L’ intelligenza autistica

Ai giorni nostri, l’intelligenza autistica è ancora sottovalutata. Ritardo mentale e autismo sono ampiamente associati nella società in generale come se tutti e due coesistessero quasi simultaneamente.

Le prime conclusioni sulle misure dell’intelligenza autistica riportavano una proporzione del 75% costituita da autistici con deficit intellettivo (QI inferiore a 70). Oggi, ufficialmente, questa cifra è stimata intorno al 15%. Una cifra ufficiale che rimane superiore al tasso di disabilità intellettiva della popolazione generale che è circa il 3%.

Sebbene la proporzione degli autistici con diagnosi di ritardo mentale sia diminuita significativamente, la cifra sembrerebbe ancora sbagliata. Secondo le ricerche di Laurent Mottron , possiamo distinguere quattro profili autistici secondo il linguaggio:

  • Gli autistici denominati Asperger con un sovrasviluppo del linguaggio (10%)
  •  Gli autistici con un ritardo nello sviluppo del linguaggio (30-40%)
  • Gli autistici con uno sviluppo del linguaggio associato a disfasia, disprassia, aprassia, etc. (20%)
  •  Gli autistici non verbali (10%)

 

Il 15% restante sarebbe rappresentato da autistici sindromici il cui linguaggio è tardivo e semplificato. Questi “autistici “ hanno nella maggior parte dei casi, deficit intellettivi. La rilevanza di questa categoria nell’autismo è fortemente messa in discussione. A prima vista, queste persone hanno una sindrome di origine genetica o meno : X fragile, sclerosi tuberosa, sindrome di Rett, sindrome di Cowden, sindrome di Angelman, sindrome di Timotty, malattie rare. Queste sindromi possono portare a comportamenti osservabili simili all’autismo prototipico, ma in realtà, non hanno niente a che vedere con il funzionamento interno del pensiero autistico. Queste due categorie, si oppongono a piu’ criteri cosi’ tanto che non dovremmo piu’ riunirli sotto lo stesso termine: autismo. Tuttavia, autistici prototipici e autistici sindromici non sono attualmente differenziati al momento della diagnosi e questo genera un’ enorme confusione e incomprensioni.

Inoltre, misurare questa particolare intelligenza autistica risulta una grande sfida. Il cervello degli autistici funziona diversamente e il modo in cui vengono trattate le informazioni è unico. Gli strumenti per misurare l’intelligenza autistica spesso non sono adatti per questa distinta neurologia. I test di intelligenza standard non tengono conto dello sviluppo cognitivo, della comunicazione, della memoria, della percezione, dell’autismo atipico. Il sovrafunzionamento percettivo degli autistici è la base dell’intelligenza autistica. Il trattamento dell’informazione è completamente diverso da quello delle persone non autistiche. Possiamo notare questa elaborazione dell’informazione percettiva durante la giovane età, quando il bambino sviluppa degli interessi specifici.

Per misurare l’intelligenza degli autistici, bisognerebbe utilizzare test percettivi, come le matrici progressive di Raven, un test interamente logico che non richiede alcuna istruzione. A volte, è addirittura necessario adeguare i test di intelligenza, come dimostra Isabelle Soulières. Alcune persone autistiche non sono in grado di indicare una scelta per la risposta. Per questa ragione, la neuropsicologa ha adattato i test delle matrici progressive di Raven in modo da renderlo una specie di enigma. Le sue ricerche hanno dimostrato che, il 65% degli autistici che hanno fatto il test di Raven considerati come ritardati mentali hanno capacità di soluzioni dei problemi simili agli allievi non autistici di una classe regolare. In combinazione con i test percettivi, i risultati sono rafforzati.

Quando bambini autistici che si pensa abbiano un deficit intellettivo eseguono apprendimenti sorprendenti, spettacolari, definiamo questi eventi come “ prodezze inspiegabili “. Eppure, queste abilità isolate, all’apparenza, fanno parte della vera intelligenza che è stata sottoutilizzata e sottovalutata. Quando non siamo in grado di stabilire una comunicazione con il bambino autistico, è, in molti casi considerato come disabile intelletivo. Lo stesso quando un bambino autistico è considerato come “ severo “ ( precedentemente chiamato a basso funzionamento o pesante ). I cosidetti bambini “gravemente autistici “ hanno un reale potenziale intellettivo, anche se hanno ottenuto punteggi molto bassi sui test di intelligenza tradizionali.

E anche, non esiste alcuna correlazione tra lo sviluppo del linguaggio e l’intelligenza, ne esiste correlazione tra “ autismo severo “ e ritardo mentale. Non si dovrebbe mai rinunciare all’idea di far seguire un insegnamento accademico a un autistico etichettato con disabilità intellettiva, e andando oltre, è meglio presumere che il bambino sia intelligente, invece del contrario. Questa grande confusione nella comprensione dell’autismo in questo settore comporta notevoli difficoltà nello sfruttare il potenziale delle persone autistiche.

La disabilità intellettiva non è piu’ frequente nelle persone autistiche rispetto a quelle non autistiche. Le capacità intellettive degli autistici sono variabili e in proporzione molto simili, come nei non-autistici. L’autismo, la condizione neurologica, non influisce sulle facoltà intellettive.

Tradotto e riadattato da Mondo aspie

Fonti:

L’intervento precoce nei bambini autistici. Nuovi prinicipi per supportare un’altra intelligenza, Laurent Mottron ( Mardaga, 2016 )

asdi-org.ca , aqnp.ca, quebec.huffingtonpost.ca

Autismo talenti: Susan Boyle ha dichiarato di avere la sindrome di Asperger

susan boyle sindrome di aspergerLa cantante britannica Susan Boyle, rivelazione talentuosa della trasmissione ” Britain’s Go Talent “ha annunciato al quotidiano inglese ” The Observer ” di avere la sindrome di Asperger, una forma di autismo.

Per sua stessa ammissione dice di sentirsi ” sollevata “. In un’intervista rilasciata al quotidiano The Observer, Susan Boyle, 52 anni, ha dichiarato che un medico le ha diagnosticato l’anno scorso la sindrome di Asperger e ha riscontrato un QI ( quoziente intellettivo ) superiore alla norma. La cantante pensava che le difficoltà incontrate a scuola nell’apprendimento fossero causate da una mancanza di ossigeno al cervello avvenuta dopo la nascita.

” La sindrome di Asperger non è qualche cosa che mi definisce. E’ un problema con il quale devo convivere. Ma adesso che ho la consapevolezza della sindrome ho una migliore comprensione delle mie difficoltà e mi sento molto sollevata “. La cantante spiega che nella vita ha incontrato parecchie ” difficoltà nelle relazioni sociali ” e nella comunicazione e questo le ha causato un forte ” senso di frustrazione “.” Le persone dovrebbero essere un po’ piu’ pazienti nei nostri confronti, questo sarebbe d’aiuto “.

Un ruolo al cinema

Dal 2009, anno della sua interpretazione della canzone “I Dreamed a Dream” del musical ” I miserabili ” nella trasmissione  “Britain’s Got Talent”, Susan Boyle ha venduto piu’ di 14 milioni di album, e recentemente ha lanciato il suo quarto disco: Home for Christmas. Dall’altra parte della Manica, ha debuttato al cinema nel lungometraggio The Christmas Candle uscito nelle sale a fine novembre.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, 08/12/2013  fonte: metronews.fr

 

Autismo ricerca: I bambini autistici superano gli altri nelle prove di matematica

autismo abilità matematicheSecondo uno studio pubblicato il 17 agosto 2013 sulla rivista Biological Psychiatry, i bambini con autismo
hanno superato gli altri in una prova di matematica.
I bambini autistici con un quoziente intellettivo nella media ottengono risultati migliori nelle prove di matematica rispetto ai bambini normodotati con lo stesso QI, secondo una piccola ricerca. La superiorità delle abilità matematiche dei bambini autistici è stata associata ai modelli di attivazione di una zona particolare del cervello, una zona che normalmente è collegata al riconoscimento dei volti e degli oggetti visuali.
” Sembra esserci un unico modello di organizzazione cerebrale che enfatizza la superiorità delle abilità nel risolvere i problemi nei bambini autistici “, commenta uno dei principali autori dello studio, Vinod Menon, professore di psichiatria e scienze comportamentali all’Università di Stanford.
Lo studio ha coinvolto 18 bambini autistici, di un età compresa dai 7 ai 12 anni, e un gruppo di 18 bambini non autistici. Tutti i partecipanti hanno dimostrato capacità verbali e di lettura normali nei test standard, ma i bambini autistici hanno superato con migliori performance i bambini non autistici nei test di matematica.
I ricercatori hanno misurato l’attività cerebrale dei bambini tramite risonanza magnetica mentre eseguivano i problemi matematici. Le scansioni del cervello dei bambini autistici hanno rilevato un’attività insolita nella corteccia occipito-temporale ventrale, una zona del cervello specializzata nell’elaborazione dei volti e degli oggetti visuali.
“Le ricerche precedenti si concentravano esclusivamente sui punti deboli dei bambini autistici”, dichiara
Vinod Menon, ” il nostro studio invece supporta l’idea che lo sviluppo atipico del cervello degli autistici non comporta solo deficit, ma anche alcuni punti forza cognitivi molto importanti”.
I genitori possono tranquillizzarsi e concentrarsi sui punti forza dei loro bambini.
Menon, afferma che i bambini autistici spesso hanno talenti o abilità eccezionali. Ad esempio, possono ricordare immediatamente un giorno della settimana per ogni data segnata sul calendario anche a intervalli di anni, altri hanno sorprendenti abilità matematiche.
“Ricordare le date su un calendario è qualcosa che probabilmente non li aiuterà ad avere un successo professionale “. ” Ma la capacità di risolvere problemi numerici e di sviluppare buone competenze matematiche puo’ fare la differenza nella vita di un bambino autistico “.
In America, secondo il centro di controllo e prevenzione delle infermità, 1 bambino su 88 rientra nei disturbi dello spettro autistico.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie,fonte: Healtfinder.gov
Fonte: Stanford University, news release, 16 agosto 2013
Link della ricerca: Brain Organization Underlying Superior Mathematical Abilities in Children with Autism

Ricerca: rischio di autismo e QI basso nei bambini nati con la fecondazione assistita

autismo fecondazione assistitaUno studio svedese ha rivelato che i bambini nati con il metodo FIVET ICSI hanno piu’ probabilità di sviluppare l’autismo e di nascere con un QI inferiore a 70. Uno studio condotto da ricercatori svedesi ha dimostrato che i bambini nati dopo una FIVET ICSI (iniezione intro-citoplasmatica dello sperma) hanno maggiori probabilità di sviluppare disturbi dello spettro autistico e anche un quoziente intellettivo inferiore. Questo rischio aumenta del 51% quando una coppia ricorre a un metodo che consiste nell’iniezione di uno spermatozoo in un ovulo per compensare un basso numero di spermatozoi oppure la cattiva qualità dello sperma. Il Dr Avi Reichenberg, dell’Istituto di psichiatria del King College di Londra afferma: Il nostro studio analizza i trattamenti che si occupano dell’infertilità maschile e mostra chiaramente che è associata ad un aumento del rischio di sviluppare disturbi dello sviluppo nei discendenti. Per studiare l’argomento, ricercatori sostenuti dall’associazione Autism Speaks si sono basati sui dati di 2,5 milioni di bebè nati in Svezia dal 1982 al 2007.

03/07/2013 Link ricerca: Autism and Mental Retardation Among Offspring Born After In Vitro Fertilization
Tradotto da Mondo Aspie, fonte Parents.fr

Autismo: Jacob Barnett: il nuovo Einstein con la sindrome di Asperger

jacob Barnett sindrome di asperger nobelIl nuovo Einstein ha 14 anni e la sindrome di Asperger, sta per concludere un dottorato in Fisica Quantistica e ha già fondato un’associazione per sensibilizzare sul tema dell’autismo.
Il suo nome è Jacob Barnett, ha un quoziente intellettivo pari a 170 (la media è solitamente sui 100) e un dottorato in fisica quantistica che, a soli 14 anni, potrebbe donargli il premio Nobel. A due anni i medici gli diagnosticarono una forma piuttosto grave di autismo: non avrebbe potuto svolgere le normali attività dei bambini della sua età e avrebbe vissuto tutta la sua vita in modo “diverso”. Questo è quello che gli specialisti dissero ai suoi genitori dopo averlo visitato.
Una diagnosi errata perché Jacob, ad anni di distanza, è un piccolo Einstein e il suo nome adesso è in lista per ricevere l’onorificenza di valore mondiale istituita da Alfred Nobel nel 1895.
Jacob ha iniziato gli studi universitari, alla Pordue University di Indianapolis, a soli 10 anni e sin da subito ha messo in luce le sue capacità. Barnett non è solo uno studente, ama dare ripetizioni ai compagni, è anche un imprenditore di successo che, negli anni, ha creato, grazie anche all’aiuto della famiglia, la Jacob’s Place.
Questa è una fondazione umanitaria per sensibilizzare le persone sul tema dell’autismo. Jacob ha la di Sindrome di Asperger, SA. Un disturbo pervasivo dello sviluppo che ha in comune alcuni elementi sintomatici dell’autismo. I portatori di questa sindrome, solitamente, manifestano una compromissione delle interazioni sociali, schemi di comportamento ripetitivi e stereotipati.
La storia di Jacob è stata raccontata dall’Huffington Post. Il suo QI sarebbe più alto di quello di Albert Einstein e si è iscritto alla Purdue University di Indianapolis a dieci anni.
Jacob durante il suo discorso alla conferenza TEDx Teen di New York, ha dichiarato che non dovrebbe essere lì, perchè avevano detto che non avrebbe mai parlato e che probabilmente in questo momento c’è un medico che sta dando di matto. Nonostante sembri un ragazzino normale, mamma Kristine spiega che ogni giorno suo figlio deve lavorare sodo per far fronte ai suoi problemi.
La madre racconta che ci sono cose di se stesso che deve essere lui a sistemare, giorno dopo giorno. La donna ha raccolto la sua esperienza in un libro che, forse, sarà presto trasformato in un film. Essa spera che aiuti i bambini a capire che possono veramente arrivare dove vogliono.
Qui la pagina Facebook di Jacob Barnett
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Fonte: Mammedomani.it

Autismo Ricerca: L’intelligenza dei bambini autistici viene spesso sottovalutata

Due test di percezione usati da Isabelle Soulières. Nel primo, l'obbiettivo è trovare nel disegno delle forme che sembrano una casa. Nel secondo, l'allievo deve trovare il piu' rapidamente possibile la X rossa.
Due test di percezione usati da Isabelle Soulières. Nel primo, l’obbiettivo è trovare nel disegno delle forme che sembrano una casa. Nel secondo, l’allievo deve trovare il piu’ rapidamente possibile la X rossa.

02/03/2013 -I ricercatori della neuropsicologa Isabelle Soulières hanno dimostrato che i bambini autistici sono spesso intellettualmente sottostimati.Quando pensiamo all’autismo, pensiamo al personaggio incarnato da Dustin Hoffman nel film Rain Man, a delle persone che hanno competenze in un settore specifico – matematica, musica oppure le statistiche del baseball – che oltrepassano ogni comprensione. In breve, nell’immaginario collettivo gli autistici hanno spesso delle capacità sovrastimate e abilità sovrumane. Nell’insegnamento la tendenza s’inverte. Nei casi piu’ gravi – 30% dei bambini autistici, alle volte incapaci di comunicare in alcun modo – vengono considerati come dei ritardati mentali. Per Isabelle Soulières, professoressa al Dipartimento di psicologia, i bambini con forme di autismo grave sono intellettualmente sottostimati. ” All’apparenza, questi bambini hanno un livello molto basso, spiega la neuropsicologa, ma non bisogna abbandonare l’idea di far loro apprendere degli insegnamenti accademici “. Questa è la conclusione di uno studio effettuato su una trentina di allievi dai 6 ai 12 anni provenienti da due scuole specializzate nell’insegnamento agli autistici con grosse difficoltà di adattamento. Tutti i bambini selezionati erano considerati sulla base dei test tradizionali come dei ritardati mentali e non parlavano oppure comunicavano poco. ” Spesso, veniamo incolpati di scegliere degli autistici tra i piu’ dotati per dimostrare che sono in  grado di svolgere compiti complessi, sottolinea. Questa volta abbiamo fatto il contrario”.

Valutare l’intelligenza

Valutare l’intelligenza dei bambini autistici non è un obbiettivo facile da realizzare . Poichè diversi autistici a basso funzionamento non comunicano verbalmente, una parte dei test è stata scartata. Il test selezionato, delle matrici progressive di Raven, è stato elaborato per delle persone cresciute in un contesto culturale differente. Questo test  consiste nel trovare tra le opzioni le risposte che completano la sequenza di forme geometriche presentate. Il tutto è assolutamente logico e non richiede nessuna istruzione.

Problema risolto ? Niente di piu’ falso. Molti bambini autistici, per delle ragioni che ignoriamo, non sono in grado di puntare le opzioni di risposta. Isabelle Soulières ha quindi modificato questo test ed ha creato una specie di puzzle dove bisognava inserire un pezzo dentro un buco. ” E ancora una volta, abbiamo avuto dei problemi, perchè i bambini erano superallenati ad utilizzare tutti i pezzi, quindi tutte le nostre opzioni di risposta per completare il puzzle. Abbiamo dovuto mostrare loro che potevano utilizzare solo un pezzo “, spiega. La neuropsicologa ha anche sottoposto i bambini a dei test di percezione, ambito dove gli autistici hanno performance piu’ alte rispetto alla popolazione normale.

Nel gruppo studiato, i test delle matrici progressive di Raven ha rilevato che il 65% degli autistici generalmente considerati come ritardati mentali hanno delle capacità di risoluzione dei problemi comparabili a quelli di una classe normale. E le note ai test di percezione rinforzano questo risultato: gli allievi dotati per identificare le forme geometriche o le lettere hanno eseguito meglio il test d’intelligenza classico di Raven. ” Questo significa che gli autistici “a basso funzionamento” hanno spesso delle capacità intellettuali normali che non sono  in grado di applicare nella loro vita quotidiana ” dice Isabelle Soulères. La neuropsicologa, che redige un articolo scientifico a partire da questi risultati è aiutata da Michelle Dawson, una ricercatrice autistica autodidatta che possiede una conscenza enciclopedica dell’argomento. Isabelle Soulierès gli sottopone le sue analisi in modo che possa trovare i difetti e gli errori di ragionamento.

Stili cognitivi

Dal punto di vista neurologico, la spiegazione tradizionale è che l’autismo sia causato da una sotto-connettività tra i lobi parietali, che sono coinvolti quando tentiamo di rappresentare in modo astratto un’informazione, e il lobo frontale, che permette di testare delle ipotesi. Il corollario di questa teoria implica che piu’ un compito è complesso e richiede una comunicazione tra le due parti del cervello, piu’ gli autistici sono svantaggiati. Ma non è quello che Isabelle Soulières ha constatato nelle sue ricerche. ” A QI uguale, una persona autistica è il 42% piu’ rapida nel test delle matrici di Raven rispetto ad una persona neurotipica “, osserva.

Senza sapere che cosa succede nel cervello delle persone come Michelle Dawson, la professoressa ci tiene a sottolineare che hanno dei punti forti, come il ragionamento logico differente dal resto della popolazione, probabilmente in ragione di una maniera differente di trattare le informazioni che in loro è unica. E’ per questo che tenendo conto di questi stili cognitivi particolari spera di trovare un metodo di insegnamento adatto agli autistici che permetta di vedere al di là del loro carapace.

Fonte Journal L’UQAM,        vol. XXXIX, no 14 (2 avril 2013)

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, Fonte Uqam.ca

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Ricerca: L’autismo nei fratelli

fratelli autismoAutismo nei fratelli.
Uno studio condotto nel Dipartimento di Psicologia, Azusa Pacific University, in California, negli Stati Uniti d’America, ha osservato che  negli ultimi anni c’è stato un aumento della prevalenza di casi diagnosticati del disturbo dello spettro autistico (ASD), così come riportato in diversi studi. Anche se questo aumento della prevalenza dicasi di ASD è almeno in parte legato alla maggiore consapevolezza ed è ampliato dai criteri diagnostici oggi disponibili, il ruolo dei fattori ambientali non si può escludere, soprattutto se si considera che la causa della maggior parte dei casi di ASD rimane sconosciuta. Lo studio delle famiglie con più figli affetti da ASD può fornire indizi sull’eziologia (sulle origini) dell’ASD. Mentre la maggior parte della ricerca sulle famiglie dove sono presenti più casi di ASD si è concentrata sull’individuazione delle anomalie genetiche che possono essere alla base del disturbo, lo studio della gravità dei sintomi nell’ordine di nascita ha potuto fornire la prova per i fattori ambientali nell’instaurarsi dei disturbi dello spettro autistico ASD. Lo studio ha confrontato il livello sociale e cognitivo del comportamento tra oltre 300 fratelli all’interno delle famiglie colpite da più casi di autismo, dati ottenuti dal dataset Genetic Resource autismo Exchange. Le misurazioni includevano il QI non verbale valutato con le Ravens Colored Progressive Matrices, verbal IQ assessed with the Peabody Picture Vocabulary Test, e la gravità dell’autismo è stata valutata con la scala di risposta sociale (SRS), uno strumento confermato come una misura quantitativa di autismo. I risultati hanno indicato che le femmine erano più a rischio di incappare nell’ ASD rispetto ai maschi, soprattutto quando i fratelli e le sorelle sono stati colpiti prima. Quando sono stati confrontati i fratelli colpiti prima con i secondi, sono state osservate diminuzioni significative nei punteggi del QI non verbale e verbale. Inoltre, i risultati SRS hanno dimostrato un aumento significativo della gravità dell’autismo tra fratelli colpiti prima e quelli di seconda linea con un calo complessivo nelle funzioni come indicato dai dati del QI. Questi risultati sono rimasti significativi dopo il controllo per l’età e il sesso dei fratelli. Sorprendentemente, i punteggi SRS sono risultati significativi solo quando la differenza di età tra fratelli è stata inferiore ai 2 anni. Questi risultati suggeriscono che alcuni casi di ASD sono influenzati da un “effetto dose” che coinvolge meccanismi epigenetici sconosciuti, fattori ambientali, e / o immunologici.
Pubblicato su PLoS One. 2012;7(11):e51049. doi: 10.1371/journal.pone.0051049. Epub 2012 Nov 30. The effects of birth order and birth interval on the phenotypic expression of autism spectrum disorder. Martin LA, Horriat NL.