesso vengono rifiutati e presi di mira dai bulli, persino martirizzati, specialmente quando arrivano alla scuola media. Questo è all’origine di un grande malessere che in molti casi sfocia in fobie scolastiche “. Oggi, la sindrome di Asperger viene diagnosticata prima e le terapie esistono. “ Una buona presa in carico aiuterà questi bambini a esprimersi e ad interagire con gli altri. Durante le consultazioni con uno psicologo, verranno aiutati nella decifrazione delle emozioni” , spiega Valérie Chaput. Spesso i media mostrano autistici brillanti, ma non dobbiamo dimenticare che la sindrome di Asperger è una condizione molto difficile per chi la vive quotidianamente.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte : allodocteurs.fr