T. Grandin: 24 consigli d’insegnamento per bambini e adulti con autismo

temple grandin consigli insegnamento autismo bambiniBravi docenti mi hanno aiutato. Se sono riuscita a superare il mio autismo è perchè ho avuto degli insegnanti competenti. All’età di 2 anni e mezzo mi hanno mandato in una scuola materna strutturata dove c’erano degli insegnanti che avevano molta esperienza. Fin da giovane mi hanno insegnato le buone maniere e a comportarmi bene a tavola. I bambini autistici hanno bisogno di avere le giornate strutturate e insegnanti che abbiano polso ma allo stesso tempo che siano gentili. Tra i 2 anni e mezzo e i 5 anni, le mie giornate erano strutturate e non potevo fare orecchie da mercante. Avevo 45 minuti di logopedia individuale 5 giorni la settimana e mia madre aveva assunto una tata che passava dalle tre alle quattro ore al giorno a giocare con me e mia sorella. Mi insegnava “a rispettare i turni” attraverso attività ludiche. Durante i pasti, mangiavamo tutti insieme e io non potevo fare eccezione. L’unico momento in cui potevo lasciarmi andare e ritornare ai miei comportamenti autistici era durante un periodo di riposo di un’ora dopo pranzo. La combinazione tra scuola materna, logopedia, attività ludiche e buone maniere a tavola arrivava fino a 40 ore settimanali e il mio cervello restava connesso ai lavori che svolgevo.

1.) Molti autistici sono pensatori visivi. Io penso in immagini. Tutti i miei pensieri sono come una videocassetta che scorre nella mia immaginazione. Le immagini sono la mia prima lingua e le parole la seconda. I nomi erano le parole piu’ facili da imparare perchè potevo creare un’immagine delle parole nella mia testa. Per insegnare le parole come “alto” o “basso”, l’insegnante deve mostrarle al bambino. Per esempio, potrebbe prendere un aereo giocattolo e dire “ alto” mentre lo fa decollare dalla scrivania. Alcuni bambini imparano meglio se delle schede con scritte le parole “alto” e “ basso” sono attaccate all’aeroplanino. La scheda “alto” verrà attaccata quando l’aereo decolla. La scheda “basso” verrà applicata quando l’aereo atterra.

2.) Evitate le lungue successioni di istruzioni verbali. Le persone autistiche hanno difficoltà a ricordarsi delle sequenze. Se il bambino è in grado di leggere, scrivete le istruzioni su pezzi di carta. Io non riesco a ricordami delle sequenze. Se chiedo le indicazioni per raggiungere una pompa di benzina, riesco a ricordare solo tre passaggi. Devo scrivere le indicazioni che comportano piu’ di tre passaggi. Ho delle difficoltà a ricordare i numeri di telefono perchè non posso creare un’immagine nella mia testa.

3.) Molti bambini autistici sono molto dotati nel disegno, nelle arti e nella programmazione informatica. Queste sfere di talento dovrebbero essere sfruttate. Penso che si debba insistere sullo sviluppo del talento di un bambino.

4.) Molti bambini autistici hanno un’ossessione per soggetti come i treni e le mappe . Il metodo migliore per trattare queste ossessioni è servirsene come motivazione a scuola. Se il bambino ama i treni, allora utilizzateli per insegnargli la lettura e la matematica. Leggete insieme un libro sui treni e create dei problemi matematici. Per esempio: Chiedete di calcolare quanto tempo impiega un treno per percorrere il tragitto da New York a Washington.

5.) Utilizzate dei metodi visivi concreti per insegnare il concetto dei numeri. I miei genitori mi avevano dato un gioco di matematica che mi ha aiutato ad imparare le cifre. Consisteva in un insieme di blocchi, che avevano diverse lunghezze e colori per ogni numero da uno a dieci. Utilizzando questi blocchi ho imparato come addizionare e sottrarre. Per insegnarmi le frazioni, il mio insegnante ha utilizzato una mela di legno divisa in quattro pezzi e una pera in legno tagliata a metà. Questo mi ha permesso di apprendere il concetto dei quarti e delle metà.

6.) Avevo la piu’ brutta scrittura della classe. Molti bambini autistici hanno dei problemi con il controllo motorio delle loro mani. Per loro è difficile mantenere una scrittura curata. Questo puo’ provocare un forte senso di frustrazione. Per ridurre questa frustrazione nel bambino e aiutarlo ad amare la scrittura, fategli utilizzare un computer. Digitare su una tastiera è spesso piu’ facile.

7.) Alcuni bambini autistici imparano a leggere piu’ facilmente attraverso la fonetica mentre altri apprendono meglio memorizzando parole intere. Io ho imparato con i fonemi. Mia mamma mi insegnava le regole fonetiche e poi mi faceva pronuciare le parole. I bambini ecolalici spesso imparano meglio attraverso delle carte memoria e libri illustrati poiché le parole intere sono associate a delle immagini. E’ importante che l’immagine e la parola siano impresse sulla stessa parte della carta. Quando insegnate i nomi, il bambino deve sentire la parola e deve vedere l’immagine e memorizzarla simultaneamente. Un esempio per insegnare un verbo sarebbe di tenere una carta con la parola “salto”, di fare un salto e di mostrare la carta dicendo “salto”.

8.) Quando ero bambina, i suoni forti come la campanella della scuola mi facevano male alle orecchie, come il trapano di un dentista che ti tocca un nervo scoperto. I bambini autistici devono essere protetti dai rumori che feriscono le loro orecchie. I suoni che causano piu’ problemi sono le campanelle delle scuole, gli allarmi, i segnapunti nelle palestre e le sedie che sfregano contro il pavimento. In molti casi, il bambino sarà capace di tollerare la campanella o l’allarme se il fragore sarà attutito leggermente con dei tessuti o del nastro adesivo. Il rumore delle sedie puo’ essere attutito con un pezzo di moquette oppure con dei feltrini. Un bambino puo’ temere una certa stanza perchè ha paura di edsere esposto improvvisamente a suoni penetranti proveniente da un sistema audio. La paura dei suoni puo’ causare comportamenti problema. Se un bambino si copre le orecchie significa che un suono sta provocando dolore.

9.) Alcune persone autistiche sono infastidite dalle distrazioni visive e le luci fluorescenti. Possono vedere dei tremolii con una frequenza di 60 hertz. Per evitare questo problema, piazzate la scrivania del bambino vicino ad una finestra e cercate di evitare le luci al neon. Se le luci non si possono evitare, utilizzate le lampadine di nuova generazione che sfarfallano meno. L’intermittenza delle luci fluorescenti puo’ essere ridotta disponendo una lampadina con un ampolla incandescente tradizionale a fianco della scrivania del bambino.

10.) Alcuni bambini autistici iperattivi che si muovono tutto il tempo saranno spesso piu’ calmi se indosseranno una veste propriocettiva. La pressione esercitata dal vestito permette di calmare il sistema nervoso. La pressione mi calmava molto. Per avere migliori risultati, la veste dovrà essere indossata per venti minuti, e poi tolta per qualche minuto. Questo impedirà al sistema nervoso di adattarsi.

11.) Alcune persone con autismo rispondono meglio e migliorano il loro contatto visivo e il loro linguaggio se l’insegnante interagisce con loro mentre si dondolano su un’altalena oppure se si rotolano su un tappeto. La stimolazione sensoriale procurata dall’oscillazione o la pressione che esercita una stuoia alle volte puo’ aiutare a migliorare il linguaggio. Dondolarsi deve essere sempre un gioco per divertirsi. Il bambino non deve MAI essere forzato.

12.) Alcuni bambini e adulti possono cantare meglio di come parlano. Essi possono rispondere meglio se le parole e le frasi vengono cantate. Alcuni bambini estremamente sensibili ai suoni rispondono meglio se l’insegnante gli parla a voce bassa.

13.) Alcuni bambini e adulti non verbali non riescono ad elaborare le stimolazioni visive e uditive nello stesso tempo. Utilizzano un solo canale per volta. Non possono vedere e sentire contemporaneamente. Non dovremmo chiedere loro di guardare e ascoltare nello stesso tempo. Ma piuttosto affidargli compiti visivi o uditivi separatamente. Il loro sistema nervoso è immaturo e incapace di trattare simultaneamente le informazioni visive e uditive.

14.)
Nei bambini e negli adulti non verbali e piu’ vecchi, il tatto è il senso piu’ affidabile. E’ piu’ semplice per loro toccare. L’alfabeto puo’ essere insegnato facendogli toccare delle lettere in plastica. Possono imparare gli orari quotidiani toccando degli oggetti che riguardano le loro attività qualche minuto prima. Per esempio, quindi minuti prima del pasto di mezzogiorno dategli il suo cucchiaio. Oppure qualche minuto prima di salire su una vettura date loro una macchinina giocattolo.

15.) Alcuni adulti e bambini con autismo imparano piu’ facilmente se la tastiera del computer è sistemata vicino allo schermo del pc. Questo permette di vedere simultaneamente sia lo schermo che la tastiera. Alcune persone hanno difficoltà a ricordare se devono distogliere lo sguardo dopo aver premuto un tasto sulla console.

16.) I bambini e gli adulti non verbali troveranno piu’ facile associare le parole con le immagini se vedono la parola stampata su una foto o una carta memoria. Alcune persone non comprendono i disegni a matita, all’inzio si consiglia di lavorare con oggetti reali e foto vere.

17.) Alcune persone autistiche  non sanno che il linguaggio serve per comunicare. L’apprendimento delle lingue puo’ essere facilitato se gli esercizi favoriscono la comunicazione. Se un bambino chiede una tazza, allora gli daremo una tazza. Se il bambino chiede un piatto, pero’ vuole una tazza, dategli un piatto. La persona deve imparare che pronunciando delle parole, degli atti concreti si producono. Sarà piu’ semplice per una persona autistica imparare che le sue parole non sono corrette se un oggetto sbagliato risulta da una parola errata.

18.) Molte persone autistiche hanno difficoltà nell’ utilizzo del mouse di un pc. Provate con la trackball, un tipo di periferica di puntamento. La sua componente principale è una sfera e in prossimità si trovano pulsanti e rotelline. Gli autistici che hanno dei problemi di controllo motorio delle loro mani trovano difficile utilizzare e cliccare sul mouse allo stesso tempo.

19.) I bambini che hanno difficoltà a comprendere il linguaggio faticano a differenziare i suoni delle consonanti dure, come la “D” in dito e la “L” in letto. Il mio insegnante di lingua mi ha aiutato facendomi ascoltare questi suoni , allungando i suoni delle consonanti dure mentre le pronunciava.

20.) Molti genitori mi hanno detto che utilizzano i sottotitoli dei programmi televisivi per insegnare ai loro figli a leggere. Il bambino è capace di leggere i sottotitoli e di associarli alla lingua parlata. Registrare il programma preferito del bambino con i sottotitoli è utile perché  puo’ essere riascoltato piu’ volte e messo in pausa.

21.)
Alcuni autistici non capiscono che il mouse del pc sposta la freccia sullo schermo. Possono imparare meglio incollando sul mouse una freccia di carta assolutamente identica alla freccia presente sullo schermo.

22.) Bambini e adulti con problemi di vista posso vedere degli sfarfallamenti sugli schermi di alcuni tipi di televisione. Vedono meglio sugli schermi piatti oppure in quelli dei pc portatili perchè  presentano meno tremolii.

23.) Alcuni bambini e adulti che hanno paura delle scale mobili spesso hanno problemi di vista. Essi temono le scale mobili perchè non possono decidere quando salire oppure scendere. Queste persone potrebbero non tollerare le luci fluorescenti. Le lenti colorate Irlen possono tornare utili.

24.) Le persone con problemi di vista leggono piu’ facilmente se i caratteri neri sono impressi su della carta colorata, che diminuisce il contrasto. Provate con della carta di colore grigio pallido, azzurro pallido, marrone pallido o verde pallido. Tentate con diversi colori. Evitate il giallo vivo perchè questo colore potrebbe essere doloroso per gli occhi della persona. Le lenti colorate Irlen possono facilitare la lettura.

La dottoressa Temple Grandin è stata diagnosticata autistica all’età di 2 anni, è autrice di due autobiografie: Emergence: Labeled Autistic, Arena Press (1986) et Thinking in Pictures, Double Day (1995). Attualmente è professoressa aggiunta all’Università del Colorado e un’oratrice internazionale sull’autismo e sul trattamento senza crudeltà degli animali. E’ proprietaria della Grandin Livestock Systems ed è una designer di fama mondiale di impianti per la manutenzione degli animali.
Center for the Study of Autism
Biographie de Temple Grandin
Temple Grandin
Temple Grandin, Ph. D.
Professeure adjointe
Université du Colorado (Colorado State University)
Fort Collins, Colorado 80523, É.-U.
(Révision : Juin 2000)
Articolo pubblicato sul sito Child Development Resource Connection Peel ( CDRCP) Connects.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, Fonte: Dupuiselise.canalblog.com

Annunci

Neuroscienze ricerca: Una scoperta senza precedenti conferma la grande plasticità del cervello umano

plasticità cervello ricerca05/04/2013. Neuroscienziati polacchi e francesi hanno dimostrato che la specializzazione del cervello in centri funzionali non è necessariamente una caratteristica innata ma si puo’ ottenere grazie all’apprendimento. Le ricerche, basate sulla capacità del cervello di leggere, sono state pubblicate il 5 febbraio scorso nella rivista ” Neurology “, con in primo autore il Dr Marcin Szwed dell’Università Jagellonne a Cracovia e il Dr Carlos Hamame dell’Università d’Aix-Marseille.

Le ricerche cliniche e la neuroimaging tramite risonanza magnetica ci hanno insegnato che il cervello umano è altamente specializzato sia dal punto di vista anatomico che funzionale. Ogni piccola regione della corteccia – il rivestimento esterno del cervello-  è dedicata ad una funzione specifica ( memoria, vista, linguaggio…) è puo’ essere considerata come un micro-cervello specializzato nel trattamento di informazioni particolari. Tuttavia, non sappiamo se questa specializzazione funzionale del cervello è genetica, cioè acquisita durante l’evoluzione della razza umana, oppure si puo’ apprendere attraverso delle esperienze della vita.

Per arrivare a queste conclusioni, i ricercatori hanno lavorato su una facoltà cognitiva particolare: l’attitudine alla lettura. Come sottolinea il neurobiologo Stanislas Dehane, ” Il cervello umano non  è programmato per essere capace di leggere, a differenza per esempio della capacità di riconoscere i volti che è il risultato di una lunga evoluzione biologica. La lettura è stata inventata meno di 6000 anni fa, e questo arco di tempo  è troppo corto per creare un’ area cerebrale specifica dedicata alla lettura “.

Una serie di esperimenti condotti su dei pazienti epilettici al CHU ( Centro Ospedaliero Universitario) di Grenoble nel laboratorio du fisiopatologia dell’epilessia, diretto dal Professore Philippe Kahane, hanno mostrato, con grande stupore  degli scienziati, che le cellule nervose di questa zona cerebrale coinvolta nel riconoscimento di oggetti (area di Dejerine) reagiscono con forza e solo quando il paziente vede una parola, o una serie di lettere, ad esclusione di qualsiasi altro tipo d’informazione.

I ricercatori sono stati in grado di dimostrare che la regione cerebrale responsabile del riconoscimento degli oggetti puo’ sviluppare un’attitudine specifica alla lettura grazie all’apprendimento. E sembra anche che, le regioni piu’ specializzate del cervello possano essere il frutto di un apprendimento, e questo mostra fino a che punto la plasticità del cervello è straordinaria e aperta a prospettive interessanti per la rieducazioni dei pazienti che soffrono di lesioni cerebrali dovute all’età o alla malattia.

Articolo originale:  “Dejerine’s reading area revisited with intracranial EEG: Selective response to letter strings”, Carlos M. Hamamé, Marcin Szwed, Michael Sharman, et al., Neurology 2013;80;602, http://www.neurology.org/content/80/6/602.short – ” Un’esperienza sorprendente in una clinica di neurologia”  ( in polacco ), Gazeta Krakow, 6/02/2013, http://redirectix.bulletins-electroniques.com/zQhrZ

Redattori: Vincent GALAND, Ambasciata di Francia in Polonia , con la partecipazione di Marcin SZWED e Carlos HAMAME – MEL : vincent.galand@diplomatie.gouv.fr – TEL : 0048.69.003.70.28. Ritrovate tutte le informazionie e le attività su: http://institutfrancais.pl/sciences-universites/. Per abbonarsi al bollettino elettronico : http://www.bulletins-electroniques.com/emailix/abonnements.htm

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie: Fonti,  articolo completo in francese per approfondimenti qui: Bulletins-electroniques.com, rtflash.com

Autismo strategie: Come insegnare altre conoscenze a un bambino autistico partendo dal suo interesse preferito

autismo itinerari autobusCome posso insegnare altre conoscenze a mio figlio quando è attratto da un unico interesse ?

A differenza dei bambini non autistici che riescono ad utilizzare i loro sensi e gli istinti per comprendere il mondo, i bambini autistici fondano la loro conoscenza su nozioni astratte dovute alla deformazione della loro percezione sensoriale. Costruiscono il loro mondo sulla base di cio’ che capiscono e riescono a dominare, che siano i numeri primi o i modelli dei treni. Per riuscire a comunicare con loro, noi dobbiamo riuscire ad entrare nel loro mondo e parlare la loro lingua. Se per esempio, un ragazzino autistico è fissato con gli itinerari degli autobus, possiamo provare a parlargli in termini d’itinerari di autobus per insegnargli qualcosa di nuovo utilizzando un modo creativo per comunicare con lui. Poichè tutte le conoscenze sono interconnesse tra loro, gli interessi ristretti posso essere ottimi punti di partenza per professori pazienti e perspicaci, attraverso gli itinerari degli autobus  per esempio siamo in grado di insegnare:

– La fisica: per esempio approfondendo il funzionamento dei motori degli autobus.

– La biologia: per esempio andando alla ricerca dei germi e dei batteri che vivono dentro un autobus.

– La geografia: per esempio osservando i differenti itinerari degli autobus nella regione.

– Il diritto: per esempio analizzando la regolamentazione dei trasporti.

– La logistica: per esempio studiando come funziona la rete dei trasporti.

– La finanza: per esempio comparando il prezzo del biglietto dell’autobus ai benefici della compagnia di trasporti.

– L’antropologia: per esempio analizzando lo studio del comportamento umano e le abitudini delle persone sedute dentro l’autobus.

– La politica: per esempio spiegando il funzionamento dei sindacati che tutelano gli autisti di autobus.

– Il design: per esempio osservando come vengono progettati gli autobus.

– Il marketing: per esempio confrontando le differenze tra le diverse compagnie di autobus  e le diverse strategie pubblicitarie.

Mentre impara aumenta le sue conoscenze, alimentate i suoi interessi con qualche cosa che stimoli  notevolmente la sua curiosità. Mostrategli come si fanno le ricerche e imparerà di piu’ anche da solo. Orientate il suo sviluppo verso qualifiche utili ma tenete il vostro programma segreto: lasciategli pensare che è lui che se ne occupa e lui  che ne vuole sapere di piu’.

Tramite dei consigli appropriati: l’approccio originale a risolvere dei problemi e la capacità di concentrazione su un soggetto dei bambini autistici puo’ portare ad una mente geniale.

Il nostro specialista in itinerari di autobus potrebbe diventare un ricercatore nel campo delle intelligenze artificiali. Mentre l’ossessione per i treni potrebbe creare un ingegnere specializzato in treni del futuro a lievitazione. Siate creativi nella visione della carriera futura dei vostri figli.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie. Fonte: Eric Chen, un autistico a Singapore (Iautistic)

Autismo Prato: Al via il corso di formazione per gli insegnanti

Speriamo si diano una mossa a fare questi corsi di formazione anche nelle scuole della provincia di Rimini e Cesena dove la situazione è disastrosa e catastrofica. L’altro giorno ho dovuto chiamare i Carabinieri perchè venissero a verbalizzare la situazione che si era creata a scuola con mio figlio. Ore di sostegno tolte illegalmente, educatori assegnati di cui non si conoscono le competenze, sostegni non formati adeguatamente, menefreghismo, ignoranza, scarica barile sulle responsabilità, sottovalutazione delle problematiche, mancanza di sinergia, mancanza di programmi, di coordinamento, di comunicazione, etc,etc, etc, e a farne le spese sono i bambini disabili. E’ una  Vergogna !. Ho pensato di organizzare una formazione sulla Sindrome di Asperger a scuola che ovviamente dovro’ pagare di tasca mia e dovro’ avvalermi di un consulente esterno esperto in autismo che mi affianchi nelle riunioni scolastiche, doppia vergogna !!!! e nel mentre vengono organizzati seminari  che illustrano fantomatici metodi e terapie e incredibili interazioni  ( ma dove ? ) dei genitori di bambini autistici con i servizi, la scuola, l’ausl  e le istituzioni e sui progressi e miglioramenti della qualità della vita dei soggetti autistici. Per quello che è la nostra esperienza personale posso affermare che sono delle gran panzane  e sono indignata !.

Parteciperanno 200 docenti, dalle materne alle medie. L’assessore Pieri: “I bambini devono star bene”

Coinvolgerà 200 insegnanti dalle materne alle medie il progetto di formazione “L’autismo a scuola”, ideato dall’assessorato alla Pubblica Istruzione e ai Diritti dei diversamente abili in collaborazione con la Asl 4 e l’Ufficio scolastico provinciale, con l’obiettivo fornire ai docenti le competenze specifiche per instaurare una vera comunicazione xon i bambini affetti da autismo. Non solo. Il progetto prevede infatti anche una fase pratica sperimentale da svolgere in classe con 8 alunni autistici che coinvolgerà anche i ragazzi, che potranno così imparare come relazionarsi correttamente con loro.

L’iniziativa è stata illustrata stamani dall’assessore alla Pubblica istruzione Rita Pieri insieme a Barbara Davanzati, psicopedagogista esperta di procedure di integrazione, referente del Comune per i progetti handicap, Francesca Faggi della Fondazione Opera Santa Rita, il dottor Marco Armellini della Asl, la dirigente dell’Istituto Comprensivo Gandhi Maria Ramunno, Roberto Santagata dell’Ufficio Scolastico Territoriale e Eva Maggiorelli, presidente dell’associazione di genitori Orizzonte Autismo.Dopo il progetto sviluppato nello scorso anno scolastico sugli handicap sensoriali, quest’anno l’assessorato ha voluto occuparsi del  disturbo dell’autismo, di cui sono affetti ben 70 bambini nella scuola pratese. Una patologia quindi molto diffusa e con diverse forme, ma di cui in realtà si conosce poco: “Vogliamo far stare bene a scuola tutti i bambini, con le loro diversità e le loro particolarità – afferma l’assessore Rita Pieri – Si tratta di un progetto ambizioso ed innovativo, che per questo coinvolge tutti i soggetti del sistema formativo integrato, dal Comune, alla Asl, all’Ufficio Scolastico provinciale, le scuole e le famiglie: l’obiettivo è formare gli insegnanti per poter costruire un rapporto di scambio e comunicazione con i bambini autistici”.

“Il progetto rappresenta un ottimo esempio di collaborazione tra la scuola e gli enti territoriali per costruire una didattica dell’integrazione – aggiunge Roberto Santagata – E’ fondamentale infatti per i ragazzi con disabilità integrare il mondo della scuola con l’ambiente extrascolastico”. A questo proposito anche il dottor Armellini ha confermato che è di grande importanza per i bambini autistici migliorare la loro integrazione con il contesto che li circonda e “creare così maggiore consapevolezza dell’autismo e dei problemi che comporta”.
Da tempo il Centro Integrazione interno all’Istituto comprensivo Gandhi sta lavorando proprio su questo aspetto, dalle lezioni in classe al momento della ricreazione e della mensa.
Il corso di formazione comincerà a novembre e proseguirà a fasi progressive per tutto l’anno scolastico 2012-2013.
Ecco gli obiettivi principali:
• Promozione dell’inserimento e partecipazione dei soggetti con autismo nel contesto  scuola attraverso l’individuazione di facilitatori ambientali (considerando l’ambiente fisico, sociale e gli atteggiamenti , ICF) al fine di ridurre  le barriere che ostacolano il percorso scolastico
• Promozione degli apprendimenti attraverso l’acquisizione di strategie educative , strumenti tecnici specifici , conoscenze teoriche sulle modalità di conoscenza dei soggetti con autismo
• Promozione delle relazioni all’interno del contesto classe attraverso la conoscenza reciproca delle modalità di comunicazione e scambio sociale tra alunni, insegnanti e personale scolastico
• Valutazione e gestione di eventuali comportamenti problematici
• Innalzamento del senso di autoefficacia degli insegnanti nella risoluzione delle sfide evolutive e di trasmissione degli apprendimenti poste dal lavoro con il soggetto con autismo
• Produzione di linee guida sull’approccio, inserimento e integrazione dei soggetti con disturbo autistico nella scuola.

Fonte: Comune di Prato – Ufficio Stampa