Paralimpiadi RIO 2016

Per lo sport senza barriere ! In bocca al lupo a tutti gli atleti 🙂paralimpiadi-rio-2016

Autismo talenti: fotografia, gli “angoli nascosti ” di Carlos

Biella – carlos_gianesiniQuando l’autismo diventa una risorsa da far scoprire agli altri. La  mostra fotografica “Angoli nascosti” di Carlos Gianesini  è un appuntamento speciale con un ragazzo, di appena 22 anni, che vuole trasmettere tanto al mondo che lo circonda, e con una mamma speciale, Alexandra, con cui combatte ogni giorno la sua battaglia contro l’autismo.

Quando si è accorta che Carlos aveva dei problemi?
“Verso i 9 mesi. E’ sempre stato un bambino sereno, uguale agli altri, però non mangiava molto e non cresceva di peso. Lo abbiamo portato all’ospedale, fatto visitare in diversi centri specializzati nel nanismo, ma la risposta fu negativa. Eppure qualcosa non andava e siccome sono una mamma combattiva non mi sono arresa fino a quando, nel 2010, dalla diagnosi di un lieve ritardo mentale si passò a quella di autismo. Diagnosi che venne confermata anche dal reparto di neuropsichiatria del Degli Infermi”.

Carlos, malgrado tutto ciò, ha avuto un percorso di crescita sereno…
“La mia grande fortuna è stata quella di aver assegnata, già alla materna, un’insegnante di sostegno preparata, che lo ha seguito con grande impegno. Basi, che hanno permesso a mio figlio di diplomarsi alle superiori. E poi, ci sono stati gli educatori assegnati dalla Provincia, il sostegno del servizio sanitario”.

carlos autismo foto

Vi confrontate con situazioni analoghe?
“Carlos frequenta la ‘Casa dell’autismo’ di Candelo da quando è stata inaugurata, un paio di anni fa. Lo aiuta ad abbattere la barriera emotiva, che gli causa fatica a socializzare con gli altri. E poi è campione di equitazione e fa altri sport. Certo, io lavoro solo part time, per potermi dedicare completamente a lui. Ma in fondo, quello che faccio è anche un modo per non far dimenticare che esiste un mondo parallelo, quello dei malati di autismo. Per tenere alta l’attenzione”.

E il vostro futuro, come lo vede?
“Sono molto positiva e mi considero una mamma fortunata. Io e Carlos viaggiamo, mi ha insegnato a essere più riflessiva. Certo, ci sono purtroppo realtà molto più pesanti della nostra. A volte penso a quando io e mio marito non ci saremo più, ma ho seminato bene e so che Carlos sarà in buone mani. Quello che ogni giorno costruisco con lui, mi dà gioia e una grande forza interiore”.

E con questa sua seconda mostra Carlos vuole spiegare quanto sia importante e profondo frugare negli angoli più nascosti, anche del nostro cuore. Per “afferrare” e gioire di quei particolari e aspetti della realtà che ci circonda, quasi scontati, ma che a causa della fretta e talvolta della superficialità non riusciamo a cogliere. Il messaggio di fondo dell’autore è che non esiste un autismo inteso solamente come una delle varianti della disabilità.

Le opere di Carlos resteranno esposte fino al 12 giugno, osservando l’orario di apertura della biblioteca dei ragazzi nel Museo del Territorio

Fonte: newsbiella.it

Autismo e corsa: Mikey, il mezzofondista autistico piu’ veloce degli Stati Uniti

mikey corsa e autismoMikey Branningan, diagnosticato autistico all’età di 2 anni e completamente non verbale fino ai 4 anni, ora è il diciottenne mezzofondista più veloce degli Stati Uniti. Corre talmente forte da essersi guadagnato la copertina di febbraio dell’illustre rivista Sports Illustrated. Che, nella sezione dedicata ai migliori sportivi provenienti dalle scuole superiori di tutto il Paese, lo incorona atleta liceale del mese. E’ ossessionato dal running, dai movimenti ripetitivi e dai ritmi che trova che gli permettono di concentrarsi sul suo corpo e nient’altro. E’ veloce come un fulmine ed è in grado di percorrere un miglio in quattro minuti e sette secondi.” Corro tutti i giorni, amo correre, mi rende felice. Quando sono sulla linea di partenza mi piego verso il basso, la pistola spara e via, li si deve dare tutto cio’ che si ha. Voglio solo continuare a correre e migliorare “. Ha raccontato al magazine. La sua carriera è iniziata con un club dedicato alla formazione  di persone con bisogni speciali. Oggi i suoi occhi sono puntati su concorsi di livello internazionale. E’ stato invitato dal Comitato Olimpico degli Stati Uniti per allenarsi in vista delle Paralimpiadi 2016 che avranno luogo a Rio de Janeiro, nel tentativo di fare il grande salto e preparare le Olimpiadi del 2024.

Embrunman: Il Triathlon al servizio dell’autismo

Embrunman autismoLuglio 2014. ” Per capire e sostenere una persona con autismo, dobbiamo adattarci al suo funzionamento, alla sua comprensione. Per riuscire a far sentire la voce dell’autismo, abbiamo bisogno di una forte mobilitazione da parte delle famiglie “, spiega  Jean-Pierre Mahé, il presidente dell’associazione Autisme, écoute et partage (autismo, ascolto e condivido) che si batte per fare prendere in carico l’autismo in modo diverso.

L’Embrunman 

Una mobilitazione che passa anche, dal 1996 attraverso delle sfide sportive destinate alla mediatizzazione della causa. Da quindi anni  la Sfida des Courreaux ( traversata Groix-Lorient a nuoto ), mette in evidenza l’azione dell’associazione. Tra i 130 nuotatori dell’ultima edizione, Nicolas 40 anni poliziotto a Lorient, prolungherà la sua impresa: iscritto da otto TRIATHLONanni al club di triathlon Wapiti ( Lamor-Plage), sotto i colori di ” Autisme, écoute et partage ” parteciperà ad una delle competizioni piu’ dure al mondo. L’embrunman è un triathlon lunga distanza ( un ” iron man ” ) che si disputa il 15 agosto intorno a Embrun nelle Alte Alpi: 3,8 km di nuoto, 186 km in bicicletta e poi una maratona ( 42, 195 km ). Una prova conosciuta per essere, insieme alla Norseman Xtreme ( Norvegia) una delle piu’ temibili al mondo. ” Ho già fatto  due gare su questa distanza “, dice Nicolas che partecipa ad una quindicina di competizioni all’anno. ” E’ molto difficile, perchè richiedono rigore nella gestione degli sforzi. Non si possono affrontare sfide del genere improvvisando:  mi sto preparando da sei mesi “. La sua ambizione: ” Terminare la corsa… possibilmente in poco piu’ di 13 ore, indossando la maglia dii« Autisme, écoute et partage » “. tutti i membri dell’associazione, le famiglie e i simpatizzanti tiferanno per lui il 15 agosto.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte : letelegramme.fr

Mondo Aspie: Corse e maratone per sensibilizzare sull’autismo

IO CORRO PER L’AUTISMO E LA SINDROME DI ASPERGER

Corriere Romagna, 3 Aprile 2014

articolo giornale mondo aspie 3 aprile 2014

Autismo e pattinaggio: un oro per Océane, l’atleta piu’ giovane della storia dei Giochi del Québec

océane bambina autismo sport pattinaggio sul ghiaccio10 Marzo 2014

Océane Rajotte, 6 anni, autistica, nel 2013 è stata l’atleta piu’ giovane ad aver partecipato ai Giochi invernali del Québec.  La piccola vedette del pattinaggio artistico sul ghiaccio, ha vinto la settimana scorsa la medaglia d’oro ai giochi invernali di Drummondville presentati all’Olympia Yvan Cournoyer. Per questa bambina si tratta del secondo titolo di prestigio, dopo la vittoria ai campionati del mondo nel 2013. Il percorso sportivo di Océane è insolito. Durante le prove di pattinaggio di sua sorella Alys, l’allenatrice Lucille Verschaeve si divertiva a prendere in braccio Océane mentre pattinava. Un giorno Lucille ha messo ai piedi della bambina un paio di pattini e incredibilmente ha scoperto che Océan era in grado di eseguire gli esercizi meglio dei bambini della sua età. Océan ha bisogno di sentire ripetere spesso le parole chiave e analizza i movimenti uno per uno. Oggi, all’età di sei anni continua ad evolversi e a migliorare nel pattinaggio sul ghiaccio.

océane bambina autismo sport pattinaggio

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, Fonti: lapresse.ca, lejournalexpress.ca

Autismo e corsa al cinema: MIRACLE RUN

miracle run film autismo corsaLa sfida di una madre. Miracle Run è un film ispirato ad una storia vera che dimostra come alcune persone autistiche possono riuscire a condurre una vita quasi normale se l’autismo viene trattato adeguatamente. Corrine è una mamma single che si prende cura dei suoi figli autistici. Stefano e Filippo, due gemelli di sette anni. Filippo ripete solo quello che sente dagli altri (ecolalia) mentre Stefano non parla. Corrine decide di traslocare in una città dove i due bambini vengono iscritti in una scuola pubblica, ma dopo un incontro con la dirigente scolastica i due gemelli vengono mandati in una scuola speciale. Li, una terapeuta insegnerà loro a parlare e grazie a Filippo, Stefano pronuncerà la sua prima parola ” Pizza “. I due ragazzi in seguito verranno scolarizzati normalmente senza alcun problema pur mantenendo alcune caratteristiche autistiche. Indirizzati verso lo sport, Stefano riuscirà a vincere una corsa nonostante la sua tendenza a perdersi e a mantenere la concentrazione.

Corrine creerà una fondazione per la lotta contro l’autismo e Stefano farà un discorso per spiegare alla gente tutto ciò che la madre ha fatto per loro e come è riuscita ad aiutarli a superare l’ autismo.

Stefano e Filippo, nella realtà, hanno frequentato l’università continuando le loro attività.

Qui il film in lingua inglese