Autismo e lavoro: La sindrome di Asperger, una caratteristica molto richiesta

bill gates sindrome di AspergerLa sindrome di Asperger è stata a lungo considerata un ostacolo all’ armonioso sviluppo sociale di un bambino. Oggi, questo disturbo dello spettro autistico è diventata una particolarità molto richiesta nel mercato del lavoro.  Anche se viene ancora definita come autismo, Hans Asperger nel lontano 1944 defini’ i bambini con la sindrome di Asperger “piccoli professori” per via della loro capacità di concentrarsi su un unico interesse. Molti di loro che riescono ad incanalare questo dono diventano bambini prodigio.

Secondo Tony Attwood,  il massimo esperto mondiale della sindrome di Asperger, questo disturbo si potrebbe tradurre in “un modo diverso di pensare “, che ha trasformato l’Asperger in una caratteristica molto richiesta, soprattutto nel campo della tecnologia dove l’occhio per il dettaglio è molto apprezzato. Al registra Steven Spielberg hanno diagnosticato la sindrome di Asperger e gli esperti ipotizzano che Bill Gates ha caratteristiche associate a questo disturbo.

“La maggior parte dei grandi progressi nei campi delle scienze e dell’arte sono opera di persone Asperger, da Mozart a Einstein”, dichiara T. Attwood.

Le differenze che si notano tra l’autismo e la sindrome di Asperger sono che di solito non comporta un ritardo nel linguaggio e i sintomi dell’autismo sono meno gravi.

Questo disturbo rafforza le attitudini degli individui verso il linguaggio, la memoria e il livello di intelligenza, quindi i particolari interessi ristretti che a volte diventano ossessivi possono rendere le persone brillanti, come i prodigi conosciuti nel mondo.

Anche se l’origine della sindrome di Asperger resta ancora un mistero, i ricercatori suggeriscono che potrebbe essere collegata ai primi cambiamenti evolutivi nella struttura del cervello, che potrebbero innescare una migrazione anomala delle cellule embrionali durante la fase fetale, secondo il the National Institutes of Health.

La linea sottile tra la Sindrome e il Genio

Uno studio recente condotto su otto ragazzi prodigio, collega la loro genialità con la sindrome di Asperger  e dimostra come l’Asperger potrebbe diventare una caratteristica molto richiesta professionalmente parlando.

Tutti i ragazzi prodigio hanno memorie lavorative eccezionali e punteggi alti in tratti autistici come l’attenzione per il dettaglio.  Inoltre, i bambini intelligenti che diventano professionisti brillanti potrebbero avere qualche caratteristica genetica o abilità apprese che aiutano a mantenere la messa a fuoco senza soffrire dei sintomi che in genere accompagnano i disturbi dello spettro autistico.

Prodigi di oggi

Anche se non ci sono chiari risultati sui personaggi del passato che collegano i geni con la sindrome di Asperger, i ricercatori sostengono che Charles Darwin, Marie Curie e  Carl Sagen  fossero personaggi illustri colpiti da questo disturbo.

Altri prodigi che potrebbero avere questa sindrome sono  Gregory Smith, candidato per quattro volte al Premio Nobel per la Pace che sapeva leggere dall’età di due anni. Michael Kevin Kearney, 10 anni, il piu’ giovane laureato al mondo, Kim Ung-Yong assunto alla NASA da quando aveva sei anni e Saul Aaron Kripke, 10 anni professore ad Harvard.

La sindrome di Asperger è un disturbo misterioso che colpisce le abilità sociali e a volte puo’ innescare alienazione, ma i datori di lavoro che hanno assunto persone Asperger hanno dichiarato che sono altamente produttivi e di successo ed hanno delle caratteristiche molto richieste nel mercato del lavoro.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte:guardianlv.com

Fonti: CNN,The Week, The Sydney Morning Herald, Business Insider, TIME

Personaggi famosi con la Sindrome di Asperger – terza parte –

Secondo alcuni studiosi molti personaggi famosi di ieri e di oggi mostrerebbero molte caratteristiche della Sindrome di Asperger, come ad esempio l’interesse in un solo campo e problemi nelle relazioni sociali. Tra questi figurano :

Tim Page: è uno scrittore, editore, critico musicale , produttore e docente. Ha vinto un premio Pulitzer.

Al Gore: è un politico statunitense. È stato il 45º Vicepresidente degli Stati Uniti d’America (1993-2001) durante la presidenza di Bill Clinton. Gore è stato insignito del Premio Nobel per la pace 2007 e del Premio Principe delle Asturie per la Cooperazione Internazionale 2007 (in spagnolo Premio Príncipe de Asturias de Cooperación Internacional), per il suo impegno in difesa dell’ambiente.

Jean Nicolas Arthur Rimbaud: è stato un poeta francese.

Shane Travis Meeks: è un musicista americano, ed è il cantante, chitarrista e autore per Acustica Rock della band Days of the New.

William Henry Gates III: meglio noto come Bill Gates, è un imprenditore, programmatore e informatico statunitense. È il fondatore e presidente di Microsoft. È l’uomo più ricco degli Stati Uniti, seguito da Warren Buffett e Lawrence Ellison.

Peter Howson: è un pittore scozzese.

Thomas Jefferson: è stato un politico, scienziato e architetto statunitense. È stato il 3º presidente degli Stati Uniti d’America ed è inoltre considerato uno dei padri fondatori della nazione.

Michael Burry: è il fondatore della Scion Capital LLC hedge fund. Burry è stato uno dei primi investitori in tutto il mondo a riconoscere e investire nella imminente crisi dei mutui subprime.

Henry Ford: è stato un imprenditore statunitense. Fu uno dei fondatori della Ford Motor Company, società produttrice di automobili, ancora oggi una delle maggiori società del settore, negli USA e nel mondo.

Steven Paul Jobs, noto semplicemente come Steve Jobs, è stato un imprenditore, informatico e inventore statunitense È considerato fra i primi pionieri dell’informatica assieme a Steve Wozniak, Bill Gates e Adriano Olivetti, nonché inventore del moderno computer da scrivania e delle successive versioni compatte, tablet, smartphone e affini.

Phillipa “Pip” Brown: è una musicista del gruppo musicale pop rock neozelandese Ladyhawke, è in grado di suonare dieci differenti strumenti.

Bob Dylan: nato con il nome di Robert Allen Zimmerman, è un cantautore e compositore statunitense. Distintosi anche come scrittore, poeta, pittore, attore e conduttore radiofonico, è una delle più importanti figure degli ultimi cinquant’anni nel campo musicale, in quello della cultura popolare e della letteratura.

Raymond Thompson: è compositore, sceneggiatore e produttore.

Courtney Michelle Love: nata Courtney Michelle Harrison è una cantante e attrice statunitense.

Richard Ewen Borcherds: è un  matematico specializzato in reticoli , teoria dei numeri , teoria dei gruppi e algebre di dimensione infinita. È stato insignito del Medaglia Fields nel 1998.

Mark Elliott Zuckerberg: è un dirigente d’azienda e imprenditore statunitense, fondatore di Facebook. Nel 2008 la rivista statunitense Forbes lo ha nominato “Il più giovane miliardario al mondo”. Ha un patrimonio netto di 17,5 miliardi di dollari e possiede il 24% delle azioni di Facebook Inc.

Libro: I ragazzi con gli occhiali che hanno cambiato il mondo. Asperger e Nerd tra orgoglio e pregiudizi

I nerd tra orgoglio e pregiudizi
Il volume di Benjamin Nugent spiega come i «ragazzi con gli occhiali» stiano cambiando il mondo. Un tempo emarginati, oggi i secchioni sono i nuovi eroi popolari

Cowboy, pionieri, gangster, cheerleader e giocatori di pallacanestro. Sono gli eroi nella cultura popolare americana. Gente che dà il meglio di sé nell’impeto dell’espressione fisica. Ma guardando dietro il cartonato su cui è impressa la facciata di queste figure si scopre che spesso sono frutto della fantasia di individui che rappresentano il loro opposto, pur essendo comunque personaggi fondamentali della cultura pop: i nerd.

Banalmente accomunati sotto il termine «secchioni», sono i ragazzi con gli occhiali dall’apparenza indistruttibile «che stanno cambiando il mondo», come recita il sottotitolo del libro di Benjamin Nugent, Storia naturale del nerd, edito nella collana dei Gialli di Isbn. «Questo è un argomento di solito trattato con leggerezza. Il mio invece sarà un approccio molto serio, da vero nerd», chiarisce subito l’autore che, come si capisce dalla mole del libro, parla di un argomento che conosce bene, considerandosi un nerd rinnegato. Un ex nerd.

Questo curioso volume non vuole essere «né una difesa del nerd né una sua esaltazione», ma si propone di analizzare il significato della figura, stabilirne le origini e mostrarne le dinamiche in uno studio che passa da riferimenti letterari – per Nugent in Orgoglio e pregiudizio «appare evidente la nerditudine» di Mary Bennet – a possibili collegamenti razziali, con la conclusione che gli ebrei sono proto-nerd perché storicamente si sono concentrati su attività non fisiche e che gli asiatici sarebbero predisposti a essere nerd per il loro approccio alla tecnologia.

Ma prima di avventurarsi nell’analisi, bisogna accordarsi sul significato del termine. «L’essenza del concetto di nerd non sta nell’intellettualismo o nell’inettitudine sociale», ma «esistono due macrocategorie di nerd». La prima è rappresentata da chi ha qualità più intuitive che logiche. La seconda da individui definiti nerd perché socialmente ai margini, chiamati così dai compagni di scuola «in cerca di zimbelli da far sentire esclusi». Per riconoscere gli originali ci sono delle caratteristiche: solitudine, natura ripetitiva e meccanica, scarso uso del corpo, risata infantile, tendenza a prendersi molto sul serio. Poi «basta guardarli due secondi per capire che preferiscono la fisica astratta, i dibattiti scolastici o i videogiochi allo skateboard, alle feste e al calcio». Uomini (molti) e donne (poche) fissati con le regole e con un debolissimo senso atletico che esistono almeno da quando esistono i romanzi, azzarda Nugent citando illustri esempi letterari che, oltre alla Austen, comprendono Casa Howard (1910) in cui Tibby, mentre ascolta Beethoven, più che farsi trasportare dalla melodia «si concentra in maniera ossessiva sulla meccanica della composizione». Come lui Gussie Fink-Nottle, personaggio di P.G. Wodehouse, che nei rapporti «anela a un tipo di interazione computerizzata». L’esempio più fulgido è Victor Frankenstein, vero proto-nerd che dopo essersi concentrato per anni sulla realizzazione della sua creatura, assemblando pezzo su pezzo, quando finalmente prende vita fugge terrorizzato: «Il fallimento di Victor è sul piano dell’empatia, consiste nel non riuscire a rapportarsi con l’altro a livello emotivo».

La tesi è che la figura del nerd sia stata tratteggiata da «romantici come Mary Shelley che guardavano con sospetto a esperti di cose tecniche in quanto apparentemente distanti dalla vita familiare». Ma la modernità è dalla parte dei nerd. Di gente come Steve Jobs, Bill Gates e Mark Zuckerberg. E la loro sofferenza (intesi come categoria), nascerebbe dalla dicotomia generalmente accettata tra ragione e emozione, «nel sentire che, essendo a proprio agio con il pensiero razionale, sono esclusi dall’esperienza della spontaneità, dalle relazioni sentimentali, dai legami non razionali con gli altri».

Ma gli ultimi anni hanno segnato una rivincita, trasformando la rappresentazione dell’emarginazione in un modello da seguire. L’estetica nerd vanta ora un esercito di hipster: gente travestita da nerd per manifestare apprezzamento verso il presunto «rifiuto delle forze che dettano legge», come la moda. I nerd non sanno cavalcare tendenze e diventano outsider da imitare. Così si spiega l’invasione di occhialoni, cardigan e pantaloni stretti che ha travolto la moda e lo spettacolo, regalandoci le immagini (tra gli altri) di Demi Moore, Scarlett Johansson, Justin Timberlake, Britney Spears, David Beckham in divisa da nerd.

Pur attraversando tematiche anche lievi, il libro si avvicina alla conclusione indagando lo spettro dell’autismo. Secondo l’autore ci sarebbero molte caratteristiche comuni tra i portatori della sindrome di Asperger e gli appassionati di regole, fantascienza e videogiochi: «Il quantum distingue un Asperger da un nerd neurologicamente normale. L’inettitudine sociale è causata dalla difficoltà nel leggere quel tipo di comunicazione umana che anche le macchine faticano a interpretare». Ma pur con questa diversità emotiva, Nugent ricorda che i nerd sono uguali a tutti gli altri in almeno una caratteristica: nel bisogno di sentirsi accettati.

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