Autismo talenti: Anthony Dolbec, cantare e ballare con la sindrome di Asperger

anthony dolbec sindrome di aspergerLa compagnia Maï(g)wenn e les Orteils è un gruppo di danza e giga contemporanea( ballo ad andamento veloce in tempo ternario ) composto da artisti professionisti diversi ed emarginati ( sindrome di Williams, sindrome di Asperger ). L’essere umano è al centro di ogni creazione, e questa compagnia cerca di avvicinarsi al pubblico proponendo opere vere e delicate, cercando di portare sulla scena vita e autenticità.

Anthony non ama la parola “handicappato” che viene utilizzata per descrivere la sua singolarità: l’autismo. ” Quando mi assumono non voglio essere un autistico di servizio. Voglio che mi assumano per quello che sono e non per quello che ho. Anthony, ha la sindrome di Asperger, che non influisce sullo sviluppo cognitivo ma comporta dei deficit nella comunicazione, nell’interazione sociale e percezioni alterate del linguaggio non verbale e delle regole sociali . Anthony ha un’inclinazione verso la musica metal e il rock gotico, e in questi giorni sta cercando di formare un gruppo di musicisti e vorrebbe cantare da solista. Ha già scritto due canzoni: ” Eclipse ” e ” Not a Slave ” , e in inglese ?  ” Mi dispiace per i sovranisti, se potessi imparerei 10 lingue” . Anthony non solo canta e balla, ma suona anche !. ” Le emozioni non mi escono facilmente. Faccio fatica ad esternarle e ancora di piu’ a riconoscerle ” . Mi devo sforzare molto per aprirmi agli altri. Sforzi ricompensati: Anthony da qualche settimana ha una fidanzatina.

Premio per l’integrazione professionale degli adulti autistici

Il premio Peter-Zwack 2013 è stato attribuito a Anthony Dolbec, giovane Asperger, membro della compagnia  Mai(g)wenn et les Orteils, creata nel 2008. Anthony, artista talentuoso e poliedrico ha contribuito a sviluppare il contenuto della piu’ recente  creazione della compagnia, Six pieds sur terre, affrontando il quotidiano a modo suo. Ad ogni rappresentazione, gli interpreti sono stati accolti calorosamente dalla critica e dalla comunità del mondo della danza. Questo progetto sarebbe stato irrealizzabile senza la volontà della signora Maigwenn Desbois  convinta della ricchezza creativa della compagnia che ha creato che risiede nella singolarità degli artisti che la compongono.

Qui il video di presentazione: http://vimeo.com/79262454

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, Fonti: Federazione Quebecchese dell’Autismo e l’Actualité.com

Autismo: Una ricercatrice, autistica e autodidatta, riceve una laurea honoris causa

michelle dawson autismoL’Università di Montreal, ha assegnato, lunedi’ 17 giugno, “un dottorato honoris causa alla ricercatrice Michelle Dawson, autistica e autodidatta, per i suoi lavori scientifici ed etici sull’autismo, il cui impatto è stato significativo ed ha contribuito a cambiare lo stato e la comprensione dell’autismo nel mondo “, riporta il comunicato dell’Università di Montreal.
” Attualmente, Michelle è una ricercatrice volontaria senza affiliazione accademica del Gruppo di ricerca in neuroscience cognitive all’Università di Montreal, prima lavorava come postina presso le poste canadesi, ma dopo 15 anni la sua carriera lavorativa è terminata a causa di un litigio con il suo datore di lavoro per via della diagnosi di autismo. Successivamente, il professore di psichiatria Laurent Mottron, esperto di autismo di fama internazionale le ha chiesto di unirsi al suo team di ricercatori, e Michelle all’età di 42 anni ha accettato”.
” E’dotata di un estrema capacità di assorbire e memorizzare l’informazione – per esempio, è in grado di citare migliaia di riferimenti provenienti dal suo database e di conoscere con precisione il contenuto – questo la rende una delle ricercatrici piu’ documentate nel mondo sull’autismo, racconta Laurent Mottron. L’ammiro per la sua critica onesta e virulenta se necessaria, mai compiacente. L’imparzialità di Michelle e il suo senso acuto di perfezione hanno contribuito in modo significativo a migliorare la qualità dei risultati della ricerca e la loro interpretazione “.
Questo premio è la testimonianza dell’apertura del mondo accademico verso il riconoscimento di un’altra forma di intelligenza.
Il blog di Michelle Dawson
Il link del laboratorio di neuroscienze cognitive di Montreal
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Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte Psychomedia.qc.ca del 18/06/2013

Canada: 17 bambini morti durante il trattamento con antipsicotici di seconda generazione

risperidal bambini mortiMorti sospette: antipsicotici sotto accusa. 17 bambini canadesi sono morti durante il trattamento con alcuni farmaci antipsicotici di seconda generazione e altri 73 hanno avuto problemi cardio-metabolici. Santé Canada conferma queste cifre, ma senza alcuna raccomandazione particolare, salvo quella di ricordare ai medici di utilizzare il giudizio.
Sei medicinali di seconda generazione sono sotto accusa: Clozapina, Risperidone, Olanzapina (Zyprexa), Quetiapina (Seroquel), Aripiprazolo (Abilify) e Paliperidone. Di questi, solo l’utilizzo dell’Abilify è approvato nei giovani con meno di 18 anni per il trattamento della schizofrenia o del disturbo bipolare.
I dati raccolti sui decessi e i problemi cardio-metabolici sono stati recensiti prima del 31 dicembre 2012.

Nonostante la notizia, apparsa la settimana scorsa in lingua inglese in Canada sia stata confermata, Santé Canada afferma che non è possibile determinare con precisione se gli effetti indesiderati siano collegati all’utilizzo di questi farmaci oppure se gli incidenti non sarebbero piuttosto stati causati dall’assunzione di altri medicinali o dallo stato di salute di alcuni di questi giovani.
L’Associazione degli psichiatri di Quebec non si espressa con la stampa sulla questione.
Delle prescrizioni a lungo termine
Il Dr Joel Paris, professore di psichiatria dell’Università McGill, si è detto molto preoccupato del fatto che questi psicofarmaci vengano prescritti a dei “giovani bambini” per periodi molto lunghi durante il loro sviluppo.

Biasima l’industria farmaceutica e i suoi rappresentanti, “i medici ascoltano i consigli piuttosto che chiedere agli esperti”.
Tuttavia, anche gli esperti non sarebbero del tutto affidabili, alcuni ” incoraggiano molto queste pratiche perchè ricevono soldi dalle industrie farmaceutiche”, denuncia il Dr Paris.
“Credo che Santé Canada debba lanciare degli avvertimenti sull’utilizzo di queste pratiche, aggiunge il Dr Paris. Alcuni problemi comportamentali preoccupano i genitori, che pero’ devono sapere che esistono delle soluzioni alternative, come la psicoeducazione”.

Nel Quebec è impossibile stabilire quanti antipsicotici di seconda generazione vengono prescritti, ma sappiamo che le somministrazioni di questi farmaci ai bambini sono aumentate.
Secondo i dati della Régie de l’assurance maladie del Quebec, il numero di ricette di prescrizione di antipsicotici è aumentato in maniera esponenziale per i bambini dai 10 ai 14 anni e quelli dai 15 ai 18 anni. Nel primo gruppo, il numero è raddoppiato tra il 2005 e il 2012 (da 20837 a 40701 ricette); ed è quasi triplicato per i ragazzi dai 15 ai 18 anni (da 18421 a 51928 ricette).
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Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte Lapresse.ca 23 maggio 2013

Autismo ricerca: La magnetoencefalografia permette di rilevare l’autismo con una precisione del 94%

magnetoencefalografia  autismo precisione diagnosi ricercaRicerca pubblicata su PLoS ONE il 17/04/2013

La magnetoencefalografia ( MEG ) è una tecnica poco conosciuta di imaging funzionale utilizzata nella neurologia, che si basa sulla misurazione dei campi magnetici prodotti dall’attività elettromagnetica dell’encefalo, che secondo l’equipe della Case Western Reserve University School of Medicine e dell’Università di Toronto permetterebbe di confermare la diagnosi di autismo nel bambino con una precisione del 94%.

Analizzando la connettività tra le diverse aree del cervello in 19 bambini di cui 9 con autismo, i ricercatori hanno riscontrato che le interazioni cerebrali a riposo erano significativamente diverse nel gruppo di bambini autistici in rapporto al gruppo di controllo. Per il Dr Roberto Fernandez Galan, co-autore: ” Questa scoperta apre la strada a strumenti quantitativi che completano gli strumenti diagnostici esistenti per l’autismo basati sui test comportamentali “.

Sapere ” Chi controlla cosa “. Le connessioni erano maggiori tra le regioni frontali e occipitali nel gruppo di autistici con un flusso asimmetrico d’informazione verso la regione frontale,  rispetto a quelle dei bambini appartenenti al gruppo di controllo. In questo modo potrebbe essere possibile identificare eventuali “anomalie” nel cervello di chi soffre di questo disturbo, riuscendo a diversificare le differenze di attività cerebrale e quindi rendendo più precise le diagnosi.

“La domanda non è solamente quella di sapere chi è connesso con cosa, ma piuttosto chi controlla cosa”, commenta il ricercatore canadese. In piu’, il loro approccio ha permesso di misurare il rumore di fondo o gli impulsi spontanei del cervello a riposo. La mappatura ha rilevato che ci sono piu’ complessità nel gruppo osservato. Ed è proprio questo criterio che si è rivelato discriminate e piu’ affidabile rispetto alla connettività funzionale sola.

Tradotto  e riadattato da Mondo Aspie, Fonte Lequotidiendumedecin.fr

Autismo Ricerca: L’intelligenza dei bambini autistici viene spesso sottovalutata

Due test di percezione usati da Isabelle Soulières. Nel primo, l'obbiettivo è trovare nel disegno delle forme che sembrano una casa. Nel secondo, l'allievo deve trovare il piu' rapidamente possibile la X rossa.
Due test di percezione usati da Isabelle Soulières. Nel primo, l’obbiettivo è trovare nel disegno delle forme che sembrano una casa. Nel secondo, l’allievo deve trovare il piu’ rapidamente possibile la X rossa.

02/03/2013 -I ricercatori della neuropsicologa Isabelle Soulières hanno dimostrato che i bambini autistici sono spesso intellettualmente sottostimati.Quando pensiamo all’autismo, pensiamo al personaggio incarnato da Dustin Hoffman nel film Rain Man, a delle persone che hanno competenze in un settore specifico – matematica, musica oppure le statistiche del baseball – che oltrepassano ogni comprensione. In breve, nell’immaginario collettivo gli autistici hanno spesso delle capacità sovrastimate e abilità sovrumane. Nell’insegnamento la tendenza s’inverte. Nei casi piu’ gravi – 30% dei bambini autistici, alle volte incapaci di comunicare in alcun modo – vengono considerati come dei ritardati mentali. Per Isabelle Soulières, professoressa al Dipartimento di psicologia, i bambini con forme di autismo grave sono intellettualmente sottostimati. ” All’apparenza, questi bambini hanno un livello molto basso, spiega la neuropsicologa, ma non bisogna abbandonare l’idea di far loro apprendere degli insegnamenti accademici “. Questa è la conclusione di uno studio effettuato su una trentina di allievi dai 6 ai 12 anni provenienti da due scuole specializzate nell’insegnamento agli autistici con grosse difficoltà di adattamento. Tutti i bambini selezionati erano considerati sulla base dei test tradizionali come dei ritardati mentali e non parlavano oppure comunicavano poco. ” Spesso, veniamo incolpati di scegliere degli autistici tra i piu’ dotati per dimostrare che sono in  grado di svolgere compiti complessi, sottolinea. Questa volta abbiamo fatto il contrario”.

Valutare l’intelligenza

Valutare l’intelligenza dei bambini autistici non è un obbiettivo facile da realizzare . Poichè diversi autistici a basso funzionamento non comunicano verbalmente, una parte dei test è stata scartata. Il test selezionato, delle matrici progressive di Raven, è stato elaborato per delle persone cresciute in un contesto culturale differente. Questo test  consiste nel trovare tra le opzioni le risposte che completano la sequenza di forme geometriche presentate. Il tutto è assolutamente logico e non richiede nessuna istruzione.

Problema risolto ? Niente di piu’ falso. Molti bambini autistici, per delle ragioni che ignoriamo, non sono in grado di puntare le opzioni di risposta. Isabelle Soulières ha quindi modificato questo test ed ha creato una specie di puzzle dove bisognava inserire un pezzo dentro un buco. ” E ancora una volta, abbiamo avuto dei problemi, perchè i bambini erano superallenati ad utilizzare tutti i pezzi, quindi tutte le nostre opzioni di risposta per completare il puzzle. Abbiamo dovuto mostrare loro che potevano utilizzare solo un pezzo “, spiega. La neuropsicologa ha anche sottoposto i bambini a dei test di percezione, ambito dove gli autistici hanno performance piu’ alte rispetto alla popolazione normale.

Nel gruppo studiato, i test delle matrici progressive di Raven ha rilevato che il 65% degli autistici generalmente considerati come ritardati mentali hanno delle capacità di risoluzione dei problemi comparabili a quelli di una classe normale. E le note ai test di percezione rinforzano questo risultato: gli allievi dotati per identificare le forme geometriche o le lettere hanno eseguito meglio il test d’intelligenza classico di Raven. ” Questo significa che gli autistici “a basso funzionamento” hanno spesso delle capacità intellettuali normali che non sono  in grado di applicare nella loro vita quotidiana ” dice Isabelle Soulères. La neuropsicologa, che redige un articolo scientifico a partire da questi risultati è aiutata da Michelle Dawson, una ricercatrice autistica autodidatta che possiede una conscenza enciclopedica dell’argomento. Isabelle Soulierès gli sottopone le sue analisi in modo che possa trovare i difetti e gli errori di ragionamento.

Stili cognitivi

Dal punto di vista neurologico, la spiegazione tradizionale è che l’autismo sia causato da una sotto-connettività tra i lobi parietali, che sono coinvolti quando tentiamo di rappresentare in modo astratto un’informazione, e il lobo frontale, che permette di testare delle ipotesi. Il corollario di questa teoria implica che piu’ un compito è complesso e richiede una comunicazione tra le due parti del cervello, piu’ gli autistici sono svantaggiati. Ma non è quello che Isabelle Soulières ha constatato nelle sue ricerche. ” A QI uguale, una persona autistica è il 42% piu’ rapida nel test delle matrici di Raven rispetto ad una persona neurotipica “, osserva.

Senza sapere che cosa succede nel cervello delle persone come Michelle Dawson, la professoressa ci tiene a sottolineare che hanno dei punti forti, come il ragionamento logico differente dal resto della popolazione, probabilmente in ragione di una maniera differente di trattare le informazioni che in loro è unica. E’ per questo che tenendo conto di questi stili cognitivi particolari spera di trovare un metodo di insegnamento adatto agli autistici che permetta di vedere al di là del loro carapace.

Fonte Journal L’UQAM,        vol. XXXIX, no 14 (2 avril 2013)

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, Fonte Uqam.ca

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Autismo: Valérie e la sindrome di Asperger, un mondo di possibilità

asperger donne lavoroValérie Desroches è scesa a patti con la sindrome di Asperger per tutta la sua vita senza saperlo, ha scoperto di avere questo disturbo all’età di 28 anni e vuole lanciare un messaggio di speranza, perchè questa giovane donna di Terrebonne in Quebec prende ispirazione dalle sue difficoltà per migliorare .

Per tutta la sua gioventu’, Valérie Desroches  si è sempre sentita diversa. A scuola non aveva amici e non si sentiva a proprio agio in un gruppo di persone e ha dovuto affrontare alcune difficoltà sul piano delle comunicazioni.

Quando un bambino è diverso, diventa vittima della derisione dei compagni che lo circondano. ” E’stato un disastro !, dice la giovane donna. Mi hanno tirato addosso dei vermi e volevano picchiarmi. I professori mi dicevano di lasciare perdere. Questo ovviamente, colpisce l’autostima. E tu ti chiedi che cosa hai fatto per meritare tutto cio’. E’ un circolo vizioso: piu’ sei triste, e piu’ ti isoli.”

A quell’epoca, gli altri bambini e i suoi genitori non sapevano che Valérie  aveva la sindrome di Asperger, che fa parte dei disturbi dello spettro autistico. Pensavano avesse una fobia sociale oppure un complesso d’inferiorità adolescenziale, ma lei sapeva che non era cosi’.

Per farla uscire dall’isolamento, i genitori di Valérie l’hanno incoraggiata a svolgere diverse attività. ” Cio’ non mi ha impedito di migliorare. Ho praticato Karate, ho studiato canto classico, ho insegnato agli Amerindi nel Grande Nord per un anno. Mi sono sforzata molto per adattarmi “, la musica mi è stata di grande aiuto.

« Mi sono rifugiata molto nella musica. Quello che non ero capace di dire alle persone, lo esprimevo attraverso la musica “, dice Valérie diplomata in canto classico.

Infine una diagnosi

L’estate scorsa Valérie ha seguito un corso sull’autismo all’università. Ed ha scoperto cio’ che aveva. ” Era ovvio. E’ come se avessi trovato delle persone che mi assomigliavano. Ho trovato infine le parole per descrivere cio’ che sentivo “. Cosi’ si è rivolta ad un neuropsichiatra  che l’ha diagnosticata.

” All’inizio sono rimasta scioccata del fatto che nessuno se ne sia accorto. Avrei potuto risparmiarmi molte situazioni sgradevoli, ci ha detto quando le abbiamo chiesto come avesse preso la notizia. Sono in fase di accettazione e sto cercando di vedere i vantaggi dell’essere Asperger. ”

Secondo Valérie, le persone con la sindrome di Asperger sono molto fedeli, puntuali, oneste, dirette, curiose e appassionate. Bisogna semplicemente creare un ambiente strutturato che gli permetta di evolvere al meglio. Non amano i cambiamenti e gli sconvolgimenti, soprattutto se si trovano tra la gente.

Un mondo di possibilità

Valérie crede nel potenziale delle persone con sindrome di Asperger. “L’importante è fornirgli gli strumenti perchè possano riuscire nella vita e guadagnare fiducia in loro stessi (…) . Non possiamo dire che sono “trendy”, ma hanno molto da offrire. Bisogna dargli una chance che gli permetta di fiorire e di conquistare un autonomia che li porterà molto lontano. Non è vero che sono indatti al lavoro. Bisogna trovare il giusto impiego con le persone giuste”, si difende.

Per provare cio’ che dice, Valérie che in questo momento sta terminando un master in ortopedagogia, ha creato un’ impresa il mese scorso: Pedagomobile, che offre servizi di recupero scolastico domiciliare, tutor, ripetizioni bilanci degli apprendimenti e rieducazione.

E’ anche cosi’ che Valérie vuole incoraggiare i giovani Aspie a non lasciarsi andare e a non arrendersi e soprattutto a non credere alle persone che cercano d’intimidirli, perchè tutto è possibile, secondo lei.

Tradotto  e riadattato da Mondo Aspie: Fonte, 15-01-2013  Larevue.qc.ca

Autismo ricerca: I test per valutare l’intelligenza degli autistici sono inadeguati

Autistici: l’intelligenza diversa.

Michelle Dawson e Laurent Mottron
Michelle Dawson e Laurent Mottron

Un’equipe dell’Università di Montreal dimostra che i metodi comunemente utilizzati per valutare l’intelligenza degli autistici sono inadeguati.

E’ tutto sbagliato. E la maggior parte dei ricercatori è d’accordo. Le misure effettuate fino ad oggi non sono rappresentative e contribuiscono ad alimentare il mito che le persone autistiche sono disabili intellettivi, o eccezionalmente degli ” Idioti ” sapienti (idiots-savants).

L’equipe del Dr Laurent Mottron, professore del dipartimento di psichiatria dell’Università di Montreal, ha gettato un mattone nello stagno dei consensi tenuti troppo a lungo, durante il congresso dell’American Association for the Advancement of Science (AAAS) a Saint-Louis nel Missouri.

In collaborazione con Michelle Dawson, una ricercatrice autistica, il Dr Mottron ha dimostrato che i metodi correnti utilizzati per valutare l’intelligenza degli autistici erano inadeguati e non permettevano di rilevare il reale livello d’intelligenza di queste persone alle volte silenziose e di cui il comportamento bizzarro, spesso, ha portato in un certo senso ad una sottovalutazione delle loro capacità intellettuali.

Per apprezzare adeguatamente l’intelligenza degli autistici, il Dr Mottron, sottolinea anche il fatto che spesso i bambini vengono valutati all’età di 4 o 5 anni, ossia, molto prima che un bambino abbia sviluppato al massimo il suo potenziale intellettivo, che apparirebbe solo intorno ai 6 anni. Dunque, questa stima iniziale sarebbe in gran parte una sottostima del loro livello d’intelligenza. ” Un tale giudizio sbagliato comporterebbe delle conseguenze disastrose sui bambini diagnosticati a basso funzionamento, perchè non viene offerto, né il materiale,  nè le occasioni di cui avrebbero bisogno per imparare e per crescere “, dice Michelle Dawson, che in un periodo della sua vita è stata definita autistica a basso funzionamento.

Visione negativa

Nella maggior parte dei centri di ricerca e delle cliniche del mondo, il quoziente intellettivo (QI) degli autistici viene misurato tramite le scale Wechsler che sono costituite da 11 subtest che presumibilmente compongono un campione rappresentativo delle differenti caratteristiche della cognizione umana. Gli autistici che hanno una padronanza del linguaggio orale sono piuttosti mediocri nei subtest verbali, in particolare in quelli che riguardano la comprensione, ma eccellono letteralmente nei test di disegni con blocchi contrariarmente ai non autistici che presentano costantemente un livello medio negli stessi test. ” Gli autistici hanno chiaramente un picco di abilità in un subtest che consiste nel riprodurre un cubo geometrico con facce “, sottolinea il Dr Mottron, che dirige la clinica specializzata in autismo l’Hôpital Rivière-des-Prairies.”  Da trent’anni, un’ipotesi dominante nel mondo scientifico dice che gli autistici sono bravi nei disegno con blocchi, perchè hanno un deficit nel trattemento delle forme globali. Pertanto, partendo da un dogma assolutamente non contestato che l’autismo sia una malattia, i ricercatori cercano quello che non funziona negli autistici. Cercano deficit  che sognano di accoppiare insieme a delle anomalie genetiche o cerebrali “.

” Non esiste alcuna evidenza che questo picco di abilità per i disegni con blocchi sia causato da un deficit, non è che una presunzione, e noi l’abbiamo dimostrato in una precedente pubblicazione “, aggiunge la cofirmataria dell’articolo presentato all’AAAS, Michelle Dawson, che deplora con forza la visione spesso negativa dell’autismo.

Un cervello differente

Partendo dall’idea che gli autistici, hanno un cervello differente rispetto ai nostri – che Michelle Dawson descrive come “tipici” – , gli autistici possono riuscire in determinati compiti meglio di noi, i ricercatori dell’Università di Montreal sono impegnati nella ricerca dei punti forza che la maggior parte degli autistici possiede. Perchè, in effetti, quasi tutti gli autistici hanno dei picchi di abilità: alcuni sono musicisti talentuosi, altri sono dotati di un orientamento spaziale eccezionale, altri sono dei calcolatori e riescono a trovare il nome del giorno e ad individuare una data futura guardando un calendario dell’anno scorso, una prodezza che necessita di un algoritmo molto potente.

I ricercatori hanno anche scoperto che gli stessi autistici verbali riescono molto meglio ( raggiungono i 30 centili in piu’ che nelle scale Wechler ) nei test delle matrici progressive di Raven, un test di soluzione dei problemi che implica un alto livello di ragionamento astratto, ma non comporta alcuna istruzione verbale. In piu, alcuni autistici non verbali, che son stati classificati con ritardo medio a causa  delle scarse performance ottenute nelle scale Wechsler, hanno ottenuto risultati di scores eccezionali (fino a 95 centili ) nei test di Raven, mentre alcune prove del test che sollecitano la logica del linguaggio possono essere risolte da soggetti tipici o non autistici. ” Questo prova che gli autistici non funzionano come noi, e non risolvono i problemi attraverso le nostre stesse modalità , afferma Laurent Mottron. Pertanto, i non autistici ottengono risultati equivalenti nei due test ( Wechsler e Raven ).

John Raven ha creato questo test per misurare l’abilità di apprendimento e valutare l’intelligenza indipendentemente dal livello di cultura, sottolinea il Dr Mottron. Gli eserciti di tutto il mondo lo utilizzano per testare “il comprendonio” degli ingaggiati, tenuto conto del fatto che il recrutamento avviene in ambienti socioculturali svantaggiati. Essendo completamente privo istruzioni verbali, il test di Raven è stato anche utilizzato come chiave anti-razzista per dimostrare che le popolazioni aventi poco accesso al codice scritto hanno lo stesso livello d’intelligenza di altre piu’ istruite.

Una forza interpretata come un deficit

Numerosi ricercatori associano i picchi di abilità degli autistici ad un’intelligenza strettamente percettiva, che considerano spesso come una facoltà cognitiva poco evoluta. Tuttavia, alcuni compiti del test di Raven sembrano necessitare di un trattamento cognitivo piu’ complesso rispetto alla semplice percezione, dice Laurent Mottron. Gli autistici utilizzano la percezione in modo differente dal nostro per risolvere  compiti detti d’intelligenza. ” La percezione è sovrafunzionale negli autistici che differenziano meglio di noi sia sul piano visivo che uditivo. E gioca probabilmente un ruolo piu’ importante ed efficace nella soluzione dei compiti che richiamano all’intelligenza rispetto alle persone non autistiche “, sottolinea.

Quando guardano un oggetto, gli autistici esplorano minuziosamente la fisica dell’oggetto, la sua brillantezza, la sua forma, un trattamento molto approfondito che apre numerose porte, spiega il ricercatore. Gli autistici sembrano apprendere molte piu’ cose di noi da una semplice esposizione. ” Noi assimiliamo informazioni senza fare sforzi intellettuali, in una modo meno volontario rospetto ai non autistici e senza sapere veramente cosa farne ” precisa l’autistica Michelle Dawson. “Questa conoscenza resta senza fare niente nel mio cervello fino a quando non mi trovo davanti un compito dove questa informazione si puo’ integrare e puo’ servire per risolvere un problema “.

Al contrario, quando Laurent Mottron legge un articolo scientifico, è per cercare un certo numero d’informazioni che confermeranno o annulleranno  la sua ipotesi  di partenza. “Io non memorizzo tutto, sfoltisco tutto quello che non riguarda l’informazione che cerco per non distrarmi. E se piu’ tardi ho bisogno di un’altra informazione che si trova nello stesso articolo, lo rileggo “, dice Michelle Dawson.  Il Dr Laurent Mottron non cessa di sottolineare il contributo incredibile apportato da Michelle Dawson, sua collega di lavoro da circa tre anni. ” Possiamo interrogare Michelle dopo la lettura di un articolo nella stessa maniera in cui si interroga un database, perchè Michelle non ha preferenze su cio’che memorizza. Assimila informazioni anche se non sa a cosa potrebbero servire. Ma poi, connette queste informazioni con quello che sente o vede e cio’ le da numerose idee nuove e inaspettate per capire un problema. Inoltre, la sua mente non è parziale, mentre la nostra lo è costantemente perchè cerchiamo da anni di difendere delle ipotesi che non abbiamo sviluppato “, precisa il Dr Mottron.

Per Michelle Dawson e Laurent Mottron, l’intelligenza percettiva degli autistici è senza dubbio un’ intelligenza vera. La ricercatrice autistica crede ” che bisognerà valutare l’intelligenza alla capacità di un individuo di effettuare un compito oppure no, piuttosto che il fatto di arrivarci attraverso dei mezzi tipici o atipici “.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, Fonte: Ledevoir

La Federazione Quebecchese dell’autismo si pronuncia sugli avvenimenti di Newtown

federazione quebecchese autismoMontreal,  17 dicembre 2012 —

Quali immagini d’orrore abbiamo visto in seguito al dramma vissuto dalla comunità di Newtown. Possiamo solo immaginare il dolore di tutte le famiglie che hanno perso una persona cara in quella terribile circostanza. Sembra che il presunto assassino, Adam Lanza, avesse un disturbo dello spettro autistico. E in questo caso, pensiamo che si tratti della sindrome di Asperger. Anche se questa informazione è solo un’ipotesi, ha sollevato molte preoccupazioni nella comunità autistica. Commenti pubblici espressi da persone che non hanno conoscenze sull’autismo, sostengono che l’autismo di Lanza potrebbe essere all’origine di questo gesto. Questo dramma è del tutto inaccettabile. Ed è normale volergli dare un senso. Tuttavia le cause sono multiple e troppo complesse per poterle riassumere qui.
La Federazione Quebbechese dell’autismo intende mettere alcune cose in chiaro: Non esistono piu’crimini commessi da persone autistiche rispetto al resto della popolazione. Ed è falso affermare che le loro caratteristiche li rendono “assassini di massa “. Tali affermazioni sono inesatte e contribuiscono a stigmatizzare le persone che presentano un disturbo dello spettro autistico e le loro famiglie.

Fonte : Jo-Ann Lauzon Fédération québécoise de l’autisme, direction@autisme.qc.ca

Tradotto  da Mondo Aspie, fonte Fédération Québécoise de l’autisme

Autismo: Il Governo del Canada aiuta le persone con Sindrome di Asperger

Referente JVS, Asperger’s job

Toronto, Ontario. 15/08/2012

Il Governo del Canada aiuterà 16 persone con Sindrome di Asperger ad acquisire le competenze necessarie per ottenere un posto di lavoro. L’annuncio è stato dato dall’On. Joe Oliver, Ministro delle risorse naturali e membro del parlamento per  Eglinton-Lawrence,  a nome dell’On.  Diane Finley,  Ministro delle risorse umane e per lo sviluppo delle competenze.

“Le priorità del nostro governo sono la creazione di posti di lavoro, crescita economica e prosperità a lungo termine per tutti i canadesi ” ha detto il Ministro Oliver. “Ecco perchè, attraverso  il Piano di Azione Economico 2012, abbiamo investito 30 milioni di dollari in piu’ per aiutare le persone con disabilità a trovare un lavoro”.

La  Jewish Vocational Service of Metropolitan Toronto (JVS Toronto) ha ricevuto 179,000 dollari in piu’ dalla federal Opportunities Fund for Persons with Disabilities  per garantire individuali competenze, coaching del lavoro, e servizi di supporto per aiutarli a trovare impieghi significativi.

La “JVS Toronto è lieta di collaborare con il Governo del Canada per aiutare i giovani con Sindrome di Asperger a superare le loro difficoltà nel mondo del lavoro “, ha dichiarato il presidente della JVS Toronto, Frank Markel.

Il Governo del Canada vuole migliorare le opportunità sul mercato del  lavoro per i canadesi disabili attraverso una vasta gamma di politiche efficaci, programmi e servizi tra cui il Fondo Opportunità nel mercato del lavoro e gli accordi tra province e territori.

Il Governo canadese ha inoltre istituito una lista delle opportunità di lavoro per le persone con disabilità identificando nel settore privato i successi e le migliori pratiche per quanto riguarda la loro partecipazione nel mondo del lavoro.

 Tradotto da Mondo Aspie, fonte: 4-traders.com

Autismo: Laurent Mottron, i ricercatori devono smettere di concentrare il loro lavoro sui deficit degli autistici

Laurent Mottron

In un articolo provocatorio pubblicato sulla Rivista Nature, il professore Laurent Mottron, del Centro d’eccellenza dei disturbi pervasivi dello sviluppo dell’Università di Montreal, dice che noi dobbiamo cessare di assimilare la struttura cerebrale differente delle persone autistiche a un deficit.

Numerosi autistici – e non solo i “savant” possiedono in effetti delle qualità e delle abilità che possono superare  quelle delle persone non autistiche.

“Le recenti ricerche e la mia esperienza suggeriscono che sia arrivato il tempo di incominciare a considerare l’autismo come un  vantaggio in alcuni settori”, ha detto il professore Laurent Mottron.

Il team di ricerca del Dr Mottron, come altri ricercatori, ha fermamente stabilito e ribadito le competenze e, alle volte, la superiorità delle persone autistiche nelle molteplici attività cognitive, come la percezione e il ragionamento.

Il suo gruppo di lavoro comprende molte persone autistiche, e l’integrazione di una di loro, Michelle Dawson, rappresenta un particolare successo. La signora Dawson, apporta dei contributi importanti  alla nostra comprensione della sua condizione autistica, attraverso il suo lavoro e il suo giudizio. “Michelle ha messo in dubbio la mia comprensione scientifica dell’autismo”, spiega Laurent Mottron. Per esempio, Michelle interpreta i punti forza degli autistici come una manifestazione di un’autentica intelligenza piuttosto che una sorta di “inganno” cerebrale che gli permette di effettuare compiti intelligenti senza comprenderli veramente.

“Sono sorpreso che, per decenni, i ricercatori abbiano valutato l’entità del ritardo mentale basandosi su test inappropriati e sull’errata interpretazione dei punti forza delle persone con autismo”, aggiunge.

Michelle Dawson

” Noi abbiamo coniato una parola per questo: il normocentrismo, che significa l’idea preconcetta che quello che voi fate, è per principio, normale, e quello che fa, oppure quello che è una persona autistica, è per principio, anormale”, ha dichiarato il professore. “Bisogna ricordare che questa maniera di concepire l’autismo costituisce la retorica abituale delle collette per raccogliere fondi e per ottenere le sovvenzioni. Tuttavia si tratta di un prezzo da pagare nei confronti  della maniera in cui le persone autistiche vengono viste nei discorsi sociali”. ” Nonostante il finanziamento pubblico e filantropico sia importante per far progredire la nostra comprensione nei confronti dell’autismo,  è raro che venga utilizzato per lavorare verso degli obbiettivi individuati dalla stessa comunità autistica”, aggiunge il Dr Mottron, deplorando il fatto che molte persone autistiche finiscono per occupare impieghi ripetitivi esubalterni, malgrado la loro intelligenza e le loro attitudini portate a dare contributi molto piu’ significativi per la società. ” Michelle Dawson e altre persone autistiche, mi hanno convinto che, nella maggior parte dei casi, gli autistici hanno bisogno di opportunità e di sostegno, e raramente di trattamenti”, dichiara il ricercatore” . “Il mio laboratorio, come altri team di ricerca, credono che l’autismo debba essere descritto e studiato come una variante della specie umana e non come un difetto da cancellare”.

Nel suo articolo, Laurent Mottron si augura che la scienza faccia di tutto per restituire alle persone autistiche un posto in questa società umana. Approfondisce le abilità specifiche di alcune persone autistiche, fornendo una gamma di esempi reali e offre alcune  informazioni personali ottenute insieme ai suoi collaboratori e  a Michelle Dawson.

A proposito del professore Laurent Mottron
Laurent Mottron, M. D., Ph. D., è professore del Dipartimento di psichiatria dell’Università di Montreal e direttore del programma autismo dell’Ospedale Rivière-des-Prairies (Montreal). E’ anche l’ideatore del centro d’eccellenza dei disturbi pervasivi dello sviluppo dell’Università di Montreal (CETEDUM), branca del CENUM affiliato al Centro di ricerca Fernand-Seguin. 

Tradotto da Mondo Aspie, fonte Nouvellesumontreal.ca

Autismo: Intervista a Laurent Mottron, l’autistico artista e disegnatore

Laurent Mottron commenta il documentario dal titolo: L’autistico disegnatore, dalla percezione all’arte.

Laurent Mottron, è professore del Dipartimento di psichiatria dell’Università di Montreal e direttore del programma autismo dell’Ospedale Rivière-des-Prairies (Montreal). E’ anche l’ideatore del centro d’eccellenza dei disturbi pervasivi dello sviluppo dell’Università di Montreal (CETEDUM), branca del CENUM affiliato al Centro di ricerca Fernand-Seguin. 

Ecco una trascrizione di Laurent Mottron, che ha commentato lo stile grafico dei tre disegnatori presentati nel documentario: L’autistico disegnatore, dalla percezione all’arte.

Pierre Godefroy dipinge  paesaggi urbani utilizzando colori vivaci, Miguel Angelo disegna elettrodomestici nello stile di un vecchio catalogo e Jules Guermonprez (11 anni) riproduce scene di battaglia ambientate nei paesaggi dell’antica Roma utilizzando una tecnica delle linee:

Laurent Mottron, medico e ricercatore:

Ormai conosciamo bene i disegnatori prodigio come Stephen Wiltshire ( Autismo e Sindrome di Savant, Stephen Wiltshire ), che sono capaci di riprodurre a memoria, una città dopo averla sorvolata in elicottero. In effetti, sono molti gli autistici che disegnano anche se le loro performance, seppure impressionanti, non sono cosi’ eccezionali come quelle di Stephen Wiltshire. Ed è di questo che parliamo. I disegni degli autistici,  che siano eccezionali oppure un po’ meno, riflettono sempre le particolarità percettive che oggi ci sono ben note e ne esistono di tre tipi:

–  La prima particolarità  è che differenziano meglio a livello percettivo rispetto alle persone non autistiche. Un po’ come i pixels di una macchina fotografica, hanno una precisione nella capacità di differenziare superiore alla nostra.

–  La seconda particolarità è che la loro percezione si orienta spontaneamente verso degli aspetti locali del mondo. Questo non vuole dire che non sappiano trattare gli aspetti globali, la forma complessiva di una figura. Ma che spontaneamente la loro percezione è fissata verso un livello del dettaglio superiore alla nostra.

– La terza particolarità,  che è piu’ astratta, è che la loro percezione è piu’ autonoma. Noi deformiamo il mondo, in particolare quando lo disegnamo in funzione del significato che gli diamo. Cosi’ un bambino piccolo disegnerà la testa piu’ grande del corpo, poichè  la testa trasmette piu’ messaggi sociali. In ogni caso, da come la interpretiamo, non rappresenterà la testa in scala.  Gli autistici, sono perfettamente capaci di vedere che un volto trasmette un significato differente dal resto del corpo. Ma quando disegnano, disegnano le cose come le vedono. E in ogni caso, sono capaci di farlo. Possono anche trasporre, ma accedono ad una realtà del mondo non trasformata  dalla percezione, che è ovviamente essenziale nel disegno, perchè gli dona l’accesso quasi automatico e senza sforzi nella terza dimensione, rispetto a noi.

Partendo da questo, si potrebbe pensare che sono veramente capaci di scattare foto del mondo. Non è esattamente cosi’. Per esempio, per Miguel i volti sono un problema. Perchè sono un problema? Ebbene, questo puo’essere un problema perchè a livello  fisico, un viso si muove per tutto il tempo, parla e si agita ed invia un’enormità di segnali. E a volte l’aspetto sociale di un volto, la sua dinamica  e il suo aspetto cosi’ multimodale (un viso è spesso qualche cosa che vediamo e che ascoltiamo) sembra mettere gli autistici in una situazione di difficoltà relativa. In ogni caso anche se non conosciamo esattamente il loro livello di difficoltà, l’elaborazione delle facce e meno piacevole  e facile da riprodurre rispetto al mondo inanimato. Ed è per questo che la maggior parte degli autistici è attratta da  cose inanimate. Si interessano agli oggetti, agli edifici e alla meccanica. Nel documentario, ciascuno dei tre disegnatori ha il suo tema. Degli edifici per uno, degli elettrodomestici per il secondo e dei personaggi o piuttosto uniformi, truppe ed edifici dell’antichità greca e romana per il terzo.

Notiamo anche che, un artista autistico è la combinazione di due elementi:

– da un lato un tema elettivo

– dall’altra parte un tipo selettivo di trasformazione. Uno degli  artisti seleziona solo colori uniformi, che include in una sorta di disegni stilizzati tridimensionali di edifici. Il secondo, fa quasi il contrario tiene solo il contorno dei personaggi senza colorarli. Si tratta beninteso di una trasposizione. Il terzo Miguel, ha scelto un sottoinsieme del  mondo che sono degli oggetti, e poi trasformerà il tutto  in uno stile di vecchio catalogo  quebbechese.      

Gli artisti autistici sono degli artisti che si interesseranno solo ad un tipo di oggetti piuttosto che ad altri. Ci sono artisti che preferiscono dipingere mazzi di fiori e altri che amano rappresentare fabbriche, anche se probabilmente cio’ è meno esclusivo in un artista non autistico che in un artista autistico. C’e’ strettamente parlando uno stile pittorico, che è una trasposizione caratterizzata da cio’ che decidono di disegnare, una certa dimensione (il colore e il contorno), e poi all’interno di questa restrizione, combinarla e farne una composizione.

Un artista autistico è prima di tutto un artista. E qualcuno che sceglie una parte del mondo, che la traspone per poi reinserirla nel mondo tramite la sua arte, che si puo’ vendere, e puo’ anche comunicare attraverso l’arte. Quello che hanno di comunicante gli artisti autistici da offrire al mondo, e la loro arte, e funziona molto bene.

Ci sono artisti autistici quasi muti, questo non è il caso dei tre disegnatori del documentario. I primi due parlano poco e utilizzano il linguaggio in maniera riservata. Il terzo Jules ( 11 anni), parla tantissimo, e cio’ è tipico della Sindrome di Asperger, parla in modo libresco con parole sofisticate  rispetto ai  bambini della sua età. Ma nonostante tutte queste differenze, vediamo che abbiamo a che fare con artisti e un movimento generale che consiste a non spiegare tutto della produzione di un autistico, come dei sintomi o segni di un deficit, ma piuttosto come delle opere che partono da un cervello chiaramente differente. Delle produzioni e modalità d’inserzione nel mondo che sono sotto tutti gli aspetti identiche a quelle che altri rappresentanti dell’umanità sono in grado di produrre.

Il documentario si’intitola: L’autistico disegnatore, dalla percezione all’arte, realizzato da: Alain Bouvarel, Richard Martin, Pierre H. Tremblay. Prodotto da CECOM Montréal/CNASM Francia.

Tradotto e riadattato  da Mondo Aspie, tratto dal blog di una mamma che ha un bambino autistico che si chiama Pablo e fa dei disegni bellissimi, questo qui sotto è opera sua, cliccate qui  per vederli e per leggere se volete  la versione originale di questo articolo in francese. Monenfantbleu.canalblog.com

 

 

L’autismo è un disturbo della cognizione sociale? – Seconda parte –

La motivazione sociale

Avete notato come i bebè, iniziano molto presto a fissare i volti ? Non solo sono affascinati dal loro ambiente sociale, ma vi trovano anche delle indicazioni (come la direzione dello sguardo dei loro interlocutori) per esplorare il resto del mondo. La chiave dell’autismo si troverebbe in mezzo a questi due aspetti dell’orientamento sociale? In effetti, le manifestazioni d’interesse verso il contesto sociale mostrano delle anomalie che sono i segnali precoci dell’autismo. I neonati futuri autistici guardano meno gli occhi, e piu’ a lungo la bocca e la periferia dei volti. Fissano lo sfondo e la loro attenzione è attirata piu’ dagli aspetti sensoriali dell’ambiente (strutture, colori, melodie) che verso gli aspetti sociali. La direzione dello sguardo e il puntamento sono due indicatori forti della nostra attenzione. Nella vita di tutti i giorni, gli autistici li seguono meno. Eppure, in assenza di deficienza intellettuale associata, gli autistici sanno che la direzione dello sguardo indica dove una persona sta guardando. Quando osserviamo un volto fare uno scatto oculare, la sua direzione influenza la nostra attenzione. E’ il caso negli autistici e nei non-autistici. In piu’, di fronte ad uno scatto oculare , le reazioni del cervello degli autistici e dei non-autistici sembrano simili. In rivincita, nei non-autistici, un’attivazione differente si manifesta se lo sguardo è rivolto verso qualche cosa oppure nel vuoto. Negli autistici, questa differenza non appare.

Nell’insieme, una panoramica della cognizione sociale ci mostra delle differenze tra autistici e soggetti non autistici riguardo il ragionamento sulle situazioni sociali, la percezione degli stimoli sociali, l’interesse per gli aspetti sociali dell’ambiente. Il legame tra queste differenti particolarità è sconosciuto, ma è chiaro che si manifestano molto presto nello sviluppo. E’ possibile che si inneschino meccanismi di compensazione, che spesso rendono piu’ difficile la rilevazione di queste particolarità.

I processi  non specificatamente sociali

Oltre all’atipicità delle interazioni sociali, l’autismo  è caratterizzato da altre manifestazioni: dei comportamenti ripetitivi (stereotipie e rituali), il carattere ristretto dei loro centri d’interesse e la loro natura sensoriale, oppure la reazione atipica alle stimolazioni. L’associazione di queste particolarità sociali e non sociali è fortuita oppure potrebbe dirci di piu’ sulla natura di queste atipie sociali dell’autismo? Scopriamo che, se l’autismo è definito dall’associazione di questi tratti sociali e non sociali, gli uni e gli altri mostrano una certa indipendenza, sia nella loro intensità relativa nelle persone con autismo e nella loro distribuzione nell’insieme della popolazione. Alcuni fattori genetici possono avere un impatto su un’area indipentemente dall’altra, mentre una sola mutazione puo’ provare l’insieme dei sintomi.

E’ dunque la storia del bicchiere mezzo pieno: i tratti sociali e non sociali nell’autismo, se non appaiono sistematicamente associati, non sono completamente  indipendenti. E’ dunque pertinente interrogarsi su un’influenza degli uni sugli altri, ma dobbiamo tenere presente che non  puo’ valere per l’insieme di tutte le situazioni.

Raymond Babbit, l’eroina del film Rain Man, ripete incessantemente le stesse frasi quando viene disturbato nelle sue routine. Il comportamento ripetitivo degli autistici, la loro difficoltà ad uscire da una routine oppure a far fronte agli imprevisti hanno una certa somiglianza con dei comportamenti riconducibili a lesioni della corteccia prefrontale. Si chiamano “funzioni esecutive” un insieme di funzioni della corteccia prefrontale che permettono il comportamento non routinario: organizzare una serie di azioni (pianificazione), inibire i comportamenti automatici per fare posto a quelli piu’ riflessivi (inibizione), modificare una sequenza di azioni in funzione dell’evoluzione del contesto (flessibilità), tenere a mente le differenti informazioni utili per la decisione (memoria di lavoro) … Le situazioni sperimentali hanno evidenziato un profilo eterogeneo nell’autismo, confermando la mancanza di flessibilità e la bassa memoria di lavoro.

Non è chiaro pero’, se questo profilo riguarda l’insieme degli autistici, ne che sia specifico e possa per esempio far distinguere l’autismo dall’iperattività (ADHD), due disturbi che sono differenti. Eppure, i processi in gioco sembrano differenti tra gli autistici e i non autistici: alcune regioni del cervello sono meno sollecitate negli autistici durante le risoluzioni dei problemi mentre altre lo sono di piu’, anche se le prestazioni sono identiche. Cosi’, è piu’ pertinente pensare che il funzionamento esecutivo è differente piuttosto che deficitario nell’autismo.

La percezione è formata da primi livelli di selezione, di organizzazione, di rappresentazione dell’informazione entrante. Diversi aspetti della percezione distinguono gli autistici dai non autistici: una migliore distinzione uditiva (tonalità) e visiva ( luminanza, simmetria, alte frequenze spaziali); delle capacità piu’ elevate di rilevamento e manipolazione delle regolarità; in piu’ una grande autonomia dei processi percettivi in rapporto ad altri processi cognitivi. E infine la tendenza a focalizzare la percezione su piccole scale. E’ possibile che queste peculiarità della percezione abbiano un’influenza sull’attenzione rivolta verso l’ambiente sociale, mentre i non autistici diventano esperti nel loro ambiente sociale, gli autistici diventano esperti in altri aspetti dell’ambiente. Infine, la percezione orientata verso il dettaglio puo’ danneggiare la comprensione sociale delle situazioni, che necessitano spesso di un integrazione di piu’ livelli di analisi.

Un quadro dell’autismo piu’ contrastato di un deficit isolato

Il quadro dell’autismo che emerge dalla ricerca psicologica è dunque molto lontano dall’idea di un deficit specifico e isolato di questo o di quell’ aspetto della cognizione sociale. L’autismo sembra meglio descritto come un’associazione di tratti che definiscono un profilo particolare nelle sue caratteristiche sociali e non sociali.

La preponderanza spesso data all’atteggiamento sociale puo’ essere legata all’impatto adattivo di questo aspetto del funzionamento che ha la sua importanza agli occhi dei non autistici, più che per la specificità dei meccanismi coinvolti.

Infine, il profilo autistico non deve essere associato solo alle debolezze, ma anche ai punti di forza che dobbiamo comprendere per poterli  aggregare allo sviluppo delle persone autistiche.

Riferimenti

Forgeot d’Arc B. e Mottron L. Social Cognition in autism (2012). In Developmental Social Neuroscience and Childhood Brain insult (Anderson & Beauchamps, Eds), Guilford Publications, New York.

Jones, C. R., Pickles, A., Falcaro, M., Marsden, A. J., Happe, F., Scott, S. K., et al. (2011). A multimodal approach to emotion recognition ability in autism spectrum disorders. J Child Psychol Psychiatry, 52(3), 275-285.

Pelphrey, K. A., Morris, J. P., & McCarthy, G. (2005). Neural basis of eye gaze processing deficits in autism. Brain, 128(Pt 5), 1038-1048.

Vlamings, P. H., Jonkman, L. M., van Daalen, E., van der Gaag, R. J., & Kemner, C. (2010). Basic abnormalities in visual processing affect face processing at an early age in autism spectrum disorder. Biol Psychiatry, 68(12), 1107-1113.

L’autore dell’articolo è: Baudouin Forgeot d’Arc, psichiatra del Programma Autismo dell’Ospedale  Rivière-des-Prairies, a Montreal (Canada) e ricercatore del centro di ricerca e salute mentale dell’Università di Montreal.

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Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, Fonte: Pseudo-sciences.org