Sindrome di Asperger: quando l’autismo seduce

Amy Schumer aspergerAmy Schumer, la protagonista di “Inside Amy Schumer” ha svelato che è stata la speciale forma di autismo del marito a farla innamorare di lui, ritenendo che fossero uniche e divertenti le caratteristiche che lo rendono così speciale nel suo rapportarsi con il mondo.

Durante lo show “Growing”, attualmente in onda su Netflix, l’attrice americana ha rivelato che suo marito, Chris Fischer, ha la sindrome di Asperger. Questa forma di autismo non ha creato disagi all’attrice americana, che, al contrario, ha spiegato: “Una volta che è stata stabilita la diagnosi, mi sono resa conto di quanto fosse divertente il fatto che proprio le caratteristiche che rendono chiaro che lui è affetto da questo disturbo sono quelle per cui mi sono innamorata follemente di lui”.

“Questa è la verità. Dice tutto ciò che pensa, è molto onesto. A lui non interessano le norme sociali o quello che ti aspetti che lui dica o faccia”, ha concluso l’attrice.

 

Gross, il Re dei Bond si ritira e rivela ” ho la sindrome di Asperger “

“Ho avuto un percorso meraviglioso per oltre 40 anni nella mia carriera, cercando sempre di mettere gli interessi dei clienti al primo posto, inventando e reinventando la gestione attiva dei bond lungo il cammino.

“Sono un Asperger e un Asperger è in grado di suddividere  in compartimenti”, ha detto, rivelando pubblicamente  in un’intervista di 90 minuti a a Bloomberg, la sua diagnosi per la prima volta. “Possono operare in diversi universi senza che gli altri universi si influenzino tra loro “.  Gross dice che ha vissuto la maggior parte della sua vita inconsapevole della sua condizione e ora crede che aiuti a spiegare non solo perché è stato un investitore di così tanto successo e per così tanto tempo, ma anche, per sua stessa ammissione perchè  si è comportato in modo sbagliato con le persone a causa del suo carattere irascibile. Gross ha appreso di essere Asperger dopo aver letto “The Big Short” di Michael Lewis. In un passaggio, Lewis racconta le caratteristiche inusuali di uno degli eroi del libro, Michael Burry, un medico diventato investitore a cui è stata diagnosticata la sindrome di Asperger in età adulta. Gross ha riconosciuto che condivideva molte delle stesse qualità e aveva abitudini altrettanto ossessive. Andò da uno psichiatra, che confermò la sua autodiagnosi.

Fonti: Forbes e Bloomberg

Libro: “La differenza Invisibile”, la sindrome di Asperger al femminile e le sue difficoltà

Libro illustrato, best seller in Francia, di immediata informazione e comprensione delle dinamiche appartenenti al Mondo Aspie al Femminile, il messaggio che trasmette è quello di rispettare la sfera comportamentale degli individui, senza avere la ” pretesa ” di normalizzare le persone Asperger. L’educazione alla tolleranza attraverso un fumetto.

” Non è facile arrivare alla diagnosi di Asperger e così spesso la scoperta della sindrome avviene solo in età adulta. Come nel caso di Marguerite, 27 anni, impiegata in un’importante multinazionale che tenta inutilmente di condurre una vita normale: ha un fidanzato e degli amici, ma preferisce non uscire o passare i pomeriggi da sola al parco. Arriverà per lei il momento di affrontare i suoi problemi e scoprirà di non essere «fuori di testa», come spesso viene definita. Comprenderà di avere semplicemente un modo differente di approcciarsi con il mondo e per lei inizierà finalmente una nuova vita. ”

L’opera, edita da LSWR, ci fa conoscere le difficoltà di una giovane Asperger in un mondo che ignora la sua sindrome e che guarda con sospetto qualsiasi comportamento deviante dalla sfera del “normale”. Una storia sulle differenze e sulla capacità di accettarle.

Articoli che parlano dell’autrice, Julie Dachez :

Autistica Asperger scrive un fumetto per far conoscere la sindrome

Super Pépette, la blogger Asperger che osa parlare di autismo

Il libro è disponibile su Amazon

 

 

Sindrome di Asperger : Come te, diverso da te…

Oggi, a scuola, mi sono sentito solo, tremendamente solo… forse ho sbagliato a dire OGGI, perché negli ultimi 2 anni mi sono sentito quasi ogni giorno così, da solo, ogni volta che regolarmente entro nella mia scuola.

Devo essere sincero: a me piace anche stare da solo, a volte ne sento PROPRIO UN GRAN BISOGNO, e allora mi fermo ad osservare il cielo e se tu me lo chiedessi, ti potrei raccontare di quanti colori l’ho visto cambiare, mentre le nuvole si gonfiano e sgonfiano tenendosi per mano. A volte resto fermo, mentre parlo con ME STESSO, ma mentre mi parlo, inizio a muovere e roteare le mani, le sventolo forte, PROPRIO COME SE VOLESSI SCAPPARE LONTANO, da questo posto che sembra proprio non adatto a me.

La mamma me lo ha spiegato che non sono io A NON ESSERE ADATTO, che NON SONO SBAGLIATO o che NON FUNZIONO, solo che io sono nato con questa SFUMATURA che spesso ACCAREZZA e AMOREVOLMENTE confonde i miei pensieri e le mie emozioni… ho la SINDROME DI ASPERGER, e questa sindrome per me è come una seconda pelle invisibile, diventa come un mantello, come quello che rende incredibili i supereroi, e questa seconda pelle mi avvolge in una bolla dove mi rifugio con le mie fragili certezze…

Per me, “ESSERE” o “AVERE” un amico, è qualcosa che non ti posso raccontare, però so che adoro ESSERE o AVERE un amico… peccato che loro, spesso, non lo sanno nemmeno, mentre altri preferiscono ridere alle mie spalle, mentre io inizio a SFARFALLARE nell’atrio pieno di voci che si accavallano e mi agitano. I miei amici preferiscono continuare a ridere di me, mentre pensano che io non li vedo, ma in realtà il mio mantello da supereroe proprio non ce la fa a rendermi invisibile e io li sento quei sorrisi che mi rincorrono, e mi fanno pensare che FORSE HA RAGIONE quel ragazzino poco più grande di me, quello della classe accanto alla mia, quello FIGO, perché quando parla tutti lo ascoltano, quello che se anche si comporta un po’ da DISTURBANTE, non da tanto fastidio agli insegnanti, perché se lo fanno uscire dalla sua classe, lo mettono a fare i laboratori creativi per contenere la sua goliardica esuberanza. Lui mi guarda dritto negli occhi, mi fissa e mi dice che io SEMBRO PROPRIO STUPIDO… lui si che è un amico, perché ha il coraggio di dirmi quello che altri, invece, riescono solo a sussurrarmi alle spalle. I miei amici, pensano che io non capisco, che non vedo come loro sono, che non vedo quello che fanno, ma se solo mi osservassero con un pochino più di attenzione, vedrebbero che ho gli stessi loro occhi, le loro stesse gambe, la loro stessa curiosità e che, soprattutto, che ho tante cose da raccontare, che ho tante cose che desidererei imparare, DESIDEREREI ESSERE PER UN GIORNO UGUALE A TE, CHE SEI COSI’ UGUALE, MA DIVERSO DA ME, tu che per me sei il migliore amico che potrei avere, ma che non sai nemmeno di essere il mio.

Ti guardo, mentre tiri fuori il tuo libro e lo posi frettolosamente sul banco: E’ PROPRIO COME IL MIO, quello che porto con cura avanti e in dietro nel mio zaino ogni giorno. Il tuo, però, ha la copertina un po’ sgualcita e quando lo apri, noto che lo hai sottolineato con colori diversi le sue pagine… te l’ho visto fare mentre l’insegnante leggeva ad alta voce e tu, con attenzione, mettevi quelle fantastiche righe colorate sulle pagine del tuo libro… il mio no!!! io non sono riuscito a mettere quelle righe colorate, il mio odora ancora di nuovo, forse perché nessuno mi dice dove mettere quelle righe colorate… aspetto… forse a me lo faranno fare domani: FORSE… magari tra qualche giorno…

Sai… ti osservo, mentre scrivi e penso che anche io nelle elementari avevo imparato a scrivere bene come fai tu… poi ho smesso, ma nessuno, a scuola, io ha detto che dovevo continuare a farlo. Così, per provare ad avere un po’ di attenzione, inizio a dondolarmi sulla sedia, mentre dalla mia bocca escono suoni strani ma io non li posso trattenere, non ti so spiegare perché lo faccio, ma questo è il mio modo di dire che sono infastidito, è il mio modo di dire che sono COME TE, MA DIVERSO DA TE… Questo, però, diventa fastidioso per te, migliore amico, che sei venuto a scuola per imparare, proprio come vorrei e dovrei poter fare anche io, e diventa fastidioso per chi, dalla cattedre vorrebbe continuare a spiegarti la lezione… mi chiedo come mai nessuno sembra capire il mio disagio, io non capisco come posso fare per poter imparare come fate tu e tutti gli altri…

Qualcosa è cambiato, negli ultimi mesi… mi stanno vicino alcune persone che cercano di darmi una mano… però io avrei bisogno che chi è con me, pensasse a me, ad un modo più semplice per fare si che anche sul mio libro iniziassero ad esserci quelle righe colorate che mi mettono tanta curiosità. Però poi ti vedo, mentre, annoiato, ti lasci distrarre da altro. Sai, a volte penso che tu RIESCI AD ESSERE ANCHE PIU’ DISTRATTO DI ME, perché non vedi come sono stanco di sentirmi sempre diverso da tutti gli altri, tutti quelli UGUALI A ME, MA DIVERSI DA ME…

Ho sempre amato la scuola e, a modo mio, con i miei tempi, ci sono sempre riuscito. Non uscivo mai dall’aula: ASCOLTAVO, OSSERVAVO, SCRIVEVO, RACCONTAVO E… DISEGNAVO… già… disegnavo e tutti mi dicevano che ero bravo, ma adesso non disegno più, perché un amico mi ha detto che i miei disegni erano brutti e a te, che mi dovresti insegnare tutto il bello del sapere, mi hai spiegato che i miei disegni erano inutili, tanto erano sempre tutti uguali per pensare di credere che fossero così speciali come li credevo io.

A me è venuto da pensare che forse avevi ragione, che in quei disegni non c’era nulla di speciale. Sono diventati improvvisamente un ostacolo, sono diventati motivo di discussione, mentre tu mi hai detto che me li avresti strappati, se non la smettevo di distrarmi… Così ho smesso di disegnare, così so che ho salvato i miei fogli pieni di quelle storie che mi facevano stare bene…

Forse tu non te ne sei nemmeno accorto, anzi, ti ho visto FINALMENTE SOLLEVATO nel vedere che non perdevo più tempo su quei fogli a cui tu non sapevi proprio trovare un senso…

Però, adesso, sento che sono solo, mentre osservo, in silenzio, il cielo grigio, rimanendo in silenzio, seduto sul pavimento, mentre cerco di contare i fiocchi di neve che scendono veloci ad imbiancare le auto parcheggiate davanti alla mia scuola…

So che dovrei rimanere seduto al mio banco, sfogliando quel libro che, come al solito ho messo nello zaino, ma senza un aiuto non riesco a riprovare… Sai, ho capito che SONO DIVENTATO COME MI VOLETE TUTTI. e che se NON DISTURBO e MI ACCONTENTO DI VEDERE GLI ALTRI CHE IMPARANO, mi è concesso di rimanere a scuola!!! Non riesco a spiegarti che, pur avendo questo DIRITTO, nessuno HA ANCORA CAPITO COME ASCOLTARE QUALE RUMORE FA IL SILENZIO DEL MIO DISAGIO, soltanto perché IO NON SONO CAPACE DI POTERTELO RACCONTARE…

Oggi, però, ha smesso di nevicare, e io non ho voglia di continuare a guardare fuori dalla finestra della scuola per vedere quante auto ci sono allineate nel parcheggio…

VOGLIO ANDARE A SEDERMI AL IL MIO POSTO, SEDUTO IN QUEL BANCO, IL MIO BANCO, DOVE VOGLIO RIPRENDERMI TUTTO IL SAPERE CHE LENTAMENTE E SILENZIOSAMENTE MI E’ STATO SOTTRATTO…

Adesso sono stato capace di dire quanto MI SONO SENTITO UMILATO, OGNI VOLTA CHE DOVEVO ALZARMI DA QUEL BANCO, MENTRE TUTTI GLI ALTRI RIEMPIVANO I LORO LIBRI CON QUELLE MERAVIGLIOSE RIGHE COLORATE… adesso so che non sono io , con la mia sfumatura, ad essere nel posto sbagliato: E’ QUESTA SCUOLA CHE NON HA ANCORA IMPARATO A DARMI GLI STRUMENTI NECESSARI PER FARMI IMPARARE COME TUTTI GLI ALTRI, UGUALI A ME, DIVERSI DA ME…

Scritto da Bruna Olivero

 

Grazie mille per il contributo.

 

Autismo: 16 consigli per le persone con un’ amica/o Asperger

1) Non alleggerire o ingrandire le parole

Le persone Asperger prendono a cuore e alla lettera tutto cio’ che gli viene detto . A meno che tu non lo stia pensando, non dirgli: “ Io sono tuo amico “. Un semplice conoscente e un vero amico, fa la differenza. Si sentirà ferito quando realizzerà che non lo pensi davvero.

2) Non forzare il contatto oculare

Per un Asperger, il contatto oculare a volte è imbarazzante. Potresti avere l’impressione di non essere ascoltato mentre lo sei. Puoi chiedergli “ Mi stai ascoltando ? Invece di “ Guardami “ che potrebbe mettere l’Aspie a disagio, pregiudicando un’ interazione futura con voi.

(Il contatto visivo è una norma sociale, un segno di attenzione, franchezza e rispetto dell’interlocutore. Tuttavia, questa interpretazione non è una verità. In alcune neuro-diversità, il contatto oculare rende complessa l’interpretazione del messaggio, a causa della grande quantità di informazioni visive aggiunte al discorso).

3) Evitare il contatto fisico non consentito

A meno che non sia preparata, una persona con sindrome di Asperger non sopporta di essere toccata. In ogni caso, è necessario formulare la richiesta di contatto e rispettare il suo rifiuto.

(Questo è un punto rivolto a tutti, sia neurodiversi che neurotipici. La considerazione dell’altro è il rispetto della propria integrità fisica, emotiva e psicologica. In una società in cui bambini e adulti sono sottoposti a un’ingiunzione al contatto (baci, strette di mano, …), questo argomento dovrebbe essere un apprendimento di base. Noi soli dobbiamo disporre del nostro corpo. Questi contatti fisici non dovrebbero piu’ essere considerati un obbligo sociale).

4) Rispondere ai messaggi

Per quanto possibile rispondi ai messaggi. Se tuttavia non vuoi discutere o trovi che il momento sia inopportuno, prenditi la briga di dirglielo in modo conciso e cortese. Cio’ eviterà al tuo amico/a di stressarsi troppo o di preoccuparsi del fatto che tu sia arrabbiato/a o altro.

5) Non dire di fare piu’ sforzi

Non dire “ Quando vogliamo, possiamo ! “ . Una persona Asperger consapevole dei suoi fallimenti nelle interazioni sociali, compie enormi sforzi per cercare di superarli. Colpevolizzarli per un errore sociale o un fraintendimento, significherebbe rigirare il coltello nella piaga.

(Le specificità inerenti all’autismo in particolare per quello che riguarda le interazioni sociali possono diventare un ostacolo di fronte al disadattamento all’ambiente circostante. Sia in termini sensoriali, modificazione delle routine, … Una persona con autismo compie enormi sforzi per cercare di adattarsi alla vita quotidiana. Ecco il motivo per cui è importante capire la necessità d’inclusione delle persone neurodiverse, invece dell’integrazione. Inclusione significa accettazione e considerazione della persona, delle sue specificità e dei suoi bisogni. Quindi la persona con autismo non è piu’ l’unica a fare sforzi. Te e la società potete fare un passo verso la comprensione dell’altro).

6) Dare la giusta considerazione al tuo amico/a autistico/a

Se hai molti amici con cui chiaccherare, mangiare,… a volte prenditi un po’ di tempo per stare con il tuo amico/a, in modo che non pensi di non essere all’altezza oppure che tu non la stia apprezzando. Questo aumenterà la sua autostima. Se sarai pronto a consacrargli del tempo, il tuo amico/a resterà piacevolmente sorpreso; le persone autistiche non sono abituate a persone che vogliono stare con loro insieme agli altri.

(Nell’adolescenza in particolare, avere un amico neurotipico puo’ essere di grande aiuto per imparare a socializzare. Tu puoi essere una porta per altre amicizie e puoi aiutare il tuo amico/a autistico/a nella comprensione dei codici sociali. Queste acquisizioni saranno molto utili per lui/lei nella vita futura. Per un adolescente è fondamentale avere un amico fidato per sostenere in sicurezza l’apprendimento della vita sentimentale e sessuale).

7) Incoraggiare

Sdrammatizzare i fallimenti e valorizzare gli sforzi. Una persona Asperger di solito ha una bassa autostima. Se la incoraggi si sentirà rilassata e a suo agio con te. La sua autostima aumenterà e il tuo amico/a vorrà vederti spesso.

8) Perdonare la goffaggine

Una persona autistica puo’ dare l’impressione di aggredire il suo interlocutore (con l’intonazione della sua voce), fare figuracce, essere troppo appiccicoso , sedersi troppo vicino, parlare troppo, … in questi casi è necessario sminuire e semplicemente fare notare alla persona che questi comportamenti non sono appropriati alla situazione e spiegare come correggerli. Non giudicare il tuo amico/a e non mostrare impazienza di fronte alla ripetizione di questi comportamenti, l’adattamento a volte richiede tempo.

9) Evitare il sarcasmo e l’ironia

Un Asperger ha difficoltà a capire l’umorismo e potrebbe credere che le osservazioni siano rivolte contro lui/lei. Non prendere in giro il tuo amico/a se non capisce uno scherzo, prenditi il tempo di spiegarglielo. Non fare umorismo sugli autistici e sulle loro difficoltà. (Alcune persone autistiche hanno problemi a comprendere l’ironia, altri invece, capiscono e gestiscono perfettamente l’umorismo e il sarcasmo. Questo fa parte dell’apprendimento. Ma la cosa piu’ importante è mai prenderlo in giro. L’umorismo nei confronti delle persone è irrispettoso) .

10) Lasciare che il tuo amico/a parli dei suoi interessi ristretti

Gli Asperger hanno degli interessi ristretti intensi e talvolta molto specifici o eccentrici. Amano parlarne. Ascolta il tuo amico/a che ne parla di tanto in tanto, sarà un piacere condividerlo con te. Se lui/lei parla davvero troppo, puoi dirgli che vorresti parlare di qulacos’altro. Il tuo amico/a capirà. Non commettere l’errore di allontanarti dal tuo amico/a a causa di cio’, senza spiegargli il perchè.

11) Sii onesto con il tuo amico/a

Le persone con autismo sono reputate per la loro lealtà e affidabilità. Se c’e’ una cosa che non sopportano è la bugia. Se sono fiduciosi, gli Asperger accetteranno di discuterne solo se il soggetto è pertinente e supportato concretamente. Non gli piace essere contraddetti senza logica o senza obbiettività, cio’puo’ creare un sentimento di confusione. Digli sempre la verità, anche se potrebbe sembrare offensiva (in questo caso, cerca di formularla cortesemente, senza esagerare e andare dritto al punto).

12) Dire cio’ che si sente con parole precise

Gli Asperger hanno difficoltà a leggere le espressioni dei volti, a indovinare cosa prova l’altra persona e quindi a sapere come reagire di fronte a certe situazioni. Esprimi cio’ che senti esattamente: “Sono triste /angosciato-a /… “ e verbalizza concretamente i tuoi bisogni. Ad esempio: “Ho bisogno che tu faccia questo”, piuttosto che “ho bisogno che tu mi aiuti” che è troppo vaga.

13) Non cambiare idea all’ultimo minuto

Cambiare cio’ che è stato programmato all’ultimo minuto e il modo migliore per aumentare l’ansia del tuo amico/a o farlo arrabbiare. In alcuni casi questo puo’ portare anche ad attacchi di panico. Lascia che il tuo amico/a segua le sue abitudini quando lo inviti a casa tua, non cambiare cio’ che è stato pianificato e se proprio non si puo’ evitare dillo al tuo amico/a con largo anticipo.

(La pianificazione e l’anticipazione aiutano a ridurre lo stress e l’ansia causati dalle attività sociali. Va tenuto presente che l’ambiente è un fattore di stress enorme, alune persone autistiche soffrono anche di ansia sociale che rende le loro interazioni complicate e talvolta impossibili anche con un minimo di preparazione.

Cambiare un programma, un impegno, una routine puo’ dare la sensazione di un crollo, perdendo tutto o parte del controllo. E’ molto importante tenerne conto. Sebbene alcune persone con autismo siano meno rigide di altre, riguardo alle loro abitudini. Non presentarti senza preavviso, prenditi la briga di avvisare il tuo amico/a tramite messaggio o telefono prima di fargli visita. E aspetta di avere la sua approvazione prima di recarti a casa sua).

14) Esprimere chiaramente le richieste

Gli Asperger hanno bisogno di precisione nelle parole. Ad esempio invece di dire “ Sii meno appiccicoso “ puoi formulare la frase in questo modo “ Mi piacerebbe che ci parlassimo ogni 3 giorni al massimo “

15) Evitare l’ambiguità nella relazione

Se vuoi avere una relazione romantica con un Asperger, assicurati di verbalizzare le tue aspettative in modo concreto. Il linguaggio non verbale e i complimenti sono sottigliezze che sfuggono agli Aspie. Le tue parole o il tuo comportamento potrebbero essere scambiate per una semplice amicizia oppure educazione. Se ti piace un Asperger, diglielo. Alcune persone Asperger non osano dire di no. Assicurati che il suo consenso sia reale.

16) Dimostrare obbiettività

Gli Asperger sono piu’ analitici dei neurotipici e quindi, in generale non hanno pregiudizi (razzismo, sessismo, omofobia…). Spiega la tua opinione personale , ma non rendere cio’ che dici una verità assoluta, gli Aspie vanno d’accordo piu’ facilmente con persone che mostrano obbiettività.

Non dimenticate che ogni persona è diversa, l’autismo è uno spettro e le sue esigenze/aspettative possono essere differenti. Non esitate a discutere con il vostro amico/a per definire insieme come costruire la vostra relazione.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte : avatypique.wordpress.com

Autismo : Riconoscere gli “ Asperger “ non è semplice

Di grande intelligenza, gli autistici Asperger possono essere diagnosticati erroneamente. Un fenomeno vissuto male dagli “Aspies” e le loro famiglie.

Dopo diversi mesi di consultazioni, la diagnosi arriva: Paul, 7 anni, soffre di depressione. Viene seguito per 4 anni da un neuropsichiatra della zona. In quel periodo si moltiplicano i fallimenti a scuola. Un giorno, a causa di un’ otite, Paul e la mamma incontrano un pediatra che consiglia loro di effettuare una valutaziome psico-neurologica presso un collega.

Dopo sei mesi di attesa, arriva il bilancio, la mamma di Paul viene a sapere che suo figlio è “ autistico senza disabilità intellettiva “ e dovrà, nonostante la preoccupazione che suscita in lei, essere “ seguito “ dal famoso neuropsichiatra della zona… che non si era accorto di nulla dopo anni di presa in carico ! Jonathan è stato “ meno fortunato “ di Paul. Dopo anni di malessere, in età adulta, diventato professore di storia e geografia, viene diagnosticato Asperger in un centro per l’autismo.

Una sindrome difficile da diagnosticare

Marie-Françoise Péré-Gaudio, presidente di Associazione ha sopportato le conseguenze di tali errori commessi nei confronti di sua figlia diagnosticata solo a 14 anni nonostante fosse seguita da diversi psichiatri fin dai primi anni. “ La francia è molto in ritardo “, lamenta. Ho perfino sentito dire da un neuropsichiatra : “ Pensate che vostra figlia sia autistica Asperger ? Non voglio sentire parlare di autismo, non ne so niente ! “ . E’ noto che in termini di formazione dei medici, le conoscenze sono ferme. Non c’e’ da stupirsi se non abbiamo ancora i giusti protocolli diagnostici e l’autismo viene confuso con altre patologie psicotiche da educatori e operatori “. “ E’ una sindrome con geometria variabile, e non puo’ essere definita in maniera precisa “.

E anche non esiste “ un “ Asperger, perchè ogni Asperger ha caratteristiche e tratti differenti. “ In Francia ci sono circa 600.000 autistici, di cui la metà sarebbe Asperger, con un’intelligenza media o superiore alla media. Diagnosticati solo 20.000 “ dice Marie-Françoise Péré-Gaudio.

Una mancanza di riconoscimento dalle conseguenze dolorose

Questa mancanza non è senza conseguenze. Prima di tutto per gli stessi Asperger. Hanno una carenza del “ senso sociale “ che potrebbe metterli in pericolo. “ Quando non si capisce la mimica facciale del nostro interlocutore, ne le sue emozioni, quando si ignorano i codici relazionali, come si puo’ sapere se si viene manipolati oppure condotti in una situazione rischiosa ? “, spiega Marie- Françoise Péré-Gaudio. Non riconosciuti, gli Asperger non hanno gli strumenti per vivere in maniera autonoma mentre avrebbero le facoltà intellettuali per realizzarsi. Questo puo’ portare a dipendenze, tentativi di suicidio, reclusione… Tragedie famigliari che tutti i loro cari vorrebbero evitare. La diagnosi di questa forma di autismo ha effetti liberatori. “ Vedere il sollievo di coloro a cui è stata spiegata l’origine multifattoriale e genetica del loro disagio. Un ingegnere di 45 anni mi ha detto: finalmente sono nato ! “, spiega Marie-Françoise Péré-Gaudio.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie: fonte, sante.lefigaro.fr

Persone Asperger : “ imparano per imitazione e decodificazione “

In Quebec, la sindrome di Asperger è considerata come un disturbo dello sviluppo e non come una psicopatologia associata alla salute mentale. La dott.ssa Isabelle Hénault, sessuologa, psicologa e direttrice della clinica Autismo e Asperger a Montreal, è madrina dell’ associazione Actions pour l’autisme Asperger. Ha pubblicato La sindrome di Asperger e la sessualità: dalla pubertà all’età adulta ( Jessica Kingsley Publisher, London ).

LE FIGARO. – In Quebec, il vostro paese di origine, qual’è la situazione riguardante la presa in carico delle persone “Asperger “ ?

ISABELLE HÉNAULT. – Da circa quarant’anni, la ricerca e la formazione di professionisti che entrano in contatto con queste persone DSA ( Disturbo spettro autistico), siano essi psichiatri, educatori o insegnanti… è sempre andata avanti, cosi’ come le strategie educative molto concrete. Noi, psicologi, collaboriamo alla formazione, gli psichiatri, come i professionisti, per riconoscere questa sindrome. E sempre di piu’ stiamo avanzando nel campo clinico: ricevo in psicoterapia o in consultazione adolescenti, coppie con almeno uno dei partner Asperger; accompagnamo anche i bambini nel loro percorso scolastico. La presa in carico cognitivo-comportamentale è stata possibile grazie al riconoscimento della sindrome di Asperger come un disturbo dello sviluppo e non come una psicopatologia associata alla salute mentale. Non si tratta quindi di internare queste persone o prescrivere farmaci, a meno che ovviamente non ne abbiamo bisogno, ad esempio in caso di depressione o altre condizioni correlate ai disturbi dello spettro autistico.

Quali sono le caratteristiche di queste persone ?

Nello spettro autistico, sono in una fascia estrema, quella dell’ “alto livello cognitivo “. Non hanno disabilità intellettive e molti di loro hanno abilità speciali, un modo originale di vedere il mondo. Abbiamo molti artisti e informatici qui e cerchiamo di trovare il potenziale di ognuno. Cio’ che li caratterizza è indubbiamente l’importanza che attribuiscono ai dettagli, il vocabolario elaborato e la loro difficoltà nella conversazione e nella gestione emotiva… Ma queste caratteristiche nono sono sufficienti per individuarli, come credono invece troppi psichiatri. Solo rigorosi questionari, consentono la valutazione e la diagnosi.

Cioè ?

Immaginiamo un paziente che si rivolge a uno psichiatra. E’ in grado di guardarlo negli occhi, e se, alla domanda “ voi preparate l’albero di Natale in famiglia ? “, risponde positivamente, lo psichiatra penserà “ non puo’ essere Asperger “, dimostra socievolezza. In realtà, se lui gli avesse domandato, “ Perchè e come organizzate un pranzo di Natale a casa vostra ? “ , avrebbe ottenuto come risposta che non lo fa con piacere,  ma imita gli altri perchè vede che tutti fanno cosi’. Questo tipo di comportamento è caratteristico delle persone Asperger: per funzionare nella nostra società, hanno bisogno di una sceneggiatura precisa. Le abilità sociali non sono spontanee. Apprendono per imitazione e decodificazione. Quindi sono essenziali test specifici per riconoscerli.

La cosa incredibile, è il numero di persone che vengono da lei per una consultazione e chiedono “ sono Asperger ? “. Come lo spiega ?

Negli adulti Asperger, forme leggere del disturbo sono molto comuni. Spesso queste persone hanno un congiunto, un lavoro e vivono “ camuffando “ i loro tratti. Ma al momento di una crisi della vita, durante una transizione in particolare, vacillano sotto il risorgere di alcuni tratti. Lo studente ventenne che si sta avviando verso una professione, o un Asperger appena divorziato che si fa cogliere dall’ansia o dalla depressione. Ricevo sempre piu’ spesso, donne, diagnosticate come bipolari o con disturbo della personalità che cercano delle risposte .

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie

Fonte: lefigaro.fr

Autismo: la testimonianza di Guillaume, Asperger diagnosticato in ritardo

Dopo anni di difficoltà, Guillaume Alemany è stato diagnosticato Asperger a 27 anni. In un libro racconta il suo percorso pieno di insidie e la sua lotta contro questa particolare condizione. Da bambino modello a giovane depravato senzatetto in Australia…Guillame Alemany si è sempre sentito diverso. Feste, alcool, relazioni con prostitute. Ha affogato il suo malessere in viaggi frenetici. Poi quattro anni fa, a 27 anni, ha finalmente capito le ragioni del suo percorso di vita caotico: è stato diagnosticato, autistico Asperger.

“ Una forma di autismo senza disabilità intellettiva, che causa molti problemi nelle interazioni sociali. Pero’, ci sono spesso abilità fuori dal comune in certi ambiti “, spiega ai microfoni di RTL. “ I primi effetti, si manifestano durante l’infanzia ”, dice, mentre parla dei momenti difficili vissuti alla scuola materna.

A 31 anni, Guillaume Alemany studia storia a Brest. Ha pubblicato “ Le Avventure di Kawi, percorso di un giovane Asperger “ ( Harmattan Edizioni ), dove racconta come i suoi viaggi e la tentazione di partire all’avventura siano stati una sorta di auto-ricerca. “ Utilizzo spesso l’espressione ‘fuga in avanti’. Per il fatto di non essere integrato nella società, mi sono detto che non ero fatto per questo posto e le cose sarebbero andate meglio altrove “.

Terapia distruttiva

La sua carriera è improbabile: parte per l’Inghilterra per un’esperienza come giovane alla pari, ma le difficoltà di integrazione lo costringono a rientrare. Incontra una ragazza Tailandese su un sito internet e la raggiunge. La storia dura poco. Rimane in Tailandia, si fa degli amici e poi si perde: tra alcool e prostitute, conduce una vita frenetica.

“ Ho toccato il fondo. E’ stata una sorta di terapia, tra virgolette, che ho trovato per compensare i miei problemi. Ma cio’ mi ha portato dritto contro un muro “ ammette. I suoi viaggi e l’autismo, tuttavia gli consentono incontri con persone incredibili : “ Quando la gente ti rifiuta, possiamo facilmente attaccarci a qualcuno amichevole, che parla con noi e ci accetta “.

Dopo tante vicissitudini e la morte di un suo conoscente, Guillaume Alemany inizia a fare delle ricerche si Internet per capire cosa gli sta succedendo. Al Centro Ospedaliero Universitario di Brest finalmente danno un nome al suo disagio, sindrome di Asperger. “ Prova un senso di sollievo, finalmente so quello che ho e che non sono pazzo. Ma c’e’ anche un sentimento di ingiustizia verso gli altri. Avevo questo problema e sono stato messo da parte. E’ difficile da accettare “.

Le conseguenze sociali esacerbate del suo disturbo autistico, sono, secondo lui, principalmente dovute al “ ritardo della Francia “ sull’autismo. “ In altri paesi mi avrebbero diagnosticato prima. La situazione in Francia sta migliorando, ma c’e’ ancora tanto lavoro da fare “.

Tradotto e riadatto da Mondo Aspie

Fonte: rtl.fr

David: “Porto a teatro l’Asperger e vi spiego cosa significa essere un Aspie”

La 4B è una classe difficile perché in 4B c’è Christian Manzi: un adolescente intelligente ma dal carattere irruento. In aula ogni giorno c’è uno scontro: Christian contro la bella della classe, Christian contro la ragazzina che si trucca continuamente, Christian contro il leader della scuola, Christian contro i professori, Christian contro se stesso, Christian contro tutti. Le cose però cambiano con l’arrivo del nuovo insegnante d’italiano, un giovane al suo primo incarico che, poco alla volta, attua delle strategie educative per trovare l’armonia tra gli alunni. Le difficoltà non mancano specialmente per Christian che, poco alla volta, dà un nome alla sua diversità: Christian è un Asperger.

E’ questa, in estrema sintesi, la trama di Christian tra la Ci e le Erre: il primo spettacolo in Italia dedicato alla sindrome di Asperger. Il regista, Antonio Tucci, ha ideato un dramma capace di coinvolgere il pubblico immergendolo completamente nel mondo di chi viene additato come “diverso”. Gli attori sono due: Matteo Schiazza, nella parte del professore alle prime armi ma con una grande sensibilità d’animo, e David Catoni formidabile nell’interpretare Christian tanto da aver vinto, quest’estate, il premio come miglior attore al Festival Nazionale “Il Giullare” di Trani. Una bella soddisfazione per David che nei panni di Christian c’è stato a lungo anche fuori dal palco: David è un “aspie” e oggi lo intervistiamo per conoscere la sua storia ed entrare, a passi lievi, nel suo mondo.

Che cos’è la sindrome di Asperger?

Tecnicamente è un disturbo della personalità che fa parte della famiglia dell’autismo. Nei fatti la sindrome di Asperger è un modo di essere: si ha difficoltà nel gestire le emozioni perché le si vivono in maniera amplificata rispetto a un neurotipico, ci mancano alcune nozioni sulle regole sociali e non sempre comprendiamo al meglio le espressioni facciali.

Lei è il presidente di un’associazione di volontariato, Aspiedavid Abruzzo, fondata nel 2012 insieme a sua madre: com’è nata l’idea della Onlus e cosa si prefigge?

L’Associazione nasce a seguito di un percorso personale molto doloroso: ero ghettizzato ed etichettato come gay e “strano”. Sono riuscito a dare un nume alla mia diversità quando avevo ormai diciannove anni: solo allora i medici mi hanno comunicato di essere un aspie. Una volta capito il mio “problema” ci tenevo a riottenere la mia dignità: a non essere più lo zimbello della città. Volevo inoltre che le persone conoscessero la mia sindrome. Ho pensato fosse il caso di sopperire a una carenza d’informazione relativa all’Asperger: occorre sensibilizzare la società sul tema. Aspiedavid però ha anche un altro obiettivo: aiutare le famiglie che, come è accaduto alla mia, si trovano di colpo a dover far i conti con qualcosa di cui, prima della diagnosi medica, ignoravano l’esistenza. Oggi, grazie a Aspiedavid Abruzzo, una famiglia con un figlio aspie può, venendoci a trovare, contare innanzitutto su qualcuno che, essendoci passato prima, sa come affrontare le quotidiane difficoltà e, in un secondo momento, insieme ci si impegna a individuare delle strategie. E’ importante infatti che a un aspie vengano dati degli obiettivi da raggiungere a breve termine. Un’altra cosa decisiva è attuare espedienti per abbattere la solitudine.

A proposito di solitudine, per anni è stata la sua acerrima nemica. Vuole raccontare qualcosa a riguardo?

Ho alle spalle una vita difficile. Sono stato o mi sono sempre sentito, il che equivale ad esserlo, rifiutato. Fino a poco tempo fa dicevo che la mia patologia non è la sindrome di Asperger ma la solitudine. Vedevo la solitudine come una montagna: ho provato con tutto me stesso ad abbatterla, le ho dato pugni e mi sono spaccato le mani, ho provato a tirarle dei calci e le mie gambe sono andate in frantumi, mi sono fatto a pezzi per cercare di fuggire dalla solitudine. Fino a ieri la mia vita era piena di solitudine e oramai mi ero arreso a questa realtà, poi è successo il miracolo: in occasione dello spettacolo “Christian tra la Ci e la Erre”, il primo spettacolo teatrale in Italia sull’Asperger che vede me interpretare i panni di Christian Manzi un giovane aspie incompreso dai compagni di classe, ho lanciato un appello disperato affinché non fossi lasciato solo. In quell’occasione avevamo messo in scena la rappresentazione all’aula magna del rettorato dell’Università di Chieti, il pubblico era in gran parte costituito da miei coetanei. Non era mai successo prima, eppure il mio urlo di solitudine ha toccato i cuori di molti: diversi ragazzi mi hanno cercato chiedendomi di uscire insieme. Non potevo crederci. Ora, appena posso, corro da loro e finalmente mi diverto. Mi hanno salvato.

Ha accennato a “Christian tra le Ci e la Erre”, lo spettacolo del regista Antonio Tucci dedicato proprio alla sindrome di Asperger. So che è stato un grande successo: nell’estate del 2016, al Festival Nazionale “Il Giullare” di Trani, ha vinto il premio del pubblico come migliore rappresentazione mentre lei, con la sua formidabile interpretazione, ha ottenuto il premio della critica come miglior attore. Cosa prova quando recita?

Sono concentrato. Voglio entrare in piena connessione con il pubblico: coinvolgere il più possibile lo spettatore. Quando recito, mi piace pensare: «Ecco! Facendo così vi faccio ridere, così arrabbiare».

 

“Christian tra le Ci e la Erre” è in assoluto il primo spettacolo in Italia che ha per tema la sindrome di Asperger. Che lei sappia il nostro Paese è molto indietro sul tema rispetto al resto del mondo?

Non ho esperienze a riguardo che abbia fatto in prima persona. Posso però dirti, perché alcuni miei conoscenti aspie me l’hanno riferito, che negli Stati Uniti sono molto più avanti riguardo le dinamiche legate alla diversità. Gli americani hanno una mentalità distante anni luce da quella italiana: guardano quello che fai non quello che sei o chi sei. Pensa che qui da noi per un ragazzo aspie prendere la patente è una vera impresa. Io me ne frego: aggiro l’ostacolo usando i mezzi pubblici, funzionano bene e sono anche molto convenienti.

So che sua madre Paola è una persona fondamentale nella sua vita: le è sempre stata accanto aiutandola nei periodi bui e supportando le sue scelte. Quanto è importante sapere di poter contare sul suo appoggio?

Mia madre è la persona che più amo e che più mi conosce. Sono molto fortunato da questo punto di vista, non posso che ringraziarla. Ora io e lei stiamo facendo un nuovo percorso: da quando ho degli amici lei ha deciso di “allentare il guinzaglio”. È una nuova fase del nostro rapporto: per il momento mi piace questa maggiore libertà, credo sia giusto così anche perché lo so che veglia sempre su di me. Ultimamente non sono mai a casa tant’è che anche Momo, il mio gatto, se n’è accorto: è offeso con me, pensa che l’abbia tradito. Ma gli passerà, povero Momo.

Secondo lei quali sono le difficoltà che potrebbe incontrare un normotipo che intenda frequentare un aspie?

La difficoltà più grande è abbattere un pregiudizio: quello legato alla diversità. Spesso quel che non si conosce viene percepito come un pericolo, una minaccia da cui difendersi. L’arma più comunemente utilizzata da chi si sente intimorito è quella di mantenere le distanze da ciò che lo spaventa. Io ho passato la mia vita sentendomi allontanato e ignorato. La diversità invece non è da temere ma anzi qualcosa da comprendere e accettare.

Fonte: felicitapubblica.it

Autismo: Gli adulti Asperger, questi giganti dai piedi d’argilla

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  •  Fig.: persona o istituzione che nonostante l’apparenza grandiosa e imponente poggia su fragili basi.

Li chiamano autistici ad alto funzionamento o autistici savants. Perchè, per una ragione che ignoriamo, le loro capacità intellettive sono spesso impressionanti: memoria enciclopedica, comprensione cristallina della realtà . ” Si potrebbe dire che sono degli autistici mancati “.

” Come se l’autismo non fosse riuscito a soggiogare le loro capacità intellettuali ” dice lo psicologo Normand Giroux. Ma questo importante panaché cognitivo si basa su una fragilità particolare. Se sono piu’ efficienti rispetto alle persone intellettualmente “normali “, gli autistici Asperger sono dei “disabili emotivi ” .

” Sono una daltonica della vita “, dice  Anne-Marie Lacharité, 34 anni, che lavora nel campo della progettazione grafica a Montreal ed ha ricevuto da poco la diagnosi. E’ una metafora eloquente, come quelli che riescono a percepire i colori solo in parte, gli autistici Asperger non possono leggere… le emozioni.

Infatti, se una persona neurotipica – o ” normale ” puo’ decodificare fino a 75 emozioni, le persone con la sindrome di Asperger sono limitate a 7. Ne risulta una difficoltà a ” essere”, letteralmente, nel mondo. Gli autistici Asperger lasciano spesso i loro interlocutori perplessi, perchè le loro reazioni dovute alle loro carenze emotive producono delle reazioni spesso incomprensibili. Tanto che l’ Asperger con le sue capacità cognitive, puo’ passare inosservato: vive una condizione, ma non sappiamo che fa parte di una condizione dello spettro autistico, da qui la stranezza. Inoltre, la sindrome di Asperger genera molta ansia. Questi adulti autistici che hanno una vita “ normale “, tuttavia hanno altre caratteristiche dell’autismo: l’importanza di una routine inderogabile puo’ causare ansia, disturbi compulsivi, ipersensibilità sensoriale che rende il contatto fisico difficile e nel peggiore dei casi, al suo parossismo, simile a una fobia di contatti sociali.

Normand Giroux, psicologo, si è specializzato da 20 anni a questa parte nell’autismo Asperger. Adulti come Anne-Marie, ne vede molti .

Sono dentro una sorta di inchiesta identitaria. Un giorno, incappano sulla pista Asperger ed è come una rivelazione. E a partire da là, cercano conferme. 19 volte su 20, hanno ragione “, spiega Normand Giroux

In Occidente gli adulti ricevono tardi la conferma del loro autismo. Le donne vogliono spesso dare un nome ai loro disturbi a causa della loro discendenza “ Una donna di 68 anni è venuta da me per una diagnosi, sapeva di essere autistica Asperger, ma il suo nipotino di 8 anni era appena stato diagnosticato e voleva rassicurare i suoi genitori “ racconta Normand Giroux. Si è pensato a lungo che la sindrome di Asperger fosse una caratteristica solo maschile. Ora comprendiamo che le donne nello spettro autistico riescono meglio a camuffarsi, a “indossare una maschera di persona normale“, come dice giustamente Anne-Marie.

Gli autistici Asperger hanno spesso dei disturbi associati alla loro sindrome. Ossessioni, compulsioni, ma soprattutto l’ansia. “ Non possiedono ammortizzatori emotivi per assorbire i contraccolpi delle circostanze e degli eventi. Gli Aspie analizzano tutto razionalmente e questo genera ansia “ spiega lo psicologo. Internet ha contribuito molto a rompere l’isolamento delle persone Asperger perchè trovano la letteratura che permette loro di capire, ma anche di creare legami con altre persone autistiche. E’ ironico e simpatico per queste persone con incapacità relazionali. Amano i social Network .

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie.

Fonte: ici.radio-canada.ca

Libro: Sindrome di Asperger, ” Lascia che accada “

lascia-che-accada-autismo-aspergerConsiglio la lettura di questo libro a tutti. Mio figlio Aspie, adolescente, l’ha letto tutto d’un fiato, e si è fatto coinvolgere dal tema dell’educazione sentimentale tra due ragazzi, Colton Asperger e Lilly che cerca di entrare in tutte le maniere nel suo mondo. E alla fine ci riuscirà, perchè la diversità puo’ anche diventare un punto d’incontro, un inizio. Come mamma Aspie, ho trovato questo libro scorrevole, forse troppo corto… avrei voluto leggere qualche pagina in piu’ su questa bella storia d’amore. La sindrome di Asperger è trattata in modo semplice, non pesante. I tratti  Aspie di Colton sono evidenziati in modo comprensibile, piacevole anche per chi non mastica “l’autismo ” come noi che lo viviamo tutti i giorni.

TRAMA

Sono Lilly Evans e questo è il racconto di come mi sono innamorata di un ragazzo che mi ha insegnato come l’amore sia tutto tranne che convenzionale.

Quando Lilly incontra di nuovo Colton al liceo, nota subito qualcosa di strano in lui. “Oh, è un ragazzo splendido. È solo un po’ diverso. Non ti guarda negli occhi e ti stritola quando ti abbraccia”. Colton ha la sindrome di Asperger, un disturbo dello sviluppo imparentato con le forme più leggere di autismo. Fa fatica a stabilire dei rapporti di amicizia e a decodificare il linguaggio non verbale. È maldestro e non riesce a comunicare agli altri ciò che gli succede dentro: viene sopraffatto dall’emozione e crolla. “Vorrei che fossi come me, perché allora capiresti”, le dice. Lilly cerca di capire Colton, e se ne innamora. Ben conscia della necessità di superare non pochi ostacoli con un ragazzo che ha un modo tutto suo di esprimere i sentimenti, lo trascina nel vortice di un amore limpido e profondo. “Lascia che accada” racconta l'”educazione sentimentale” tra i due adolescenti, il loro lento aprirsi l’uno all’altro, la determinazione di lei ad accettare e decodificare un linguaggio e dei gesti mai prevedibili. È un romanzo di formazione adolescenziale, senza tabù: esplicito, sincero ma sempre delicato, anche nelle struggenti descrizioni del contatto fisico tra i due ragazzi, che si cercano, si desiderano, e lentamente si aprono anche al sesso.

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Autismo ricerca: Gli autistici prendono delle decisioni piu’ obiettive

decisioneo-biettiva-autismoNel valutare gli eventi e le diverse opzioni, le persone con autismo tendono ad utilizzare la loro logica senza farsi influenzare da vari fattori emotivi che distorcono la percezione.

Le persone con autismo prendono decisioni piu’ oggettive e hanno meno pregiudizi rispetto alle persone neurotipiche, dichiarano i ricercatori del King’s College di Londra, in un articolo pubblicato sulla rivista Molecular Autism. ” Le caratteristiche uniche dell’autismo possono essere utili nelle situazioni in cui è importante ” pensare con la  testa e non con il cuore “. La gente spesso pensa che gli autistici siano in grado di risolvere problemi matematici,  e abbiano il dono della razionalità, ma questa idea non è stata confermata. Gli autistici pensano logicamente perchè non si fanno influenzare facilmente dai loro sentimenti e istinti “, afferma uno studioso del King’s College.

All’inizio, l’esperimento mirava a verificare ” l’effetto contesto ” negli autistici. Nella psicologia del ragionamento e della decisione come nella psicologia sociale, questo effetto significa che la nostra psiche e il processo decisionale dipendono dall’ambiente e dallo stato emotivo interiore di una persona.

I risultati di un esperimento condotto alla fine degli anni ottanta hanno mostrato che coloro che sono stati invitati a scommettere 70 dollari forniti dagli organizzatori a un agenzia di scommesse con un risparmio garantito di 20 dollari, hanno risposto in modo molto diverso alla proposta, secondo i ricercatori hanno parlato della possibilità di ” risparmiare 20 dollari ” o di perdere 50 dollari “. Replicando questo test, i ricercatori britannici hanno confrontato le decisioni prese dalle persone autistiche e quelle prese da persone neurotipiche. I risultati di questo esperimento hanno mostrato che le persone normali prendono decisioni sbagliate due volte in piu’ rispetto a quelle con autismo che invece non sono influenzate dall”effetto cornice “. Nella maggioranza dei casi, le persone con autismo hanno preso delle decisioni razionali e logiche.

Curiosamente, questo effetto ha influenzato di piu’ persone con un QI emotivo elevato che affermavano di comprendere bene cio’ che succede nel loro interno.

Secondo gli scienziati, i risultati indicano che le decisioni prese dalle persone con autismo sono guidate dalla logica e dal pensiero razionale mentre quelle delle altre persone si basano in gran parte sulle loro emozioni. Pertanto, i ricercatori affermano che le persone autistiche possono essere piu’ affidabili nelle situazioni che richiedono decisioni logiche e obiettive.
Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: Sputniknews.com