“Shameful”, la vergogna, il documentario shock sull’autismo in Francia

“Shameful”, la vergogna, il documentario shock realizzato da Alex Plank e Noah Trevino sull’autismo in Francia .

L’autismo  in Francia è ancora sotto i riflettori, ma questa volta sono americani. Come  per il documentario  “Il Muro” di Sophie Robert, “Shameful” ( che vuole dire, vergognoso) rilancia il dibattito sulle condizioni dei trattamenti degli autistici in Francia. Nel programma; immagini shock e interviste a genitori disperati…Nelle sale, in autunno.

Shameful, il documentario shock sull’autismo in Francia

Un  bilancio negativo sul trattamento dell’autismo in Francia, realizzato da due giovani americani trentenni, Alex Plank e Noah Trevino, che hanno già all’attivo numerosi documentari.

“Shameful”, un documentario shock

Di questo documentario sono state diffuse solo alcune immagini: mappe di Parigi  – celebri monumenti, la rue lambda passando attraverso il Ponte des Art – riprese scure, quasi medioevali. L’insieme sopra una musica lancinante.

Il trailer è presentato da una voce di donna, in stile narrativo. E’ un estratto di un’intervista, molto toccante, tra i realizzatori e la madre di un bambino autistico. Un bambino che ha perso, di fronte ai trattamenti della psicanalisi, di fronte alla mancanza di sostegno e di risposte da parte degli esperti, ” Mio figlio si è suicidato”, dice alla fine del trailer.

Wrongplanet.net

Noah Trevino, tratta per la prima volta l’autismo nei suoi film, mentre Alex Plank non è al suo primo tentativo. Wrong Planet è un sito internet dove la tematica principale è l’autismo. Alex è il fondatore, ed è uno degli esperti americani sull’autismo, è piu’ conosciuto per il suo lavoro su Wrong Planet piuttosto che per i suoi documentari.

Shameful, il riassunto

Gli psicanalisti, in Francia, hanno deciso che l’autismo è una malattia psicologica causata nel bambino dalla madre per via delle sue scelte sessuali. La Francia rifiuta di dare alle famiglie aiuto morale e finanziario. I due realizzatori hanno viaggiato attraverso il paese intervistando numerose famiglie che si battono per ottenere aiuto per i loro bambini autistici.

 Shameful analizza la terribile situazione nella quale si trovano le famiglie di soggetti autistici n Francia, la mancanza di sostegno finanziario da parte dello Stato e la disinformazione pubblica degli esperti francesi. Una soluzione, scelta da numerosi genitori è quella di inviare i loro bambini in Belgio in modo che possano ricevere le cure adeguate.

Uno studio stima un tasso dell’80% di bambini autistici in Francia che non sono autorizzati a frequentare la scuola. Il film uscirà nelle sale nell’autunno 2012.

Tradotto  e riadattato da Mondo Aspie: Fonte Vivrefm.com

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Autismo: Intervista a Laurent Mottron, l’autistico artista e disegnatore

Laurent Mottron commenta il documentario dal titolo: L’autistico disegnatore, dalla percezione all’arte.

Laurent Mottron, è professore del Dipartimento di psichiatria dell’Università di Montreal e direttore del programma autismo dell’Ospedale Rivière-des-Prairies (Montreal). E’ anche l’ideatore del centro d’eccellenza dei disturbi pervasivi dello sviluppo dell’Università di Montreal (CETEDUM), branca del CENUM affiliato al Centro di ricerca Fernand-Seguin. 

Ecco una trascrizione di Laurent Mottron, che ha commentato lo stile grafico dei tre disegnatori presentati nel documentario: L’autistico disegnatore, dalla percezione all’arte.

Pierre Godefroy dipinge  paesaggi urbani utilizzando colori vivaci, Miguel Angelo disegna elettrodomestici nello stile di un vecchio catalogo e Jules Guermonprez (11 anni) riproduce scene di battaglia ambientate nei paesaggi dell’antica Roma utilizzando una tecnica delle linee:

Laurent Mottron, medico e ricercatore:

Ormai conosciamo bene i disegnatori prodigio come Stephen Wiltshire ( Autismo e Sindrome di Savant, Stephen Wiltshire ), che sono capaci di riprodurre a memoria, una città dopo averla sorvolata in elicottero. In effetti, sono molti gli autistici che disegnano anche se le loro performance, seppure impressionanti, non sono cosi’ eccezionali come quelle di Stephen Wiltshire. Ed è di questo che parliamo. I disegni degli autistici,  che siano eccezionali oppure un po’ meno, riflettono sempre le particolarità percettive che oggi ci sono ben note e ne esistono di tre tipi:

–  La prima particolarità  è che differenziano meglio a livello percettivo rispetto alle persone non autistiche. Un po’ come i pixels di una macchina fotografica, hanno una precisione nella capacità di differenziare superiore alla nostra.

–  La seconda particolarità è che la loro percezione si orienta spontaneamente verso degli aspetti locali del mondo. Questo non vuole dire che non sappiano trattare gli aspetti globali, la forma complessiva di una figura. Ma che spontaneamente la loro percezione è fissata verso un livello del dettaglio superiore alla nostra.

– La terza particolarità,  che è piu’ astratta, è che la loro percezione è piu’ autonoma. Noi deformiamo il mondo, in particolare quando lo disegnamo in funzione del significato che gli diamo. Cosi’ un bambino piccolo disegnerà la testa piu’ grande del corpo, poichè  la testa trasmette piu’ messaggi sociali. In ogni caso, da come la interpretiamo, non rappresenterà la testa in scala.  Gli autistici, sono perfettamente capaci di vedere che un volto trasmette un significato differente dal resto del corpo. Ma quando disegnano, disegnano le cose come le vedono. E in ogni caso, sono capaci di farlo. Possono anche trasporre, ma accedono ad una realtà del mondo non trasformata  dalla percezione, che è ovviamente essenziale nel disegno, perchè gli dona l’accesso quasi automatico e senza sforzi nella terza dimensione, rispetto a noi.

Partendo da questo, si potrebbe pensare che sono veramente capaci di scattare foto del mondo. Non è esattamente cosi’. Per esempio, per Miguel i volti sono un problema. Perchè sono un problema? Ebbene, questo puo’essere un problema perchè a livello  fisico, un viso si muove per tutto il tempo, parla e si agita ed invia un’enormità di segnali. E a volte l’aspetto sociale di un volto, la sua dinamica  e il suo aspetto cosi’ multimodale (un viso è spesso qualche cosa che vediamo e che ascoltiamo) sembra mettere gli autistici in una situazione di difficoltà relativa. In ogni caso anche se non conosciamo esattamente il loro livello di difficoltà, l’elaborazione delle facce e meno piacevole  e facile da riprodurre rispetto al mondo inanimato. Ed è per questo che la maggior parte degli autistici è attratta da  cose inanimate. Si interessano agli oggetti, agli edifici e alla meccanica. Nel documentario, ciascuno dei tre disegnatori ha il suo tema. Degli edifici per uno, degli elettrodomestici per il secondo e dei personaggi o piuttosto uniformi, truppe ed edifici dell’antichità greca e romana per il terzo.

Notiamo anche che, un artista autistico è la combinazione di due elementi:

– da un lato un tema elettivo

– dall’altra parte un tipo selettivo di trasformazione. Uno degli  artisti seleziona solo colori uniformi, che include in una sorta di disegni stilizzati tridimensionali di edifici. Il secondo, fa quasi il contrario tiene solo il contorno dei personaggi senza colorarli. Si tratta beninteso di una trasposizione. Il terzo Miguel, ha scelto un sottoinsieme del  mondo che sono degli oggetti, e poi trasformerà il tutto  in uno stile di vecchio catalogo  quebbechese.      

Gli artisti autistici sono degli artisti che si interesseranno solo ad un tipo di oggetti piuttosto che ad altri. Ci sono artisti che preferiscono dipingere mazzi di fiori e altri che amano rappresentare fabbriche, anche se probabilmente cio’ è meno esclusivo in un artista non autistico che in un artista autistico. C’e’ strettamente parlando uno stile pittorico, che è una trasposizione caratterizzata da cio’ che decidono di disegnare, una certa dimensione (il colore e il contorno), e poi all’interno di questa restrizione, combinarla e farne una composizione.

Un artista autistico è prima di tutto un artista. E qualcuno che sceglie una parte del mondo, che la traspone per poi reinserirla nel mondo tramite la sua arte, che si puo’ vendere, e puo’ anche comunicare attraverso l’arte. Quello che hanno di comunicante gli artisti autistici da offrire al mondo, e la loro arte, e funziona molto bene.

Ci sono artisti autistici quasi muti, questo non è il caso dei tre disegnatori del documentario. I primi due parlano poco e utilizzano il linguaggio in maniera riservata. Il terzo Jules ( 11 anni), parla tantissimo, e cio’ è tipico della Sindrome di Asperger, parla in modo libresco con parole sofisticate  rispetto ai  bambini della sua età. Ma nonostante tutte queste differenze, vediamo che abbiamo a che fare con artisti e un movimento generale che consiste a non spiegare tutto della produzione di un autistico, come dei sintomi o segni di un deficit, ma piuttosto come delle opere che partono da un cervello chiaramente differente. Delle produzioni e modalità d’inserzione nel mondo che sono sotto tutti gli aspetti identiche a quelle che altri rappresentanti dell’umanità sono in grado di produrre.

Il documentario si’intitola: L’autistico disegnatore, dalla percezione all’arte, realizzato da: Alain Bouvarel, Richard Martin, Pierre H. Tremblay. Prodotto da CECOM Montréal/CNASM Francia.

Tradotto e riadattato  da Mondo Aspie, tratto dal blog di una mamma che ha un bambino autistico che si chiama Pablo e fa dei disegni bellissimi, questo qui sotto è opera sua, cliccate qui  per vederli e per leggere se volete  la versione originale di questo articolo in francese. Monenfantbleu.canalblog.com

 

 

Francia: Autismo e psicanalisi, comprendere la polemica nata intorno al documentario “Il Muro”

Riassunto: Il documentario “Il Muro, la psicanalisi alla prova dell’autismo” è stato censurato dalla giustizia. Attentato alla libertà d’espressione ? Ritorniamo su quei 52 minuti che hanno messo il fuoco alle polveri.

A suo tempo, ci fu “The Wall”, versione Pink Floyd, ma, oggi, è un “Muro” alla francese che scatena le passioni. 4 anni di indagini, 40 psicanalisti francesi intervistati, 60 ore di riprese… Ma sono bastati 52 minuti per mettere le lobby psichiatriche in subbuglio. ” Il Muro, alla prova dell’autismo” è un film documentario realizzato da Sophie Robert che ha scatenato ben piu’ di una viva polemica poichè è intervenuta la giustizia. Al momento della sua uscita nel settembre 2011, ha scatenato un polverone. Diventato rapidamente tossico…

Per i genitori: un abuso concesso

La documentarista si è recata in centri ospedalieri per intervistare psichiatri e psicanalisti, la maggior parte vere “competenze” che impiegano la psicanalisi nella presa in carico dei bambini autistici. Con l’idea, e bisogna dirlo, chiaramente espressa, di denunciare l’arcaismo e le aberrazioni di questo tipo di sostegno. Questo ha causato un  eco attraverso numerosi scienziati nel mondo, e anche tramite la maggior parte delle associazioni di genitori di bambini autistici che deplorano un “reale maltrattamento”. Secondo Mireille Lemahieu, membro del collettivo “Ensemble pour l’autisme” che raggruppa la maggior parte delle associazioni di genitori, tra cui Autistes sans frontières che ha cofinanziato il film, gli psicanalisti hanno propositi totalmente fuori luogo e antiscientifici. ( Per capire meglio questo dibattito leggere l’articolo:  “Autismo, la guerra dichiarata” ). 

Gli psicanalisti gridano alla trappola

Dall’altra parte, alcuni intervistati gridano alla parte presa e insorgono contro una propaganda, senza rigore e disonesta. I medici intervistati dichiarano che le immagini sono state manipolate e portate fuori dal loro contesto. Nonostante numerosi genitori continuino ad ascoltare queste parole e accuse, principalmente durante gli incontri con le madri, negli ambulatori dove i loro figli sono seguiti… E, anche se alcune frasi pronunciate difficilmente possono creare confusione… Questo film sarebbe dunque un montaggio grossolano, un florilegio di trappole successive, un approccio parziale alle loro competenze e ai loro impegni ? “Come è possibile che Pierre Delion ( medico psichiatra e psicanalista francese) non sia stato interrogato su cio’ che predica, per avere una neuropsichiatria integrativa, che unisce le neuroscienze, il cognitivismo, la psicanalisi, il comportamentalismo ?”, si chiedono i “39 contre la nuit sécuritaire” , un collettivo di psichiatri. Criticano anche il “cast” e la mancanza di eclettismo perchè nessun membro dell’associazione del CIPPA (Coordinazione internazionale tra psicoterapeuti e psicanalisti che si occupa di persone con autismo) è stato sollecitato.

Sophie Robert condannata

Sophie Robert viene denunciata per diffamazione. Il film è uscito nel settembre 2011, il verdetto il 26 gennaio 2012 ! E’ quasi una comparizione immediata… Le lobby psichiatriche rivelano in questo l’enorme influenza. Sophie Robert è accusata di aver realizzato un montaggio che manipola i propositi degli intervistati facendoli uscire dal loro contesto. Il tribunale di Lille ha condannato la realizzatrice a cancellare le interviste incriminate, e a ritirare il film dal sito Autiste sans Frontières   (da parte loro, l’associazione  è rilassata) e a versare la somma di 12.000 euro a querelante, ossia 36.000 euro !

Questa decisione della giustizia non ha impressionato l’associazione internazionale dei giornalisti che in nome della libertà d’espressione, ha depositato un ricorso presso il tribunale di Lille. Numerosi media insorgono contro questa censura. ” Con una  tale giurisprudenza, spiega l’avvocato di Sophie Robert, il documetarista non ha piu’ il diritto di esporre il suo punto di vista nel montaggio. Michael Moore (realizzatore americano di documentari senza concessione, ndr ) sarebbe vietato in Francia ! “.

La mobilizzazione si organizza…

Negli Stati Uniti, una mobilizzazione “pro Muro” ironizza sugli arcaismi alla francese. Il New York Times s’interessa all’argomento, poi l’International Herald tribune (240.000 esemplari) che, il 20 gennaio 2012, intitola: “Furor over treating autism in France qui il pdf “  (Follia furiosa nel trattamento dell’autismo in Francia). Durante un festival a New-York, il film ha ricevuto un ovazione. In occasione di una conferenza stampa negli Stati Uniti, Sophie robert ha denunciato ” la deriva settaria del movimento psicoanalitico francese e la sua influenza sulla società francese “, precisando tuttavia che “non tutti gli psicanalisti sono coinvolti da questa deriva , e che al contrario, alcuni la denunciano”. Un’associazione e un sito sono stati creati ” Soutenons le mur” e anche una pagina su Facebook .

La diffusione del film è stata vietata, ma è disponibile sul sito. Ognuno si faccia la propria opinione… in seduta privata, sotto il mantello !

Pubblicato il : 24/02/2012

Autori : Handicap.fr – E.Dal’Secco http:www.handicap.fr

Tradotto da Mondo Aspie, articolo originale qui:

http://informations.handicap.fr/art-infos-handicap-2012-811-4635.php

Autismo Francia: genitori di bambini con altre disabilità insorgono contro la psicanalisi

Psicanalisi: Genitori di bambini con altre disabilità insorgono

I genitori di bambini sofferenti di disturbi dell’apprendimento o del linguaggio affrontano le stesse difficoltà delle famiglie con soggetti autistici.

Vincent Lochmann, rappresentante della Federazione francese dei dys ( persone con  disturbi del linguaggio, della scrittura o della coordinazione dei gesti),in italiano (DSA, disturbi specifici apprendimento), reagisce al rapporto dell’Alta Autorità  della salute che sconsiglia la psicanalisi nella presa in carico dell’autismo.

A cosa vi riferite quando dite, in un comunicato, che “i bambini autistici non sono le sole vittime della psicanalisi”? 

Molti bambini che soffrono di disturbi del linguaggio orale (disfasia), scritto (dislessia) o della coordinazione dei gesti (disprassia), e le loro famiglie sono stati vittime vittime delle stesse teorie e delle stesse pratiche utilizzate sui bambini autistici: madri accusate di essere troppo distanti o troppo fusionali, padri poco presenti, complesso di Edipo mal risolto, “segreto famigliare”, assenza del “desiderio di parlare”. Degli psicanalisti o degli psichiatri continuano ad utilizzare un unica chiave di lettura freudiana per questi disturbi, in particolare nei CMPP (Centri medico-psicopedagogici), nonostante si siano accumulati dati a favore dell’ipotesi dell’origine in parte genetica dei disturbi del neurosviluppo, come dimostrato dall’Inserm  (Istituto Nazionale Sanità e Ricerca Medica ) e da Franck Ramus, direttore di ricerca al CNRS (Centro Nazionale Ricerca Scientifica)  e membro del comitato scientifico della nostra Federazione.

I bambini con DSA sono vittime come i bambini autistici, di un ritardo sulle diagnosi ?

In effetti molti bambini si trovano in erranza terapeutica, e quando  finalmente vengono diagnosticati è spesso troppo tardi, molti anni di scolarizzazione sono andati persi, e nel corso degli anni le difficoltà si sono sovrapposte al disturbo iniziale: fallimento scolastico, perdita di stima in se stessi, disturbi psicologici e conflitti famigliari….

Che cosa raccomandate ?

I bambini con DSA hanno bisogno di una diagnosi multidisciplinare, che includa almeno una valutazione del linguaggio e un bilancio neuropsicologico. Questa è indispensabile per mettere in atto una presa incarico globale che includa una rieducazione adatta al profilo cognitivo specifico del bambino. Di qui l’importanza di una diagnosi precoce, senza aspettare alcun “desiderio” e sensa passare per una lunga fase di osservazione formale.

Questa presa in carico globale include un elemento psicologico o psichiatrico?

In caso di bisogno, certo. Una parte dei bambini con DSA hanno disturbi psicologici o psichiatrici, spesso conseguenti alla situazione di fallimento e indigenza nella quale sono immersi. Ma queste difficoltà non costituiscono la causa primaria dei loro disturbi. La presa in carico psicologica  non si deve applicare al posto di una rieducazione. In piu’,  i metodi di rieducazione come quelli della  psicoterapia devono essere valutati e dimostrare la loro efficacità, oggi dolorosamente carente.

Tradotto da Mondo Aspie, articolo originale qui