Autismo e lavoro: Avencod, la startup che assume gli Asperger

talents-work-aspergerCinque cose da sapere su Avencod, la startup che promuove l’inserimento delle persone autistiche ad alto funzionamento nella professione digitale.

Attraverso la piattaforma Talents@Work, la startup permette alle persone di sindrome di Asperger l’avvio al lavoro di tester e sviluppatore informatico.

L’IDEA

Sei mesi fa, Laurence Vanbergue e Laurent Delannoy, hanno creato al CEEI di Nizza, Avencod, una startup sociale che permette alle persone autistiche ad alto potenziale e Asperger di accedere al mondo del lavoro e di crescere professionalmente come sviluppatori informatici.

LA SFIDA

I riscontri sono positivi sia da parte dei clienti e sia da parte dei dipendenti. La tappa successiva è proporre la prima piattaforma di test funzionale di applicazione informatica basata sul talento delle persone autistiche ad alto potenziale e delle persone con sindrome di Asperger.

“I nostri dipendenti sono ingegneri qualificati, dei Beta Tester “.

L’OBBIETTIVO

La sfida è quella di proporre una qualità simile a quella del mercato o addirittura superiore, di migliorare e di garantire l’impiego dei nostri collaboratori nel mondo ordinario.

LA FORMAZIONE

I collaboratori di  Talents@Work sono autistici ad alto potenziale o con sindrome di Asperger.  Laurent Delannoy spiega : “la loro condizione permette specificità di funzionamento che si adattano al loro mestiere: attenzione ai dettagli e ricerca dell’eccellenza….”

Avencod impiega al momento quattro collabori e prevede di creare entro la fine del 2017 una ventina di posti di lavoro. ” Assumiamo persone motivate che hanno l’interesse e competenze informatiche. Non importa se non hanno basi tecniche, noi ci occupiamo di farli crescere professionalmente. ”

 

IL PRODOTTO

Siamo i primi in Francia ad offrire questo servizio. E siamo affiancati da clienti e partner finanziari come Amadeus.  Oltre alla grande disponibilità dei dirigenti Avencod, uno psicologo si reca regolarmente in azienda per identificare e risolvere eventuali problematiche.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte : Varmatin.com

Autismo: Scopre di essere autistica a 40 anni

nicola-clarkNicola Clark ha 40 anni, un marito e due figlie: autistiche. Lei stessa ha appena ricevuto una diagnosi di autismo. Ed è stata una sorta di liberazione, come scrive in un lungo articolo sul Guardian, la fine di un tabù, il riconoscimento di una condizione sottovalutata e non riconosciuta per decenni.

Quello di Nicola non è un caso isolato. Come dimostra una ricerca del 2012 condotta dalla National Autistic Society britannica su 8000 individui tra pazienti autistici e loro familiari, le ragazze e le donne in generale hanno una maggiore probabilità di ricevere una diagnosi sbagliata (il 41% delle femmine aveva avuto una diagnosi iniziale relativa a un’altra condizione, rispetto al 30 per cento dei maschi). E soprattutto, una volta riconosciuta la malattia, le donne e le ragazze hanno un accesso ridotto ai servizi di supporto. In caso di sindrome di Asperger, continua Nicola, solo l’8 per cento delle ragazze riceve una diagnosi corretta prima dei sei anni, rispetto al 25 per cento dei ragazzi, e molte giovani donne restano senza diagnosi fino a trent’anni di età.

Per questo la National Autistic Society ha lanciato una campagna per promuovere la conoscenza del disturbo nella classe medica, che troppo a lungo ha sottovalutato l’autismo nel sesso femminile. Dal canto suo, dopo aver convissuto per anni con una sindrome non riconosciuta, Nicola ha chiamato a raccolta – a partire dall’hashtag #SheCantBeAutistic – le migliaia di altre donne autistiche che hanno dovuto aspettare anni per ricevere una diagnosi corretta. Le donne – scrive Clark – sono educate a un modello comportamentale definito, e per questo i tratti distintivi dell’autismo sono soppressi o nascosti in profondità, e più difficili da riconoscere. L’autismo è visto come un disturbo prevalentemente maschile, perché i sintomi su cui si basa la diagnosi sono stati prevalentemente osservati sulla popolazione maschile. In realtà, come ricorda ancora Clark, quello che chiamiamo autismo non è un’unica malattia dalla sintomatologia definita, bensì un ampio spettro di disturbi, che non conosce differenze di età, condizione economica, geografia o genere. E sarebbe ora, conclude Nicola, che i medici cominciassero a guardarlo con altri occhi e altri parametri.

Fonte: Dblog.repubblica.it

Autismo : il comico Louis T ha la sindrome di Asperger

louis-t-comicoIl comico Louis T ha rivelato martedi’ sulla sua pagina Facebook di aver ricevuto recentemente una diagnosi di autismo.

Si tratta di sindrome di Asperger, come testimonia cio’ che ha scritto sulla sua pagina Facebook.

” Bizzarro, particolare, troppo razionale, inadeguato, imbarazzante, insensibile “… Questi sono gli aggettivi che ho sentito per tutta la mia vita, scrive.

” Oggi, i recenti sviluppi nella mia vita, tra cui essere diventato papà e avere scritto il mio primo one-man-show, mi hanno spinto a farmi delle domande. Perchè mi sento diverso dagli altri ? Perchè sono cosi’ ? .”

Alcuni mesi fa, mi sono recato da uno psicologo. E dopo qualche test, ho ottenuto una parte della risposta che cercavo e cioè , ” chi sono io ? ” . Sono un  autistico ! E piu’ precisamente, ho la sindrome di Asperger e quelli come me vengono definiti autistici ad alto funzionamento.

Che cosa cambierà nella mia vita adesso ? La diagnosi mi permetterà di comprendere e accettare nel modo migliore alcuni errori che ho commesso in passato . E anche di prepararmi meglio per le prossime sfide della vita quotidiana, e ancora di piu’ per le prove che mi aspettano svolgengo un mestiere pubblico ( che strana scelta ! ), si legge sulla pagina Facebook di Louis T.

Molte le reazioni alla sua dichiarazione, tra cui quella dell’umorista P-A Méthot,che ha apprezzato l’importanza e il coraggio di una tale rivelazione.

 

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte : fr.canoe.ca

Super Pépette, la blogger Asperger che osa parlare di autismo

julie-dachez-aspergerDei video positivi, mai pesanti e spesso illuminanti. Questo è il lavoro di Julie, 31 anni, alias Super Pépette, su Youtube. Donna con la sindrome di Asperger, la blogger informa sui disturbi dello spettro autistico. Consapevolezza 2.0.

Come molti, Julie Dachez, ha lanciato il suo canale Youtube. Il tema che affronta nei suoi video, si differenzia un po’. Con il soprannome di Super Pépette, preso in prestito per il web, Julie parla di autismo. Un argomento che conosce bene, dal momento che all’età di 27 anni ( molto tardi ) le è stata diagnosticata la sindrome di Asperger.

Abbattere i pregiudizi

” Buongiorno a tutti, sono Super Pépette, l’autistica che non solo parla, ma ha anche tante cose da dirvi ” . Davanti alla webcam, Julie ci mette buon umore e umorismo. ” Tutti autistici ? ” , ” Autismo : tentativo di definizione “, ” Una diagnosi, per fare che ? “, ” Idee sbagliate e pregiudizi “, o ancora “l’autismo al femminile “…

Questi i temi trattati per rompere gli stereotipi in pochi minuti tramite spiegazioni concrete nei suoi video, il primo dei quali è stato pubblicato nel 2014. Con riferimenti alle prese in giro a scuola, all’incapacità di riconoscere le bugie, all’ipersensibilità o alla stanchezza. Super Pépette sensibilizza e informa sull’autismo  con esempi del suo vissuto personale.

Riconciliata con la sua individualità

Oggi, studentessa in psicologia sociale, Julie non è sempre stata lungimirante con se stessa. E la sua diagnosi a 27 anni è la spiegazione. ” Per anni, ho trascorso il mio tempo facendo finta di essere qualcuno che non ero. Mi sentivo sempre a disagio “, racconta in video diffuso da Huffington Post. ” Recitavo un ruolo, indossando una maschera sociale tutte le volte che uscivo di casa. Cercavo di capire come comunicano le persone “. Per motivi di conformità Julie si iscrive in una scuola commerciale, sperimenta la vita di coppia e trova un lavoro ” normale ” fino a quando si esaurisce e scoppia ( burn-out ). “Ho vissuto la diagnosi come l’autorizzazione ad essere finalmente me stessa”, spiega,  ” ho smesso di cercare di essere accettata da tutti e mi sono riconciliata con i miei desideri piu’ profondi”.  Da quel momento Julie abbandona tutto cio’ che non è adatto a lei e si orienta su se stessa.

Stop, alla sola visione clinica

Se il canale Super Pépette esiste da due anni, il suo blog Emoi emoi e emoi è sul web dal 2012. Pubblica ancora storie della sua vita quotidiana. Altri progetti sono in corso : come la tesi in psicologia sociale. Julie partecipa ad un progetto di documentario, Bubble, in collaborazione con Pierre Feytis e non è tutto . Insieme alla disegnatrice Caroline ha realizzato un fumetto ” La differenza invisibile “ per far conoscere la sindrome di Asperger. Una bella serie di progetti creativi per questa blogger militante.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte : handicap.fr

Autismo: Aspie, il nuovo genere umano ( Parte 2 )

aspie-nuovo-genere-umano Aspie “: persona con sindrome di Asperger, autismo ad alto funzionamento

L’ Aspie, il nuovo genere umano. Spesso incompreso dalla società in generale, l’Aspie è dotato di sensi supersviluppati, una passione innata per l’apprendimento e una capacità quasi meccanica di creare collegamenti.

Anche se questo puo’ sembrare impressionante, la nostra società che si basa su regole sociali strette e rigide, abbandona  l’Aspie all’ombra dei tabu’ piuttosto che nella luce della speranza di evoluzione.

E se noi cambiassimo le nostre norme sociali ? E ci rendessimo conto che questo nuovo genere umano differente, non deve essere modellato come gli altri, perchè solo cosi’ … entra dentro uno stampo ?

E se noi imparassimo a vivere insieme accettando le nostre differenze ? E se accettassimo la nostra individualità, poco importa quanto le nostre menti divergono ?

E se gli insegnanti e la società riconoscessero che questo nuovo genere deve essere accettato nella sua integralità senza essere alterato in alcun modo per permettere all’evoluzione di fare il corso ?

Molto tempo fa i bambini che scrivevano con la mano sinistra venivano puniti. Poi, abbiamo sviluppato una gamma di articoli per rispondere ai loro bisogni particolari, e la loro differenza a volte è un asso nella manica riconosciuto in diversi campi.

Perchè non fare lo stesso quando si tratta di differenze sociali e di differenze di pensiero ? Perchè non insegnamo l’importanza della difformità neurologica ?

Noi inculchiamo ai nostri figli il rispetto delle differenze. Che sia nero o bianco, grande o piccolo, non ha importanza. Eppure, quando si pone la questione della diversità neurologica, cerchiamo di cambiare questi bambini,  e di costringerli a rispettare i modelli sociali esistenti.

La stessa società che pretende che il colore della nostra pelle non ha importanza tenta di cambiare dei bambini che possiedono una mente marginale, diversa, per renderli ” come tutti gli altri ” per farli “adattare ” alle nostre esigenze sociali,  e questo in tutti gli ambienti dalla scuola materna attraverso tutte le attività offerte ai nostri figli.

E’ come se volessimo rendere una persona di pelle bianca, nera utilizzando trattamenti chimici. solo che nello scenario che ci riguarda, utilizziamo psichiatri e terapisti  per cambiare la mente di un bambino per farla corrispondere a quella di tutti gli altri nella stessa comunità.

Nella boxe, troviamo categorie di pugili di peso variabile. Non chiediamo ai boxeur di pesare dalle 140 e 150 libbre.

Nello zoo, vediamo le tigri insieme e le pecore insieme, non le mettiamo nello stesso recinto. Non cerchiamo di trasformare le tigri in pecore e viceversa. E questo dovrebbe valere anche per gli essere umani.

Capisco che se mettiamo un Aspie con dei neurotipici, possono sorgere alcuni problemi, soprattutto di natura sociale, ma questi sono in gran parte causati dalle  norme sociali strette e rigide che la nostra società ha stabilito e valorizza.

Detto questo, è chiaro che attualmente l’azione di questa società verso gli Aspie e quella di tentare di trasformarli in neurotipici. E questo va contro le leggi della natura, contro quello che natura vuole e sta cercando di realizzare.

Qualche precisazione va fatta sull’analogia tra gli animali e gli Aspies. Non temiamo le pecore e i leoni insieme per ovvi motivi…l’avventura potrebbe finire male per le pecore. Noi umani a differenza degli animali abbiamo una mente in grado di ragionare. Abbiamo la capacità di stabilire regole, e standard che permettono alle persone di poter vivere in un clima di pace e rispetto reciproco. Con il tempo e l’evoluzione delle collettività, l’uomo è riuscito a modificare queste regole per adattarle alle nuove realtà del mondo moderno. Oggi, nella maggior parte dei paesi cosiddetti civilizzati, uomini di origini molto eterogenee, di religioni e orientamenti sessuali differenti sono capaci di vivere insieme in armonia, e questo una cinquantina di anni fa era impensabile a diversi livelli. E’ giunto il momento di cambiare le nostre regole sociali per accettare nella loro integrità le persone che rappresentano la neurodiversità…tra gli altri, gli Aspies.

E’ implicito in questo testo,  che le norme sociali non devono diventare inesistenti, perchè sono necessarie e ci permettono di vivere in un mondo pacifico e in armonia insieme agli altri. Questi standard devono essere semplicemente rivisti e modificati in modo che le differenze sociali in alcuni aspetti della mente diventino …normali.

Dobbiamo cambiare la definizione di normalità rispetto alle personalità e alla neurodiversità.

La differenza neurologica rappresenta cio’ che deve diventare …normale.

Gli Aspie sono le opere d’arte di Madre Natura, come i grandi artisti hanno creato le loro opere magistrali. Diversi, a volte scioccanti , ma un genere umano innovatore dotato di un enorme potenziale. Sono la nuova razza umana. Un’estinzione volontaria di queste persone, a causa di regole sociali strette e una pressione della collettività per la normalizzazione sarebbe una tragedia. E noi li dobbiamo proteggere.

Leggi anche: Autismo: Aspie, il nuovo genere umano ( Parte 1 )

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte : quebec.huffingtonpost.ca

 

 

40 cose che devi sapere sulla sindrome di Asperger ( VIDEO )

Autismo: Aspie, il nuovo genere umano ( Parte 1 )

aspie-genere-umano Aspie “: persona con sindrome di Asperger, autismo ad alto funzionamento

 

L’aspie potrebbe essere il nuovo genere umano. Un nuovo codice genetico migliorato che genera sensi intensificati , una mente che riconosce i modelli (patterns)  e vede cose che i neurotipici non sono in grado di decodificare anche se sono davanti al loro naso. Una mente che crea collegamenti automaticamente, senza cercare o addirittura pensare volontariamente. Una mente che possiede una incrollabile passione innata per l’apprendimento e una curiosità intellettuale incommensurabile.

Anche se questa nuova specie umana puo’ sembrare impressionante ai nostri occhi, il mondo è pronto per questo ? Le strette regole sociali di oggi li fanno sentire esclusi, invece di accoglierli a braccia aperte e con accettazione. L’ Aspie  impiega tutto il suo intelletto per imparare cose nuove, nuovi concetti e non accetterà mai di non capire qualche cosa. Diventeranno dei pionieri nel campo o nei campi in cui si sono appassionati, invece di investire le energie per cercare di essere accettati socialmente, perchè per loro l’aspetto sociale della vita è poco importante e non porta nessun beneficio alla loro ricerca e alla loro sete di sapere.

E’ sottinteso che alcune persone con sindrome di Asperger hanno bisogno di un orientamento e di attenzioni perchè a causa di alcune difficoltà nel loro funzionamento hanno dei problemi ad affrontare la realtà quotidiana . Esistono diversi gradi di Asperger, e non tutti gli Aspies richiedono le stesse attenzioni. In questo articolo, si parla di Aspie che non ha bisogno di supporti particolari per integrarsi bene in questa società. Questo Aspie in grado di dare un contributo in modo autonomo ed efficace alla nostra società.

Anche se questa nuova razza umana sembra essere la chiave per trovare delle risposte ai misteri della vita e dell’universo in cui viviamo, la scuola e la società tentano di modellare queste meravigliose creature, cercando di plasmarle per farli diventare come tutti gli altri indipendentemente dalle loro peculiarità, in modo che diventino cittadini uguali agli altri.

E se noi imparassimo ad amare queste incredibili  differenze e a nutrirle, invece di identificarle come un problema mettendo in atto delle manovre per soffocarlo ?

Per comprendere meglio il significato di questo proposito, immaginate le grandi opere d’arte che hanno segnato il loro tempo, quelle che hanno portato nuove correnti nel campo delle arti. Che cosa sarebbe successo se avessimo preso tutte le opere di Picasso, di Dali, di Van Gogh, etc, alterandole in modo da conformarle alla realtà,  in modo che corrispondano alle nostre aspettative, alle norme in vigore nel campo delle arti della loro epoca ?

Immaginate che tragedia sarebbe stata. Non avremmo piu’, queste magnifici capolavori che ispirano e hanno cambiato a modo loro il mondo dell’arte. E se avessimo fatto lo stesso con le teorie di Freud o Einstein ? Eppure, è quello che facciamo oggi con gli Aspies, nella nostra società moderna, dal momento in cui la differenza è identificata viene imposto un meccanismo di ” conformità ” alla società , senza interrogarsi sulle conseguenze di questa mancanza di riconoscimento e di comprensione nei confronti delle persone Asperger.

Non succede niente per niente. Puo’ essere una semplice coincidenza che alcuni umani nascano con queste capacità sorprendenti. Cercare di cambiarli e di plasmarli per farli diventare come gli altri è una delle piu’ grandi tragedie create dagli umani. Una perdita totale di cio’ che è nato per essere.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: quebechuffingtonpost.ca

Autismo: bambini autistici. rompono l’isolamento con i blocchi LEGO

lego-bambini-autisticiI bambini autistici sono spesso attirati dai LEGO, che richiedono una struttura, un piano e un assemblaggio a tappe. Il design dei mattoncini è imperniato sull’ergonomia, affinché siano utilizzabili intuitivamente da chiunque senza l’ausilio di istruzioni. I Lego, fanno parte di un ” sistema ” Ogni nuova serie o scatola è compatibile con il resto del sistema; ciascun pezzo, indipendentemente dalle sue dimensioni, forma o funzione, si incastra con la maggioranza degli altri LEGO.

Il club LEGO è nato grazie all’ Organizzazione Autismo dell’Est del Quebec (ADEQ) a Rimouski. Una bella occasione per i bambini, ma anche per i genitori che possono incontrarsi, confrontarsi e scambiarsi idee. Nel seminterrato della Biblioteca Lisette-Morin, quindici bambini con disturbo dello spettro autistico si sono riuniti intorno ad un grande tavolo per dedicarsi ad un gioco che li appassiona in modo particolare: i blocchi LEGO.  ” Il nuovo club LEGO è un occasione d’oro per questi giovani autistici perchè possono giocare insieme. Le forme di dialogo sono difficili “,  dice Julie Sirois , mamma del piccolo Lohan ideatrice del club. ” L’importante sono i tentativi di comunicazione come ad esempio – Voglio quel LEGO la, me lo puoi prestare ?  – “.

” Per i genitori invece rappresenta un bisogno di scambio importante, non ci sono molte occasioni d’incontro per le famiglie e i loro bambini con autismo per discutere del quotidiano.  Alle volte è solo per scaricarsi e dirsi mi fa bene parlare con qualcuno che vive le stesse problematiche, aiuta molto “, spiega Julie Sirois.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: ici.radio-canada.ca

Autismo: Sindrome di Asperger, delle persone spesso isolate e incomprese

asperger-polinesiaIn Polinesia, si stimano piu’ di 10.000 persone Asperger. Una combinazione di precocità intellettuale e un piccolo deficit di comunicazione, che complica le relazioni con gli altri. Abbiamo incontrato Raphaël, un giovane Asperger di 23 anni.  Rimanere in un angolo e rifugiarsi nei libri era il passatempo preferito di Raphaël durante la scuola. ” Per molti anni, mi sono sentito diverso e a disagio . E allora ti chiedi che cosa hai. Ma non è come andare dal medico che ti dice hai l’influenza e il gioco è fatto. La sindrome di Asperger è una cosa che non si vede. Mi sentivo diverso e stavo male, ho provato a essere normale, ma non ero me stesso “, confida Raphaël.
Ci sono voluti 5 o 6 anni prima di scoprire la sindrome di Asperger ” perchè volevano bocciarmi a scuola, quando ho appreso di essere Asperger mi sono sentito sollevato. Finalmente avevo una risposta.  E ho pensato che c’erano altre persone come me, infelici durante la loro infanzia e anche in età adulta. Questo, mi ha fatto venire la voglia di cambiare le cose. E’ necessario parlare della sindrome di Asperger, in modo che le persone non cadano in depressione “.
Durante il suo percorso scolastico, Raphaël non ha avuto molti amici e questo non  gli ha dato fastidio. Fino al giorno in cui si è reso conto che i suoi compagni di classe si divertivano. Anche se non lo trovava spassoso, ha accettato di seguire i suoi amici in discoteca. ” Nel giro di 10 minuti me ne sono andato perchè non era un luogo che faceva per me, c’erano persone ubriache, etc. E mi sono chiesto, come possono essere tutti cosi’ ? .
La reazione è la stessa per Tiihiva, un amico di Raphaël. A 23 anni, Tiihiva è un ragazzo precoce con un alto potenziale intellettivo. ” Non sono mai andato in discoteca a Tahiti. Non amano andare nei locali da ballo perchè sentono i rumori piu’ forti rispetto agli altri. Oggi, lanciano un appello a tutte le persone Asperger per farsi conoscere. ” non dobbiamo piu’ nasconderci, dobbiamo essere noi stessi “.  “In Polinesia si stimano piu’ di 10.000 persone ad alto potenziale intellettivo” , spiega Pierre Henri Senesi, presidente dell’associazione AFEIP-PF.  “Invitiamo degli specialisti per aiutare queste persone a vivere meglio. Hanno un potenziale incredibile che sarebbe favoloso per la regione. Sono dei creativi. La creatività è una delle principali caratteristiche delle persone plusdotate. Molti individui che hanno inventato cose straordinarie su questo pianeta erano persone come loro “, conclude  Pierre Henri Senesi.
Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte : tahiti-infos.com

Autismo: Autistica Asperger scrive un fumetto per far conoscere la sindrome

julie-5Julie Dachez, diagnosticata autistica Asperger a 27 anni. Spiega tutto in un fumetto che diventerà presto un documentario.

Julie si è sempre sentita un po’ in disparte, ” in nessun posto al suo posto “. A 27 anni , ” dopo 10 anni di pellegrinaggio diagnostico “, il suo disagio ha una spiegazione: La giovane donna ha la sindrome di Asperger. Questa diagnosi ha cambiato tutto e non ha cambiato niente, osserva quest’ultima. Julie cambia vita, lascia il suo compagno e il suo lavoro e riprende gli studi in psicosociologia.  ” Questa diagnosi  ha spiegato le mie particolarità e la mia diversità, spiega Julie Dachez. Da li, ho iniziato la mia ricerca: per essere in pace con me stessa e accettarmi per quello che sono. E’ stato un detonatore che mi ha permesso di porre le domande giuste. E ho smesso di farmi violenza . ” Per sensibilizzare sulla sindrome e aiutare le persone Asperger, nel 2012 ha aperto un blog. Pubblica regolarmente vignette, e mette in linea dei video per ” spiegare e sdrammatizzare, spiega. Noi funzioniamo in modo diverso, ma la sindrome di Asperger non è un handicap , tranne quando  ci troviamo in un bd-difference-invisible-illus1contesto inadatto che patologizza la differenza. I disturbi dello spettro autistico sono diversi e spesso  possono essere associati a disabilità intellettive. La sindrome di Asperger corrisponde all’estremità invisibile dello spettro “. E’ una lettrice del suo blog, Fabienne Vaslet, mamma di due bambini Asperger che le ha suggerito di raccontare la sua storia attraverso un fumetto: ” Mi ha messo in contatto con Caroline, disegnatrice con la sensibilità adatta per seguire il progetto. All’inizio, Fabienne Vaslet ha fatto da intermediaria. Il fumetto ” La differenza invisibile ” è stato pubblicato il 31 agosto : ” I disegni sono molto istruttivi, Caroline nel trascrivere le mie emozioni, ha svolto un ottimo lavoro”.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, Fonte : Presseocean.fr

Autismo: scopre di essere autistico a 40 anni

stephane” Mi batto per i bambini autistici e per il rispetto della loro diversità “, spiega  Stéphane Blackburn, che ha scoperto di essere autistico a 40 anni, quando suo figlio piu’ giovane è stato diagnosticato.

” Sono sempre stato ansioso, impulsivo e mal adattato all’ambiente. Da giovane ho iniziato ad avere delle crisi. A scuola avevo voti eccezionali e l’orecchio assoluto. Prima, la mia vita era complicata. Nonostante il mio aspetto normale, non riuscivo ad adattarmi sul posto di lavoro. Pensavano fossi distratto, collerico ” ha confidato giovedi’ Stéphane Blackburn, all’apertura del primo Forum quebecchese sui disturbi dello spettro autistico, che si svolge a Quebec sotto l’egida del ministero della Salute e dei Servizi sociali.

Profonda introspezione

La conoscenza della sua condizione ha trasformato la vita di questo professore di filosofia al Cégep di Thetford Mines. ” La consapevolezza mi ha permesso di ricostruirmi, di fare una profonda introspezione e di trovare il mio equilibrio e la mia serenità ” , spiega.

Suo figlio piu’ giovane, Olivier, aveva crisi quotidiane,  ritardi psicomotori e disturbi del linguaggio. L’altro figlio, François, aveva una goffaggine che i medici hanno associato a un disturbo dello spettro autistico.

” Io e mia moglie non ci siamo arresi . E abbiamo fatto bene, perchè, oggi i nostri figli sono molto felici. Le persone con autismo sono tante ma molte non vengono diagnosticate “, sottolinea Blackburn.

Fenomeno in crescita

” Si stima che una persona su 94 in Canada ha un disturbo dello spettro autistico, circa 80 000 in Quebec. ” dobbiamo rimanere uniti. Il fenomeno è in crescita in tutto il mondo. I disturbi dello spettro autistico presentano complessità variabili,  e severità diverse da una persona all’altra. Persone che hanno una vasta gamma di esigenze e bisogni diversi.  I dibattiti durante il forum permetteranno di determinare quali sono le priorità “, ha detto la ministra  Lucie Charlebois, promotrice dell’evento.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie , fonte: Journaldequebec.com

Autismo: delle mascotte per il figlio autistico-Asperger

Nella foto Xavier, la sua mamma e il loro cagnolino
Nella foto Xavier, la sua mamma e il loro cagnolino

Julie Benoît,  dal 2012, ha creato un’attività particolare, Mascotti, per suo figlio di 17 anni, Xavier, autistico-Asperger. L’impresa propone un servizio di mascotte.

Per aiutare suo figlio a sviluppare abilità sociali, la signora  Benoît, ex infermiera si è lanciata negli affari: ” Xavier voleva avere un lavoro, guadagnare dei soldi come tutti, ma la sua condizione non gli permette di lavorare come cameriere o avere un impiego da studente. Non puo’ lavorare sotto pressione e non voglio che viva un fallimento alla sua prima esperienza lavorativa ” spiega questa madre premurosa.

Xavier ha testato il suo talento nel quartiere: ” E’ dotato. Ha sempre amato fare il clown. E quando fa la mascotte, non deve mostrare il suo viso, ne parlare, è questo per lui è appropriato. Sono molto contenta perchè questo gli da maggiore fiducia in se stesso ! “, precisa la signora Benoît, che ha già pensato di aprire le porte della sua azienda ad altri ragazzi che si trovano nella stessa situazione di Xavier.

” Mio figlio è Asperger, è il primo della classe, parla diverse lingue, inglese, tedesco, spagnolo, e ha imparato il mandarino da solo. Da grande vuole fare lo storico e ha già pianificato la sua carriera “, aggiunge sua madre.

Un’azienda famigliare

Questa piccola famiglia ha creato Mascotte, che come il nome suggerisce, propone servizi professionali di mascotte animate. ” Ci occupiamo di  feste per bambini, animazione nelle scuole, nei festival, negli eventi, consegne di cioccolato, fiori, di piccole parole d’amore, di apparizioni a sorpresa e altri servizi personalizzati “, precisa la signora Benoît.

Le sei mascotte della società Angry Bird, Olaf, Minion Capt’ain America,Hello Kitty, Minnie et Mickey sfileranno insieme per le strade di Rimouski il giorno della Festa del lavoro.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie. Fonte: lavantage.qc.ca