Autismo: Autism Rights Watch (ARW), ecco chi sono e che cosa fanno

david heurtevent arwAutism Rights Watch (ARW), in italiano: Difesa dei Diritti degli Autistici è un’ organizzazione non governativa americana (ONG) unicamente gestita da persone autistiche.

Intervista a David Heurtevent, vicepresidente, giovane normanno di 33 anni, laureato presso l’università di Georgetown di Washington.

Puoi presentarci la tua associazione ?

La nostra organizzazione è composta essenzialmente da americani, non è discriminatoria, non è assertiva, è laica e difende valori democratici e di libertà.

Fa parte di un movimento piu’ ampio dei diritti dell’uomo e si attiva per l’inclusione delle persone autistiche.

E’ gestita esclusivamente da autistici che hanno deciso di prendere la situazione in mano ( self-advocacy ). Il presidente deve obbligatoriamente essere autistico oppure deve essere fratello o sorella di una persona autistica. E questo perchè gli interessi dei genitori non sono necessariamente gli stessi delle persone autistiche.

Abbiamo scelto lo statuto di una ONG per poter intervenire in diversi paesi ed essere indipendenti dagli Stati: non vogliamo essere coinvolti in conflitti d’interesse e vogliamo mantenere una libertà di parola in merito.

Perchè creare una ONG, quando ci sono già molte associazioni che si occupano di autismo ?

In effetti, questa decisione è avvenuta dopo un’osservazione con Alex Plank, presidente di ARW che nel febbraio scorso si è recato in Francia per girare il suo prossimo film, ” Shameful “ (Shameful, la vergogna, il documentario shock sull’autismo in Francia), che si concentra sull’autismo in Francia. Insieme abbiamo constatato l’impotenza delle associazioni: sono almeno 30 anni che la situazione dell’autismo in Francia non si muove. Piu’ in generale, l’approccio alla disabilità e alla differenza non è cambiato. Per esempio, il fatto di considerare un bambino disabile come un “bambino disadattato” è indicativo della mentalità in questo settore.

Ma il problema dei diritti delle persone disabili è frequente in numerosi paesi, ad esempio Henry, giovane autistico americano che non puo’ frequentare la scuola del suo quartiere. In realtà, le associazioni dei genitori privilegiano le relazioni pubbliche, perdendosi nella comunicazione a discapito dei loro membri.

Shameful,  il documentario shock sull'autismo in Francia
Shameful, il documentario shock sull’autismo in Francia

Quali sono gli obbiettivi dell’ONG ?

Gli obbiettivi sono quelli di arrivare ad avere una vita ordinaria in una società inclusiva, e di facilitare l’accettazione sociale delle persone con DPS ( Disturbo Pervasivo dello Sviluppo) all’interno delle comunità. E questo implica una scolarizzazione normale limitando le classi speciali nei casi piu’ gravi.

Perchè ? Perchè si tratta prima di tutto di una disabilità comunicativa e il ritardo dello sviluppo delle competenze comunicative si puo’ attenuare progressivamente favorendo gli scambi e i bisogni di relazione con i bambini “ordinari”, che sono i loro referenti. La superiorità dei risultati d’inclusione è attestata da diversi studi scientifici comparati con diversi sistemi di approccio attuali.

L’autismo per noi non si ferma a 18 anni, è una caratteristica della persona. E quindi i  bisogni di queste persone, come l’inserimento professionale e sociale devono essere presi in considerazione per tutta la vita.

Questi obbiettivi sono diversi da quelli delle associazioni esistenti ?

Si:  perchè ricordiamo che in Francia, il panorama associativo è frammentato, diviso tra i genitori anziani che non hanno un futuro se non le istituzioni e i genitori piu’ giovani che vogliono una scolarizzazione in ambienti ordinari.

Ma questi genitori sono poco rappresentati dalle vecchie grandi associazioni, spesso gestionali di molte sistemazioni e sole a rappresentare l’autismo nelle istituzioni dipartimentali o nazionali.

Il nostro obbiettivo è l’inclusione, noi siamo in rottura completa con queste associazioni gestionali, che sono spesso associazioni di genitori.

inclusione autismo

Che cosa pensa della responsabilità dello Stato sulla situazione attuale ?

Da parecchi anni  lo Stato ha fallito per sua stessa ammissione, circa 8000 bambini quest’anno non andranno a scuola. L’80% dei bambini autistici non ha una scolarizzazione effettiva, mentre la proporzione è inversa all’estero.

La Francia è stata condannata dal Consiglio d’Europa nel 2004, ed è citata in numerosi rapporti.

Lo Stato maltratta quando tollera pratiche assimilabili alla tortura come il packing oppure degradanti: posso citare l’esempio di Ahmed, giovane autistico rimasto legato in un Ospedale Psichiatrico in overdose di sostanze psicotrope, a cui hanno negato alla mamma l’autorizzazione a vederlo. Abbiamo inviato il mese d’agosto scorso al ministro della salute una lettera in cui abbiamo chiesto l’apertura di un’indagine amministrativa su questa vicenda, il corriere è rimasto senza risposta fino ad oggi. Genitori solidali con queste famiglia hanno osservato che dopo l’apparizione di questo articolo, la famiglia di Ahmed è stata messa sotto pressione, come spesso purtroppo accade.

Non è normale che lo Stato e le collettività territoriali finanzino dei congressi che hanno dei programmi o pratiche chiaramente non conformi alle linee guida, come per esempio le giornate dell’Associazione Nazionale dei Centri Risorse Autismo (ANCRA) che si terranno a Caen Il 28 e 29 settembre .

Contate di richiamarli alle loro responsabilità ?

Per richiamare lo Stato ha le sue responsabilità, è importante ricordare che un documentario sull’autismo è stato censurato in Francia ( Autismo Francia, “Il Muro” il documentario che dà fastidio alla psicanalisi ) , e noi abbiamo deciso di intervenire sul suolo francese durante le giornate dell’ANCRA che si terranno a Caen. Vogliamo mostrare con un’azione simbolica che l’autismo è imbavagliato in Francia.

giornate ancra autismo in francia arw

Sei sostenuto localemente e a livello nazionale nelle tue azionali ?

No. Al contrario, subiamo delle pressioni a livelli locali. Alcune persone che siedono nelle commissioni amministrative arrivano perfino a scusarsi per le nostre azioni nel tentativo di smarcarsi, andando perfino contro gli interessi delle loro associazioni.

Quali sono le tue conclusioni  sulla situazione dell’autismo in Francia ?

I genitori sono abbandonati a loro stessi. I consensi muti che hanno prevalso per oltre 30 anni non possono piu’ continuare. La Francia deve riformare la presa in carico e le strutture istituzionali.

Che cosa bisogna fare secondo te ?

Bisogna secondo il mio parere uscire dall’approccio medico dell’autismo e chiedere al Ministero dell’ Educazione Nazionale di prendere il suo posto nella presa in carico. Bisogna dare i mezzi ai bambini e agli adulti autistici perchè possano gestirsi.

Oggi, tra uno Stato rassegnato, conflitti d’interesse e dei giovani genitori rappresentati male, possiamo affermare che solo la mobilitazione e la solidarietà tra genitori permetterà d’influenzare in modo significativo il corso dell’autismo  in Francia.

Il sito di Autism Rights Watch in Inglese

Il sito di Autism Rights Watch in Francese

Tradotto da Mondo Aspie, Fonte The Autist il blog di Magali

Autismo: La psicanalisi francese denunciata come “deriva settaria” da una ONG statunitense

Davide Heurtevent, vice presidente ARW

Autismo: La psicanalisi francese denunciata come “deriva settaria” da una ONG statunitense

Dopo la pubblicazione della sua posizione, l’11 novembre 2012 contro i movimenti psicanalitici francesi, assimilati a dei “movimenti settari”, l’associazione Autism Rights Watch (Difesa dei diritti dell’autismo) ha pubblicato una lettera aperta indirizzata alla Miviludes (Missione francese interministeriale di vigilanza e lotta contro le derive settarie ) per denunciare l’influenza settaria della psicanalisi sulle elites mediche, il servizio radiofonico pubblico e il governo francese”.

Gli autistici e le loro famiglie sono oggetto di una guerra sempre piu’ violenta tra i differenti approcci terapeutici che dovrebbero aiutarli.

In questo conflitto, la psicanalisi e nello specifico quella freudiana, ha subito attacchi senza precedenti. L’ultimo in data è quello della nascita di una nuova associazione, registrata negli USA ma molto attiva in Francia, Autism Rights Watch (Difesa dei diritti dell’autismo), di cui i membri fondatori sono degli autistici.

AWR chiede immediatamente il divieto di praticare il “packing”, una tecnica basata sull’ avvolgimento delle persone autistiche in panni umidi e refrigerati, pratica qualificata come una “tortura”. Con questo obbiettivo, hanno organizzato una manifestazione pubblica che si è tenuta  a fine settembre presso l’università di Caen durante le Giornate nazionali dell’Ancra (Associazione nazionale dei centri risorse autismo).

La ricerca sul “packing” autorizzata

Pratica del Packing

Insieme all’associazione « Vaincre L’Autisme » e al collettivo  « Soutenons Le Mur », ARW sta portando avanti una campagna di protesta contro il fatto che la direzione generale della salute (DGS) si dice “contraria” a questa pratica pero’ autorizza un programma di ricerca sul packing (1) condotto dal professore Pierre Delion, il promotore del packing in Francia.

“I professionisti usano l’argomento del divieto “velato” della pratica per difendere meglio la ricerca e la formazione al packing. Hanno capito l’interesse a utilizzare la ricerca e il dibattito scientifico in corso come argomento che gli permette di continuare ad applicare queste pratiche”.

All’inizio di novembre Autism Right Watch ha pubblicato ” una posizione ufficiale” che assimila i movimenti psicanalitici francesi a dei “movimenti settari”.

La psicanalisi: “influenza settaria sulle elites” 

L’associazione vede nell’organizzazione di una giornata consacrata alla psicanalisi e a Freud dall’antenna radiofonica  France Inter, venerdi 9 novembre 2012, “un ulteriore segno dell’influenza settaria della psicanalisi sulle elites mediche e sul governo francese. (…) La psicoanalisi è una pseudoscienza e non è un metodo di cura provato scientificamente.(…) Abbiamo constatato che nessuna domanda è stata posta sulla reale efficacità della psicanalisi o sulle alternative terapeutiche. Abbiamo anche notato l’assenza di un dibattito contradditorio. L’organizzazione di questa giornata conferma l’influenza della psicanalisi nei servizi radiofonici pubblici francesi. Per l’ONG, ” la psicanalisi mostra chiaramente i segni evidenti di un influsso settario installato in Francia”.

Estendere il concetto di “apologia di reato”

Questa è la ragione per la quale è stata pubblicata all’inizio di novembre una  « lettera aperta » alla Miviludes ( Missione interministeriale di vigilanza e lotta contro le derive settarie). Che propone di estendere il concetto di “apologia di reato” previsto nella legge di stampa del 29 luglio 1881 , ai ” propositi e atti che attentano ai diritti delle persone handicappate (Convenzione del 3 maggio 2008). Il packing è preso in causa in questa proposta ed in generale anche la psicanalisi, come pratica non provata scientificamente e settaria.

Altre misure vengono richieste, come lo sviluppo di una “regolamentazione appropriata” per le professioni di psicanalista, psicoterapeuta, sofrologo, formatore, coach, consigliere di sviluppo professionale e/o personale: e anche , “norme rigorose delle pratiche di “cura” fisica, psichiatrica e psicologica, di psicomotricità, di sviluppo del bambino, dello sviluppo personale e/o dello sviluppo professionale.

(1) Programma di ricerca  PHRC 2007/1918, n° Eudra CT :  2007-A01376-47, diretto dal professore Pierre Delion, finanziato dal ministero dsella salute avente come tema ” L’efficacità terapeutica del packing sui sintomi dei disturbi gravi del comportamento, come l’autolesionismo, nei bambini con DPS.

Qui il link della presa di posizione di Pierre Delion

http://www.balat.fr/PRISE-DE-POSITION-A-LA-SUITE-DES.html

Pierre Delion, Promotore del Packing

Pierre Delion, che dirige il programma di ricerca finanziato dal ministero della salute sull’ “efficacità terapeutica del packing”,  che avrebbe dovuto spiegarsi davanti al Consiglio dell’ordine dei medici e aveva ricevuto il sostegno di Martine Aubry ( all’epoca la prima segretaria del partito socialista) , qualifica ARW come ” un’associazione estremista”.

Espone qui alcuni elementi:

“Da un lato:

– una cura praticata da decine di equipe di neuropsichiatri francesi per trattare l’autolesionismo in alcuni bambini autistici, in accordo con i genitori dei bambini in questione,

– una ricerca condotta nel quadro del programma ospedaliero di Ricerca Clinica approvata da esperti abilitati e finanziati dal ministero della Salute che mira a provare l’efficacità del packing nei disturbi gravi del comportamento nei bambini autistici.

– un avviso favorevole del Comitato di Protezione delle persone sugli aspetti etici e tecnici,

–  articoli referenziati (pochi) ) sull’efficacità del packing

Dall’altra parte:

-una campagna calunniosa e diffamatoria, nazionale e internazionale, orchestrata dalle associazioni di genitori di bambini autistici sulla base di argomentazioni fantasiose ( a oggi non abbiamo ricevuto nessuna denuncia da parte dei genitori), che passano dal packing  alla psicanalisi e alla psicoterapia istituzionale, apparse in una pubblicazione sul Journal of American Academy of Child and Adolescent Psychiatry  in una lettera di denuncia firmata da grandi ricercatori scientifici; dal titolo “Against the packing” che denuncia questa tecnica senza alcun argomento scientifico a sostegno. Una ripresa di questa disinformazione da parte di politici desiderosi d’intraprendere una battaglia contro la psichiatria e una mediatizzazione troppo partigiana degli elementi presi in causa”.

> Pétition de soutien au docteur Delion. Petizione di sostegno al Dott.re Delion

Tradotto e riadattato  da Mondo Aspie, Fonte Jlml.fr

“Shameful”, la vergogna, il documentario shock sull’autismo in Francia

“Shameful”, la vergogna, il documentario shock realizzato da Alex Plank e Noah Trevino sull’autismo in Francia .

L’autismo  in Francia è ancora sotto i riflettori, ma questa volta sono americani. Come  per il documentario  “Il Muro” di Sophie Robert, “Shameful” ( che vuole dire, vergognoso) rilancia il dibattito sulle condizioni dei trattamenti degli autistici in Francia. Nel programma; immagini shock e interviste a genitori disperati…Nelle sale, in autunno.

Shameful, il documentario shock sull’autismo in Francia

Un  bilancio negativo sul trattamento dell’autismo in Francia, realizzato da due giovani americani trentenni, Alex Plank e Noah Trevino, che hanno già all’attivo numerosi documentari.

“Shameful”, un documentario shock

Di questo documentario sono state diffuse solo alcune immagini: mappe di Parigi  – celebri monumenti, la rue lambda passando attraverso il Ponte des Art – riprese scure, quasi medioevali. L’insieme sopra una musica lancinante.

Il trailer è presentato da una voce di donna, in stile narrativo. E’ un estratto di un’intervista, molto toccante, tra i realizzatori e la madre di un bambino autistico. Un bambino che ha perso, di fronte ai trattamenti della psicanalisi, di fronte alla mancanza di sostegno e di risposte da parte degli esperti, ” Mio figlio si è suicidato”, dice alla fine del trailer.

Wrongplanet.net

Noah Trevino, tratta per la prima volta l’autismo nei suoi film, mentre Alex Plank non è al suo primo tentativo. Wrong Planet è un sito internet dove la tematica principale è l’autismo. Alex è il fondatore, ed è uno degli esperti americani sull’autismo, è piu’ conosciuto per il suo lavoro su Wrong Planet piuttosto che per i suoi documentari.

Shameful, il riassunto

Gli psicanalisti, in Francia, hanno deciso che l’autismo è una malattia psicologica causata nel bambino dalla madre per via delle sue scelte sessuali. La Francia rifiuta di dare alle famiglie aiuto morale e finanziario. I due realizzatori hanno viaggiato attraverso il paese intervistando numerose famiglie che si battono per ottenere aiuto per i loro bambini autistici.

 Shameful analizza la terribile situazione nella quale si trovano le famiglie di soggetti autistici n Francia, la mancanza di sostegno finanziario da parte dello Stato e la disinformazione pubblica degli esperti francesi. Una soluzione, scelta da numerosi genitori è quella di inviare i loro bambini in Belgio in modo che possano ricevere le cure adeguate.

Uno studio stima un tasso dell’80% di bambini autistici in Francia che non sono autorizzati a frequentare la scuola. Il film uscirà nelle sale nell’autunno 2012.

Tradotto  e riadattato da Mondo Aspie: Fonte Vivrefm.com

Autismo e psicanalisi: Il sostegno al documentario “Il Muro” di Thomas Bourgeron, genetista

Lettera del professore  Thomas Bourgeron à Sophie Robert

Direttore del dipartimento di Neuroscienze all’Istituto Pasteur

Direttore dell’unità “Genetica Umana e Funzioni Cognitive”

Professore all’Università Parigi Diderot

Cara Sophie Robert, ho visionato il vostro film “Il Muro”. Attualmente, a livello internazionale, la ricerca sull’autismo raggruppa diverse discipline come la psichiatria, la neurobiologia, e la genetica. Questo approccio all’autismo, fondato su dati scientifici, ha permesso  significativi progressi che dovrebbero, noi speriamo, migliorare la diagnostica, le cure e l’integrazione delle persone autistiche.

Riguardo l’ambito della genetica i risultati recenti mostrano:

1. che esistono dei geni associati all’autismo.

2. che questi geni sono attualmente raggruppati in due grandi apparati biologici che modulano la formazione delle connessioni neuronali (le sinapsi).

Sono sopraffatto dalla maggior parte delle dichiarazioni espresse in questo
 
reportage. In particolare, la deviazione dei risultati scientifici come ” gli anticorpi
 
materni” e la “placenta paterna” è spaventosa. Tutti i miei colleghi stranieri,
 
psichiatri, neurobiologisti o genetisti, che hanno potuto vedere il vostro film grazie
 
ai sottotitoli sono rimasti scandalizzati. So che siete sotto processo e posso
 
assicurarvi che la stragrande maggioranza della comunità internazionale che lavora
 
nell’ambito dell’autismo vi sosterrà se necessario. Gli attacchi che subite sono molto
 
pesanti ma so che avete un grande numero di sostenitori perchè il vostro film ha
 
permesso di testimoniare la situazione delle famiglie toccate dall’autismo in
 
Francia. Sappiate che io sono al vostro fianco.
 
Thomas Bourgeron
 
Tradotto da Mondo Aspie, articolo originale Autisteenfrance.over-blog.com

Autismo e psicanalisi: una retorica truccata e di contraddizione

Autismo e psicanalisi: una retorica truccata  e di contraddizione

L’autore,  Nicolas Gauvrit  è docente di matematica all’Università d’Artois, dottore in scienze cognitive  e membro del comitato della redazione di Science e Pseudo-sciences, svolge attività di ricerca nell’interfaccia tra matematica e psicologia. E’ autore di numerose opere universitarie e di divulgazione.

Di Nicolas Gauvrit

Da diversi mesi, l’autismo e il suo trattamento psicanalitico sono nel cuore di un’accesa polemica mediatica. Diversi sono gli avvenimenti, che coinvolgono il processo e poi la censura del film Il Muro di Sophie Robert, l’inaugurazione dell’anno 2012 come “l’anno dell’autismo”, la pubblicazione delle raccomandazioni della HAS (Alta Autorità della Salute) che appoggerebbero l’abbandono dell’approccio psicanalitico, e il coinvolgimento del deputato Daniel Fasquelle, che adotta una posizione simile, hanno contribuito alla nascita di questa controversia.

Il filosofo Jean-François Rey ha pubblicato il 22 febbraio 2012 nelle colonne del giornale Le Monde un’ arringa toccante (” Autismo: è la psichiatria che attaccano”) per il mantenimento nella psichiatria di un approccio psicanalitico. Questo articolo è molto rappresentativo di quelli che circolano in questo momento, e illustra le linee di difesa prese dagli psicanalisti e gli artefici retorici utilizzati nei dibattiti in corso, alcuni di questi sono ricorrenti e contro i quali bisogna mettere in guardia il lettore. Se i sostenitori della psicanalisi hanno ovviamente il diritto di esprimere e difendere il loro punto di vista, questo deve essere fatto nel rispetto del rigore e della logica.

La vittimizzazione appare in tutte le salse a volte con accenti infantili che provocano la pietà del lettore. Cosi’, J-F. Rey scrive per esempio di Pierre Delion  (che pratica il packing, nota di Mondo Aspie)  “che non si puo’ non ricordare mai abbastanza per la sua gentilezza e apertura, ed è la vittima di una vera persercuzione”. Ci ricordiamo anche degli articoli di  Élisabeth Roudinesco che denunciano “l’odio” verso la psicanalisi.

Non siamo qui a pretendere che la psicanalisi non sia vittima di attacchi, ma siamo qui per ricordare che la rimessa in questione accademica è normale e fa parte di un processo scientifico. Non c’e’ alcuna ragione di offendersi: noi dobbiamo per il bene dei bambini con autismo e dei loro genitori , determinare quale metodo sia migliore per ciascuno. Il fatto che i portatori di un metodo siano criticati non valida in nulla le loro teorie.

La psicanalisi , è di fatto, retrocessa nelle università francesi – ma molto meno presso gli operatori. E’ stata presa di mira da critiche scientifiche importanti. La debolezza delle basi teoriche, l’assenza di prove d’efficacità, e oramai l’incapacità a rispondere alle critiche, hanno reso insostenibile – specialmente nell’ ambito dell’autismo – la posizione puramente psicoanalitica. Inoltre, i sostenitori di questa “cura” hanno adottato una posizione intermediaria, promuovendo un approccio integrativo, una macedonia di terapie immerse nella salsa psicanalitica. Ora, non piu’ che la psicanalisi sola, questa integrazione non ha dimostrato un’efficacità superiore agli altri metodi attualmente disponibili. Se questa posizione convince, è unicamente perchè noi tutti siamo sensibili a quello che potremmo chiamare il “sofisma del giusto centro”, secondo il quale la verità è da cercare a metà cammino tra le opinioni contraddittorie, ed è spesso falso.

I promotori di un approccio psicoanalitico hanno fatto ricorso, in questi ultimi tempi, all’imbroglio. Questo inganno consiste nel distrarre l’interlocutore dalla domanda primordiale – quella sull’efficacità dei metodi e del bene del bambino- spostando il discorso nel campo affettivo, quello del senso di colpevolezza o dell’ “etica”.

Per questo, si appoggiano su una rappresentazione sociale caricaturale della psicologia, che oppone degli psicanalisti profondamente umani, e dei cognitivisti che predicano un approccio chimico. La realtà è molto diversa, e numerosi “cognitivisti” vedono negli approcci terapeutici fondati sulla scienza un’alternativa non solo alla psicanalisi, ma soprattutto ai trattamenti con farmaci psicotropi. Eppure, J.- F.Rey ripete con insistenza nel suo articolo che l’abbandono della psicanalisi “prosciuga”, “disumanizza”, e distrugge l’etica della professione del psicoterapeuta, arrivando a sostenere che i metodi educativi, cognitivi e comportamentali dell’autismo consistono nel trattare tutti i bambini allo stesso modo, secondo un protocollo indipendente dalla singolarità della persona… dimenticando quello che il codice deontologico degli psicologi prevede ( si legge nel preambolo della versione di febbraio 2012: ” La complessità delle situazioni psicologiche si oppone all’applicazione di regole”).

Per fare buona figura, lamentando che il dibattito diventa una guerra di opinioni invece di una controversia piu’ razionale, i difensori della psicanalisi  chiedono spesso che venga orientato sugli aspetti scientifici.  Ma questi appelli al dibattito scientifico sono contraddetti dallo spostamento del discorso nel campo emozionale e l’attaccamento all’idea che la psicanalisi è per essenza non testabile. Cosi’, nel suo articolo J.-F. Rey chiede un ritorno allo schema scientifico, ma ricorda che la psicanalisi lacaniana si afferma di per sè (e quindi non dalla scienza). Maledicendo lo “scientismo” che non definisce, arriva  in effetti in un solo movimento a rivendicare cio’ che rifiuta.

Dopo un secolo di utilizzazione, aspettiamo ancora degli elementi tangibili, delle esperienze riproducibili in favore delle teorie e delle pratiche psicanalitiche. Invece di lavorare per produrre, i promotori di questo approccio dispensano molta energia per schivare una riflessione su questa assenza di validazione, postulando che la psicanalisi è inaccessibile all’investigazione scientifica (una pura professione di fede). Se fosse questo il caso , la psicanalisi  sarebbe una filosofia, una narrazione. Il codice deontologico degli psicologi, ricorda nell’articolo 14 che gli psicologi devono utilizzare dei metodi scientificamente provati, impone dunque l’abbandono della psicanalisi , almeno in tutti quei casi dove un’ alternativa efficace esista, e fino a che la psicanalisi abbia potuto fornire degli argomenti solidi in suo favore.

Tradotto da Mondo Aspie, articolo originale pseudo-sciences.org

Trattamento dell’autismo: una nuova disfatta della psicanalisi

Una nuova fase è stata superata nella guerra che oppone da diversi decenni gli psicanalisti d’obbedienza freudiana e i loro colleghi non-psicanalisti.

E’ un evento all’apparenza circoscritto, che interessa prima di tutto un cerchio relativamente ristretto di francesi, i genitori di bambini autistici, motivati dalla dolorosa prova che vivono nel quotidiano. Ma la sua importanza intellettuale e terapeutica interessa tutti e altrettanto l’opinione nel suo insieme.

L’Alta Autorità della salute (HAS) ha in effetti sconfessato in maniera spettacolare e pubblica le teorie e le pratiche terapeutiche ispirate dalla psicanalisi e utilizzate nel trattamento dell’autismo. L’HAS istituzione ufficiale composta da ricercatori e medici riconosciuti doveva pronunciarsi esclusivamente su questo soggetto. Ma un tale disconoscimento non mancherà di ricadere sulla credibilità generale della psicanalisi, disciplina sempre meno praticata nel mondo ma che mantiene in Francia un’influenza pregnante sulle istituzioni che si occupano del trattamento dei disturbi psichici.

Arcaismo e senso di colpa

Per gli psicanalisti,  l’autismo è una malattia psichica le cui radici sono essenzialmente da ricercare nell’ambito famigliare. Per farla breve, le discipline di Freud considerano che i disturbi che colpiscono questi bambini  -mancanza della comunicazione con l’esterno e comportamenti ripetitivi – siano in gran parte imputabili alle cattive relazioni che si stabiliscono dalla nascita tra la madre e il bambino.

Ne deducono delle pratiche terapeutiche che rifiutano la valutazione sistematica da parte di esperti esterni alla psicanalisi. Una di queste, è ” il packing”, che consiste nell’avvolgere i bambini in panni umidi bagnati e freddi per un certo lasso di tempo prima di riscaldarli, per il suo carattere strano e un po’ arcaico, è diventato il simbolo di una concezione di cure violente contestate da numerose associazioni di genitori.

Quest’ultime accusano gli psicanalisti  di avere aumentatole loro sofferenze colpevolizzando le madri, già profondamente colpite dalla disabilità che affligge il loro bambino. Ora che gli specialisti concordano ampliamente sulle cause neurologiche e non psicologiche dell’autismo e respingono le concezioni freudiane, anche se nessun metodo al momento è riuscito a guarire completamente il male.

Teoria “non pertinente”

La psicanalisi dominava un numero importante d’istituzioni psichiatriche, bisognava mettere fine alla disputa partendo dai piu’ alti vertici delle autorità della salute. E’ cosa fatta: le associazioni di famiglie di soggetti autistici ottengono l’essenziale soddisfazione e la psicanalisi è qualificata teoria “non pertinente”, conformemente all’opinione sostenuta dalla maggior parte di medici e specialisti a livello internazionale.

La HAS raccomanda con insistenza di allineare le pratiche terapeutiche francesi sulla norma internazionale, secondo delle concezioni largamente ispirate dagli psicoterapeuti comportamentali che consistono nel diagnosticare velocemente quella che è considerata non  come una semplice malattia ma come una disabilità, per applicare in seguito delle tecniche di presa in carico sistematica che coinvolgono da vicino le famiglie e vengono sottoposte a controlli regolari.

“Il libro nero della psicanalisi”

Cosi’, al di là del dramma dell’autismo, una nuova tappa è stata superata nella guerra che oppone da diversi decenni gli psicanalisti d’obbedienza freudiana e i loro colleghi non-psicanalisti. L’Obs aveva, una decina di anni fa, giocato un ruolo importante rendendo questo dibattito accessibilie al grande pubblico tramite la pubblicazione degli estratti dell’opera controversa chiamata “Il Libro Nero della Psicanalisi”.

Recentemente, il filosofo Michel Onfray ha creato uno scandalo dando una visione molto critica di Freud e del Freudismo. Il rapporto diffuso dall’HAS è un nuova tappa in questa battaglia.

Dominante negli anni 70 e 80, spesso legata a correnti di pensiero progressiste di quegli anni, dotata di un prestigio insigne presso le generazioni influenzate dal maggio del 68, la psicanalisi , che ha impregnato la cultura contemporanea ma che si indebolisce sotto i colpi di una concezione piu’ scientifica dello psichismo umano, subisce nuovamente un importante arretramento.

 Scritto da Laurent Joffrin

Direttore del Nouvel Observateur

Tradotto da Mondo Aspie, articolo originale qui

Francia autismo: Il packing, video shock


Il Video dell’associazione francese Vaincre l’autisme
Per aiutare gli autistici in Francia che vengono sottoposti alla tortura del packing firmate la petizione, questi bambini hanno bisogno del nostro appoggio. Grazie

Autismo e psicanalisi: Grazie, Freud !

Cinquant’anni di ritardo. La Francia ha cinquant’anni di ritardo nel suo approccio con  l’autismo. Mezzo secolo di ricerche scientifiche e progressi ignorati. E nel 2012, ascoltiamo ancora degli psicanalisti spiegare a dei genitori smarriti che il loro bambino è autistico per colpa di sua madre. Falso ! Il problema è d’ordine neurologico. Certo, non sappiamo ancora come guarire l’autismo. Ma sappiamo come trattare i sintomi. Per gli ultimi seguaci della psicanalisi pura e dura, questi trattamenti sono affini al ammaestramento, che considera i malati come scimmie selvagge. Grazia, ha incontrato quelli che seguono questi nuovi protocolli che non hanno niente a che vedere con le bestie da circo. Anzi, imparano a diventare autonomi e a parlare di bene in meglio. Da cinque decenni la Francia ascolta i suoi “psi”; e invia i piccoli malati in ambulatori dove non succede un bel niente, invece di rimborsare trattamenti efficaci. E apre ricoveri giornalieri invece di formare educatori specializzati. Questa è non-assistenza a persone in pericolo. “La Francia ha abbandonato i suoi autistici” dichiarava il Consiglio dell’Europa nel 2004. Da allora niente è cambiato. Si potrebbe rimediare, almeno fornendo i metodi adeguati.  Senza dover aspettare altri cinquant’anni.

Caroline Lumet, giornalista d’attualità

Tradotto da Mondo Aspie, articolo introduttivo al dossier:  Autismo, una vergogna francese pubblicato su Grazia Francia 

Francia autismo: “Tutto non funziona”, Associazione Francese per l’informazione scientifica AFIS

“Nell’autismo, nulla è confermato, tutto funziona se c’e’ la mettiamo tutta , è l’intensità della presa in carico che conta”  

Professore Bernard Golse (citazione riportata dal quotidiano francese Libération ) (1)

Bernard Golse è medico, pediatra, neuropsichiatra e psicanalista membro dell’Associazione psicanalitica francese. I suoi commenti riportati dal giornale Libération sono sorprendenti (“Nell’autismo, nulla è confermato, tutto funziona”). Questa frase lascia intendere che nessun metodo della presa in carico dell’autismo sarebbe stato valutato positivamente. E al contrario, qualsiasi metodo utilizzato fino ad ora sarebbe inefficace. Ne consegue il vecchio “verdetto del dodo”. (2)

Sappiamo, che i sostenitori degli approcci psicoanalitici teorizzano spesso l’impossibilità di valutare tutte le loro pratiche terapeutiche ( la “salute mentale” non è valutabile, e non puo’ essere normalizzata, proclamano). Noi abbiamo già sottolineato il lato paradossale di questo argomento . Perchè se i loro approcci non sono valutabili come possono affermare i loro successi terapeutici ? E a che titolo, se la salute mentale non è valutabile, non accettare altre pratiche come la divinazione, lo sciamanesimo, la religione…

Senza valutazioni, senza criteri espliciti, sulla base di cosa rifiutarne alcune e non altre ?

Una  posizione radicalmente relativista opposta al passo scientifico

Ma fondalmentalmente, la pietra angolare dei progressi nella medicina è la valutazione secondo dei protocolli dell’ “Evidence-based medecine”, la medicina fondata sulle prove.

I commenti di Bernard Golse sul quotidiano Libération miravano a rispondere in realtà al giornalista che s’interrogava sull'”utilizzo delle tecniche comportamentali o dello sviluppo” nella presa in carico dell’autismo. Lo sappiamo, la corrente freudiana si è sempre opposta a questi approcci, ma davanti ai loro successi, diventava indispensabile mettere dell’acqua dentro il vino. Tuttavia, piuttosto che farlo nel nome della valutazione scientifica, della validazione, e dei protocolli rigorosi, che porterebbero alla fine e alla probabile demolizione degli approcci psicodinamici , Bernard Golse adotta una sorta di posizione radicalmente relativista ( tutto vale, perchè niente è confermato).

Esistono delle conferme, il tutto non funziona

Purtroppo per Bernard Golse , e fortunatamente per i bambini autistici e le loro famiglie, e anche per i professionisti della salute, esistono dei risultati confermati, e degli approcci testati ( vedere alla fine di questo articolo).

Quello che Libération e una parte della stampa presentano come una “guerra totale”, tra le due scuole, guerra che sarebbe essenzialmente ideologica, è in realtà il semplice progresso della medicina scientifica che giudica senza pregiudizi, sulla base dei risultati, secondo protocolli approvati.

Oggi, il posto della psicanalisi nella presa in carico dell’autismo è doppiamente rimesso in causa, la componente genetica di questa malattia è stata saldamente confermata, e la valutazione dell’efficacità dei differenti metodi terapeutici avanza a grandi passi.

A oggi, nessuno degli approcci d’ispirazione psicanalitica è stato confermato.

1) Libération di lunedi’ 13 febbraio  2012. http://www.liberation.fr/societe/01…

2) Dopo il celebre articolo di Saul Rosenzweig « Some implicit common factors in diverse methods of psychotherapy » (American Journal of Orthopsychiatry, 6 : 412-415), datato 1936 !, gli psicologi qualificano il “verdetto di dodo” l’affermazione secondo la quale tutte le psicoterapie sono ugualmente valide. Il dodo è un personaggio di Lewis Carrol in Alice nel Paese delle Meraviglie. Organizza una corsa nella quale il punto di partenza e la distanza percorsa non sono stati presi  in considerazione. Alla fine della corsa dichiara che ” tutti hanno vinto e tutti devono ricevere un premio”. Segnalato da Jacques Van Rillaer.

Alice nel Paese delle Meraviglie e il dodo
Alice nel Paese delle Meraviglie e il dodo

Autismo: tutto non funziona, esistono numerosi studi

Ecco una recensione, senza pretesa d’esaustività, di studi che valutano diversi metodi di presa in carico dell’autismo, compilata dall’associazione Egalited (http://www.egalited.org/biblio.html e completata da Jean Cottraux, psichiatra onorario degli ospedali, con una lista di meta-analisi, articoli di riviste e raccomandazioni.

Studi

Anderson, S. R., Avery, D. L., DiPietro, E.K., Edwards, G. L., and Christian, W.P. (1987). Intensive home-based early intervention with autistic children. Education and Treatment of Children, 10(4), 352-366.

Bibby, P., Eiseseth, S., Martin, N. T., Mudford, O. C. and Reeves, D. (2001). Progress and outcomes for children with autism receiving parent-managed intensive interventions. Res Dev Disabil, 22, 425-447.

Birnbrauer, J. S., and Leach, D. J. (1993). The Murdoch early intervention program after 2 years. Behaviour Change, 10(2), 63-74.

Cohen, H., Amerine-Dickens, M., & Smith, T. (2006). Early intensive behavioral treatment : replication of the UCLA model in a community setting. J Dev Behav Pediatr, 27(2 Suppl), S145-55.

Dawson, G., Rogers, S., Munson, J., Smith, M., Winter, J., Greenson, J. et al. (2010). Randomized, controlled trial of an intervention for toddlers with autism : the Early Start Denver Model. Pediatrics, 125(1), e17-23.

Eikeseth, S. (2009). Outcome of comprehensive psycho-educational interventions for young children with autism. Res Dev Disabil, 30(1), 158-178.

Eikeseth, S., Smith, T., Jahr, E., & Eldevik, S. (2002). Intensive behavioral treatment at school for 4- to 7-year-old children with autism. A 1-year comparison controlled study. Behav Modif, 26(1), 49-68.

Eikeseth, S., Smith, T., Jahr, E., & Eldevik, S. (2007). Outcome for children with autism who began intensive behavioral treatment between ages 4 and 7 : a comparison controlled study. Behav Modif, 31(3), 264-278.

Eldevik, S., Eikeseth, S., Jahr, E., & Smith, T. (2006). Effects of low-intensity behavioral treatment for children with autism and mental retardation. J Autism Dev Disord, 36(2), 211-224.

Fenski.EC, Zelenski.S, Krantz, P. J., & McClannahan, L. E. (1985). Age at intervention and treatment outcome for autistic children in a comprehensive intervention program. Analysis and Intervention in Developmental Disabilities, 5, 7-31.

Handleman, J. S., Harris, S. L., Celiberti, D., Lilleheleht, E., & Tomcheck, L. (1991). Developmental changes in preschool children with autism and normally developing peers. Infant and Toddler Intervention, 1, 137-143.

Harris, S. L., Handleman, J. S., Gordon, R., Kristoff, B., and Fuentes, F. (1991). Changes in cognitive and language functioning of preschool children with autism. J Autism Dev Disord, 21(3), 281-290.

Harris, S. L., Handleman, J. S., Kristoff, B., Bass, L., & Gordon, R. (1990). Changes in language development among autistic and peer children in segregated and integrated preschool settings. J Autism Dev Disord, 20(1), 23-31.

Hastings, R. P., & Symes, M. D. (2002). Early intensive behavioral intervention for children with autism : parental therapeutic self-efficacy. Res Dev Disabil, 23(5), 332-341.

Howard, J. S., Sparkman, C. R., Cohen, H. G., Green, G., & Stanislaw, H. (2005). A comparison of intensive behavior analytic and eclectic treatments for young children with autism. Res Dev Disabil, 26(4), 359-383.

Lovaas, O. I. (1987). Behavioral treatment and normal educational and intellectual functioning in young autistic children. J Consult Clin Psychol, 55(1), 3-9.

Lovaas, O. I., Koegel, R. L., Simmons, J. Q., & Long, J. (1973). Some generalization and follow-up measures on autistic children in behavior therapy. Journal of Applied Behavior Analysis, 6, 131-166.

Magiati, I., Charman, T., & Howlin, P. (2007). A two-year prospective follow-up study of community-based early intensive behavioural intervention and specialist nursery provision for children with autism spectrum disorders. J Child Psychol Psychiatry, 48(8), 803-812.

McEachin, J. J., Smith, T., & Lovaas, O. I. (1993). Long-term outcome for children with autism who received early intensive behavioral treatment. Am J Ment Retard, 97(4), 359-72 ; discussion 373-91.

Perry, A., et al. (2008). Effectiveness of Intensive Behavioral Intervention in a large, community based program. Research in Autism Spectrum Disorders 2, 621-642.

Remington, B., Hastings, R. P., Kovshoff, H., degli Espinosa, F., Jahr, E., Brown, T. et al. (2007). Early intensive behavioral intervention : outcomes for children with autism and their parents after two years. Am J Ment Retard, 112(6), 418-438.

Sallows, G. O., & Graupner, T. D. (2005). Intensive behavioral treatment for children with autism : four-year outcome and predictors. Am J Ment Retard, 110(6), 417-438.

Sheinkopf, S. J., & Siegel, B. (1998). Home-based behavioral treatment of young children with autism. J Autism Dev Disord, 28(1), 15-23.

Smith, T., Buch, G. A., & Gamby, T. E. (2000). Parent-directed, intensive early intervention for children with pervasive developmental disorder. Res Dev Disabil, 21(4), 297-309.

Smith, T., Eikeseth, S., Klevstrand, M., & Lovaas, O. I. (1997). Intensive behavioral treatment for preschoolers with severe mental retardation and pervasive developmental disorder. Am J Ment Retard, 102(3), 238-249.

Smith, T., Groen, A. D., & Wynn, J. W. (2000). Randomized trial of intensive early intervention for children with pervasive developmental disorder. Am J Ment Retard, 105(4), 269-285.

Weiss, M. J. (1999). Differential rates of skill acquisition and outcomes of early intensive behavioral intervention for autism. Behavioral Interventions, 14, 3-22.

Meta-analisi

Spreckley M, Boyd R (2009) Efficacy of Applied Behavioral Intervention in Preschool Children with Autism for Improving Cognitive, Language, and Adaptive Behavior : A Systematic Review and Meta-analysis, J Pediatr, 154 :338-44.

Ortega JVR (2010) Applied behavior analytic intervention for autism in early childhood : Meta-analysis, meta-regression and dose–response meta-analysis of multiple outcomes, Clinical Psychology Review 30, 387–399.

Diggle TTJ, McConachie HHR. Parent-mediated early intervention for young children with autism spectrum disorder. Cochrane Database of Systematic Reviews 2002, Issue 2. Art. No. : CD003496. DOI : 10.1002/14651858.CD003496.

Riviste e buone prassi

Ludwig S, Harstall C : Intensive Intervention Programs for Children with Autism. HTA-8 : Series B Health technology assessment, Alberta Heritage Foundation for Medical Research, February 2001.

INSERM, Psychothérapie : trois approches évaluées, expertise collective (O. Canceil, J. Cottraux, B. Falissard, M. Flament, J. Miermont, J. Swendsen, M. Teherani, J.M. Thurin), INSERM, 2004 ; synthèse en ligne : www.inserm.fr/content/downlo…

Fuentes-Biggi J., dir.- Guida de buena pratica para el tratamiento de los trastornos del espectro autista, in : Revista de Neurologia, 2006, n° 7, vol. 43, pp.425-438 / traduction de Karina Alt : Guide de bonnes pratiques dans le traitement des Troubles du Spectre Autistique. Recommandations du Groupe d’Études sur les Troubles du Spectre Autistique de l’Institut de Santé Carlos III, 30 pages. http://satellite.satedi.org/IMG/pdf…

Myers SM and Plauché Johnson C : Management of Children With Autism Spectrum Disorders, Pediatrics 2007 ;120 ;1162 ; originally published online October 29, 2007. DOI : 10.1542/peds.2007-2362.

National Health Service (NHS). Scottish Intercollegiate Guidelines Network (SIGN) : Assessment, diagnosis and clinical interventions for children and young people with autism spectrum disorders. A national clinical guideline, July 2007.

National Autism Center (NAC) : Findings and conclusion. Addressing the need for évidence based practice guidelines for autism spectrum disorders. 2009 National Autism Center 41 Pacella Park Drive Randolph, Massachusetts 02368.

Tradotto da Mondo Aspie, articolo originale qui

Autismo Francia: L’Alta autorità della salute smentisce il divieto dei metodi psicanalitici e del packing

Aspettando il 6 marzo, dove sta la verità ?

Parigi, 13 febbraio 2012 (APM)

Il direttore generale dell’Alta Autorità della salute (HSA), Dominique Maigne, ha smentito lunedi’ che le raccomandazioni della buona prassi in preparazione per la presa in carico dell’autismo e dei disturbi pervasivi dello sviluppo (DPS) nel bambino e nell’adolescente vietano l’utilizzo dei metodi psicanalitici e del packing.

Il quotidiano Libération ha pubblicato nell’edizione di lunedi’ due estratti del progetto del rapporto che la HAS e l’agenzia nazionale di valutazione e della qualità degli istituti e dei servizi sociali e medico-sociali (Anesm) avrebbero reso pubblico martedi 6 marzo 2012.

Il quotidiano crede di sapere, citando due estratti del rapporto, che la HAS boccia le pratiche psicanalitiche e “vieta” il packing.

Il quotidiano citando il rapporto scrive “

In effetti, la HAS ritiene che “l’assenza di dati sulla loro efficacità e la divergenza dei pareri espressi non suggeriscono di arrivare alla conclusione della pertinenza degli interventi fondati sull’approccio psicanalitico, ne su quello della psicoterapia istituzionale” riguardo ai disturbi dello spettro autistico.

E sul packing scrive:

“Dopo un consulto giuridico  l’Alta Autorità della salute ha affermato la sua opposizione formale all’utilizzo di questa pratica, ”
Raggiunto dall’APM, Dominique Maigne ha detto che la prima citazione era corretta ma sarà certamente modificata nel rapporto definitivo e che la seconda citazione non era corretta. Ha aggiunto che l’HAS e l’Anesm sono organi scientifici che non hanno la vocazione di vietare.

Il documento in circolazione attualmente è una “bozza grossolana” approvata “da una forte maggioranza” dal comitato strategico d’orientamento dell’Anesm e dalla commissione delle raccomandazioni delle buone prassi dell’HAS, precisa.

E’ sottoposto ai membri del gruppo di lavoro e del comitato pilota, ossia “piu’ di una ventina di persone”, per la revisione. Le persone consultate possono chiedere delle modificazioni per iscritto che dovranno in seguito essere approvate dal collegio dell’HAS.

Sui metodi psicanalitici, il direttore generale della HAS indica che i paragrafi saranno certamente modificati, perchè una domanda è già stata inoltrata, per essere “meglio contestualizzata”, e insiste sul fatto che “quello che è non consensuale non vuol dire non raccomandato”.

” Il gruppo non ha potuto trovare un consenso sugli approcci analitici”, indica, riconoscendo il contesto “passionale” del soggetto. Ha detto che il lavoro di analisi della letteratura è stato portato avanti tenendo conto di queste controversie, con una scelta dei responsabili di progetto corrispondente alle “differenti scuole di psichiatria”.

Sul packing il rapporto provvisorio delibera:

“In assenza di dati relativi alla sua efficacità o alla sua sicurezza, a causa di questioni tecniche sollevate per questa pratica, e dell’indecisione degli esperti, in ragione di una estrema divergenza sul loro avviso, non è possibile concludere alla pertinenza d’eventuali indicazioni di avvolgimenti corporali umidi (detta packing), anche ristrette a un ricorso estremo ed eccezionale. La HAS e l’Anesm si sono formalmente opposte all’utilizzazione di questa pratica fuori dal protocollo di ricerca autorizzato rispettando la totalità delle condizioni definite dall’Alto consiglio di sanità pubblica (HCSP).

Il resoconto attuale del rapporto conclude ad un’utilizzazione unicamente nel quadro del protocollo di ricerca autorizzato- quello che l’HCSP avevastabilito nel 2010.

Allo stato attuale dei lavori, la conferenza stampa è confermata per il 6 marzo, indica Dominique Maigne.

La HAS e l’Anesm hanno cominciato a lavorare nel 2009 su queste raccomadazioni, e una prima versione è stata sottoposta a consultazione pubblica a metà 2011.

Tradotto da Mondo Aspie, Articolo originale qui

Francia: L’Alta Autorità della salute (HAS) rifiuta il ricorso alla psicanalisi nella presa in carico dell’autismo

Alcuni l’hanno già qualificata come una “Bomba clinica”. Un rapporto dell’Alta Autorità della salute (HAS)  che verrà pubblicato i primi di marzo, e consultato dal giornale Libération, rifiuta il ricorso alla psicanalisi nella presa in carico dell’autismo. Per via, “di una mancanza di dati ” sull’efficacità di queste pratiche.

“Catastrofica”, “revisionista”, “arcaica”, sono i termini utilizzati per descrivere l’ultima posizione dell’Alta Autorità della salute (HAS) riguardo all’autismo. E per colpa, di un rapporto sulle raccomandazioni delle buone prassi della presa in carico di questo disturbo, di cui la pubblicazione è prevista per l’8 marzo, gli esperti rifiutano il ricorso alla psicanalisi. Or dunque, questa disciplina ha sempre avuto un ruolo chiave per tentare di comprendere questo enigma umano. ” E’ come se avessimo adottato collettivamente un passo autistico, ha detto uno dei responsabili del centro di risorse per l’autismo, citato da Libération. Come se avessimo decretato la fine dell’incoscienza”.

Un altro punto di frizione tra l’autorità della salute e l’ambiente psicanalitico, il divieto del packing, pratica che consiste nell’avvolgere in un panno umido un bambino, a in piu’ riprese senza riscaldamento. “Dopo un consulto giuridico  l’Alta Autorità della salute ha affermato la sua opposizione formale all’utilizzo di questa pratica, ” indica il documento che Libération si  è procurato.

In effetti, la HAS ritiene che “l’assenza di dati sulla loro efficacità e la divergenza dei pareri espressi non suggeriscono di arrivare alla conclusione della pertinenza degli interventi fondati sull’approccio psicanalitico, ne su quello della psicoterapia istituzionale” riguardo ai disturbi dello spettro autistico.

Un’analisi che, scatena la rabbia e l’incomprensione di una parte di professionisti della salute, e invece è ben accolta da alcune associazioni di genitori.

Questi ultimi chiedono da diversi anni di rompere i legami tra l’autismo e la psichiatria a beneficio degli approcci educativi e comportamentali.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, articolo originale qui

Un altro articolo sull’argomento : http://www.lexpress.fr/actualite/sciences/sante/autisme-la-psychanalyse-desavouee-par-la-haute-autorite-de-sante_1081840.html

Autismo Francia: la reazione di Travis Thompson sul documentario “Il Muro” e il packing

Pr. Travis Thompson, PhD Licensed Psychologist, Dept. of Educational Psychology, University of Minnesota

Ho guardato le sei parti del documentario Il Muro con un misto di tristezza e indignazione.

Tristezza, perchè la Francia è stata la culla di Jean Itard, il primo che ha descritto l’autismo ed ha introdotto i metodi di rafforzamento come la comunicazione tramite dei pittogrammi (simile al PECS) per educare Victor, piu’ di 200 anni fa;

Perchè la Francia è stata la culla di Claude Bernard, il padre della fisiologia moderna, che ha sottolineato la necessità di praticare dei metodi scientifici ed escludere le cause ipotetiche dei disordini e delle malattie dell’uomo. Claude Bernard è stato all’origine del progetto mutamento della ricerca ABA reversale. La Francia è anche il paese di Louis Pasteur, una delle figure piu’ importanti della storia della medicina, è colui che ha scoperto che le malattie infettive sono causate per lo piu’ da germi, “la teoria germinale delle malattie”. I suoi lavori sono diventati la base della scienza chiamata biologia. La Francia ha una storia medica notevole, che rende il presente video ancora piu’ desolante.

Le nozioni teoriche espresse da tutti gli psicanalisti intervistati non hanno alcun fondamento empirico, e sarebbero semplicemente divertenti, o alla peggio imbarazzanti, se non fosse che, apparentemente numerose persone in Francia le prendono sul serio. E sono particolarmente ostacolanti perchè perpetuano idee pregiudizievoli e senza fondamento, iniziate da Bruno Bettelheim, sugli effetti materni nocivi che sarebbero propizi allo sviluppo dell’autimo nei bambini. Ma, queste idee da allora sono state completamente screditate. Riguardo all’autismo e al trattamento dell’autismo, tengono conto delle credenze popolari o della mitologia: come i pastori che designano le stelle e i pianeti nel cielo notturno, raccontando storie affannandosi per spiegare il movimento delle costellazioni, cercano di spiegare i disturbi dello spettro autistico dei bambini con autismo.

Sono indignato nell’apprendere che dei professionisti della medicina e degli psicologi apparentemente educati impediscono ai bambini con autismo di beneficiare dei trattamenti piu’ appropriati e dei metodi educativi che hanno dimostrato in maniera ricorrente durante ricerche controllate in diversi paesi  (Norvegia, Inghilterra , Stati  Uniti) di essere altamente efficaci nella diminuzione, soppressione e prevenzione dell’emergenza dei sintomi autistici. E’ evidente che né le associazioni professionali, né gli enti governativi non si aspettavano che gli psicanalisti intervistati per questo film non fossero al corrente della letteratura sulla ricerca scientifica clinica avente per soggetto il trattamento dell’autismo. Il primo di questi studi è stato pubblicato nel 1987,  e il piu’ recente nel 2010. Uno degli psicanalisti intervistati tratta questi interventi comportamentali come “capricci”. Ci sono stati piu’ di 20 studi in un quarto di secolo, e trattano di altre cose che non sembrano un “capriccio”.

E’ sempre di piu’ evidente che l’autismo è un disturbo neurologico che implica un cedimento dello sviluppo delle connessioni cerebrali o sinapsi.  Ci sono prove che una sinaptogenesi indotta dall’esperienza puo’ far superare alcuni di questi problemi. Propongo agli psicanalisti intervistati in questo video di leggere, Murrow e al (2008): identificare le loci e i geni dell’autismo con la tracciatura dell’ascendenza comune recente, Scienza volume 321 pagine. 2018-223. Gli autori concludono cosi : ” la relazione tra l’attività neurologica dipendente dall’esperienza e l’espressione dei geni nel periodo postnatale costituisce la base dell’apprendimento e della memoria, e l’autismo appare tipicamnete durante queste fasi tardive dello sviluppo. La nostra conclusione è che le delezioni dei geni regolate dall’attività neuronale, o dalle regioni potenzialmente implicate nella regolazione dell’espressione dei geni nell’autismo, suggerisce che dei difetti nell’espressione dei geni dipendenti dell’attività puo’ essere una causa dei deficit cognitivi nei pazienti con autismo. Per conseguenza, la perturbazione dello sviluppo sinaptico regolato dall’attività potrebbe essere un meccanismo comune o almeno un sottogruppo di mutazioni apparentemente eterogenee associate all’autismo”.

L’implicazione logica di queste conclusioni e che un’esperienza compensatrice sotto forma di intervento comportamentale intensivo e precoce è in grado di superare alcune delle conseguenze e delle deficienze dei geni a favore della sinaptogenesi,  ed è quello che ho segnalato in un articolo nel 2005 (Thomson T. 2005, Paul E. Meehl et B.F. Skinner: Autitaxia, Autotipia e Autismo. Comportamentismo e Filosofia, 33, 101) nel quale ho fatto una comparazione tra l’analisi dell’eziologia della schizofrenia di Paul Meehl con l’autismo.

Mi spiace molto vedere che continuano a prevalere tali idee in un paese sviluppato e scientificamente sofisticato come la Francia.

Tradotto da Mondo Aspie

Articolo originale :http://autismeinfantile.com/observation/reflexion-sur-lautisme/reactions-de-professionnels-et-personnes-autistes-sur-le-documentaire-le-mur-et-sur-le-packing/

Il sito di Travis Thompson : http://travisithompson.net/