Stati Uniti: Il tasso di autismo continua ad aumentare, colpisce 1 bambino su 45

autismo 1 su 45Novembre 2015. L’autismo è stato ridefinito e oramai comprende un quadro di sintomi piu’ ampio e articolato.

1 bambino su 45 negli Stati Uniti è autistico, nel 2014 quasi il doppio del tasso del periodo 2011-2013, secondo un recente censimento. Come si spiega un tale aumento ? Questa incidenza  significativa è dovuta ad una ridefinizione dell’autismo e al cambiamento della metodologia.

Le ultime statistiche dei Centri Federali di controllo e prevenzione delle malattie (CDC) pubblicate venerdi’ mostrano che il 2,24% dei bambini americani sono stati diagnosticati autistici nel 2014. Sul periodo 2011-2013, rappresentavano l’1,25% dei bambini americani (1 su 80).

” Dei cambiamenti importanti si sono verificati  nel modo di porre domande ” per diagnosticare questa sindrome di origine multifattoriale e in gran parte genetica, spiega Katie Walton, specialista in autismo dell’università dell’Ohio (nord).

Triplicata la prevalenza dei casi di autismo negli ultimi 10 anni

” I disturbi dello spettro autistico (DSA) inglobano ora dei sintomi molto piu’ ampi rispetto a quelli che venivano attribuiti all’autismo in passato e quindi penso che ( queste cifre ) racchiudano un grande numero di bambini che precedentemente hanno ricevuto una diagnosi diversa “, prosegue la ricercatrice che non ha partecipato al sondaggio dei CDC.

Nel sondaggio,  che ha coinvolto 11.000 genitori, l’autismo non figurava nella lista delle 10 malattie passate in rassegna. Ai genitori è stato chiesto se il loro bambini avesse sofferto di un handicap intellettuale. In caso di risposta positiva, abbiamo poi chiesto loro se fossero stati diagnosticati nei bambini disturbi dello spettro autistico o un altra forma di ritardo dello sviluppo.

La prevalenza dei casi di autismo negli Stati Uniti  è passata da 1 su 5000 nel 1975 a uno su 150 nel 2002 e 1 su 68 nel 2012, ossia, è triplicata negli ultimi 10 anni.

L’autismo si verifica insieme ad altri disturbi

” Questo incremento potrebbe essere dovuto ad una riclassificazione della diagnosi dei disturbi neurologici nella maggior parte dei bambini, piuttosto che a vera e propria  esplosione di nuovi casi di autismo “, hanno cocluso dopo aver analizzato per undici anni  i dati dei bambini registrati nei programmi di educazione specializzata.

Alla domanda circa le ultime cifre dei CDC, l’autore principale dello studio Santohosh Girirajan, stima che il nuovo approccio  dei CDC costituisce un miglioramento .

” Sempre piu’ persone vengono diagnosticate perchè l’autismo sopraggiunge insieme ad altri disturbi, ha spiegato. L’autismo è un disturbo pervasivo dello sviluppo che manifesta in particolare difficoltà nelle interazioni sociali e nella comunicazione. Appare nella prima infanzia e persiste in età adulta.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie: Fonte, Lesechos.fr

Ricerca: Sinestesia, l’autismo frequentemente associato a una confusione dei sensi

sinestesia autismo prevalenzaOgni sinestesia è specifica a ciascun paziente, e questa combinazione involontaria di parecchie percezioni sensoriali, legate allo sviluppo del cervello, colpisce circa il 4% della popolazione. Questo studio condotto dall’Università di Cambridge e pubblicato nella rivista Molecular Autism mostra una prevalenza elevata di sinestesia nell’autismo. Le conclusioni suggeriscono che questi due disturbi condividono dei meccanismi comuni e forniscono nuovi indizi per gestire meglio i disturbi dello spettro autistico. La sinestesia è un disturbo caratterizzato da una contaminazione dei sensi della percezione. L’esempio dato qui è l’associazione della parola ” buongiorno ” con il gusto del caffè. Se la prevalenza della sinestesia è stimata al 4% nella popolazione generale nell’autismo è all’1%, i risultati mostrano che questi due disturbi non sono indipendenti. I ricercatori del Centro di ricerca sull’autismo dell’Università di Cambridge hanno condotto lo studio su 927 persone adulte con autismo e 1364 persone non autistiche. Dopo aver preso in considerazione anche i fattori di confusione, i ricercatori hanno selezionato 164 persone autistiche e 93 persone non autistiche. Entrambi i gruppi hanno compilato dei formulari che servivano per stabilire la sinestesia e l’autismo. I ricercatori hanno poi verificato  i dati tramite dei test di valutazione .

– Su 164 persone autistiche, 31 sono state considerate come sinestetiche, ossia il 19%,

– nelle persone non autistiche, il tasso è stimato al 7 %

Cosi’, nelle persone adulte con autismo, la prevalenza della sinestesia è stimata a circa il triplo di quella constata negli adulti non autistici. Secondo i ricercatori questi disturbi sono causati da eccessive connessioni neuronali tra alcune aree del cervello. Se questi risultati devono ancora essere confermati da studi piu’ ampi, in particolare dalla neuroimaging per chiarire il legame biologico tra le due condizioni, forniscono comunque una prospettiva interessante e sul rischio del disturbo della percezione sensoriale nelle persone autistiche.

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Articolo originale: Molecular Autism  November 20 2013 doi:10.1186/2040-2392-4-40 Is synaesthesia more common in autism?  Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte blog.santelog.com

Autismo: Prevalenza in forte aumento, realtà o diagnosi migliori ?

aumento dei casi di autismoMarzo 2013. Un tasso di prevalenza dell’autismo aumentato del 70% in 5 anni, ossia dal 1,16% nel 2007 al 2% nel 2011-2012, questo è cio’ che riporta una nuova relazione dell’US Centers for Disease and Control (CDC), per gli Stati Uniti, attraverso 2 importanti indagini nazionali americane condotte presso i genitori e tramite dati di studi di coorte. Esiste un’evoluzione reale dell’incidenza, un margine d’errore possibile nei risultati oppure la presa in carico conta dei criteri diagnostici differenti ? Gli autori propendono per una prevalenza in aumento e una migliore formazione e sensibilità della comunità medica nel confronti dei disturbi dello spettro autistico (ASD), che permette una diagnosi piu’ ampia di questi disturbi.

La prevalenza dei disturbi dello spettro autistico diagnosticati, come riportata dai genitori di bambini in età scolare, di età compresa dai 6 ai 17 anni nel 2011-2012 attraverso lo studio nazionale della salute dei bambini (NSCH) , è stata confrontata con la prevalenza dei disturbi dello spettro autistico nel 2007, sulla base della stessa indagine condotta nel 2007 e dei dati di studi di coorte. L’analisi mostra che la prevalenza di ASD è passata dall’ 1,16% al 2% in meno di 5 anni.

Aumento (2007-2011)  della prevalenza dei disturbi dello spettro autistico (dichiarati) osservata per tutti i gruppi di età:

  • ·  da 1,31% a 1,82% dai 6-9 anni,
  • ·  da 1,45% a 2,39% dai 10-13 anni,
  • ·  da 0,73% a 1,78% dai 14-17 anni.

L’aumento dell’incidenza è piuttosto elevato per :

  • ·  I ragazzi  (da 1,80% a 3,23%), che per le ragazze (da 0,49% a 0,70%). Cosi, nel 2011-2012, i ragazzi hanno 4 volte di piu’ la probabilità rispetto alle ragazze di avere un disturbo dello spettro autistico (3,23% vs 0,70%) .
  • · I ragazzi dai 14-17 anni, che per i bambini di 6-9 anni, mentre nel 2007 la situazione era opposta, vale a dire  (0,73% contro l’1,45%).

Un cambiamento di criteri  e di modalità diagnostiche ?  Tuttavia, i bambini diagnosticati nel 2008 oppure dopo, spiegano gran parte dell’incidenza dell’autismo osservata nei bambini in età scolare e questi ” nuovi casi ” sono classificati ” piu’ lievi ” rispetto a quelli diagnosticati nel 2007 oppure prima. Il controllo della tendenza dagli studi di coorte fa pensare agli autori che l’intervallo di fiducia è abbastanza importante da non pensare che non sarebbe solo un errore di calcolo. Il fenomeno è reale, ma sembra essere collegato in gran parte, all’inclusione, a partire dal 2008 di forme di ASD precedentemente non riconosciute. Gli autori, spiegano che alla luce dei dati di coorte, i risultati suggeriscono che un aumento della prevalenza dei disturbi dello spettro autistico potrebbe essere il risultato di un miglioramento, in questi ultimi anni dei criteri diagnostici e della sensibilità dei medici e dei professionsiti sanitari, in particolare quando i sintomi sono piu’ lievi.

Fonte: CDC March 2013 Changes in Prevalence of Parent-reported Autism Spectrum Disorder in School-aged U.S. Children: 2007 to 2011–2012

Tradotto da Mondo Aspie, Fonte Santelog.com

Ricerca: L’autismo nei fratelli

fratelli autismoAutismo nei fratelli.
Uno studio condotto nel Dipartimento di Psicologia, Azusa Pacific University, in California, negli Stati Uniti d’America, ha osservato che  negli ultimi anni c’è stato un aumento della prevalenza di casi diagnosticati del disturbo dello spettro autistico (ASD), così come riportato in diversi studi. Anche se questo aumento della prevalenza dicasi di ASD è almeno in parte legato alla maggiore consapevolezza ed è ampliato dai criteri diagnostici oggi disponibili, il ruolo dei fattori ambientali non si può escludere, soprattutto se si considera che la causa della maggior parte dei casi di ASD rimane sconosciuta. Lo studio delle famiglie con più figli affetti da ASD può fornire indizi sull’eziologia (sulle origini) dell’ASD. Mentre la maggior parte della ricerca sulle famiglie dove sono presenti più casi di ASD si è concentrata sull’individuazione delle anomalie genetiche che possono essere alla base del disturbo, lo studio della gravità dei sintomi nell’ordine di nascita ha potuto fornire la prova per i fattori ambientali nell’instaurarsi dei disturbi dello spettro autistico ASD. Lo studio ha confrontato il livello sociale e cognitivo del comportamento tra oltre 300 fratelli all’interno delle famiglie colpite da più casi di autismo, dati ottenuti dal dataset Genetic Resource autismo Exchange. Le misurazioni includevano il QI non verbale valutato con le Ravens Colored Progressive Matrices, verbal IQ assessed with the Peabody Picture Vocabulary Test, e la gravità dell’autismo è stata valutata con la scala di risposta sociale (SRS), uno strumento confermato come una misura quantitativa di autismo. I risultati hanno indicato che le femmine erano più a rischio di incappare nell’ ASD rispetto ai maschi, soprattutto quando i fratelli e le sorelle sono stati colpiti prima. Quando sono stati confrontati i fratelli colpiti prima con i secondi, sono state osservate diminuzioni significative nei punteggi del QI non verbale e verbale. Inoltre, i risultati SRS hanno dimostrato un aumento significativo della gravità dell’autismo tra fratelli colpiti prima e quelli di seconda linea con un calo complessivo nelle funzioni come indicato dai dati del QI. Questi risultati sono rimasti significativi dopo il controllo per l’età e il sesso dei fratelli. Sorprendentemente, i punteggi SRS sono risultati significativi solo quando la differenza di età tra fratelli è stata inferiore ai 2 anni. Questi risultati suggeriscono che alcuni casi di ASD sono influenzati da un “effetto dose” che coinvolge meccanismi epigenetici sconosciuti, fattori ambientali, e / o immunologici.
Pubblicato su PLoS One. 2012;7(11):e51049. doi: 10.1371/journal.pone.0051049. Epub 2012 Nov 30. The effects of birth order and birth interval on the phenotypic expression of autism spectrum disorder. Martin LA, Horriat NL.

Ricerca: L’emigrazione aumenta il rischio di avere bambini con autismo?

Ricerca: L’emigrazione aumenta il rischio di avere bambini con autismo?

Uno studio svedese pare dare una certa rilevanza a questa notizia. L’emigrazione in altri paesi durante la gravidanza incrementerebbe il rischio di avere dei bambini con autismo secondo lo studio svedese pubblicato nella rivista “British Journal of Psychiatry” sotto il titolo  “Migration and autism-spectrum disorder: population-based study”.  Questo studio ha analizzato 600.000 bambini ( di cui 4952 con autismo) con il proposito di scoprire le tendenze dei movimenti migratori, i paesi di origine e il fatto di avere bambini con autismo. L’incidenza dell’autismo è piu’ alta nella popolazione migrante rispetto alla popolazione svedese. Questo studio ha incluso per la prima volta la maternità e il momento dell’immigrazione come un fattore di rischio.

L’origine delle popolazioni migranti

In alcune conclusioni dello studio si evidenzia l’incremento di probabilità di avere dei figli autistici con importanti deficit intellettuali a causa dell’emigrazione da paesi con un basso sviluppo umano. Già nell’2008  lo studio “Prevalence of autism in children born to Somali parents living in Sweden: a brief report”  gettava un dato preoccupante sulla popolazione di origine somala, dove la prevalenza di autismo in questo gruppo era aumentata quattro volte in piu’ rispetto al resto della popolazione. In questo caso in particolare elaborarono un’ ipotesi collegata ad una possibile carenza di vitamina D, perchè nella popolazione somala -di pelle scura- il processo di questa vitamina si realizza lentamente, e l’esposizione al sole in Somalia è maggiore rispetto alle zone nordiche. Altri studi condotti sulla popolazione ispanica negli Stati Uniti parlano di una minore prevalenza di autismo, anche se poi successivamente sono stati scartati, perchè il minore accesso all’assistenza sanitaria da parte della popolazione ispanica limiterebbe l’individuazione delle diagnosi. Oltre ai problemi relativi alla situazione legale, alla lingua, al livello culturale basso e un reddito inferiore. E’ in corso una revisione di questi studi e dei dati precedenti che tendono verso un aumento esponenziale dell’autismo nella popolazione ispanica che vive negli Stati Uniti, anche se è ancora presto per dare cifre definitive, lo studio svedese da le prime prove sull’influenza dell’emigrazione e quindi sui fattori ambientali.

Tuttavia nello studio svedese hanno potuto includere tutti, perchè in Svezia la sanità e l’istruzione sono gratuite ed universali, e la quantità e qualità dei dati ha permesso di elaborare uno studio di maggiore qualità. Del gruppo di 5000 bambini con autismo, 800 sono figli di immigrati.  Risalta che i bambini con le madri che emigrarono durante la gravidanza raddoppiano il rischio di avere un autismo con ritardo mentale, conosciuto come autismo severo. Mentre per i bambini con madri che emigrarono molti anni prima di rimanere incinte, il rischio scompare. 

Impossibile stabilire un confronto con i dati di prevalenza sull’autismo nei paesi in via di sviluppo (semplicemente non ci sono) non si possono seguire tracciando la pista all’origine, in modo da poter scartare altre cause scatenanti, sebbene questi dati supportano i fattori ambientali come possibili cause scatenanti.

Fonti:

Migration and autism-spectrum disorder: population-based study

Prevalence of autism in children born to Somali parents living in Sweden: a brief report

Prevalencia del autismo en América y la variable latina

Aumenta la prevalencia de los Trastornos del Espectro del Autismo en niños latinos en los EE.UU

Tradotto da Mondo Aspie, articolo tratto da Autismodiario.org