Autismo ricerca: I bambini autistici superano gli altri nelle prove di matematica

autismo abilità matematicheSecondo uno studio pubblicato il 17 agosto 2013 sulla rivista Biological Psychiatry, i bambini con autismo
hanno superato gli altri in una prova di matematica.
I bambini autistici con un quoziente intellettivo nella media ottengono risultati migliori nelle prove di matematica rispetto ai bambini normodotati con lo stesso QI, secondo una piccola ricerca. La superiorità delle abilità matematiche dei bambini autistici è stata associata ai modelli di attivazione di una zona particolare del cervello, una zona che normalmente è collegata al riconoscimento dei volti e degli oggetti visuali.
” Sembra esserci un unico modello di organizzazione cerebrale che enfatizza la superiorità delle abilità nel risolvere i problemi nei bambini autistici “, commenta uno dei principali autori dello studio, Vinod Menon, professore di psichiatria e scienze comportamentali all’Università di Stanford.
Lo studio ha coinvolto 18 bambini autistici, di un età compresa dai 7 ai 12 anni, e un gruppo di 18 bambini non autistici. Tutti i partecipanti hanno dimostrato capacità verbali e di lettura normali nei test standard, ma i bambini autistici hanno superato con migliori performance i bambini non autistici nei test di matematica.
I ricercatori hanno misurato l’attività cerebrale dei bambini tramite risonanza magnetica mentre eseguivano i problemi matematici. Le scansioni del cervello dei bambini autistici hanno rilevato un’attività insolita nella corteccia occipito-temporale ventrale, una zona del cervello specializzata nell’elaborazione dei volti e degli oggetti visuali.
“Le ricerche precedenti si concentravano esclusivamente sui punti deboli dei bambini autistici”, dichiara
Vinod Menon, ” il nostro studio invece supporta l’idea che lo sviluppo atipico del cervello degli autistici non comporta solo deficit, ma anche alcuni punti forza cognitivi molto importanti”.
I genitori possono tranquillizzarsi e concentrarsi sui punti forza dei loro bambini.
Menon, afferma che i bambini autistici spesso hanno talenti o abilità eccezionali. Ad esempio, possono ricordare immediatamente un giorno della settimana per ogni data segnata sul calendario anche a intervalli di anni, altri hanno sorprendenti abilità matematiche.
“Ricordare le date su un calendario è qualcosa che probabilmente non li aiuterà ad avere un successo professionale “. ” Ma la capacità di risolvere problemi numerici e di sviluppare buone competenze matematiche puo’ fare la differenza nella vita di un bambino autistico “.
In America, secondo il centro di controllo e prevenzione delle infermità, 1 bambino su 88 rientra nei disturbi dello spettro autistico.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie,fonte: Healtfinder.gov
Fonte: Stanford University, news release, 16 agosto 2013
Link della ricerca: Brain Organization Underlying Superior Mathematical Abilities in Children with Autism

Autismo ricerca: Dei cervelli diversi ma risposte simili alla musica

autismo ricerca cervello musicaEuropean Journal of Neuroscience, 11 aprile 2013 . I cervelli delle persone differenti che ascoltano lo stesso pezzo di musica reagiscono alla stessa maniera ? Secondo lo studio di neuroimaging funzionale della Stanford University, la risposta è si. Queste conclusioni, pubblicate nell’European Journal of Neuroscience contribuiscono non solo a spiegare il ruolo primordiale della musica nella nostra comunicazione e coordinazione sociale ma possono anche fornire piste terapeutiche per i disturbi della comunicazione interpersonale come l’autismo, per esempio.

I ricercatori hanno utilizzato la risonanza magnetica funzionale(  fMRI ) per identificare una rete che collega diverse strutture cerebrali e si attiva in modo identico nei partecipanti all’ascolto di musica classica. Vinod Menon, professore di psichiatria e di scienze comportamentali e autore principale dello studio spiega, che nonostante le nostre esperienze musicali differenti e le nostre preferenze individuali, la musica classica suscita un’attività cerebrale quasi uniforme nelle diverse strutture cerebrali, incluse le aree del controllo motorio, la memoria e l’attenzione. L’idea che soggetti in salute e altri con disturbi del linguaggio e della comunicazione possano rispondere a dei suoni complessi nello stesso modo, getta una luce nuova su questi disturbi della comunicazione.

Il gruppo composto da 17 partecipanti destrimani di un’ età compresa dai 19 ai 27 anni, non aveva mai ascoltato il tipo di musica scelto per l’esperimento, per ascoltare hanno utilizzato delle cuffie, mentre i loro cervelli venivano sottoposti a fMRI per una durata di 9 minuti. Nel corso di questa seduta, i partecipanti hanno anche ascoltato altri due stimoli sonori presi dalla stessa musica, in uno il ritmo era stato cancellato, e nell’altro, la melodia è stata interamente modificata e ogni tonalità trasformata in algoritmo.

L’equipe di ricercatori ha identificato tramite l’fMRI una rete cerebrale partendo dai collegamenti uditivi situati nel mesencefalo fino alla memoria di lavoro e dell’attenzione situata nella corteccia. Se stimolate musicalmente, queste regioni si avviavano per periodi di qualche secondo. Questa attivazione in diverse zone del cervello è comparsa in maniera identica in tutti i partecipanti, tranne quando la musica originale è stata trasformata in stimoli sonori. Lo studio mostra anche che il livello di attivazione di queste zone risponde, preferibilmente alla musica “reale”, “vera”, piuttosto che agli stimoli e questo suggerisce  che la corteccia dirige i collegamenti uditivi tenendo conto dei suoni “naturalmente” musicali. Anche la corteccia frontale parietale, che gestisce le funzioni cognitive come l’attenzione e la memoria di lavoro, si attiva in maniera identica in tutti i partecipanti , ma solo con la “vera” musica. Ogni individuo che ascolta della musica, a, per ogni zona sensibile del cervello, la propria scala di tempo,l come anche, il tempo necessario per dare un senso alla canzone, è specifico per ciascuno. Infine, i ricercatori identificano delle strutture e dei circuiti cerebrali che, nella loro attivazione, seguono l’evoluzione della musica. E suggeriscono che l’attivazione di queste zone con l’ascolto di musica “vera”, piuttosto che stimoli, fa pensare che il nostro cervello risponda naturalmente alla stimolazione musicale e precede i movimenti che possono accompagnare l’ascolto della musica, come battere le mani, ballare, camminare, ballare…E i modelli di attivazione simile negli individui normali partecipano a favorire la coordinazione sociale dei nostri movimenti.

Quali applicazioni ? Gli autori desiderano estendere questi dati in un certo numero di aree di ricerca che riguardano la comunicazione interpersonale, come il linguaggio e la comunicazione sociale nell’autismo. ” I bambini autistici ascoltano nella stessa maniera dei bambini a sviluppo “normale” ? Se no, quali sono le differenze di trattamento dell’informazione ? Quali regioni del cervello sono desincronizzate ? “. L’ascolto  della musica potrebbe cosi’ dare delle risposte sulle differenze di trattamento dell’informazione nelle persone con disturbi della comunicazione.

Fonte: European Journal of Neuroscience 11 APR 2013 DOI: 10.1111/ejn.12173 Inter-subject synchronization of brain responses during natural music listening

Tradotto da Mondo Aspie, fonte Santelog.com