Autismo: DSM-5, che ne sarà della sindrome di Asperger?

dsm-5 sindrome di aspergerLe diagnosi psichiatriche del DSM-5  sono state definitivamente approvate: cosa cambia?

L’American Psychiatric Association (APA) ha approvato definitivamente il testo della quinta edizione del Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali, il DSM-5.

Il manuale sarà presentato ufficialmente durante il congresso annuale dell’APA nel maggio prossimo. L’ultima revisione, il DSM-IV, risale al 1994, mentre piccole modifiche sono state effettuate nel 2000 (DSM-IV-TR).

Secondo un comunicato dell’APA, le modificazioni piu’ rilevanti includono l’abolizione della classificazione per  “assi” (1) e una ristrutturazione dei gruppi delle diagnosi. Inoltre, molti dei criteri diagnostici includeranno quelle che venivano chiamate valutazioni dimensionali per indicare la gravità dei sintomi ( scale di severità).

Mentre si attendono i dettagli che saranno comunicati durante il congresso annuale dell’associazione, il comunicato dell’APA riferisce che il manuale includerà diverse prognosi che sono state oggetto di discussioni controverse. Infatti, le informazioni che diffondono i media americani sulle diagnosi incluse ed escluse sono molto contraddittorie.

E mentre molte associazioni che si occupano della difesa delle persone autistiche temono l’abolizione della diagnosi di sindrome di Asperger, quest’ultima sarà mantenuta secondo Medscape, contrariamente a quanto scritto in molti titoli di giornali.

Nuove diagnosi verranno aggiunte: il disturbo da alimentazione incontrollata “Binge eating disorder” e il disturbo d’accumulazione compulsiva “Hoarding”. Le traduzioni che verranno adottate restano da vedere.

Secondo il Medpage Today le proposte piu’ controverse approvate sarebbero:

– La possibilità di chiedere prima una diagnosi di depressione in caso di lutto ( consigliando ai medici di fare una distinzione con il lutto normale).

– La diagnosi di disturbo sregolato detto umore esplosivo (“disruptive mood dysregulation disorder”) nei bambini con piu’ di 6 anni che presentano frequenti attacchi d’ira con irritabilità cronica. Questa prognosi mira a ridurre le diagnosi in eccesso di disturbo bipolare nei bambini.

E tra gli altri cambiamenti:

– I disturbi d’abuso di sostanza e dipendenza da una sostanza che verranno combinati in un solo disturbo.

– I criteri di stress post-traumatico saranno modificati e verrà aggiunto un quarto gruppo dei sintomi oltre ai tre esistenti.

– I 10 disturbi della personalità presenti saranno mantenuti. I cambiamenti significativi proposti saranno relegati nella sezione del manuale che presenta delle definizioni dei disturbi allo studio ( e non saranno utilizzati clinicamente).

(1) il sistema di classificazione per assi permette una diagnosi multiassiale: l’asse 1 raggruppa i” disturbi clinici” ( ad esempio, disturbi d’ansia, dell’umore, psicotici…); l’asse 2: i disturbi della personalità; l’asse 3: le condizioni mediche genrali; l’asse 4: i disturbi psicosociali e ambientali; e l’asse 5: la valutazione globale del funzionamento.

Tradotto da Mondo Aspie, fonte Psychomedia.qc.ca

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Autismo: Confusione e incoerenza nella diagnosi di sindrome di Asperger

Confusione e incoerenza nella diagnosi di sindrome di Asperger: un esame degli studi dal 1981 al 2010.  Sharma S, Woolfson LM, Hunter SC.
Fonte: Scuola delle scienze psicologiche e della salute, Università di Strathclyde Glasgow, Regno Unito .
Riassunto: Questo articolo presenta una rassegna delle ricerche passate e attuali sulla diagnosi di sindrome di Asperger (SA) nei bambini. Questa rassegna suggerisce che i criteri largamente utilizzati per la diagnosi di SA nel Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali (DSM-IV) sono insufficienti e non validi per una diagnosi affidabile di SA. Inoltre, quando questi criteri diagnostici sono applicati, esiste una potenziale prospettiva di ricevere una diagnosi corrispondente ad un alto livello di funzionamento nello spettro autistico. Grazie ad un esame critico di 69 studi di ricerche realizzate tra il 1981 e il 2010, il documento mostra che sei criteri possibili per la diagnosi di SA si accavallano con i criteri per la diagnosi di autismo ( piu’ precisamente, l’età nella quale i segnali e i sintomi legati all’autismo diventano evidenti, il linguaggio e le abilità di comunicazione sociale, le attitudini intellettuali, capacità motorie o di movimento, schemi ripetitivi di comportamento e della natura dell’interazione sociale ). Tuttavia, vi è una possibilità che esistano alcune differenze sottili nella natura dell’interazione sociale, delle abilità motorie o dei discorsi tra i gruppi che hanno ricevuto una diagnosi di SA e di autismo. Queste conclusioni vengono proposte col fine di aumentare la pertinenza durante la progettazione degli studi d’intervento che mirano a trattare i sintomi specifici delle persone che soffrono di un disturbo dello spettro autistico.

Tradotto da Mondo Aspie: Fonte, Autisme Information Science

Fonte articolo originale in Inglese

Italia: Diagnosi inesistente “Sindrome di Pas”, bambino portato via dalla Polizia (Video integrale)

È incivile che il nostro bambino sia stato portato via in questo modo». E’ il drammatico sfogo della mamma del bambino di 10 anni portato via da alcuni agenti in borghese da una scuola elementare di Padova ieri mattina su ordine della corte d’appello della sezione minori di Venezia. Il tutto ripreso da una videocamera e mandato in onda l’altra sera durante la trasmissione televisiva Chi l’ha Visto creando molto scalpore tra i telespettatori. La madre del bambino, assieme ai nonni del piccolo ed una mezza dozzina di mamme, ha messo in atto stamane una protesta con dei cartelli davanti alla scuola.

Mio figlio, ha spiegato la madre «È stato portato in comunità perché la Corte d’Appello di Venezia ha emesso un decreto sulla base del fatto che al bambino era stata diagnosticata la Pas (sindrome da alienazione parentale). Secondo la Pas, se il bambino non viene prelevato dalla famiglia materna e “resettato” in un luogo neutro, come una sorta di depurazione, non potrà mai riallacciare il rapporto con il padre. Tutto questo in base a una scienza spazzatura che arriva dall’America».

La Parental Alienation Syndrome, PAS, ovvero la sindrome di alienazione genitoriale si basa sulle teorie dello psichiatra Richard A. Gardner ma non ha un riscontro. “È un concetto inventato che non ha una base scientifica” ha dichiarato il professore Joan Meier della University Law School. Anche per queste contraddizioni, la PAS non ha un posto nel Manuale Diagnostico e Statistico dell’Associazione Psichiatrica Americana, nonostante sempre più professionisti dicano di averla riscontrata in casi di separazione.

Secondo le teorie di Gardner, quando una famiglia divorzia si può verificare l’insorgenza della PAS: se un bambino rifiuta di incontrare un genitore è probabilmente a causa di una manipolazione ad opera dell’altro, definiti rispettivamente alienante e alienato.

Attenzione questo video integrale potrebbe urtare le persone sensibili

Aggiornamento del 21/03/2013

Il bimbo conteso è tornato dalla mamma. E’ la prima volta che la Cassazione si è pronunciata sulla ‘Pas’. Così l’Italia si è messa in pari con gli altri paesi europei – commenta la mamma del ragazzino conteso.
La Corte di Cassazione ha fatto giustizia di una sentenza fuori dal mondo della Corte di Appello di Venezia, basata su di una perizia che non ha nessun valore scientifico”.
 

Autismo: DSM-5, nuova definizione, nuova diagnosi, i rischi

Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry

La prossima definizione dei criteri diagnostici dell’autismo comparirà nel 2013, nella prossima edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5) dell’American Psychiatric Association (APA), il riferimento internazionale, potrebbe avere gravi conseguenze. Perché secondo alcuni ricercatori di Yale, con questa nuova definizione, un enorme numero di pazienti, anche quelli che presentano deficit piu’ leggeri, sarebbero presi in causa da questa nuova diagnosi di disturbo dello spettro autistico. Dai risultati già presentati durante la conferenza sull’autismo dell’American Academy of Psychiatry di Toronto e apparsi nell’edizione di aprile del Journal of the American Academy of pedopsychiatrie. Lo studio potrebbe essere disponibile on line dalla fine di febbraio o l’inizio di marzo.

In effetti, una nuova organizzazione delle diagnosi sarà proposta nella quinta edizione del DSM, l’opera di riferimento internazionale  la cui pubblicazione è già programmata per il 2013. I disturbi abitualmente diagnosticati durante l’infanzia tra cui i disturbi dello spettro autistico non daranno piu’ luogo ad un capitolo separato. L’opera è costruita sul principio del corso della vita, partendo dai disturbi neurologici di sviluppo dell’infanzia per proseguire verso i disturbi che si sviluppano dall’adolescenza fino all’età adulta.

Secondo questo studio della Yale School of Medicine, attribuire una diagnosi di autismo potrebbe risultare ancora di piu’ complesso secondo questa definizione rivisitata e potrebbe modificare cosiderevolmente la proporzione d’individui con diagnosi di disturbo dello spettro autistico. Dei risultati importanti precisa il Dott.re  Fred Volkmar dello Yale Child Study Center (CSC), poiché in un gruppo di persone valutate senza deficit intellettuali nel corso di uno studio del 1994 per l’elaborazione del DSM-IV, con questa nuova definizione, la metà potrebbe essere ammessa a una diagnosi di autismo con la nuova definizione proposta dal DSM-V.  Gli autori precisano che i risultati riguardano solo le persone meno colpite per le quali queste differenze di diagnosi sono dunque le piu’ “equivocate”. Ma, precisano che, tenuto conto delle etichette che si tendono a dare sui pazienti, compresi gli ambienti ospedalieri, cio’ avrà sul piano medico e sociale delle pesanti conseguenze.

Tradotto da Mondo Aspie, articolo originale qui