Autismo: Padre sviluppa applicazione per comunicare con la figlia autistica ( video )

L’applicazione TippyTalk permette alla figlia di 5 anni di Rob Laffan, Sadie, diagnosticata autistica, di comunicare i propri bisogni ed esprimere le sue emozioni. In Irlanda, Rob Laffan, papà di una bambina autistica, ha creato un’applicazione per smartphone e tablet per interagire con lei, TippyTalk. Un grave problema dei bambini autistici è la comunicazione. TippyTalk offre una successione di immagini che permettono al bambino di comunicare cio’ di cui ha bisogno,  oppure di esprimere un’emozione. Questa applicazione utilizza il sistema PECS ( sistema di comunicazione mediante scambio per immagini ). Questo metodo viene utilizzato da molti genitori di bambini con autismo o disturbi associati. Per esprimersi, è sufficiente premere sulla la foto della persona a cui ci si vuole indirizzare, chiedere un’attività, oppure comunicare un bisogno toccando l’immagine corrispondente, e il messaggio viene “tradotto ” tramite un SMS direttamente sul telefono delle persone che hanno installato l’applicazione. Un altro vantaggio: il bambino puo’ utilizzarla  per comunicare ovunque con chi vuole, anche se la persona è lontana.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: parents.fr 

Autismo: videogiochi e Kinect testati per aiutare i bambini autistici (video)

videogiochi bambini autismoMarzo 2014. A prima vista, sembra l’ora della ricreazione. Ma per questi due bambini autistici di una scuola elementare della periferia di Washington, usare una console di gioco Xbox equipaggiata dalla Kinect fa parte del programma di studio. Ne spiega il perché Lynn Keenan, psicologa comportamentale: “Gli scolari autistici hanno bisogno di un approccio cinestetico. Il fatto di muoversi, di spostare il proprio corpo dà loro sensazioni diverse rispetto a quelle di altre strategie utilizzate finora”. Una delle caratteristiche dell’autismo è la difficoltà di comunicare con gli altri. La Kinect è in grado di rilevare il movimento. I giocatori possono quindi utilizzare i loro corpi, condividere lo stesso spazio e interagire l’uno con l’altro. “Quando giochi con la Kinect è il tuo corpo che entra nel gioco e sei tu che hai il controllo della partita”, dice questo bambino. Lanciata nel 2010 dalla Microsoft, Kinect è stata concepita per gli amatori di videogames. Ma secondo i docenti permette anche di studiare alcuni problemi del comportamento e aiuta la motivazione dei giovani autistici. Spiega questa insegnante: “Alcuni dei nostri allievi che scrivevano appena qualche parola, oggi riescono a redigere interi paragrafi. Pochi studi sono stati fatti sugli effetti benefici del Kinect per gli autistici, ma la sua semplicità ne rende l’uso sempre più popolare. “Invece di spiegare loro che cosa devono fare – dice questa infermiera – cosa che spesso, quando non raggiungono l’obiettivo, crea frustrazioni, con il gioco sanno che cosa fare praticamente, dove si deve andare. Con poche istruzioni, sono in grado di capire come giocare”. Certo, la Kinect non può essere considerata una soluzione miracolosa. Ma almeno ha il merito di offrire a questi bambini momenti preziosi per stare insieme.(Immagini Afp)

Fonti: boursorama.com, notizie.tiscali.it

Autismo e lavoro: La sindrome di Asperger, una caratteristica molto richiesta

bill gates sindrome di AspergerLa sindrome di Asperger è stata a lungo considerata un ostacolo all’ armonioso sviluppo sociale di un bambino. Oggi, questo disturbo dello spettro autistico è diventata una particolarità molto richiesta nel mercato del lavoro.  Anche se viene ancora definita come autismo, Hans Asperger nel lontano 1944 defini’ i bambini con la sindrome di Asperger “piccoli professori” per via della loro capacità di concentrarsi su un unico interesse. Molti di loro che riescono ad incanalare questo dono diventano bambini prodigio.

Secondo Tony Attwood,  il massimo esperto mondiale della sindrome di Asperger, questo disturbo si potrebbe tradurre in “un modo diverso di pensare “, che ha trasformato l’Asperger in una caratteristica molto richiesta, soprattutto nel campo della tecnologia dove l’occhio per il dettaglio è molto apprezzato. Al registra Steven Spielberg hanno diagnosticato la sindrome di Asperger e gli esperti ipotizzano che Bill Gates ha caratteristiche associate a questo disturbo.

“La maggior parte dei grandi progressi nei campi delle scienze e dell’arte sono opera di persone Asperger, da Mozart a Einstein”, dichiara T. Attwood.

Le differenze che si notano tra l’autismo e la sindrome di Asperger sono che di solito non comporta un ritardo nel linguaggio e i sintomi dell’autismo sono meno gravi.

Questo disturbo rafforza le attitudini degli individui verso il linguaggio, la memoria e il livello di intelligenza, quindi i particolari interessi ristretti che a volte diventano ossessivi possono rendere le persone brillanti, come i prodigi conosciuti nel mondo.

Anche se l’origine della sindrome di Asperger resta ancora un mistero, i ricercatori suggeriscono che potrebbe essere collegata ai primi cambiamenti evolutivi nella struttura del cervello, che potrebbero innescare una migrazione anomala delle cellule embrionali durante la fase fetale, secondo il the National Institutes of Health.

La linea sottile tra la Sindrome e il Genio

Uno studio recente condotto su otto ragazzi prodigio, collega la loro genialità con la sindrome di Asperger  e dimostra come l’Asperger potrebbe diventare una caratteristica molto richiesta professionalmente parlando.

Tutti i ragazzi prodigio hanno memorie lavorative eccezionali e punteggi alti in tratti autistici come l’attenzione per il dettaglio.  Inoltre, i bambini intelligenti che diventano professionisti brillanti potrebbero avere qualche caratteristica genetica o abilità apprese che aiutano a mantenere la messa a fuoco senza soffrire dei sintomi che in genere accompagnano i disturbi dello spettro autistico.

Prodigi di oggi

Anche se non ci sono chiari risultati sui personaggi del passato che collegano i geni con la sindrome di Asperger, i ricercatori sostengono che Charles Darwin, Marie Curie e  Carl Sagen  fossero personaggi illustri colpiti da questo disturbo.

Altri prodigi che potrebbero avere questa sindrome sono  Gregory Smith, candidato per quattro volte al Premio Nobel per la Pace che sapeva leggere dall’età di due anni. Michael Kevin Kearney, 10 anni, il piu’ giovane laureato al mondo, Kim Ung-Yong assunto alla NASA da quando aveva sei anni e Saul Aaron Kripke, 10 anni professore ad Harvard.

La sindrome di Asperger è un disturbo misterioso che colpisce le abilità sociali e a volte puo’ innescare alienazione, ma i datori di lavoro che hanno assunto persone Asperger hanno dichiarato che sono altamente produttivi e di successo ed hanno delle caratteristiche molto richieste nel mercato del lavoro.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte:guardianlv.com

Fonti: CNN,The Week, The Sydney Morning Herald, Business Insider, TIME

Autismo: Il robot sociale piu’ brutto del mondo

autismo robot spaventa bambiniFebbraio 2014 . Sembra un giocattolo ma in realtà è un sistema completo di controllo e monitoraggio dei sintomi che presentano i bambini autistici. Gli studenti del Tecnologico di Monterrey a città del Mexico , hanno lanciato un progetto che mira ad eliminare gli ostacoli che incontrano gli specialisti e i genitori dei bambini quando cercano  di osservare i progressi dei bambini con questo disturbo.

Molti saranno divertiti dal suo aspetto, questo robot umanoide è stato ideato come  gioco didattico. Grazie alla sua capacità di movimento è in grado di simulare quasi tutti i movimenti delle braccia umane e della testa.

Secondo la rivista Technology Review, i robot sociali sono indicati nel trattamento dei bambini autistici per via della loro semplicità nell’interazione e per le azioni ripetitive che si possono adattare per soddisfare le esigenze di ogni bambino. I promotori ammettono che il robot non potrà mai sostituire gli specialisti, ma servirà per aiutarli ad analizzare il comportamento per stabilire una diagnosi.

I bambini autistici hanno difficoltà a comunicare con gli adulti e con gli altri bambini, ma in qualche modo riescono a relazionarsi con questi robot. Per questo, è nata l’idea di creare un artefatto che abbia il maggior numero di capacità umane dotato di sensori sensibili al tatto e una telecamera in grado di riconoscere anche i piccoli gesti. Cosi’, il comportamento dei bambini potrà essere visualizzato dalla famiglia e dagli esperti. Le persone coinvolte in questo progetto invieranno le informazioni registrate dal robot ai genitori e ai medici che si occupano del bambino. In questo modo sarà possibile rafforzare le terapie e seguire i bambini anche a casa. L’umanoide è in grado di registrare il numero dei contatti visivi nei bambini.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte spanish.ruvr.ru

I Google Glass, una nuova tecnologia per aiutare le persone con autismo

google glass autismo 2Mentre tutto il mondo stava usando i Google Glass per fare video ai gatti, un diciottenne tedesco ha avuto un’idea che potrebbe rappresentare un grande aiuto per combattere l’autismo. Il suo nome è Catalin Voss, di Heidelberg, Germania, un piccolo genio che ha iniziato a lavorare prestissimo nel campo della tecnologia, creando app per iPhone all’età di 15 anni. google glass per l'autismo catalin voss
Catalin sta progettando una sua compagnia che lavorerà ad un software che, applicato a dispositivi come i Google Glass, permetterà di riconoscere le espressioni facciali e il linguaggio del corpo. Questo tipo di tecnologia potrebbe risultare decisiva per persone affette da autismo, che comportano difficoltà nel riconoscimento delle espressioni e degli stati d’animo che esse rispecchiano. Una compagnia sta già usando questo software come strumento di educazione ma si sta lavorando a un aggiornamento che lo renda più adatto all’uso quotidiano.
Quello ideato da Catalin Voss è sicuramente uno dei migliori utilizzi possibili dei Google Glass, ci auguriamo che vada in porto.
Fonte: OrgoglioNerd

Autismo: NAO, un robot umanoide per aiutare i bambini autistici (Video)

NAO ROBOT UMANOIDE AUTISMOUn robot umanoide che potrebbe essere uno strumento prezioso per diminuire i sintomi dei disturbi dello spettro autistico è stato testato in una scuola materna. NAO dovrebbe aiutare i bambini autistici a sviluppare l’attenzione.

NAO, creato dalla società francese Aldebaran Robotic, specializzata nella robotica umanoide, è stato sviluppato nell’ambito del progetto ASK NAO (Autisme Solution for Kids), i ricercatori americani dell’università di Vanderbilt (Nashville, Tennessee) hanno programmato questi piccoli robots in modo che possano aiutare i bambini autistici a migliorare le loro relazioni rispetto al loro ambiente.

Caratteristiche

NAO è alto 58cm, è equipaggiato di telecamere, microfoni e sensori sensibili al tocco. E’ dotato di diversi programmi educativi, tra cui Gess Emotions. Un’applicazione che consente a NAO di esteriorizzare dei sentimenti, con l’aiuto di gesti e di suoni, poi chiede al bambino di identificare l’emozione. L’ipotesi di partenza  è stata l’attrazione  spontanea dei bambini autistici verso gli apparecchi elettronici, per i ricercatori questo robot costituisce un punto d’incontro tra il mondo tecnologico e il mondo sociale umano. Lo scopo non è quello di rimpiazzare i terapeuti, ma aiutarli a completare il loro lavoro.

Un test riuscito

NAO è stato testato in una scuola materna del Regno Unito per piu’ di un anno. Constatazioni: l’utilizzo di questi robots è stata una reale motivazione per i bambini che seguivano le istruzioni dei robots durante gli esercizi.

Molteplici possibilità

Una speranza nell’educazione e nelle cure apportate ai bambini autistici, che sia neicentri di cura, nelle scuole o a casa. La sua API è open source, col fine di incoraggiare gli specialisti dell’autismo o dell’elettronica a partecipare a questo programma. I programmi sviluppati per NAO comprendono differenti servizi di sostegno alla persona, come l’assitenza alle persone anziane  o l’insegnamento.

Tradotto  e riadattato da Mondo Aspie, Fonte: Cnetfrance.net 15 maggio 2013

Autismo: Perchè la sindrome di Asperger affascina la società ?

Josef Schovanec - credit photo Bruno Levy
Josef Schovanec –
credit photo Bruno Levy

In occasione della giornata mondiale dell’autismo, il 2 aprile, ci siamo interrogati su un fatto curioso della società: la crescente popolarità della sindrome di Asperger, una forma di autismo associata ad un alto quoziente intellettivo. Un fascino ambivalente.

Scienziato dotato, dalle conversazioni sfalsate e i comportamenti ossessivi e irresistibilmente strani, Sheldon Cooper ha portato al successo la sitcom americana The Big Bang Theory, e il suo interprete ha vinto l’Emmy Award come migliore attore di serie comiche. Sheldon Cooper presenta tutti i tratti di una persona Asperger, forma di autismo associata ad un QI elevato. E i personaggi come lui hanno successo. E’ quello che dimostra uno studio apparso su Encéphale, su iniziativa di due psicomotricisti del CHU (Centro Ospedaliero Universitario) di Toulouse, fans della serie e terapeuti di giovani “Aspies”, storditi nel vedere il moltiplicarsi della presenza di persone Asperger nelle fiction.

Dopo Rain Man, che ha fatto scoprire al grande pubblico una forma di autismo molto lontana dai luoghi comuni, sono i piu’ recenti Adam o Mary e Max, che hanno affrontato l’argomento con grande finezza al cinema. Senza contare le serie ( Grey’s Anatomy o Skins) e i libri della serie best-seller Millennium di Stieg Larsson. Comportamenti ripetitivi e stereotipati, comunicazione, socializzazione e accesso alle emozioni difficile; ma anche una mente logica, minuziosa, rigorosa, capacità enciclopediche e talenti fuori dal comune per la scienza e l’informatica: la personalità Asperger si presta per tutti i registi, dal dramma sociale e affettivo, al genere comico, passando per la fantascienza e il genere poliziesco. E’ intrigante per le sue bizzarrie, e fa ridere. E rileva l’inadeguatezza di persone anche autonome e brillanti.

” Sul piano cognitivo, queste persone non hanno gli strumenti per decodificare i segnali d’ordine sociale, non verbali, in modo che non possono identificare il pensiero e le emozioni degli altri, e tanto meno reagire “, spiega lo psicomotricista Eric Aubert, uno degli autori dello studio. Nella realtà, questo puo’ provocare rigetto e violenza. Nella fiction, questo apre un abisso di riflessioni ” Queste persone hanno enormi risorse che sono a noi inaccessibili, e delle grandi difficoltà quando si tratta di condividere le loro conoscenze enciclopediche. Questo ci affascina e ci spaventa allo stesso tempo, perchè ci interroghiamo sui nostri limiti e le nostre aspirazioni”.

Una persona su 110 nel mondo soffre di un disturbo autistico, e l’autismo sta forse diventando una componente della cultura moderna ?

” Negli Stati Uniti o nei paesi scandinavi, fa parte del paesaggio, e ne parlano spesso. Idem in Giappone, dove entra particolarmente in risonanza con una cultura che valorizza una forma di timidezza sociale, ordine, rispetto scrupoloso delle regole e l’uso delle nuove tecnologie “, commenta Josef Schovanec . Nel 2012 , questo giovane uomo ha scritto un libro dove racconta le sue difficoltà e l’apprendimento della vita sociale attraverso una testimonianza sensazionale.

La popolarità della sindrome di Asperger lo lascia abbastanza dubbioso. ” Ci chiedono di fare dei numeri da circo alla televisione, ma non parlano mai di quella che è la nostra vita reale “, ha replicato, dopo che la sua immagine si è fermata sul superdiplomato poliglotta. ” Non dicono che gli autistici vivono in condizioni di precarietà e fanno fatica a trovare lavoro in Francia, e il Ministero dell’educazione scolarizza solo il 20% dei bambini autistici “.

All’estero invece, le sue dichiarazioni sono di estrema banalità, perchè fuori dall’Esagono, ” l’autismo è conosciuto ed è diventato tendenza; anzi sono in situazione di sovradiagnosi, sottolinea Peter Vermeulen, ricercatore fiammingo specializzato in autismo. Mentre in Francia gli autistici sono scartati dal mondo del lavoro ( anche in Italia !, nota di Mondo Aspie ), in altri paesi creano aziende che mettono in luce le qualità uniche degli Asperger. In Danimarca, Specialisterne (gli specialisti) hanno scelto di utilizzare le loro capacità eccezionali ( concentrazione, il monitoraggio e la memorizzazione di informazioni, la resistenza a svolgere compiti ripetitivi ) come vantaggi competitivi per i tesi di specifici software e il trattamento di dati.

“Noi ci adattiamo bene al mondo digitale e mi sono chiesta se non rappresentiamo una nuova tappa dell’evoluzione della specie umana ? “, ha dichiarato Susan Conza (Aspie) dirigente di un’azienda che si occupa d’informatica. Negli Stati Uniti, alcuni hanno sviluppato l’idea che l’autismo sia una forma di specificità culturale e che una società autistica che unisce ordine, trasparenza e correttezza sarebbe certamente migliore.

In un mondo sempre piu’ tecnologico, questa idealizzazione non nasce per caso. In effetti, esiste una parentela tra il funzionamento di un computer e il cervello autistico, come ha dimostrato Peter Vermeulen. “Normalmente, l’uomo reagisce in modo flessibile ai segnali e alle parole perchè è capace di attribuirgli significati differenti “, spiega il ricercatore. ” Le macchine al contrario , rispondono a dei comandi univoci e non sono in grado di adattarsi, e questo le puo’ portare ad effettuare cose assurde. Allo stesso modo gli autistici hanno bisogni di ordini chiari e precisi perchè non sanno utilizzare il contesto”.

E questo potrebbe spiegare quando immaginiamo un mondo dove ” per soddisfare i requisiti tecnologici, sarebbero avvantaggiati quelli che hanno comportamenti d’ordine meccanico”. Un mondo fondato su una comunicazione in realtà estremamente povera, dove ciascuno diventa semplice ricetrasmettitore d’informazioni, dove i sensi hanno meno importanza in tutte le direzioni” . Per lo psichiatra Satoshi Kato, gli individui saranno semplicemente obbligati ad “Aspergerizzarsi” per poter sopravvivere. “L’equilibrio tra emozione e logica è molto perturbato” , dopo l’avvento della società industriale “l’espressione delle persone è diventata uniforme e i loro movimenti emotivi si sono impoveriti “.

La sindrome di Asperger, affascina dunque la nostra epoca. Come lo specchio in cui vediamo riflessi i tratti del nostro viso. Tuttavia, la società non è diventata piu’ semplice  e piu’ facile da vivere per gli interessati. Anche se l’informatica e internet li aiutano a comunicare e a pianificare per poter controllare l’ambiente. ” Gli autistici, sono straordinari nelle procedure di ricerca sul web, ma nell’uso sociale si trovano in difficoltà. Sono le prime vittime del cyber-bullismo. Anche se hanno competenze fuori dal comune, l’autismo è presente, e le persone soffrono. ” Non sono indifferenti alla loro inadeguatezza sociale, e anche se sono consapevoli tendono ad isolarsi “.

“In realtà, gli autistici vengono sempre di piu’ espulsi violentemente dal nostro sistema, perchè il nostro mondo è troppo rapido,  caotico, e ci sono troppe informazioni da gestire in tempi brevi, e dunque, delle decisioni da prendere in priorità, aggiunge Peter Vermeulen. E cio’, porta alla sofferenza numerose altre persone. Ma l’autismo è un termometro per la società: se non è autistico-compatibile, difficilmente sarà compatibile con l’umano…”

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Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: Lavie.fr

Sindrome di Asperger: World of Warcraft, quando il videogioco puo’ curare l’autismo

Ian Bates
Ian Bates

I videogiochi potrebbero curare l’autismo, secondo alcuni scienziati americani. La crescente complessità e l’ambiente virtuale meno stressante rassicurano gli autistici e gli permettono di interagire con gli altri.

I videogiochi, con il loro contesto sempre piu’ complesso, posso rassicurare delle persone colpite da alcune forme di autismo. Per queste persone, le relazioni sociali sono meno stressanti in un ambiente virtuale.

Questo è il caso, rivelato dal giornale americano Wired, di Ian Bates, un ragazzo con la sindrome di Asperger, una forma di autismo che rende le relazioni sociali molto complicate. E’ il famoso videogioco conosciuto con il nome di  “World of Warcraft”  che ha aiutato  Jan a comunicare piu’ facilmente.

Ma “i videogiochi sarebbero anche un’arma a doppio taglio, perchè, a causa del loro lato coinvolgente e sociale, potrebbero provocare ansia eccessiva e perfino paranoia negli individui piu’ fragili. Rischiano di far sparire la loro “vita reale”  sostituendola con una virtuale”, secondo Jordan neuropsicologo comportamentista dell’Università di Boston

Tradotto da Mondo Aspie, Fonti Wired.com, Rtbf.be

Autismo: Sindrome di Asperger, Italia bocciata !

asperger italia bocciataPuntare su talenti specifici, investire sulla diversità. E’ la scommessa, a tutt’oggi vincente, di Auticon, un’azienda berlinese fondata nel 2011 con lo scopo specifico di preparare persone Asperger (una condizione dello spettro autistico) a lavorare, ad alti livelli, nel settore dell’information technology. Secondo gli esperti, infatti, gli individui con questa sindrome di frequente sono più portati per il pensiero logico e analitico, per la cura del dettaglio, più capaci di altri di conservare alti livelli di concentrazione e di raggiungere obiettivi che presuppongono compiti ripetitivi.
Riccardo Alessandrelli, neuropsichiatra infantile, cofondatore dell’associazione Cultura autismo, chiarisce che “neurotipico”, “neurodiverso” sono definizioni astratte, grandi insiemi, che trascendono gli individui concreti. Che sono appunto, individui, ossia esseri unici, con una gamma di caratteristiche peculiari solo in parte riconducibili a tipi o classi. Chi ha l’asperger presenta un livello intellettivo uguale o al di sopra della norma, un forte senso etico e delle regole, ma manifesta una compromissione nelle ‘social skills’, le competenze dell’interazione sociale. Si tratta di caratteristiche estremamente diffuse nella popolazione, a tal punto che oggi si tende a parlare di ‘condizioni’, piuttosto che di disturbi’; si pensa che molti personaggi noti per la capacità di “pensare diversamente” rispetto ai canoni neurotipici, fossero Asperger: ne sono un esempio Einstein, Mozart, ma si possono citare anche alcuni geni del nostro tempo come famosi informatici e artisti”.
Campioni nel controllare i software. A partire da queste ‘abilità’,  la berlinese Auticon attraverso training formativi,  prepara ragazzi asperger a diventare tester di software, in quanto particolarmente dotati nel trovare difetti nelle programmazioni molto complesse: il loro tasso di errore è dieci volte più basso che negli individui neurotipici, un vero e proprio valore aggiunto per le aziende.
Il fondatore e Ceo dell’azienda Dirk Mueller-Remus lo ha imparato da suo figlio, diagnosticato asperger. Dopo aver lavorato per la Siemens e nello sviluppo di software, Mueller Remus ha fatto del tema asperger – lavoro, un suo ‘interesse assorbente’. Per scoprire che le imprese IT hanno un disperato bisogno di ragazzi con questo tipo di competenze: ma i dati dicono che solo il 15% dei 250 mila asperger tedeschi, viene impiegato in aziende private, soprattutto a causa dei pregiudizi creati dalla difficoltà a relazionarsi con gli altri.
Per questo nell’azienda Auticon sono previsti anche corsi per migliorare l’approccio con i clienti. Prima di inserirli come consulenti IT in aziende medio grandi, i ragazzi vengono affiancati da coach che facilitano le relazioni con l’azienda per cui andranno a lavorare e interfacciano gli altri impiegati, spiegando loro  alcune peculiarità della condizione aspies. Una particolare cura viene data all’ambiente di lavoro, anche dal punto di vista degli spazi, dell’illuminazione: “I nostri ragazzi hanno un sacco di capacità nella concentrazione analitica nel pensiero logico – dice Mueller-Remus – e siamo sicuri che le industrie IT ne avranno benefici”. Tra i finanziatori dell’azienda, il Fondo Social Venture, che si occupa di finanziare l’imprenditoria sociale a livello europeo.

La testimonianza. Philip Von Der Linden, uno degli assunti, dice di non essere mai stato così apprezzato sul lavoro. “Questo rende la vita preziosa. Essere necessario a qualcuno. E se quello che si sa fare è apprezzato quello che sembra una debolezza diventa una risorsa”. Secondo studi recenti  l’1% della popolazione mondiale ha alcune caratteristiche riconducibili allo spettro autistico. In Germania circa mezzo milione di persone è diagnosticato come tale, e lo Stato spende ogni anno milioni e milioni di euro per l’assistenza e la formazione. La scommessa di Remus è invece quella di rendere questi pazienti capaci di produrre reddito, membri attivi della società e dell’economia e ad alti livelli. Dimostrando così che l’inclusione sociale e lavorativa attraverso la valorizzazione delle risorse individuali, può diventare un guadagno morale e spirituale, in primis, ma anche economico.  L’obiettivo a medio termine dell’azienda è quello di espandersi in altre aree metropolitane, sia tedesche sia europee (di recente sono state aperte altre due sedi, una a Dusseldorf l’altra a Monaco), ma anche formare altri talenti peculiari tra gli aspies, come le abilità linguistiche e musicali.
Altre iniziative simili in Europa. Auticon non è l’unica iniziativa europea che punta su talenti neurodiversi. In Belgio un esperimento riuscito è quello di Passwerk, che forma consulenti It richiesti dalle migliori aziende e realizza un profitto di due milioni di euro l’anno. C’è poi la società di Telecomunicazioni americana Verizon, ma anche la danese Specialisterne, che si occupa di controlli di qualità e test per software, il cui personale è formato per la maggior parte da persone con disturbi dello spettro autistico.
Bocciata l’Italia. E in Italia? Da noi quasi nessuno sa niente della sindrome di Asperger: gli stessi specialisti a volte faticano a riconoscerne i segni, scambiandoli sovente per disturbi psichiatrici. Il mondo della scuola, la prima delle agenzie per la formazione e la socializzazione, ne è al corrente solo da qualche anno, ma i docenti, non hanno, spesso, alcuna preparazione per comprendere le problematiche aspies, né per valorizzarne le capacità. “In passato- afferma Alessandrelli-, i comportamenti dello spettro autistico, venivano interpretati alla luce di una incapacità di questi individui di provare sentimenti. Oggi si sa che questo non è vero: sentono e provano allo stesso modo dei cosiddetti neurotipici, ma la loro difficoltà nella comprensione dei segnali sociali li condanna ad isolarsi. Chi ha una condizione dello spettro autistico, desidera la relazione come chiunque altro, ma non riesce a parlare un linguaggio condiviso dai più”.
La legge. L’inserimento nel lavoro, poi, diventa una vera e propria corsa agli ostacoli. Nonostante l’Italia disponga di una delle migliori legislazioni in materia, la 68/99 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili) i dati Istat attestano che i disabili in età lavorativa occupati in Italia sono meno del 18 %, e che solo l’1,5 % di coloro che presentano qualche diversità funzionale è impiegato. Forse, anche in questo, l’Europa può darci un esempio.

Fonte: 12-01-2013, Repubblica

Autismo Germania: Auticon, l’azienda che scommette sulla sindrome di Asperger

auticon impresa sindrome aspergerNel 1980 il film “Rain man” portò al cinema l’autismo, nel 2003 il libro di Mark Haddon “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” fece conoscere al mondo “la sindrome di Asperger”, entrambi ottennero col loro successo un grande risultato: far capire che le persone affette da questi disturbi dello sviluppo non hanno solo problemi ma anche grandi capacità.E’ il principio da cui è nata “Auticon”, azienda di formazione tedesca che prepara le persone con la sindrome di Asperger per diventare tester di software. Philip Von Der Linden è stato assunto da poco e dice di non essere mai stato così apprezzato sul lavoro. “Questo rende la vita preziosa. Essere necessario a qualcuno. E se quello che si sa fare è apprezzato quello che sembra una debolezza diventa una risorsa”. Infatti la società ha scoperto che chi soffre di questa sindrome  ha talento nel trovare difetti nelle programmazioni molto complesse. Il fondatore dell’azienda Dirk Mueller-Remus lo ha imparato da suo figlio, colpito dal disturbo. “I nostri ragazzi hanno un sacco di capacità nella concentrazione analitica nel pensiero logico – dice – E siamo sicuri che le industrie IT ne avranno benefici”. I dati dicono che solo il 15% di loro viene impiegato in aziende private, soprattutto a causa dei pregiudizi creati dalla difficoltà a relazionarsi con gli altri. Per questo sono previsti anche corsi per migliorare l’approccio con i clienti.

auticon azienda sindrome aspergerIl sito dell’azienda Auticon.

 

Fonte: 03-01-2013, L’arena.it

Autismo: La sindrome di Asperger, i geeks e il talento ( seconda parte )

Laura Nagle
Laura Nagle

Il lato oscuro dello stereotipo

Mentre culturalmente persiste l’idea sbagliata che tutte le persone con autismo ad alto funzionamento hanno talento nei campi della scienza, questo molto probabilmente  puo’ avere effetti negativi sui genitori.

Parlando di autismo, Christopher Scott Wyatt,  professore aggiunto di letteratura presso l’Università Robert Morris, autistico ad alto funzionamento, riceve spesso domande da parte di genitori di bambini nello spettro autistico che gli chiedono quando le capacità nella matematica o nelle scienze si presenteranno. La risposta è: molti bambini non hanno queste abilità.

“ Cio’ porta a credere alle capacità magiche “, cioè ci si “aspetta di vedere delle  caratteristiche che non ci sono “, dice.

La differenza tra essere un geek e avere la sindrome di Asperger  

Gli esperti dicono che l’autismo corrisponde ad una diagnosi medica, mentre essere geek no. Il geek corrisponde ad una descrizione culturale e non a una disabilità. Le persone con autismo ad alto funzionamento possono soffrire di depressione perchè non riescono a relazionarsi  con gli altri o non hanno un lavoro, oppure presentano ansia a causa dell’interazione sociale. Possono avere molte difficoltà di comunicazione con la gente che possono causare problemi a casa oppure al lavoro.

Oltre agli interessi delle persone con sindrome di Asperger, s’incontra l’attrazione per i sistemi, dice Baron-Cohen. A volte, puo’ essere un vantaggio per aiutarli ad iniziare una carriera come ingegneri informatici o fisici. “Molti Asperger sono in grado di prestare la massima attenzione al problema che gli interessa, qualsiasi esso sia”, dice Bolick.

“Le ossessioni possono essere la chiave di accesso a molte opportunità”, dice Baron-Cohen.

Pero’ a volte le persone autistiche sviluppano delle fissazioni per attività che non hanno un’applicazione immediata, come ad esempio, collezionare tazze.

Capovolgere la disabilità

In alcuni casi, persone che hanno un disturbo nello spettro autistico presentano talenti e interessi che possono evolvere in una professione, pero’non bisogna pensare in questi termini.

“Per la maggior parte delle persone autistiche, la ragione delle loro ossessioni non ha nulla a che fare con una remunerazione economica. Lo fanno per una motivazione intrinseca” dice Baron-Cohen.  “L’idea che possano trarne beneficio non è applicabile per tutti”.

Un uomo con sindrome di Asperger, che ha incontrato Baron-Cohen, desiderava comprendere i cambiamenti climatici. Usciva a mezzanotte nel suo giardino per rilevare la temperatura, la velocità del vento e altri agenti atmosferici. Non intendeva usare queste informazioni come un metereologo, semplicemente voleva capire.

Un giovane paziente di Bolick svolgeva diligentemente i compiti ma non li consegnava. Quando gli chiesero il perchè,  si alzo’ e disse” non faccio i compiti per avere buoni voti. Li faccio per imparare”.

Il problema di non trovare un utilizzo pratico ai loro interessi varia notevolmente. Alcune persone autistiche si focalizzano sugli obbiettivi e li ottengono. Per altri invece l’esito è ostacolato dalla pianificazione e l’organizzazione, una caratteristica comune nei disturbi dello spettro autistico.

Verso un futuro migliore per la prossima generazione

Doug Sparling, 52 anni, ha scelto il lavoro di ingegnere informatico a causa della sindrome di Asperger. L’interazione con altre persone, specialmente se lavora con un collega puo’ scatenare crisi d’ansia. Pero’ ama l’informatica, la logica e risolvere problemi. Lavora piu’ di 40 ore la settimana pero’ con un orario flessibile e lavora molto da casa.

“La codificazione è una cosa in cui posso perdermi”,” un mondo dove dimentico la cognizione del tempo, dice in una mail.

Sparling è sposato con 4 figli, tra cui un figliastro di 23 anni e un ragazzino di 12 anni con la sindrome di Asperger.

La storia di Nagle è differente. Lei crede che se avesse potuto contare su insegnanti o tutor che l’avessero aiutata a camminare e ad indirizzare la sua passione per la fisica verso qualcosa di concreto, la sua vita sarebbe stata diversa.

Durante il suo secondo anno di studi, le dissero che la sua borsa di studio era stata ridotta. Invece di mettere in discussione la decisione oppure cercare altre opportunità ha preferito cercarsi un impiego  ed ha trovato molti posti di lavoro dove l’hanno  sfruttata.

Ha lavorato anche nell’ambito dell’ architettura e del disegno strutturale senza riuscire a realizzarsi. Adesso vive in una casa mobile che le hanno assegnato. E’ molto impegnata nell’autismo e nei suoi aspetti giuridici e sta lavorando a un documentario che uscirà quest’anno.

Quando Nagle parla dell’autismo in pubblico, si augura che nessun giovane autistico finisca come lei.

“Non devono arrivare a 58 anni senza fissa dimora ( a meno che ) non gli facciano un favore, senza potersi curare i denti, guardando indietro e vedendo quello che non sono riusciti a raggiungere quando avrebbero potuto raggiungerlo” dice.

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Tradotto e riadattato da Mondo Aspie,  Fonte CNN in spagnolo

Autismo ed Economia: Gli autistici come consulenti

L’idea come spesso accade, è nata da un bisogno personale urgente: Thorkil Sonne (nella foto)  ha un figlio autistico e non voleva privarlo del suo avvenire professionale. Tuttavia, anche se in Danimarca, prevale lo Stato-previdenza, questa disabilità invisibile è un ostacolo insormontabile. Nel 2004, ha creato la compagnia Specialisterne (“Gli specialisti”) .

Con questo nome in stile serie americana, Specialisterne punta ad una nicchia particolare sul mercato del lavoro: collocare gli autistici nelle imprese e trasformare l’operazione in un affare redditizio. Lo slogan “La passione per il dettaglio” perchè è qui che gli autistici e in particolare quelli con la Sindrome di Asperger apportano all’impresa che li assume un valore aggiunto redditizio.

Gli specialisti trasformano le caratteristiche dell’autismo – la passione per le cifre, la preferenza per i compiti ripetitivi – in assi nella manica. “La maggior parte dei nostri consulenti se la cava bene nell’identificare i piccoli dettagli, gli errori in lunghe liste di dati, nell’ identificare particolari che escono dall’ordinario, laddove altri avrebbero la tendenza ad annoiarsi”, spiega Bryan Dufour un francese che ha raggiunto la compagnia per sviluppare il concetto all’internazionale.

Gli Specialisti si presentano come un’impresa di consulting e servizi informatici  che vanno dal trattamento al trasferimento di dati,  all’organizzazione di database, passando da i test per i software.

Aiuti del governo

Le disabilità della trentina di consulenti vengono prese in considerazione durante il colloquio tra i responsabili del loro inserimento e il cliente. “Le persone con la Sindrome di Asperger sono sensibili alla luce, a seconda dei  casi, bisogna regolarla  per evitare una depressione, spiega Henrik Thomsen, responsabile della compagnia. Per altri ad esempio bisogna evitare che nell’ambiente lavorativo diano le spalle a qualcuno, e quindi li installeremo vicino ad un muro, se invece c’è molta gente monteremo un muro scorrevole di separazione”.

Tutti lavorano part-time, perchè una giornata intera li esporrebbe a troppo stress. Vengono prima assunti in prova e poi vengono formati. Questo tempo di osservazione è utile in seguito per adattare  il posto di lavoro alla personalità del consulente autistico. cio’ significa che i costi di lavoro per inquadrarli sono eleveti. Pagati in funzione del tempo lavorato per gli Specialisti, il loro stipendio è completato fino al 100% nel quadro degli aiuti dle Governo. ” A questa condizione puo’ funzionare”, ammette H. Thomsen.

I benefici vengono reinvestiti nella società, che ha sviluppato un modello di gestione delle persone autistiche. Specialisterne a preso contatti in 70 paesi ed ha altre sedi in Scozia, Svizzera e Islanda. E seguiranno altre aperture.

Tradotto da Mondo Aspie: Fonte: Le Monde