Sindrome di Asperger : Come te, diverso da te…

Oggi, a scuola, mi sono sentito solo, tremendamente solo… forse ho sbagliato a dire OGGI, perché negli ultimi 2 anni mi sono sentito quasi ogni giorno così, da solo, ogni volta che regolarmente entro nella mia scuola.

Devo essere sincero: a me piace anche stare da solo, a volte ne sento PROPRIO UN GRAN BISOGNO, e allora mi fermo ad osservare il cielo e se tu me lo chiedessi, ti potrei raccontare di quanti colori l’ho visto cambiare, mentre le nuvole si gonfiano e sgonfiano tenendosi per mano. A volte resto fermo, mentre parlo con ME STESSO, ma mentre mi parlo, inizio a muovere e roteare le mani, le sventolo forte, PROPRIO COME SE VOLESSI SCAPPARE LONTANO, da questo posto che sembra proprio non adatto a me.

La mamma me lo ha spiegato che non sono io A NON ESSERE ADATTO, che NON SONO SBAGLIATO o che NON FUNZIONO, solo che io sono nato con questa SFUMATURA che spesso ACCAREZZA e AMOREVOLMENTE confonde i miei pensieri e le mie emozioni… ho la SINDROME DI ASPERGER, e questa sindrome per me è come una seconda pelle invisibile, diventa come un mantello, come quello che rende incredibili i supereroi, e questa seconda pelle mi avvolge in una bolla dove mi rifugio con le mie fragili certezze…

Per me, “ESSERE” o “AVERE” un amico, è qualcosa che non ti posso raccontare, però so che adoro ESSERE o AVERE un amico… peccato che loro, spesso, non lo sanno nemmeno, mentre altri preferiscono ridere alle mie spalle, mentre io inizio a SFARFALLARE nell’atrio pieno di voci che si accavallano e mi agitano. I miei amici preferiscono continuare a ridere di me, mentre pensano che io non li vedo, ma in realtà il mio mantello da supereroe proprio non ce la fa a rendermi invisibile e io li sento quei sorrisi che mi rincorrono, e mi fanno pensare che FORSE HA RAGIONE quel ragazzino poco più grande di me, quello della classe accanto alla mia, quello FIGO, perché quando parla tutti lo ascoltano, quello che se anche si comporta un po’ da DISTURBANTE, non da tanto fastidio agli insegnanti, perché se lo fanno uscire dalla sua classe, lo mettono a fare i laboratori creativi per contenere la sua goliardica esuberanza. Lui mi guarda dritto negli occhi, mi fissa e mi dice che io SEMBRO PROPRIO STUPIDO… lui si che è un amico, perché ha il coraggio di dirmi quello che altri, invece, riescono solo a sussurrarmi alle spalle. I miei amici, pensano che io non capisco, che non vedo come loro sono, che non vedo quello che fanno, ma se solo mi osservassero con un pochino più di attenzione, vedrebbero che ho gli stessi loro occhi, le loro stesse gambe, la loro stessa curiosità e che, soprattutto, che ho tante cose da raccontare, che ho tante cose che desidererei imparare, DESIDEREREI ESSERE PER UN GIORNO UGUALE A TE, CHE SEI COSI’ UGUALE, MA DIVERSO DA ME, tu che per me sei il migliore amico che potrei avere, ma che non sai nemmeno di essere il mio.

Ti guardo, mentre tiri fuori il tuo libro e lo posi frettolosamente sul banco: E’ PROPRIO COME IL MIO, quello che porto con cura avanti e in dietro nel mio zaino ogni giorno. Il tuo, però, ha la copertina un po’ sgualcita e quando lo apri, noto che lo hai sottolineato con colori diversi le sue pagine… te l’ho visto fare mentre l’insegnante leggeva ad alta voce e tu, con attenzione, mettevi quelle fantastiche righe colorate sulle pagine del tuo libro… il mio no!!! io non sono riuscito a mettere quelle righe colorate, il mio odora ancora di nuovo, forse perché nessuno mi dice dove mettere quelle righe colorate… aspetto… forse a me lo faranno fare domani: FORSE… magari tra qualche giorno…

Sai… ti osservo, mentre scrivi e penso che anche io nelle elementari avevo imparato a scrivere bene come fai tu… poi ho smesso, ma nessuno, a scuola, io ha detto che dovevo continuare a farlo. Così, per provare ad avere un po’ di attenzione, inizio a dondolarmi sulla sedia, mentre dalla mia bocca escono suoni strani ma io non li posso trattenere, non ti so spiegare perché lo faccio, ma questo è il mio modo di dire che sono infastidito, è il mio modo di dire che sono COME TE, MA DIVERSO DA TE… Questo, però, diventa fastidioso per te, migliore amico, che sei venuto a scuola per imparare, proprio come vorrei e dovrei poter fare anche io, e diventa fastidioso per chi, dalla cattedre vorrebbe continuare a spiegarti la lezione… mi chiedo come mai nessuno sembra capire il mio disagio, io non capisco come posso fare per poter imparare come fate tu e tutti gli altri…

Qualcosa è cambiato, negli ultimi mesi… mi stanno vicino alcune persone che cercano di darmi una mano… però io avrei bisogno che chi è con me, pensasse a me, ad un modo più semplice per fare si che anche sul mio libro iniziassero ad esserci quelle righe colorate che mi mettono tanta curiosità. Però poi ti vedo, mentre, annoiato, ti lasci distrarre da altro. Sai, a volte penso che tu RIESCI AD ESSERE ANCHE PIU’ DISTRATTO DI ME, perché non vedi come sono stanco di sentirmi sempre diverso da tutti gli altri, tutti quelli UGUALI A ME, MA DIVERSI DA ME…

Ho sempre amato la scuola e, a modo mio, con i miei tempi, ci sono sempre riuscito. Non uscivo mai dall’aula: ASCOLTAVO, OSSERVAVO, SCRIVEVO, RACCONTAVO E… DISEGNAVO… già… disegnavo e tutti mi dicevano che ero bravo, ma adesso non disegno più, perché un amico mi ha detto che i miei disegni erano brutti e a te, che mi dovresti insegnare tutto il bello del sapere, mi hai spiegato che i miei disegni erano inutili, tanto erano sempre tutti uguali per pensare di credere che fossero così speciali come li credevo io.

A me è venuto da pensare che forse avevi ragione, che in quei disegni non c’era nulla di speciale. Sono diventati improvvisamente un ostacolo, sono diventati motivo di discussione, mentre tu mi hai detto che me li avresti strappati, se non la smettevo di distrarmi… Così ho smesso di disegnare, così so che ho salvato i miei fogli pieni di quelle storie che mi facevano stare bene…

Forse tu non te ne sei nemmeno accorto, anzi, ti ho visto FINALMENTE SOLLEVATO nel vedere che non perdevo più tempo su quei fogli a cui tu non sapevi proprio trovare un senso…

Però, adesso, sento che sono solo, mentre osservo, in silenzio, il cielo grigio, rimanendo in silenzio, seduto sul pavimento, mentre cerco di contare i fiocchi di neve che scendono veloci ad imbiancare le auto parcheggiate davanti alla mia scuola…

So che dovrei rimanere seduto al mio banco, sfogliando quel libro che, come al solito ho messo nello zaino, ma senza un aiuto non riesco a riprovare… Sai, ho capito che SONO DIVENTATO COME MI VOLETE TUTTI. e che se NON DISTURBO e MI ACCONTENTO DI VEDERE GLI ALTRI CHE IMPARANO, mi è concesso di rimanere a scuola!!! Non riesco a spiegarti che, pur avendo questo DIRITTO, nessuno HA ANCORA CAPITO COME ASCOLTARE QUALE RUMORE FA IL SILENZIO DEL MIO DISAGIO, soltanto perché IO NON SONO CAPACE DI POTERTELO RACCONTARE…

Oggi, però, ha smesso di nevicare, e io non ho voglia di continuare a guardare fuori dalla finestra della scuola per vedere quante auto ci sono allineate nel parcheggio…

VOGLIO ANDARE A SEDERMI AL IL MIO POSTO, SEDUTO IN QUEL BANCO, IL MIO BANCO, DOVE VOGLIO RIPRENDERMI TUTTO IL SAPERE CHE LENTAMENTE E SILENZIOSAMENTE MI E’ STATO SOTTRATTO…

Adesso sono stato capace di dire quanto MI SONO SENTITO UMILATO, OGNI VOLTA CHE DOVEVO ALZARMI DA QUEL BANCO, MENTRE TUTTI GLI ALTRI RIEMPIVANO I LORO LIBRI CON QUELLE MERAVIGLIOSE RIGHE COLORATE… adesso so che non sono io , con la mia sfumatura, ad essere nel posto sbagliato: E’ QUESTA SCUOLA CHE NON HA ANCORA IMPARATO A DARMI GLI STRUMENTI NECESSARI PER FARMI IMPARARE COME TUTTI GLI ALTRI, UGUALI A ME, DIVERSI DA ME…

Scritto da Bruna Olivero

 

Grazie mille per il contributo.

 

Sindrome di Asperger : un’intelligenza diversa

A 13 anni, Andréa Negro ha ottenuto il suo diploma scientifico (Bac S) con menzione “ molto bene “. Secondo il quotidiano Nice Matin, il giovane ragazzo ha la sindrome di Asperger, una forma di autismo caratterizzata da un’intelligenza differente, ma anche da grandi difficoltà sociali.

Andréa Negro ha ottenuto il suo Bac S opzione scientifica con una media generale di 18,45/20. Una bella performance soprattutto per il ragazzo che ha solo 13 anni !

Un’intelligenza diversa

Le persone Asperger hanno un’intelligenza differente. Hanno capacità mnemoniche che superano quelle delle persone comuni. Sono capaci di ricordare, date, cifre o fatti con estrema precisione “, spiega il professore David Da Fonseca, capo del dipartimento di neuropsichiatria dell’ospedale Salvador a Marsiglia. Anche la percezione del gusto, dei suoni e delle immagini è decuplicata in questi autistici : “ Alcune aree del cervello nei soggetti ordinari non funzionano a causa della diversa connettività cerebrale. Queste percezioni fuori dal comune spiegano molte delle loro capacità straordinarie “.

Gli Asperger si distinguono perchè sono particolarmente capaci di pensare in sistemi : “ Amano comprendere il funzionamento delle cose. Questo modo di pensare è chiamato “ Systemizing “, ed è molto sviluppato in queste persone, consiste nel capire le diverse regole che governano il funzionamento di sistemi ( meccanici, numerici, fisici, naturali,etc…) “, precisa David Da Fonseca. Queste persone eccellono a livello di ragionamento su fatti specifici e concreti “. Un quadro che spiegherebbe i voti eccellenti di Andréa Negro: 20/20 in matematica e fisica, 20 in latino. 19 in inglese, 18 in spagnolo e 15 in storia-geografia.

Grandi difficoltà a comunicare con gli altri

Ma queste imprese si accompagnano a grandi difficoltà a interagire con gli altri. “ Queste persone hanno difficoltà a leggere le emozioni sui volti perchè tendono a concentrarsi sui dettagli. Non comprendono il linguaggio non verbale che richiede di prendere in considerazione la posizione del corpo, i movimenti. Cio’ vale anche per le metafore e l’umorismo “. Spiega Valérie Chaput, psicologa all’ ospedale Robert Debré. “ I bambini spesso vengono rifiutati e presi di mira dai bulli, persino martirizzati, specialmente quando arrivano alla scuola media. Questo è all’origine di un grande malessere che in molti casi sfocia in fobie scolastiche “. Oggi, la sindrome di Asperger viene diagnosticata prima e le terapie esistono. “ Una buona presa in carico aiuterà questi bambini a esprimersi e ad interagire con gli altri. Durante le consultazioni con uno psicologo, verranno aiutati nella decifrazione delle emozioni” , spiega Valérie Chaput. Spesso i media mostrano autistici brillanti, ma non dobbiamo dimenticare che la sindrome di Asperger è una condizione molto difficile per chi la vive quotidianamente.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte : allodocteurs.fr

Autismo: ragazzi autistici, lanciano un giornale per aprirsi al mondo

autistici-giornalistiAutismo: ragazzi autistici, lanciano un giornale per aprirsi al mondo” . Per il primo numero ho voluto scrivere un articolo sugli attentati che colpiscono il cuore di tutto il mondo “, spiega Rayyan. Da novembre 2015, questo quindicenne autistico, partecipa ogni settimana al gruppo ” giornale ” organizzato dal Servizio di educazione speciale e cure a domicilio ( Sessad ) a Villeurbanne.

Un’iniziativa partita dagli educatori del centro per aiutare questi giovani a uscire dall’isolamento attraverso l’apertura sul loro quartiere, la loro città e facendogli scoprire nuovi interessi.

” Questo proposito piace molto ai genitori, che attraverso il giornale, possono seguire la vita dei loro bambini all’interno del Sessad. Per questi adolescenti,  la scrittura di un giornale permette la scoperta di altre cose, la condivisione delle idee, dei centri d’interesse e l’interazione con altre persone, che non è necessariamente ovvia per loro “, sottolinea Diane, educatrice responsabile del progetto.

Aiutarli ” per fargli esprimere cio’ che gli sta a cuore ” 

Ogni mercoledi’, la piccola squadra di apprendisti giornalisti, si ritrova in una stanza del Sessad improvvisata in redazione , per discutere degli argomenti che verranno trattati nel prossimo numero del trimestrale. ” Ci adattiamo ai loro interessi. Parlano molto delle loro passioni, succede, come per l’articolo sugli attentati, Rayyan voleva discutere di attualità. Parliamo tutti insieme . Questo progetto li aiuta ad esprimere cio’ che gli sta a cuore “, aggiunge Corinne, educatrice.

Per riempire la testata giornalistica , gli adolescenti, seguiti dagli educatori del Sessad, realizzano interviste e reportage. Sono andati anche al  Pôle Pixel, a Villeurbanne, dove hanno girato la serie Kamelott, per intervistare il regista. Si sono anche recati sulle pendici della  Croix-Rousse alla scoperta delle opere di strada e hanno realizzato un reportage insieme ai graffitari della Coulure . ” Prepariamo prima le interviste, perchè per loro è difficile improvvisare, anche se alcuni ci riescono “, spiega Corinne.

Automobili, calcio e videogiochi…

Quando si tratta di giocare ai giornalisti, Raphaël sembra, come Rayyan, si delizia nel ruolo di intervistatore. Soprattutto se l’argomento parla di calcio e della sua squadra preferita. Tiene sempre la sciarpa dell’equipe annodata al collo.

“Quello che mi piace fare in questa rivista, è condividere quello che amo insieme alle altre persone e ai miei amici “, racconta Kenny, uno dei ragazzi del gruppo. I suoi articoli ruotano attorno al mondo dei videogiochi. Edouard, 12 anni scrive articoli sulle macchine di grossa cilindrata che lo fanno sognare, come la Chevrolet Camaro. ” Sa tutto, nei minimi dettagli : i modelli, i consumi, i prezzi ” , ride Diane, l’educatrice.

Emma, 15 anni, si interessa come le ragazze della sua età alla moda e agli Youtubers, come Cyprien e EnjoyPhoneix. Ma la ragazza non è ancora stata raggiunta dalla passione per il giornalismo. ” Penso che non sono fatta per questo “, confida l’adolescente, che tra le rubriche di auto e videogiochi, proverà a portare un tocco femminile nel prossimo numero che verrà distribuito, circa un centinaio di copie.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: 20minutes.fr

Autismo Stati Uniti: Insegnante mette bambino autistico di 8 anni nel cestino della spazzatura

safe_imageStati Uniti – Autistico nella spazzatura Maggio 2015 – L”insegnante non ne poteva piu’ del comportamento di questo alunno autistico di 8 anni, l’ha preso per i piedi è l’ha messo dentro al cestino della spazzatura. Nonostante sia una educatrice specializzata, Mary Khaterine Pursley , è crollata giovedi’ scorso, durante le ore di attività extrascolastica della scuola elementare Mount Bethel, nella contea di Cobb in Georgia. L’alunno autistico trascurato da un compagno a iniziato a gridare, senza smettere. La prof  l’ha paragonato al Muppet Oscar the Grouch ( Oscar, il brontolone ) e ha urlato ” Non ne posso piu’ del tuo comportamento grossolano, ti metto nella spazzatura ! “. Ha preso il bambino per i piedi e l’ha sospeso sopra il cestino della spazzatura. ” Smetti di gridare, immediatamente ” , ha pronunciato mentre l’alunno la supplicava di smettere. E’ stato in quel momento che un dipendente della scuola, attirato dalle grida ha visto la scena. autistico spazzaturaLa donna è stata fermata e ascoltata dalla Polizia. E’ stata rilasciata dopo aver pagato una cauzione di 5000 dollari, ma non potrà riprendere la sua funzione di insegnante fino a quando l’inchiesta non sarà conclusa. Alcuni genitori intervistati da una giornalista della NBC, hanno dichiarato di essere rimasti scioccati per questo fatto accaduto nella scuola che conoscono e amano cosi’ tanto. Un’altra mamma ha affermato che ” questo episodio non mostra in ogni caso cio’ che è la scuola Mount Bethel , un istituto rispettabile ” . L’insegnante molto stimata per la gestione di comportamenti delicati era stata assunta per questo compito specifico a settembre. Tradotto da Mondo Aspie, fonte: 20min.ch

Autismo: Sacha, il violinista che non sa leggere le note

sacha autismoFebbraio 2015 – Sacha Loison, 12 anni, è un giovane adolescente violinista diverso dagli altri. Sacha non sa leggere le note e apprende la musica a orecchio.

Sabato 31 gennaio, nella sala  Frédéric-Mistral de Villeneuve, davanti a tutti i genitori degli allievi della scuola di musica Yves-Marie Bruel, Sacha ha interpretato ” Al Chiaro di Luna ” nel corso dell’audizione des Jeunes pousses, che mette in evidenza i giovani musicisti. Una prestazione che ” ci ha commosso “, ha sottolineato in una lettera indirizzata alla madre il direttore della scuola, Jean-Claude Tellene.

Questo bel biondino ha iniziato a suonare il violino da un anno e ha imparato la musica a orecchio, ” non sa leggere gli spartiti “, precisa mamma Isabelle. Perché Sacha è autistico. Ha una disabilità che non gli permette di essere scolarizzato normalmente. Frequenta l’IME (Istituto medico-educativo) les Violettes a  Bagnols-sur-Cèze, dove frequenta una classe Clis ( classe per l’inclusione scolastica ) dove i bambini apprendono nel rispetto del loro ritmo.

Una rivincita sulla vita

Questi disturbi, precisa la mamma ” non gli permettono di concentrarsi per molto tempo durante la giornata. Ma se una cosa gli piace, allora spinge sull’acceleratore ! . Come suonare il violino, uno strumento difficile.  “E’ lui che lo ha scelto. Ogni volta che passavamo davanti alla scuola di musica e sentiva suonare  i bambini , mi diceva:  anche io vorrei andare ! ” E dall’inizio non ha mai mollato. E violino sia. I suoi genitori non hanno esitato a varcare la soglia della scuola di musica.

” Immediatamente lo hanno accettato, e la professoressa Dominique Larret  l’ha preso sotto la sua ala protettrice. E’ lei che si è adattata a Sacha e non il contrario. Perché i bambini che soffrono di disturbi autistici di questo tipo non possono adattarsi, sono gli adulti che si devono mettere al loro livello. La sua maestra del centro IME ha anche rilevato un talento artistico in Sacha ” .

Fa teatro come gli altri bambini

” Il mercoledi’ mattina, fa teatro con le altre classi della scuola, come qualsiasi bambino “. Questo bambino dalla sensibilità estrema, ha trovato nell’arte la chiave per esprimere cio’ che ha dentro di sé. Questo dimostra che se prestiamo un po’ di attenzione verso questi bambini, e non li guardiamo come persone bizzarre, e li accettiamo per come sono, si possono realizzare grandi cose. Per fortuna, esistono persone che non si sono soffermano sull’etichetta ” handicappato ” .

” Una bella rivincita sulla vita che a volte dimentica che dovremmo tutti essere uguali “,  ha detto il direttore della scuola di musica. Una frase che ha commosso la mamma del giovane musicista, diverso si, ma stranamente accattivante .

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte Midilibre.fr

Autismo Francia: Timothée, ragazzo autistico cacciato dalla sua scuola (video)

Thimothee autistico cacciato da scuola franciaSettembre 2014.  Timothée, giovane autistico di 15 anni è stato cacciato via dalla sua scuola. L’adolescente, che ha già frequentato l’anno scorso l’istituto la Tourette di Lione non ha ottenuto l’autorizzazione dalla Corte dipartimentale delle persone  handicappate. Ma per sua madre che ha presentato un ricorso sospensivo in tribunale, suo figlio sarebbe potuto entrare. L’incidente è avvenuto mercoledi mattina davanti all’istituto la Tourette che si trova nel primo distretto di Lione. Marina accompagna suo figlio Timothée,15 anni, autistico, davanti alla porta della scuola che ha frequentato l’anno scorso. Li, il preside insieme ad altri professori gli vietano l’ingresso. Va detto che a fine agosto, la Corte dipartimentale delle persone  handicappate (Mdph) ha prodotto una notifica che richiede l’orientamento di Timothée verso un istituto specializzato. La madre dello studente ha quindi avviato un’azione legale per sospendere questa decisione. ” Mio figlio ha diritto di essere integrato  in questa scuola, dice Marina che ha filmato l’accaduto. Non voglio che vada a finire in un centro specializzato perchè cio’ porterebbe alla sua descolarizzazione. E comunque non ci sono posti …”  “Dall’ufficio scolastico contattato da MetroNews hanno dichiarato che il ricorso presentato dalla madre di  Timothée non è ancora stato preso in considerazione dal tribunale dei contenziosi .”

Un appuntamento questo venerdi’

” Bisogna aprire un dialogo con la mamma per determinare insieme quale sarebbe una buona soluzione tra cio’ che vuole lei e quello che vogliono le istituzioni coinvolte, spiega Jean-Marie Krosnicki, direttore accademico aggiunto  presso l’ispettorato scolastico  del Rhône. La scolarizzazione di questo giovane all’istituto la Tourette l’anno scorso è stata caratterizzata da un fallimento. ”

In effetti a giugno, Thimotée perturbato senza dubbio dai molteplici  cambiamenti degli ausiliari scolastici (AVS), ne aveva aggredito uno. Un attacco grave secondo  M.Krosnicki. Ma non per la madre ” l’accompagnatore non era ne ferito, ne graffiato. Presentava solo un semplice choc emotivo “. Un appuntamento è stato fissato per venerdi per cercare di chiarire la situazione di Timothée.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte metronews.fr

Autismo: Julien, autistico Asperger, ha vinto la sfida del diploma

aspie julien diploma autismo15 Luglio 2014.  Julien Spadotti, ragazzo autistico Asperger è riuscito a realizzare con tanta forza di volontà e coraggio uno dei suoi sogni, a settembre inizierà una formazione in BTS Turismo a Foix. La gioia di Julien è immensa. Accompagnato da sua sorella Pauline, dai genitori Brigitte e Pierre, da sua cugina Hervelyne e dall’aiuto scolastico Béatrice, consulta i risultati del diploma di maturità, raccogliendo la prova tangibile del fatto che tutti gli sforzi di questi anni sono stati ricompensati. Julien c’e’ l’ha fatta ! Per molti, questa potrebbe sembrare una storia ordinaria, ma non per quelli che conoscono Julien e la sua famiglia. In effetti, il nostro giovane diplomato, dopo un percorso scolastico disseminato di ostacoli molto comuni alla maggioranza di ragazzi con sindrome di Asperger,  è stato descolarizzato nel 2008. Gli insegnanti dell’AEEMA tramite un’opera di volontariato a domicilio hanno permesso all’adolescente di conservare un eccellente livello scolastico. Nel 2010, con il fine di risocializzarlo, Julien è stato integrato in una piccola classe del Liceo di Mirepox.

Il sostegno incondizionato della sua famiglia

Durante l’anno scolastico 2012-2013, riesce a convalidare la storia e geografia, la letteratura e lo sport. E infine quest’anno ha superato le prove di filosofia, italiano, inglese e spagnolo. Durante tutti questi anni, Julien ha potuto contare sul sostegno indefettibile dei suoi compagni. Un percorso di studio atipico per questo ragazzo che soffre di grossi stress permanenti, numerose fobie, di una sensibilità eccessiva al rumore ed ha bisogno di essere rassicurato in continuazione. E’ riuscito a superare questo contesto destabilizzante grazie alla sua assistente allo studio  Béatrice, persona generosa, forte e dotata di buon senso e grazie al sostegno dei suoi famigliari che l’hanno accompagnato durante questi anni di difficoltà e sofferenze. I genitori di Julien vogliono trasmettere un messaggio di speranza alle famiglie che vivono l’autismo in modo che continuino a lottare nonostante le avversità.

Omaggio al suo insegnante

” I successo di Julien è dipeso dalle doti straordinarie di un insegnante, che è riuscito ad integrarlo durante tutto il ciclo della scuola elementare. Grazie a Laurent, alle sue qualità e alla sua umanità, Julien è rimasto in un percorso scolastico classico ed è riuscito a progredire insieme  ai compagni della sua età. Ricordo che è importante per i bambini autistici, quando è possibile, farli evolvere nelle scuole tradizionali per aiutarli poco a poco ad integrarsi e ad apprendere i codici sociali indispensabili per la vita da adulti “. sottolinea Brigitte, mamma di Julien.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte Ladepeche.fr

Plusdotazione: L’Italia non è un paese per i piccoli geni

italia pludotazione bambiniAprile 2014 – La scuola italiana non è preparata a gestire i bambini plusdotati. Nelle nostre classi non esistono percorsi speciali per i ragazzi con quoziente intelletivo superiore alla media. Il talento non è visto come valore. Al contrario di quanto accade nel resto d’Europa. E ogni anno le vittime dell’abbandono scolastico sono 50.000.

In Italia i bambini con Q.I. (quoziente intellettivo) elevato,125-160, abbandonano la scuola come i coetanei meno dotati. Il Q.I. medio della popolazione, per capirci, va da 85 a massimo 115. Per i plusdotati non esistono percorsi speciali, tutt’altro, parrebbe che dei geni non si sappia che farsene in Italia, mentre in altri paesi come Israele, Stati Uniti, Germania o Olanda sono risorse inestimabili per la collettività.

I “geni” non hanno un identikit da alunno modello, tutt’altro. Chi insegna il più delle volte non è preparato e non ha strumenti per individuare questi talenti.  “Scusi la sequenza dei colori dell’arcobaleno è sbagliata, si colora in base alla frequenza” dice Simone alla maestra che si riferisce alla frequenza del colore, ogni colore emette una certa frequenza, “Il problema è posto male, si risolve cosi..” Sono frasi che ha detto a scuola, ci dice la madre. Poco prima dei tre anni sapeva leggere, a quattro sa tutto di pianeti, sistema solare e costellazioni. Ma è svogliato e come di solito accade ai Plusdotati: non studiano e sono iperattivi, certo per loro è tutto facile, le lezioni ripetute allo strenuo non hanno senso, e si distraggono. Sono pessimi alunni. In alcuni casi (Matteo) gli viene diagnosticata l’ADHD, sindrome da deficit di attenzione e iperattività: da trattare con psicofarmaci. In realtà è “semplicemente” un genio in incognito, e solo grazie a genitori attenti si riescono ad evitare brutti scherzi, come l’uso di farmaci per sedare le “disobbedienze” del piccolo.

E’ comune credere che il bambino dotato se la cavi da sé, riesca a oltrepassare ogni ostacolo, in realtà non è cosi, lo sviluppo emotivo è pur sempre legato all’età e ricevere messaggi controversi può creare dei crolli di autostima e interrompere il percorso evolutivo.

Come conferma la Neuropsichiatra Annamaria Roncoroni ”al di là del “patrimonio genetico” dell’individuo, se l’ambiente non offre adeguate possibilità di crescita e di sviluppo, non è assolutamente detto che i bambini plusdotati sviluppino il loro potenziale” In Olanda da circa 20 anni si parla di plusdotazione, nei sussidiari sono già indicati con un asterisco quali sono gli esercizi rivolti a questi bambini: in questo modo è possibile mantenere vivo il loro interesse e contemporaneamente aumentare le loro competenze e non frustrare l’autostima.

Ci dovrebbero essere delle priorità nel sistema scolastico pubblico, e la Dott.ssa Roncoroni ne è ben consapevole: L’importanza di un’individuazione precoce, negli anni della scuola primaria, dove il bambino fa le sue prime esperienze e si struttura un’idea di “scuola” che poi si porterà dietro durante la crescita, è fondamentale”. Nel caso degli studenti plusdotati, che molto spesso incominciano la scuola con competenze ed abilità nettamente superiori ai compagni di classe, c’è il grosso rischio di far nascere malumore e, conseguentemente, demotivazione e disinteresse, che altro non sono che i sintomi del futuro drop-out (abbandono scolastico).

L’AISTAP è l’associazione Italiana per lo sviluppo del talento e della Plusdotazione, nasce il 1 giugno 2010 per colmare una voragine tutta italiana. Lo zoccolo duro è formato da un gruppo di psicologi e ricercatori che si occupano, da circa un decennio, di talento e di sviluppo del potenziale, dando centralità alle necessità di questi studenti che, secondo le stime internazionali, rappresentano il 3-5% della popolazione scolastica. In Italia non esiste un monitoraggio di questo genere, estrapolandolo e incrociando i dati dell’Istat e dell’early school leavers (ESL) del Miur (Ministero dell’Istruzione) si possono fare dei numeri, Anna Roncoroni ci da una bussola del fenomeno “ogni anno circa 700.000 studenti abbandonano la scuola e secondo i dati esteri, perché noi non possiamo fare questa classifica, possiamo dire che tra questi circa 50.000 (stando alle stime più prudenti) potrebbero essere gifted (Plusdotati)” Per ora il Miur non prevede corsi adeguati alle loro capacità cognitive superiori, e non sembra essere nell’aria una virata di rotta.

LE STORIE
Luca frequenta la terza media, cambia scuola praticamente ogni anno, la madre vive in balia di conflitti continui tra insegnanti e l’irrequieto e maldestro primogenito, “mio figlio non tocca penna, non fa niente, non studia”, allo strenuo i genitori portano Luca dalla neuropsichiatra. Da qui cambia tutto, ora è chiaro: QI 154, un genio dalle potenzialità interrotte. Siamo in tempo, forse, per recuperare il talento e l’autostima perduta. Sono piccoli concapacità cognitive superiori alla loro età, non hanno invece la sfera emotiva formata, come i coetanei, e quindi inciampano, non capiscono, si sentono lesi, diversi e marginali. A lui è andata bene, ma a Silvia è accaduto qualcosa di diverso, per errore le è stata diagnosticata l’ADHD, la sindrome da deficit di attenzione. Esistono dei farmaci per questa sindrome, ma la realtà è ben altra, Silvia è semplicemente plusdotata, QI 146. Errori, sviste, pesano come macigni nell’età evolutiva e compromettono la vita di qualcuno che avrebbe tanto da dare a chi gli sta intorno, alla famiglia, alla collettività.

La scuola pubblica non riesce a sensibilizzare gli insegnanti: non sono informati e non sanno riconoscere i bambini plusdotati. Così molti, troppi, interrompono frustrati gli studi. Carla ora ha 19 anni, studia per lavorare nel mondo della ristorazione, ricorda il periodo scolastico come un incubo di noia e torpore, mal di testa inventati in continuazione per uscire e cercare stimoli tra i corridoi della scuola. Alle elementari coglieva al volo tutto, faceva i compiti agli altri, e poi se ne stava da un parte, tutta immersa nel suo mondo. I ricordi sono pieni di frustrazione, ma piano piano l’autostima sta tornando, a 20 anni.

In Svizzera, a due passi da noi, nel cantone del Vaud esistono classi di arricchimento (“enrichissement”) nella scuola pubblica, una boccata d’aria per gli allievi plusdotati. Anche qui, va detto, ci sono delle difficoltà perché queste classi non esistono in tutte le scuole, i direttori hanno molta autonomia, gestiscono il loro budget secondo le loro priorità. Secondo Claudia Jankech (Specialista in Psicologia dell’infanzia e adolescenza di Losanna) “Gli APC (alto potenziale cognitivo) non sono quasi mai una priorità! questo è evidente”.

Font: Espresso.repubblica.it

 

 

Capire lo studente con Sindrome di Asperger: Orientamenti per gli insegnanti

faire ses devoirsI bambini diagnosticati con sindrome di Asperger (AS) rappresentano una sfida speciale nell’ambiente educativo. Tipicamente visti come eccentrici e particolari dai compagni di classe, le loro abilità sociali inette li rendono spesso vittime come capri espiatori. La goffaggine ed un interesse ossessivo in soggetti oscuri si sommano alla loro “presentazione bizzarra.” I bambini con AS difettano nella comprensione delle relazioni umane e delle regole di convenzione sociale; sono ingenui e mancano evidentemente di senso comune. A causa della loro inflessibilità e dell’inabilità ad affrontare i cambiamenti, questi individui sono facilmente stressati ed emotivamente vulnerabili. Allo stesso tempo, i bambini con AS (la maggioranza dei quali sono maschi) hanno spesso un’intelligenza nella media o sopra la media ed hanno capacità di memoria superiori. Il perseguimento dei loro singoli interessi può condurre più tardi a grandi conseguimenti nella vita. La sindrome di Asperger è considerata un disturbo nella parte più alta dello spettro autistico. Confrontando individui all’interno di questo spettro, Van Krevelen (citato da Wind, l99l) notò che il bambino con autismo a basso funzionamento “vive in un mondo suo proprio,” mentre il bambino con autismo ad alto funzionamento “vive nel nostro mondo ma nel proprio modo” (p.99). Naturalmente, non tutti i bambini con AS sono simili. Dal momento che ogni bambino con AS ha la propria personalità unica, “tipica” Così i sintomi si manifestano in modo specifico per ciascun individuo. Di conseguenza, non esiste una ricetta esatta per l’approccio in classe che possa essere fornita per ogni ragazzo con AS, come nessuno metodo istruttivo va bene per le necessità di tutti i bambini non afflitti da AS. Nel seguito sono descritte sette importanti caratteristiche della sindrome di Asperger, seguite da suggerimenti e strategie di classe per indirizzare questi sintomi. (Interventi in classe sono illustrati con esempi tratti dalle esperienze di insegnamento nella Scuola Ospedaliera per bambini e adolescenti del Centro Medico dell’Università del Michigan) Questi suggerimenti sono offerti solamente nel senso più ampio e dovrebbero essere adattati alle necessità individuali dello studente con AS.

Insistenza nella monotonia

I bambini con AS sono facilmente sopraffatti dal minimo cambiamento, sono estremamente sensibili a fattori di stress ambientale, e qualche volta prendono parte in rituali. Sono ansiosi e tendono a preoccuparsi ossessivamente quando non sanno cosa per aspettarsi; lo stress, la fatica e il sovraccarico sensorio alterano facilmente il loro equilibrio.

Suggerimenti

  • Offrire un ambiente prevedibile e sicuro;
  • Minimizzare le transizioni;
  • Offrire una routine quotidiana e costante: Il bambino con AS deve capire la routine di ogni giorno e deve sapere cosa aspettarsi per essere capace di concentrarsi sul compito da fare;
  • Evitare sorprese: Preparare il bambino completamente ed in anticipo ad attività speciali, orari alterati, o altri cambiamenti nella routine, anche se minimi;
  • Diminuire le paure dell’ignoto mostrando al bambino l’attività nuova, l’insegnante, la scuola, il campo e così via in anticipo, ed al più presto possibile, dopo che è stato informato del cambiamento prevenire preoccupazioni ossessive. (Per esempio, quando il bambino con AS deve cambiare scuole, dovrebbe incontrare il nuovo insegnante, dovrebbe girare nella scuola nuova e dovrebbe essere informato della sua routine in anticipo. I primi giorni potrebbero essere dati compiti della vecchia scuola così che la routine sia familiare al bambino nel nuovo ambiente. L’insegnante potrebbe scoprire le aree speciali di interesse del bambino ed avere libri di riferimento o attività disponibili sin dal primo giorno.)

 

Danneggiamento dell’Interazione Sociale

Il bambino con AS mostra un’inabilità nel capire le regole complesse dell’interazione sociale; è ingenuo; estremamente egocentrico; può non amare il contatto fisico; parlare ad altre persone invece che con voi; non capire gli scherzi, l’ironia o le metafore; avere tono monotono e innaturale di voce; usare in modo improprio lo sguardo e il linguaggio corporeo; essere insensibile e mancare di tatto; interpretare male le indicazioni sociali; non saper giudicare la “distanza sociale”; presentare scarsa abilità ad iniziare e sostenere la conversazione; avere un discorso ben sviluppato ma con comunicazione povera; è identificato come ” il piccolo professore” qualche volta perché lo stile oratorio è da adulto e saccente; ci si approfitta facilmente di lui (non percepisce che gli altri qualche volta scherzino o lo imbroglino); e di solito desidera far parte del mondo sociale.

Suggerimenti

  • Proteggere il bambino da prepotenze e prese in giro;
  • Nei gruppi di età più alta, quando l’inettitudine sociale è severa, tentare di istruire un coetaneo sui bambini con AS descrivendo i suoi problemi sociali come una vera incapacità. Lodare i compagni di classe quando lo trattano con compassione. Questo compito può prevenire il farlo diventare un capro espiatorio, promuovendo l’empatia e la tolleranza negli altri bambini;
  • Enfatizzare le abilità didattiche del bambino con AS creando situazioni di apprendimento di gruppo in cui le sue abilità di lettura, il vocabolario, la memoria e così via siano viste come un bene dai coetanei, favorendo con ciò l’accettazione;
  • La maggior parte di bambini con AS sente la mancanza di amici ma semplicemente non sa come interagire. Dovrebbero essere istruiti su come reagire ad indicazioni sociali e dovrebbero essere forniti repertori di risposte da usare nelle varie situazioni sociali. Insegnare cosa dire ai bambini e come dirlo. Modelli interazione bilaterale e giochi di ruolo. Il giudizio sociale di questi bambini migliora solamente dopo che gli sono state insegnate regole che gli altri scelgono intuitivamente. Un adulto con AS disse che aveva imparato a “scimmiottare il comportamento umano”. Un professore di università con AS disse che la sua ricerca per capire le interazioni umane gli diede “la sensazione di essere un antropologo su Marte” (Sacks, l993 p.112);
  • Anche se a loro manca la comprensione personale delle emozioni degli altri, i bambini con AS possono imparare il modo corretto di rispondere. Quando stanno insultando senza volere, indiscreti o insensibili, deve essere loro spiegato perché la risposta era impropria e che risposta si sarebbe dovuta dare. Gli individui con AS devono imparare intellettualmente le abilità sociali: a loro manca l’istinto sociale e l’intuizione;
  • Studenti più grandi con AS trarrebbero profitto da un “sistema” di amici. L’insegnante può istruire un compagno di classe, sensibile alle disabilità, sulla situazione del bambino con AS e farli sedere vicini. Il compagno di classe potrebbe stare in guardia per lui sull’autobus, durante interruzione negli atri e così via, e tentare di coinvolgerlo nelle attività scolastiche.
  • I bambini con AS tendono ad essere reclusi; così l’insegnante deve coinvolgerli con altri. Incoraggiare la socializzazione attiva e limitare il tempo speso nella ricerca isolata di interessi. L’aiutante dell’ insegnante, seduto alla tavola da pranzo, potrebbe attivamente incoraggiare il bambino con AS a partecipare per esempio alla conversazione dei suoi coetanei non solo sollecitando le sue opinioni e facendogli domande, ma anche sforzando sottilmente gli altri bambini a fare lo stesso.

    Serie ristretta di Interessi

    I bambini con AS hanno preoccupazioni eccentriche o fissazioni bizzarre e intense (raccolgono ossessivamente qualche volta cose insolite). Tendono a fare conferenze “implacabilmente” sulle loro aree di interesse; porre domande ripetitive su loro interessi; avere preoccupazione ad abbandonare le loro idee; seguire le proprie inclinazioni nonostante le richieste esterne e ,qualche volta, rifiutano di imparare qualsiasi cosa fuori dal loro limitato campo di interesse.

    Suggerimenti

    • Non permettere che il bambino con AS perseveri nel discutere o chiedere domande su interessi isolati. Limitare questo comportamento assegnando uno specifico tempo durante il giorno in cui il bambino può parlare di questo. Per esempio: Un bambino con AS era fissato sugli animali ed aveva domande innumerevoli sulla classe di una tartaruga domestica seppe che gli fu permesso di fare queste domande solamente durante l’intervallo. Questo faceva parte della sua routine quotidiana e imparò rapidamente a fermarsi quando iniziava a fare quel genere di domande durante gli altri momenti della giornata;
    • Usare il rinforzamento positivo, selettivamente diretto a plasmare un comportamento desiderato è la strategia critica per aiutare il bambino con AS (Dewey, 1991). Questi bambini rispondono ai complimenti (per es., nel caso di un’implacabile domanda, è probabile che l’insegnante lo lodi costantemente non appena lui fa una pausa e si congratuli con lui per permettere ad altri di parlare). Questi bambini dovrebbero essere lodati anche per il semplice, atteso comportamento sociale che è dato per concesso negli altri bambini;
    • Alcuni bambini con AS non vogliono fare i compiti fuori della loro area di interesse. Devono essere fissate aspettative per il completamento dei compiti. Deve essere posto molto chiaramente al bambino con AS che lui non è sotto controllo e che deve seguire delle specifiche regole. Allo stesso modo, comunque, andare incontro a metà strada al bambino dandogli opportunità per intraprendere i suoi interessi;
    • Per bambini particolarmente ricalcitranti, può essere necessario individualizzare inizialmente tutti i compiti sulla loro area di interesse (per es., se l’interesse sono i dinosauri, offrire frasi grammaticali, problemi matematici e compiti di lettura e sillabazione sui dinosauri). Gradualmente presentare poi gli altri temi nei compiti;
    • Agli studenti possono essere dati compiti che collegano il loro interesse all’essere soggetto di studio. Per esempio, durante un’unità di studi sociale su uno specifico paese a un bambino ossessionato dai treni potrebbe sarebbe assegnato di indagare i mezzi di trasporto usati dalle persone di quel paese;
    • Usare le fissazioni del bambino per ampliare il suo repertorio di interessi. Per esempio, durante un’attività sulle foreste pluviali, lo studente con AS che era ossessionato dagli animali fu condotto non solo a studiare gli animali della foresta pluviale ma a studiare anche la foresta stessa, essendo questa la casa degli animali. Fu motivato poi ad imparare sulle persone del luogo che erano state costrette ad abbattere l’habitat della foresta degli animali per sopravvivere.

      Scarsa concentrazione

      I bambini con AS sono spesso fuori tempo, distratti da stimoli interni; sono molto disorganizzati; hanno difficoltà a focalizzare le attività svolte in classe (spesso non è che l’attenzione sia scarsa ma, piuttosto, che la focalizzazione sia “bizzarra”; l’individuo con AS non può dedurre quello che è attinente [Happe, 1991], così l’attenzione si concentra su stimoli irrilevanti); tende a ritirarsi in mondi interni e complessi in una maniera molto più intensa del tipico sognare ad occhi aperti e ha difficoltà ad imparare in una situazione di gruppo.

      Suggerimenti

      • Un monte di regole deve essere offerto se il bambino con AS deve essere produttivo in classe. I compiti dovrebbero essere suddivisi in piccole unità, e dovrebbero essere offerti ritorni e indirizzamenti frequenti dall’insegnante;
      • Bambini con severi problemi di concentrazione traggono profitto da sessioni di lavoro a tempo. Questo li aiuta ad organizzarsi. Il compito che non è completato all’interno del limite di tempo (o che è fatto spensieratamente) deve essere fatto durante il tempo libero del bambino (per es., durante l’intervallo o durante il tempo utilizzato per i suoi interessi speciali). I bambini con AS possono essere qualche volta caparbi; hanno bisogno di aspettative fisse e di un programma strutturato che insegnano loro che l’aderenza alle regole conduce ad un rafforzamento positivo (questo tipo di programma motiva il bambino con AS ad essere produttivo, migliorando così l’amor proprio e abbassando i livelli di stress perché il bambino si vede competente);
      • Nel caso di studenti con AS che frequentano le classi normali, la scarsa concentrazione, la lentezza e la forte disorganizzazione possono rendere necessario diminuire il suo carico di compiti e/o offrire maggior tempo in una stanza dove un insegnante di sostegno può offrire l’aiuto supplementare di cui il bambino ha bisogno per completare i compiti (alcuni bambini con AS sono così incapaci di concentrarsi che caricano stress indebito sui genitori dai quali si aspettano che passino ore ogni sera per fare i compiti col loro bambino);
      • Far sedere il bambino con AS di fronte alla classe e porre domande frequenti dirette a lui aiutarlo a far attenzione alla lezione;
      • Sostenere il bambino con segnali non verbali (per es., una gentile carezza sulla spalla) quando non se lo aspetta;
      • Se è usato un sistema di amici, far sedere l’amico del bambino vicino a lui, così l’amico può ricordare al bambino con AS di riprendere il compito o ascoltare la lezione;
      • L’insegnante attivamente deve incoraggiare il bambino con AS ad uscire dai suoi pensieri interni e dalle fantasie retrostanti     e rifocalizzare sul mondo reale. Questa è una battaglia continua, poiché il conforto di quel mondo interno ha molte più attrattive di qualsiasi cosa nella vita reale. Per bambini piccoli, anche il gioco libero ha bisogno di essere strutturato, perché possono immergersi da soli in fantasie immaginarie ritualizzate che perdono il senso della realtà. Incoraggiando un bambino con AS a giocare un gioco da tavolo non da solo ma con uno o altri due, sotto stretta sorveglianza, non solo struttura il gioco ma offre l’opportunità di praticare le abilità sociali.

Scarsa coordinazione motoria

I bambini con AS sono fisicamente goffi e maldestri; hanno portamenti rigidi, andatura goffa; non hanno successo nei giochi che comportano abilità motorie; carenze di esperienza fine-motoria possono provocare problemi di calligrafia, lentezza e colpire la loro abilità nel disegnare.

Suggerimenti

  • Assegnare al bambino con AS un programma di istruzione fisica ed adattabile se i problemi grosso motori sono severi;
  • Coinvolgere il bambino con AS in attività di istruzione fisica per la salute/forma fisica, piuttosto che in un programma sportivo e competitivo;
  • Non spingere il bambino a partecipare a sport competitivi, se la sua scarsa coordinazione motoria può comportare solamente frustrazione e prese in giro da parte dei membri della squadra. Al bambino con AS manca la comprensione sociale di coordinare le proprie azioni con quelle degli altri di una squadra;
  • Il bambino con AS può richiedere un programma di corsi estremamente individualizzato che comporti disegno e copia su carta, accoppiato modelli motori disegnati sulla lavagna. L’insegnante guidi ripetutamente la mano del bambino nella formazione di lettere e nei collegamenti delle lettere ed utilizzi una scrittura verbale. Una volta che il bambino ha imparato la scrittura a memoria, può camminare da solo indipendentemente dalla disposizione della lettera;
  • I bambini con AS più piccoli beneficiano di righe tracciate su carta che li aiutano a controllare la dimensione e l’uniformità delle lettere che scrivono. Questo li costringe anche a prendere tempo per scrivere attentamente;
  • Quando sono assegnati compiti a tempo, assicurarsi che sia preso in considerazione la maggiore lentezza di scrittura del bambino;
  • Individui con AS possono avere bisogno di più tempo dei loro coetanei per completare gli esami (dare gli esami in una stanza a parte non solo offre maggior tempo ma devono essere offerte anche strutture aggiuntive e insegnante di supporto a quei bambini che hanno bisogno di concentrarsi sul compito da fare).

    Difficoltà didattiche

    I bambini con AS di solito hanno una intelligenza media o superiore alla media (specialmente nella sfera verbale) ma sono carenti nel pensiero ad alto livello alto e nelle abilità di comprensione. Tendono ad essere molto letterali: Le loro immagini sono concrete, e l’astrazione è povera. Il loro stile oratorio saccente e il vocabolario impressionante danno la falsa impressione che capiscano quello di cui stanno parlando, quando in realtà loro stanno ripetendo a pappagallo soltanto quello che hanno sentito o hanno letto. Il bambino con AS frequentemente ha una memoria eccellente, ma è meccanico di natura; ovvero, il bambino può rispondere come un video che gira in sequenze di scatti. Le capacità di risolvere i problemi sono scarse.

    Suggerimenti

    • Fornire un programma didattico estremamente individualizzato progettato per ottenere successi costanti. Il bambino con AS necessita di grande motivazione per non seguire i propri impulsi. L’erudizione deve essere ricompensata e non deve provocare ansia;
    • Non presumere che bambini con AS capiscano qualche cosa solo perché ripetono a pappagallo quello che hanno sentito;
    • Offrire chiarimenti aggiuntivi e tentare di semplificare quando i concetti della lezione sono astratti;
    • Capitalizzare sulla memoria insolita di questi individui: Trattenere informazioni che riguardano i fatti è frequentemente il loro punto forte;
    • Sfumature emotive, livelli multipli di significati e relazioni pubbliche, così come presentati nella narrativa spesso non saranno capiti;
    • I compiti scritti per individui con AS sono spesso noiosi, vagano da un soggetto all’altro, e contengono connotazioni di parole non corrette. Questi bambini frequentemente non conoscono la differenza tra la conoscenza generale e le idee personali e perciò presumono che l’insegnante capisca le loro espressioni qualche volta astruse;
    • I bambini con AS spesso hanno abilità di lettura eccellenti, ma la comprensione della lingua è debole. Non presumere che loro capiscano quello che leggono così correntemente;
    • Il lavoro didattico può essere di qualità povera perché il bambino con AS non è motivato ad esercitare uno sforzo nelle aree che non sono per lui interessanti. Ferme aspettative devono essere poste per la qualità del lavoro prodotto. Il lavoro eseguito in determinati tempi non solo deve essere completo ma deve essere fatto attentamente. Il bambino con AS dovrebbe aspettarsi di dover correggere compiti malamente eseguiti durante l’intervallo o nei momenti in cui di solito persegue i suoi interessi.

Vulnerabilità emotiva

I bambini con Sindrome di Asperger hanno l’intelligenza per competere nell’istruzione regolare ma non hanno spesso le risorse emotive per affrontare le richieste della classe. Questi bambini sono facilmente stressati per la loro inflessibilità. L’autostima è bassa, e sono spesso molto autocritici ed incapaci di tollerare errori. Gli individui con AS, specialmente gli adolescenti, possono essere presi da depressione (è stata documentata una alta percentuale di depressione negli adulti con AS). Reazioni di rabbia/scoppi di ira sono comuni in risposta a stress/frustrazione. I bambini con AS raramente sembrano rilassati e sono sopraffatti facilmente quando le cose non sono indicate così rigide come per loro dovrebbero essere. Interagendo con le persone ed affrontando le richieste ordinarie della vita di ogni giorno fanno uno sforzo erculeo e continuo.

Suggerimenti

  • Prevenire gli scoppi offrendo un alto livello di coerenza. Preparare questi bambini ai cambiamenti nella routine quotidiana, abbassare stress (vedasi sezione ” Resistenza ai cambiamenti”). I bambini con AS frequentemente diventano terribili, adirati e sconvolti di fronte a cambiamenti forzati o inaspettati;
  • Insegnare ai bambini come affrontare lo stress quando li sommerge o come prevenire scoppi d’ira. Aiutare il bambino a scrivere un elenco di passi molto concreti che possono essere seguiti quando sono sconvolti (per es., 1-respira profondamente tre volte; 2-conta lentamente sulle dita della mano tre volte; 3-chiedi di vedere l’insegnante di istruzione speciale, ecc.). Includere nella lista un rituale di comportamento mediante i quali il bambino trova conforto. Scrivere questi passi su una scheda messa nella tasca del bambino così che sia sempre prontamente disponibile;
  • La finzione riflessa nella voce dell’insegnante dovrebbe essere mantenuta minima. Essere calmo, prevedibile, e prosaico nell’interazione col bambino con AS, mentre chiaramente si indica compassione e pazienza. Hans Asperger (1991), lo psichiatra dal quale prende il nome questa sindrome, osservava che “l’insegnante che non capisce che è necessario insegnare ai bambini [con AS] cose apparentemente ovvie si sentirà impaziente ed irritato” (p.57). Non aspettare che sia il bambino con AS ad ammettere che è triste / depresso. Nello stesso modo in cui non possono percepire i sentimenti di altri, questi bambini non possono conoscere i propri sentimenti. Spesso coprono la loro depressione e ne negano i sintomi;
  • Gli insegnanti devono essere vigili ai cambi di comportamento che possono indicare depressione, come anche a maggiori livelli di disorganizzazione, disattenzione ed isolamento; diminuzione della soglia di stress; fatica cronica; pianto; commenti suicidi; e così via. Non accettare la risposta del bambino, in questi casi,che è ” OK”
  • Riportare i sintomi al terapeuta del bambino o segnalare la salute mentale così che il bambino possa essere valutato per una possibile depressione e ricevere trattamenti se necessario. Poiché questi bambini non sono spesso capaci di stimare le proprie emozioni e non possono cercare conforto in altri, è critico che la depressione sia diagnosticata rapidamente;
  • Essere consapevoli che gli adolescenti con AS sono specialmente soggetti a depressione. Le abilità sociali sono estremamente valutate nell’adolescenza e lo studente con AS comprende che è diverso e ha difficoltà nel formare relazioni normali. Il lavoro didattico diviene spesso più astratto, e l’adolescente con AS trova i compiti più difficili e complessi. In un caso, gli insegnanti notarono, che un adolescente con AS non stava piangendo più sui compiti di matematica e perciò credettero che li stesse affrontando meglio. In realtà, la conseguente diminuzione di organizzazione di produttività in matematica era dovuta al suo scappare ulteriormente nel suo mondo interno per evitare la matematica, e non stava affatto affrontandola bene così;
  • È critico che gli adolescenti con AS inseriti nella scuola normale abbiano una persona ben identificata con la quale possano rapportarsi almeno una volta quotidianamente. Questa persona può stimare come stiano andando le cose incontrandosi con lui quotidianamente e raggruppando le osservazioni degli altri insegnanti;
  • I bambini con AS devono ricevere assistenza didattica non appena sono notate difficoltà in una particolare area. Questi bambini sono sopraffatti rapidamente e reagiscono molto più severamente ai fallimenti di quanto facciano gli altri bambini;
  • Un bambino con AS che è emotivamente molto fragile può avere bisogno di una classe di istruzione speciale ed estremamente strutturata che possa offrire un programma accademico ed individualizzato. Questi bambini richiedono un ambiente culturale nel quale loro si vedono come competenti e produttivi. Di conseguenza, tenerli nella scuola normale, dove non possono capire concetti o compiti completi, serve solamente ad abbassare la loro autostima, aumentare il loro ritrarsi, e mettersi in palcoscenico per un disturbo deprimente. (In alcune situazioni può essere assegnato al bambino con AS personale aiutante piuttosto che disporre un’istruzione speciale. L’aiutante offre appoggio affettivo, struttura e reazione costante.)

I bambini con la sindrome di Asperger sono sopraffatti così facilmente da fattori di stress ambientale, e hanno danneggiamenti così profondi nell’abilità di formare relazioni interpersonali che danno l’impressione di avere “una fragile vulnerabilità ed una puerilità patetica” (Wind, 1981, p. 117). Everard (1976) scrisse che quando questi giovani sono confrontati con coetanei non disabili, “si è immediatamente consapevoli di come loro siano diversi e dello sforzo enorme che devono fare per vivere in un mondo dove nessuna concessione è fatta e dove ci si aspetta che loro si adattino” (p.2). Gli insegnanti possono avere un ruolo vitale nell’aiutare il bambino con AS ad imparare a negoziare con il mondo attorno a lui. Perché il bambino con AS frequentemente non è capace di esprimere le sue paure e le ansie, è significativo per l’adulto renderlo meritevole di lasciare la propria fantasia interna e sicura per vivere le incertezze del mondo esterno. Professionisti che lavorano con questi ragazzi nelle scuole devono offrire le regole, l’organizzazione, e la stabilità che a loro manca. Le strategie di insegnamento creative che si usano con individui che patiscono la sindrome di Asperger sono critiche, non solo facilitare il successo didattico, ma anche aiutarli a sentirsi meno alienato dagli altri esseri umani e meno sommersi dalle richieste all’ordine del giorno della vita quotidiana.

Karen Williams, Università dl Michigan

Fonte: xoomer.virgilio.it

Autismo: Studente Asperger inserito nella piu’ importante organizzazione accademica degli Stati Uniti

studente asperger premiatoMarzo 2014. Studente delle Bahamas con la sindrome di Asperger inserito nella US National Honor Society. E’ il genere di opportunità che fino a 10 anni fa sembrava irraggiungibile. Uno studente con difficoltà di apprendimento ed esigenze specifiche è stato ammesso nella piu’ importante organizzazione accademica nelle scuole superiori degli Stati Uniti, la National Honor Society in Florida. Un’ occasione che gli sarà utile  per tutta la vita e gli aprirà le porte per l’università e il mondo del lavoro. Cole Carey , figlio di Mario e Venita Carey di Nassau, frequenta la Scuola Vanguard a Lake Wales in Florida. Nel febbraio scorso, è stato premiato insieme ad un altro ragazzo per il duro lavoro svolto, dal preside Dr. Cathy Wooley -Brown che ha dichiarato: ” Siamo molto orgogliosi di questi due allievi “. Per Mario Carey che è anche presidente dell’ autism support, education and advocacy organization R.E.A.C.H, vedere Cole sul palco è stata un’emozione travolgente.” Cole è maturato tanto nelle classi piccole, strutturate in modo speciale  e impostate sull’attenzione individuale.  Anche se dotato di un’ intelligenza innata, era impossibile per lui interagire socialmente in modo accettabile. I bambini autistici, indipendentemente dallo spettro, hanno i sensi estremamente amplificati, come l’udito o la vista e questo puo’ causare loro dei sovraccarichi sensoriali “.

La scuola Vanguard, accoglie studenti con difficoltà di apprendimento lievi e moderate. Inaugurata nel 1966, era un piccolo edificio che accoglieva sei alunni. Oggi la scuola, che dispone di biblioteca, caffetteria, palestra, teatro, centro multimediale ,conta 150 studenti, e si sviluppa su 76 ettari.

L’espansione dell’istituto Vanguard rispecchia l’aumento dei casi di autismo che nelle Bahamas e di 1 ogni 15 bambini nati.

Tradotto e riadatto da Mondo Aspie, fonte bahamaislandsinfo.com

Autismo Francia: ” Lunatic “, la rivista pubblicata da studenti Asperger

rivista scritta da Asperger lunaticOtto studenti del college Montmorency, di cui cinque con la sindrome di Asperger, hanno lanciato la rivista Lunatic alla fine di novembre davanti ad un centinaio di persone riunite nella Sala André-Mathieu.

” Ho suggerito il termine Lunatic , perché questa parola è stata utilizzata a lungo per descrivere le persone che sono differenti, ci racconta  Élise Robert-Huet, che ha avuto l’idea di creare questa rivista a settembre. Siamo andati a un passo alla volta. Ho incontrato delle persone straordinarie ! ”

La rivista verrà pubblicata una volta a semestre. A ogni sessione, sarà formato un comitato di redazione inquadrato dall’equipe del servizio di aiuto e di Apprendimento della scuola. In questo momento a Montmorency ci sono 21 studenti Asperger rispetto ai 3 del 2009.

I partecipanti

” Come i miei compagni che fanno parte del progetto, amo molto scrivere, dice Alexandre Dalpé. Mi interessa capire in che cosa consiste l’edizione, perché un giorno vorrei pubblicare dei libri, soprattutto di genere Fantasy “.

” La mia sorellina è un autistica ad alto funzionamento, commenta Marianne El-Sabbagh. E’  importante la mia partecipazione a questo progetto, per trasmettere questa realtà alle  altre persone “.

” Ho partecipato per incontrare altre persone e creare dei legami, per allargare i miei orizzonti “, dice  Nicolas Lavoie-Zhao.

” Ho sviluppato l’aspetto visivo per rendere gli articoli il piu’ possibile accattivanti “, dichiara Anthony Lemieux, studente in tecniche di architettura.

Una buona organizzazione

Il consulente orientativo  ha incaricato il capo redattore dal primo numero. Ogni ragazzo ha il compito di redigere un documento sulla sua piu’ grande passione. Nel compito è stato aiutato da tre studenti senza Asperger e dalle coordinatrici del progetto Chantal Courtemanche e Marian Fortier.

” All’inizio non conoscevo la sindrome spiega Marilène Blanchette. Ho lavorato molto per coordinare e organizzare il gruppo. Vale la pena di conoscere queste persone. E’ una delle migliori esperienze che ho vissuto ! “.

” Abbiamo imparato dalle nostre differenze, a comunicare meglio e a lavorare in gruppo ” , dice Sarah Djimani.

” Ho chiesto di partecipare, perché conoscevo alcuni ragazzi del gruppo e perché amo scrivere racconti dell’orrore ” aggiunge Jeremy Roberts.

La sindrome di Asperger

Ricordiamo che la sindrome di Asperger rientra nei disturbi dello spettro autistico. E’ caratterizzata da difficoltà significative nelle interazioni sociali, associate a interessi ristretti e comportamenti ripetitivi. Il linguaggio e lo sviluppo cognitivo, tuttavia sono relativamente preservati in rapporto agli altri disturbi autistici. Questa sindrome che colpisce 8 ragazzi rispetto a una ragazza,è rappresentata tra il 15 e il 20% dei disturbi dello spettro autistico .

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: Courrierlaval.com

Vergogna Cesena: Il dramma dei bambini dislessici

A quanto pare a Cesena e provincia, lo schifo quotidiano non lo vivono solo le famiglie che hanno bambini autistici.  Le scuole sono sorde e le istituzioni e l’ AUSL ?  E le famose sinergie ? Vergogna !

A scuola bimbi dislessici snobbati

DENUNCIA: I genitori: ” Non ci sono le risorse per rispettare le indicazioni di legge “. L’incidenza del problema è tra il 3 e il 4 per cento.

” Non riescono a capire il bene che hanno nelle mani” . Siamo in balia dell’inadeguatezza del sistema “. E’ uno schifo quotidiano e impercettibile che ti logora. Che costringe i nostri ragazzi all’isolamento e che li precipita in una discesa da cui faticano a riprendersi “. E il dramma dei genitori dei bambini e dei ragazzi cesenati affetti da dislessia e in generale da disturbi specifici dell’apprendimento. Il 14 novembre al Cde in via Anna Frank a Sant’Egidio, il gruppo dell’Aid cesenate ( associazione italiana dislessia ), presenterà alle 20.30 tutte le problematiche cui le famiglie dei dislessici sono chiamate a far fronte. L’Aid cesenate raccoglie 123 soci: si riuniscono ogni due settimane proprio al Cde, con uno sportello attivo. Ogni caso di dislessia è una storia a sé, ma con una costante: purtroppo bisogna fare i conti tutta la vita con questa predisposizione. E non è affatto semplice. C’e’ chi ci riesce ponendosi come esempio significativo per tutti. Fabio Scaliati è il presidente dell’Aid provinciale. E’ un dislessico adulto, psicologo operatore proprio nel campo dell’apprendimento. E ogni giorno è a confronto con un sistema che invece di alleviare le sofferenze di chi non si puo’ difendere, sembra darsi da fare per cancellare speranze. ” Da almeno un decennio questa associazione lavora per promuovere la conoscenza del problema dislessia – spiega Scaliati – Lo facciamo tramite il continuo confronto che i genitori dei nostri ragazzi fanno per cercare di compiere passi avanti e lo facciamo anche divulgando queste realtà “. CULTURA. E’ questo quello che vogliono i genitori dei malati di dislessia a Cesena: fare CULTURA. ” Vogliamo far capire quanto sia grave la situazione nelle scuole cesenati – precisano i genitori di Aid – Parliamo di un’incidenza del 3-4% di ragazzi affetti da dislessia. E di un incapacità nel condividere i percorsi che la legge indica per aiutarli a superare il loro disagio nelle scuole “. Questi genitori combattono diverse battaglie: ” Io ho dovuto capire cosa poteva avere mio figlio alle medie, leggendo della dislessia su un giornale – racconta una madre – E’ che la scuola non è assolutamente pronta a fronteggiare situazioni di questo tipo e, quando ci si trova davanti, semplicemente passa oltre “. ” I percorsi didattici personalizzati non bastano se non c’e’ condivisione reale – si lamenta un  altro genitore – Le scuole di Cesena sono sorde, spesso, ai nostri appelli, ma non intendiamo piu’ stare in silenzio “. Di silenzio ce n’e’ già stato troppo attorno a questi ragazzi. Un silenzio che deve essere dissipato, aggiungendo voce alle voci che si stanno alzando.

Fonte: La Voce, 28 0ottobre 2013

vergogna cesena dislessia