Autismo e corsa: Mikey, il mezzofondista autistico piu’ veloce degli Stati Uniti

mikey corsa e autismoMikey Branningan, diagnosticato autistico all’età di 2 anni e completamente non verbale fino ai 4 anni, ora è il diciottenne mezzofondista più veloce degli Stati Uniti. Corre talmente forte da essersi guadagnato la copertina di febbraio dell’illustre rivista Sports Illustrated. Che, nella sezione dedicata ai migliori sportivi provenienti dalle scuole superiori di tutto il Paese, lo incorona atleta liceale del mese. E’ ossessionato dal running, dai movimenti ripetitivi e dai ritmi che trova che gli permettono di concentrarsi sul suo corpo e nient’altro. E’ veloce come un fulmine ed è in grado di percorrere un miglio in quattro minuti e sette secondi.” Corro tutti i giorni, amo correre, mi rende felice. Quando sono sulla linea di partenza mi piego verso il basso, la pistola spara e via, li si deve dare tutto cio’ che si ha. Voglio solo continuare a correre e migliorare “. Ha raccontato al magazine. La sua carriera è iniziata con un club dedicato alla formazione  di persone con bisogni speciali. Oggi i suoi occhi sono puntati su concorsi di livello internazionale. E’ stato invitato dal Comitato Olimpico degli Stati Uniti per allenarsi in vista delle Paralimpiadi 2016 che avranno luogo a Rio de Janeiro, nel tentativo di fare il grande salto e preparare le Olimpiadi del 2024.

Embrunman: Il Triathlon al servizio dell’autismo

Embrunman autismoLuglio 2014. ” Per capire e sostenere una persona con autismo, dobbiamo adattarci al suo funzionamento, alla sua comprensione. Per riuscire a far sentire la voce dell’autismo, abbiamo bisogno di una forte mobilitazione da parte delle famiglie “, spiega  Jean-Pierre Mahé, il presidente dell’associazione Autisme, écoute et partage (autismo, ascolto e condivido) che si batte per fare prendere in carico l’autismo in modo diverso.

L’Embrunman 

Una mobilitazione che passa anche, dal 1996 attraverso delle sfide sportive destinate alla mediatizzazione della causa. Da quindi anni  la Sfida des Courreaux ( traversata Groix-Lorient a nuoto ), mette in evidenza l’azione dell’associazione. Tra i 130 nuotatori dell’ultima edizione, Nicolas 40 anni poliziotto a Lorient, prolungherà la sua impresa: iscritto da otto TRIATHLONanni al club di triathlon Wapiti ( Lamor-Plage), sotto i colori di ” Autisme, écoute et partage ” parteciperà ad una delle competizioni piu’ dure al mondo. L’embrunman è un triathlon lunga distanza ( un ” iron man ” ) che si disputa il 15 agosto intorno a Embrun nelle Alte Alpi: 3,8 km di nuoto, 186 km in bicicletta e poi una maratona ( 42, 195 km ). Una prova conosciuta per essere, insieme alla Norseman Xtreme ( Norvegia) una delle piu’ temibili al mondo. ” Ho già fatto  due gare su questa distanza “, dice Nicolas che partecipa ad una quindicina di competizioni all’anno. ” E’ molto difficile, perchè richiedono rigore nella gestione degli sforzi. Non si possono affrontare sfide del genere improvvisando:  mi sto preparando da sei mesi “. La sua ambizione: ” Terminare la corsa… possibilmente in poco piu’ di 13 ore, indossando la maglia dii« Autisme, écoute et partage » “. tutti i membri dell’associazione, le famiglie e i simpatizzanti tiferanno per lui il 15 agosto.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte : letelegramme.fr

Autismo e corsa al cinema: MIRACLE RUN

miracle run film autismo corsaLa sfida di una madre. Miracle Run è un film ispirato ad una storia vera che dimostra come alcune persone autistiche possono riuscire a condurre una vita quasi normale se l’autismo viene trattato adeguatamente. Corrine è una mamma single che si prende cura dei suoi figli autistici. Stefano e Filippo, due gemelli di sette anni. Filippo ripete solo quello che sente dagli altri (ecolalia) mentre Stefano non parla. Corrine decide di traslocare in una città dove i due bambini vengono iscritti in una scuola pubblica, ma dopo un incontro con la dirigente scolastica i due gemelli vengono mandati in una scuola speciale. Li, una terapeuta insegnerà loro a parlare e grazie a Filippo, Stefano pronuncerà la sua prima parola ” Pizza “. I due ragazzi in seguito verranno scolarizzati normalmente senza alcun problema pur mantenendo alcune caratteristiche autistiche. Indirizzati verso lo sport, Stefano riuscirà a vincere una corsa nonostante la sua tendenza a perdersi e a mantenere la concentrazione.

Corrine creerà una fondazione per la lotta contro l’autismo e Stefano farà un discorso per spiegare alla gente tutto ciò che la madre ha fatto per loro e come è riuscita ad aiutarli a superare l’ autismo.

Stefano e Filippo, nella realtà, hanno frequentato l’università continuando le loro attività.

Qui il film in lingua inglese

Presunti autistici: Corsa, Roger Bannister e la leggenda dei quattro minuti

roger bannisterUna delle storie più usate da motivatori e formatori in tutto il mondo è quella relativa a Roger Bannister, il primo uomo al mondo che, il 6 maggio 1954 in una pista di Oxford, riuscì a coprire di corsa la distanza di un miglio (circa 1.600 metri) in meno di quattro minuti. La sua storia è usata come metafora per dimostrare che qualcosa ritenuto impossibile dalla maggior parte delle persone, a volte è assolutamente possibile e basta che una persona  ci riesca, per rendere possibile a molte altre di ottenere lo stesso risultato. Sebbene ci fossero voluti 102 anni affinché Bannister infrangesse il record, meno di otto settimane dopo il record fu nuovamente battuto. Infatti, una volta infranto il limite apparentemente invalicabile dei quattro minuti, era stata infranta la credenza che era impossibile farlo.

Le convinzioni di altre persone divennero libere di esplorare nuovi limiti.

Ma come ha fatto Bannister a far crollare questa credenza?

Bannister usò semplicemente la logica

Il suo record allora era di 4’1″.
Realizzò che per battere il record doveva semplicemente correre due secondi più veloce di quanto sapesse già fare.
Da questo punto di vista l’impresa sembrò subito più che fattibile.
La prima barriera mentale a crollare fu proprio la sua. Così batté il record, e, a catena, altri atleti entrarono nel nuovo ordine di idee.
Il record oggi   
L’ attuale record del mondo sul miglio è detenuto dal marocchino El Guerrouj che nel ‘ 99 corse la distanza in 3′ 43’ ‘ 13

Autismo al cinema: MARATHON

marathon film autismoFilm coreano del 2005, Marathon, o Running Boy  parla di un ragazzo affetto da autismo, Cho-won che, guidato amorevolmente dalla madre e addestrato da un allenatore si prepara per partecipare ad una maratona. Il film è basato su una storia vera. marathon cinema autismo

 

Autismo e sport: Jamie e Alex, due gemelli autistici alla Maratona di New York ( Video )

autismo gemelli maratonaAlla Maratona di New York 2013 si sono distinti due atleti di 23 anni, Jamie e Alex Schneider, due fratelli gemelli autistici non verbali di Long Island. Per loro la corsa non è solo un modo per tenersi in forma – è un modo per connettersi agli altri -. Entrambi hanno iniziato a correre all’età di 8 anni come terapia e domenica hanno completato la loro prima Maratona. I due gemelli durante le corse hanno bisogno di assistenza. Alex, ha corso con un allenatore e ha stabilito un nuovo record personale completando la gara in 03:14:35, mentre Jamie che adora fermarsi ai ristori, stringere le mani e dare il cinque alla gente è arrivato successivamente. Ad aspettarli, al traguardo, insieme alla famiglia erano presenti tanti fans. Il padre Allan ha dichiarato: ” correre insieme a mio figlio è stato meraviglioso, è un modo per comunicare con lui. Sono due ragazzi meravigliosi “.

Autismo e sport: Christopher, un autistico che va di corsa

christopher heel autismo corsaNonostante una forma di autismo, Christopher Heel ha una vita intensa. A 19 anni puo’ vantare una forte esperienza nella corsa, dai 400 metri ai 25 km. E non è finita: la maratona lo attende. Chris si alza presto in questi giorni di ottobre. La scuola è già iniziata da due mesi, ad agosto, come in tutte le scuole americane. Questo, sarà il suo ultimo anno di liceo e l’ultima stagione nella squadra di corsa campestre e di atletica, ma Chris ha intenzione di gustarsela fino in fondo. Nato a Bar Habor nel Maine, Chris abita con i suoi genitori, Sue e Matt, insieme ai suoi due cani e due gatti. Diagnosticatagli una forma di autismo in giovane età, Chris è sempre stato un ragazzo attivo come tutti i ragazzi che vivono sull’isola di Mount Desert, dove lo sport è un passatempo comune. In prima media si era iscritto nella squadra di corsa campestre, invogliato dalla possibilità di trascorrere del tempo con altri ragazzi. Era bravo e gli piaceva cosi’ tanto che quando, tre anni dopo, iniziato il liceo, oltre alla corsa campestre annuale era stato selezionato per le gare di atletica leggera di primavera. Ha cominciato con le distanze corte: 400, 800 m poi il miglio. Allungo’ alle gare su strada di cinque miglia e 10 km. Il salto importante l’ha fatto l’anno scorso completando, sotto la guida della sua allenatrice Desiree Sirois, la Pineland Farm Trail di 25 km. Ha bissato quest’anno sullo stesso percorso, migliorandosi di 10′ e segnando 2:30’39”. A Chris piace avere una routine nella sua giornata: sveglia, corsa, doccia, scuola, allenamento con la squadra, cena, computer, un po’ di musica ( è amante di quella degli anni ’70 come gli Eagles e Journey ) e finalmente a letto entro le 22.00. Anche i suoi allenamenti sono metodi e costanti, e per questo, alla lunga viene premiato. Durante la settimana corre un paio di miglia prima di andare a scuola e poi, durante la stagione del cross, si allena con gli altri componenti della squadra nel dopo scuola, incluso un giorno di esercitazioni in palestra con i pesi. In primavera non cambia di molto, solo le ripetute di corsa vengono fatte in pista e gli esercizi sono finalizzati all’incremento della velocità. Il sabato, tutto l’anno corre per conto suo. Qualche volta accompagnato dal suo allenatore o dai compagni di squadra, ma la maggior parte delle volte corre in solitario. La sua tabella di allenamento è scritta in minuti, non in chilometri. Ora i minuti sono tanti perché si sta preparando per una mezza maratona per poi provare il grande passo verso la maratona. Se gli chiedete dove vuole correre la sua prima maratona, vi risponderà: ” Qui, a Mount Desert Island ” . Il percorso è famigliare e per lui ci sarà un tifo da paura.

Estratto di un articolo pubblicato sulla rivista “Correre” versione cartacea del mese di Ottobre 2013.