Autismo e psicanalisi: La neurobiologia ha fatto saltare un sacco di panzane

psikea freud autismo05/04/2013 .Dopo Bettelheim, che nel 1967 colpevolizzava le madri, anche la Francia cambia parere. Analisti al largo dagli autistici. La neurobiologia ha fatto saltare un sacco di panzane

Anche la Francia è arrivata a una svolta nella cura dell’autismo. Con enorme ritardo rispetto a paesi come gli Stati Uniti, il dogma della psicanalisi come terapia infallibile (o, dicono in molti, il mito del lettino) è stato messo in discussione, alla luce delle ultime conoscenze mediche e scientifiche.

Non si tratta più di correggere una relazione distorta tra il bambino ammalato e sua madre, ma di imparare nuove forme di comportamento e di reazione all’ambiente circostante.

Oltreoceano questa presa di coscienza è avvenuta da più di vent’anni, mentre a Parigi e dintorni soltanto da poco le autorità sanitarie si sono rese conto che la dottrina di Sigmund Freud non ha molto a che vedere con l’autismo, che pregiudica lo sviluppo neurologico del bambino. Il perno attorno a cui ruota la vecchia e radicata convinzione è un libro dello psicanalista austriaco Bruno Bettelheim (La fortezza vuota: l’autismo infantile e la nascita del sé) uscito nel 1967. In quest’opera si sostiene che i guai per gli autistici derivano da un rapporto inadeguato con la propria mamma, definita madre frigorifero, dal quale occorre uscire attraverso una terapia riabilitativa.

Da tempo, invece, le associazioni francesi che raggruppano le famiglie dei piccoli malati, deluse dalla psicanalisi, chiedevano di percorrere strade alternative. Ma le loro richieste sono state sovente accolte con scetticismo, quando non con supponenza, dagli ambienti che governano la salute pubblica. Soltanto di recente il ministro dell’handicap, Marie-Arlette Carlotti, ha deciso di ascoltare attentamente chi vive in prima persona il dramma dell’autismo, cioè i genitori dei malati.

Intanto in America prendevano sempre più piede le tecniche comportamentali ed educative. A partire dagli anni 1990 lo sviluppo della neurobiologia e della genetica ha sparigliato le carte. Ha cominciato ad affermarsi l’idea che l’autismo derivi da anomalie di carattere cerebrale, con una forte componente genetica, e che l’atteggiamento dei genitori non c’entra nulla. Ecco perché in molti paesi industrializzati sono state avviate campagne di diagnosi precoce tra l’infanzia ed è stato adottato un modello di cura di tipo comportamentale: si tratta di apprendere come affrontare la vita giorno per giorno per cercare di essere il più possibile autonomi.

Ora che la Francia ha preso coscienza di questi cambiamenti, rimane comunque un notevole ritardo da recuperare. Non solo la maggioranza dei terapisti si è formata alla scuola di Freud e dei suoi seguaci, tra cui il francese Jacques Lacan, ma ancora oggi all’università della Sorbona la formazione avviene per lo più sulla base delle teorie psicanalitiche. Inoltre la resistenza degli ambienti freudiani si è fatta sentire a lungo.

Nel 2004 la direzione generale della sanità concluse che le uniche psicoterapie ad aver dimostrato efficacia erano quelle cognitivo-comportamentali.

Di fronte alla sollevazione degli psicanalisti l’allora ministro della sanità, Philippe Douste-Blazy, fece togliere questo rapporto dal sito Internet ministeriale. Fino a marzo del 2012, quando le raccomandazioni sull’autismo dell’Alta autorità per la salute classificarono la psicanalisi tra gli interventi non consentiti. E ora non resta che cominciare un nuovo cammino.

Fonte: Italiaoggi.it

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4 Comments on “Autismo e psicanalisi: La neurobiologia ha fatto saltare un sacco di panzane

  1. I vecchi annoiano, lo so.Gli Editori (es. Erickson) non pubblicano libri di vecchi “Aspie”— chissà perché con me hanno fatto eccezione. Ma è un altro il libro, molto interessante che vorrei segnalare (visto che mi avete invitato a farlo). E’ di una psicologa FRANCESE (Asperger)… il libro si chiama “UN AUTISME QUI SE DIT FANTOME MELANCOLIQUE”… l’Autrice si chiama J. Léger, e mi sembra molto sincera.

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  2. Giorgio adesso ti dico una cosa, abbiamo capito che sei un vecchio Aspie ma non sei l’unico neurodiverso ad intervenire in questo sito. Io l’Asperger me lo porto dietro da 40 anni e mio figlio da 13 anni. La psicanalisi è una pseudoscienza priva di fondamento, pubblica se li trovi dei dati scientifici che riguardano l’autismo e la psicanalisi e la cosiddetta riduzione del danno e poi ne riparliamo. Se l’Italia è indietro sull’autismo e se molti genitori perdono tempo prezioso che servirebbe a far migliorare i loro figli e anche anche grazie a questa gente qui, che è stata bannata dalle linee guida e dai piu’ grandi esperti e ricercatori mondiali sull’ autismo. Meno male che esiste il ricambio generazionale anche di Asperger

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  3. Chiedilo ai francesi se la psicanalisi e le neuroscienze non sono nemici, grazie a loro in Francia hanno 30 anni di ritardo sull’autismo e l’Italia non è da meno. Dal mio punto di vista gli psicanalisti sono dei cialtroni. Limitante è cio’ che non ti fa vedere oltre. .

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