Autismo: Una ricercatrice, autistica e autodidatta, riceve una laurea honoris causa

michelle dawson autismoL’Università di Montreal, ha assegnato, lunedi’ 17 giugno, “un dottorato honoris causa alla ricercatrice Michelle Dawson, autistica e autodidatta, per i suoi lavori scientifici ed etici sull’autismo, il cui impatto è stato significativo ed ha contribuito a cambiare lo stato e la comprensione dell’autismo nel mondo “, riporta il comunicato dell’Università di Montreal.
” Attualmente, Michelle è una ricercatrice volontaria senza affiliazione accademica del Gruppo di ricerca in neuroscience cognitive all’Università di Montreal, prima lavorava come postina presso le poste canadesi, ma dopo 15 anni la sua carriera lavorativa è terminata a causa di un litigio con il suo datore di lavoro per via della diagnosi di autismo. Successivamente, il professore di psichiatria Laurent Mottron, esperto di autismo di fama internazionale le ha chiesto di unirsi al suo team di ricercatori, e Michelle all’età di 42 anni ha accettato”.
” E’dotata di un estrema capacità di assorbire e memorizzare l’informazione – per esempio, è in grado di citare migliaia di riferimenti provenienti dal suo database e di conoscere con precisione il contenuto – questo la rende una delle ricercatrici piu’ documentate nel mondo sull’autismo, racconta Laurent Mottron. L’ammiro per la sua critica onesta e virulenta se necessaria, mai compiacente. L’imparzialità di Michelle e il suo senso acuto di perfezione hanno contribuito in modo significativo a migliorare la qualità dei risultati della ricerca e la loro interpretazione “.
Questo premio è la testimonianza dell’apertura del mondo accademico verso il riconoscimento di un’altra forma di intelligenza.
Il blog di Michelle Dawson
Il link del laboratorio di neuroscienze cognitive di Montreal
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Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte Psychomedia.qc.ca del 18/06/2013

Autismo Ricerca: L’intelligenza dei bambini autistici viene spesso sottovalutata

Due test di percezione usati da Isabelle Soulières. Nel primo, l'obbiettivo è trovare nel disegno delle forme che sembrano una casa. Nel secondo, l'allievo deve trovare il piu' rapidamente possibile la X rossa.
Due test di percezione usati da Isabelle Soulières. Nel primo, l’obbiettivo è trovare nel disegno delle forme che sembrano una casa. Nel secondo, l’allievo deve trovare il piu’ rapidamente possibile la X rossa.

02/03/2013 -I ricercatori della neuropsicologa Isabelle Soulières hanno dimostrato che i bambini autistici sono spesso intellettualmente sottostimati.Quando pensiamo all’autismo, pensiamo al personaggio incarnato da Dustin Hoffman nel film Rain Man, a delle persone che hanno competenze in un settore specifico – matematica, musica oppure le statistiche del baseball – che oltrepassano ogni comprensione. In breve, nell’immaginario collettivo gli autistici hanno spesso delle capacità sovrastimate e abilità sovrumane. Nell’insegnamento la tendenza s’inverte. Nei casi piu’ gravi – 30% dei bambini autistici, alle volte incapaci di comunicare in alcun modo – vengono considerati come dei ritardati mentali. Per Isabelle Soulières, professoressa al Dipartimento di psicologia, i bambini con forme di autismo grave sono intellettualmente sottostimati. ” All’apparenza, questi bambini hanno un livello molto basso, spiega la neuropsicologa, ma non bisogna abbandonare l’idea di far loro apprendere degli insegnamenti accademici “. Questa è la conclusione di uno studio effettuato su una trentina di allievi dai 6 ai 12 anni provenienti da due scuole specializzate nell’insegnamento agli autistici con grosse difficoltà di adattamento. Tutti i bambini selezionati erano considerati sulla base dei test tradizionali come dei ritardati mentali e non parlavano oppure comunicavano poco. ” Spesso, veniamo incolpati di scegliere degli autistici tra i piu’ dotati per dimostrare che sono in  grado di svolgere compiti complessi, sottolinea. Questa volta abbiamo fatto il contrario”.

Valutare l’intelligenza

Valutare l’intelligenza dei bambini autistici non è un obbiettivo facile da realizzare . Poichè diversi autistici a basso funzionamento non comunicano verbalmente, una parte dei test è stata scartata. Il test selezionato, delle matrici progressive di Raven, è stato elaborato per delle persone cresciute in un contesto culturale differente. Questo test  consiste nel trovare tra le opzioni le risposte che completano la sequenza di forme geometriche presentate. Il tutto è assolutamente logico e non richiede nessuna istruzione.

Problema risolto ? Niente di piu’ falso. Molti bambini autistici, per delle ragioni che ignoriamo, non sono in grado di puntare le opzioni di risposta. Isabelle Soulières ha quindi modificato questo test ed ha creato una specie di puzzle dove bisognava inserire un pezzo dentro un buco. ” E ancora una volta, abbiamo avuto dei problemi, perchè i bambini erano superallenati ad utilizzare tutti i pezzi, quindi tutte le nostre opzioni di risposta per completare il puzzle. Abbiamo dovuto mostrare loro che potevano utilizzare solo un pezzo “, spiega. La neuropsicologa ha anche sottoposto i bambini a dei test di percezione, ambito dove gli autistici hanno performance piu’ alte rispetto alla popolazione normale.

Nel gruppo studiato, i test delle matrici progressive di Raven ha rilevato che il 65% degli autistici generalmente considerati come ritardati mentali hanno delle capacità di risoluzione dei problemi comparabili a quelli di una classe normale. E le note ai test di percezione rinforzano questo risultato: gli allievi dotati per identificare le forme geometriche o le lettere hanno eseguito meglio il test d’intelligenza classico di Raven. ” Questo significa che gli autistici “a basso funzionamento” hanno spesso delle capacità intellettuali normali che non sono  in grado di applicare nella loro vita quotidiana ” dice Isabelle Soulères. La neuropsicologa, che redige un articolo scientifico a partire da questi risultati è aiutata da Michelle Dawson, una ricercatrice autistica autodidatta che possiede una conscenza enciclopedica dell’argomento. Isabelle Soulierès gli sottopone le sue analisi in modo che possa trovare i difetti e gli errori di ragionamento.

Stili cognitivi

Dal punto di vista neurologico, la spiegazione tradizionale è che l’autismo sia causato da una sotto-connettività tra i lobi parietali, che sono coinvolti quando tentiamo di rappresentare in modo astratto un’informazione, e il lobo frontale, che permette di testare delle ipotesi. Il corollario di questa teoria implica che piu’ un compito è complesso e richiede una comunicazione tra le due parti del cervello, piu’ gli autistici sono svantaggiati. Ma non è quello che Isabelle Soulières ha constatato nelle sue ricerche. ” A QI uguale, una persona autistica è il 42% piu’ rapida nel test delle matrici di Raven rispetto ad una persona neurotipica “, osserva.

Senza sapere che cosa succede nel cervello delle persone come Michelle Dawson, la professoressa ci tiene a sottolineare che hanno dei punti forti, come il ragionamento logico differente dal resto della popolazione, probabilmente in ragione di una maniera differente di trattare le informazioni che in loro è unica. E’ per questo che tenendo conto di questi stili cognitivi particolari spera di trovare un metodo di insegnamento adatto agli autistici che permetta di vedere al di là del loro carapace.

Fonte Journal L’UQAM,        vol. XXXIX, no 14 (2 avril 2013)

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, Fonte Uqam.ca

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Autistici: l’intelligenza diversa.

Michelle Dawson e Laurent Mottron
Michelle Dawson e Laurent Mottron

Un’equipe dell’Università di Montreal dimostra che i metodi comunemente utilizzati per valutare l’intelligenza degli autistici sono inadeguati.

E’ tutto sbagliato. E la maggior parte dei ricercatori è d’accordo. Le misure effettuate fino ad oggi non sono rappresentative e contribuiscono ad alimentare il mito che le persone autistiche sono disabili intellettivi, o eccezionalmente degli ” Idioti ” sapienti (idiots-savants).

L’equipe del Dr Laurent Mottron, professore del dipartimento di psichiatria dell’Università di Montreal, ha gettato un mattone nello stagno dei consensi tenuti troppo a lungo, durante il congresso dell’American Association for the Advancement of Science (AAAS) a Saint-Louis nel Missouri.

In collaborazione con Michelle Dawson, una ricercatrice autistica, il Dr Mottron ha dimostrato che i metodi correnti utilizzati per valutare l’intelligenza degli autistici erano inadeguati e non permettevano di rilevare il reale livello d’intelligenza di queste persone alle volte silenziose e di cui il comportamento bizzarro, spesso, ha portato in un certo senso ad una sottovalutazione delle loro capacità intellettuali.

Per apprezzare adeguatamente l’intelligenza degli autistici, il Dr Mottron, sottolinea anche il fatto che spesso i bambini vengono valutati all’età di 4 o 5 anni, ossia, molto prima che un bambino abbia sviluppato al massimo il suo potenziale intellettivo, che apparirebbe solo intorno ai 6 anni. Dunque, questa stima iniziale sarebbe in gran parte una sottostima del loro livello d’intelligenza. ” Un tale giudizio sbagliato comporterebbe delle conseguenze disastrose sui bambini diagnosticati a basso funzionamento, perchè non viene offerto, né il materiale,  nè le occasioni di cui avrebbero bisogno per imparare e per crescere “, dice Michelle Dawson, che in un periodo della sua vita è stata definita autistica a basso funzionamento.

Visione negativa

Nella maggior parte dei centri di ricerca e delle cliniche del mondo, il quoziente intellettivo (QI) degli autistici viene misurato tramite le scale Wechsler che sono costituite da 11 subtest che presumibilmente compongono un campione rappresentativo delle differenti caratteristiche della cognizione umana. Gli autistici che hanno una padronanza del linguaggio orale sono piuttosti mediocri nei subtest verbali, in particolare in quelli che riguardano la comprensione, ma eccellono letteralmente nei test di disegni con blocchi contrariarmente ai non autistici che presentano costantemente un livello medio negli stessi test. ” Gli autistici hanno chiaramente un picco di abilità in un subtest che consiste nel riprodurre un cubo geometrico con facce “, sottolinea il Dr Mottron, che dirige la clinica specializzata in autismo l’Hôpital Rivière-des-Prairies.”  Da trent’anni, un’ipotesi dominante nel mondo scientifico dice che gli autistici sono bravi nei disegno con blocchi, perchè hanno un deficit nel trattemento delle forme globali. Pertanto, partendo da un dogma assolutamente non contestato che l’autismo sia una malattia, i ricercatori cercano quello che non funziona negli autistici. Cercano deficit  che sognano di accoppiare insieme a delle anomalie genetiche o cerebrali “.

” Non esiste alcuna evidenza che questo picco di abilità per i disegni con blocchi sia causato da un deficit, non è che una presunzione, e noi l’abbiamo dimostrato in una precedente pubblicazione “, aggiunge la cofirmataria dell’articolo presentato all’AAAS, Michelle Dawson, che deplora con forza la visione spesso negativa dell’autismo.

Un cervello differente

Partendo dall’idea che gli autistici, hanno un cervello differente rispetto ai nostri – che Michelle Dawson descrive come “tipici” – , gli autistici possono riuscire in determinati compiti meglio di noi, i ricercatori dell’Università di Montreal sono impegnati nella ricerca dei punti forza che la maggior parte degli autistici possiede. Perchè, in effetti, quasi tutti gli autistici hanno dei picchi di abilità: alcuni sono musicisti talentuosi, altri sono dotati di un orientamento spaziale eccezionale, altri sono dei calcolatori e riescono a trovare il nome del giorno e ad individuare una data futura guardando un calendario dell’anno scorso, una prodezza che necessita di un algoritmo molto potente.

I ricercatori hanno anche scoperto che gli stessi autistici verbali riescono molto meglio ( raggiungono i 30 centili in piu’ che nelle scale Wechler ) nei test delle matrici progressive di Raven, un test di soluzione dei problemi che implica un alto livello di ragionamento astratto, ma non comporta alcuna istruzione verbale. In piu, alcuni autistici non verbali, che son stati classificati con ritardo medio a causa  delle scarse performance ottenute nelle scale Wechsler, hanno ottenuto risultati di scores eccezionali (fino a 95 centili ) nei test di Raven, mentre alcune prove del test che sollecitano la logica del linguaggio possono essere risolte da soggetti tipici o non autistici. ” Questo prova che gli autistici non funzionano come noi, e non risolvono i problemi attraverso le nostre stesse modalità , afferma Laurent Mottron. Pertanto, i non autistici ottengono risultati equivalenti nei due test ( Wechsler e Raven ).

John Raven ha creato questo test per misurare l’abilità di apprendimento e valutare l’intelligenza indipendentemente dal livello di cultura, sottolinea il Dr Mottron. Gli eserciti di tutto il mondo lo utilizzano per testare “il comprendonio” degli ingaggiati, tenuto conto del fatto che il recrutamento avviene in ambienti socioculturali svantaggiati. Essendo completamente privo istruzioni verbali, il test di Raven è stato anche utilizzato come chiave anti-razzista per dimostrare che le popolazioni aventi poco accesso al codice scritto hanno lo stesso livello d’intelligenza di altre piu’ istruite.

Una forza interpretata come un deficit

Numerosi ricercatori associano i picchi di abilità degli autistici ad un’intelligenza strettamente percettiva, che considerano spesso come una facoltà cognitiva poco evoluta. Tuttavia, alcuni compiti del test di Raven sembrano necessitare di un trattamento cognitivo piu’ complesso rispetto alla semplice percezione, dice Laurent Mottron. Gli autistici utilizzano la percezione in modo differente dal nostro per risolvere  compiti detti d’intelligenza. ” La percezione è sovrafunzionale negli autistici che differenziano meglio di noi sia sul piano visivo che uditivo. E gioca probabilmente un ruolo piu’ importante ed efficace nella soluzione dei compiti che richiamano all’intelligenza rispetto alle persone non autistiche “, sottolinea.

Quando guardano un oggetto, gli autistici esplorano minuziosamente la fisica dell’oggetto, la sua brillantezza, la sua forma, un trattamento molto approfondito che apre numerose porte, spiega il ricercatore. Gli autistici sembrano apprendere molte piu’ cose di noi da una semplice esposizione. ” Noi assimiliamo informazioni senza fare sforzi intellettuali, in una modo meno volontario rospetto ai non autistici e senza sapere veramente cosa farne ” precisa l’autistica Michelle Dawson. “Questa conoscenza resta senza fare niente nel mio cervello fino a quando non mi trovo davanti un compito dove questa informazione si puo’ integrare e puo’ servire per risolvere un problema “.

Al contrario, quando Laurent Mottron legge un articolo scientifico, è per cercare un certo numero d’informazioni che confermeranno o annulleranno  la sua ipotesi  di partenza. “Io non memorizzo tutto, sfoltisco tutto quello che non riguarda l’informazione che cerco per non distrarmi. E se piu’ tardi ho bisogno di un’altra informazione che si trova nello stesso articolo, lo rileggo “, dice Michelle Dawson.  Il Dr Laurent Mottron non cessa di sottolineare il contributo incredibile apportato da Michelle Dawson, sua collega di lavoro da circa tre anni. ” Possiamo interrogare Michelle dopo la lettura di un articolo nella stessa maniera in cui si interroga un database, perchè Michelle non ha preferenze su cio’che memorizza. Assimila informazioni anche se non sa a cosa potrebbero servire. Ma poi, connette queste informazioni con quello che sente o vede e cio’ le da numerose idee nuove e inaspettate per capire un problema. Inoltre, la sua mente non è parziale, mentre la nostra lo è costantemente perchè cerchiamo da anni di difendere delle ipotesi che non abbiamo sviluppato “, precisa il Dr Mottron.

Per Michelle Dawson e Laurent Mottron, l’intelligenza percettiva degli autistici è senza dubbio un’ intelligenza vera. La ricercatrice autistica crede ” che bisognerà valutare l’intelligenza alla capacità di un individuo di effettuare un compito oppure no, piuttosto che il fatto di arrivarci attraverso dei mezzi tipici o atipici “.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, Fonte: Ledevoir

Autismo: L’intelligenza degli autistici al servizio della scienza

Michelle Dawson

Diagnosticata autistica nel 1990, Michelle Dawson si è talmente interessata alla ricerca sulla sua condizione al punto da essere considerata  oggi come una luminare mondiale… senza avere una laurea universitaria.” E’ la ricercatrice autistica piu’ citata attualmente nella ricerca nel campo dell’autismo, afferma Laurent Mottron, M. D., Ph. D.,  professore del Dipartimento di psichiatria dell’Università di Montreal e direttore del programma autismo dell’Ospedale Rivière-des-Prairies (Montreal). , che ha scritto insieme a lei 13 articoli e diversi capitoli di libri. Il ricercatore ha presentato questa settimana sulla rivista Nature un articolo basato sulla collaborazione con la sua ex paziente, integrata dal 2004 nel suo gruppo di ricerca. ” Michelle Dawson ha dimostrato che l’autismo, quando è combinato con un’ intelligenza estrema e un interesse per la scienza, puo’ essere una benedizione e un vantaggio incredibile in un laboratorio”, scrive nel testo intitolato «The Power of Autism» (Nature, vol. 479, p. 33), qui l’articolo in italiano, “La forza dell’autismo”.

L’articolo che potrebbe rappresentare una svolta nella comprensione dell’autismo, è un’arringa difensiva a favore “dell’intelligenza differente ” degli autistici, un concetto che il ricercatore difende da 20 anni. “Una delle cose che mi rinfaccia Michelle, è il fatto che non riconosciamo i punti forza degli autistici  in alcuni test d’intelligenza, come una manifestazione di una vera intelligenza”, dice. “Non credo che il deficit intellettuale sia una parte intrinseca dell’autismo”, afferma il Professore Mottron nel testo che occupa tre pagine della rivista scientifica. “Solo il 10% degli autistici soffre di un disturbo neurobiologico associato ad una maggiore disabilità intellettiva, cita nell’articolo.

Laurent Mottron

Per Laurent Mottron, l’autismo potrebbe un giorno sparire dal manuale diagnostico e statistico delle malattie mentali, come l’omosessualità considerata una malattia psichiatrica e rimasta per troppo, molto tempo presente in quel manuale. La signora Dawson, e altri sette autistici che lavorano con lui nel laboratorio di neuroscienze cognitive e disturbi pervasivi dello sviluppo, gli hanno aperto gli occhi sull’atteggiamento “normocentrico” degli scienziati che si occupano di autismo.

Il blog scientifico di Michelle Dawson

Nel suo blog scientifico The Autism Crisis, Michelle Dawson pubblica la sua analisi sull’evoluzione della ricerca nell’autismo e intraprende discussioni con alcuni dei piu’ grandi specialisti di questo tempo. “Ha accumulato circa 5000 articoli nel disco duro del suo computer, dice il Dr Mottron. Piu’ di un esperto. E puo’ citarvi il contenuto di un articolo letto piu’ di due anni fa con precisione incredibile”.

All’inizio della loro collaborazione, Mottron rimase sbalordito delle abilità della sua paziente, commentando i progressi dei suoi lavori. Con una precisione sorprendente, sottolineava la forza di quello o questo studio e risultava intrattabile sulle debolezze degli altri. Passava al setaccio i piu’ grandi nomi della disciplina…senza dimenticare il suo capo. “E’ senza dubbio il miglior recensore che io conosca. E quando gli faccio leggere i miei articoli, mi aspetto di essere trattato senza pietà “.

Con Michelle, tutte le cifre e tutte le referenze vengono esaminate. La revisione di un articolo puo’ comportare fino a 12 pagine di note e 70 annotazioni. Sono tutte pertinenti ? “Spesso non siamo d’accordo su quello che è importante oppure no, o su quello che corrisponde ad un errore o a una imprecisione senza importanza reale”.

E’ per rispetto intellettuale  che il professore Mottron ha aggiunto  il suo nome agli articoli prodotti dal suo gruppo di ricerca, che conta 18 collaboratori  “Spesso i datori di lavoro non si rendono conto di cio’ che gli autistici sono in grado di fare e li relegano a svolgere lavori ripetitivi e subalterni, dichiara nelle rivista Nature. E invece sono convinto che la maggior parte di loro sia capace di dare contributi sgnificativi alla società”.

Alcuni sono rabbrividi all’idea che un’ autodidatta partecipi alle ricerche di un gruppo istituito. Ma Laurent Mottronnon ha problemi a difendere questa idea. Avrebbe potuto intraprendere una carriera scolastica  di successo che l’avrebbe portata alla laurea universitaria? Mottron è nel dubbio. ” E lo ammette anche lei, non capisce alcune domande che comportano molte risposte possibili in esami che sembrerebbero elementari. No, francamente, si tratta di un’intelligenza diversa e  che noi abbiamo la responsabilità collettiva di capirla meglio”.

Ai margini della sua attività di ricerca, la Signora Dawson difende la comunità che rappresenta. Ha creato un blog, No Autistics Allowed, un’eplorazione sulle discriminazioni nei confronti degli autistici. Il logo: è un’ immagine di farfalla in negativo fotografico.

Tradotto da Mondo Aspie, fonte Nouvelles.umontreal.ca

Autismo: Laurent Mottron, i ricercatori devono smettere di concentrare il loro lavoro sui deficit degli autistici

Laurent Mottron

In un articolo provocatorio pubblicato sulla Rivista Nature, il professore Laurent Mottron, del Centro d’eccellenza dei disturbi pervasivi dello sviluppo dell’Università di Montreal, dice che noi dobbiamo cessare di assimilare la struttura cerebrale differente delle persone autistiche a un deficit.

Numerosi autistici – e non solo i “savant” possiedono in effetti delle qualità e delle abilità che possono superare  quelle delle persone non autistiche.

“Le recenti ricerche e la mia esperienza suggeriscono che sia arrivato il tempo di incominciare a considerare l’autismo come un  vantaggio in alcuni settori”, ha detto il professore Laurent Mottron.

Il team di ricerca del Dr Mottron, come altri ricercatori, ha fermamente stabilito e ribadito le competenze e, alle volte, la superiorità delle persone autistiche nelle molteplici attività cognitive, come la percezione e il ragionamento.

Il suo gruppo di lavoro comprende molte persone autistiche, e l’integrazione di una di loro, Michelle Dawson, rappresenta un particolare successo. La signora Dawson, apporta dei contributi importanti  alla nostra comprensione della sua condizione autistica, attraverso il suo lavoro e il suo giudizio. “Michelle ha messo in dubbio la mia comprensione scientifica dell’autismo”, spiega Laurent Mottron. Per esempio, Michelle interpreta i punti forza degli autistici come una manifestazione di un’autentica intelligenza piuttosto che una sorta di “inganno” cerebrale che gli permette di effettuare compiti intelligenti senza comprenderli veramente.

“Sono sorpreso che, per decenni, i ricercatori abbiano valutato l’entità del ritardo mentale basandosi su test inappropriati e sull’errata interpretazione dei punti forza delle persone con autismo”, aggiunge.

Michelle Dawson

” Noi abbiamo coniato una parola per questo: il normocentrismo, che significa l’idea preconcetta che quello che voi fate, è per principio, normale, e quello che fa, oppure quello che è una persona autistica, è per principio, anormale”, ha dichiarato il professore. “Bisogna ricordare che questa maniera di concepire l’autismo costituisce la retorica abituale delle collette per raccogliere fondi e per ottenere le sovvenzioni. Tuttavia si tratta di un prezzo da pagare nei confronti  della maniera in cui le persone autistiche vengono viste nei discorsi sociali”. ” Nonostante il finanziamento pubblico e filantropico sia importante per far progredire la nostra comprensione nei confronti dell’autismo,  è raro che venga utilizzato per lavorare verso degli obbiettivi individuati dalla stessa comunità autistica”, aggiunge il Dr Mottron, deplorando il fatto che molte persone autistiche finiscono per occupare impieghi ripetitivi esubalterni, malgrado la loro intelligenza e le loro attitudini portate a dare contributi molto piu’ significativi per la società. ” Michelle Dawson e altre persone autistiche, mi hanno convinto che, nella maggior parte dei casi, gli autistici hanno bisogno di opportunità e di sostegno, e raramente di trattamenti”, dichiara il ricercatore” . “Il mio laboratorio, come altri team di ricerca, credono che l’autismo debba essere descritto e studiato come una variante della specie umana e non come un difetto da cancellare”.

Nel suo articolo, Laurent Mottron si augura che la scienza faccia di tutto per restituire alle persone autistiche un posto in questa società umana. Approfondisce le abilità specifiche di alcune persone autistiche, fornendo una gamma di esempi reali e offre alcune  informazioni personali ottenute insieme ai suoi collaboratori e  a Michelle Dawson.

A proposito del professore Laurent Mottron
Laurent Mottron, M. D., Ph. D., è professore del Dipartimento di psichiatria dell’Università di Montreal e direttore del programma autismo dell’Ospedale Rivière-des-Prairies (Montreal). E’ anche l’ideatore del centro d’eccellenza dei disturbi pervasivi dello sviluppo dell’Università di Montreal (CETEDUM), branca del CENUM affiliato al Centro di ricerca Fernand-Seguin. 

Tradotto da Mondo Aspie, fonte Nouvellesumontreal.ca