Autismo e lavoro: Alan e il vivaio di piante carnivore

alan vivaistaBretagna. Alan Ripaud,21 anni,  vivaista con la sindrome di Asperger dopo un percorso scolastico caotico ha deciso di dedicarsi interamente alla sua passione: le piante carnivore. Alan sta creato un’impresa sfruttando la sua grande conoscenza sulle piante e la loro fisiologia. E’ infatti un esperto in materia. Difficile immaginare che Alan sia autistico, la sindrome di Asperger gli è stata diagnosticata all’età di 10 anni. A causa della sua ” diversità ” ha rischiato di rimanere isolato, ma grazie all’aiuto di sua mamma e spinto dalla sua passione è riuscito a veicolare le sue energie intorno a un progetto. Un vivaio di piante carnivore e ornamentali concepito per lui che alan autismo e lavoro.jpg 1si adatta ai suo ritmo di lavoro e alla sua capacità di concentrazione.

 

Autismo e lavoro: Un avvenire migliore per i giovani autistici

autismo e modello lavoroNonostante le loro difficoltà, i giovani autistici possono essere inseriti nel mondo del lavoro.

I giovani con autismo fanno fatica  a trovare il loro posto nella nostra società. Alcuni abbandonano la scuola perché non è in grado di soddisfare i loro bisogni speciali. Senza formazione, è quindi difficile per questi ragazzi trovare un buon lavoro.

Secondo le statistiche canadesi, solo il 32% è attivo nel mercato del lavoro. Di conseguenza molti dipendono dai famigliari e dai programmi sociali per sopravvivere.

Tuttavia, secondo Émilie Robert autrice del volume: ” le persone autistiche e la scelta professionale “,  possiamo sperare in un miglioramento del loro futuro lavorativo.

I giovani autistici hanno difficoltà a stabilire relazioni con i loro coetanei, perché è molto difficile per loro comprendere le regole del comportamento sociale che la maggior parte di noi impara durante l’infanzia. Concentrano la loro attenzione su uno o due interessi a discapito di tutto il resto. Hanno anche bisogno di linee guida chiare, di routine e di una supervisione stretta, senza possono smettere di funzionare. Il loro comportamento è spesso incomprensibile per gli insegnanti e i datori di lavoro; e quindi incontrano problematicità nel terminare gli studi o a conservare un impiego.

Secondo Émilie Robert, anche se esistono ancora queste difficoltà, i giovani autistici che entrano nel mondo del lavoro oggi sono piu’ preparati rispetto ai loro predecessori, anche se il percorso non sarà facile comunque. Questo, perché sono stati accompagnati durante il loro percorso scolastico, e cio’ ha permesso di trovare astuzie per colmare le loro lacune, per esempio l’apprendimento esplicito delle regole sociali. Poi, le nuove tecnologie dell’informazione che permettono di comunicare con altri lavoratori senza dover decifrare il linguaggio del corpo, che è per loro molto difficile.

In piu’,  molti autistici eccellono nel loro settore di attività, una realtà che attira sempre di piu’ l’attenzione da parte dei datori di lavoro. Molte aziende ricercano persone con autismo soprattutto nel campo dell’informatica, perché riconoscono la loro straordinaria abilità quando si tratta di eseguire lavori noiosi come la programmazione. Oggi, alcuni autistici lavorano in ambiti diversi tra cui i videogiochi, l’architettura, la contabilità, la ricerca, l’attuariato o ancora la scrittura e l’ingegneria.

Nonostante questi miglioramenti, gli autistici occupano spesso posti di lavoro dequalificanti e raramente riescono ad essere selezionati per le promozioni, ma sono sempre meno dipendenti dalla società rispetto ad anni fa.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: Journalmetro.com

Autismo e lavoro: startup e sindrome di Asperger

asperger lavoro ingegnereLa sindrome di Asperger è una forma di autismo associata a un’ intelligenza fuori dal comune e a una grande difficoltà nei rapporti sociali.

Gaël Picard, 28 anni, non lavorava nonostante una laurea in ingegneria e con esperienze in biologia, imaging e statistiche. Dal mese di ottobre, fa parte dell’azienda informatica Imabiotech, presso Eurasanté di Loos.

” Su, Gaël, è come una puntura, un brutto momento che passa subito ! ” German Pinet è il coordinatore delle relazioni con le imprese del centro di rieducazione professionale di Lille; è lui che ha aiutato Gaël Picard, diagnosticato Asperger a 26 anni, a trovare uno stage nell’ambito del programma Pass P’As  (Passaporto Professionale Asperger) . Fabien Pamelard, responsabile del servizio informatico Imabiotech, insieme a German Pinet sono riusciti a convincere Gaël a rilasciare un ‘intervista e anche a farsi fotografare! Lui guarda l’obbiettivo, pero’… Ogni risposta del giovane ingegnere, rilasciata dopo un tempo di riflessione, ha la precisione assolutamente perfetta di una mente scientifica. Lo stesso rigore che piace a Imabiotech, una startup  composta da quindici dipendenti nata nel 2009 che si occupa di identificazione e dosaggio molecolare per le industrie farmaceutiche.

” Dall’arrivo di Gaël, il servizio IT conta tre persone che sembrano andare abbastanza d’accordo. Gaël, vorrebbe restare all’Imabiotech perché ha molte cose da fare, in un contesto di routine e di lavoro che trova interessante, insieme a persone piacevoli. La sua mansione di sviluppo e supporto tecnico, consiste nel aggiungere delle funzionalità a un software e/o contribuire a crearne uno.  Aggiungiamo che aveva iniziato una tesi sui segnali EEG e elettroencefalografici e ci fermiamo qui !”.

“La sindrome di Asperger mi crea difficoltà quando devo mettere alla prova le mie qualità pedagogiche con gli utilizzatori; non sono un buon comunicatore,come avete visto “, (quando ha spiegato che cosa ha contribuito a migliorare Imabiotech). Fabien Pamelard precisa che gli interlocutori sono spesso scienziati che capiscono quello che dice Gaël e apprezzano le sue spiegazioni estremamente precise.

Una difficoltà per Gaël sta nel prendere la metropolitana per recarsi al lavoro: non ama stare vicino a tanta gente. Altre difficoltà: i cambiamenti di routine repentini, ma quello cio’ che lo fa stancare maggiormente è l’interazione sociale, come parlare di tutto e di niente davanti alla macchina del caffè. I tempi di pausa sono conviviali: giochiamo al “piccolo caffè” (jeu d’estaminet), che comporta delle discussioni.  Attenzione ! prima di immaginare l’integrazione di Gaël (seppur con successo ), anche se scoppia a ridere la strada è lunga, dice Germain Pinet che vorrebbe vedere questa alchimia piu’ spesso.

Dodici stagisti in un programma sperimentale

Autismo Germania: Auticon, l’azienda che scommette sulla sindrome di Asperger

auticon impresa sindrome aspergerNel 1980 il film “Rain man” portò al cinema l’autismo, nel 2003 il libro di Mark Haddon “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” fece conoscere al mondo “la sindrome di Asperger”, entrambi ottennero col loro successo un grande risultato: far capire che le persone affette da questi disturbi dello sviluppo non hanno solo problemi ma anche grandi capacità.E’ il principio da cui è nata “Auticon”, azienda di formazione tedesca che prepara le persone con la sindrome di Asperger per diventare tester di software. Philip Von Der Linden è stato assunto da poco e dice di non essere mai stato così apprezzato sul lavoro. “Questo rende la vita preziosa. Essere necessario a qualcuno. E se quello che si sa fare è apprezzato quello che sembra una debolezza diventa una risorsa”. Infatti la società ha scoperto che chi soffre di questa sindrome  ha talento nel trovare difetti nelle programmazioni molto complesse. Il fondatore dell’azienda Dirk Mueller-Remus lo ha imparato da suo figlio, colpito dal disturbo. “I nostri ragazzi hanno un sacco di capacità nella concentrazione analitica nel pensiero logico – dice – E siamo sicuri che le industrie IT ne avranno benefici”. I dati dicono che solo il 15% di loro viene impiegato in aziende private, soprattutto a causa dei pregiudizi creati dalla difficoltà a relazionarsi con gli altri. Per questo sono previsti anche corsi per migliorare l’approccio con i clienti.

auticon azienda sindrome aspergerIl sito dell’azienda Auticon.

 

Fonte: 03-01-2013, L’arena.it

Autismo: Autism Rights Watch (ARW), ecco chi sono e che cosa fanno

david heurtevent arwAutism Rights Watch (ARW), in italiano: Difesa dei Diritti degli Autistici è un’ organizzazione non governativa americana (ONG) unicamente gestita da persone autistiche.

Intervista a David Heurtevent, vicepresidente, giovane normanno di 33 anni, laureato presso l’università di Georgetown di Washington.

Puoi presentarci la tua associazione ?

La nostra organizzazione è composta essenzialmente da americani, non è discriminatoria, non è assertiva, è laica e difende valori democratici e di libertà.

Fa parte di un movimento piu’ ampio dei diritti dell’uomo e si attiva per l’inclusione delle persone autistiche.

E’ gestita esclusivamente da autistici che hanno deciso di prendere la situazione in mano ( self-advocacy ). Il presidente deve obbligatoriamente essere autistico oppure deve essere fratello o sorella di una persona autistica. E questo perchè gli interessi dei genitori non sono necessariamente gli stessi delle persone autistiche.

Abbiamo scelto lo statuto di una ONG per poter intervenire in diversi paesi ed essere indipendenti dagli Stati: non vogliamo essere coinvolti in conflitti d’interesse e vogliamo mantenere una libertà di parola in merito.

Perchè creare una ONG, quando ci sono già molte associazioni che si occupano di autismo ?

In effetti, questa decisione è avvenuta dopo un’osservazione con Alex Plank, presidente di ARW che nel febbraio scorso si è recato in Francia per girare il suo prossimo film, ” Shameful “ (Shameful, la vergogna, il documentario shock sull’autismo in Francia), che si concentra sull’autismo in Francia. Insieme abbiamo constatato l’impotenza delle associazioni: sono almeno 30 anni che la situazione dell’autismo in Francia non si muove. Piu’ in generale, l’approccio alla disabilità e alla differenza non è cambiato. Per esempio, il fatto di considerare un bambino disabile come un “bambino disadattato” è indicativo della mentalità in questo settore.

Ma il problema dei diritti delle persone disabili è frequente in numerosi paesi, ad esempio Henry, giovane autistico americano che non puo’ frequentare la scuola del suo quartiere. In realtà, le associazioni dei genitori privilegiano le relazioni pubbliche, perdendosi nella comunicazione a discapito dei loro membri.

Shameful,  il documentario shock sull'autismo in Francia
Shameful, il documentario shock sull’autismo in Francia

Quali sono gli obbiettivi dell’ONG ?

Gli obbiettivi sono quelli di arrivare ad avere una vita ordinaria in una società inclusiva, e di facilitare l’accettazione sociale delle persone con DPS ( Disturbo Pervasivo dello Sviluppo) all’interno delle comunità. E questo implica una scolarizzazione normale limitando le classi speciali nei casi piu’ gravi.

Perchè ? Perchè si tratta prima di tutto di una disabilità comunicativa e il ritardo dello sviluppo delle competenze comunicative si puo’ attenuare progressivamente favorendo gli scambi e i bisogni di relazione con i bambini “ordinari”, che sono i loro referenti. La superiorità dei risultati d’inclusione è attestata da diversi studi scientifici comparati con diversi sistemi di approccio attuali.

L’autismo per noi non si ferma a 18 anni, è una caratteristica della persona. E quindi i  bisogni di queste persone, come l’inserimento professionale e sociale devono essere presi in considerazione per tutta la vita.

Questi obbiettivi sono diversi da quelli delle associazioni esistenti ?

Si:  perchè ricordiamo che in Francia, il panorama associativo è frammentato, diviso tra i genitori anziani che non hanno un futuro se non le istituzioni e i genitori piu’ giovani che vogliono una scolarizzazione in ambienti ordinari.

Ma questi genitori sono poco rappresentati dalle vecchie grandi associazioni, spesso gestionali di molte sistemazioni e sole a rappresentare l’autismo nelle istituzioni dipartimentali o nazionali.

Il nostro obbiettivo è l’inclusione, noi siamo in rottura completa con queste associazioni gestionali, che sono spesso associazioni di genitori.

inclusione autismo

Che cosa pensa della responsabilità dello Stato sulla situazione attuale ?

Da parecchi anni  lo Stato ha fallito per sua stessa ammissione, circa 8000 bambini quest’anno non andranno a scuola. L’80% dei bambini autistici non ha una scolarizzazione effettiva, mentre la proporzione è inversa all’estero.

La Francia è stata condannata dal Consiglio d’Europa nel 2004, ed è citata in numerosi rapporti.

Lo Stato maltratta quando tollera pratiche assimilabili alla tortura come il packing oppure degradanti: posso citare l’esempio di Ahmed, giovane autistico rimasto legato in un Ospedale Psichiatrico in overdose di sostanze psicotrope, a cui hanno negato alla mamma l’autorizzazione a vederlo. Abbiamo inviato il mese d’agosto scorso al ministro della salute una lettera in cui abbiamo chiesto l’apertura di un’indagine amministrativa su questa vicenda, il corriere è rimasto senza risposta fino ad oggi. Genitori solidali con queste famiglia hanno osservato che dopo l’apparizione di questo articolo, la famiglia di Ahmed è stata messa sotto pressione, come spesso purtroppo accade.

Non è normale che lo Stato e le collettività territoriali finanzino dei congressi che hanno dei programmi o pratiche chiaramente non conformi alle linee guida, come per esempio le giornate dell’Associazione Nazionale dei Centri Risorse Autismo (ANCRA) che si terranno a Caen Il 28 e 29 settembre .

Contate di richiamarli alle loro responsabilità ?

Per richiamare lo Stato ha le sue responsabilità, è importante ricordare che un documentario sull’autismo è stato censurato in Francia ( Autismo Francia, “Il Muro” il documentario che dà fastidio alla psicanalisi ) , e noi abbiamo deciso di intervenire sul suolo francese durante le giornate dell’ANCRA che si terranno a Caen. Vogliamo mostrare con un’azione simbolica che l’autismo è imbavagliato in Francia.

giornate ancra autismo in francia arw

Sei sostenuto localemente e a livello nazionale nelle tue azionali ?

No. Al contrario, subiamo delle pressioni a livelli locali. Alcune persone che siedono nelle commissioni amministrative arrivano perfino a scusarsi per le nostre azioni nel tentativo di smarcarsi, andando perfino contro gli interessi delle loro associazioni.

Quali sono le tue conclusioni  sulla situazione dell’autismo in Francia ?

I genitori sono abbandonati a loro stessi. I consensi muti che hanno prevalso per oltre 30 anni non possono piu’ continuare. La Francia deve riformare la presa in carico e le strutture istituzionali.

Che cosa bisogna fare secondo te ?

Bisogna secondo il mio parere uscire dall’approccio medico dell’autismo e chiedere al Ministero dell’ Educazione Nazionale di prendere il suo posto nella presa in carico. Bisogna dare i mezzi ai bambini e agli adulti autistici perchè possano gestirsi.

Oggi, tra uno Stato rassegnato, conflitti d’interesse e dei giovani genitori rappresentati male, possiamo affermare che solo la mobilitazione e la solidarietà tra genitori permetterà d’influenzare in modo significativo il corso dell’autismo  in Francia.

Il sito di Autism Rights Watch in Inglese

Il sito di Autism Rights Watch in Francese

Tradotto da Mondo Aspie, Fonte The Autist il blog di Magali