Autismo e lavoro: gli autistici Asperger, talenti sconosciuti alle imprese italiane

asperger-informaticaGli autistici Asperger, talenti sconosciuti alle imprese italiane 

Dotati di capacità specifiche, gli autistici Asperger hanno un profilo interessante soprattutto per le società informatiche. Diverse grandi aziende internazionali contano tra i loro dipendenti persone autistiche altamente produttive e di successo. Cosa che purtroppo non avviene nel mercato italiano dove l’accesso al mondo del lavoro delle persone Asperger resta ancora molto limitato.

Esempi da seguire 

Il colosso tedesco Sap punta ad assumere centinaia di autistici come programmatori e collaudatori di software nei prossimi sette anni. Dopo i progetti pilota lanciati in India e in Irlanda, l’azienda ha annunciato che il suo obiettivo è trovare persone “che pensano in modo diverso”, per favorire l’innovazione.

Le aziende svizzere specializzate in informatica assumono un numero crescente di autistici. Un settore dove questa condizione diventa un vantaggio.

Secondo la rivista digitale Swiss.info, le società elvetiche specializzate in informatica reclutano attivamente persone con la sindrome di Asperger. Una forma di autismo senza deficit intellettivi. “I punti in comune tra gli autistici e i programmatori ? Una grande capacità di concentrazione su tutto cio’ che riguarda numeri e schemi, cosi’ come la dipendenza a svolgere compiti ripetitivi.

L’Italia in ritardo sull’occupazione delle persone autistiche 

E in Italia? Da noi quasi nessuno sa niente della sindrome di Asperger: gli stessi specialisti a volte faticano a riconoscerne i segni, scambiandoli sovente per disturbi psichiatrici. Il mondo della scuola, la prima delle agenzie per la formazione e la socializzazione, ne è al corrente solo da qualche anno, ma i docenti, non hanno, spesso, alcuna preparazione per comprendere le problematiche aspies, né per valorizzarne le capacità. Le aziende italiane perdono cosi’ preziose e importanti risorse umane fonte di innovazione, sviluppo e crescita.

La legge

L’inserimento nel lavoro, poi, diventa una vera e propria corsa agli ostacoli. Nonostante l’Italia disponga di una delle migliori legislazioni in materia, la 68/99 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili) i dati Istat attestano che i disabili in età lavorativa occupati in Italia sono meno del 18 %, e che solo l’1,5 % di coloro che presentano qualche diversità funzionale è impiegato.

Autismo e lavoro: Gli autistici, non solo informatici…

autismo informatica lavoro29 Gennaio 2014 – E’ accertato che gli autistici possono essere degli ottimi lavoratori, ma non esiste solamente l’informatica, come hanno dichiarato gli specialisti dell’azienda Specialisterne dopo l’annuncio dell’apertura al mondo del lavoro alle persone autistiche da parte della società di software SAP.

La danese Specialisterne, si trova in Canada dal novembre scorso con l’obbiettivo di trovare un lavoro a 10.000 autistici in 10 anni e aiutare SAP nel suo approccio con le persone autistiche che è rivolto in modo  “naturale”  verso le tecnologie dell’informazione, spiega il responsabile della strategia e dello sviluppo canadese Alan Kriss. Ma aggiunge, ” non riusciremo a piazzare 10.000 persone solo nel campo dell’informatica “.

Altri lavori

I lavoratori autistici possono essere molto utili per svolgere un’infinità di altri compiti, a partire dall’analisi dei dati, un lavoro sempre piu’ richiesto in vari settori, dal marketing ai videogiochi.

” Non dobbiamo far passare l’idea che le persone autistiche devono lavorare nel mondo dell’informatica “, aggiunge Martin Prévost, vice-presidente della Fondazione Autisme Montréal e coordinatore di Action main-d’oeuvre, una società specializzata nella ricerca di lavoro.

” Le persone autistiche non sono solo dotate per l’informatica, ma possono fare qualsiasi cosa, lavorare nei ristoranti, nei magazzini, nella cura alle persone, come fioristi, insegnanti, ricercatori, fotografi ”

M. Prevost si augura che l’ambizione di SAP possa incoraggiare altre imprese di altri settori ” sarebbe un buon affare “.

Recrutamento problematico

Le due aziende concordano su una cosa. Il principale ostacolo degli autistici è spesso la procedura di reclutamento piuttosto che il lavoro stesso.

La procedura di assunzione comporta un’intervista telefonica, poi il reclutatore desidera trovare una persona sociale, che gli stringe la mano, che la guarda negli occhi e che parla del bel tempo , tutte cose che rappresentano una sfida per le persone autistiche. Ma nessuna di queste ha a che fare con il lavoro stesso.

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Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: affaires.lapresse.ca

Autismo: La sindrome di Asperger, i geeks e il talento ( seconda parte )

Laura Nagle
Laura Nagle

Il lato oscuro dello stereotipo

Mentre culturalmente persiste l’idea sbagliata che tutte le persone con autismo ad alto funzionamento hanno talento nei campi della scienza, questo molto probabilmente  puo’ avere effetti negativi sui genitori.

Parlando di autismo, Christopher Scott Wyatt,  professore aggiunto di letteratura presso l’Università Robert Morris, autistico ad alto funzionamento, riceve spesso domande da parte di genitori di bambini nello spettro autistico che gli chiedono quando le capacità nella matematica o nelle scienze si presenteranno. La risposta è: molti bambini non hanno queste abilità.

“ Cio’ porta a credere alle capacità magiche “, cioè ci si “aspetta di vedere delle  caratteristiche che non ci sono “, dice.

La differenza tra essere un geek e avere la sindrome di Asperger  

Gli esperti dicono che l’autismo corrisponde ad una diagnosi medica, mentre essere geek no. Il geek corrisponde ad una descrizione culturale e non a una disabilità. Le persone con autismo ad alto funzionamento possono soffrire di depressione perchè non riescono a relazionarsi  con gli altri o non hanno un lavoro, oppure presentano ansia a causa dell’interazione sociale. Possono avere molte difficoltà di comunicazione con la gente che possono causare problemi a casa oppure al lavoro.

Oltre agli interessi delle persone con sindrome di Asperger, s’incontra l’attrazione per i sistemi, dice Baron-Cohen. A volte, puo’ essere un vantaggio per aiutarli ad iniziare una carriera come ingegneri informatici o fisici. “Molti Asperger sono in grado di prestare la massima attenzione al problema che gli interessa, qualsiasi esso sia”, dice Bolick.

“Le ossessioni possono essere la chiave di accesso a molte opportunità”, dice Baron-Cohen.

Pero’ a volte le persone autistiche sviluppano delle fissazioni per attività che non hanno un’applicazione immediata, come ad esempio, collezionare tazze.

Capovolgere la disabilità

In alcuni casi, persone che hanno un disturbo nello spettro autistico presentano talenti e interessi che possono evolvere in una professione, pero’non bisogna pensare in questi termini.

“Per la maggior parte delle persone autistiche, la ragione delle loro ossessioni non ha nulla a che fare con una remunerazione economica. Lo fanno per una motivazione intrinseca” dice Baron-Cohen.  “L’idea che possano trarne beneficio non è applicabile per tutti”.

Un uomo con sindrome di Asperger, che ha incontrato Baron-Cohen, desiderava comprendere i cambiamenti climatici. Usciva a mezzanotte nel suo giardino per rilevare la temperatura, la velocità del vento e altri agenti atmosferici. Non intendeva usare queste informazioni come un metereologo, semplicemente voleva capire.

Un giovane paziente di Bolick svolgeva diligentemente i compiti ma non li consegnava. Quando gli chiesero il perchè,  si alzo’ e disse” non faccio i compiti per avere buoni voti. Li faccio per imparare”.

Il problema di non trovare un utilizzo pratico ai loro interessi varia notevolmente. Alcune persone autistiche si focalizzano sugli obbiettivi e li ottengono. Per altri invece l’esito è ostacolato dalla pianificazione e l’organizzazione, una caratteristica comune nei disturbi dello spettro autistico.

Verso un futuro migliore per la prossima generazione

Doug Sparling, 52 anni, ha scelto il lavoro di ingegnere informatico a causa della sindrome di Asperger. L’interazione con altre persone, specialmente se lavora con un collega puo’ scatenare crisi d’ansia. Pero’ ama l’informatica, la logica e risolvere problemi. Lavora piu’ di 40 ore la settimana pero’ con un orario flessibile e lavora molto da casa.

“La codificazione è una cosa in cui posso perdermi”,” un mondo dove dimentico la cognizione del tempo, dice in una mail.

Sparling è sposato con 4 figli, tra cui un figliastro di 23 anni e un ragazzino di 12 anni con la sindrome di Asperger.

La storia di Nagle è differente. Lei crede che se avesse potuto contare su insegnanti o tutor che l’avessero aiutata a camminare e ad indirizzare la sua passione per la fisica verso qualcosa di concreto, la sua vita sarebbe stata diversa.

Durante il suo secondo anno di studi, le dissero che la sua borsa di studio era stata ridotta. Invece di mettere in discussione la decisione oppure cercare altre opportunità ha preferito cercarsi un impiego  ed ha trovato molti posti di lavoro dove l’hanno  sfruttata.

Ha lavorato anche nell’ambito dell’ architettura e del disegno strutturale senza riuscire a realizzarsi. Adesso vive in una casa mobile che le hanno assegnato. E’ molto impegnata nell’autismo e nei suoi aspetti giuridici e sta lavorando a un documentario che uscirà quest’anno.

Quando Nagle parla dell’autismo in pubblico, si augura che nessun giovane autistico finisca come lei.

“Non devono arrivare a 58 anni senza fissa dimora ( a meno che ) non gli facciano un favore, senza potersi curare i denti, guardando indietro e vedendo quello che non sono riusciti a raggiungere quando avrebbero potuto raggiungerlo” dice.

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Tradotto e riadattato da Mondo Aspie,  Fonte CNN in spagnolo

Autismo: La sindrome di Asperger, i geeks e il talento ( Prima Parte )

Laura Nagle
Laura Nagle

Laura Nagle ama la fisica. Analizza attentamente prove scientifiche solo per divertimento, e talvolta, è in grado di risolvere misteri cosmici nella sua testa mentre guarda documentari sull’universo. Ha letto, si stima, circa 12.000 libri.

Si puo’ dire che Nagle, 58 anni, sia una geek. A scuola aveva molti problemi e veniva definita come ” non equilibrata”, anche oggi ha problemi ad interagire con le persone.

” La fisica e l’ingegneria mi parlano dal cuore, vedo dettagli, relazioni e modelli che la maggior parte della gente non vede”, dice Nagle.

L’esperienza di Nagle testimonia uno stereotipo della cultura popolare in cui l’autismo ad alto funzionamento –  una forma chiamata sindrome di Asperger – è geek.

Molti di loro hanno interessi e talenti nell’arte o nella letteratura, ma non sono interessati ai temi tradizionali dei geeks: l’informatica, la scienza o la tecnologia.

Pero’ vale la pena osservare la ragione della nascita di questa immagine dell’autismo e anche esplorare la realtà dell’autismo e delle interconnessioni tra autismo e talento.

I principali sintomi di questa disabilità sono i problemi nella comunicazione, nella scarsa interazione sociale e nei comportamenti ripetitivi.

Una persona con autismo ad alto funzionamento che non presenta ritardi cognitivi o linguistici nell’ infanzia, verrà diagnostica con Sindrome di Asperger.

Diagnosticare un genio

C’e’ molta speculazione su alcuni personaggi storici o inventati con autismo.

Ricercatori hanno affermato che sia Albert Einstein e Isaac Newton, che ha contribuito alla definizione di come intendiamo oggi  l’universo, avevano tratti caratteristici della sindrome di Asperger.

Poi c’e’ la TV: il personaggio della serie The Big Bang Theory, Sheldon Cooper, (anche se gli autori hanno dichiarato il contrario, l’attore che interpreta il personaggio, Jim Parsons ha detto a Variety che Sheldon mostra alcune caratteristiche della sindrome).

E le persone con sindrome di Asperger si sono identificate immediatamente con gli stravaganti modi di fare del Dr. House o con  il temperamento di “Bones” Brennan della serie Bones, nessuno di questi personaggi ha una diagnosi. (A questo proposito, uno dei medici di House, M.D. ha concluso che si tratta semplicemente di un’idiota).

Tutti questi personaggi sembrano ossessionati dalla ricerca scientifica, ma hanno delle grandi difficoltà a mantenere una comunicazione effettiva o una relazione con le persone.

“Gli spettatori quando vedono questi personaggi che apparentemente hanno la sindrome di Asperger possono pensare che non abbiamo passione perchè il nostro linguaggio non trasmette emozioni profonde e diciamo cose che la maggior parte della gente non trova appassionanti”, dice Nagle .

Alcune persone hanno talento per l’arte o la letteratura cita Teresa Bolick, psicologa specializzata in disturbi dello sviluppo neurologico. Altri invece non sono dei geni, hanno semplicemente delle fissazioni su certi argomenti.

In altre parole, non tutte le persone intelligenti con sindrome di Asperger hanno dei grandi talenti.

La diagnosi di sindrome di Asperger richiede che la persona presenti qualche difficoltà sociale, per esempio, l’incapacità di mantenere il contatto oculare, di non riuscire ad interpretare un’espressione facciale,  il linguaggio figurato oppure un gesto.

Ci potrebbe essere un collegamento tra il talento scientifico e l’autismo. Sono necessarie altre ricerche per sostenere questa teoria, pero’ esiste un’ipotesi secondo la quale i geeks e le persone con autismo sono geneticamente collegate.

L’esperto britannico di autismo, Simon Baron-Cohen, e i suoi colleghi, pubblicarono uno studio nel 1997, che indicava che i papà e i nonni di bambini autistici avevano piu’ probabilità di lavorare nel campo dell’ingegneria, rispetto ai padri e ai nonni di bambini neurotipici.

I ricercatori stanno allargando la ricerca per verificare se le persone che sono abili nella scienza e con i computer, hanno, in generale, piu’ probabilità di avere un bambino con autismo.

“Una possibilità, secondo la quale, gli stessi geni che provocano l’autismo, in una combinazione meno severa, sono anche la causa del talento nella popolazione generale” , dice Baron-Cohen.

Nessuna di queste teorie ha guadagnato forza, e non ci sono dati scientifici comprovati. Sono necessarie ulteriori ricerche per avvalorare questi risultati.

Il dottore Gary Goldstein, presidente del Kennedy Krieger Institute ha dichiarato alla CNN che i medici si sono resi conto che la disabilità intellettuale nell’autismo non è neanche lontanamente al 70% come si pensava , ma solo al 30% .

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie , Fonte CNN in spagnolo

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Autismo ed Economia: Gli autistici come consulenti

L’idea come spesso accade, è nata da un bisogno personale urgente: Thorkil Sonne (nella foto)  ha un figlio autistico e non voleva privarlo del suo avvenire professionale. Tuttavia, anche se in Danimarca, prevale lo Stato-previdenza, questa disabilità invisibile è un ostacolo insormontabile. Nel 2004, ha creato la compagnia Specialisterne (“Gli specialisti”) .

Con questo nome in stile serie americana, Specialisterne punta ad una nicchia particolare sul mercato del lavoro: collocare gli autistici nelle imprese e trasformare l’operazione in un affare redditizio. Lo slogan “La passione per il dettaglio” perchè è qui che gli autistici e in particolare quelli con la Sindrome di Asperger apportano all’impresa che li assume un valore aggiunto redditizio.

Gli specialisti trasformano le caratteristiche dell’autismo – la passione per le cifre, la preferenza per i compiti ripetitivi – in assi nella manica. “La maggior parte dei nostri consulenti se la cava bene nell’identificare i piccoli dettagli, gli errori in lunghe liste di dati, nell’ identificare particolari che escono dall’ordinario, laddove altri avrebbero la tendenza ad annoiarsi”, spiega Bryan Dufour un francese che ha raggiunto la compagnia per sviluppare il concetto all’internazionale.

Gli Specialisti si presentano come un’impresa di consulting e servizi informatici  che vanno dal trattamento al trasferimento di dati,  all’organizzazione di database, passando da i test per i software.

Aiuti del governo

Le disabilità della trentina di consulenti vengono prese in considerazione durante il colloquio tra i responsabili del loro inserimento e il cliente. “Le persone con la Sindrome di Asperger sono sensibili alla luce, a seconda dei  casi, bisogna regolarla  per evitare una depressione, spiega Henrik Thomsen, responsabile della compagnia. Per altri ad esempio bisogna evitare che nell’ambiente lavorativo diano le spalle a qualcuno, e quindi li installeremo vicino ad un muro, se invece c’è molta gente monteremo un muro scorrevole di separazione”.

Tutti lavorano part-time, perchè una giornata intera li esporrebbe a troppo stress. Vengono prima assunti in prova e poi vengono formati. Questo tempo di osservazione è utile in seguito per adattare  il posto di lavoro alla personalità del consulente autistico. cio’ significa che i costi di lavoro per inquadrarli sono eleveti. Pagati in funzione del tempo lavorato per gli Specialisti, il loro stipendio è completato fino al 100% nel quadro degli aiuti dle Governo. ” A questa condizione puo’ funzionare”, ammette H. Thomsen.

I benefici vengono reinvestiti nella società, che ha sviluppato un modello di gestione delle persone autistiche. Specialisterne a preso contatti in 70 paesi ed ha altre sedi in Scozia, Svizzera e Islanda. E seguiranno altre aperture.

Tradotto da Mondo Aspie: Fonte: Le Monde

Autismo Lussemburgo: Adolescente con la Sindrome di Asperger crea applicazione per iPhone e iPad

Lussemburgo: Un adolescente Aspie di 16 anni con la passione per l’informatica , ha creato l’applicazione “schermo +” (écran plus) ,  per iPhone e iPad che puo’ essere  scaricata dall’APP Store iTunes.

L’applicazione “schermo piu’ ” è un nuovo navigatore per iPhone e iPad che permette di navigare piu’ facilmente su internet ed è facilissimo da utilizzare. In piu’ supporta molte delle funzionalità di HTML5 ed ha superato il test ACID3 con il 100% di riuscita. Inoltre supporta anche video HTML5.

Cliccando sul logo dell’applicazione accederete in una pagina bianca dove digiterete l’indirizzo web che desiderate visitare. Lo schermo è piu’ largo e l’utilizzo è molto piu’ intuitivo del navigatore tradizionale dell’iPhone.

Nome : Ecran plus
Prezzo: 1.59 €
Link a App Store: Versione iPhone o iPad

Tradotto  e riadattato da Mondo Aspie, Fonte Next51.net

La sindrome di Asperger: l’autismo degli informatici

Silicon Valley, California, la Mecca dell’informatica. i microprocessori dei computer, sempre piu’ performanti, si riproducono da soli a una velocità inumana sotto gli sguardi  affascinati di approvazione degli ingegneri informatici. Immersi in un universo di macchine, di pensieri robotici e clics ripetitivi, questi ultimi coabitano intimamente con gli esseri arimanici compiacenti nei microprocessori, opprimendo l’esistenza naturale degli elementi del silicio.

Oltre agli effetti distruttori, dimostrati scientificamente, nella ghiandola pineale sede della coscienza, degli “effetti secondari ” negativi appaiono negli appassionati d’informatica.

Nella Silicon Valley, la Sindrome di Asperger colpisce sempre di piu’ i “lavoratori”. Da alcuni studi recentemente pubblicati risulta che i bambini informatici sono piu’ colpiti da questa forma di autismo.

L’uomo non si fonderà con le macchine senza lasciarci le penne, questo è il meno che possiamo dire , allora dottore V.I.T.R.I.O.L , quali sono i sintomi ?

 Disturbi comportamentali

La Sindrome di Asperger è un disturbo dello sviluppo che rientra nella parte alta dello spettro autistico, le caratteristiche piu’ evidenti si manifestano nelle passioni fuori norma delle persone colpite come per esempio le scienze o l’informatica. Le persone possono diventare esperte in un argomento specifico o interesse ristretto.

 Le principali difficoltà dei soggetti con la Sindrome di Asperger toccano la vita sociale, la comprensione e la comunicazione. Questi disturbi sono la conseguenza di un’anomalia del funzionamento dei centri cerebrali che hanno la funzione di raccogliere le informazioni riguardo l’ambiente, di decodificarle e di rispondere in modo appropriato. Il significato delle parole, la comprensione e la comunicazione sono compromessi.

Il soggetto non riesce a decifrare i messaggi che gli arrivano, ne riesce ad indirizzare chiaramente i messaggi alle persone che lo circondano, è disperso nello spazio, fuori fase nei tempi, negli scambi e la sua comunicazione è impacciata ed esitante e si perde sempre piu’ spesso in tentativi che falliscono . Per non perdersi, si concentra sui dettagli e per essere meno sfasato, si completa nelle routine.

Le caratteristiche principali

Queste caratteristiche possono essere piu’ o meno severe a seconda delle persone e i principali segni che si possono riscontrare in gradi differenti sono:

  • Un QI globale sensibilmente normale ma non sufficente per un buon funzionamento sociale se in presenza di altri disturbi.

  • Delle difficoltà nelle relazioni con gli altri, adulti o bambini, legati ad una quasi incapacità a percepire i “segnali” sociali e ad interpretarli correttamente.

  • Un’incapacità ad applicare “la teoria della mente”: sono convinti che il loro interlocutore sappia quello che loro sanno .

  • Interruzioni della comunicazione con gli altri, sia nelle forme verbali attraverso le  parole che per le altre forme non verbali (contatto oculare, movimenti corporei, espressioni del viso ) e un’assenza apparente di emozioni sociali.

  • Un linguaggio corporeo ed espressivo spesso inappropriato.
     
  •  Un eccessivo attaccamento per certi oggetti, oppure argomenti, ossessioni e ripetitività, la realizzazione di rituali.
     
  • Uno stile di vita impostato sulla routine, una grande rigidità e notevoli difficoltà nella gestione dei cambiamenti e verso gli imprevisti.
     
  •  Problemi sensoriali: non amano essere toccati ed evitano  il contatto fisico.
     
  •  Ingenuità e credulità che li rendeno molto vulnerabili.
     
  • Goffaggine fisica e comportamenti impacciati durante le attività sportive.
     
  •  Una memoria abnorme su fatti e su dettagli, un tipo di memoria automatico, enciclopedico e con poco senso critico.
     
  • Vaste conoscenze su argomenti specifici.
     
  • Isolamento volontario “autistico” ed attività solitarie.

Le persone con la sindrome di Asperger vengono percepite come strane o eccentriche, oppure distanti, per via delle difficoltà d’inserimento sociale e professionale.

Il calo di stima e le fragilità spesso portano alla frustrazione che causa dei problemi comportamentali , a volte la depressione, a volte il suicidio.

La bestia informatica allarga la sua presa e quanto scritto sopra è una breve panoramica di cio’ che sarà l’umanità di domani se continuerà a sottomettersi all’influenza binaria.

Ricordo che non sempre condivido cio’ che traduco, ma pubblico gli articoli piu’ disparati sull’autismo che ritengo utili come spunti di riflessione.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, Source : V.I.T.R.I.O.L.N°4Société Ecosophique,Elfica-Ferrière,61380 St Martin des

 

 

 

La rivincita degli Asperger – Seconda Parte –

Sostegno indispensabile

Judith Sitruk, coach di Asperger, nell’ambito del progetto ” L’opportunità Asperger ” lanciato dalla Compagnia dei DPS (Disturbi Pervasivi Sviluppo) a Grenoble, è purtroppo una delle rare persone referenti per il lavoro: ” Incomincio per imparare a conoscere la persona Asperger, ci spiega. Poi, identifico i suoi centri d’interesse, i suoi bisogni  e l’aiuto a migliorare la sua occupabilità. E poi, cerco di trovargli un posto di lavoro che corrisponde alla sua area di competenza. Dopodiché  la preparo al colloquio di lavoro. E, se viene assunta, intervengo regolarmente interagendo con i responsabili per spiegargli quali sono i suoi bisogni specifici. E infine, assicuro un’ assistenza continua.”

Anche nel quotidiano gli Asperger hanno bisogno di coaching ” spesso vedono un muro davanti a loro, ma non la scala appoggiata a fianco”, riassume Annie Raymond, mamma di Clément (vedere la sua testimonianza) e presidente dell’associazione “Comme c’est curieux”.

Un Asperger che perde la chiave del locale della spazzatura rischia di accumulare i rifiuti in casa sua perché non pensa a rivolgersi al portinaio o al vicino. Hanno bisogno di “facilitatori”. Ma se gli Aspie e i loro genitori ammettono di aver bisogno dei neurotipici ( i non-autistici), sottolineano che questi ultimi ci guadagnerebbero a riconoscere l’autismo: “ Come una condizione e non come una malattia”, sottolinea Catherine Dubois-Pelerin. E’ arrivato il momento di permettere agli autistici di essere piu’ sereni nel nostro mondo, conclude Annie Raymond.

Doriane Gaudard, 21 anni di Morges (Svizzera), segue una formazione per stilisti

“Sapere perché siamo differenti facilita le cose”

“Sono stata diagnosticata all’età di 18 anni. All’inizio avevo paura di questa diagnosi ma alla fine ho finito per accettarla. Sapere perché siamo differenti facilita le cose. I miei genitori, soprattutto mia mamma mi hanno sostenuto. In Svizzera, pochi professionisti conoscono la sindrome di Asperger. Nasciamo Asperger e moriamo Asperger. Da piccola, non ho avuto nessun problema con i miei coetanei. Pero’, all’inizio della mia adolescenza, mi hanno messo da parte e al liceo “fu una vita da galera”. Oggi seguo un corso di formazione e mi sento meglio, da quando la mia terapeuta ha spiegato il mio problema ai miei datori di lavoro. I colleghi mi trovano piacevole e gioiosa.  Anche se a volte non capiscono sempre cosa succede  “ non mi serbano rancore”. Vivo ancora insieme ai miei genitori ma presto andro’ a vivere da sola. Una guida per gestire le relazioni sociali mi ha semplificato la vita. Un ruolo definito mi aiuta a sapere cosa devo dire e cosa devo fare e questo limita gli imprevisti ai quali mi devo adattare. Sola non ho nessun problema, ma la situazione si complica nei luoghi pubblici. I miei amici sono tutti neurotipici (non-autistici) e con loro ci sto bene. Non ho un fidanzato perché non ho trovato nessuno che accetti di vivere con le mie differenze. Il piu’ grande malinteso con i neurotipici è l’umorismo. Quando qualcuno fa uno scherzo, non so capire se è divertente, cattivo o altro. Detesto quando dicono una cosa e ne pensano un’altra”.

Clément Raymond, 18 anni di Grenoble (Francia), liceale

“Essere autistico, per me, è una filosofia”

“Mi hanno diagnosticato all’età di 4 anni. Ho articolato la mia prima frase a 7 anni ed ho imparato a leggere in sei settimane. Nel percorso scolastico ho avuto degli alti e dei bassi, dipende dalla rigidità del personale dell’istituto e dalla fedeltà al sistema: alcuni neurotipici sono molto severi nei giudizi e rifiutano compromessi per aiutarci. La mia prima vittoria è stata ottenere un brevetto ( equivalente del certificato di studi). Anche per mia mamma è stata una vittoria, ha combattuto molto per me. E’ forte, ed è sempre al mio fianco, ma ora è un po’ stufa. Accompagnare un Asperger, è pesante. I miei amici sono Asperger, tra di noi facciamo amicizia subito, notiamo nel viso dell’altro se è affidabile e se sarà nostro amico. Non ho ancora una fidanzata, ma ne sto cercando una. Vorrei avere lo stile di vita di un adulto. Ultimamente, mia mamma mi ha lasciato da solo per due lunghi week-end e me la sono cavata bene. Ho delle capacità che sono legate al mio modo di essere. Ho difficoltà nel redigere, ma sono molto bravo nell’orale. Vorrei diventare oratore pubblico, per aiutare le perosne che hanno difficoltà ad esprimersi. I miei centri d’interesse sono la storia, la geografia, la geopolitica, il cinema , le biografie e il teatro. Sono una minoranza che vorrebbe mischiarsi alla maggioranza: vorrei dedicarmi alla politica e mettere su una famiglia. Essere autistico per me non è un handicap, ma una filosofia “.

Il discorso di Clément sulla diversità (in francese) : www.commecestcurieux.com/clement.php 

Susan Conza, 39 anni, Zurigo, sposata, madre di un bambino, direttrice della società Asperger Informatik

“L’ economia dovrebbe utlizzare il potenziale degli autistici ”

“Sapevo di essere “differente” già da quando ero bambina, e cercavo invano un nome per qualificare questa diversità. Alcuni anni fa, ho letto causalmente la descrizione della Sindrome di Asperger e mi sono immediatamente riconosciuta. Quando lo psichiatra mi ha confermato la diagnosi per me è stato un sollievo. Finalmente avevo una spiegazione per tutte le cose che avevo vissuto, sentito, fatto. Mi sono adattata ai neurotipici imitandoli, ispirandomi ai ruoli del cinema e con la teoria, tramite libri di psicologia della comunicazione. Il progetto Asperger Informatik è nato quando lavoravo come consulente d’impresa. Ho sempre incontrato delle difficoltà. Mi sono licenziata ed ho deciso di mettermi in proprio, creando il mio posto di lavoro ideale e aprendolo anche ad altri autistici. Vorrei mostrare il potenziale degli autistici, penso che l’economia dovrebbe utilizzarlo. Oggi la mia impresa è redditizia. E lavorano con noi anche neurotipici. ci sono compiti che gli asperger riescono a compiere meglio e per i quali sono piu’ adatti, ma per quelli che necessitano di buone  abilità sociali, abbiamo bisogno dei neurotipici. Sono convinta del vantaggio di un’organizzazione eterogenea. La vita famigliare richiede flessibilità e la capacità di adattarsi all’altro. Per gli autistici è difficile. Il piu’ delle volte sono una madre e una sposa “normale”.  Ma, accade che abbia bisogno di avere del tempo per me, e allora di colpo mi isolo”. Asperger Informatik AG, www.asperger-informatik.ch/index.php

Società d’informatica che utilizzano collaboratori Asperger

Tradotto e riadattato da MondoAspie: tratto da Femina.ch

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Aspie e il terremoto

Aspie durante questi giorni di terremoto ha mantenuto un aplomb inglese e non ha fatto una piega.  Per questo evento ha rispolverato uno dei suoi giochi preferiti “Emergency”, il gioco di strategia in tempo reale che ti permette di dirigere le forze d’intervento d’emergenza in situazioni di massimo rischio.
Quando il disastro colpisce, il tuo obiettivo è salvare vite. Terremoti, incendi, strategia con unità reali impiega tutte le risorse a tua disposizione: vigili del fuoco, medici, cani addestrati, sub, NOCS, tecnici, negoziatori.
L’azione cresce, veicoli dei vigili del fuoco, imbarcazioni di salvataggio, elicotteri di soccorso, ambulanze, motobarche antincendi.
In situazioni estreme anche il minimo dettaglio è essenziale.Allontana i curiosi per proteggerli da possibili incidenti, entra in edifici per salvare i superstiti, interroga i testimoni.
Il terremoto colpisce la città, incendi, inondazioni, tsunami. Quando la natura scatena la sua forza, solo una squadra coordinata può affrontarla.

 

Autismo e informatica: Lo strano legame

In Olanda, alla ricerca dello strano legame fra la sindrome e l’ informatica

Inclinazioni Studi precedenti hanno rilevato che tra padri e nonni di ragazzi autistici gli ingegneri sono frequenti

Sembra esistere uno strano legame tra l’ autismo (e altri disturbi appartenenti alla stessa categoria ma meno gravi, come la sindrome di Asperger) e le capacità matematiche, l’ interesse per l’ informatica, l’ ingegneria e la fisica. Una ricerca pubblicata sul Journal of Autism and Developmental Disorders ha dimostrato che nella città di Eindhoven, in Olanda, dove esiste una particolare concentrazione di industrie di It (Information Technology), si riscontra un numero molto più elevato di ragazzi ai quali è stato diagnosticato un disturbo di tipo autistico. La ricerca è stata realizzata da Martine Roelfsema e da un gruppo di studiosi che fanno riferimento all’ Autism Research Centre dell’ University of Cambridge e ha dimostrato che a Eindhoven ci sono 229 casi di autismo ogni 10 mila ragazzi in età scolare, rispetto agli 84 di Haarlem e ai 57 di Utrecht (sempre in Olanda). Secondo i ricercatori inglesi, il tratto psicologico comune tra l’ autismo e queste discipline sarebbe l’ interesse per la «sistematizzazione», una spinta verso il voler analizzare come lavorano i sistemi e tentare di riuscire a costruirli e a predirne e controllare il funzionamento. Il tutto associato a una grande attenzione nei confronti dei dettagli. Studi precedenti avevano già dimostrato che, tra i padri e i nonni di ragazzi affetti da autismo, gli ingegneri sono molto più frequenti che tra padri e nonni degli altri ragazzi. Naturalmente è possibile che l’ alto numero di ragazzi autistici di Eindhoven possa dipendere da fattori diversi. Quindi potrebbe non essere la conseguenza del concentrarsi proprio lì di famiglie attratte dalla presenza di industrie tecnologiche, in quanto portatrici di geni correlati all’ autismo e perciò portate alla sistematizzazione. Gli stessi ricercatori prospettano ipotesi diverse, come la possibilità che nei servizi sanitari di Eindhoven si faccia una sovradiagnosi dei casi correlati all’ autismo. Tuttavia, l’ ipotesi dell’ esistenza di un legame profondo tra autismo e talento matematico/informatico resta, tanto che ora i ricercatori dell’ Università di Cambridge stanno progettando nuovi studi finalizzati a chiarire ulteriormente questo legame.

Fonte: Corriere

Libro: I ragazzi con gli occhiali che hanno cambiato il mondo. Asperger e Nerd tra orgoglio e pregiudizi

I nerd tra orgoglio e pregiudizi
Il volume di Benjamin Nugent spiega come i «ragazzi con gli occhiali» stiano cambiando il mondo. Un tempo emarginati, oggi i secchioni sono i nuovi eroi popolari

Cowboy, pionieri, gangster, cheerleader e giocatori di pallacanestro. Sono gli eroi nella cultura popolare americana. Gente che dà il meglio di sé nell’impeto dell’espressione fisica. Ma guardando dietro il cartonato su cui è impressa la facciata di queste figure si scopre che spesso sono frutto della fantasia di individui che rappresentano il loro opposto, pur essendo comunque personaggi fondamentali della cultura pop: i nerd.

Banalmente accomunati sotto il termine «secchioni», sono i ragazzi con gli occhiali dall’apparenza indistruttibile «che stanno cambiando il mondo», come recita il sottotitolo del libro di Benjamin Nugent, Storia naturale del nerd, edito nella collana dei Gialli di Isbn. «Questo è un argomento di solito trattato con leggerezza. Il mio invece sarà un approccio molto serio, da vero nerd», chiarisce subito l’autore che, come si capisce dalla mole del libro, parla di un argomento che conosce bene, considerandosi un nerd rinnegato. Un ex nerd.

Questo curioso volume non vuole essere «né una difesa del nerd né una sua esaltazione», ma si propone di analizzare il significato della figura, stabilirne le origini e mostrarne le dinamiche in uno studio che passa da riferimenti letterari – per Nugent in Orgoglio e pregiudizio «appare evidente la nerditudine» di Mary Bennet – a possibili collegamenti razziali, con la conclusione che gli ebrei sono proto-nerd perché storicamente si sono concentrati su attività non fisiche e che gli asiatici sarebbero predisposti a essere nerd per il loro approccio alla tecnologia.

Ma prima di avventurarsi nell’analisi, bisogna accordarsi sul significato del termine. «L’essenza del concetto di nerd non sta nell’intellettualismo o nell’inettitudine sociale», ma «esistono due macrocategorie di nerd». La prima è rappresentata da chi ha qualità più intuitive che logiche. La seconda da individui definiti nerd perché socialmente ai margini, chiamati così dai compagni di scuola «in cerca di zimbelli da far sentire esclusi». Per riconoscere gli originali ci sono delle caratteristiche: solitudine, natura ripetitiva e meccanica, scarso uso del corpo, risata infantile, tendenza a prendersi molto sul serio. Poi «basta guardarli due secondi per capire che preferiscono la fisica astratta, i dibattiti scolastici o i videogiochi allo skateboard, alle feste e al calcio». Uomini (molti) e donne (poche) fissati con le regole e con un debolissimo senso atletico che esistono almeno da quando esistono i romanzi, azzarda Nugent citando illustri esempi letterari che, oltre alla Austen, comprendono Casa Howard (1910) in cui Tibby, mentre ascolta Beethoven, più che farsi trasportare dalla melodia «si concentra in maniera ossessiva sulla meccanica della composizione». Come lui Gussie Fink-Nottle, personaggio di P.G. Wodehouse, che nei rapporti «anela a un tipo di interazione computerizzata». L’esempio più fulgido è Victor Frankenstein, vero proto-nerd che dopo essersi concentrato per anni sulla realizzazione della sua creatura, assemblando pezzo su pezzo, quando finalmente prende vita fugge terrorizzato: «Il fallimento di Victor è sul piano dell’empatia, consiste nel non riuscire a rapportarsi con l’altro a livello emotivo».

La tesi è che la figura del nerd sia stata tratteggiata da «romantici come Mary Shelley che guardavano con sospetto a esperti di cose tecniche in quanto apparentemente distanti dalla vita familiare». Ma la modernità è dalla parte dei nerd. Di gente come Steve Jobs, Bill Gates e Mark Zuckerberg. E la loro sofferenza (intesi come categoria), nascerebbe dalla dicotomia generalmente accettata tra ragione e emozione, «nel sentire che, essendo a proprio agio con il pensiero razionale, sono esclusi dall’esperienza della spontaneità, dalle relazioni sentimentali, dai legami non razionali con gli altri».

Ma gli ultimi anni hanno segnato una rivincita, trasformando la rappresentazione dell’emarginazione in un modello da seguire. L’estetica nerd vanta ora un esercito di hipster: gente travestita da nerd per manifestare apprezzamento verso il presunto «rifiuto delle forze che dettano legge», come la moda. I nerd non sanno cavalcare tendenze e diventano outsider da imitare. Così si spiega l’invasione di occhialoni, cardigan e pantaloni stretti che ha travolto la moda e lo spettacolo, regalandoci le immagini (tra gli altri) di Demi Moore, Scarlett Johansson, Justin Timberlake, Britney Spears, David Beckham in divisa da nerd.

Pur attraversando tematiche anche lievi, il libro si avvicina alla conclusione indagando lo spettro dell’autismo. Secondo l’autore ci sarebbero molte caratteristiche comuni tra i portatori della sindrome di Asperger e gli appassionati di regole, fantascienza e videogiochi: «Il quantum distingue un Asperger da un nerd neurologicamente normale. L’inettitudine sociale è causata dalla difficoltà nel leggere quel tipo di comunicazione umana che anche le macchine faticano a interpretare». Ma pur con questa diversità emotiva, Nugent ricorda che i nerd sono uguali a tutti gli altri in almeno una caratteristica: nel bisogno di sentirsi accettati.

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