L’autismo spiegato ai non autistici

E’ perchè il cervello autistico tratta una sola informazione alla volta che ogni giorno, quando Valmond 15 anni ritorna da scuola, sua mamma, Kim Thúy, rimane un po’ in disparte, in silenzio e immobile, mentre si toglie cappotto e stivali.

Spiega Kim Thúy, “ Prima, lo aspettavo sul marciapiede e appena scendeva dall’autobus gli dicevo: “ Buongiorno Valmond ! Come va ? Come hai passato la giornata ? “ , lo abbracciavo, lo baciavo e continuavo a parlare “. Valmond di solito mi evitava e si rifugiava in salone. “ Si nascondeva da me “ , dice la mamma del giovane ragazzo.

Per Brigitte Harrisson, autistica e specialista in autismo , la reazione dell’adolescente davanti all’entusiasmo e l’amore della madre era abbastanza prevedibile.

“ Quando il cervello di Valmond riceve troppe informazioni, non puo’ gestire tutto nello stesso tempo. Il cervello autistico tratta un’informazione alla volta. Una persona autistica spesso si sente aggredita, non c’e’ un vero aggressore, ma si sentono aggrediti “ spiega Brigitte Harrisson.

“ Oggi, ritorna da scuola, io resto tranquilla e aspetto di vedere cosa fa Valmond. Avrà fame subito ? Se ha fame andrà verso il frigo “, racconta Kim Thúy. E sottolinea che prima suo figlio non sapeva nemmeno di essere affamato quando sentiva un malessere allo stomaco ”.

Secondo Kim Thúy, se Valmond oggi comprende e riesci a farsi comprendere, è grazie al lavoro di Brigitte Harrisson e Lise St-Charles, entrambe specialiste in autismo. L’approccio insegnato dalle due quebecchesi ha permesso a Valmond di adattarsi.

Con l’aiuto del linguaggio Saccade, uno strumento di comunicazione sviluppato per gli autistici dalle due specialiste, Valmond puo’ decifrare il disagio allo stomaco che significa “ fame ”. Anche se Valmond non parla, puo’ spiegare alla madre che preferisce, per esempio, il riso piu’ condito. “ Ora, è in grado di chiedere piu’ sugo quando vede che il riso non ha il colore giusto. Prima, non avrebbe mai mangiato il riso, Valmond avrebbe rifiutato il piatto perchè il riso non era del colore giusto e noi non avremmo mai saputo il perchè. E’ pazzesco, ma cio’ è successo ”, spiega Kim Thúy.

Spiegare meglio l’autismo

La missione di Brigitte e Lise è quella di spiegare meglio l’autismo ai neofiti. Il loro libro “ L’autismo spiegato ai non autistici “, realizzato in collaborazione con Kim Thúy, invita la popolazione neurotipica a vedere la vita dal punto di vista di una persona autistica. “ Anche se si parla di autismo da piu’ di 70 anni, c’e’ ancora molta ignoranza e circolano falsi miti “, afferma Lise St-Charles.

“ Gli autistici non hanno lo stesso paio di occhiali all’interno. Le persone devono impararlo. Se cambiamo il nostro atteggiamento possiamo aiutare gli autistici a svilupparsi “, dice Brigitte Harrisson.

“ Una volta compreso il cervello di un autistico saremo in grado di vedere come “vede “. Ora Kim Thúy ha capito perchè Valmond era spesso preso dal panico quando tornava da scuola.

Il linguaggio Saccade

Brigitte Harrisson e Lise St-Charles credono che il linguaggio Saccade permetta di stabilire un ponte, un collegamento tra l’autistico e il neurotipico. “ Quando si stabilisce un linguaggio , è incredibile quello che puo’ accadere tra le persone neurotipiche e le persone autistiche” , sottolinea Brigitte Harrisson. Il linguaggio Saccade è una “ sorta di codice scritto, molto grafico, con schemi “. Lo trasferiamo alle persone autistiche gradualmente, osserva. “ Questo linguaggio concettuale non è solo per bambini piccoli o persone autistiche che non parlano. Potrà essere usato da ingegneri con disturbo dello spettro autistico oppure da settantenni, non c’e’ un età per l’utilizzo “, spiega Lise St-Charles.

“ Grazie a questo linguaggio concettuale, se Valmond ha bisogno di qualche cosa, sa che puo’ chiedere in un modo o nell’altro “ dice Kim Thúy. “ Prima, era molto ansioso, adesso è piu’ tranquillo e calmo. Sa, di essere capito. Queste sono le piccole cose che fanno la differenza, aggiunge. Valmond è felice, e cio’ che vuole un genitore, è rendere felice il suo bambino “ .

Tradotto e riadatto da Mondo Aspie, fonte: ici.radio-canada.ca

L’ intelligenza autistica

Ai giorni nostri, l’intelligenza autistica è ancora sottovalutata. Ritardo mentale e autismo sono ampiamente associati nella società in generale come se tutti e due coesistessero quasi simultaneamente.

Le prime conclusioni sulle misure dell’intelligenza autistica riportavano una proporzione del 75% costituita da autistici con deficit intellettivo (QI inferiore a 70). Oggi, ufficialmente, questa cifra è stimata intorno al 15%. Una cifra ufficiale che rimane superiore al tasso di disabilità intellettiva della popolazione generale che è circa il 3%.

Sebbene la proporzione degli autistici con diagnosi di ritardo mentale sia diminuita significativamente, la cifra sembrerebbe ancora sbagliata. Secondo le ricerche di Laurent Mottron , possiamo distinguere quattro profili autistici secondo il linguaggio:

  • Gli autistici denominati Asperger con un sovrasviluppo del linguaggio (10%)
  •  Gli autistici con un ritardo nello sviluppo del linguaggio (30-40%)
  • Gli autistici con uno sviluppo del linguaggio associato a disfasia, disprassia, aprassia, etc. (20%)
  •  Gli autistici non verbali (10%)

 

Il 15% restante sarebbe rappresentato da autistici sindromici il cui linguaggio è tardivo e semplificato. Questi “autistici “ hanno nella maggior parte dei casi, deficit intellettivi. La rilevanza di questa categoria nell’autismo è fortemente messa in discussione. A prima vista, queste persone hanno una sindrome di origine genetica o meno : X fragile, sclerosi tuberosa, sindrome di Rett, sindrome di Cowden, sindrome di Angelman, sindrome di Timotty, malattie rare. Queste sindromi possono portare a comportamenti osservabili simili all’autismo prototipico, ma in realtà, non hanno niente a che vedere con il funzionamento interno del pensiero autistico. Queste due categorie, si oppongono a piu’ criteri cosi’ tanto che non dovremmo piu’ riunirli sotto lo stesso termine: autismo. Tuttavia, autistici prototipici e autistici sindromici non sono attualmente differenziati al momento della diagnosi e questo genera un’ enorme confusione e incomprensioni.

Inoltre, misurare questa particolare intelligenza autistica risulta una grande sfida. Il cervello degli autistici funziona diversamente e il modo in cui vengono trattate le informazioni è unico. Gli strumenti per misurare l’intelligenza autistica spesso non sono adatti per questa distinta neurologia. I test di intelligenza standard non tengono conto dello sviluppo cognitivo, della comunicazione, della memoria, della percezione, dell’autismo atipico. Il sovrafunzionamento percettivo degli autistici è la base dell’intelligenza autistica. Il trattamento dell’informazione è completamente diverso da quello delle persone non autistiche. Possiamo notare questa elaborazione dell’informazione percettiva durante la giovane età, quando il bambino sviluppa degli interessi specifici.

Per misurare l’intelligenza degli autistici, bisognerebbe utilizzare test percettivi, come le matrici progressive di Raven, un test interamente logico che non richiede alcuna istruzione. A volte, è addirittura necessario adeguare i test di intelligenza, come dimostra Isabelle Soulières. Alcune persone autistiche non sono in grado di indicare una scelta per la risposta. Per questa ragione, la neuropsicologa ha adattato i test delle matrici progressive di Raven in modo da renderlo una specie di enigma. Le sue ricerche hanno dimostrato che, il 65% degli autistici che hanno fatto il test di Raven considerati come ritardati mentali hanno capacità di soluzioni dei problemi simili agli allievi non autistici di una classe regolare. In combinazione con i test percettivi, i risultati sono rafforzati.

Quando bambini autistici che si pensa abbiano un deficit intellettivo eseguono apprendimenti sorprendenti, spettacolari, definiamo questi eventi come “ prodezze inspiegabili “. Eppure, queste abilità isolate, all’apparenza, fanno parte della vera intelligenza che è stata sottoutilizzata e sottovalutata. Quando non siamo in grado di stabilire una comunicazione con il bambino autistico, è, in molti casi considerato come disabile intelletivo. Lo stesso quando un bambino autistico è considerato come “ severo “ ( precedentemente chiamato a basso funzionamento o pesante ). I cosidetti bambini “gravemente autistici “ hanno un reale potenziale intellettivo, anche se hanno ottenuto punteggi molto bassi sui test di intelligenza tradizionali.

E anche, non esiste alcuna correlazione tra lo sviluppo del linguaggio e l’intelligenza, ne esiste correlazione tra “ autismo severo “ e ritardo mentale. Non si dovrebbe mai rinunciare all’idea di far seguire un insegnamento accademico a un autistico etichettato con disabilità intellettiva, e andando oltre, è meglio presumere che il bambino sia intelligente, invece del contrario. Questa grande confusione nella comprensione dell’autismo in questo settore comporta notevoli difficoltà nello sfruttare il potenziale delle persone autistiche.

La disabilità intellettiva non è piu’ frequente nelle persone autistiche rispetto a quelle non autistiche. Le capacità intellettive degli autistici sono variabili e in proporzione molto simili, come nei non-autistici. L’autismo, la condizione neurologica, non influisce sulle facoltà intellettive.

Tradotto e riadattato da Mondo aspie

Fonti:

L’intervento precoce nei bambini autistici. Nuovi prinicipi per supportare un’altra intelligenza, Laurent Mottron ( Mardaga, 2016 )

asdi-org.ca , aqnp.ca, quebec.huffingtonpost.ca

La rivincita degli autistici

Autismo lavoroMichaël Châteauneuf è impiegato presso il ministero delle Finanze, è informatico, e gli hanno assegnato un compito da eseguire sul computer centrale, tempo stimato, un mese di lavoro.

Lo ha completato in una settimana. Si sono basati, per il calcolo, sul tempo che avrebbe impiegato una persona normale. Michaël non è “ normale “, è un autistico Asperger. Il suo cervello ha una capacità di concentrazione e analisi fuori dal comune, prende scorciatoie note solo a lui.

Gli abbiamo fatto fare un esercizio di programmazione per “ metterlo in pista “, doveva consegnare un algoritmo per prevedere le date future della Pasqua. “ Il suo modello funzionava al 100%, mentre quello del suo supervisore, a partire da una certa data, non era piu’ affidabile “.

Peccato, non avergli affidato il dossier salute informatizzata, che ha inghiottito oltre 2 miliardi in 25 anni.

Michaël ha 31 anni, sa di essere autistico da una decina , “ mia madre ha sospettato qualcosa mentre stavamo guardando il programma “ La rivincita dei Nerds “, nel 2006 . Parlavano di autismo, ed ha avuto una rivelazione. Mi ha detto: “ Sembri tu “ io gli ho risposto: “ bene, andiamo ! “ .

La diagnosi è arrivata due anni dopo a causa “ della lunga lista di attesa…” . Michaël è “ autistico ad alto funzionamento con intelligenza superiore “.

Uno dei denominatori comuni delle persone autistiche è quello di avere degli “ interessi specifici “, alle volte al limite dell’ossessione. Michaël ne ha almeno due, “ i dragoni e l’informatica “, ha avuto il suo primo colpo di fulmine con l’Atari ST. Ha seguito, alla scuola secondaria, il suo primo corso di programmazione.

Ha studiato multimedia al College Mérici, progettazione di videogiochi al Campus Ubisoft a Montreal , programmazione di videogiochi al Cégep Garneau e due anni di informatica presso il Cégep de Sainte-Foy.

E poi ? Niente. Nonostante i suoi diplomi, Michaël ha avuto tutto le miserie del mondo per trovare un lavoro, fino a quando non è arrivato al Ministero delle Finanze, prima nella sicurezza informatica, poi nello sviluppo. “ Amo fare le cose, quando me le spiegano chiaramente, siamo delle macchine per lavorare “.

Ma Michaël non avrebbe mai potuto lavorare, l’80% degli Asperger è disocuppato. Anche se hanno il diploma e le competenze, sono “ catastrofici “ durante i colloqui di lavoro. Manifestano dei tic e si “ fissano “ sui dettagli. E proprio perchè si fissano sui dettagli che sono migliori delle persone “ normali “.

Microsoft l’ha capito, la società recluta autistici perchè sono piu’ efficienti, rapidi e piu’ concentrati. Altre aziende nella Silicon Valley hanno seguito l’esempio.

Se i codici informatici non hanno segreti per Michaël, i codici sociali, a volte, sono simili al cinese.

Quando ero piccolo, nei lavori di squadra, spesso restavo da solo. Non sapevo come affrontare le persone e come interagire con loro “.

Ha fatto pratica, e adesso va meglio. “ La diagnosi mi ha aiutato a capire cosa non andava “. E allora mi sono detto: “ Se questi sono i miei problemi, intendo lavorarci sopra, e ho preso il comando della mia vita “.

Michaël non sarebbe riuscito ad arrivare dove è adesso senza aiuti durante il suo percorso. Prima i genitori, poi dei consiglieri e dirigenti scolastici. Anche un’ organizzazione, ÉquiTravail, che lo ha aiutato a trovare lavoro.

Per questa intervista Michaël aveva preparato la storia della sua carriera in due pagine, i suoi studi, i suoi fallimenti, i suoi successi. Il testo finiva cosi’: “Se dovessi dare un consiglio alle persone autistiche che cercano un lavoro, gli direi di non mollare mai e di cercare tutto l’aiuto che possono ottenere. Spetta ai datori di lavoro e alle aziende aprirsi alle persone autistiche e alle loro capacità per dargli la chance di realizzare la loro vita “.

Sogna il giorno in cui potrà leggere nelle offerte di lavoro: “ autismo, una risorsa “. 

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Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: lapresse.ca

Donna vigile del fuoco Asperger sensibilizza i colleghi sull’autismo

courtney-mills donna pompiere Asperger

Courtney Mills, ha 21 anni, è donna vigile del fuoco volontaria a Truro, in Nuova Scozia ( provincia del Canada ). Ha la sindrome di Asperger, una condizione inclusa nei disturbi dello spettro autistico. Courtney spera di risvegliare la consapevolezza dei vigili del fuoco alla realtà delle persone autistiche.

Questa sindrome è caratterizzata da difficoltà nelle interazioni sociali. Courtney ritiene che ci sia una tecnica particolare da preferire quando si tratta di intervenire e le persone coinvolte sono autistiche.

Alcuni vigili del fuoco non sanno come comportarsi quando incontrano persone come me e potrebbero avere un approccio che puo’ sembrare duro “ spiega la giovane donna.

Courtney, ha iniziato a presentare l’autismo nelle stazioni dei vigili del fuoco. Propone tecniche di intervento per interagire meglio con le persone autistiche. Courtney ha creato un kit di intervento specializzato. Le persone con autismo sono conosciute per non amare il contatto fisico o per avere difficoltà a esprimersi verbalmente, per questo motivo il kit comprende dei pittogrammi. Spera che questo equipaggiamento renderà piu’ semplice la comunicazione tra i pompieri e le persone autistiche.

Ha sviluppato una scala di gradazione del dolore illustrata tramite pittogrammi. Per esempio “ si puo’ indicare una parte del corpo e trovare quale viso rappresenta meglio il dolore “ .

Courtney ricorda, che le persone con autismo hanno la tendenza a rifugiarsi in luoghi dove si sentono al sicuro. La giovane donna, invita dunque i pompieri alla massima vigilanza e a ricontrollare bene le case incendiate per assicurarsi che nessuno si sia nascosto. “ Bisogna affrontare la situazione in modo diverso.. precisa, e questo potrebbe costringere i pompieri a guardare in luoghi dove normalmente non lo farebbero “.

Il capitano Rober Carter, afferma di sentirsi piu’ utile dopo la presentazione di Courtney Mills . “ Credo sia molto importante imparare ad interagire con una persona autistica per fare in modo che non abbia paura di noi “

Dall’inizio dell’anno, Courtney ha presentato l’autismo e il suo kit in 20 caserme dei vigili del fuoco della Nuova Scozia.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte ici.radio-canada.ca

Autismo: bambini autistici. rompono l’isolamento con i blocchi LEGO

lego-bambini-autisticiI bambini autistici sono spesso attirati dai LEGO, che richiedono una struttura, un piano e un assemblaggio a tappe. Il design dei mattoncini è imperniato sull’ergonomia, affinché siano utilizzabili intuitivamente da chiunque senza l’ausilio di istruzioni. I Lego, fanno parte di un ” sistema ” Ogni nuova serie o scatola è compatibile con il resto del sistema; ciascun pezzo, indipendentemente dalle sue dimensioni, forma o funzione, si incastra con la maggioranza degli altri LEGO.

Il club LEGO è nato grazie all’ Organizzazione Autismo dell’Est del Quebec (ADEQ) a Rimouski. Una bella occasione per i bambini, ma anche per i genitori che possono incontrarsi, confrontarsi e scambiarsi idee. Nel seminterrato della Biblioteca Lisette-Morin, quindici bambini con disturbo dello spettro autistico si sono riuniti intorno ad un grande tavolo per dedicarsi ad un gioco che li appassiona in modo particolare: i blocchi LEGO.  ” Il nuovo club LEGO è un occasione d’oro per questi giovani autistici perchè possono giocare insieme. Le forme di dialogo sono difficili “,  dice Julie Sirois , mamma del piccolo Lohan ideatrice del club. ” L’importante sono i tentativi di comunicazione come ad esempio – Voglio quel LEGO la, me lo puoi prestare ?  – “.

” Per i genitori invece rappresenta un bisogno di scambio importante, non ci sono molte occasioni d’incontro per le famiglie e i loro bambini con autismo per discutere del quotidiano.  Alle volte è solo per scaricarsi e dirsi mi fa bene parlare con qualcuno che vive le stesse problematiche, aiuta molto “, spiega Julie Sirois.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: ici.radio-canada.ca

Autismo: scopre di essere autistico a 40 anni

stephane” Mi batto per i bambini autistici e per il rispetto della loro diversità “, spiega  Stéphane Blackburn, che ha scoperto di essere autistico a 40 anni, quando suo figlio piu’ giovane è stato diagnosticato.

” Sono sempre stato ansioso, impulsivo e mal adattato all’ambiente. Da giovane ho iniziato ad avere delle crisi. A scuola avevo voti eccezionali e l’orecchio assoluto. Prima, la mia vita era complicata. Nonostante il mio aspetto normale, non riuscivo ad adattarmi sul posto di lavoro. Pensavano fossi distratto, collerico ” ha confidato giovedi’ Stéphane Blackburn, all’apertura del primo Forum quebecchese sui disturbi dello spettro autistico, che si svolge a Quebec sotto l’egida del ministero della Salute e dei Servizi sociali.

Profonda introspezione

La conoscenza della sua condizione ha trasformato la vita di questo professore di filosofia al Cégep di Thetford Mines. ” La consapevolezza mi ha permesso di ricostruirmi, di fare una profonda introspezione e di trovare il mio equilibrio e la mia serenità ” , spiega.

Suo figlio piu’ giovane, Olivier, aveva crisi quotidiane,  ritardi psicomotori e disturbi del linguaggio. L’altro figlio, François, aveva una goffaggine che i medici hanno associato a un disturbo dello spettro autistico.

” Io e mia moglie non ci siamo arresi . E abbiamo fatto bene, perchè, oggi i nostri figli sono molto felici. Le persone con autismo sono tante ma molte non vengono diagnosticate “, sottolinea Blackburn.

Fenomeno in crescita

” Si stima che una persona su 94 in Canada ha un disturbo dello spettro autistico, circa 80 000 in Quebec. ” dobbiamo rimanere uniti. Il fenomeno è in crescita in tutto il mondo. I disturbi dello spettro autistico presentano complessità variabili,  e severità diverse da una persona all’altra. Persone che hanno una vasta gamma di esigenze e bisogni diversi.  I dibattiti durante il forum permetteranno di determinare quali sono le priorità “, ha detto la ministra  Lucie Charlebois, promotrice dell’evento.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie , fonte: Journaldequebec.com

Autismo e lavoro: Anthony, un Asperger molto performante

asperger e lavoroDicembre 2014 – Dietro il bancone, Anthony conosce la sua routine e sa perfettamente come rendere un servizio unico ed efficace a tutti i clienti che passano dal reparto carni del Mercato Saint-Sulpice. Non stupisce che questo valoroso lavoratore abbia recentemente ottenuto il titolo di nuovo socio del Premio Peter-Zwack 2014, assegnato dalla Federazione Quebecchese dell’autismo. Anthony ha 20 anni, vive con la sindrome di Asperger, una leggera disfasia e un disturbo dell’attenzione. Questo non gli ha impedito di essere assunto al Mercato Saint-Sulpice, dove lavora da due anni. Affiancato dai suoi due capi e tutti i colleghi, Anthony ha dovuto superare diversi livelli lavorativi prima di arrivare alla posizione che occupa. Il giovane uomo ha seguito un corso di formazione per diventare macellaio prima di essere inserito come apprendista presso Super C dove sfortunatamente non ha ottenuto il posto di lavoro alla fine del programma. La madre di Anthony ha allora inoltrato una domanda all’ Essor II, un’azienda che si rivolge specificatamente alle persone con limitazioni fisiche, intellettuali o psicologiche, che sono alla ricerca di un lavoro e a datori di lavoro che hanno mansioni da offrire. ” Durante il mio contatto con l’impresa, avevo depositato la mia candidatura anche  su Emploi-Québec. Ho ricevuto la chiamata dal mercato poco dopo. Mio padre e mio nonno erano macellai, quindi la macelleria è un ambiente che mi ha sempre interessato”, racconta Anthony. Questo spiega anche le mansioni che gli sono state affidate. ” Devo tagliare la carne i  base alle richieste dei clienti, tenere in ordine il bancone e assicurarmi che gli espositori siano pieni e non rimangano vuoti durante i periodi di approvvigionamento, senza dimenticare la pulizia dell’area “, aggiunge. Adriana Dudas, comproprietaria del Mercato Saint-Sulpice, conferma l’evoluzione positiva di Anthony da quando ha iniziato a lavorare. La madre di Anthony ci ha contattato qualche giorno prima del colloquio di lavoro e ci ha chiesto se eravamo a conoscenza della sindrome di Asperger. Tutto è andato bene e noi avevamo bisogno di qualcuno, e quindi ci siamo detti perché no ? Il 31 maggio scorso, nell’ambito della settima Quebbechese delle persone disabili, la Federazione dell’autismo del Québec, in omaggio a uomo che credeva fermamente nell’integrazione delle persone autistiche nel mondo del lavoro, ha assegnato al Mercato Saint-Sulpice e a Anthony il Premio Peter-Zwack 2014. ” E’ stata una splendida serata. E abbiamo avuto modo di incontrare persone che lavorano da anni nell’associazione e datori di lavoro che hanno assunto persone con autismo. E’ un grande  onore che non ci aspettavamo aver ricevuto questo premio prestigioso ” ammette Stéphane Beaulieu, comproprietario del Mercato Saint-Sulpice. Nonostante Anthony e i proprietari abbiano lavorato positivamente in questi mesi, alcuni clienti si sono mostrati prevenuti quando il giovane macellaio è arrivato dietro il bancone. ” Molti clienti abituali continuano a venire da noi, ma non nascondiamo il fatto che alcuni hanno espresso commenti negativi. Il nostro compito è quello di spiegare la situazione alle persone in modo che comprendano la sua integrazione nel nostro gruppo “, conclude Stéphane. Tradotto e riadattato dal francese da Mondo Aspie, fonte Hebdorivenord.com