Sindrome di Asperger: Un nuovo test facilita la diagnosi negli adulti

test autodiagnosi adulti aspergerI ricercatori del Karolinska Institute, in Svezia, hanno sviluppato un nuovo strumento di screening per facilitare la diagnosi  negli adulti con sindrome di Asperger, una forma di autismo ad alto funzionamento. Il test in questione è stato presentato alla rivista scientifica “Molecular Autism” ed è unico nel suo genere.

La psichiatra Susanne Bejerot e i suoi colleghi hanno raffinato, semplificato  e abbreviato un test americano esistente, la Scala diagnostica dell’autismo e della Sindrome di Asperger di Ritvo – (RAADS-R) (1). La nuova versione, è un questionario formato da 14 domande, soprannominato RAADS-14 Screen (2). 
La scala di valutazione del test è suddivisa in tre categorie, ognuna delle quali misura un determinato livello di difficoltà di mentalizzazione, ipersensibilità sensoriale e ansia sociale – tre sintomi comuni dell’autismo.
Le risposte vengono successivamente classificate, in base alla tempistica di manifestazione dei sintomi – comparsi durante l’infanzia o sviluppatisi nel corso della crescita del soggetto. Negli adulti, puo’ risultare difficile distinguere i disturbi dello spettro autistico con altri disturbi psichiatrici perché  hanno spesso alcuni sintomi  in comune, sottolinea la ricercatrice.

Si noti che alcune personalità dal talento eccezionale hanno la sindrome di Asperger. La struttura cerebrale delle persone autistiche non deve essere assimilata a una deficienza, ma secondo i ricercatori deve essere considerata come una variante accettata della specie umana che presenta evidenti vantaggi in alcune aree e debolezze in altre. Questi ricercatori non considerano la disabilità intellettuale intrinseca all’autismo.

Questo test non ha lo scopo di fornire delle diagnosi ma semplicemente a titolo di informazione vuole favorire la comprensione e la riflessione. Se i risultati di questo test indirizzano verso la sindrome di Asperger, la diagnosi deve comunque essere confermata attraverso valutazioni supplementari. Inoltre, la traduzione qui presentata non è stata convalidata scientificamente.

(1) Ritvo Autism and Asperger Diagnostic Scale-Revised

(2) Jonna M Eriksson, Lisa MJ Andersen, Susanne Bejerot (2013), RAADS-14 Screen: validity of a screening tool for autism spectrum disorder in an adult psychiatric population

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie:

FONTI

–  Qui la versione del test in francese: Psychomedia.qc.ca

Molecular Autism e Karolinska Institutet

Autismo e sport: Il calciatore e il bambino autistico, la storia che ha commosso la Svezia

Ottobre 2013 . Una settimana fa, alla Firends Arena di Solna, nella contea di  Stoccolma, si è disputato un incontro valido per le qualificazioni ai  Mondiali 2014 tra Svezia e Germania, terminato 5-3 per la nazionale  tedesca. Sette giorni dopo la rete celebra il vero “spettacolo” di  quella partita: l’ingresso in campo delle due formazioni, accompagnate  da 22 giovani mascotte affette dalla sindrome di Williams, un raro  disturbo dello sviluppo caratterizzato da comportamenti autistici. In  particolare stanno facendo il giro del web le immagini che hanno per  protagonista il calciatore svedese Kim Kallstrom, che rassicura e abbraccia il piccolo Max (con indosso la divisa della Germania) nei  minuti che precedono l’inizio del match.
Il papà del bambino, Emil, ha  ringraziato il giocatore con una lettera commovente che poi è stata pubblicata su Facebook: “Grazie al tuo comportamento – scrive Emil – mio figlio è riuscito a provare le stesse emozioni degli altri: orgoglio e la sensazione di essere speciale. Ti sto scrivendo perché non sono del tutto sicuro che tu abbia capito quello che hai fatto per noi. Martedì Max è riuscito a fare qualcosa di speciale:  mantenere la concentrazione per 15 minuti senza alcun accenno di  nervosismo”. Queste righe sono state condivise su Facebook più di 17mila  volte e hanno raccolto quasi 100mila “mi piace”. Fonte: Repubblica

bambino autismo calciatore campo svezia

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Ricerca: rischio di autismo e QI basso nei bambini nati con la fecondazione assistita

autismo fecondazione assistitaUno studio svedese ha rivelato che i bambini nati con il metodo FIVET ICSI hanno piu’ probabilità di sviluppare l’autismo e di nascere con un QI inferiore a 70. Uno studio condotto da ricercatori svedesi ha dimostrato che i bambini nati dopo una FIVET ICSI (iniezione intro-citoplasmatica dello sperma) hanno maggiori probabilità di sviluppare disturbi dello spettro autistico e anche un quoziente intellettivo inferiore. Questo rischio aumenta del 51% quando una coppia ricorre a un metodo che consiste nell’iniezione di uno spermatozoo in un ovulo per compensare un basso numero di spermatozoi oppure la cattiva qualità dello sperma. Il Dr Avi Reichenberg, dell’Istituto di psichiatria del King College di Londra afferma: Il nostro studio analizza i trattamenti che si occupano dell’infertilità maschile e mostra chiaramente che è associata ad un aumento del rischio di sviluppare disturbi dello sviluppo nei discendenti. Per studiare l’argomento, ricercatori sostenuti dall’associazione Autism Speaks si sono basati sui dati di 2,5 milioni di bebè nati in Svezia dal 1982 al 2007.

03/07/2013 Link ricerca: Autism and Mental Retardation Among Offspring Born After In Vitro Fertilization
Tradotto da Mondo Aspie, fonte Parents.fr

Ricerca: L’emigrazione aumenta il rischio di avere bambini con autismo?

Ricerca: L’emigrazione aumenta il rischio di avere bambini con autismo?

Uno studio svedese pare dare una certa rilevanza a questa notizia. L’emigrazione in altri paesi durante la gravidanza incrementerebbe il rischio di avere dei bambini con autismo secondo lo studio svedese pubblicato nella rivista “British Journal of Psychiatry” sotto il titolo  “Migration and autism-spectrum disorder: population-based study”.  Questo studio ha analizzato 600.000 bambini ( di cui 4952 con autismo) con il proposito di scoprire le tendenze dei movimenti migratori, i paesi di origine e il fatto di avere bambini con autismo. L’incidenza dell’autismo è piu’ alta nella popolazione migrante rispetto alla popolazione svedese. Questo studio ha incluso per la prima volta la maternità e il momento dell’immigrazione come un fattore di rischio.

L’origine delle popolazioni migranti

In alcune conclusioni dello studio si evidenzia l’incremento di probabilità di avere dei figli autistici con importanti deficit intellettuali a causa dell’emigrazione da paesi con un basso sviluppo umano. Già nell’2008  lo studio “Prevalence of autism in children born to Somali parents living in Sweden: a brief report”  gettava un dato preoccupante sulla popolazione di origine somala, dove la prevalenza di autismo in questo gruppo era aumentata quattro volte in piu’ rispetto al resto della popolazione. In questo caso in particolare elaborarono un’ ipotesi collegata ad una possibile carenza di vitamina D, perchè nella popolazione somala -di pelle scura- il processo di questa vitamina si realizza lentamente, e l’esposizione al sole in Somalia è maggiore rispetto alle zone nordiche. Altri studi condotti sulla popolazione ispanica negli Stati Uniti parlano di una minore prevalenza di autismo, anche se poi successivamente sono stati scartati, perchè il minore accesso all’assistenza sanitaria da parte della popolazione ispanica limiterebbe l’individuazione delle diagnosi. Oltre ai problemi relativi alla situazione legale, alla lingua, al livello culturale basso e un reddito inferiore. E’ in corso una revisione di questi studi e dei dati precedenti che tendono verso un aumento esponenziale dell’autismo nella popolazione ispanica che vive negli Stati Uniti, anche se è ancora presto per dare cifre definitive, lo studio svedese da le prime prove sull’influenza dell’emigrazione e quindi sui fattori ambientali.

Tuttavia nello studio svedese hanno potuto includere tutti, perchè in Svezia la sanità e l’istruzione sono gratuite ed universali, e la quantità e qualità dei dati ha permesso di elaborare uno studio di maggiore qualità. Del gruppo di 5000 bambini con autismo, 800 sono figli di immigrati.  Risalta che i bambini con le madri che emigrarono durante la gravidanza raddoppiano il rischio di avere un autismo con ritardo mentale, conosciuto come autismo severo. Mentre per i bambini con madri che emigrarono molti anni prima di rimanere incinte, il rischio scompare. 

Impossibile stabilire un confronto con i dati di prevalenza sull’autismo nei paesi in via di sviluppo (semplicemente non ci sono) non si possono seguire tracciando la pista all’origine, in modo da poter scartare altre cause scatenanti, sebbene questi dati supportano i fattori ambientali come possibili cause scatenanti.

Fonti:

Migration and autism-spectrum disorder: population-based study

Prevalence of autism in children born to Somali parents living in Sweden: a brief report

Prevalencia del autismo en América y la variable latina

Aumenta la prevalencia de los Trastornos del Espectro del Autismo en niños latinos en los EE.UU

Tradotto da Mondo Aspie, articolo tratto da Autismodiario.org