Autismo Francia: Due parlamentari chiedono la fine delle sovvenzioni pubbliche destinate alla psicanalisi

Daniel Fasquelle

Due parlamentari chiedono al governo  di non finanziare piu’ la psicanalisi nel trattamento dell’autismo.

Daniel Fasquelle e Gwendal Rouillard stimano che si potrebbero risparmiare piu’ di 10 miliardi di euro.

Daniel Fasquelle deputato del Nord (UMP) et Gwendal Rouillard, deputato (PS) del Morbihan, chiedono di mettere fine alle sovvenzioni pubbliche destinate agli approcci psicanalitici nell’autismo per destinare e reindirizzare questi fondi verso metodi educativi e comportamentali. In una comunicazione inoltrata a tutti i colleghi parlamentari, i due eletti denunciano l’utilizzo di fondi pubblici per delle pratiche che non sono raccomandate dall’Alta Autorità della Salute (HAS) nelle buone pratiche per l’autismo pubblicate nel marzo 2012.

” Il rapporto del Consiglio Economico, Sociale e dell’ Ambiente non da delle cifre

I saggi del Consiglio Economico, sociale e dell’Ambiente (CESE) hanno pubblicato un rapporto che contiene 52 preconizzazioni per l’autismo, i deputati annunciano con rammarico che questo documento non va oltre e non prende sufficientemente in considerazione le raccomandazioni dell’Alta autorità per la Salute (HAS).

“Il rapporto del Consiglio economico e sociale non da numeri “, deplora il deputato del Nord, perchè il CESE non si è pronunciato in maniera chiara sulla questione dell’utilizzo dei fondi nella presa in carico degli autistici. “Bisogna reindirizzare immediatamente e in maniera massiccia le risorse che vengono catturate dalla psicanalisi a favore dei metodi educativi e comportamentali. E questo, il rapporto lo lascia intendere, ma non si è pronunciato in maniera esplicita”.

Gwendal Rouillard

Gwendal Rouillard,  afferma ai  microfoni di  Vivre FM,  che esiste una vera e propria lobby della psicanalisi in Francia.

Daniel Fasquelle valuta il costo totale dell’autismo in Francia in 49 miliardi di Euro. Se il budget venisse indirizzato verso pratiche piu’ adatte per “aiutare i bambini a diventare adulti piu’ autonomi” si potrebbero economizzare piu’ di 15 miliardi di Euro,

Il corriere è disponibile nella versione integrale sui siti di  Daniel Fasquelle e di Gwendal Rouillard.

Tradotto  e riadattato da Mondo Aspie: Fonte Vivrefm.com

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Autismo e psicanalisi: una retorica truccata e di contraddizione

Autismo e psicanalisi: una retorica truccata  e di contraddizione

L’autore,  Nicolas Gauvrit  è docente di matematica all’Università d’Artois, dottore in scienze cognitive  e membro del comitato della redazione di Science e Pseudo-sciences, svolge attività di ricerca nell’interfaccia tra matematica e psicologia. E’ autore di numerose opere universitarie e di divulgazione.

Di Nicolas Gauvrit

Da diversi mesi, l’autismo e il suo trattamento psicanalitico sono nel cuore di un’accesa polemica mediatica. Diversi sono gli avvenimenti, che coinvolgono il processo e poi la censura del film Il Muro di Sophie Robert, l’inaugurazione dell’anno 2012 come “l’anno dell’autismo”, la pubblicazione delle raccomandazioni della HAS (Alta Autorità della Salute) che appoggerebbero l’abbandono dell’approccio psicanalitico, e il coinvolgimento del deputato Daniel Fasquelle, che adotta una posizione simile, hanno contribuito alla nascita di questa controversia.

Il filosofo Jean-François Rey ha pubblicato il 22 febbraio 2012 nelle colonne del giornale Le Monde un’ arringa toccante (” Autismo: è la psichiatria che attaccano”) per il mantenimento nella psichiatria di un approccio psicanalitico. Questo articolo è molto rappresentativo di quelli che circolano in questo momento, e illustra le linee di difesa prese dagli psicanalisti e gli artefici retorici utilizzati nei dibattiti in corso, alcuni di questi sono ricorrenti e contro i quali bisogna mettere in guardia il lettore. Se i sostenitori della psicanalisi hanno ovviamente il diritto di esprimere e difendere il loro punto di vista, questo deve essere fatto nel rispetto del rigore e della logica.

La vittimizzazione appare in tutte le salse a volte con accenti infantili che provocano la pietà del lettore. Cosi’, J-F. Rey scrive per esempio di Pierre Delion  (che pratica il packing, nota di Mondo Aspie)  “che non si puo’ non ricordare mai abbastanza per la sua gentilezza e apertura, ed è la vittima di una vera persercuzione”. Ci ricordiamo anche degli articoli di  Élisabeth Roudinesco che denunciano “l’odio” verso la psicanalisi.

Non siamo qui a pretendere che la psicanalisi non sia vittima di attacchi, ma siamo qui per ricordare che la rimessa in questione accademica è normale e fa parte di un processo scientifico. Non c’e’ alcuna ragione di offendersi: noi dobbiamo per il bene dei bambini con autismo e dei loro genitori , determinare quale metodo sia migliore per ciascuno. Il fatto che i portatori di un metodo siano criticati non valida in nulla le loro teorie.

La psicanalisi , è di fatto, retrocessa nelle università francesi – ma molto meno presso gli operatori. E’ stata presa di mira da critiche scientifiche importanti. La debolezza delle basi teoriche, l’assenza di prove d’efficacità, e oramai l’incapacità a rispondere alle critiche, hanno reso insostenibile – specialmente nell’ ambito dell’autismo – la posizione puramente psicoanalitica. Inoltre, i sostenitori di questa “cura” hanno adottato una posizione intermediaria, promuovendo un approccio integrativo, una macedonia di terapie immerse nella salsa psicanalitica. Ora, non piu’ che la psicanalisi sola, questa integrazione non ha dimostrato un’efficacità superiore agli altri metodi attualmente disponibili. Se questa posizione convince, è unicamente perchè noi tutti siamo sensibili a quello che potremmo chiamare il “sofisma del giusto centro”, secondo il quale la verità è da cercare a metà cammino tra le opinioni contraddittorie, ed è spesso falso.

I promotori di un approccio psicoanalitico hanno fatto ricorso, in questi ultimi tempi, all’imbroglio. Questo inganno consiste nel distrarre l’interlocutore dalla domanda primordiale – quella sull’efficacità dei metodi e del bene del bambino- spostando il discorso nel campo affettivo, quello del senso di colpevolezza o dell’ “etica”.

Per questo, si appoggiano su una rappresentazione sociale caricaturale della psicologia, che oppone degli psicanalisti profondamente umani, e dei cognitivisti che predicano un approccio chimico. La realtà è molto diversa, e numerosi “cognitivisti” vedono negli approcci terapeutici fondati sulla scienza un’alternativa non solo alla psicanalisi, ma soprattutto ai trattamenti con farmaci psicotropi. Eppure, J.- F.Rey ripete con insistenza nel suo articolo che l’abbandono della psicanalisi “prosciuga”, “disumanizza”, e distrugge l’etica della professione del psicoterapeuta, arrivando a sostenere che i metodi educativi, cognitivi e comportamentali dell’autismo consistono nel trattare tutti i bambini allo stesso modo, secondo un protocollo indipendente dalla singolarità della persona… dimenticando quello che il codice deontologico degli psicologi prevede ( si legge nel preambolo della versione di febbraio 2012: ” La complessità delle situazioni psicologiche si oppone all’applicazione di regole”).

Per fare buona figura, lamentando che il dibattito diventa una guerra di opinioni invece di una controversia piu’ razionale, i difensori della psicanalisi  chiedono spesso che venga orientato sugli aspetti scientifici.  Ma questi appelli al dibattito scientifico sono contraddetti dallo spostamento del discorso nel campo emozionale e l’attaccamento all’idea che la psicanalisi è per essenza non testabile. Cosi’, nel suo articolo J.-F. Rey chiede un ritorno allo schema scientifico, ma ricorda che la psicanalisi lacaniana si afferma di per sè (e quindi non dalla scienza). Maledicendo lo “scientismo” che non definisce, arriva  in effetti in un solo movimento a rivendicare cio’ che rifiuta.

Dopo un secolo di utilizzazione, aspettiamo ancora degli elementi tangibili, delle esperienze riproducibili in favore delle teorie e delle pratiche psicanalitiche. Invece di lavorare per produrre, i promotori di questo approccio dispensano molta energia per schivare una riflessione su questa assenza di validazione, postulando che la psicanalisi è inaccessibile all’investigazione scientifica (una pura professione di fede). Se fosse questo il caso , la psicanalisi  sarebbe una filosofia, una narrazione. Il codice deontologico degli psicologi, ricorda nell’articolo 14 che gli psicologi devono utilizzare dei metodi scientificamente provati, impone dunque l’abbandono della psicanalisi , almeno in tutti quei casi dove un’ alternativa efficace esista, e fino a che la psicanalisi abbia potuto fornire degli argomenti solidi in suo favore.

Tradotto da Mondo Aspie, articolo originale pseudo-sciences.org

Francia:l’Alta Autorità della Salute (HAS) ha giudicato inefficace l’utilizzo della psicanalisi nell’autismo

Video+traduzione

Come i bambini autistici devono essere presi in carico nel nostro paese. Ci sono voluti due anni per l’HAS, l’Alta Autorità della Salute per definire le buone prassi con l’aiuto di 140 esperti e 190 associazioni consultate. Per l’HAS, solo i metodi educativi hanno dato prova della loro efficacità.

Dominique Maigne, direttore generale della HAS “da piu’ di trent’anni dall’ l’introduzione dell’ approccio  psicoanalitico non esiste attualmente alcun dato in grado affermare la pertinenza di questi approcci e di conseguenza approfitto in questa occasione per rivolgermi agli psichiatri per dirgli che è arrivato il tempo di rimettersi in discussione e di accettare i principi di valutazione dei loro approcci”.

Una delusione per i genitori, che speravano in un’ abolizione delle pratiche psicanalitiche tutt’ora autorizzate e definite nel rapporto come sconsigliate.

Danièle Langloys Presidente di Autisme France ed esperta del gruppo pilota autismo dell’HAS :”L’espressione “non consigliate” è difficilmente sopportabile per le famiglie perchè il testo è abbastanza bizzarro in quanto non esiste alcuna prova scientifica, ne dati che provano l’efficacità della psicanalisi e questo avrebbe dovuto giustificare l’espressione “non raccomandate”. Gli utenti dicono da piu’ di trent’anni che la psicanalisi non  serve a nulla per i loro bambini e anzi fa perdere del tempo causando una restrizione delle possibilità di progresso perchè il bambino non riceve un educazione quando dovrebbe averla. Per il gruppo di studi parlamentari sull’autismo i soldi pubblici dovrebbero finanziare solo i metodi convalidati da studi internazionali.

Florent Chapel: “Associazione Vaincre l’autisme”, “dalla nascita un autistico ha l’80% di probabilità di finire nelle mani di uno psichiatra o psicanalista”.

Daniel Fasquelle deputato presidente del gruppo studi parlamentari sull’autismo: “Sono rammaricato del fatto che le pratiche psicanalitiche non siano state realmente scartate. Abbiamo lasciato una porta aperta per cui dicono che andremo a mischiare dei metodi, ma no, non c’e’ bisogno di mescolare medoti inefficaci con metodi efficaci”.

Gli psicanalisti che abbiamo contattato stamattina non hanno reagito al comunicato della HAS, eppure questo avviso annuncia una rivoluzione per le famiglie. Oggi solo il 10% degli autistici francesi beneficiano dei metodi educativi e spesso tutte le spese delle cure ricadono sulle famiglie.

Autismo in Francia: Un deputato contro l’insegnamento psicoanalitico all’università

Parigi, 9 febbraio 2012 (AFP)

Un deputato dell’UMP (Unione Movimento Popolare) Daniel Fasquelle chiederà al Consiglio nazionale delle università che l’insegnamento, la ricerca sulle cause e la presa in carico dell’autismo non facciano piu’ riferimento alla psicanalisi, ha annunciato giovedi’.

Questo deputato ha recentemente depositato una proposta di legge per vietare l’accompagnamento psicanalitico delle persone autistiche a beneficio dei metodi educativi e comportamentali. Era presente giovedi’ a Matignon alla presentazione dell’autismo come grande causa nazionale.

 Egli vuole” mettere definitivamente fine all’approccio psicoanalitico dell’autismo”.

Daniel Fasquelle ha indicato in  un comunicato che “chiederà al presidente del Consiglio nazionale delle università (CNU) e, attraverso lui, all’insieme dei presidenti delle università che l’insegnamento, la ricerca sulle cause e la presa in carico dell’autismo siano radicalmente modificate per conformarsi con le raccomandazioni internazionali”.

Secondo il deputato, la psicanalisi non figura in alcuna raccomandazione nazionale e internazionale.

François Fillon ha incaricato giovedi’ Roselyne Bachelot, ministro delle solidarietà sociale, di avviare l’elaborazione di un nuovo piano autismo, decretato Grande causa nazionale 2012 , che dovrebbe consentire alla Francia di continuare a recuperare il ritardo in materia di presa in carico. Ha ricevuto, il collettivo associazioni “Ensemble pour l’autisme”, prima di fare appello in un discorso ” ad un sobbalzo collettivo e una mobilitazione nazionale per cambiare il nostro sguardo” sull’autismo che colpisce dalle 300.000 alle 500.000 persone in Francia.

Tradotto da Mondo Aspie, articolo originale qui

Dal Blog di Daniel Fasquelle,  9 febbraio 2012

Chiedo ai presidenti delle università  di girare definitivamente le spalle all’approccio psicoanalitico nell’insegnamento e nella ricerca.

Mi complimento per l’impegno del primo ministro a favore dell’autismo, grande causa nazionale, che ha pronunciato questa mattina a Matignon un discorso coraggioso su un argomento difficile per il quale le reticenze di fronte ad un cambiamento sono numerose. Spero che approfitteremo di questo slancio per mettere fine definitivamente all’approccio psicoanalitico dell’autismo. Questa rottura indispensabile comincia da un insegnamento adattato all’autismo in conformità alle raccomandazioni dell’Alta autorità per la Salute (HAS). A partire da oggi, chiedero’ al presidente del Consiglio nazionale delle università e, attraverso lui, all’insieme dei presidenti delle università che l’insegnamento, la ricerca delle cause, e la presa in carico dell’autismo siano conformi alle conformi alle raccomandazioni internazionali. Si tratta di una questione di salute pubblica, ma anche di dignità umana come ha sottolineato il primo ministro questa mattina.