Autismo ricerca: Gli autistici prendono delle decisioni piu’ obiettive

decisioneo-biettiva-autismoNel valutare gli eventi e le diverse opzioni, le persone con autismo tendono ad utilizzare la loro logica senza farsi influenzare da vari fattori emotivi che distorcono la percezione.

Le persone con autismo prendono decisioni piu’ oggettive e hanno meno pregiudizi rispetto alle persone neurotipiche, dichiarano i ricercatori del King’s College di Londra, in un articolo pubblicato sulla rivista Molecular Autism. ” Le caratteristiche uniche dell’autismo possono essere utili nelle situazioni in cui è importante ” pensare con la  testa e non con il cuore “. La gente spesso pensa che gli autistici siano in grado di risolvere problemi matematici,  e abbiano il dono della razionalità, ma questa idea non è stata confermata. Gli autistici pensano logicamente perchè non si fanno influenzare facilmente dai loro sentimenti e istinti “, afferma uno studioso del King’s College.

All’inizio, l’esperimento mirava a verificare ” l’effetto contesto ” negli autistici. Nella psicologia del ragionamento e della decisione come nella psicologia sociale, questo effetto significa che la nostra psiche e il processo decisionale dipendono dall’ambiente e dallo stato emotivo interiore di una persona.

I risultati di un esperimento condotto alla fine degli anni ottanta hanno mostrato che coloro che sono stati invitati a scommettere 70 dollari forniti dagli organizzatori a un agenzia di scommesse con un risparmio garantito di 20 dollari, hanno risposto in modo molto diverso alla proposta, secondo i ricercatori hanno parlato della possibilità di ” risparmiare 20 dollari ” o di perdere 50 dollari “. Replicando questo test, i ricercatori britannici hanno confrontato le decisioni prese dalle persone autistiche e quelle prese da persone neurotipiche. I risultati di questo esperimento hanno mostrato che le persone normali prendono decisioni sbagliate due volte in piu’ rispetto a quelle con autismo che invece non sono influenzate dall”effetto cornice “. Nella maggioranza dei casi, le persone con autismo hanno preso delle decisioni razionali e logiche.

Curiosamente, questo effetto ha influenzato di piu’ persone con un QI emotivo elevato che affermavano di comprendere bene cio’ che succede nel loro interno.

Secondo gli scienziati, i risultati indicano che le decisioni prese dalle persone con autismo sono guidate dalla logica e dal pensiero razionale mentre quelle delle altre persone si basano in gran parte sulle loro emozioni. Pertanto, i ricercatori affermano che le persone autistiche possono essere piu’ affidabili nelle situazioni che richiedono decisioni logiche e obiettive.
Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: Sputniknews.com

Ricerca: L’esposizione prenatale a elevati livelli di testosterone potrebbe provocare l’autismo

testosterone autismoGiugno 2014 –  Secondo i ricercatori dell’Università di Cambridge, l’esposizione a elevati livelli di ormoni steroidei nel liquido amniotico aumenta le possibilità in un neonato di sviluppare l’autismo.

I risultati di uno studio condotto su 300 ragazzi aiuteranno a trovare le cause dell’autismo – una condizione che colpisce entrambi i sessi, ma è piu’ comune negli uomini.

Lo studio, pubblicato nella rivista Molecular Psychiatry, dichiara Simon Baron-Cohen, primo firmatario dell’articolo, è solo preliminare, non esclude altre concause che richiedono la verifica del fatto che gli aumenti dei livelli di ormoni osservati siano specifici per l’autismo e non condivisi da altre condizioni dello sviluppo neurologico fetale. Quindi, “dal punto di vista clinico, i risultati non dicono nulla sul potenziale uso di questi dati come un test prenatale per valutare il rischio di autismo di singoli soggetti”.

Gli ormoni in questione – il testosterone e altri quattro ormoni steroidei  ( progesterone, 17α-idrossi-progesterone, androstenedione e cortisolo) – sono importanti per lo sviluppo del feto e sarebbe troppo rischioso bloccarli.

Il Dr Michael Lombardo e il professore Simon Baron-Cohen hanno esaminato dei campioni di liquido amniotico – che circonda un bebè nell’utero – per vedere se qualche cosa nell’ambiente puo’ aumentare il rischio di autismo.

Nei campioni che riguardavano questi 129 soggetti i ricercatori hanno misurato alti livelli di testosterone e di altri ormoni steroidei.  In questo modo, S. Baron-Cohen e colleghi hanno scoperto che nel liquido amniotico delle madri i cui figli maschi sono stati poi diagnosticati come affetti da qualche forma di disturbo dello spettro autistico, i livelli di tutti questi ormoni erano più elevati rispetto a quelli osservati nei soggetti usati come controllo. Nello studio non è stata testata un’eventuale origine di questo eccesso di attività steroidea durante lo sviluppo fetale, quindi, scrivono gli autori, “saranno necessarie ulteriori ricerche per capire come possono contribuire a questi livelli elevati le diverse fonti di queste sostanze”.

Invece, nei campioni che riguardavano 217 ragazzi non autistici, i livelli di ormoni steroidei erano molto inferiori.

Testosterone elevato negli autistici

Secondo Cohen, professore di psicopatologia dello sviluppo, si tratta di ” primi biomarcatori non genetici identificati nei bambini che successivamente svilupperanno l’autismo “.

” Sappiamo già che il testosterone prenatale è associato a un rallentamento dello sviluppo sociale e del linguaggio, alla grande attenzione per i dettagli, e a dei tratti autistici. Oggi, per la prima volta, siamo riusciti a dimostrare che alti livelli di ormoni steroidei sono  presenti nei bambini con diagnosi di autismo “, aggiunge.

Secondo i ricercatori, questi risultati potrebbero anche spiegare perché l’autismo è piu’ frequente negli uomini, questi ormoni sono prodotti in quantità maggiori nei maschi rispetto alle femmine.

Le cause esatte dell’autismo sono ancora sconosciute, ma i geni e i fattori sono ambientali sono spesso implicati.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: ici.radio-canada.ca e pressin.it

Ricerca: equipe di belgi scopre un nuovo gene collegato all’autismo

ADNP gene autismo ricercaFebbraio 2014 –  Ricercatori belgi scoprono gene dell’autismo

Con l’aiuto delle nuove tecnologie e grazie a una collaborazione internazionale, dei ricercatori del Centrum Medische Genetica d’ Anvers hanno scoperto un nuovo gene di cui le mutazioni possono causare l’autismo e una limitazione delle capacità intellettive.

L’università di Anversa ( UAntwerpen )  indica che  lo studio relativo a questa ricerca è stato pubblicato domenica su Nature Genetics Online. Circa l’1% della popolazione soffre di un disturbo dello spettro autistico che provoca vari problemi comportamentali e talvolta puo’ andare di pari passo con le disabilità intellettive. Si sa poco sulle diverse cause che possono provocare l’autismo, ma esistono delle prove che dimostrano come i fattori genetici possono giocare un ruolo importante nel suo sviluppo.

” Attraverso una nuova tecnologia chiamata ” Next Generation Sequencing ” è possibile svelare il codice del DNA dei nostri 20.000 geni in un solo esperimento “, spiegano i ricercatori. ” Grazie a questa tecnica, numerose mutazioni, ed errori nel DNA sono stati trovati nelle persone autistiche. Tuttavia, è ancora difficile capire l’effetto di queste mutazioni e (saperlo con certezza)  se sono o non sono la causa dell’autismo “.

I ricercatori del Centrum Medische Genetica, hanno analizzato i geni di un piccolo numero di persone autistiche. In un paziente hanno scoperto la mutazione di un gene ADNP ( proteina neuroprotettiva  attività  dipendente ).

Mai prima d’ora, un collegamento era stato scoperto tra le mutazioni di quel gene e l’autismo. Allargando la ricerca su altre persone autistiche, i ricercatori hanno scoperto mutazioni nello stesso gene in altri nove soggetti.

” Le mutazioni dell’ADNP potrebbero essere alla base dell’autismo nello 0,17% dei pazienti e lo renderebbro una delle cause genetiche  piu’ note di questo disturbo”.

Secondo i ricercatori, “Individuando questa nuova mutazione, i medici saranno in grado di rilasciare direttamente una diagnosi ”

Qui la ricerca in Inglese.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte levif.be

Autismo: Una ricercatrice, autistica e autodidatta, riceve una laurea honoris causa

michelle dawson autismoL’Università di Montreal, ha assegnato, lunedi’ 17 giugno, “un dottorato honoris causa alla ricercatrice Michelle Dawson, autistica e autodidatta, per i suoi lavori scientifici ed etici sull’autismo, il cui impatto è stato significativo ed ha contribuito a cambiare lo stato e la comprensione dell’autismo nel mondo “, riporta il comunicato dell’Università di Montreal.
” Attualmente, Michelle è una ricercatrice volontaria senza affiliazione accademica del Gruppo di ricerca in neuroscience cognitive all’Università di Montreal, prima lavorava come postina presso le poste canadesi, ma dopo 15 anni la sua carriera lavorativa è terminata a causa di un litigio con il suo datore di lavoro per via della diagnosi di autismo. Successivamente, il professore di psichiatria Laurent Mottron, esperto di autismo di fama internazionale le ha chiesto di unirsi al suo team di ricercatori, e Michelle all’età di 42 anni ha accettato”.
” E’dotata di un estrema capacità di assorbire e memorizzare l’informazione – per esempio, è in grado di citare migliaia di riferimenti provenienti dal suo database e di conoscere con precisione il contenuto – questo la rende una delle ricercatrici piu’ documentate nel mondo sull’autismo, racconta Laurent Mottron. L’ammiro per la sua critica onesta e virulenta se necessaria, mai compiacente. L’imparzialità di Michelle e il suo senso acuto di perfezione hanno contribuito in modo significativo a migliorare la qualità dei risultati della ricerca e la loro interpretazione “.
Questo premio è la testimonianza dell’apertura del mondo accademico verso il riconoscimento di un’altra forma di intelligenza.
Il blog di Michelle Dawson
Il link del laboratorio di neuroscienze cognitive di Montreal
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Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte Psychomedia.qc.ca del 18/06/2013

Autismo ricerca: L’esposizione all’inquinamento aumenta i rischi

inquinamento atmosferico ricerca autismoSecondo una ricerca pubblicata martedi’sulla rivista online Environmental Health Perspectives, delle donne esposte durante la gravidanza ad alti livelli di inquinamento atmosferico negli Stati Uniti potrebbero vedere raddoppiato il rischio di partorire un bambino autistico rispetto alle donne che vivono in ambienti piu’ protetti.
Questo è il primo studio nazionale che esamina il legame tra autismo e inquinamento su tutto il territorio americano, sottolineano i ricercatori della facoltà di salute pubblica dell’Università di Harvard (HSPH), a Boston nel Massachussets (nord-est).
“La nostra ricerca è preoccupante, perchè dimostra che, a seconda del tipo di inquinante, dal 20% al 60% delle donne prese a campione nello studio vivevano in zone a rischio di autismo elevato “commenta Andrea Roberts, ricercatrice dell’HSPH. Le particelle di piombo, manganese, mercurio, diesel, cloruro di metilene e altri inquinanti sono conosciute per i loro effetti nefasti sulle funzioni cerebrali e lo sviluppo del bambino.
Precedenti ricerche (due), avevano già evidenziato la relazione tra l’esposizione all’aria inquinata delle donne in gravidanza e la nascita di bambini con autismo, ma questi studi avevano analizzato unicamente dati provenienti da tre luoghi degli Stati Uniti.
Gli autori della ricerca, hanno esaminato i dati che provengono da studi di lungo termine iniziati nel 1989 su 116 430 infermiere. In questo gruppo i ricercatori hanno seguito 325 donne che avevano partorito un figlio autistico ed altre 22 000 di cui i figli non soffrivano di disturbi dello spettro autistico.
In seguito hanno esaminato i diversi livelli di inquinamento nell’aria al momento della nascita utilizzando i dati dell’Agenzia americana per la protezione dell’ambiente (EPA).
Inoltre hanno preso in considerazione anche altri fattori come il reddito, il livello di istruzione, e il vizio del fumo durante la gravidanza.
Le donne in gravidanza che vivevano in ambienti dove le concentrazioni di particelle di diesel e mercurio erano piu’ elevate presentavano un rischio doppio di partorire un figlio con autismo rispetto alle donne che si trovavano in luoghi meno inquinati da queste sostanze.
Le donne che risiedevano durante la gravidanza in ambienti dove la concentrazione nell’aria di piombo, manganese e cloruro di metilene erano elevate avevano il 50% in piu’di probabilità di partorire un bambino autistico rispetto alle donne residenti in luoghi meno esposti a queste sostanze inquinanti.
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Tradotto da Mondo Aspie, fonte Lapresse.ca del 17-06-2013

Ricerca autismo: Individuata rete complessa d’interazione tra geni che presentano variazioni

genetica autismoI ricercatori dell’Università di Oxford in collaborazione con altri Istituti hanno identificato e associato ai disturbi dello spettro autistico una rete complessa d’interazioni di alcuni geni. I risultati di questo studio pubblicato sulla rivista PLoS ONE mostrano come la rete individuata impatti sui messaggi inviati al cervello.
Questa collaborazione tra ricercatori tenta di identificare le copie anormali del DNA o variazioni genetiche associate all’autismo in 181 persone che presentano disturbi dello spettro autistico. I ricercatori mirano ad identificare la relazione possibile tra le funzioni biologiche dei diversi geni che presentano variazioni con la speranza di poter spiegare perchè differenti variazioni genetiche possono portare agli stessi sintomi nei disturbi dello spettro autistico. I ricercatori sono interessati ad un tipo di variazioni genetiche che sono il risultato di un numero anormale di copie di alcuni frammenti del DNA ( o CNV, variazione del numero delle copie), che sia un frammento mancante oppure delle copie multiple di questo frammento. I ricercatori che hanno cercato queste variazioni anche in un gruppo di persone che non presentano disturbi dello spettro autistico sono arrivati a queste conclusioni:
– 187 geni che hanno almeno una CNV sono connessi ad una rete unica di funzioni biologiche interdipendenti.
– Una CNV o diverse CNV che colpiscono questi 187 geni sono state trovate nel 45% delle persone con disturbo dello spettro autistico.
– Nella metà dei partecipanti con ASD (disturbi spettro autistico), queste variazioni che colpiscono uno o piu’ geni hanno funzioni biologiche interdipendenti.
– Le persone con ASD che presentano queste CNV, hanno in media 3 CNV nella rete identificata.
– Le persone con ASD che presentano una sola CNV hanno la tendenza ad avere questa CNV in un gene situato al centro di questa rete.
– Numerose proteine prodotte da questi geni giocano un ruolo importante nella trasmissione di messaggi elettrici tra cellule nervose.
– Questa rete contiene 22 geni già identificati nei disturbi dello spettro autistico.
Questa rete biologica di geni è dunque associata ai ASD e contribuisce a spiegare come dei geni differenti possono provocare disturbi dello spettro autistico intervenendo su meccanismi biologici collegati tra di loro.
Tradotto da Mondo Aspie,Fonte: Plosgenetics.org PLoS ONE 6 giugno 2013

Autismo: NAO, un robot umanoide per aiutare i bambini autistici (Video)

NAO ROBOT UMANOIDE AUTISMOUn robot umanoide che potrebbe essere uno strumento prezioso per diminuire i sintomi dei disturbi dello spettro autistico è stato testato in una scuola materna. NAO dovrebbe aiutare i bambini autistici a sviluppare l’attenzione.

NAO, creato dalla società francese Aldebaran Robotic, specializzata nella robotica umanoide, è stato sviluppato nell’ambito del progetto ASK NAO (Autisme Solution for Kids), i ricercatori americani dell’università di Vanderbilt (Nashville, Tennessee) hanno programmato questi piccoli robots in modo che possano aiutare i bambini autistici a migliorare le loro relazioni rispetto al loro ambiente.

Caratteristiche

NAO è alto 58cm, è equipaggiato di telecamere, microfoni e sensori sensibili al tocco. E’ dotato di diversi programmi educativi, tra cui Gess Emotions. Un’applicazione che consente a NAO di esteriorizzare dei sentimenti, con l’aiuto di gesti e di suoni, poi chiede al bambino di identificare l’emozione. L’ipotesi di partenza  è stata l’attrazione  spontanea dei bambini autistici verso gli apparecchi elettronici, per i ricercatori questo robot costituisce un punto d’incontro tra il mondo tecnologico e il mondo sociale umano. Lo scopo non è quello di rimpiazzare i terapeuti, ma aiutarli a completare il loro lavoro.

Un test riuscito

NAO è stato testato in una scuola materna del Regno Unito per piu’ di un anno. Constatazioni: l’utilizzo di questi robots è stata una reale motivazione per i bambini che seguivano le istruzioni dei robots durante gli esercizi.

Molteplici possibilità

Una speranza nell’educazione e nelle cure apportate ai bambini autistici, che sia neicentri di cura, nelle scuole o a casa. La sua API è open source, col fine di incoraggiare gli specialisti dell’autismo o dell’elettronica a partecipare a questo programma. I programmi sviluppati per NAO comprendono differenti servizi di sostegno alla persona, come l’assitenza alle persone anziane  o l’insegnamento.

Tradotto  e riadattato da Mondo Aspie, Fonte: Cnetfrance.net 15 maggio 2013