Autismo ricerca: La magnetoencefalografia permette di rilevare l’autismo con una precisione del 94%

magnetoencefalografia  autismo precisione diagnosi ricercaRicerca pubblicata su PLoS ONE il 17/04/2013

La magnetoencefalografia ( MEG ) è una tecnica poco conosciuta di imaging funzionale utilizzata nella neurologia, che si basa sulla misurazione dei campi magnetici prodotti dall’attività elettromagnetica dell’encefalo, che secondo l’equipe della Case Western Reserve University School of Medicine e dell’Università di Toronto permetterebbe di confermare la diagnosi di autismo nel bambino con una precisione del 94%.

Analizzando la connettività tra le diverse aree del cervello in 19 bambini di cui 9 con autismo, i ricercatori hanno riscontrato che le interazioni cerebrali a riposo erano significativamente diverse nel gruppo di bambini autistici in rapporto al gruppo di controllo. Per il Dr Roberto Fernandez Galan, co-autore: ” Questa scoperta apre la strada a strumenti quantitativi che completano gli strumenti diagnostici esistenti per l’autismo basati sui test comportamentali “.

Sapere ” Chi controlla cosa “. Le connessioni erano maggiori tra le regioni frontali e occipitali nel gruppo di autistici con un flusso asimmetrico d’informazione verso la regione frontale,  rispetto a quelle dei bambini appartenenti al gruppo di controllo. In questo modo potrebbe essere possibile identificare eventuali “anomalie” nel cervello di chi soffre di questo disturbo, riuscendo a diversificare le differenze di attività cerebrale e quindi rendendo più precise le diagnosi.

“La domanda non è solamente quella di sapere chi è connesso con cosa, ma piuttosto chi controlla cosa”, commenta il ricercatore canadese. In piu’, il loro approccio ha permesso di misurare il rumore di fondo o gli impulsi spontanei del cervello a riposo. La mappatura ha rilevato che ci sono piu’ complessità nel gruppo osservato. Ed è proprio questo criterio che si è rivelato discriminate e piu’ affidabile rispetto alla connettività funzionale sola.

Tradotto  e riadattato da Mondo Aspie, Fonte Lequotidiendumedecin.fr

Ricerca: Scoperto un nuovo gene, gli ormoni sessuali sono coinvolti nell’autismo?

L’autismo, è un  disturbo dello sviluppo che comporta dei deficit nel comportamento sociale e nella comunicazione, che colpisce i ragazzi  quattro volte di piu’ rispetto alle ragazze. In ragione di questo squilibrio estremo, alcuni scienziati sostengono che gli ormoni sessuali possono essere coinvolti nella malattia. Ora, i ricercatori hanno identificato per la prima volta un gene che potrebbe spiegare il divario tra i sessi alla base di alcuni sintomi dell’autismo comune.

Nel 2010, la biologa Valérie Hu  e i suoi colleghi della George Washington University Medical Center, hanno scoperto che il cervello delle persone autistiche contiene bassi livelli di una proteina prodotta da un gene chiamato recettore orfano alpha (RORA). In uno studio pubblicato su PLoS ONE, riportano che questo gene interagisce con alcuni tipi di estrogeni e di testosterone nel cervello.

Valérie Hu e il suo staff hanno esaminato le cellule neurali nel loro laboratorio. Ed hanno constatato che RORA controlla la produzione di un enzima chiamato aromatasi, che converte il testosterone in estrogeno. Ma nei loro esperimenti, la presenza del testosterone rende il gene RORA meno attivo, e conduce ad un abbassamento dell’aromatasi e a una accumulazione di testosterone. L’estrogeno ha avuto l’effetto inverso. Nel cervello, l’equilibrio degli ormoni sessuali regola l’attività RORA e mantiene  i livelli di ormoni stabili, ma ogni squilibrio puo’ aggravarsi a causa di questo ciclo. Infine, i ricercatori hanno confermato che il tessuto cerebrale degli autistici contiene in effetti piccole quantità della proteina e dell’aromatasi RORA. Secondo i ricercatori la carenza di queste molecole genera la spirale, provocando un accumulo di testosterone che puo’ causare l’autismo. Alti livelli di estrogeno nelle donne potrebbero proteggerle.

Tradotto da Mondo Aspie, articolo tratto da: Carevox.fr