Autismo Asperger : “ Possiamo vivere e crescere come gli altri “

Sconosciuta o caricaturale, la sindrome di Asperger veicola diversi stereotipi. Tuttavia, gli Aspies non sono malati e conducono la loro vita in funzione della loro diversità.

Mi sentivo diversa, ma non capivo il motivo, prima di essere diagnosticata alcuni anni dopo “, spiega Julie Dachez, autrice del fumetto “ La differenza invisibile “ ispirato alla sua vita d’ “Aspie”. La sindrome di Asperger è una delle forme cliniche dei disturbi dello spettro autistico nella quale l’acquisizione del linguaggio e le funzioni intellettive o cognitive sono preservate.

La diagnosi è oggi ancora molto difficile perchè l’Asperger non è una malattia. “ I disturbi dello spettro autistico non sono individuabili tramite marcatori fisiologici, come ad esempio un prelievo di sangue, per questo bisogna essere formati per riconoscere e identificare i segnali clinici ( comportamentali ) “ , spiega Véronique Gousse, psicologa specializzata in DSA e insegnante-ricercatrice a Nimes.

Vivere l’Asperger nel quotidiano

L’Asperger è una condizione detta invisibile, che non si vede, ma si fa sentire durante la vita quotidiana “ , dice Alexandra Reynaud, autrice di “Asperger e fiera di esserlo“. Possiamo vivere e crescere come tutti gli altri. “ Gli Asperger hanno bisogno di routine, di pianificazione e fanno fatica a sopportare i rumori. Quando ero piccola, la mensa era un incubo. Tutti i rumori in sottofondo, li sentivo amplificati ”. Stesso effetto su Hélios, 13 anni, virtuoso del pianoforte: “ Da piccolo, non sopportavo il rumore della metropolitana. Dovevo tapparmi le orecchie. Hélios ha anche problemi di concentrazione : “ Impiego molte ore per fare i compiti, perchè penso subito a qualcos’altro. Mi dicono che non metto la buona volontà, ma è piu’ forte di me ! “.

Le giornate a scuola o al lavoro provocano un affaticamento considerabile negli “Aspie” : “ Dopo una mattinata al liceo avevo bisogno di ore per riprendermi e non capivo come facessero gli altri ad uscire la sera” , rivela Julie Dachez. Il tempo di esposizione (bere o ascoltare una conferenza) richiede altrettanto tempo di riposo. Alcuni Asperger possono essere sinesteti ?, cioè, associano un senso o piu’ sensi (colore, odore, note musicali) a cio’ che vedono : “ associo mia mamma al colore viola, il mio preferito. Sono sospettoso con le persone che vedo in giallo, ma mi piacciono comunque “, dice Hélios.

Vivere insieme agli altri

“Ho ricevuto la diagnosi di sindrome di Asperger a 33 anni. Per molto tempo, ho associato la mia diversità e il fraintendimento dei codici della società al fatto che ero cresciuta all’estero. Un muro di vetro tra gli altri e me”, testimonia Alexandra Reynaud. Per gli Asperger l’amicizia è una nozione astratta, abbordata differentemente: “ Ho un’amica in Canada, non la vedo mai eppure è la mia migliore amica “. Tuttavia, i rapporti di amicizia sono complicati: “ ha qualche amico ma nessuno lo invita a casa sua “, dice Stéphanie, la mamma di Hélios.

Per far conoscere la sindrome di Asperger e cambiare lo sguardo degli altri su Hélios, Stéphanie ha chiesto a un membro della SESSAD ( Servizio educazione speciale e cure a domicilio ) di rispondere alle domande dei bambini in classe. “ Da allora, mi sento meglio, capiscono perchè Hélios ha bisogno di un educatore e alcuni compagni lo aiutano a concentrarsi “, aggiunge. “ Mi sforzo anche di farlo uscire una o due volte a settimana in contesti diversi dalla scuola. Sabato andiamo alla città delle Scienze. “

Stéphanie , a volte ha difficoltà a condurre questa vita perchè si trova ad affrontare le responsabilità quotidiane da sola. “ E’ difficile creare interazioni con Hélios, non siamo interessati alle stesse cose, e a volte, dice no a tutto. Ci sono alti e bassi. “ Per altri Asperger, come Julie Dachez, la solitudine è una liberazione, un alleggerimento: “ Vivo sola con i miei animali, mi sento bene. Evito la presenza permanente di persone intorno a me. “ Per quanto riguarda Alexandra Reynaud, è sposata e ha dato alla luce un bambino : “ Io e mio marito, non siamo molto affettuosi, ma ci amiamo, e penso sia la cosa piu’ importante “.
Vivere lavorando

Sono dottore in psicologia sociale e scrittrice. Lavoravo in un’azienda, poi a poco a poco ho deciso di lavorare da casa, perchè era molto difficile per me adattarmi alle condizioni di lavoro collettive”, dice Julie Dachez. “ Anche se siamo molto competenti, l’apparenza è piu’ apprezzata del saper-fare “. “ Le relazioni con gli altri sono complicate e per lo piu’ incomprese dagli “ Aspies “ : “ : parlare davanti alla macchina del caffè o mangiare con i colleghi, non lo trovo utile. Se non possiamo andare d’accordo con gli altri, siamo immediatamente malvisti ! “. L’arredamento degli uffici è anche una fonte di stress: “ c’erano luci molto aggressive, e in uno spazio aperto, il rumore è permanente. Era una lotta quotidiana per me. Adesso, gestisco da sola il mio lavoro e sto bene.”

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: letudiant.fr

 

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Autismo e lavoro: 11 punti forza delle persone autistiche

Gli autistici hanno molto da offrire al mondo del lavoro, soprattutto grazie a qualità professionali come:

  1.  Il pensiero logico e l’analisi dei problemi
  2. La percezione dei dettagli e la precisione
  3. La concentrazione
  4. La sete di conoscenza unita a una memoria eccellente
  5. Affidabilità e lealtà
  6. Competenze e abilità tecniche specifiche
  7. Motivazione al lavoro
  8. Orientamento ai risultati e senso di responsabilità
  9. Rettitudine e onestà
  10. Perseveranza, anche nei lavori di routine
  11. Creatività

Tanti vantaggi

Molti autistici adulti sviluppano delle strategie per camuffare e compensare le difficoltà che incontrano “, spiega Herbert Roeyers, psicologo clinico dell’ Università de Gand .

Le persone che provengono da un ambiente esterno, difficilmente riescono a rilevare attraverso un comportamento, se hanno a che fare con una persona autistica. E’ solo in situazioni non di routine o complesse che diventa improvvisamente evidente che stanno avendo problemi a iniziare una conversazione con un cliente sconosciuto che li porta a cambiare improvvisamnete il loro modo di lavorare… “

Roeyers : ” Per avere un’idea migliore, è importante non definire l’autismo solo in termini di limiti e problemi. Sono cervelli che hanno un’altra organizzazione e un diverso funzionamento che porta molti vantaggi – che variano da un individuo all’altro – proprio come le persone neurotipiche. In altre parole, la generalizzazione è fuori questione perchè ogni persona con autismo è unica “.

“ Poichè gli autistici hanno dei modelli di attività e interessi limitati e ripetitivi, possono diventare molto forti in una materia e restare concentrati. Generalmente mostrano capacità di comprensione e una memoria eccezionale, si accorgono velocemente degli errori e hanno avanzate capacità d’analisi e di riflessione. Certo, hanno anche altre qualità come la lealtà, un approccio senza pregiudizi e creatività. Questo spiega la loro eccellenza in alcune materie scolastiche e in programmi di formazione, ma anche la capacità di svolgere meglio delle persone non autistiche determinati mestieri “.

10 utili consigli per la comunicazione

Gli autistici sono preziosi interlocutori, ma ci sono molte cose da tenere in considerazione. Spesso hanno difficoltà ad interpretare i segnali della comunicazione non verbale ( l’intonazione, cambiamento del livello della voce, espressioni facciali, gesti ) e interpretano le metafore nel senso letterale del termine.

Ecco 10 suggerimenti utili per comunicare con loro:

  1. Usate frasi brevi, dirette e non ambigue.
  2. Ripetete cio’ che dite se lo ritenete necessario, non verrà mai preso per una provocazione.
  3. Esprimete il vostro messaggio in maniera positiva, spiegando cosa succede e non cio’ che non sta accadendo.
  4. Mantenete un po’ di silenzio tra le vostre frasi e le vostre domande. Grazie a queste pause il vostro interlocutore puo’ elaborare meglio le informazioni.
  5. Siate piu’ espliciti possibili nelle indicazioni temporali: evitate il “ subito “. Preferite piuttosto “ tra 5 minuti “ .
  6. Supportate il vostro messaggio con l’informazione visiva.
  7. Allineate i messaggi verbali e non verbali, non devono contraddirsi.
  8. Optate per una discussione stimolante in modo che il vostro interlocutore possa concentrarsi.
  9. Evitate il contatto: le persone autistiche sono spesso troppo o poco sensibili agli stimoli sensoriali
  10. Dite quello che fate e fate quello che dite. Questo ovviamente vale per tutti.

Tradotto e riadatto da Mondo Aspie, fonte : www.jobat.be

Vincent, 26 anni, autistico, diventa insegnante

Dall’ istituto medico-educativo (IME ) all’università, Vincent Fabrizi ha superato tutti gli ostacoli per vincere il concorso. A settembre, tornerà a scuola come professore.

Voti eccezionali all’esame, una volontà feroce di adattarsi e soprattutto , “ la voglia di portare i bambini al successo “, Vincent Fabrizi ha impressionato gli esaminatori della giuria di ammissione al concorso per insegnanti scolastici. Si è piazzato 111esimo su 1500 !

Eppure, questo insegnante della scuola pubblica è partito molto svantaggiato. La sua educazione all’asilo non è andata come previsto e alcuni non hanno esitato a condannarlo con parole dure che fanno rabbrividire: “ Mi hanno detto che ero un bambino atipico, poi all’età di 25 anni mi hanno attribuito la schizofrenia e un ritardo di maturità dovuto a mia madre Marie-Thérèse, è stato un duro colpo per lei “.

Piazzato a 6 anni all”istituto medico-educativo ( IME )

Vincent viene quindi inserito nell’IME (istituto medico-educativo). Il suo comportamento preoccupa: come alcuni autistici, il ragazzo dondola come nel film Rain Man, fissa per ore le ruote che girano di una piccola macchinina, si sdraia e si mette in disparte dagli altri, a volte urla. La sua sofferenza è incompresa. Viene trattato come un handicappato. Dodici anni dopo, un educatore farà la diagnosi corretta DSA ( disturbo spettro autistico ) : “ in realtà ho la sindrome di Asperger “ spiega Vincent. E’ dunque chiaramente autistico. Ma questa condizione non gli impedisce di studiare. All’IME, il direttore si rende conto rapidamente che Vincent non ha piu’ niente da fare li , “ ma abbiamo dovuto lottare per integrare Vincent in un percorso classico “ , ricorda Marie-Thérèse, orgogliosa del successo ottenuto da suo figlio. Vincent ha un quoziente intellettivo normale ed eccelle nel dominio verbale . “ Ho imparato a leggere, scrivere e contare da solo prima di arrivare alla scuola primaria “.

Aveva molti punti deboli, comunicava poco ed era goffo. “ scriveva male “, ricordano le sue sorelle piu’ grandi.

L’insegnante della scuola Jean-Jaurès conserva un affettuoso ricordo del piccolo Vincent : “ era una spugna, tratteneva tutto quello che lo appassionava “ , ci confida Christelle Willerval.

Vincent diventa il primo della classe. Un vero pozzo di scienza. “ A volte è stato difficile “perchè gli studenti non sono sempre gentili con un compagno di classe “ diverso “. “ Ho dovuto adattarmi ed essere resiliente “ .

Al liceo si distingue con una maturità scientifica. Ottiene una laurea in biologia , prima di ottenere un master in scienze dell’educazione perchè una cosa è certa in lui : “ Ho la vocazione di trasmettere cio’ che so. Voglio diventare insegnante.”

Rifiutato tre volte al concorso

Questo desiderio è stato piu’ volte frainteso. Vincent subisce tre rifiuti consecutivi, con note orali quasi eliminatorie: ” Penso che la mia diversità possa spaventare “.  Vincent non è come gli altri ma ha saputo trasformare la sua diversità in un’eccellenza. Ha lavorato insieme ad un amico. Risultato: adesso è meno timido e piu’ posato. Ha una straordinaria capacità di osservazione e ha mantenuto l’ostinazione verso i suoi obbiettivi. Questo dovrebbe renderlo un insegnante eccezionale capace di aiutare lo studente piu’ bravo semza dimenticare quello che si annoia in fondo alla classe.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: lavenirdelartois.fr

 

 

 

 

Romain Brifault, autistico Asperger e stilista talentuoso

I grandi nomi dell’alta moda devono stare attenti ! La prossima generazione di modellisti si è messa in moto con Romain Brifault, un giovane stilista di 24 anni che vive vicino a Rouen (Senna-Marittima) è un autistico Asperger, che ha fatto della sua particolarità un punto di forza.

Si ispira a Karl Lagerfeld e a Yves Saint, e si illumina quando parla di modelli, creazioni e tessuti. Romain Brifault, è come un pesce nell’acqua nel mondo della haute-couture. Un settore che il giovane autistico Asperger ha dovuto imparare prima di creare la sua casa di moda insieme al fratello Alexandre. La decisione l’ha presa durante uno stage di Gérard Darel : “ Il direttore artistico di una fashion house ha scoperto in me un potenziale inespresso di cui non mi rendevo conto. Forte ! “

Pezzi unici e innovativi

I pezzi di alta gamma creati su misura da Romain Brifault sono sempre ispirati dalle storie dei suoi clienti.

Sistemato nel suo atelier nella dimora di famiglia a Morgny-la-Pommeraye (Senna-marittima), Romain pensa, immagina e disegna modelli degni dei piu’ grandi creatori. Sempre con l’attenzione rivolta verso i dettagli e l’originalità. “ Incamero le parole dei miei clienti per ottenere le idee che visualizzo immediatamente nella mia testa in qualcosa di specifico “, dice il giovane stilista che lavora molto di notte quando la casa è silenziosa e puo’ concentrarsi piu’ facilmente.

Mette la cura del dettaglio al servizio dei clienti che possono vantare pezzi unici e a volte innovativi, come il sistema di abiti da sposa adatti alle persone su sedia a rotelle che lo stilista ha fatto brevettare. Un primo passo che lo ha fatto conoscere, prima, perchè no, della scalata ai vertici. “ Dimostrare che puoi avere successo essendo un autistico Asperger, è un motore trainante: Ma la mia vera ambizione, è quella di conquistare il mondo ! “ conclude Romain.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie

Fonte: tendanceouest.com

 

Autismo e lavoro: gli autistici Asperger, talenti sconosciuti alle imprese italiane

asperger-informaticaGli autistici Asperger, talenti sconosciuti alle imprese italiane 

Dotati di capacità specifiche, gli autistici Asperger hanno un profilo interessante soprattutto per le società informatiche. Diverse grandi aziende internazionali contano tra i loro dipendenti persone autistiche altamente produttive e di successo. Cosa che purtroppo non avviene nel mercato italiano dove l’accesso al mondo del lavoro delle persone Asperger resta ancora molto limitato.

Esempi da seguire 

Il colosso tedesco Sap punta ad assumere centinaia di autistici come programmatori e collaudatori di software nei prossimi sette anni. Dopo i progetti pilota lanciati in India e in Irlanda, l’azienda ha annunciato che il suo obiettivo è trovare persone “che pensano in modo diverso”, per favorire l’innovazione.

Le aziende svizzere specializzate in informatica assumono un numero crescente di autistici. Un settore dove questa condizione diventa un vantaggio.

Secondo la rivista digitale Swiss.info, le società elvetiche specializzate in informatica reclutano attivamente persone con la sindrome di Asperger. Una forma di autismo senza deficit intellettivi. “I punti in comune tra gli autistici e i programmatori ? Una grande capacità di concentrazione su tutto cio’ che riguarda numeri e schemi, cosi’ come la dipendenza a svolgere compiti ripetitivi.

L’Italia in ritardo sull’occupazione delle persone autistiche 

E in Italia? Da noi quasi nessuno sa niente della sindrome di Asperger: gli stessi specialisti a volte faticano a riconoscerne i segni, scambiandoli sovente per disturbi psichiatrici. Il mondo della scuola, la prima delle agenzie per la formazione e la socializzazione, ne è al corrente solo da qualche anno, ma i docenti, non hanno, spesso, alcuna preparazione per comprendere le problematiche aspies, né per valorizzarne le capacità. Le aziende italiane perdono cosi’ preziose e importanti risorse umane fonte di innovazione, sviluppo e crescita.

La legge

L’inserimento nel lavoro, poi, diventa una vera e propria corsa agli ostacoli. Nonostante l’Italia disponga di una delle migliori legislazioni in materia, la 68/99 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili) i dati Istat attestano che i disabili in età lavorativa occupati in Italia sono meno del 18 %, e che solo l’1,5 % di coloro che presentano qualche diversità funzionale è impiegato.

Autismo e lavoro: Avencod, la startup che assume gli Asperger

talents-work-aspergerCinque cose da sapere su Avencod, la startup che promuove l’inserimento delle persone autistiche ad alto funzionamento nella professione digitale.

Attraverso la piattaforma Talents@Work, la startup permette alle persone di sindrome di Asperger l’avvio al lavoro di tester e sviluppatore informatico.

L’IDEA

Sei mesi fa, Laurence Vanbergue e Laurent Delannoy, hanno creato al CEEI di Nizza, Avencod, una startup sociale che permette alle persone autistiche ad alto potenziale e Asperger di accedere al mondo del lavoro e di crescere professionalmente come sviluppatori informatici.

LA SFIDA

I riscontri sono positivi sia da parte dei clienti e sia da parte dei dipendenti. La tappa successiva è proporre la prima piattaforma di test funzionale di applicazione informatica basata sul talento delle persone autistiche ad alto potenziale e delle persone con sindrome di Asperger.

“I nostri dipendenti sono ingegneri qualificati, dei Beta Tester “.

L’OBBIETTIVO

La sfida è quella di proporre una qualità simile a quella del mercato o addirittura superiore, di migliorare e di garantire l’impiego dei nostri collaboratori nel mondo ordinario.

LA FORMAZIONE

I collaboratori di  Talents@Work sono autistici ad alto potenziale o con sindrome di Asperger.  Laurent Delannoy spiega : “la loro condizione permette specificità di funzionamento che si adattano al loro mestiere: attenzione ai dettagli e ricerca dell’eccellenza….”

Avencod impiega al momento quattro collabori e prevede di creare entro la fine del 2017 una ventina di posti di lavoro. ” Assumiamo persone motivate che hanno l’interesse e competenze informatiche. Non importa se non hanno basi tecniche, noi ci occupiamo di farli crescere professionalmente. ”

 

IL PRODOTTO

Siamo i primi in Francia ad offrire questo servizio. E siamo affiancati da clienti e partner finanziari come Amadeus.  Oltre alla grande disponibilità dei dirigenti Avencod, uno psicologo si reca regolarmente in azienda per identificare e risolvere eventuali problematiche.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte : Varmatin.com

Autismo: delle mascotte per il figlio autistico-Asperger

Nella foto Xavier, la sua mamma e il loro cagnolino
Nella foto Xavier, la sua mamma e il loro cagnolino

Julie Benoît,  dal 2012, ha creato un’attività particolare, Mascotti, per suo figlio di 17 anni, Xavier, autistico-Asperger. L’impresa propone un servizio di mascotte.

Per aiutare suo figlio a sviluppare abilità sociali, la signora  Benoît, ex infermiera si è lanciata negli affari: ” Xavier voleva avere un lavoro, guadagnare dei soldi come tutti, ma la sua condizione non gli permette di lavorare come cameriere o avere un impiego da studente. Non puo’ lavorare sotto pressione e non voglio che viva un fallimento alla sua prima esperienza lavorativa ” spiega questa madre premurosa.

Xavier ha testato il suo talento nel quartiere: ” E’ dotato. Ha sempre amato fare il clown. E quando fa la mascotte, non deve mostrare il suo viso, ne parlare, è questo per lui è appropriato. Sono molto contenta perchè questo gli da maggiore fiducia in se stesso ! “, precisa la signora Benoît, che ha già pensato di aprire le porte della sua azienda ad altri ragazzi che si trovano nella stessa situazione di Xavier.

” Mio figlio è Asperger, è il primo della classe, parla diverse lingue, inglese, tedesco, spagnolo, e ha imparato il mandarino da solo. Da grande vuole fare lo storico e ha già pianificato la sua carriera “, aggiunge sua madre.

Un’azienda famigliare

Questa piccola famiglia ha creato Mascotte, che come il nome suggerisce, propone servizi professionali di mascotte animate. ” Ci occupiamo di  feste per bambini, animazione nelle scuole, nei festival, negli eventi, consegne di cioccolato, fiori, di piccole parole d’amore, di apparizioni a sorpresa e altri servizi personalizzati “, precisa la signora Benoît.

Le sei mascotte della società Angry Bird, Olaf, Minion Capt’ain America,Hello Kitty, Minnie et Mickey sfileranno insieme per le strade di Rimouski il giorno della Festa del lavoro.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie. Fonte: lavantage.qc.ca