Autismo: bambini autistici. rompono l’isolamento con i blocchi LEGO

lego-bambini-autisticiI bambini autistici sono spesso attirati dai LEGO, che richiedono una struttura, un piano e un assemblaggio a tappe. Il design dei mattoncini è imperniato sull’ergonomia, affinché siano utilizzabili intuitivamente da chiunque senza l’ausilio di istruzioni. I Lego, fanno parte di un ” sistema ” Ogni nuova serie o scatola è compatibile con il resto del sistema; ciascun pezzo, indipendentemente dalle sue dimensioni, forma o funzione, si incastra con la maggioranza degli altri LEGO.

Il club LEGO è nato grazie all’ Organizzazione Autismo dell’Est del Quebec (ADEQ) a Rimouski. Una bella occasione per i bambini, ma anche per i genitori che possono incontrarsi, confrontarsi e scambiarsi idee. Nel seminterrato della Biblioteca Lisette-Morin, quindici bambini con disturbo dello spettro autistico si sono riuniti intorno ad un grande tavolo per dedicarsi ad un gioco che li appassiona in modo particolare: i blocchi LEGO.  ” Il nuovo club LEGO è un occasione d’oro per questi giovani autistici perchè possono giocare insieme. Le forme di dialogo sono difficili “,  dice Julie Sirois , mamma del piccolo Lohan ideatrice del club. ” L’importante sono i tentativi di comunicazione come ad esempio – Voglio quel LEGO la, me lo puoi prestare ?  – “.

” Per i genitori invece rappresenta un bisogno di scambio importante, non ci sono molte occasioni d’incontro per le famiglie e i loro bambini con autismo per discutere del quotidiano.  Alle volte è solo per scaricarsi e dirsi mi fa bene parlare con qualcuno che vive le stesse problematiche, aiuta molto “, spiega Julie Sirois.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: ici.radio-canada.ca

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Firma la petizione: Un progetto per mio figlio Saulo, affetto da autismo grave

rosemary-e-sauloPer cortesia, vorrei chiedere la vostra firma per aiutare mio figlio Saulo ad essere assistito. Grazie di cuore!

Mi chiamo Rosemary e sono la mamma di Saulo, un ragazzo affetto da autismo grave. Viviamo a Pistoia e non abbiamo nessuno: siamo solo noi due, sempre insieme. Io mi prendo cura di lui ogni giorno, con amore e tenacia. Per la sua crescita, però, è importante che mio figlio si stacchi da me, che si rompa quel cordone ombelicale che lo tiene così distante da tutto il mondo esterno.

A febbraio 2012 Saulo aveva iniziato un percorso nel centro “Casa di Gello”: a giugno del 2014, però, ha voluto interromperlo e io non ho potuto fare nulla, da sola, per convincerlo a continuare a frequentarlo. Probabilmente – ho pensato – i forti tagli di risorse che hanno interessato la struttura si sono ripercossi su attività e operatori, facendo sentire mio figlio più insicuro e dunque poco motivato a proseguire. Certamente è mancato un progetto adatto a lui, studiato sulla sua particolare situazione.

Saulo ha bisogno di essere seguito, di dedicarsi ad attività che lo aiutino a essere almeno semi-autonomo.

Finora ho fatto tutto quello che mi era possibile: sono stata già diverse volte dall’assistente sociale, ho chiesto aiuto alla struttura che Saulo frequentava, ho consegnato un progetto individuale per mio figlio al Direttore dell’ASL di Pistoia, ho spiegato la situazione al Direttore della Società della Salute, ho contattato addirittura il Vice Presidente della Toscana. Ma non sono riuscita a ottenere risposte concrete da nessuno.

Ho scoperto di recente che il “caso” di mio figlio è registrato presso la ASL come il più complicato di Pistoia, a causa della nostra condizione di solitudine. Evidentemente sono tutti coscienti della situazione… e questo mi scoraggia ancora di più, perché nulla, nonostante tutto, sembra cambiare.

Adesso faccio questo ultimo tentativo e invoco il sostegno di voi tutti: aiutatemi perché per Saulo possa essere studiato e fissato un progetto individuale, un progetto apposta per lui, che ci aiuti a vivere meglio.

Firma su Change.org

Il sentiero delle fate, dove la magia incontra l’autismo

autismo-bosco-delle-fateMilliburn, vent’anni fa piccole case delle fate iniziarono ad apparire. Delicate creazioni realizzate in gran parte con materiali naturali che si possono reperire nei boschi. Una piccola sedia creata con una ghianda, una scala formata da ramoscelli, un divano imbottito di muschio, un fungo essiccato come tavolo. Therese Ojibway, ha creato questo luogo incantato per aiutare Clinton, a cui era stata diagnosticata la sindrome autistica all’età di tre anni. Therese che è un insegnante di sostegno ha nj-fairy-trail5-537x401iniziato a portare Clinton nei boschi per alleggerirlo dallo stress delle terapie comportamentali. ” Seguiva istruzioni tutto il giorno e aveva bisogno di un posto dove rilassarsi e in cui sperimentare la gioia di giocare immerso nella natura. Questo tipo di libertà è incredibilmente terapeutica” , spiega Therese.  Oggi Clinton è un adulto, una volta alla settimana insieme alla sua mamma visita il bosco per effettuare le riparazione delle case se necessario. Il loro bosco delle fate è frequentato da tante famiglie, molte delle 18fairyhousesembed3-master675quali con bambini autistici.
Chi attraversa il sentiero fiabesco non sottrae nulla, anzi aggiunge: ad ogni visita Therese e suo figlio Clinton trovano nuovi giochi, nuove tracce, indizi del passaggio delle “fate”.
” E’ un posto dove tutti i bambini, soprattutto quelli con autismo, possono passeggiare, guardare gli uccelli, giocare, seguire le loro fantasie senza sentirsi osservati “, spiega Therese Ojibwai , “Le famiglie possono venire qui e trascorrere ore a contatto con la natura, per divertirsi insieme, tra gli alberi, esplorando la natura e vivendo un sogno”.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, Fonti: The New York Times, Ago Press

Qui la pagina FB: South Mountain Fairy Trail

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Autismo: 11 cose da non dire a un genitore di bimbo autistico

basta autismo11 cose da non dire a un genitore di un bimbo autistico.

1. Passerà crescendo.

No, non passerà. Lui diventerà grande e probabilmente riuscirà a gestire il suo autismo, se lui avrà tutto l’aiuto e il supporto di cui ha bisogno.

Ma lui sarà sempre autistico.

2. A me sembra normale.

Semplicemente se mio figlio si trova in quello che lui percepisce come un ambiente sicuro, apparirà non diverso da un bambino neurotipico.

Dategli 5 minuti e lui butterà giù la casa a urli per la frangia che tocca il lato della sua faccia e ciò lo spaventa.

3. Perché non può salire sul treno, attraversare la strada, essere lasciato a casa da solo per un po ‘alla sua età?

Perchè è autistico.

Il modo in cui reagisce oggi non è un’indicazione di come reagirà domani.

Oggi è perfettamente in grado di attravesare la strada da solo, domani potrebbe attraversare davanti a un camion senza pensarci su.

4.Obbligalo a farlo

Hai mai provato a discutere con bambino autistico?
Hanno una capacità di logica tale da annullare le menti più brillanti

Mio figlio può non solo sostenere che il nero è bianco scintillante, ma alla fine sarai tu ad arrenderti.

5.Avrebbe bisogno di una bella sculacciata
Alcune persone me lo hanno detto questo e in qualche modo sono ancora vive…

Tu non proveresti a curare così il cancro di un bambino, perchè suggerisci di farlo a un bambino con una condizione invisibile?

6. Hai provato con le vitamine?
Allontanati il più possibile da me prima che ti tiri in testa tutti gli integratori che uso per la sua salute perchè lui adesso mangia solo pasta pizza e cioccolato.

Non ti preoccupare, il prossimo mese magari vorrà solo verdure e succhi di frutta. Io spero solo che si arrivi a un equilibrio.

7. Non può essere autistico, lui ha contatto oculare

Magari perchè ha imparato ad adattarsi. E quasi certamente in realtà starà guardando il tuo naso e non ascolta niente di ciò che dici.

8.Le amicizie sono difficili per tutti i bimbi

Si, e sono più diffiicili se non sai dire mai la cosa giusta e gli altri bimbi non capiscono che tu non puoi giocare perchè significa toccare le persone.

9.Pregherò per voi
Preferirei che tu venissi a lavare i piatti mentre mi sdraio sul divano e cerco di ignorare le urla per dieci minuti, se è lo stesso per te.

10. L’hai vaccinato?
Taci!

11. Ahh, come Rainman? qual è il suo talento speciale?
Rainman era UNA persona con autismo, sono tutti differenti.

Mio figlio ha il talento speciale di farmi piangere di frustrazione un minuto e di essere assolutamente adorabile il minuto successivo che io non posso immaginare che sia in nessun altro modo.

Grazie a Simona Torlai per la traduzione.

Fonte: healingbright.com

Autismo e lavoro: Alan e il vivaio di piante carnivore

alan vivaistaBretagna. Alan Ripaud,21 anni,  vivaista con la sindrome di Asperger dopo un percorso scolastico caotico ha deciso di dedicarsi interamente alla sua passione: le piante carnivore. Alan sta creato un’impresa sfruttando la sua grande conoscenza sulle piante e la loro fisiologia. E’ infatti un esperto in materia. Difficile immaginare che Alan sia autistico, la sindrome di Asperger gli è stata diagnosticata all’età di 10 anni. A causa della sua ” diversità ” ha rischiato di rimanere isolato, ma grazie all’aiuto di sua mamma e spinto dalla sua passione è riuscito a veicolare le sue energie intorno a un progetto. Un vivaio di piante carnivore e ornamentali concepito per lui che alan autismo e lavoro.jpg 1si adatta ai suo ritmo di lavoro e alla sua capacità di concentrazione.

 

Autismo e fotografia: Gli scatti di una mamma sull’invisibile mondo del figlio autistico

capire stanley autismo fotografiaQuesto è un libro fotografico sull’autismo con una lieve ma importante sfumatura: lo racconta com’è e non come dovrebbe essere trattato. Rosie Barnes è la mamma del ragazzo autistico protagonista delle potenti immagini di ‘Understanding Stanley’. Ha pubblicato il suo lavoro autonomamente, con l’aiuto dei social e il supporto di esperti sia nel campo dell’autismo che in quello fotografico. Le foto descrivono in modo disarmante, perché semplice, momenti quotidiani della vita di Stanley, dai 18 mesi ai 15 anni: solo sull’altalena oppure davanti al vetro di un finestrino sul treno. “Ho cercato di autismo fotografia capire Stanleyrendere visibile l’invisibile – racconta Rosie –  Quando i medici hanno diagnosticato l’autismo a mio figlio, ho subito capito che la totale invisibilità della sua sindrome era la sfida più grande che avrei dovuto affrontare.” Le foto sono accompagnate da osservazioni e citazioni di professionisti e addetti ai lavori che hanno applaudito al lavoro di Rosie. E si accompagnano ad altre immagini simboliche che cercano di restituire le emozioni e il senso di isolamento dei bambini autistici.

Fonti: repubblica.it, Rosiebarnes.com, 

Autismo Francia: Timothée, ragazzo autistico cacciato dalla sua scuola (video)

Thimothee autistico cacciato da scuola franciaSettembre 2014.  Timothée, giovane autistico di 15 anni è stato cacciato via dalla sua scuola. L’adolescente, che ha già frequentato l’anno scorso l’istituto la Tourette di Lione non ha ottenuto l’autorizzazione dalla Corte dipartimentale delle persone  handicappate. Ma per sua madre che ha presentato un ricorso sospensivo in tribunale, suo figlio sarebbe potuto entrare. L’incidente è avvenuto mercoledi mattina davanti all’istituto la Tourette che si trova nel primo distretto di Lione. Marina accompagna suo figlio Timothée,15 anni, autistico, davanti alla porta della scuola che ha frequentato l’anno scorso. Li, il preside insieme ad altri professori gli vietano l’ingresso. Va detto che a fine agosto, la Corte dipartimentale delle persone  handicappate (Mdph) ha prodotto una notifica che richiede l’orientamento di Timothée verso un istituto specializzato. La madre dello studente ha quindi avviato un’azione legale per sospendere questa decisione. ” Mio figlio ha diritto di essere integrato  in questa scuola, dice Marina che ha filmato l’accaduto. Non voglio che vada a finire in un centro specializzato perchè cio’ porterebbe alla sua descolarizzazione. E comunque non ci sono posti …”  “Dall’ufficio scolastico contattato da MetroNews hanno dichiarato che il ricorso presentato dalla madre di  Timothée non è ancora stato preso in considerazione dal tribunale dei contenziosi .”

Un appuntamento questo venerdi’

” Bisogna aprire un dialogo con la mamma per determinare insieme quale sarebbe una buona soluzione tra cio’ che vuole lei e quello che vogliono le istituzioni coinvolte, spiega Jean-Marie Krosnicki, direttore accademico aggiunto  presso l’ispettorato scolastico  del Rhône. La scolarizzazione di questo giovane all’istituto la Tourette l’anno scorso è stata caratterizzata da un fallimento. ”

In effetti a giugno, Thimotée perturbato senza dubbio dai molteplici  cambiamenti degli ausiliari scolastici (AVS), ne aveva aggredito uno. Un attacco grave secondo  M.Krosnicki. Ma non per la madre ” l’accompagnatore non era ne ferito, ne graffiato. Presentava solo un semplice choc emotivo “. Un appuntamento è stato fissato per venerdi per cercare di chiarire la situazione di Timothée.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte metronews.fr