Autismo e lavoro: Anthony, un Asperger molto performante

asperger e lavoroDicembre 2014 – Dietro il bancone, Anthony conosce la sua routine e sa perfettamente come rendere un servizio unico ed efficace a tutti i clienti che passano dal reparto carni del Mercato Saint-Sulpice. Non stupisce che questo valoroso lavoratore abbia recentemente ottenuto il titolo di nuovo socio del Premio Peter-Zwack 2014, assegnato dalla Federazione Quebecchese dell’autismo. Anthony ha 20 anni, vive con la sindrome di Asperger, una leggera disfasia e un disturbo dell’attenzione. Questo non gli ha impedito di essere assunto al Mercato Saint-Sulpice, dove lavora da due anni. Affiancato dai suoi due capi e tutti i colleghi, Anthony ha dovuto superare diversi livelli lavorativi prima di arrivare alla posizione che occupa. Il giovane uomo ha seguito un corso di formazione per diventare macellaio prima di essere inserito come apprendista presso Super C dove sfortunatamente non ha ottenuto il posto di lavoro alla fine del programma. La madre di Anthony ha allora inoltrato una domanda all’ Essor II, un’azienda che si rivolge specificatamente alle persone con limitazioni fisiche, intellettuali o psicologiche, che sono alla ricerca di un lavoro e a datori di lavoro che hanno mansioni da offrire. ” Durante il mio contatto con l’impresa, avevo depositato la mia candidatura anche  su Emploi-Québec. Ho ricevuto la chiamata dal mercato poco dopo. Mio padre e mio nonno erano macellai, quindi la macelleria è un ambiente che mi ha sempre interessato”, racconta Anthony. Questo spiega anche le mansioni che gli sono state affidate. ” Devo tagliare la carne i  base alle richieste dei clienti, tenere in ordine il bancone e assicurarmi che gli espositori siano pieni e non rimangano vuoti durante i periodi di approvvigionamento, senza dimenticare la pulizia dell’area “, aggiunge. Adriana Dudas, comproprietaria del Mercato Saint-Sulpice, conferma l’evoluzione positiva di Anthony da quando ha iniziato a lavorare. La madre di Anthony ci ha contattato qualche giorno prima del colloquio di lavoro e ci ha chiesto se eravamo a conoscenza della sindrome di Asperger. Tutto è andato bene e noi avevamo bisogno di qualcuno, e quindi ci siamo detti perché no ? Il 31 maggio scorso, nell’ambito della settima Quebbechese delle persone disabili, la Federazione dell’autismo del Québec, in omaggio a uomo che credeva fermamente nell’integrazione delle persone autistiche nel mondo del lavoro, ha assegnato al Mercato Saint-Sulpice e a Anthony il Premio Peter-Zwack 2014. ” E’ stata una splendida serata. E abbiamo avuto modo di incontrare persone che lavorano da anni nell’associazione e datori di lavoro che hanno assunto persone con autismo. E’ un grande  onore che non ci aspettavamo aver ricevuto questo premio prestigioso ” ammette Stéphane Beaulieu, comproprietario del Mercato Saint-Sulpice. Nonostante Anthony e i proprietari abbiano lavorato positivamente in questi mesi, alcuni clienti si sono mostrati prevenuti quando il giovane macellaio è arrivato dietro il bancone. ” Molti clienti abituali continuano a venire da noi, ma non nascondiamo il fatto che alcuni hanno espresso commenti negativi. Il nostro compito è quello di spiegare la situazione alle persone in modo che comprendano la sua integrazione nel nostro gruppo “, conclude Stéphane. Tradotto e riadattato dal francese da Mondo Aspie, fonte Hebdorivenord.com

Annunci

Autismo e lavoro: Javier, un impiegato perseverante

autismo e lavoroDicembre 2014 – Javier Chávez, 30 anni, è considerato uno dei migliori impiegati della Manpower grazie ad una qualità che lo contraddistingue, la perseveranza. Tutte le persone che lo conoscono dicono che quando Javier arriva in ufficio, l’ambiente lavorativo cambia. La sua voce profonda si sente ovunque…. accende la radio e a volte inizia a ballare. ” Javier è in grado di generare un impatto positivo e ti puoi dimenticare dello stress e delle preoccupazioni “, dicono gli amici piu’ stretti.

Javier Moisés Chávez, ha una faccia da ragazzino nonostante i suoi 30 anni. E’ nato con una forma di autismo lieve e la sua diversa abilità non ha rappresentato un ostacolo per trovare un lavoro. Da dieci anni infatti,  lavora come assistente in un ufficio della Manpower, una società di consulenza specializzata in risorse umane che si è offerta di assumerlo grazie all’appoggio della scuola che Javier ha frequentato. All’inizio Javier eseguiva compiti facili, come portare documenti e fogli fotocopiati, poi con il passare del tempo  è stato trasferito nell’area archivi, dove mette in ordine i fascicoli del personale.  Un’ attività che svolge con una precisione simile a quella dei suoi colleghi.

Javier vuole migliorare e aiutare l’azienda ad aumentare la produttività, il mercoledi’ frequenta un corso  di informatica dove insegnano a registrare i dati.

” Siamo molto soddisfatti del suo lavoro. E’ un ragazzo attivo, che vuole sempre saperne di piu’ ” , dice Cynthia Sanchez, responsabile risorse umane dell’azienda.

Non è la prima volta che gli vengono riconosciuti dei meriti. Dieci anni fa, Javier ha lavorato in un supermercato dove,  in diversi momenti venne considerato come il migliore lavoratore del mese. In quel periodo era il responsabile dei prodotti per l’imballaggio e del servizio clienti.

Con il suo stipendio contribuisce alle spese di casa e all’acquisto dei medicinali per la madre Zoila Chávez.

Javier è molto disciplinato, si alza ogni giorno alle 5 del mattino. Si prepara la colazione e poi prende l’autobus per recarsi al lavoro.

Tradotto e riadattato dallo spagnolo da Mondo Aspie, Fonte: larepublica.pe

Autismo e lavoro: Stephan, filosofo… e militante autistico

stephan filosofo aspergerMaggio 2014 – Stephan Blackburn ha esitato un po’ prima di accettare questa intervista. Un po’ ma non molto. Questo professore di filosofia ha insegnato per tutto l’inverno al Centro Universitario di Lac-Mégantic. Il suo mestiere lo appassiona, come anche i suoi contatti con gli studenti. Inoltre, ha tante altre passioni. Compresa quella di demistificare i pregiudizi sull’autismo. Un argomento che come Asperger conosce a fondo.

A oggi, la maggior parte degli studi mostrano che l’autismo ha un origine neurologica ed ereditaria. La letteratura disponibile sull’autismo descrive la sindrome di Asperger come il livello piu’ alto dello spettro autistico. In effetti, diciamo che gli Aspergers, o Aspies, sono piu’ funzionali socialmente e piu’ verbali  rispetto agli autistici detti tipici, al punto che molto di loro sono plusdotati nella lingua parlata. Se Stephan ha riflettuto prima di accordare questa intervista, è per timore di ostracismo. ” Dal momento in cui la gente sa del tuo essere autistico, il loro sguardo cambia… e attribuiscono questo o quel comportamento tra i tanti, all’autismo. Eppure sono la stessa persona. Si sono nervoso. Ma il mio attivismo per far cadere i miti che circondano l’autismo è piu’ forte. Perché abbiamo il diritto di essere differenti “. Stephan Blackburn dimostra che la sua “diversità ” non è riduttiva. Padre di due bambini autistici, è autore di due libri, ” Dio grazie ! ” Gli autistici sono qui ! , due saggi che affrontano l’autismo in maniera positiva. E la sua personalità non ha niente a che vedere con i criteri autistici definiti dagli esperti. Dimenticate il tono monocorde, l’assenza di empatia, il volto inespressivo, gli interessi ristretti e la comprensione limitata al primo grado. Stephan è esattamente l’opposto, come molti altri Aspergers.

Chi sono gli Aspergers ? ” Siamo un po’ eccentrici “. Come molti professori di filosofia ? La sua risposta è preceduta da una risata, come lui, ricorda stranamente Babbo Natale. ” Voglio dire che non siamo normali nel senso della norma “. E, no, il personaggio di Rain Main non è ispirato a un Asperger ma a Kim Peek, affetto da sindrome di savant. ” L’autismo è incompreso e a volte si ha l’impressione di essere un po’ dei fenomeni da baraccone che escono ogni tanto per mostrarsi alla gente… il mio modo di pensare è diverso perché non ho una funzione “multitasking” , per esempio, riuscire a mantenere cinque conversazioni per testo nello stesso tempo. Devo gestire una grande quantità di ansia rispetto alle altre persone. Se ci sono troppi elementi nello stesso momento, ad esempio un televisore acceso mentre qualcuno mi parla, mi devo sforzare  per fare “astrazione”, mentre è automatico per un neurotipico “.

Allo stesso tempo, possiamo dire che, l’autismo è plurale. ” Alcuni tratti che vengono definiti caratteristiche degli autistici sono veri per certe persone autistiche ma anche per i neurotipici ( i non autistici) . Inoltre, lui e altri adulti  Asperger sono molto attivi sul web e nei social network e  hanno pubblicato un video su Youtube:  ” Les autistes et les mythes “. Stephan ha numerose passioni che vanno dalla filosofia, alla macchina passando dal violino, ha insegnato a suonare questo strumento per diversi anni. Niente a che vedere con gli interessi specifici. ” Un bambino che non è stato stimolato nella potenzialità della sua intelligenza molto probabilmente si concentrerà su degli interessi particolari.  Si, un bambino autistico che allinea le macchinine esiste. Ma non  è il caso di un uomo di 40 o 50 anni. Diventiamo adulti, come tutti ! “.

Come autistici abbiamo anche delle qualità intrinseche, dice Stephan . ” Siamo buoni cittadini. Estremamente leali. Non possiamo vivere con una bugia sulla coscienza. E’ impossibile per noi dire una cosa e pensarne un’altra. Vorrei che le persone capissero fino a che punto l’autismo è diversificato. E che gli autistici non fanno pietà, ma possono essere aiutati ad essere felici  se li lasciamo essere cio’ che sono. Perché quello che importa nella vita, non è la perfomance o il conformismo; ma la felicità. Se un bambino  non danneggia il suo ambiente, lasciamolo essere cio’ che è, e soprattutto non ridiamo di lui “.

Questa sensibilizzazione a l’integrazione sociale delle persone autistiche si farà attraverso i numeri, crede Stephan Blackburn. ” Piu’ saremo numerosi ad affermarci come autistici, e piu’ faremo peso socialmente. Bisogna far capire alla società che anche se siamo speciali, l’autismo non è una malattia ” . E non bisogna prendere le difficoltà degli Aspies di entrare in contatto con gli altri come una fatalità. ” Ero un bambino chiuso in una recinzione. Giovane, già grande e grosso, ma avevo paura di difendermi dagli altri bambini e loro lo sapevano…andando verso gli altri, si impara; oggi ho molti buoni amici ”

Spesso dicono che gli autistici sono incapaci di comprendere concetti astratti. Eppure, Stephan Blackburn insegna filosofia e la sua passione per questa materia non ha eguali insieme alla motivazione che ha nel trasmettere le sue conoscenze. ” La filosofia da riferimenti. Un testo, è giusto un codice. Tu trovi il senso, tu rifletti, tu lo metti in pratica. Quando traduci agli studenti la storia della filosofia, gli fai creare una scala di valori, gli permetti di crossare, di sviluppare il loro senso critico e di essere meglio armati per affrontare le prove della vita. Se la filosofia riesce a cambiarli un po’ in meglio, crea un effetto farfalla”

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: echodefrontenac.com

Autismo lavoro: Gwenolé, ragioniere e… autistico

lavoro autisticoAprile 2014. Lavoro e autismo, è possibile ! Gwenolé Levenes, 32 anni e ragioniere nell’azienda Lessonia di Saint-Thonan, dal 2009.

La legge del 2005 sulla disabilità permette a numerosi giovani autistici di essere scolarizzati anche ad alti livelli. Questo è il caso di Gwenolé Levenes che nel 2002, all’età di 20 anni, ha ottenuto un BTS STT in gestione e contabilità. Munito di questo prezioso diploma, Gwenolé doveva affrontare una sfida del tutto diversa: passare attraverso le porte di una società. E per un autistico, questa sfida è ben lontana dall’essere vinta, perché solo l’1% delle persone autistiche oggi ha un impiego in ambiente ordinario.

Impiegato in una banca

Gwenolé Levenes ha iniziato la sua carriera professionale con un contratto di qualificazione di due anni in un’associazione che si occupa dell’integrazione delle persone con disabilità, a Lorient. ” Ero aiuto-contabile e mi occupavo della parte amministrativa. Ogni tanto seguivo dei corsi al Greta per ottenere un BTS in gestione delle PMI ” .

I due anni seguenti, Gwenolé passa al Crédit Agricole del Finistère dove effettua due sostituzioni, accompagnato dall’associazione An Treiz che l’aiuta nell’integrazione. ” Ho lavorato al servizio investimenti e titoli. Registravo le transazioni di acquisto sull’oro. Era molto ripetitivo. Poi ho lavorato al controllo e all’incasso degli assegni “.

Ragioniere a tempo pieno

Nel 2009, Gwenolé Levenes è a la ricerca di un nuovo lavoro. Contattati dall’associazione Esperanza, i dirigenti della società Lessonia accettano un colloquio per un posto di ragioniere. ” Abbiamo già lavorato con associazioni che si occupano di trovare lavoro alle persone in difficoltà. Ogni volta, spiega Brigitte Winckler, ci siamo fidati di loro. Gwenolé ha ottenuto il suo diploma perché ha delle capacità. Una persona dell’associazione An Treiz è intervenuta e il nostro responsabile amministrativo gli ha mostrato il lavoro che doveva eseguire. Abbiamo creato un calendario strutturato con l’impiego del tempo e gli abbiamo indicato le procedure come avremmo fatto con un tecnico. Ha imparato come le altre persone, con la sola differenza di ripetere le cose piu’ volte. E’ sempre di buon umore. E come tutti, commette degli errori. Si fida troppo della sua memoria ” .

Gwenolé oggi, è proprietario di una casa. E per recarsi sul luogo di lavoro, condivide un passaggio in macchina con un operaio. Ma cio’ a volte non è sempre possibile. La sua prossima sfida sarà prendere la patente di guida.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: letelegramme.fr

Autismo: Luc, autistico Asperger, lavoratore e padre di famiglia

asperger lavoro famigliaMarzo 2014 – Luc Filopon, recentemente diagnosticato autistico Asperger ha accettato di raccontare il suo percorso e le conseguenze della sindrome sulla sua esistenza e sugli incontri che possono cambiare una vita. Testimoniano la sua datrice di lavoro e sua figlia. Immersione in una terra sconosciuta ! L’annuncio della diagnosi è di appena 15 giorni. A 47 anni, Luc Filopon, carrozziere, ha scoperto di essere un autistico Asperger ad alto funzionamento. E’ una piccola rivoluzione  che inizia. ” Non sono piu’ una briciola, uno scarto, un rifiuto, un invisibile ma AA+, autistico Asperger come dicono gli specialisti”. E spera di potersi riconoscere presto in questa nuova identità. Il primo contatto, ha luogo sul posto di lavoro di Luc, al garage Renault de la Vallée, nel comune di Domène. La sua datrice di lavoro, Isabelle Quero, mi propone di incontrarlo nel suo spazio, ” il settore di Luc “.  “Qui, è lui che mette a posto tutto, e sa dove sono le cose (…) Noi non abbiamo il diritto di toccare niente. Nemmeno mio marito  osa ! “. Camminiamo tra le auto, in mezzo all’odore dei solventi, arriviamo nel suo ufficio. Luc, che indossa una tuta grigia, si alza. Isabelle me lo presenta e molto educatamente, mi saluta. Di origini antillesi, snello, viso allungato, i capelli corti, l’uomo ha lo sguardo dritto dietro i suoi occhiali. Disteso, sorride e scherza con la sua principale. Mi mostra la foto della sua ex moglie e dei suoi figli, Anaïs, Romain e Maëlle, attaccata al muro. Un legame è stabilito. Possiamo intrattenerci con lui. Molto rapidamente, si confida. “Se avessi saputo del mio autismo trent’anni fa, penso che sarebbe stato peggio. Non sarei mai riuscito a trovare un lavoro”. Aggiunge in tono secco : ” E mi avrebbero gettato come un rifiuto nel recinto della psichiatria”.

” Non avevo coscienza della mia diversità “

Da piccolo in Martinica, Luc amava frequentare le librerie, a scuola, restava da solo nel suo angolo. ” Ho avuto un amico durante l’adolescenza, abbiamo condiviso la bici da corsa “. In genere, si ricorda, “non  provavo niente, quando qualcuno della mia famiglia moriva “. E quando suo padre picchiava sua madre o lui stesso era maltrattato, provava poche emozioni. Mi fissa  con uno sguardo franco, e prosegue : ” sai, quando vivi la lenza, non ti piace nessuno “. I suoi genitori gli avevano proibito di parlare il creolo, e lui rispettava scrupolosamente questa regola. Al liceo, è soprannominato il Francese. Dopo qualche anno, è dichiarato disabile per via di una sordità parziale che gli impedisce di sentire negli acuti. Pertanto, nessuno si sorprenderà del suo comportamento e non cercherà ulteriormente. La sua singolarità, come i passaggi depressivi cronici, verrà interpretata come una conseguenza diretta della sua disabilità. Da parte sua, spiega che non aveva coscienza della sua diversità. ” Facevo le cose in maniera differente perché non volevo essere come gli altri ma non sapevo che fosse problematica, una difficoltà che mi avrebbe causato dei problemi nella società e nel mondo del lavoro  “.

” Sono fiera di mio padre “

In seguito alla separazione dalla sua ex moglie, fine 2000, Luc fa mettere i suoi figli presso delle famiglie affidatarie, a causa della ” grave depressione della loro madre “. Qualche anno dopo la sua ex moglie morirà. Nel 2011, tenta di riacquisire la custodia dei figli che verrà rifiutata. ” Non è stato capito dai servizi sociali e dalla giustizia ” , dice Isabelle Quero che lo conosce bene. ” All’epoca non aveva una diagnosi di autismo. L’hanno sopposto ad una perizia giudiziaria. Risultato: gli hanno attribuito dei disturbi della personalità (…) . Penso che si è impegnato troppo, voleva rispondere bene alle domande. E questo alla fine non è servito a niente. Luc, è molto emotivo e mette la sua maschera quando la situazione diventa difficile. per conoscere qualcuno come lui, ci vuole del tempo. E le amministrazioni non hanno tempo. E forse, sono anche troppo rigide nei confronti delle persone che non rientrano negli standard “. Diventata maggiorenne, Anais la figlia piu’ grande di Luc, ha scelto di tornare a vivere con lui.” Sono molto orgogliosa di mio padre, nonostante il suo carattere particolare. E’ vero che ci ricorda sempre le regole ma ha una grande intelligenza (…) Con mio padre posso parlare di qualsiasi cosa, oggi non è piu’ depresso, e rido con lui di tutto e di niente. Gli dico spesso che è la mia piccola mamma (…). Mi ha aiutato molto sapere chemio padre ha la sindrome di Asperger. Capisco meglio i suoi comportamenti. E questa è una forma di riconoscimento della sua grande intelligenza “.

asperger lavoro 1

” Mi hanno tenuto con un salario minimo per  oltre 20 anni “

A 18 anni, con due attestati di formazione in – preparazione e verniciatura in carrozzeria –  Luc entra nel mondo del lavoro attraverso un tirocinio. ” Il mio percorso professionale è stato caratterizzato da incomprensioni dovute al mio modo di essere “. Assunto con un salario minimo per oltre vent’anni, precisa che all’epoca i suoi colleghi di lavoro tutti i giorni lo prendevano in giro, lo criticavano e lo insultavano. Senza contare gli insulti razzisti e le violenze fisiche che ha subito. ” Ho informato l’ispettorato del lavoro e la Polizia ma non hanno fatto molto “. La sua datrice di lavoro attuale si è fatta un’idea. ” Penso che sia stato assunto in  base alle  quote di disabilità imposte alle aziende. E poi l’hanno lasciato vegetare nelle posizioni di lavoro piu’ basse ( …) Ha anche subito, da quello che so, dei maltrattamenti, perché era sordo, perché non era bianco e perché aveva delle difficoltà legate alla sua disabilità. E conosciamo l’impatto che cio’ puo’ avere in certi ambienti ” .

” Si è presentato come un po’ lento “

Tutto è cambiato il giorno in cui la Camera del lavoro e dell’artigianato ha proposto la candidatura di Luc al garage della Vallée, Isabelle Quero, precisa che il suo CV corrispondeva al loro livello di aspettativa. ” Abbiamo chiesto solo qualche informazione in piu’ sulla sua sordità. E lui stesso si è presentato come un po’ lento. Quanto a noi, non abbiamo capito molto sulla sua lentezza, e gli abbiamo proposto di fare una prova ” spiega. Informato sulla sfida che avrebbe affrontato, cioè lavorare in completa autonomia, ha superato tutte le difficoltà. ” oggi, è un verniciatore carrozziere eccellente “, assicura Isabelle Quero. Certamente, Luc è differente. ” Per molto tempo ci ha chiamato Signor Serge e Signora Isabelle. Nel montaggio sa di essere lento e a volte si blocca su certi aspetti per il bene della perfezione. Si focalizza molto sui dettagli. Non ama fare pause e detesta le vacanze “. ” Le sue particolarità ci hanno obbligato ad aprire la mente.  A volte, ha bisogno di un decodificatore per capire la gente. E noi, e per noi serve un doppio decodificatore in rapporto al suo autismo e alla sua sordità “, precisa sorridente. ” Per noi, Luc è un impiegato come gli altri e i suoi colleghi di lavoro sono al corrente della sua condizione “.

” Luc è atipico, e anche noi a modo nostro “

Isabelle ricorda la frase di un consigliere dell’Associazione per gli adulti e giovani disabili, un mese dopo l’integrazione di Luc nella loro impresa : ” Ma cosa gli avete fatto per renderlo cosi’ sorridente ? “. ” Dico sempre che ci siamo trovati. Luc è atipico come carrozziere e noi siamo un po’ atipici in questo mestiere “. Lei era destinata all’insegnamento. E suo marito era un meccanico d’aviazione.  ” Luc, doveva trovare persone come noi e noi una persona come lui (…) Per esempio, tempo fa ci siamo trovati in difficoltà finanziarie, Luc è venuto da noi e ci ha proposto di abbassarsi lo stipendio per sei mesi “. ” Fin dall’inizio, ho sospettato che fosse autistico “, dice Isabelle Quero. E quando Luc, mi ha confidato che il suo psichiatra gli aveva consigliato di sottoporsi ai test per la diagnosi della sindrome di Asperger, l’ho incoraggiato.  ” Da quindici giorni ha la diagnosi, e credo che il fatto di avere un nome per la sua diversità lo aiuterà a capire le cose, anche se non potrà risolvere tutto “. Isabelle precisa che Luc ha una cultura notevole, legge molto e visita i musei.

aspie lavoro famiglia

 

” La società deve ascoltare gli invisibili “

E’ nell’ottobre 2012 che Luc ha una rivelazione. Assiste ad una conferenza dal titolo ” Se lasciassimo parlare gli autistici “. Ascolta una testimonianza simile alla sua storia. E scoppia in lacrime. Questo sarà l’inizio del suo percorso diagnostico. Secondo Luc, le persone disabili e le persone normali sono separate da un muro. ” Apparteniamo tutti alla stessa specie e dobbiamo prenderci del tempo per capire e comprendere. Entrare nel mondo della disabilità è un percorso che necessità di piu’ umiltà “.

 Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte placegrenet.fr
 
 

Autismo e lavoro: La sindrome di Asperger, una caratteristica molto richiesta

bill gates sindrome di AspergerLa sindrome di Asperger è stata a lungo considerata un ostacolo all’ armonioso sviluppo sociale di un bambino. Oggi, questo disturbo dello spettro autistico è diventata una particolarità molto richiesta nel mercato del lavoro.  Anche se viene ancora definita come autismo, Hans Asperger nel lontano 1944 defini’ i bambini con la sindrome di Asperger “piccoli professori” per via della loro capacità di concentrarsi su un unico interesse. Molti di loro che riescono ad incanalare questo dono diventano bambini prodigio.

Secondo Tony Attwood,  il massimo esperto mondiale della sindrome di Asperger, questo disturbo si potrebbe tradurre in “un modo diverso di pensare “, che ha trasformato l’Asperger in una caratteristica molto richiesta, soprattutto nel campo della tecnologia dove l’occhio per il dettaglio è molto apprezzato. Al registra Steven Spielberg hanno diagnosticato la sindrome di Asperger e gli esperti ipotizzano che Bill Gates ha caratteristiche associate a questo disturbo.

“La maggior parte dei grandi progressi nei campi delle scienze e dell’arte sono opera di persone Asperger, da Mozart a Einstein”, dichiara T. Attwood.

Le differenze che si notano tra l’autismo e la sindrome di Asperger sono che di solito non comporta un ritardo nel linguaggio e i sintomi dell’autismo sono meno gravi.

Questo disturbo rafforza le attitudini degli individui verso il linguaggio, la memoria e il livello di intelligenza, quindi i particolari interessi ristretti che a volte diventano ossessivi possono rendere le persone brillanti, come i prodigi conosciuti nel mondo.

Anche se l’origine della sindrome di Asperger resta ancora un mistero, i ricercatori suggeriscono che potrebbe essere collegata ai primi cambiamenti evolutivi nella struttura del cervello, che potrebbero innescare una migrazione anomala delle cellule embrionali durante la fase fetale, secondo il the National Institutes of Health.

La linea sottile tra la Sindrome e il Genio

Uno studio recente condotto su otto ragazzi prodigio, collega la loro genialità con la sindrome di Asperger  e dimostra come l’Asperger potrebbe diventare una caratteristica molto richiesta professionalmente parlando.

Tutti i ragazzi prodigio hanno memorie lavorative eccezionali e punteggi alti in tratti autistici come l’attenzione per il dettaglio.  Inoltre, i bambini intelligenti che diventano professionisti brillanti potrebbero avere qualche caratteristica genetica o abilità apprese che aiutano a mantenere la messa a fuoco senza soffrire dei sintomi che in genere accompagnano i disturbi dello spettro autistico.

Prodigi di oggi

Anche se non ci sono chiari risultati sui personaggi del passato che collegano i geni con la sindrome di Asperger, i ricercatori sostengono che Charles Darwin, Marie Curie e  Carl Sagen  fossero personaggi illustri colpiti da questo disturbo.

Altri prodigi che potrebbero avere questa sindrome sono  Gregory Smith, candidato per quattro volte al Premio Nobel per la Pace che sapeva leggere dall’età di due anni. Michael Kevin Kearney, 10 anni, il piu’ giovane laureato al mondo, Kim Ung-Yong assunto alla NASA da quando aveva sei anni e Saul Aaron Kripke, 10 anni professore ad Harvard.

La sindrome di Asperger è un disturbo misterioso che colpisce le abilità sociali e a volte puo’ innescare alienazione, ma i datori di lavoro che hanno assunto persone Asperger hanno dichiarato che sono altamente produttivi e di successo ed hanno delle caratteristiche molto richieste nel mercato del lavoro.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte:guardianlv.com

Fonti: CNN,The Week, The Sydney Morning Herald, Business Insider, TIME

Autismo: la giornata tipo di una donna Asperger

giornata aspergerFebbraio 2014 – Anche se questo articolo è presentato in tono umoristico, vivere con un disturbo dello spettro autistico non è molto divertente in sé. Non dobbiamo perdere di vista che l’autismo e le sue manifestazioni sono presenti in tutti i secondi della vita di un individuo, dalla sua infanzia fino all’età adulta.

Il lungo processo di accettazione fatto su di me, mi fa vedere le cose a volte in modo molto divertente rispetto al passato. Ma è importante rendersi conto che se alcuni elementi della giornata di un autistico, di seguito presentati possono assomigliare a quelli di una persona senza autismo, è il fattore dell’intensità che si impone. Intensità degli effetti ossessivi e paralizzanti degli ostacoli all’apparenza insignificanti da affrontare. E soprattutto, intensità emotiva e sensoriale che si manifesta dentro di noi incessantemente.

Quindi, ecco una piccola incursione nel quotidiano di una donna adulta autistica autonoma, da non prendere alla leggera.

La giornata tipo di un’ autistica asperger (aspie)

6:00 : Sveglia, doccia… indossare i vestititi selezionati il giorno prima. Perché tutto si adatti bene, lo devo analizzare con calma in anticipo. Se scelgo male l’abbigliamento saro’ stressata tutto il giorno : troppo vistoso ? Troppi bijoux ( adoro la gioielleria elaborata ) ?.  Trasmettero’ un messaggio sociale che non va ? So per esperienza che non indosso quasi mai la cosa giusta al momento giusto. Opto per il nero, è piu’ passe-partout.

7:42 : Non ho ancora finito. Ma perché diavolo ci metto cosi’ tanto tempo? Pettinatura maldestra e trucco fuori luogo, vestito lungo e disarticolato…mi perdo, quasi dimenticavo il deodorante o il resto… ho la sensazione che arrivero’ in ufficio con una sola lente a contatto.

8:30 : Inizio della giornata di lavoro. Devo ricordarmi di : salutare i miei colleghi quando li incrocio.  Con il viso impassibile e silenzioso fissandoli aspetto che mi salutino, ho provato, ma non mi sembra molto efficace. Pensa a sorridere, cerca di essere amichevole, chiudi la voce monotona dentro la cartella di lavoro, guardali negli occhi, abbastanza, ma non troppo.

8:35 : Verificare nell’agenda Outlook le priorità della giornata. Il mio capo mi affida un lavoro improvviso, è un inferno, ha scombussolato  la mia pianificazione. Non mi piace. Devo rimettere la lista in ordine, trovo letteralmente impossibile lavorare passando dal punto 4 al punto 1,  alla rinfusa. Tutto deve essere elencato e in sequenza. Devo rimettere tutto in ordine per non confondermi. Meno male che è tutto informatizzato. Non devo riscrivere niente, è sufficiente spostare il tutto con un clic di mouse.

10:27 : Passare davanti all’ufficio del mio capo. Mi chiede di allungare un corriere alla vice-direttrice. Veloce, e anche se ho un bisogno urgente di andare al bagno ritorno nel mio ufficio. Devo prendere nota di cio’ che mi ha detto per non dimenticare le direttive. Devo scegliere in quale ordine di priorità devo metterle nella lista. E quindi, devo riaggiornare la lista. Devo farmi un piano, almeno mentale dell’ordine delle azioni che servono per svolgere correttamente il mio compito. L’improvvisazione non è la mia migliore amica.

11:11 : L’ora del pranzo si avvicina. Lo stress e le farfalle nello stomaco incalzano. Dilemma : mangiare insieme ai colleghi e angosciarmi oppure mangiare da sola in ufficio e passare per una selvaggia e angosciarmi lo stesso ? Tutte e due le opzioni non mi piacciono.

12:00 : Scelta finale : mangiare insieme agli altri.  Non dimenticare di integrarti correttamente nella conversazione e cerca di mantenerla, come hai imparato attraverso tentativi ed errori. Soprattutto errori. Non interrompere, guardare le mie interlocutrici mantenendo un tono amichevole, usare un timbro di voce sfumato. I soggetti femminili proposti non mi interessano molto. A cosa servono queste conversazioni ? Ecco, ho ingoiato tutto in 8 minuti senza gustare niente. Ci sono stati dei silenzi e dei disagi dopo alcuni miei interventi… Perché ? Non riesco a capire cosa c’e’ di diverso in me nonostante tutti i miei sforzi per camuffarmi.

13:30 : Che fatica, ho voglia di dormire in ufficio. Durante il pranzo mi sono sforzata troppo. Il sociale, è piu’ stancante del mio lavoro. Devo decomprimermi. Il computer è piu’ rassicurante dei contatti sociali. Inoltre, mi chiedo come mai ci sono stati degli imbarazzi durante il pranzo, quando ho cercato di raccontarmi, come tutti gli altri. Mi sento terribilmente a disagio. E mi è venuta un po’ d’ansia…

13:37 :  Una mia collega mi racconta una barzelletta. Infine, è quello che pensa. Mi chiedo se devo ridere o insultarla. La sua presa in giro non mi piace… vuol dire che sono stupida ? La percezione delle intenzioni degli altri, non rientra nel mio autismo. In ogni caso, non sapendo come reagire, non faccio nulla. Questa mia impassibilità forse le da fastidio, perché percepisco un disagio ma non riesco ad analizzarlo. Altra angoscia che si accumula.

15:00 :  Negoziazione attiva con me stessa : terminare le commissioni a fine giornata oppure rimandarle al giorno dopo ? Ci sono cose che non possono aspettare, mi mancano le offerte speciali della settimana ! E’ peggio, sono ancora ossessionata dall’umorismo della mia collega cosi’ diverso dal mio. Ma che cosa potevo rispondere ? Il mio criceto interiore tira fuori la lingua alitando come un podista poco esperto. La mia batteria interna si sta esaurendo. Le forze mi stanno lasciando.

16:30 : Mi preparo per uscire dall’ufficio : nella borsa non trovo il portachiavi ! Non so perché mi faccio prendere dal panico subito quando una cosa non si trova nel solito posto. Eppure, dal 1979 non ho mai perso niente.

16:45 : Negozio di alimentari. Prima di scendere dalla macchina, devo rivedere mentalmente le mie azioni come un atleta olimpico prima di una competizione. L’ordine degli acquisti, corsia dopo corsia , fare una sequenza logica, Nella fretta, è difficile. Sento le voci  delle conversazioni sovrapposte. La canzone di Céline Dion si sente troppo forte, il mio carrello scricchiola, c’e’ troppa gente che si sposta in tutte le direzioni. Arrivo alla cassa esausta e destabilizzata. So di avere un’aria goffa mentre metto tutti gli articoli sul nastro scorrevole, di cui la metà mi sfugge di mano. La cassiera mi sorride e mi saluta. Codice sociale richiesto : rispondere e guadarla negli occhi. Attenzione : smettere di fissare tutti i codici a barre dei prodotti, perché mi sta guardando con aria interrogativa. Non dimenticare di riverificare per la seconda volta se ho messo la carta di credito nel portafoglio. Se non la trovero’ li la prossima volta, sarà il panico.

17:13 : Pieno di benzina: Rinegoziazione con me stessa per capire se sono in grado di aspettare fino a domani per fare benzina. Impossibile. Scelgo il distributore self-service  meno affollato e piu’ vicino a casa mia. Meno stimoli. Amo i self-service, non devo chiedere niente a nessuno e non sono tenuta a parlare con il pompista, dirgli quanti litri, quanti soldi. Parlare del tempo o altro. Oppure dargli una mancia senza sapere se è corretto oppure no, quanto e come. Mentre faccio rifornimento rivedo i passaggi delle mie azioni e penso alla pompa che magari è difettosa, al gas che fuoriesce, è puo’ darsi che  prendero’ fuoco perché per distrazione forse ho messo il diesel nel mio serbatoio. Un ragazzo appoggia rumorosamente l’erogatore, io salto ed emetto un gridolino.

17:23 : Lasciare la stazione di benzina, dopo aver riverificato per la seconda volta se  la carta di credito e nel portafoglio. Rivedere mentalmente il viaggio di ritorno : procedere nel viale, girare subito a sinistra, prendere il giusto ingresso dell’autostrada. Un conducente distratto rischia di venirmi addosso con la sua macchina.Sono sorpresa e destabilizzata. Lo sorveglio perchè dubito del suo modo di guidare. L’ansia arriva fino alle mie povere ossa. Ma perché le mie giornate devono essere cosi’ complesse ?

17:38 : Finalmente, arrivo a casa. Chiudo la porta dietro di me. Ufff… Ritorno silenziosa, autistica e nel mio mondo famigliare ! Verificare per quattro o cinque volte se la porta è chiusa bene, bloccata  in modo che la mia bolla diventi ermeticamente sigillata a tutte le intrusioni .

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: quebec.huffingtonpost.ca