Piccolo Vademecum: Come relazionarsi con un bambino Asperger

Non prova piacere nell’essere toccato o baciato, ma può volerlo se è lui stesso a iniziare.
Perché?
L’essere toccato può infastidirlo perché l’azione è inaspettata.
Come comportarsi? Che cosa fare?
Avvertitelo quando sarà preso in braccio o baciato. Spiegate a parenti e amici le sue preferenze, evitando situazioni spiacevoli o imbarazzanti.
Evita materiali come sabbia, creta, colle, creme, ecc.
Perché?
Il senso del tatto con alcuni materiali lo infastidisce o impaurisce perché violento o troppo stimolante.
 
Come comportarsi? Che cosa fare?
Incoraggiatelo a tollerare (senza costringerlo) questi materiali, attraverso un’esposizione controllata, graduale e molto rispettosa delle sue paure. Preparatelo ad attività che prevedano l’uso di questi materiali spiegando o disegnando poster o vignette. Progettate giochi che il bambino trova piacevoli inserendo questi materiali con gradualità e prudenza. Eliminate attività spiacevoli e non necessarie alla sua educazione oppure fatele sempre seguire da attività che gli piacciono. Appena diventa più tollerante, aumentate gradatamente il tempo di contatto con il materiale che prima rifiutava.
Parla da solo quando fa un compito o esegue un esercizio.
 
Perché?
Può avere bisogno di un input ulteriore per aiutarlo a mantenere l’attenzione focalizzata sul compito. Il suono della propria voce può impedire altri input sensoriali acustici. Può avere scarsa fiducia nelle sue abilità motorie.
Come comportarsi? Che cosa fare?
Permettetegli di parlare da solo, se questo non infastidisce gli altri. Utilizzate un movimento con la mano per aiutare a far diminuire l’ansia o per migliorare la sua autoregolazione.
È infastidito dai rumori degli elettrodomestici di casa.
 
Perché?
Qualche volta tono e frequenza dei motori degli elettrodomestici possono distrarlo o infastidirlo.
Come comportarsi? Che cosa fare?
Esponetelo al rumore «irritante» a piccole dosi, aumentando gradualmente la durata quando lo sopporta meglio. Avvertitelo sempre che l’apparecchio sta per essere acceso così non sarà colto di sorpresa. Fategli usare l’apparecchio, quando possibile. Associate il rumore a un’attività preferita.
 
Rifiuta i cambiamenti.
 
Perché?
L’attività di routine lo aiuta a capire e a organizzarsi l’esistenza. Ha bisogno di prevedere ciò che accadrà, specialmente se non «sente il controllo» sul proprio corpo. Ha bisogno di avere ben definiti gli orari della giornata perché gli è difficile o impossibile capire il fluire del tempo e gestirlo. Non sa cosa fare quando interviene un cambiamento.
Come comportarsi? Che cosa fare?
Usate un segnale prima di un cambiamento. Preparatelo alle novità usando supporti visivi. Accompagnate il cambiamento con una sensazione di pressione profonda. Dategli il compito di descrivere su un foglio quando accade un evento inaspettato.
Non sa vestirsi; è sempre trascurato o spettinato.
 
Perché?
Non sembra curarsi del proprio abbigliamento, ha difficoltà ad accorgersi che i vestiti non sono in ordine.
Come comportarsi? Che cosa fare?
Create un poster con disegni e orari per mettersi in ordine. Scegliete per lui un abbigliamento «comodo», eliminando bottoni e sostituendoli con elastici o velcro. Insegnategli una sequenza sempre uguale per vestirsi e per controllare il proprio aspetto davanti allo specchio (tracce di dentifricio, camicia abbottonata, pantaloni allacciati, scarpe allacciate, ecc.).
 
Reagisce con fastidio durante il pranzo, va in collera, grida o rifiuta le regole o se ne vuole andare.
 
Perché?
L’ambiente è troppo rumoroso, voci, sbattere di posate, piatti, bicchieri, televisore acceso, movimento di sedie, ecc. L’ambiente è pregno di odori forti provenienti dalla cucina o di profumi che possono essere stressanti.
Come comportarsi? Che cosa fare?
Permettete che mangi da solo e a scuola vada in mensa prima degli altri. Permettete che mangi in classe o in un altro ambiente senza troppi stimoli. Diminuite il tempo per il pranzo. Assistetelo per il pasto (aprite la bottiglia, versate la pietanza, aiutatelo a tagliare e a prendere il cibo).
 
Non sembra capire i compagni di scuola, i loro gesti o le loro espressioni non verbali.
 
Perché?
Può essere disturbato dall’osservare parti del corpo, movimenti e facce degli altri. Troppi stimoli tutti insieme. Può avere difficoltà a concentrare l’attenzione sulle varie parti del corpo e sulle espressioni facciali. La consapevolezza della presenza di altre persone che lo circondano può essere limitata da un’intensa preoccupazione. Mantiene la distanza dagli altri per evitare il contatto fisico e ciò limita l’abilità a percepire gesti e espressioni. Può fidarsi delle informazioni acustiche e avere difficoltà a distinguere le informazioni visive dai dettagli sullo sfondo.
Come comportarsi? Che cosa fare?
Fornite suggerimenti acustici graditi per dirigere l’attenzione. Insegnategli i significati delle espressioni facciali, del corpo e dei gesti. Eliminate elementi di distrazione presenti nell’ambiente. Rispettate i suoi bisogni di tenersi distante per evitare il contatto fisico oppure odori a lui sgraditi. Rassicuratelo verbalmente. Accompagnate le espressioni facciali, i movimenti del corpo e i gesti con una spiegazione verbale. L’uso di suggerimenti non verbali, sottintesi, paradossali e ironici e quant’altro ha significato traslato o metaforico deve sempre essere spiegato perché quasi mai è intuito spontaneamente. Offrite poche modalità sensoriali alla volta.
A cura di Centro Studi Erikson

Autismo: 16 consigli per le persone con un’ amica/o Asperger

1) Non alleggerire o ingrandire le parole

Le persone Asperger prendono a cuore e alla lettera tutto cio’ che gli viene detto . A meno che tu non lo stia pensando, non dirgli: “ Io sono tuo amico “. Un semplice conoscente e un vero amico, fa la differenza. Si sentirà ferito quando realizzerà che non lo pensi davvero.

2) Non forzare il contatto oculare

Per un Asperger, il contatto oculare a volte è imbarazzante. Potresti avere l’impressione di non essere ascoltato mentre lo sei. Puoi chiedergli “ Mi stai ascoltando ? Invece di “ Guardami “ che potrebbe mettere l’Aspie a disagio, pregiudicando un’ interazione futura con voi.

(Il contatto visivo è una norma sociale, un segno di attenzione, franchezza e rispetto dell’interlocutore. Tuttavia, questa interpretazione non è una verità. In alcune neuro-diversità, il contatto oculare rende complessa l’interpretazione del messaggio, a causa della grande quantità di informazioni visive aggiunte al discorso).

3) Evitare il contatto fisico non consentito

A meno che non sia preparata, una persona con sindrome di Asperger non sopporta di essere toccata. In ogni caso, è necessario formulare la richiesta di contatto e rispettare il suo rifiuto.

(Questo è un punto rivolto a tutti, sia neurodiversi che neurotipici. La considerazione dell’altro è il rispetto della propria integrità fisica, emotiva e psicologica. In una società in cui bambini e adulti sono sottoposti a un’ingiunzione al contatto (baci, strette di mano, …), questo argomento dovrebbe essere un apprendimento di base. Noi soli dobbiamo disporre del nostro corpo. Questi contatti fisici non dovrebbero piu’ essere considerati un obbligo sociale).

4) Rispondere ai messaggi

Per quanto possibile rispondi ai messaggi. Se tuttavia non vuoi discutere o trovi che il momento sia inopportuno, prenditi la briga di dirglielo in modo conciso e cortese. Cio’ eviterà al tuo amico/a di stressarsi troppo o di preoccuparsi del fatto che tu sia arrabbiato/a o altro.

5) Non dire di fare piu’ sforzi

Non dire “ Quando vogliamo, possiamo ! “ . Una persona Asperger consapevole dei suoi fallimenti nelle interazioni sociali, compie enormi sforzi per cercare di superarli. Colpevolizzarli per un errore sociale o un fraintendimento, significherebbe rigirare il coltello nella piaga.

(Le specificità inerenti all’autismo in particolare per quello che riguarda le interazioni sociali possono diventare un ostacolo di fronte al disadattamento all’ambiente circostante. Sia in termini sensoriali, modificazione delle routine, … Una persona con autismo compie enormi sforzi per cercare di adattarsi alla vita quotidiana. Ecco il motivo per cui è importante capire la necessità d’inclusione delle persone neurodiverse, invece dell’integrazione. Inclusione significa accettazione e considerazione della persona, delle sue specificità e dei suoi bisogni. Quindi la persona con autismo non è piu’ l’unica a fare sforzi. Te e la società potete fare un passo verso la comprensione dell’altro).

6) Dare la giusta considerazione al tuo amico/a autistico/a

Se hai molti amici con cui chiaccherare, mangiare,… a volte prenditi un po’ di tempo per stare con il tuo amico/a, in modo che non pensi di non essere all’altezza oppure che tu non la stia apprezzando. Questo aumenterà la sua autostima. Se sarai pronto a consacrargli del tempo, il tuo amico/a resterà piacevolmente sorpreso; le persone autistiche non sono abituate a persone che vogliono stare con loro insieme agli altri.

(Nell’adolescenza in particolare, avere un amico neurotipico puo’ essere di grande aiuto per imparare a socializzare. Tu puoi essere una porta per altre amicizie e puoi aiutare il tuo amico/a autistico/a nella comprensione dei codici sociali. Queste acquisizioni saranno molto utili per lui/lei nella vita futura. Per un adolescente è fondamentale avere un amico fidato per sostenere in sicurezza l’apprendimento della vita sentimentale e sessuale).

7) Incoraggiare

Sdrammatizzare i fallimenti e valorizzare gli sforzi. Una persona Asperger di solito ha una bassa autostima. Se la incoraggi si sentirà rilassata e a suo agio con te. La sua autostima aumenterà e il tuo amico/a vorrà vederti spesso.

8) Perdonare la goffaggine

Una persona autistica puo’ dare l’impressione di aggredire il suo interlocutore (con l’intonazione della sua voce), fare figuracce, essere troppo appiccicoso , sedersi troppo vicino, parlare troppo, … in questi casi è necessario sminuire e semplicemente fare notare alla persona che questi comportamenti non sono appropriati alla situazione e spiegare come correggerli. Non giudicare il tuo amico/a e non mostrare impazienza di fronte alla ripetizione di questi comportamenti, l’adattamento a volte richiede tempo.

9) Evitare il sarcasmo e l’ironia

Un Asperger ha difficoltà a capire l’umorismo e potrebbe credere che le osservazioni siano rivolte contro lui/lei. Non prendere in giro il tuo amico/a se non capisce uno scherzo, prenditi il tempo di spiegarglielo. Non fare umorismo sugli autistici e sulle loro difficoltà. (Alcune persone autistiche hanno problemi a comprendere l’ironia, altri invece, capiscono e gestiscono perfettamente l’umorismo e il sarcasmo. Questo fa parte dell’apprendimento. Ma la cosa piu’ importante è mai prenderlo in giro. L’umorismo nei confronti delle persone è irrispettoso) .

10) Lasciare che il tuo amico/a parli dei suoi interessi ristretti

Gli Asperger hanno degli interessi ristretti intensi e talvolta molto specifici o eccentrici. Amano parlarne. Ascolta il tuo amico/a che ne parla di tanto in tanto, sarà un piacere condividerlo con te. Se lui/lei parla davvero troppo, puoi dirgli che vorresti parlare di qulacos’altro. Il tuo amico/a capirà. Non commettere l’errore di allontanarti dal tuo amico/a a causa di cio’, senza spiegargli il perchè.

11) Sii onesto con il tuo amico/a

Le persone con autismo sono reputate per la loro lealtà e affidabilità. Se c’e’ una cosa che non sopportano è la bugia. Se sono fiduciosi, gli Asperger accetteranno di discuterne solo se il soggetto è pertinente e supportato concretamente. Non gli piace essere contraddetti senza logica o senza obbiettività, cio’puo’ creare un sentimento di confusione. Digli sempre la verità, anche se potrebbe sembrare offensiva (in questo caso, cerca di formularla cortesemente, senza esagerare e andare dritto al punto).

12) Dire cio’ che si sente con parole precise

Gli Asperger hanno difficoltà a leggere le espressioni dei volti, a indovinare cosa prova l’altra persona e quindi a sapere come reagire di fronte a certe situazioni. Esprimi cio’ che senti esattamente: “Sono triste /angosciato-a /… “ e verbalizza concretamente i tuoi bisogni. Ad esempio: “Ho bisogno che tu faccia questo”, piuttosto che “ho bisogno che tu mi aiuti” che è troppo vaga.

13) Non cambiare idea all’ultimo minuto

Cambiare cio’ che è stato programmato all’ultimo minuto e il modo migliore per aumentare l’ansia del tuo amico/a o farlo arrabbiare. In alcuni casi questo puo’ portare anche ad attacchi di panico. Lascia che il tuo amico/a segua le sue abitudini quando lo inviti a casa tua, non cambiare cio’ che è stato pianificato e se proprio non si puo’ evitare dillo al tuo amico/a con largo anticipo.

(La pianificazione e l’anticipazione aiutano a ridurre lo stress e l’ansia causati dalle attività sociali. Va tenuto presente che l’ambiente è un fattore di stress enorme, alune persone autistiche soffrono anche di ansia sociale che rende le loro interazioni complicate e talvolta impossibili anche con un minimo di preparazione.

Cambiare un programma, un impegno, una routine puo’ dare la sensazione di un crollo, perdendo tutto o parte del controllo. E’ molto importante tenerne conto. Sebbene alcune persone con autismo siano meno rigide di altre, riguardo alle loro abitudini. Non presentarti senza preavviso, prenditi la briga di avvisare il tuo amico/a tramite messaggio o telefono prima di fargli visita. E aspetta di avere la sua approvazione prima di recarti a casa sua).

14) Esprimere chiaramente le richieste

Gli Asperger hanno bisogno di precisione nelle parole. Ad esempio invece di dire “ Sii meno appiccicoso “ puoi formulare la frase in questo modo “ Mi piacerebbe che ci parlassimo ogni 3 giorni al massimo “

15) Evitare l’ambiguità nella relazione

Se vuoi avere una relazione romantica con un Asperger, assicurati di verbalizzare le tue aspettative in modo concreto. Il linguaggio non verbale e i complimenti sono sottigliezze che sfuggono agli Aspie. Le tue parole o il tuo comportamento potrebbero essere scambiate per una semplice amicizia oppure educazione. Se ti piace un Asperger, diglielo. Alcune persone Asperger non osano dire di no. Assicurati che il suo consenso sia reale.

16) Dimostrare obbiettività

Gli Asperger sono piu’ analitici dei neurotipici e quindi, in generale non hanno pregiudizi (razzismo, sessismo, omofobia…). Spiega la tua opinione personale , ma non rendere cio’ che dici una verità assoluta, gli Aspie vanno d’accordo piu’ facilmente con persone che mostrano obbiettività.

Non dimenticate che ogni persona è diversa, l’autismo è uno spettro e le sue esigenze/aspettative possono essere differenti. Non esitate a discutere con il vostro amico/a per definire insieme come costruire la vostra relazione.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte : avatypique.wordpress.com

Autismo e lavoro: 11 punti forza delle persone autistiche

Gli autistici hanno molto da offrire al mondo del lavoro, soprattutto grazie a qualità professionali come:

  1.  Il pensiero logico e l’analisi dei problemi
  2. La percezione dei dettagli e la precisione
  3. La concentrazione
  4. La sete di conoscenza unita a una memoria eccellente
  5. Affidabilità e lealtà
  6. Competenze e abilità tecniche specifiche
  7. Motivazione al lavoro
  8. Orientamento ai risultati e senso di responsabilità
  9. Rettitudine e onestà
  10. Perseveranza, anche nei lavori di routine
  11. Creatività

Tanti vantaggi

Molti autistici adulti sviluppano delle strategie per camuffare e compensare le difficoltà che incontrano “, spiega Herbert Roeyers, psicologo clinico dell’ Università de Gand .

Le persone che provengono da un ambiente esterno, difficilmente riescono a rilevare attraverso un comportamento, se hanno a che fare con una persona autistica. E’ solo in situazioni non di routine o complesse che diventa improvvisamente evidente che stanno avendo problemi a iniziare una conversazione con un cliente sconosciuto che li porta a cambiare improvvisamnete il loro modo di lavorare… “

Roeyers : ” Per avere un’idea migliore, è importante non definire l’autismo solo in termini di limiti e problemi. Sono cervelli che hanno un’altra organizzazione e un diverso funzionamento che porta molti vantaggi – che variano da un individuo all’altro – proprio come le persone neurotipiche. In altre parole, la generalizzazione è fuori questione perchè ogni persona con autismo è unica “.

“ Poichè gli autistici hanno dei modelli di attività e interessi limitati e ripetitivi, possono diventare molto forti in una materia e restare concentrati. Generalmente mostrano capacità di comprensione e una memoria eccezionale, si accorgono velocemente degli errori e hanno avanzate capacità d’analisi e di riflessione. Certo, hanno anche altre qualità come la lealtà, un approccio senza pregiudizi e creatività. Questo spiega la loro eccellenza in alcune materie scolastiche e in programmi di formazione, ma anche la capacità di svolgere meglio delle persone non autistiche determinati mestieri “.

10 utili consigli per la comunicazione

Gli autistici sono preziosi interlocutori, ma ci sono molte cose da tenere in considerazione. Spesso hanno difficoltà ad interpretare i segnali della comunicazione non verbale ( l’intonazione, cambiamento del livello della voce, espressioni facciali, gesti ) e interpretano le metafore nel senso letterale del termine.

Ecco 10 suggerimenti utili per comunicare con loro:

  1. Usate frasi brevi, dirette e non ambigue.
  2. Ripetete cio’ che dite se lo ritenete necessario, non verrà mai preso per una provocazione.
  3. Esprimete il vostro messaggio in maniera positiva, spiegando cosa succede e non cio’ che non sta accadendo.
  4. Mantenete un po’ di silenzio tra le vostre frasi e le vostre domande. Grazie a queste pause il vostro interlocutore puo’ elaborare meglio le informazioni.
  5. Siate piu’ espliciti possibili nelle indicazioni temporali: evitate il “ subito “. Preferite piuttosto “ tra 5 minuti “ .
  6. Supportate il vostro messaggio con l’informazione visiva.
  7. Allineate i messaggi verbali e non verbali, non devono contraddirsi.
  8. Optate per una discussione stimolante in modo che il vostro interlocutore possa concentrarsi.
  9. Evitate il contatto: le persone autistiche sono spesso troppo o poco sensibili agli stimoli sensoriali
  10. Dite quello che fate e fate quello che dite. Questo ovviamente vale per tutti.

Tradotto e riadatto da Mondo Aspie, fonte : www.jobat.be

T. Grandin: 24 consigli d’insegnamento per bambini e adulti con autismo

temple grandin consigli insegnamento autismo bambiniBravi docenti mi hanno aiutato. Se sono riuscita a superare il mio autismo è perchè ho avuto degli insegnanti competenti. All’età di 2 anni e mezzo mi hanno mandato in una scuola materna strutturata dove c’erano degli insegnanti che avevano molta esperienza. Fin da giovane mi hanno insegnato le buone maniere e a comportarmi bene a tavola. I bambini autistici hanno bisogno di avere le giornate strutturate e insegnanti che abbiano polso ma allo stesso tempo che siano gentili. Tra i 2 anni e mezzo e i 5 anni, le mie giornate erano strutturate e non potevo fare orecchie da mercante. Avevo 45 minuti di logopedia individuale 5 giorni la settimana e mia madre aveva assunto una tata che passava dalle tre alle quattro ore al giorno a giocare con me e mia sorella. Mi insegnava “a rispettare i turni” attraverso attività ludiche. Durante i pasti, mangiavamo tutti insieme e io non potevo fare eccezione. L’unico momento in cui potevo lasciarmi andare e ritornare ai miei comportamenti autistici era durante un periodo di riposo di un’ora dopo pranzo. La combinazione tra scuola materna, logopedia, attività ludiche e buone maniere a tavola arrivava fino a 40 ore settimanali e il mio cervello restava connesso ai lavori che svolgevo.

1.) Molti autistici sono pensatori visivi. Io penso in immagini. Tutti i miei pensieri sono come una videocassetta che scorre nella mia immaginazione. Le immagini sono la mia prima lingua e le parole la seconda. I nomi erano le parole piu’ facili da imparare perchè potevo creare un’immagine delle parole nella mia testa. Per insegnare le parole come “alto” o “basso”, l’insegnante deve mostrarle al bambino. Per esempio, potrebbe prendere un aereo giocattolo e dire “ alto” mentre lo fa decollare dalla scrivania. Alcuni bambini imparano meglio se delle schede con scritte le parole “alto” e “ basso” sono attaccate all’aeroplanino. La scheda “alto” verrà attaccata quando l’aereo decolla. La scheda “basso” verrà applicata quando l’aereo atterra.

2.) Evitate le lungue successioni di istruzioni verbali. Le persone autistiche hanno difficoltà a ricordarsi delle sequenze. Se il bambino è in grado di leggere, scrivete le istruzioni su pezzi di carta. Io non riesco a ricordami delle sequenze. Se chiedo le indicazioni per raggiungere una pompa di benzina, riesco a ricordare solo tre passaggi. Devo scrivere le indicazioni che comportano piu’ di tre passaggi. Ho delle difficoltà a ricordare i numeri di telefono perchè non posso creare un’immagine nella mia testa.

3.) Molti bambini autistici sono molto dotati nel disegno, nelle arti e nella programmazione informatica. Queste sfere di talento dovrebbero essere sfruttate. Penso che si debba insistere sullo sviluppo del talento di un bambino.

4.) Molti bambini autistici hanno un’ossessione per soggetti come i treni e le mappe . Il metodo migliore per trattare queste ossessioni è servirsene come motivazione a scuola. Se il bambino ama i treni, allora utilizzateli per insegnargli la lettura e la matematica. Leggete insieme un libro sui treni e create dei problemi matematici. Per esempio: Chiedete di calcolare quanto tempo impiega un treno per percorrere il tragitto da New York a Washington.

5.) Utilizzate dei metodi visivi concreti per insegnare il concetto dei numeri. I miei genitori mi avevano dato un gioco di matematica che mi ha aiutato ad imparare le cifre. Consisteva in un insieme di blocchi, che avevano diverse lunghezze e colori per ogni numero da uno a dieci. Utilizzando questi blocchi ho imparato come addizionare e sottrarre. Per insegnarmi le frazioni, il mio insegnante ha utilizzato una mela di legno divisa in quattro pezzi e una pera in legno tagliata a metà. Questo mi ha permesso di apprendere il concetto dei quarti e delle metà.

6.) Avevo la piu’ brutta scrittura della classe. Molti bambini autistici hanno dei problemi con il controllo motorio delle loro mani. Per loro è difficile mantenere una scrittura curata. Questo puo’ provocare un forte senso di frustrazione. Per ridurre questa frustrazione nel bambino e aiutarlo ad amare la scrittura, fategli utilizzare un computer. Digitare su una tastiera è spesso piu’ facile.

7.) Alcuni bambini autistici imparano a leggere piu’ facilmente attraverso la fonetica mentre altri apprendono meglio memorizzando parole intere. Io ho imparato con i fonemi. Mia mamma mi insegnava le regole fonetiche e poi mi faceva pronuciare le parole. I bambini ecolalici spesso imparano meglio attraverso delle carte memoria e libri illustrati poiché le parole intere sono associate a delle immagini. E’ importante che l’immagine e la parola siano impresse sulla stessa parte della carta. Quando insegnate i nomi, il bambino deve sentire la parola e deve vedere l’immagine e memorizzarla simultaneamente. Un esempio per insegnare un verbo sarebbe di tenere una carta con la parola “salto”, di fare un salto e di mostrare la carta dicendo “salto”.

8.) Quando ero bambina, i suoni forti come la campanella della scuola mi facevano male alle orecchie, come il trapano di un dentista che ti tocca un nervo scoperto. I bambini autistici devono essere protetti dai rumori che feriscono le loro orecchie. I suoni che causano piu’ problemi sono le campanelle delle scuole, gli allarmi, i segnapunti nelle palestre e le sedie che sfregano contro il pavimento. In molti casi, il bambino sarà capace di tollerare la campanella o l’allarme se il fragore sarà attutito leggermente con dei tessuti o del nastro adesivo. Il rumore delle sedie puo’ essere attutito con un pezzo di moquette oppure con dei feltrini. Un bambino puo’ temere una certa stanza perchè ha paura di edsere esposto improvvisamente a suoni penetranti proveniente da un sistema audio. La paura dei suoni puo’ causare comportamenti problema. Se un bambino si copre le orecchie significa che un suono sta provocando dolore.

9.) Alcune persone autistiche sono infastidite dalle distrazioni visive e le luci fluorescenti. Possono vedere dei tremolii con una frequenza di 60 hertz. Per evitare questo problema, piazzate la scrivania del bambino vicino ad una finestra e cercate di evitare le luci al neon. Se le luci non si possono evitare, utilizzate le lampadine di nuova generazione che sfarfallano meno. L’intermittenza delle luci fluorescenti puo’ essere ridotta disponendo una lampadina con un ampolla incandescente tradizionale a fianco della scrivania del bambino.

10.) Alcuni bambini autistici iperattivi che si muovono tutto il tempo saranno spesso piu’ calmi se indosseranno una veste propriocettiva. La pressione esercitata dal vestito permette di calmare il sistema nervoso. La pressione mi calmava molto. Per avere migliori risultati, la veste dovrà essere indossata per venti minuti, e poi tolta per qualche minuto. Questo impedirà al sistema nervoso di adattarsi.

11.) Alcune persone con autismo rispondono meglio e migliorano il loro contatto visivo e il loro linguaggio se l’insegnante interagisce con loro mentre si dondolano su un’altalena oppure se si rotolano su un tappeto. La stimolazione sensoriale procurata dall’oscillazione o la pressione che esercita una stuoia alle volte puo’ aiutare a migliorare il linguaggio. Dondolarsi deve essere sempre un gioco per divertirsi. Il bambino non deve MAI essere forzato.

12.) Alcuni bambini e adulti possono cantare meglio di come parlano. Essi possono rispondere meglio se le parole e le frasi vengono cantate. Alcuni bambini estremamente sensibili ai suoni rispondono meglio se l’insegnante gli parla a voce bassa.

13.) Alcuni bambini e adulti non verbali non riescono ad elaborare le stimolazioni visive e uditive nello stesso tempo. Utilizzano un solo canale per volta. Non possono vedere e sentire contemporaneamente. Non dovremmo chiedere loro di guardare e ascoltare nello stesso tempo. Ma piuttosto affidargli compiti visivi o uditivi separatamente. Il loro sistema nervoso è immaturo e incapace di trattare simultaneamente le informazioni visive e uditive.

14.)
Nei bambini e negli adulti non verbali e piu’ vecchi, il tatto è il senso piu’ affidabile. E’ piu’ semplice per loro toccare. L’alfabeto puo’ essere insegnato facendogli toccare delle lettere in plastica. Possono imparare gli orari quotidiani toccando degli oggetti che riguardano le loro attività qualche minuto prima. Per esempio, quindi minuti prima del pasto di mezzogiorno dategli il suo cucchiaio. Oppure qualche minuto prima di salire su una vettura date loro una macchinina giocattolo.

15.) Alcuni adulti e bambini con autismo imparano piu’ facilmente se la tastiera del computer è sistemata vicino allo schermo del pc. Questo permette di vedere simultaneamente sia lo schermo che la tastiera. Alcune persone hanno difficoltà a ricordare se devono distogliere lo sguardo dopo aver premuto un tasto sulla console.

16.) I bambini e gli adulti non verbali troveranno piu’ facile associare le parole con le immagini se vedono la parola stampata su una foto o una carta memoria. Alcune persone non comprendono i disegni a matita, all’inzio si consiglia di lavorare con oggetti reali e foto vere.

17.) Alcune persone autistiche  non sanno che il linguaggio serve per comunicare. L’apprendimento delle lingue puo’ essere facilitato se gli esercizi favoriscono la comunicazione. Se un bambino chiede una tazza, allora gli daremo una tazza. Se il bambino chiede un piatto, pero’ vuole una tazza, dategli un piatto. La persona deve imparare che pronunciando delle parole, degli atti concreti si producono. Sarà piu’ semplice per una persona autistica imparare che le sue parole non sono corrette se un oggetto sbagliato risulta da una parola errata.

18.) Molte persone autistiche hanno difficoltà nell’ utilizzo del mouse di un pc. Provate con la trackball, un tipo di periferica di puntamento. La sua componente principale è una sfera e in prossimità si trovano pulsanti e rotelline. Gli autistici che hanno dei problemi di controllo motorio delle loro mani trovano difficile utilizzare e cliccare sul mouse allo stesso tempo.

19.) I bambini che hanno difficoltà a comprendere il linguaggio faticano a differenziare i suoni delle consonanti dure, come la “D” in dito e la “L” in letto. Il mio insegnante di lingua mi ha aiutato facendomi ascoltare questi suoni , allungando i suoni delle consonanti dure mentre le pronunciava.

20.) Molti genitori mi hanno detto che utilizzano i sottotitoli dei programmi televisivi per insegnare ai loro figli a leggere. Il bambino è capace di leggere i sottotitoli e di associarli alla lingua parlata. Registrare il programma preferito del bambino con i sottotitoli è utile perché  puo’ essere riascoltato piu’ volte e messo in pausa.

21.)
Alcuni autistici non capiscono che il mouse del pc sposta la freccia sullo schermo. Possono imparare meglio incollando sul mouse una freccia di carta assolutamente identica alla freccia presente sullo schermo.

22.) Bambini e adulti con problemi di vista posso vedere degli sfarfallamenti sugli schermi di alcuni tipi di televisione. Vedono meglio sugli schermi piatti oppure in quelli dei pc portatili perchè  presentano meno tremolii.

23.) Alcuni bambini e adulti che hanno paura delle scale mobili spesso hanno problemi di vista. Essi temono le scale mobili perchè non possono decidere quando salire oppure scendere. Queste persone potrebbero non tollerare le luci fluorescenti. Le lenti colorate Irlen possono tornare utili.

24.) Le persone con problemi di vista leggono piu’ facilmente se i caratteri neri sono impressi su della carta colorata, che diminuisce il contrasto. Provate con della carta di colore grigio pallido, azzurro pallido, marrone pallido o verde pallido. Tentate con diversi colori. Evitate il giallo vivo perchè questo colore potrebbe essere doloroso per gli occhi della persona. Le lenti colorate Irlen possono facilitare la lettura.

La dottoressa Temple Grandin è stata diagnosticata autistica all’età di 2 anni, è autrice di due autobiografie: Emergence: Labeled Autistic, Arena Press (1986) et Thinking in Pictures, Double Day (1995). Attualmente è professoressa aggiunta all’Università del Colorado e un’oratrice internazionale sull’autismo e sul trattamento senza crudeltà degli animali. E’ proprietaria della Grandin Livestock Systems ed è una designer di fama mondiale di impianti per la manutenzione degli animali.
Center for the Study of Autism
Biographie de Temple Grandin
Temple Grandin
Temple Grandin, Ph. D.
Professeure adjointe
Université du Colorado (Colorado State University)
Fort Collins, Colorado 80523, É.-U.
(Révision : Juin 2000)
Articolo pubblicato sul sito Child Development Resource Connection Peel ( CDRCP) Connects.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, Fonte: Dupuiselise.canalblog.com

Disabilità e integrazione scolastica: Consigli urgenti per i genitori

Il 31 luglio di ogni anno scade il termine per lo sdoppiamento delle classi e la concessione di deroghe per il sostegno.
I genitori interessati o le loro Associazioni e Sezioni locali, se lo ritengono opportuno, possono inviare un sollecito del seguente tenore….

(a cura dell’avv.Salvatore Nocera vicepresidente FISH)

AL DIRETTORE GENERALE DELL’UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE DI………………
AL DIRIGENTE DELLA SCUOLA………………

OGGETTO: Promemoria sulla normativa per l’integrazione degli alunni con handicap
Nello spirito di collaborazione, ci permettiamo ricordare che il 31 Luglio p.v. scadono i termini entro i quali i Direttori generali scolastici regionali debbono sdoppiare le classi con più di 27alunni, se è iscritto un solo alunno con handicap e con più di 22, se sono iscritti due alunni con handicap. Ciò in forza del D.M. n. 141/99, come modificato dalla CM n.19/2007. Inoltre loro debbono autorizzare le richieste di un maggior numero di ore di sostegno, purché documentate adeguatamente o rigettarle con motivazione articolata, poiché l’art 26 comma 16 della legge finanziaria n. 448/98, richiamata espressamente dallo stesso decreto, fissa la necessità di soddisfare la richiesta nazionale di integrazione scolastica.
Ci permettiamo di ricordare al Dirigente scolastico che, oltre ad avere inoltrato le richieste di autorizzazione di cui sopra, dovrebbe provvedere, prima dell’inizio delle lezioni, ad individuare il collaboratore e la collaboratrice scolastica, incaricati di prestare l’assistenza materiale ed igienica agli alunni con handicap, offrendo loro il corso di aggiornamento di cui alla nota ministeriale prot. n. 3390/01, nonché alla richiesta agli Enti locali, ove necessario, della nomina degli assistenti educativi per l’autonomia e la comunicazione, di cui all’art 13 comma 3 L. n. 104/92.
Ci permettiamo inoltre di chiedere al Dirigente scolastico, come segno di attenzione alla qualità dell’integrazione scolastica, di voler organizzare nel periodo intercorrente fra il 1 Settembre e l’inizio delle lezioni (utilizzando i fondi per l’aggiornamento) un breve corso di aggiornamento e di programmazione per tutti gli insegnanti curriculari, che hanno in classe alunni con handicap, in modo che essi siano messi in condizione di leggere ed interpretare collegialmente la Diagnosi funzionale e, sulla base di questa, impostare collegialmente il Profilo dinamico funzionale ed il Piano educativo individualizzato per ciascun loro alunno, come richiesto dal DPR del 24/2/94 e dalla Nota ministeriale prot. n. 4798/05.
Le famiglie degli alunni con handicap offrono la loro disponibilità per individuare eventualmente qualche esperto delle associazioni che possa fornire informazioni e chiarimenti professionali sulle specifiche problematiche didattiche connesse alle disabilità ed alle capacità e potenziali apprenditivi dei loro figlioli, a tutto vantaggio del miglioramento della qualità del servizio scolastico nel suo complesso.
Convinti di avere offerto con la presente un’opportuna collaborazione, che non vuole per nulla essere invasiva delle Loro competenze, si rimane a Loro disposizione e si porgono distinti saluti.

Data………………
FIRMA………………
(DELL’ASSOCIAZIONE CUI È ISCRITTA LA FAMIGLIA O DEGLI STESSI GENITORI)

N B: Dal momento che una buona qualità dell’integrazione scolastica interessa anche i genitori degli alunni non handicappati, la lettera può, con qualche aggiustamento, essere firmata anche da loro.

Dal sito Superando.it