Ricerca: equipe di belgi scopre un nuovo gene collegato all’autismo

ADNP gene autismo ricercaFebbraio 2014 –  Ricercatori belgi scoprono gene dell’autismo

Con l’aiuto delle nuove tecnologie e grazie a una collaborazione internazionale, dei ricercatori del Centrum Medische Genetica d’ Anvers hanno scoperto un nuovo gene di cui le mutazioni possono causare l’autismo e una limitazione delle capacità intellettive.

L’università di Anversa ( UAntwerpen )  indica che  lo studio relativo a questa ricerca è stato pubblicato domenica su Nature Genetics Online. Circa l’1% della popolazione soffre di un disturbo dello spettro autistico che provoca vari problemi comportamentali e talvolta puo’ andare di pari passo con le disabilità intellettive. Si sa poco sulle diverse cause che possono provocare l’autismo, ma esistono delle prove che dimostrano come i fattori genetici possono giocare un ruolo importante nel suo sviluppo.

” Attraverso una nuova tecnologia chiamata ” Next Generation Sequencing ” è possibile svelare il codice del DNA dei nostri 20.000 geni in un solo esperimento “, spiegano i ricercatori. ” Grazie a questa tecnica, numerose mutazioni, ed errori nel DNA sono stati trovati nelle persone autistiche. Tuttavia, è ancora difficile capire l’effetto di queste mutazioni e (saperlo con certezza)  se sono o non sono la causa dell’autismo “.

I ricercatori del Centrum Medische Genetica, hanno analizzato i geni di un piccolo numero di persone autistiche. In un paziente hanno scoperto la mutazione di un gene ADNP ( proteina neuroprotettiva  attività  dipendente ).

Mai prima d’ora, un collegamento era stato scoperto tra le mutazioni di quel gene e l’autismo. Allargando la ricerca su altre persone autistiche, i ricercatori hanno scoperto mutazioni nello stesso gene in altri nove soggetti.

” Le mutazioni dell’ADNP potrebbero essere alla base dell’autismo nello 0,17% dei pazienti e lo renderebbro una delle cause genetiche  piu’ note di questo disturbo”.

Secondo i ricercatori, “Individuando questa nuova mutazione, i medici saranno in grado di rilasciare direttamente una diagnosi ”

Qui la ricerca in Inglese.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte levif.be

Ricerca: La variazione genetica nel GABRB3 è associata alla sindrome di Asperger e molteplici endofenotipi pertinenti nell’autismo

gene sindrome di asperger GABRB3Ricerca:  La variazione genetica nel GABRB3 è associata alla sindrome di Asperger e molteplici endofenotipi pertinenti nell’autismo.

CONTESTO

Le condizioni dello Spettro Autistico (ASD) sono associate a deficit nelle interazioni sociali e nella comunicazione, ai comportamenti stereotipati ripetitivi, limitati e ristretti. I disturbi dello spettro autistico sono fortemente ereditari. Il sistema dell’acido gamma-amminobuttirico (GABA) -ergico è stata associato in maniera consistente con delle atipicità nell’autismo,  in studi di associazione e di espressione genetica.

Un componente chiave del sistema GABAergico è codificato dal gene GABR3, già coinvolto nei disturbi dello spettro autistico e in differenze individuali nell’empatia.

METODI

In questo studio, 45 poliformismi nucleotidici semplici genotipati (PNS) nel GABRB3 sono stati testati per associazione con la sindrome di Asperger ( SA), e collegati a caratteri quantitativi misurati con i seguenti test: il Quoziente empatico (QE ),  il Quoziente dello spettro autistico (QA), il Quoziente di sistematizzazione riveduto (SQ-R), il test delle figure integrate (TFI), i test di  lettura della mente negli occhi (RMTE), e il test di rotazione mentale (TRM). Le analisi degli aplotipi dei due loci, tre loci, quattro loci, e un analisi d’aplotipo sette loci sono  state eseguite nei campioni di controllo con AS.

RISULTATI

Tre PNS  rs7180158 ( , rs7165604 , rs12593579 ) sono risultati significativamente associati alla sindrome di Asperger e due PNS  rs9806546 ( , rs11636966 ) erano significativamente associati al Quoziente empatico. Due coppie PNS – PNS  rs1035751 , rs12438141 – e – rs12438141 rs7179514, hanno mostrato un’importante associazione con la variazione dei risultati del test delle figure integrate. Una coppia  PNS – PNS , rs7174437 – rs1863455, era significativamente associata alla variazione dei punteggi del test di rotazione mentale. Inoltre, alcuni aplotipi, tra cui una regione genomica di 19 kb  ha formato un blocco di squilibrio di collegamento (DL) nel nostro campione e conteneva diversi PNS nominalmente importanti, perché associati in maniera significativa con la sindrome di Asperger.

CONCLUSIONI

Il presente studio conferma il ruolo del  GABRB3 come gene  importante candidato nei disturbi dello spettro autistico e nella variazione degli endofenotipi ( nota di traduzione: termine utilizzato in epidemiologia genetica per analizzare i sintomi comportamentali e fenotipi piu’ stabili con un collegamento genetico chiaro ) associati.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie: fonte, Autisme Information Science 

Mol Autism. 2013 Dec 9;4(1):48. [Epub ahead of print]

Warrier V, Baron-Cohen S, Chakrabarti B.

Ricerca: L’ossitocina, un trattamento promettente per l’autismo

ossitocina autismo ormone amoreUno studio della New York University pubblicato nell’edizione del 4 agosto 2013 della rivista Nature, descrive il ruolo dell’ossitocina chiamata ormone dell’amore nel funzionamento del cervello. La ricerca conferma che questo ormone prodotto naturalmente nel cervello e in tutto il corpo puo’ contribuire a migliorare la funzione cerebrale delle zone che trattano la comunicazione sociale nei bambini con disturbi dello spettro autistico (ASD).
Quando arrivano simultaneamente molte informazioni, le cellule nervose del cervello devono essere capaci di separare i messaggi importanti del rumore di fondo. L’ossitocina appare come un elemento centrale di questo processo, dichiarano i ricercatori del NYU Langone Medical Center, e per conseguenza come una chiave di collegamento del legame sociale e parentale interrotto nei disturbi dello spettro autistico. Poichè, secondo la ricerca, l’ossitocina agisce come un neurormone nel cervello, che non solo riduce il rumore di fondo, ma aumenta la potenza dei segnali significativi. Dei risultati pertinenti anche per confermare il suo possibile ruolo nell’autismo.
Il doppio effetto dell’ossitocina sull’analisi dell’informazione nel cervello
Il professore di neuroscienze Richard W. Tsien, spiega che l’ossitocina calma l’attività di fondo e aumenta l’attività dei circuiti cerebrali coinvolti nell’analisi delle informazioni. I bambini e gli adulti con autismo hanno difficoltà a riconoscere le emozioni degli altri e vengono facilmente distratti da elementi esterni. Studi precedenti, hanno dimostrato che i bambini autistici hanno bassi livelli di ossitocina dovuti alle mutazioni del gene recettore dell’ossitocina. Lo studio attuale, identificando gli interneuroni inibitori responsabili degli effetti dell’ossitocina, mostra il ruolo essenziale dell’ossitocina nell’ippocampo, una regione del cervello coinvolta nella memoria e nella cognizione. L’ormone stimola le cellule nervose e favorisce la liberazione di questo neurotrasmettitore inibitore del sistema nervoso centrale, GABA. GABA smorza l’attività delle cellule nervose dinamiche o cellule piramidali ma continua l’attivazione dei neuroni inibitori per ridurre il rumore di fondo rilasciato anche dal GABA: I ricercatori non sono riuscita a spiegare come la mancanza di ossitocina sia coinvolta nei disturbi dello spettro autistico, ma confermano che questo ormone puo’ migliorare i circuiti del cervello coinvolti, aumentando i segnali utili calmando i rumori di fondi.
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Articolo originale: Oxytocin enhances hippocampal spike transmission by modulating fast-spiking interneurons
Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: Blog SantéLog.com

Ricerca: Scoperto un nuovo gene, gli ormoni sessuali sono coinvolti nell’autismo?

L’autismo, è un  disturbo dello sviluppo che comporta dei deficit nel comportamento sociale e nella comunicazione, che colpisce i ragazzi  quattro volte di piu’ rispetto alle ragazze. In ragione di questo squilibrio estremo, alcuni scienziati sostengono che gli ormoni sessuali possono essere coinvolti nella malattia. Ora, i ricercatori hanno identificato per la prima volta un gene che potrebbe spiegare il divario tra i sessi alla base di alcuni sintomi dell’autismo comune.

Nel 2010, la biologa Valérie Hu  e i suoi colleghi della George Washington University Medical Center, hanno scoperto che il cervello delle persone autistiche contiene bassi livelli di una proteina prodotta da un gene chiamato recettore orfano alpha (RORA). In uno studio pubblicato su PLoS ONE, riportano che questo gene interagisce con alcuni tipi di estrogeni e di testosterone nel cervello.

Valérie Hu e il suo staff hanno esaminato le cellule neurali nel loro laboratorio. Ed hanno constatato che RORA controlla la produzione di un enzima chiamato aromatasi, che converte il testosterone in estrogeno. Ma nei loro esperimenti, la presenza del testosterone rende il gene RORA meno attivo, e conduce ad un abbassamento dell’aromatasi e a una accumulazione di testosterone. L’estrogeno ha avuto l’effetto inverso. Nel cervello, l’equilibrio degli ormoni sessuali regola l’attività RORA e mantiene  i livelli di ormoni stabili, ma ogni squilibrio puo’ aggravarsi a causa di questo ciclo. Infine, i ricercatori hanno confermato che il tessuto cerebrale degli autistici contiene in effetti piccole quantità della proteina e dell’aromatasi RORA. Secondo i ricercatori la carenza di queste molecole genera la spirale, provocando un accumulo di testosterone che puo’ causare l’autismo. Alti livelli di estrogeno nelle donne potrebbero proteggerle.

Tradotto da Mondo Aspie, articolo tratto da: Carevox.fr

La sindrome dell’X fragile

La sindrome dell’X fragile (o sindrome di Martin-Bell o FRAX) è una malattia genetica umana causata dalla mutazione del gene FMR1 sul cromosoma X, mutazione presente in un maschio su 4000 e in una femmina su 6000. Circa 1 su 256 donne sono portatrici di X-Fragile e possono trasmetterlo ai loro figli. Circa 1 su 800 maschi sono portatori di X-Fragile; le loro figlie saranno, a loro volta, portatrici del gene. Si contende con la sindrome di Down  il primato come causa genetica più comune di ritardo mentale (si hanno comunque casi, anche in Italia, di soggetti affetti da X fragile che hanno frequentato l’università).

Normalmente il gene FMR1 contiene tra 6 e 53 ripetizioni del codone CGG (ripetizioni di trinucleotidi). Negli individui affetti dalla sindrome dell’X fragile, l’allele FMR1 ha più di 230 ripetizioni di questo codone. Questo grado di espansione provoca la metilazione delle citosine nel promotore del gene FMR1, con conseguente silenziamento dell’espressione del gene FMR1. La metilazione del locus FMR1, che è situato nella banda cromosomica Xq27.3, provoca in quel punto la costrizione e la fragilità del cromosoma X, fenomeno che dà il nome alla sindrome.

I maschi portatori di un gene FMR1 con una significativa espansione del tripletto CGG presentano i sintomi della malattia, visto che normalmente possiedono una sola copia del cromosoma X. Le femmine, invece, possiedono due copie del cromosoma X e pertanto hanno una probabilità doppia di possedere almeno un allele funzionante. Le donne portatrici di un gene FMR1 espanso su di uno solo dei due cromosomi X possono presentare alcuni sintomi della malattia o essere normali.

A parte il ritardo mentale di grado variabile da severo a moderato, altre evidenti caratteristiche della sindrome sono il volto allungato, grandi orecchie, grossi testicoli(macrorchidismo), e basso tono muscolare. Le caratteristiche comportamentali possono comprendere movimenti stereotipati (ad esempio, battere le mani) e sviluppo sociale atipico, in particolare timidezza e limitato contatto con gli occhi dell’interlocutore. Alcuni individui affetti dalla sindrome dell’X fragile rientrano inoltre nei criteri diagnostici dell’autismo.

La mutazione e metilazione del gene FMR1 porta all’abolizione della produzione della proteina per cui il gene FMR1 codifica, detta FMRP (fragile X-mental retardation protein). FMRP è una proteina legante gli RNA (RNA-binding protein) espressa soprattutto nei testicoli e nel cervello, i tessuti più colpiti dalla sindrome. FMRP si associa ad RNA messaggeri codificanti importanti proteine neuronali, e ne regola alcuni aspetti essenziali, quali il trasporto lungo i dendriti verso le sinapsi e la traduzione in proteine. In assenza di FMRP, molti degli RNA messaggeri bersaglio della proteina sono deregolati e sono maggiormente tradotti in proteina. Emergono inoltre nuove funzioni molecolari della proteina, quali la regolazione della stabilità degli RNA messaggeri.

Anche se non esiste ancora una cura per la sindrome, c’è la speranza che una migliore comprensione delle sue cause possa portare a nuove terapie. Al momento, la sindrome può essere trattata attraverso una terapia del comportamento, un’educazione speciale, e quando necessario, con un trattamento delle anomalie fisiche. Si consigliano le persone che hanno dei parenti affetti dalla sindrome dell’X fragile a contattare dei genetisti per valutare la probabilità di avere figli malati, e per conoscere la gravità dei problemi che potrebbero presentare i discendenti affetti dalla sindrome.

Fonte: Wikipedia