Autismo e psicanalisi: La neurobiologia ha fatto saltare un sacco di panzane

psikea freud autismo05/04/2013 .Dopo Bettelheim, che nel 1967 colpevolizzava le madri, anche la Francia cambia parere. Analisti al largo dagli autistici. La neurobiologia ha fatto saltare un sacco di panzane

Anche la Francia è arrivata a una svolta nella cura dell’autismo. Con enorme ritardo rispetto a paesi come gli Stati Uniti, il dogma della psicanalisi come terapia infallibile (o, dicono in molti, il mito del lettino) è stato messo in discussione, alla luce delle ultime conoscenze mediche e scientifiche.

Non si tratta più di correggere una relazione distorta tra il bambino ammalato e sua madre, ma di imparare nuove forme di comportamento e di reazione all’ambiente circostante.

Oltreoceano questa presa di coscienza è avvenuta da più di vent’anni, mentre a Parigi e dintorni soltanto da poco le autorità sanitarie si sono rese conto che la dottrina di Sigmund Freud non ha molto a che vedere con l’autismo, che pregiudica lo sviluppo neurologico del bambino. Il perno attorno a cui ruota la vecchia e radicata convinzione è un libro dello psicanalista austriaco Bruno Bettelheim (La fortezza vuota: l’autismo infantile e la nascita del sé) uscito nel 1967. In quest’opera si sostiene che i guai per gli autistici derivano da un rapporto inadeguato con la propria mamma, definita madre frigorifero, dal quale occorre uscire attraverso una terapia riabilitativa.

Da tempo, invece, le associazioni francesi che raggruppano le famiglie dei piccoli malati, deluse dalla psicanalisi, chiedevano di percorrere strade alternative. Ma le loro richieste sono state sovente accolte con scetticismo, quando non con supponenza, dagli ambienti che governano la salute pubblica. Soltanto di recente il ministro dell’handicap, Marie-Arlette Carlotti, ha deciso di ascoltare attentamente chi vive in prima persona il dramma dell’autismo, cioè i genitori dei malati.

Intanto in America prendevano sempre più piede le tecniche comportamentali ed educative. A partire dagli anni 1990 lo sviluppo della neurobiologia e della genetica ha sparigliato le carte. Ha cominciato ad affermarsi l’idea che l’autismo derivi da anomalie di carattere cerebrale, con una forte componente genetica, e che l’atteggiamento dei genitori non c’entra nulla. Ecco perché in molti paesi industrializzati sono state avviate campagne di diagnosi precoce tra l’infanzia ed è stato adottato un modello di cura di tipo comportamentale: si tratta di apprendere come affrontare la vita giorno per giorno per cercare di essere il più possibile autonomi.

Ora che la Francia ha preso coscienza di questi cambiamenti, rimane comunque un notevole ritardo da recuperare. Non solo la maggioranza dei terapisti si è formata alla scuola di Freud e dei suoi seguaci, tra cui il francese Jacques Lacan, ma ancora oggi all’università della Sorbona la formazione avviene per lo più sulla base delle teorie psicanalitiche. Inoltre la resistenza degli ambienti freudiani si è fatta sentire a lungo.

Nel 2004 la direzione generale della sanità concluse che le uniche psicoterapie ad aver dimostrato efficacia erano quelle cognitivo-comportamentali.

Di fronte alla sollevazione degli psicanalisti l’allora ministro della sanità, Philippe Douste-Blazy, fece togliere questo rapporto dal sito Internet ministeriale. Fino a marzo del 2012, quando le raccomandazioni sull’autismo dell’Alta autorità per la salute classificarono la psicanalisi tra gli interventi non consentiti. E ora non resta che cominciare un nuovo cammino.

Fonte: Italiaoggi.it

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Autismo: Asperger, gli autistici ignorati ( Prima parte )

autistici indifferenzaJérome Ecochard ha sempre saputo di essere diverso dagli altri, “differente”. All’età di 2 o 3 anni era in grado di riconoscere un nuovo itinerario e di ripercorrerlo al contrario. Qualche anno dopo, non riuscirà mai a riconoscere i suoi compagni in una partita di calcio. Per lui una piccola automobilina era solo un pezzo di plastica e una spada in legno non avrebbe potuto uccidere nessuno.

Crescendo, i volti non sono mai stati per lui dei libri aperti anche quando mostravano la tristezza piu’ profonda. Quando insegnava al Greta ( centri di formazione per adulti ), non capi’ le lacrime che colavano dalle guance dei suoi stagisti: un collega era morto, e lui rimase di buon umore, scioccandoli.

Jérome Ecochard, oggi ha 54 anni ed è sempre stato messo da parte per i suoi comportamenti giudicati spiazzanti. Ha sofferto di depressione, di cui una molto severa. Nel 2005, scopre a 47 anni di essere autistico, ha la sindrome di Asperger, un disturbo pervasivo dello sviluppo appartenente allo spettro autistico.

Secondo uno studio britannico condotto nel maggio 2011 da Traolach Brugha (Università di Leicester), l’1 % della popolazione adulta del Regno Unito è autistica, e la maggior parte di loro ignora questa condizione. In Francia, non esiste nessun studio epidemiologico, ma nel web, sui forum, come nelle associazioni, le richieste di aiuto si moltiplicano giorno dopo giorno.

LA LORO DISABILITA’ E’ SOCIALE

Per Danièle Langloys, presidente dell’associazione Autisme France, solo il 10% degli adulti autistici sono stati diagnosticati correttamente. Una parte di queste persone autistiche ignorate è già presa in carico, ma per delle patologie associate e visibili, come il ritardo mentale o il disturbo psicomotorio. La diagnosi permette di d’indirizzarsi verso un trattamento appropriato.

Lo studio di Traolach Brucha si concentra sugli autistici che sono passati inosservati nella società, in particolare quelli con la Sindrome di Asperger. La loro disabilità è sociale, non capiscono i codici che amministrano i comportamenti. Non comprendono i passaggi sottintesi inerenti alle conversazioni.

Elaine Hardiman-Taveau, presidente fondatrice d’Asperger Aide France, spiega : ” Se un insegnante dice a un bambino Asperger : ” C’e’ una carta per terra “, il bambino dira : “Si “. Ma non capirà il secondo passaggio sottinteso che è : ” Tu devi raccoglierla e metterla nella spazzatura.” L’insegnante penserà che l’allievo è maleducato e lo sgriderà.”

Il loro autismo genera anche dei comportamenti poco sociali : movimenti ripetitivi, interessi speciali ( argomenti d’interesse ristretti ed invasivi ), difficoltà nel contatto oculare, ipersensibiltà ai rumori o al tatto. Piccoli segnali esterni di una disabilità invisibile.

LA CONCENTRAZIONE COME STRATEGIA

Da bambino, Jérôme Ecochard veniva deriso e isolato, ma non abbastanza per preoccupare gli adulti. ” Ero lo zimbello di tutti, dice , ma ho avuto la fortuna di avere un interesse speciale che corrispondeva ad una materia scolastica. Ero molto bravo nelle scienze. Quindi non ero piu’ stupido degli altri è questo mi ha valso uno status “.

Piccola bambina un po’ strana con l’ossessione per i dinosauri, e qualche problema di motricità, Manon Toulemont ha superato l’infanzia senza destare sospetti. Considerata superdotata perchè aveva imparato a leggere a 4 anni, per la necessità di ottenere piu’ informazioni possibili sui dinosauri, arrivava a concentrarsi per “bloccarsi” e sopportare il contatto fisico con gli altri. Ma durante l’adolescenza queste strategie si sono rivelate inefficaci. ” Piu’ crescevo e piu’ ero isolata. Alla scuola media, i codici sono diventati troppo complicati per me ” racconta la giovane ragazza, oggi ventenne.

All’epoca, questa esile parigina dai lunghi capelli castani non sopportava l’esclusione e provava collera verso il mondo intero. Portava con se un coltello, si graffiava, distruggeva manifesti e gli oggetti piu’ importanti per lei. Nessuna risposta da parte degli adulti, ha deciso a 15 anni di recarsi da uno psicologo.

” Volevo convincere chi mi stava intorno ad ascoltarmi, ricorda . La psicologa mi ha diagnosticato uno stress post-traumatico e una psicosi.” Con una panoplia di antidepressivi pesanti. Bisogna dire che Manon Toulemont, si è specializzata in serial  killer, in particolare, è diventata un’ esperta nel suo interesse ristretto, la serie TV Dexter dello scrittore Jeff Linday, sul divano della psicologa.

Tradotto  e riadattato da Mondo Aspie: fonte, Le Monde

Autismo: L’ultima corsa del 2012

Quella di oggi è stata la mia ultima corsa per l’autismo del 2012, un percorso misto campestre di 9km lungo il fiume Marecchia e attraverso i parchi di Rimini. Mentre correvo pensavo al bilancio della nostra vita di quest’anno e devo dire che ho concluso la gara con tanta amarezza e rammarico. E si !, perchè ci si sente impotenti di fronte al fallimento della scuola, della società, delle istituzioni, del servizio sanitario…insomma del fallimento di un paese intero nei confronti della diversità, degli autistici e dei disabili in generale. C’e’ ancora tantissimo da fare, è una delle cose piu’ importanti e fondamentali è cercare di smuovere la staticità e l’immobilismo creati da un sistema lobbistico molto complesso, basato su interessi, su pratiche e credenze del secolo scorso, che ruota, purtroppo, ancora intorno agli autistici. L’attuale presa in carico delle persone con autismo e con sindrome di Asperger non solo non funziona ed è obsoleta,  ma non permette ai bambini autistici di progredire e di evolvere adeguatamente e i genitori per curare i loro figli sono costretti a fare sacrifici o peggio indebitarsi per fornire ai loro bambini le  terapie e metodi adeguati ed efficaci a pagamento. Spesso dimentichiamo che i bambini autistici diventeranno adulti autistici, è l’intervento precoce eseguito con determinati criteri, è fondamentale perchè permette di sviluppare le abilità di comunicazione e sociali e migliora le autonomie. Oltre all’amarezza, al rammarico e all’impotenza, ci si sente anche molto soli, emarginati e a volte anche degli “appestati”, in un mondo sempre di piu’ frenetico, indifferente e disinteressato nei confronti di chi non si conforma alla massa. Un mondo, che discrimina, colpevolizza e stigmatizza le persone autistiche, un esempio di questi giorni tra i tanti: L’associazione autismo e violenza erroneamente attribuita in riferimento alla strage avvenuta a Newtown in America e gli articoli di giornale vergognosi e gli inguardabili servizi mandati in onda nei telegiornali italiani. Tra tutti questi sentimenti che non sono comunque il massimo, nel mio caso, mi sento anche un attimino stanca, sono infatti  da sola con mio figlio ad affrontare dosi quotidiane di stress che non tutti sarebbero in grado di sopportare, e solo chi vive ogni giorno l’autismo sa di che cosa parlo. Concludendo, il bilancio per quest’anno è stato pessimo e deludente, ma io comunque non mi arrendo e vado avanti concentrandomi sugli obbiettivi che mi sono prefissata. Quindi per il 2013, cerchero’ di mantenere per quanto sia possibile l’equilibrio e la serenità di mio figlio Aspie, e m’impegnero’ per farlo progredire positivamente, anche se già so che sarà un anno difficilissimo. Mi dedichero’ alle corse per l’autismo. Continuero’ a gestire questo sito e a sensibilizzare e diffondere informazioni sull’autismo e la sindrome di Asperger. Coltivero’ e cerchero’ di allargare contatti esteri con la speranza di riuscire a realizzare progetti in Italia, e finalmente riusciremo ad  incontrare Tony Attwood ( uno dei massimi esperti mondiali di sindrome di Asperger)  che verrà per la prima volta in Italia, un incontro che sono sicura, cambierà al meglio la nostra vita ! Buon anno a tutti ! E non mollate mai !

corsa coop celle rimini

Autismo: Autism Rights Watch (ARW), ecco chi sono e che cosa fanno

david heurtevent arwAutism Rights Watch (ARW), in italiano: Difesa dei Diritti degli Autistici è un’ organizzazione non governativa americana (ONG) unicamente gestita da persone autistiche.

Intervista a David Heurtevent, vicepresidente, giovane normanno di 33 anni, laureato presso l’università di Georgetown di Washington.

Puoi presentarci la tua associazione ?

La nostra organizzazione è composta essenzialmente da americani, non è discriminatoria, non è assertiva, è laica e difende valori democratici e di libertà.

Fa parte di un movimento piu’ ampio dei diritti dell’uomo e si attiva per l’inclusione delle persone autistiche.

E’ gestita esclusivamente da autistici che hanno deciso di prendere la situazione in mano ( self-advocacy ). Il presidente deve obbligatoriamente essere autistico oppure deve essere fratello o sorella di una persona autistica. E questo perchè gli interessi dei genitori non sono necessariamente gli stessi delle persone autistiche.

Abbiamo scelto lo statuto di una ONG per poter intervenire in diversi paesi ed essere indipendenti dagli Stati: non vogliamo essere coinvolti in conflitti d’interesse e vogliamo mantenere una libertà di parola in merito.

Perchè creare una ONG, quando ci sono già molte associazioni che si occupano di autismo ?

In effetti, questa decisione è avvenuta dopo un’osservazione con Alex Plank, presidente di ARW che nel febbraio scorso si è recato in Francia per girare il suo prossimo film, ” Shameful “ (Shameful, la vergogna, il documentario shock sull’autismo in Francia), che si concentra sull’autismo in Francia. Insieme abbiamo constatato l’impotenza delle associazioni: sono almeno 30 anni che la situazione dell’autismo in Francia non si muove. Piu’ in generale, l’approccio alla disabilità e alla differenza non è cambiato. Per esempio, il fatto di considerare un bambino disabile come un “bambino disadattato” è indicativo della mentalità in questo settore.

Ma il problema dei diritti delle persone disabili è frequente in numerosi paesi, ad esempio Henry, giovane autistico americano che non puo’ frequentare la scuola del suo quartiere. In realtà, le associazioni dei genitori privilegiano le relazioni pubbliche, perdendosi nella comunicazione a discapito dei loro membri.

Shameful,  il documentario shock sull'autismo in Francia
Shameful, il documentario shock sull’autismo in Francia

Quali sono gli obbiettivi dell’ONG ?

Gli obbiettivi sono quelli di arrivare ad avere una vita ordinaria in una società inclusiva, e di facilitare l’accettazione sociale delle persone con DPS ( Disturbo Pervasivo dello Sviluppo) all’interno delle comunità. E questo implica una scolarizzazione normale limitando le classi speciali nei casi piu’ gravi.

Perchè ? Perchè si tratta prima di tutto di una disabilità comunicativa e il ritardo dello sviluppo delle competenze comunicative si puo’ attenuare progressivamente favorendo gli scambi e i bisogni di relazione con i bambini “ordinari”, che sono i loro referenti. La superiorità dei risultati d’inclusione è attestata da diversi studi scientifici comparati con diversi sistemi di approccio attuali.

L’autismo per noi non si ferma a 18 anni, è una caratteristica della persona. E quindi i  bisogni di queste persone, come l’inserimento professionale e sociale devono essere presi in considerazione per tutta la vita.

Questi obbiettivi sono diversi da quelli delle associazioni esistenti ?

Si:  perchè ricordiamo che in Francia, il panorama associativo è frammentato, diviso tra i genitori anziani che non hanno un futuro se non le istituzioni e i genitori piu’ giovani che vogliono una scolarizzazione in ambienti ordinari.

Ma questi genitori sono poco rappresentati dalle vecchie grandi associazioni, spesso gestionali di molte sistemazioni e sole a rappresentare l’autismo nelle istituzioni dipartimentali o nazionali.

Il nostro obbiettivo è l’inclusione, noi siamo in rottura completa con queste associazioni gestionali, che sono spesso associazioni di genitori.

inclusione autismo

Che cosa pensa della responsabilità dello Stato sulla situazione attuale ?

Da parecchi anni  lo Stato ha fallito per sua stessa ammissione, circa 8000 bambini quest’anno non andranno a scuola. L’80% dei bambini autistici non ha una scolarizzazione effettiva, mentre la proporzione è inversa all’estero.

La Francia è stata condannata dal Consiglio d’Europa nel 2004, ed è citata in numerosi rapporti.

Lo Stato maltratta quando tollera pratiche assimilabili alla tortura come il packing oppure degradanti: posso citare l’esempio di Ahmed, giovane autistico rimasto legato in un Ospedale Psichiatrico in overdose di sostanze psicotrope, a cui hanno negato alla mamma l’autorizzazione a vederlo. Abbiamo inviato il mese d’agosto scorso al ministro della salute una lettera in cui abbiamo chiesto l’apertura di un’indagine amministrativa su questa vicenda, il corriere è rimasto senza risposta fino ad oggi. Genitori solidali con queste famiglia hanno osservato che dopo l’apparizione di questo articolo, la famiglia di Ahmed è stata messa sotto pressione, come spesso purtroppo accade.

Non è normale che lo Stato e le collettività territoriali finanzino dei congressi che hanno dei programmi o pratiche chiaramente non conformi alle linee guida, come per esempio le giornate dell’Associazione Nazionale dei Centri Risorse Autismo (ANCRA) che si terranno a Caen Il 28 e 29 settembre .

Contate di richiamarli alle loro responsabilità ?

Per richiamare lo Stato ha le sue responsabilità, è importante ricordare che un documentario sull’autismo è stato censurato in Francia ( Autismo Francia, “Il Muro” il documentario che dà fastidio alla psicanalisi ) , e noi abbiamo deciso di intervenire sul suolo francese durante le giornate dell’ANCRA che si terranno a Caen. Vogliamo mostrare con un’azione simbolica che l’autismo è imbavagliato in Francia.

giornate ancra autismo in francia arw

Sei sostenuto localemente e a livello nazionale nelle tue azionali ?

No. Al contrario, subiamo delle pressioni a livelli locali. Alcune persone che siedono nelle commissioni amministrative arrivano perfino a scusarsi per le nostre azioni nel tentativo di smarcarsi, andando perfino contro gli interessi delle loro associazioni.

Quali sono le tue conclusioni  sulla situazione dell’autismo in Francia ?

I genitori sono abbandonati a loro stessi. I consensi muti che hanno prevalso per oltre 30 anni non possono piu’ continuare. La Francia deve riformare la presa in carico e le strutture istituzionali.

Che cosa bisogna fare secondo te ?

Bisogna secondo il mio parere uscire dall’approccio medico dell’autismo e chiedere al Ministero dell’ Educazione Nazionale di prendere il suo posto nella presa in carico. Bisogna dare i mezzi ai bambini e agli adulti autistici perchè possano gestirsi.

Oggi, tra uno Stato rassegnato, conflitti d’interesse e dei giovani genitori rappresentati male, possiamo affermare che solo la mobilitazione e la solidarietà tra genitori permetterà d’influenzare in modo significativo il corso dell’autismo  in Francia.

Il sito di Autism Rights Watch in Inglese

Il sito di Autism Rights Watch in Francese

Tradotto da Mondo Aspie, Fonte The Autist il blog di Magali

No, l’assassino di Newtown non era autistico

adam lanza autismoArticolo apparso sul sito di Vivre FM,  Radio Francese che si occupa di welfare e handicap.

Mentre molti resoconti dei media hanno fatto dell’assassino di Newtown un ” quasi autistico ” l’ONG americana Autism Rights Watch denuncia il miscuglio ed esorta la stampa e l’opinione pubblica a non fare associazioni tra violenza e autismo. Le persone autistiche si trovano già di fronte alla segregazione e ai pregiudizi quotidianamente, s’indigna l’ONG.

In una dichiarazione rilasciata il 17 dicembre 2012, ( qui in italiano, l’autismo non è una malattia mentale e non è la causa del massacro di Newtown ), Autism Rights Watch denuncia l’accanimento dei media nel voler presentare l’assassino come un giovane ” con una possibile forma d’autismo” e ” affetto da sindrome di Asperger “. Da una parte, non è chiaro se è stata emessa una diagnosi sul suo stato di salute, e dall’altra parte, una persona autistica non è assolutamente un potenziale assassino.

L’ONG cita: ” essere ” autistico “, ” bizzarro “, ” goffo “, ” timido di fronte alle telecamere ” , “ nerd “, o ” qualcuno che si sente a disagio insieme agli altri ” non fa di una persona un assassino di massa.

Le persone autistiche sono spesso delle vittime

L’ONG dichiara che è importante ricordare che l’autismo non è una malattia mentale e che ” le persone autistiche hanno piu’ probabilità di essere delle vittime, piuttosto che delle persone che perpetrano violenze “. E anche, l’autismo non è piu’ considerato come un disturbo psicologico, ma è una patologia neurologica associata a delle anomalie del sistema nervoso centrale. Ed è caratterizzato da un’interazione sociale carente; una persona autistica avrà delle difficoltà particolari nel comunicare e nell’ evolvere nella società, ma non è in alcun modo violenta.

In questa occasione, Autism Rights Watch ricorda che la visione medica dell’autismo deve cambiare. ” In Francia, il trattamento mediatico di questa tragedia ci interpella. Gli esperti psichiatri e psicanalisti troppo spesso continuano ad accreditare l’ idea sbagliata che l’autismo è una malattia mentale “.

Adeline Grolleau

Tradotto da Mondo Aspie, Fonte Vivre FM

L’autismo non è una malattia mentale e non è la causa del massacro di Newtown, comunicato di Autism Rights Watch

autism rights watch comunicazione asperger17 dicembre 2012

La tragedia di Newtown in Connecticut ha colpito profondamente le famiglie americane, che affrontano l’orrore assoluto di questo omicidio-suicidio.

Sabato 15 dicembre, Autism Rights Watch ha pubblicato un comunicato [i], ripreso a New York dalla CBS NewYork [ii] e in Canada dal Globe & Mail[iii].

La nostra organizzazione ha espresso le sue condoglianze alle famiglie delle vittime e i suoi pensieri ai primi soccorsi. Noi abbiamo qualificato questo massacro come “una scelta orribile individuale” e ricordiamo che “il facile accesso alle armi e la loro presenza nelle case americane è il fattore primordiale di questo omicidio-suicidio”.

Confidiamo nelle capacità della Polizia e del Presidente degli Stati Uniti del tener conto delle cause profonde di questo omicidio-suicidio senza l’utilizzo di capri espiatori e senza arrivare a conclusioni affrettate. L’autore della strage, Adam Lanza, è stato descritto come una persona autistica con Sindrome di Asperger. Numerosi media hanno allora presentato l’autismo come la causa del dramma. In risposta, Autism Rights Watch ricorda che :

 ” La ricerca delle cause non deve essere la ricerca di capri espiatori ” Essere ” autistico “, ” bizzarro “, ” goffo “, ” timido di fronte alle telecamere ” , ” nerd “, o ” qualcuno che si sente a disagio insieme agli altri ” non fa di una persona un assassino di massa. Le persone autistiche hanno piu’ probabilità di essere delle vittime, piuttosto che delle persone che perpetrano violenze. Autism Rights Watch esorta il pubblico e i media a non stigmatizzare le persone autistiche e le loro famiglie, perchè vivono già la segregazione e i pregiudizi quotidianamente.

In risposta, ai numerosi media americani ricordiamo che l’autismo non è una malattia mentale e non esiste alcun legame tra l’autismo e la violenza pianificata.

In Francia, il trattamento mediatico di questa tragedia ci spinge ad intervenire. Gli esperti invitati, psichiatri e psicanalisti continuano ad accreditare l’idea sbagliata che l’autismo è una malattia mentale. E continuano, a volte, ad evocare la relazione difficile con la madre, facendo riferimento a delle teorie psicanalitiche condannate dalla comunità scientifica internazionale. Queste osservazioni inaccettabili riflettono il grave ritardo della Francia nella presa in carico delle persone autistiche.

Autism Rights Watch sollecita fortemente i media ad avere maggiore cautela nella presentazione dell’autismo. L’autismo non è una malattia mentale e non è la causa del massacro di Newtown. I disturbi dello spettro autistico, sono dei disturbi dello sviluppo che si manifestano nei primi anni di vita. E sono caratterizzati da: disturbi qualitativi della comunicazione verbale e non-verbale, da alterazioni qualitative delle interazioni sociali reciproche, e un comportamento marcato da attività e da interessi ristretti, ripetitivi e stereotipati. I disturbi dello spettro autistico sono legati a disordini nell’organizzazione neuronale e non a un rapporto particolare con la madre.

Le persone autistiche e le loro famiglie non devono diventare i capri espiatori di questa tragedia.

Presentazione: Autism Rights Watch e una ONG americana che si occupa di autismo, indipendente, non politica e non religiosa. La nostra organizzazione è presente negli stati Uniti e in Francia. E partecipa alla rete informale della lotta contro la segregazione nel sistema scolastico del Consiglio d’Europa.

Sito americano : http://www.autismrightswatch.com.

Progetto in Francia : http://www.arwfrance.org.

Contatti: David Heurtevent, Vice Presidente in carico per la Francia, david@autismrightswatch.org

Autismo Francia: mamma costretta a prostituirsi per pagare i metodi educativi del figlio

mamma prostituta autismoLo Stato era il mio “magnaccio”.

Muriel, mamma di un bambino di 5 anni  che presenta una forma di autismo severo, ha dovuto prostituirsi per pagare le spese mediche di suo figlio che gli permettono di seguire i metodi “educativi”  indicati dall’Alta Autorità per la Salute (HAS) ma che non vengono rimborsati dalla previdenza sociale. Muriel ha raccontato il suo calvario alla radio Europe 1. Per aiutare suo figlio che soffre di una forma grave di autismo, Muriel, madre di famiglia trentenne si è prostituita per pagare il trattamento adatto a quel genere di patologia: il metodo “educativo”. Questo metodo che viene raccomandato nelle linee guida, e contribuisce positivamente allo sviluppo personale, alla partecipazione nella vita sociale e all’autonomia del bambino e dell’adolescente, non viene rimborsato. Il costo è di circa 2000 euro al mese  che servono per pagare i tre educatori che si alternano senza sosta a fianco del figlio di Muriel.

NON HO AVUTO ALTRA SCELTA

Dopo aver venduto un sacco di oggetti di valore, Muriel e suo marito si sono ritrovati con le spalle al muro. Segretaria presso uno studio medico, la donna ha smesso di lavorare quando i medici hanno diagnosticato la malattia di suo figlio. Ha deciso d’iscriversi in un sito internet d’escort-girls: ” Mi sono detta, è questa la soluzione fino a quando la situazione non si sistemerà,  non abbiamo altra scelta” , ha dichiarato alla radio Europe 1. Ha raccolto 7000 euro. Ma un giorno, le minacce di morte di un cliente in una camera di un grand hotel le hanno fatto prendere coscienza del calvario che stava vivendo: ” Lo Stato era il mio magnaccio” . Lo Stato mi stava portando alla morte” . Oggi, il figlio di Muriel ha fatto grandi progressi grazie al metodo “educativo”. Raccontando la sua storia in una radio nazionale, ha voluto sensibilizzare lo Stato per la mancanza di finanziamenti per curare l’autismo, una malattia dichiarata in Francia, Grande Causa Nazionale nel 2012. Muriel, assicura che altri genitori vivono la sua stessa situazione: ” So che non sono sola, e che ci sono altre mamme che si prostituiscono”.

Qui l’intervista alla Radio in Francese “L’État a été mon proxénète” di Europe1.fr

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, Fonte Terrafemina.com