Autismo e psicanalisi: La neurobiologia ha fatto saltare un sacco di panzane

psikea freud autismo05/04/2013 .Dopo Bettelheim, che nel 1967 colpevolizzava le madri, anche la Francia cambia parere. Analisti al largo dagli autistici. La neurobiologia ha fatto saltare un sacco di panzane

Anche la Francia è arrivata a una svolta nella cura dell’autismo. Con enorme ritardo rispetto a paesi come gli Stati Uniti, il dogma della psicanalisi come terapia infallibile (o, dicono in molti, il mito del lettino) è stato messo in discussione, alla luce delle ultime conoscenze mediche e scientifiche.

Non si tratta più di correggere una relazione distorta tra il bambino ammalato e sua madre, ma di imparare nuove forme di comportamento e di reazione all’ambiente circostante.

Oltreoceano questa presa di coscienza è avvenuta da più di vent’anni, mentre a Parigi e dintorni soltanto da poco le autorità sanitarie si sono rese conto che la dottrina di Sigmund Freud non ha molto a che vedere con l’autismo, che pregiudica lo sviluppo neurologico del bambino. Il perno attorno a cui ruota la vecchia e radicata convinzione è un libro dello psicanalista austriaco Bruno Bettelheim (La fortezza vuota: l’autismo infantile e la nascita del sé) uscito nel 1967. In quest’opera si sostiene che i guai per gli autistici derivano da un rapporto inadeguato con la propria mamma, definita madre frigorifero, dal quale occorre uscire attraverso una terapia riabilitativa.

Da tempo, invece, le associazioni francesi che raggruppano le famiglie dei piccoli malati, deluse dalla psicanalisi, chiedevano di percorrere strade alternative. Ma le loro richieste sono state sovente accolte con scetticismo, quando non con supponenza, dagli ambienti che governano la salute pubblica. Soltanto di recente il ministro dell’handicap, Marie-Arlette Carlotti, ha deciso di ascoltare attentamente chi vive in prima persona il dramma dell’autismo, cioè i genitori dei malati.

Intanto in America prendevano sempre più piede le tecniche comportamentali ed educative. A partire dagli anni 1990 lo sviluppo della neurobiologia e della genetica ha sparigliato le carte. Ha cominciato ad affermarsi l’idea che l’autismo derivi da anomalie di carattere cerebrale, con una forte componente genetica, e che l’atteggiamento dei genitori non c’entra nulla. Ecco perché in molti paesi industrializzati sono state avviate campagne di diagnosi precoce tra l’infanzia ed è stato adottato un modello di cura di tipo comportamentale: si tratta di apprendere come affrontare la vita giorno per giorno per cercare di essere il più possibile autonomi.

Ora che la Francia ha preso coscienza di questi cambiamenti, rimane comunque un notevole ritardo da recuperare. Non solo la maggioranza dei terapisti si è formata alla scuola di Freud e dei suoi seguaci, tra cui il francese Jacques Lacan, ma ancora oggi all’università della Sorbona la formazione avviene per lo più sulla base delle teorie psicanalitiche. Inoltre la resistenza degli ambienti freudiani si è fatta sentire a lungo.

Nel 2004 la direzione generale della sanità concluse che le uniche psicoterapie ad aver dimostrato efficacia erano quelle cognitivo-comportamentali.

Di fronte alla sollevazione degli psicanalisti l’allora ministro della sanità, Philippe Douste-Blazy, fece togliere questo rapporto dal sito Internet ministeriale. Fino a marzo del 2012, quando le raccomandazioni sull’autismo dell’Alta autorità per la salute classificarono la psicanalisi tra gli interventi non consentiti. E ora non resta che cominciare un nuovo cammino.

Fonte: Italiaoggi.it

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Autismo Italia: La mia vita con un figlio autistico, ” Il comune nega l’assistenza “

autistico comune nega assistenza 1Quando lo guardo di spalle nel suo  andare dinoccolato e il suo procedere caratteristicamente altalenante, il suo  passo sicuro e al contempo stralunato, sarei capace di riconoscere mio figlio  anche fra mille. Vi hanno mai parlato di ‘Autismo’? La domanda si appalesò dopo  un pomeriggio trascorso al Policlinico in una lunghissima seduta. “Disturbo generalizzato dello  sviluppo, della relazione e della comunicazione: Sindrome Autistica” la  diagnosi scritta su un foglio di carta intestata della Cattedra di Neuropsichiatria  Infantile dell’ Università di Napoli. Non ce ne rendevamo conto: la nostra vita era  già cambiata. Ce ne siamo dovuti rendere conto forzatamente, in quel momento  non sapevamo cosa ci aspettava, ma ce ne potemmo accertare immediatamente  iniziando la trafila burocratica per avere il riconoscimento di persona  portatrice di handicap. Quella parola cominciava a fare capolino all’interno  del mio vocabolario e non ne sarebbe più uscita.  La prima visita all’ASL di competenza a Napoli mi fece confrontare con  un neurologo (non neuropsichiatra ma neurologo) che ammise candidamente di non  conoscere la patologia ma al contempo mi concesse una terapia riabilitativa a  base di Psicomotricità e Logopedia (che solo dopo ho scoperto essere prassi sì  ma del tutto inutili). Il bello, si fa per dire, arrivò al momento della visita  (un’altra) per la concessione del riconoscimento ai sensi della L.104/96,  quando una commissione di soloni dell’ASL NA 1 squadrandoci da capo a piedi e  di fronte a mio figlio che girava all’impazzata nella stanza in preda ad  un’ansia che moltiplicava la sua iperattività, ci elargiva quel marchio  che mai avrei voluto: “Minore incapace a svolgere gli atti della vita  quotidiana”. Con quel marchio mio figlio è  arrivato a scuola dove, mentre i compagni ad ogni livello lo hanno sempre  accolto e finanche protetto anche quando i suoi atteggiamenti strambi erano  molti più di quelli che sono oggi dopo quindici anni di terapia, mi sono dovuto  confrontare con l’assoluta mancanza di cognizione di causa degli insegnanti e  pregare – io ateo convinto – ogni anno d’incontrare una persona (una maestra,  un professore) di buona volontà perché nessuna scuola ha in suo carico profili  professionali formati per trattare bambini autistici e a molti non importa  proprio. Il problema più grosso era che mio figlio non era autonomo per le  funzioni fisiche primarie e il problema ancora più grosso era che a provvedere  a inviare gli assistenti materiali a scuola deve essere il comune e ogni anno è  sempre stata una lotta immane, prima i volontari, poi le cooperative, poi  Napoli Sociale fino a quest’anno quando il sindaco ha indetto la gara annuale  per il servizio a metà ottobre, un mese dopo l’inizio della scuola e ancora  adesso il servizio non è attivo. Un soggetto autistico avrebbe bisogno di una  presa in carico totale in cui famiglia, servizio sanitario, scuola e ogni altro  soggetto interessato dovrebbe interagire con l’altro per il suo miglioramento  ma tutto ciò a Napoli, ma non solo qui in verità, non è possibile. Fin da subito  ho dovuto capire che mio figlio aveva bisogno di me e potevo cercare di dargli  qualcosa solo se mi fossi dedicato completamente a lui, ovviamente sia il  lavoro che la vita interpersonale sono diventati per me – ma anche per tanti  altri familiari di persone autistiche- aspetti secondari.  Quotidianamente ci scontriamo con  regole assurde. Mio figlio è sottoposto a visita di revisione ogni due anni  quando è risaputo che l’Autismo è una patologia a vita ma l’INPS non lo sa, con  l’indifferenza delle persone. All’ufficio H del Comune mi recai un giorno per  chiedere il famoso dischetto per il parcheggio. Su questo punto non c’è una  regola, ogni Comune fa come gli pare. L’ impiegato dell’ufficio H cortesemente  e fermamente mi disse e mi fece costatare che l’Autismo non rientra nell’elenco  delle patologie ammesse all’agevolazione; mi disse testualmente: “suo figlio  deambula tranquillamente, non ne ha bisogno”. Certo, mio figlio non gira su una  sedia a rotelle; mio figlio è un ragazzo dai tratti gradevoli (qualcuno dice  bello); ha anche delle capacità canore; ma mio figlio canta dovunque si trovi,  tocca le persone che incontra e specie quelle con gli occhiali, si arrabbia per  un nonnulla. Mio figlio è capace di slanci affettivi (abbracci, baci, strette  di mano) che ti lasciano senza fiato ma è capace anche di ingaggiare una lotta  fisica in cui la sua forza si centuplica rispetto al suo peso. Ha una capacità  innata nel capire chi lo accetta e chi no.  E non è mica finita qui. Ora  compirà diciotto anni e scomparirà come persona, perché in Italia un autistico  esiste solo fin tanto che va a scuola o in riabilitazione, dopo diventa solo un  peso per la società che lo rinvia al mittente familiare.

Gianni  Tortoriello

Fonte: Parallelo41.net

L’Aspie-Cane

Questo è Pippo un cuccioletto meticcio che ho regalato a mio figlio Aspie per Natale. E’ stato subito amore a prima vista tra quei due. E’ incredibile l’effetto positivo che gli animali possono avere su questi ragazzini. Aspie è praticamente cresciuto tra i cani e nella casa dove abitiamo adesso sentivamo decisamente la mancanza di un amico a quattro zampe. Un cane responsabilizza, perchè va seguito e curato. Bisogna accompagnarlo al parco, giocarci, dargli da mangiare, coccolarlo e inoltre ha un effetto terapeutico, è un’ottima variante spezza-routine che riesce anche a distogliere un po’ l’attenzione dagli interessi troppo “ristretti”. Pippo, sarà anche la mascotte ufficiale del sito Mondo Aspie e correremo insieme per l’autismo e la sindrome di Asperger. Benvenuto PIPPO.

Pippo

Autismo torture Italia: Autistico legato con cinghie da un mese

Ieri mattina l’assessore alla sanità del Veneto ha avuto una riunione con i dirigenti medici e la famiglia. Il diciottenne autistico ricoverato a Caprino da un mese viene legato al letto con cinghie. La denuncia dei genitori: “C’è un centro adatto a Vicenza ma l’Ulss non vuole pagare”.

Caprino. L’assessore regionale alla sanità ieri mattina li ha convocati tutti. Prima, i genitori di Nicolò assistiti dall’avvocato Tezza. Dopo, gli psichiatri dell’Ulss 22 che hanno in cura il ragazzo a Caprino. Li ha voluti ascoltare «dal vivo» per cercare di «trovare una soluzione che metta fine a questa vergogna». La «vergogna» sono le cinghie con cui Nicolò, diciottenne autistico, da un mese viene legato al letto di notte e in alcuni momenti del giorno. «Non c’è personale specializzato per assisterlo», era stata la denuncia dei familiari, «quindi siamo costretti ad accettare l’umiliazione delle corde, anzi, ci tocca anche firmare una sorta di liberatoria nei confronti della struttura e così diventiamo noi i carnefici di nostro figlio, siamo a noi a condannarlo a questo obbrobrio». Si commuove papà Stefano: «Ma quale genitore vuole vedere un figlio legato al letto mani e piedi? O ammanettato quando esce a passeggaire nel giardino dell’ospedale? La verità è che per Nicolò, per noi, qui, non ci sono alternative: è ormai da un mese che il trattamento avviene attraverso questi strumenti da Inquisizione e con pesanti farmaci e non ci va bene: con le ultime forze che ci restano, siamo pronti a dare battaglia per ottenere la giusta cura per Nicolò, che è l’inserimento in un centro terapeutico-occupazionale. Tutto il resto, l’abbiamo provato in questi 18 anni, non serve: il ricovero qui in psichiatria, se continua ancora, lo riduce ogni giorno di più a un vegetale». Coletto ieri ha convocato le parti, in momenti diversi, per raccogliere informazioni. «Posso solo dire», ha poi commentato l’assessore, «di essere convinto che la cosa si sistemerà al meglio per Nicolò e per la sua famiglia. L’esito dei colloqui è stato positivo, sono fiducioso». Parola, quindi, mantenuta. I fatti, però, ancora non arrivano. Se da un lato infatti c’è l’entusiasmo della «politica» abituata ai tempi lunghi e alle soluzioni da trovare un passo per volta, dall’altra c’è lo sconforto della famiglia che dall’incontro di ieri sperava di uscire già con una «data», quanto meno un nulla osta, per il trasferimento di Nicolò. «Vorremmo che si agisse e basta nel suo interesse», è infatti sbottato il papà, «i giorni passano e lui continua ad essere nella stessa alienante condizione da un mese. E non va bene. C’è solo una cosa da fare: ricoverarlo nel centro di Vicenza individuato dagli specialisti per curare il suo autismo. L’Ulss 22 deve semplicemente dare l’ok e farsi carico della spesa. Tutto il resto, per noi, è prorogare ulteriormente l’agonia che dura da un mese e che, prima dell’estate, è andata avanti per otto: non ne possiamo più. Questa non è vita per nessuno. Siamo stremati ma pronti a tutto per vedere rispettati i nostri diritti».  Intanto, sul dramma della famiglia Panziera, aleggia pure l’ombra del tribunale: il 13 dicembre il giudice tutelare a cui si sono rivolti gli psichiatri dell’Ulss 22 esaminerà il progetto terapeutico per Nicolò. «Sarebbe importante per tutti arrivare ad una soluzione fuori dalle aule di giustizia», ha infatti spiegato l’avvocato Maria Luisa Tezza, «mi auguro che l’assessore, con il suo intervento, riesca ad evitare questa spiacevole tappa. Se non ci riuscisse, andremo giù pesante, spareremo le bombe messe da parte per la battaglia di diritto e di dignità che siamo pronti ad iniziare contro l’Ulss 22». «In effetti», conferma il papà di Nicolò, «siamo esasperati e stamattina avremmo preferito un confronto diretto, davanti all’assessore, per smascherare le responsabilità di chi effettivamente, in tutta questa vicenda, qualche colpa ce l’ha».  L’ultima parola, di nuovo, a Coletto. «Questi genitori hanno tutta la mia comprensione e, se possibile, solidarietà. Quello che vivono è terribile. Ma sono fiducioso: stamattina ho avviato un dialogo positivo con i responsabili dell’Ulss 22 e credo davvero questa triste vicenda possa chiudersi bene, in tempi ragionevoli, nell’interesse di Nicolò. Capisco bene il bisogno della famiglia di avere subito una soluzione ma invito tutti ad attendere gli eventi che, posso garantire, arriveranno in tempi veloci».

Fonte: L’arena.it

Autismo Italia: Notizia incredibile, Ruby è autistica !!!

Una notizia sconvolgente si sta diffondendo in queste ore in Italia : Ruby  Rubacuori soffrirebbe di una forma di autismo…. forse si chiama la sindrome del Bunga Bunga ?

Ruby: psicologa, soffriva forma autismo  .

Teste, ha raccontato che il padre la picchiava

Ha parlato di Ruby come una adolescente con ”un livello di stress psichico molto alto” che l’aveva portata a ‘rifugiarsi’ in ”un mondo immaginario” Maria Teresa Napoli, la psicologa dell’Asl di Catanzaro convocata come teste della difesa Berlusconi al processo con al centro la giovane marocchina.     La psicologa che ha seguito la giovane quando venne ospitata nella comunita’ di Badolato (Catanzaro) ha raccontato di aver compilato un paio di relazioni scritte e di aver fatto con Kharima el Marough tra i 15 e i 20 colloqui da cui era emerso che la ragazza soffriva di una ”forma autistica”.

”Era – ha spiegato – un’adolescente che era arrivata al limite di una sofferenza psichica che la portava a spostarsi in un mondo immaginario, a fuggire dalla realta’ come un meccanismo di difesa”. La testimone che ha descritto Ruby come una ragazza ”intelligente, veloce”, ha anche spiegato che ”aveva raccontato anche situazioni in cui non c’era riscontro”. Aveva detto anche dei ”maltrattamenti subiti dal padre, che la picchiava quando tornava da scuola perche’ voleva seguisse le regole rigide della sua religione. Pero’ poi diceva che era un uomo buono, che non picchiava la madre e che aveva autorizzato sua sorella a stare a Las Vegas, una sorella che non esisteva”.

La testimone, rispondendo alle domande del procuratore aggiunto Ilda Boccassini, ha affermato di ”non ritenere di essere stata presa in giro da Ruby perche”’ le sue ‘bugie’, ”erano dovute a una forma autistica legata ad alto stress e alla sofferenza”. Per la psicologa la marocchina aveva una personalita’ ”scissa, tra una cultura moderna che la voleva tenere in un determinato spazio e il padre che la voleva mettere in un altro spazio”.

”Una volta mi ha detto che doveva ricevere dal Presidente Berlusconi settemila euro, un’altra volta 5 milioni e un’altra ancora 20 mila euro”. Lo ha spiegato in aula al processo Ruby a carico di Berlusconi, Sergio Pennunto amico di Catania della marocchina e che accompagno’ la ragazza al Cosmoprof a Bologna nell’aprile 2010 quando voleva acquistare le attrezzature per aprire un centro estetico.    Il testimone, oltre ad affermare che Ruby le aveva parlato di ”svariate somme” che doveva avere dall’allora premier, ha aggiunto, ”di bugie ne ha dette cosi’ tante, ha creato castelli su castelli, non le ho dato credito. Forse voleva attirare l’attenzione su di se”’

Fonte: Ansa.it

Autismo: La psicanalisi francese denunciata come “deriva settaria” da una ONG statunitense

Davide Heurtevent, vice presidente ARW

Autismo: La psicanalisi francese denunciata come “deriva settaria” da una ONG statunitense

Dopo la pubblicazione della sua posizione, l’11 novembre 2012 contro i movimenti psicanalitici francesi, assimilati a dei “movimenti settari”, l’associazione Autism Rights Watch (Difesa dei diritti dell’autismo) ha pubblicato una lettera aperta indirizzata alla Miviludes (Missione francese interministeriale di vigilanza e lotta contro le derive settarie ) per denunciare l’influenza settaria della psicanalisi sulle elites mediche, il servizio radiofonico pubblico e il governo francese”.

Gli autistici e le loro famiglie sono oggetto di una guerra sempre piu’ violenta tra i differenti approcci terapeutici che dovrebbero aiutarli.

In questo conflitto, la psicanalisi e nello specifico quella freudiana, ha subito attacchi senza precedenti. L’ultimo in data è quello della nascita di una nuova associazione, registrata negli USA ma molto attiva in Francia, Autism Rights Watch (Difesa dei diritti dell’autismo), di cui i membri fondatori sono degli autistici.

AWR chiede immediatamente il divieto di praticare il “packing”, una tecnica basata sull’ avvolgimento delle persone autistiche in panni umidi e refrigerati, pratica qualificata come una “tortura”. Con questo obbiettivo, hanno organizzato una manifestazione pubblica che si è tenuta  a fine settembre presso l’università di Caen durante le Giornate nazionali dell’Ancra (Associazione nazionale dei centri risorse autismo).

La ricerca sul “packing” autorizzata

Pratica del Packing

Insieme all’associazione « Vaincre L’Autisme » e al collettivo  « Soutenons Le Mur », ARW sta portando avanti una campagna di protesta contro il fatto che la direzione generale della salute (DGS) si dice “contraria” a questa pratica pero’ autorizza un programma di ricerca sul packing (1) condotto dal professore Pierre Delion, il promotore del packing in Francia.

“I professionisti usano l’argomento del divieto “velato” della pratica per difendere meglio la ricerca e la formazione al packing. Hanno capito l’interesse a utilizzare la ricerca e il dibattito scientifico in corso come argomento che gli permette di continuare ad applicare queste pratiche”.

All’inizio di novembre Autism Right Watch ha pubblicato ” una posizione ufficiale” che assimila i movimenti psicanalitici francesi a dei “movimenti settari”.

La psicanalisi: “influenza settaria sulle elites” 

L’associazione vede nell’organizzazione di una giornata consacrata alla psicanalisi e a Freud dall’antenna radiofonica  France Inter, venerdi 9 novembre 2012, “un ulteriore segno dell’influenza settaria della psicanalisi sulle elites mediche e sul governo francese. (…) La psicoanalisi è una pseudoscienza e non è un metodo di cura provato scientificamente.(…) Abbiamo constatato che nessuna domanda è stata posta sulla reale efficacità della psicanalisi o sulle alternative terapeutiche. Abbiamo anche notato l’assenza di un dibattito contradditorio. L’organizzazione di questa giornata conferma l’influenza della psicanalisi nei servizi radiofonici pubblici francesi. Per l’ONG, ” la psicanalisi mostra chiaramente i segni evidenti di un influsso settario installato in Francia”.

Estendere il concetto di “apologia di reato”

Questa è la ragione per la quale è stata pubblicata all’inizio di novembre una  « lettera aperta » alla Miviludes ( Missione interministeriale di vigilanza e lotta contro le derive settarie). Che propone di estendere il concetto di “apologia di reato” previsto nella legge di stampa del 29 luglio 1881 , ai ” propositi e atti che attentano ai diritti delle persone handicappate (Convenzione del 3 maggio 2008). Il packing è preso in causa in questa proposta ed in generale anche la psicanalisi, come pratica non provata scientificamente e settaria.

Altre misure vengono richieste, come lo sviluppo di una “regolamentazione appropriata” per le professioni di psicanalista, psicoterapeuta, sofrologo, formatore, coach, consigliere di sviluppo professionale e/o personale: e anche , “norme rigorose delle pratiche di “cura” fisica, psichiatrica e psicologica, di psicomotricità, di sviluppo del bambino, dello sviluppo personale e/o dello sviluppo professionale.

(1) Programma di ricerca  PHRC 2007/1918, n° Eudra CT :  2007-A01376-47, diretto dal professore Pierre Delion, finanziato dal ministero dsella salute avente come tema ” L’efficacità terapeutica del packing sui sintomi dei disturbi gravi del comportamento, come l’autolesionismo, nei bambini con DPS.

Qui il link della presa di posizione di Pierre Delion

http://www.balat.fr/PRISE-DE-POSITION-A-LA-SUITE-DES.html

Pierre Delion, Promotore del Packing

Pierre Delion, che dirige il programma di ricerca finanziato dal ministero della salute sull’ “efficacità terapeutica del packing”,  che avrebbe dovuto spiegarsi davanti al Consiglio dell’ordine dei medici e aveva ricevuto il sostegno di Martine Aubry ( all’epoca la prima segretaria del partito socialista) , qualifica ARW come ” un’associazione estremista”.

Espone qui alcuni elementi:

“Da un lato:

– una cura praticata da decine di equipe di neuropsichiatri francesi per trattare l’autolesionismo in alcuni bambini autistici, in accordo con i genitori dei bambini in questione,

– una ricerca condotta nel quadro del programma ospedaliero di Ricerca Clinica approvata da esperti abilitati e finanziati dal ministero della Salute che mira a provare l’efficacità del packing nei disturbi gravi del comportamento nei bambini autistici.

– un avviso favorevole del Comitato di Protezione delle persone sugli aspetti etici e tecnici,

–  articoli referenziati (pochi) ) sull’efficacità del packing

Dall’altra parte:

-una campagna calunniosa e diffamatoria, nazionale e internazionale, orchestrata dalle associazioni di genitori di bambini autistici sulla base di argomentazioni fantasiose ( a oggi non abbiamo ricevuto nessuna denuncia da parte dei genitori), che passano dal packing  alla psicanalisi e alla psicoterapia istituzionale, apparse in una pubblicazione sul Journal of American Academy of Child and Adolescent Psychiatry  in una lettera di denuncia firmata da grandi ricercatori scientifici; dal titolo “Against the packing” che denuncia questa tecnica senza alcun argomento scientifico a sostegno. Una ripresa di questa disinformazione da parte di politici desiderosi d’intraprendere una battaglia contro la psichiatria e una mediatizzazione troppo partigiana degli elementi presi in causa”.

> Pétition de soutien au docteur Delion. Petizione di sostegno al Dott.re Delion

Tradotto e riadattato  da Mondo Aspie, Fonte Jlml.fr

Italia: La lobby della psichiatria, Pandas e le immunoglobuline negate

Regione, senatori PdL: ”Pandas e Pitand, Ospedali negano immunoglobuline”

Gli ospedali italiani, avvolti dalla paura dello spending review, negano le immunoglobuline ai pazienti con Pandas e Pitand, che in Italia sono decine di migliaia: c’è una situazione drammatica  che necessita di un intervento  dei media ed a cui il Ministero della Salute non sa rispondere “
Lo affermano in una nota i senatori Antonio Gentile, Giovanbattista Caligiuri , Giuseppe Valentino, Vincenzo Speziali e Francesco Bevilacqua del Pdl. Una somministrazione di immunoglobuline ha un costo di 4.500 euro, molto alto- dicono i senatori- e possiamo capire la prudenza, ma per le persone affette da questo disturbo di origine batterico-virale , è una sorta di salvavita : ultimamente a Firenze , a Roma è stato praticamente impossibile somministrare la terapia a giovani adulti Ricordiamo che Pandas e Pitand sono la causa di tante affezioni comportamentali, dai tic alla sindrome di Tourette, dal doc alle psicosi, dall’autismo all’adhd, e che i lavori clinici che si stanno effettuando nel mondo stanno disvelando scoperte eccezionali. C’è una lobby della psichiatria che ha paura del rapporto tra immunologia e alterazioni comportamentali perchè rischia di perdere il suo potere- proseguono i senatori- e perché vedere che queste patologie possono essere curate con le immunoglobuline e con la penicillina è una sorta di choc. Ribadiamo che il ministro Balduzzi deve occuparsi del caso e sottoporremo la questione alla sensibilità della presidente della commissione bicamerale sull’infanzia, on. Alessandra Mussolini : si tratta di avere l’appoggio dei mezzi di informazione per non lasciare soli tanti ragazzi.
Fonte:Strill.it