Autismo e sport: Il calciatore e il bambino autistico, la storia che ha commosso la Svezia

Ottobre 2013 . Una settimana fa, alla Firends Arena di Solna, nella contea di  Stoccolma, si è disputato un incontro valido per le qualificazioni ai  Mondiali 2014 tra Svezia e Germania, terminato 5-3 per la nazionale  tedesca. Sette giorni dopo la rete celebra il vero “spettacolo” di  quella partita: l’ingresso in campo delle due formazioni, accompagnate  da 22 giovani mascotte affette dalla sindrome di Williams, un raro  disturbo dello sviluppo caratterizzato da comportamenti autistici. In  particolare stanno facendo il giro del web le immagini che hanno per  protagonista il calciatore svedese Kim Kallstrom, che rassicura e abbraccia il piccolo Max (con indosso la divisa della Germania) nei  minuti che precedono l’inizio del match.
Il papà del bambino, Emil, ha  ringraziato il giocatore con una lettera commovente che poi è stata pubblicata su Facebook: “Grazie al tuo comportamento – scrive Emil – mio figlio è riuscito a provare le stesse emozioni degli altri: orgoglio e la sensazione di essere speciale. Ti sto scrivendo perché non sono del tutto sicuro che tu abbia capito quello che hai fatto per noi. Martedì Max è riuscito a fare qualcosa di speciale:  mantenere la concentrazione per 15 minuti senza alcun accenno di  nervosismo”. Queste righe sono state condivise su Facebook più di 17mila  volte e hanno raccolto quasi 100mila “mi piace”. Fonte: Repubblica

bambino autismo calciatore campo svezia

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Autismo: Jonathan, 11 anni spiega cosa significa essere autistici in una lettera (Video)

Solo perchè sono bambini non significa che non sappiano dirci come si sentono !

Jonathan Wilson ha 11 anni ed ha scritto una lettera dove spiega che cosa significa essere autistici. Le sue parole sono molto toccanti e spiegano cose che probabilmente molti ignorano.

La lettera s’intitola “Autism”  ed è stata inviata al The Huffingtonpost da mamma Lisa per il progetto del sito “Cute Kid Notes project”.

Jonathan è iperattivo ed ha la Sindrome di Tourette, il video è stato registrato con l’aiuto di un amico. Mentre legge la lettera si possono notare i tic fisici ed i movimenti involontari caratteristici di questo disturbo. Jonathan dice ” Non è contagioso ! Non è un germe ! “. Termina la lettera suggerendo ai genitori di non farsi prendere dal panico, ma piuttosto di chiedere aiuto a qualcuno.

Foto e testo tradotto:Thestir.cafemom

La lettera di Jonathan pubblicata sul: The Huffingtonpost.com

Autismo: La lettera di un papà

ITALIA 19 LUGLIO 2012
ALLA CORTESE ATTENZIONE DEI MEZZI D’INFORMAZIONE

Immedesimarsi in una persona con Autismo… è praticamente impossibile,  ma anche la più amara delle giornate può avere un altro sapore. Questo vorrei dire a quelle madri e padri che hanno un figlio disabile.
Non riesco più a ricordare cosa significa essere normali, nel linguaggio di quel mondo di cui facevo parte e che oggi non mi vuole, da quando combatto contro lo spettro della patologia dell’autismo  e dell’autismo istituzionale.
Ho cercato in una vita normale di focalizzare lo scopo della mia vita, ma lungo il percorso è successo qualcosa d’inaspettato.
Come posso aiutarti a vedere, ora, figlio mio!? Posso solo sostenerti con le mie spalle per stare in piedi.
Non riesco a ricordare una vacanza, intesa come tale, una festa vissuta come dovrebbe essere vissuta.
Non siamo liberi di frequentare posti e luoghi comuni, a causa anche di una cattiva informazione, per la mancanza di strutture adeguate ad ospitare ed accogliere dei bambini ed i loro genitori.
 
Capita di avere di tanto in tanto un fine settimana positivo e quando arriva lo ricordi come un evento storico.
 
Si continua a parlare  di tagli. La crisi lavorativa e sanitaria colpisce anzitutto e soprattutto anziani e disabili, ma mai chi non ha problemi di natura economica…ed indirettamente o direttamente…anche i genitori degli stessi bambini e/o ragazzi disabili, una situazione che grava sulle famiglie ed aggrava le stesse famiglie, costringendole a sobbarcarsi di spese ABNORMI per una mancanza di servizi dovuti, ma non voluti…((( qualcuno sa dirci perchè?))) .
 
Dal punto di vista sociale, attendiamo da anni una risposta efficiente e soluzioni altrettanto efficaci.
Ci dicono “vedrai tutto si risolverà” ed intanto il tempo passa e per noi che di tempo non ne abbiamo, con lui ((( il tempo))), ogni giorno cresce lo sconforto, perchè non sai che fare… Poichè ogni giorno devi combattere con nuovi problemi legati alla malattia di tuo figlio e ti senti disarmato/a, inerme…e qualche volta ASETTICO.
 
Questo è un mondo che non ci vuole, che ci abbandona a noi stessi , ed in alcuni casi sono gli stessi amici a non comprendere  ed io sono stanco dei troppi rinvii e dico a tutte le istituzioni (((locali e non)))…BASTA…MA BASTA.
Bisogna intervenire SUBITO…come?
Partendo dalla soluzione e non dal problema…ascoltare i genitori… può essere un buon inizio ed applicare le leggi lo è altrettanto…poi occorre cuore e buona volontà.
 
Non posso sicuramente affermare che questo è quello che avrei voluto per i miei figli, pensando ad una famiglia, in questo mondo di squali.
Una vita difficile , dove solo se ti sai difendere con le unghie e con i denti, riesci a sopravvivere, dove il dio denaro la fa da padrone, dove si è perso il rispetto per il proprio simile.
 
Non è facile accettare una malattia, una patologia del proprio figlio, ed allora ti chiedi:
-Perchè proprio a me?
-Cosa ho fatto di male?
-Cosa posso fare?
-Chi mi aiuterà? 
E poi ti rendi conto che è e sarà solo tuo figlio che vivrà una vita difficile, in un mondo che va sempre piu’ di corsa, lasciando indietro chi non è in grado di stare al suo passo…ed in qualche caso anche volutamente abbandonato…poichè considerato un peso dalla comunità.
 
Non ho certo la bacchetta magica per risolvere i problemi, SONO UN GENITORE COME VOI, non ho la ricetta per uscire dal tunnel dell’autismo, MA HO CAPITO COSA SERVE AI MIEI FIGLI, QUALI SONO LE STRATEGIE DA ADOTTARE E PERCHE’.
Ho capito che non è piangendomi addosso, che darò un futuro ai miei figli. Se puoi capire anche tu, che non hai nulla da perdere, se puoi credere di poter dare un futuro  a tuo figlio e a tutti figli dell’autismo, ALLORA SEI GIA’ TRE PASSI AVANTI.
 Ho vissuto parte della mia vita alla ricerca di risoluzioni ai miei problemi, rivolgendomi alle istituzioni, nella speranza che qualcuno con un cuore grande mi prendesse per mano, facendomi uscire dal baratro. Ho vissuto così 2 anni di travaglio cercando risposte a domande dove risposte non c’erano.
Ho perduto del tempo prezioso che  mai nessuno mi restituirà e ancor meno ai miei figli, per accorgermi  che solo un genitore come me può capire lo stato d’animo nel vedere il proprio figlio  autistico….un misto tra angoscia e impotenza,  per scoprire di non poter parlare con nessuno, perdendo ogni contatto con la realtà, con la  vita sociale ed allora si diventa disabili nostro malgrado e nello specifico AUTISTICI.
Ho conosciuto Mara, una mamma ed una donna straordinaria. Ho visto in lei gli occhi di una madre gonfi di dolore per l’autismo di suo figlio,  senza nessuno a cui raccontarlo,  con la consapevolezza di essere SOLA. In lei ho rivisto i stessi miei occhi.
Ho rivisto quegli occhi ritornare alla speranza , a sorridere verso un suo simile,  anche se solo uno sconosciuto e comprendere che insieme è possibile  vincere.
Insieme possiamo fare tanto, insieme possiamo aiutare i nostri figli, scendere dal titanic per risalire sull’arca….non permettere a nessuno di annullarti, noi siamo chi vogliamo essere.
Ma il vero autistico, il vero ostacolo è la politica ed i suoi rappresentanti che si mettono le dita nelle orecchie per non sentire, le mani sugli occhi per non vedere, sulla bocca per non parlare ed in mezzo alle gambe …per farsi cavoli suoi.
Vedendo , anni fa, “rain man” , oggi in una tournè teatrale, pensavo, durante e dopo a cosa avessi fatto se fosse capitato anche a me. Oggi ho 3 figli di cui 2 autistici e mi batto per loro, vivo per loro, morirei per loro.
 Il senso di responsabilità dei genitori con figli autistici è elevatissimo Non possiamo spianare loro la strada, ma  costruire attraverso un duro lavoro una carta stradale con la quale possono orientarsi.
voglio salutarvi dicendovi che questa lettera non è rivolta solo agli orfani di ideali ma si rivolge anche a coloro che vogliono cambiare il modo di guardare all’esistenza.
 
AUTISMO è PER TUTTA LA VITA…MA MAI…CONTRO LA VITA.

Fonte: Romacheverrà.it

Disabilità e integrazione scolastica: Consigli urgenti per i genitori

Il 31 luglio di ogni anno scade il termine per lo sdoppiamento delle classi e la concessione di deroghe per il sostegno.
I genitori interessati o le loro Associazioni e Sezioni locali, se lo ritengono opportuno, possono inviare un sollecito del seguente tenore….

(a cura dell’avv.Salvatore Nocera vicepresidente FISH)

AL DIRETTORE GENERALE DELL’UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE DI………………
AL DIRIGENTE DELLA SCUOLA………………

OGGETTO: Promemoria sulla normativa per l’integrazione degli alunni con handicap
Nello spirito di collaborazione, ci permettiamo ricordare che il 31 Luglio p.v. scadono i termini entro i quali i Direttori generali scolastici regionali debbono sdoppiare le classi con più di 27alunni, se è iscritto un solo alunno con handicap e con più di 22, se sono iscritti due alunni con handicap. Ciò in forza del D.M. n. 141/99, come modificato dalla CM n.19/2007. Inoltre loro debbono autorizzare le richieste di un maggior numero di ore di sostegno, purché documentate adeguatamente o rigettarle con motivazione articolata, poiché l’art 26 comma 16 della legge finanziaria n. 448/98, richiamata espressamente dallo stesso decreto, fissa la necessità di soddisfare la richiesta nazionale di integrazione scolastica.
Ci permettiamo di ricordare al Dirigente scolastico che, oltre ad avere inoltrato le richieste di autorizzazione di cui sopra, dovrebbe provvedere, prima dell’inizio delle lezioni, ad individuare il collaboratore e la collaboratrice scolastica, incaricati di prestare l’assistenza materiale ed igienica agli alunni con handicap, offrendo loro il corso di aggiornamento di cui alla nota ministeriale prot. n. 3390/01, nonché alla richiesta agli Enti locali, ove necessario, della nomina degli assistenti educativi per l’autonomia e la comunicazione, di cui all’art 13 comma 3 L. n. 104/92.
Ci permettiamo inoltre di chiedere al Dirigente scolastico, come segno di attenzione alla qualità dell’integrazione scolastica, di voler organizzare nel periodo intercorrente fra il 1 Settembre e l’inizio delle lezioni (utilizzando i fondi per l’aggiornamento) un breve corso di aggiornamento e di programmazione per tutti gli insegnanti curriculari, che hanno in classe alunni con handicap, in modo che essi siano messi in condizione di leggere ed interpretare collegialmente la Diagnosi funzionale e, sulla base di questa, impostare collegialmente il Profilo dinamico funzionale ed il Piano educativo individualizzato per ciascun loro alunno, come richiesto dal DPR del 24/2/94 e dalla Nota ministeriale prot. n. 4798/05.
Le famiglie degli alunni con handicap offrono la loro disponibilità per individuare eventualmente qualche esperto delle associazioni che possa fornire informazioni e chiarimenti professionali sulle specifiche problematiche didattiche connesse alle disabilità ed alle capacità e potenziali apprenditivi dei loro figlioli, a tutto vantaggio del miglioramento della qualità del servizio scolastico nel suo complesso.
Convinti di avere offerto con la presente un’opportuna collaborazione, che non vuole per nulla essere invasiva delle Loro competenze, si rimane a Loro disposizione e si porgono distinti saluti.

Data………………
FIRMA………………
(DELL’ASSOCIAZIONE CUI È ISCRITTA LA FAMIGLIA O DEGLI STESSI GENITORI)

N B: Dal momento che una buona qualità dell’integrazione scolastica interessa anche i genitori degli alunni non handicappati, la lettera può, con qualche aggiustamento, essere firmata anche da loro.

Dal sito Superando.it

 

Autismo: Lettera di un padre al ministro Profumo, mio figlio conoscerà la sua decima insegnante di sostegno

Lettera aperta al Ministro dell’Istruzione Dr. Francesco Profumo

Egregio Signor Ministro, Le scrivo questa lettera pur temendo che mai Lei avrà modo di leggerla. Ed allora? Beh, mi conceda la speranza che lo farà e la prego anche di comprendere uno come me, genitore di un figlio disabile, che dopo aver sperato e provato in tutti i modi ad avere un minimo di ascolto e di giustizia ecco che incomincia a fare cose sciocche ed assurde come quella, appunto, di scrivere al Ministro.
Le scrivo non perché consideri Lei, Ministro Francesco Profumo, responsabile del problema che di seguito Le illustrerò. Tutti sappiamo che sono ben altri i responsabili di questa vergogna, tutti quei ministri, TUTTI, che hanno avuto l’onore di occupare negli anni la sua poltrona e che si sono limitati, appunto, ad “occupare la poltrona” e che mai si sono concretamente preoccupati della scuola pubblica, dell’utenza della scuola pubblica, di TUTTA l’utenza, e dei suoi problemi.
Ed allora perché le scrivo Signor Ministro? Perché mi è rimasto solo questo da fare, perché mio figlio, disabile, credo che abbia gli stessi diritti degli altri figli normodotati, che già ne hanno pochi (non ne ha di più, HA GLI STESSI DIRITTI) ed io, senza gridare, in modo educato e civile, vorrei ricordarlo anche a Lei sperando che Lei, prima di andarsene, riesca a risolvere questo problema.
Qual’è il problema? Ecco: mio figlio, oggi quattordicenne, è affetto da autismo. E’ stato regolarmente iscritto all’età di tre anni alla scuola dell’infanzia dove ha conosciuto la sua PRIMA insegnante di sostegno che è riuscito miracolosamente a mantenere per tutti e tre gli anni del ciclo scolastico e con la quale aveva creato un rapporto perfetto, sia dal punto di vista umano che didattico. Ma cosa succede? Non so per quale perverso meccanismo ministeriale e burocratico, ed in barba alla tanto decantata “continuità educativa”, con l’ingresso alla scuola primaria mio figlio deve cambiare insegnante di sostegno, DEVE cambiare perché, inspiegabilmente, non si comprende per quale motivo l’insegnante della scuola materna non può accompagnarlo anche alla scuola primaria. Ed ecco, quindi che in prima elementare mio figlio conosce la sua SECONDA insegnante di sostegno. Ma l’anno successivo questa seconda insegnante di sostegno viene trasferita ed in seconda elementare mio figlio conosce la sua TERZA insegnante di sostegno che a metà anno scolastico se ne va e, sempre in seconda elementare mio figlio ha la fortuna di conoscere la sua QUARTA insegnante di sostegno. In terza elementare conoscerà la sua QUINTA e, sempre nello stesso anno, la sua SESTA insegnante di sostegno, in quarta elementare la SETTIMA ed in quinta elementare la sua OTTAVA insegnante di sostegno.
Mio figlio è così arrivato alla quinta elementare ed in questo percorso ha cambiato ben OTTO insegnanti di sostegno ed un’osservazione sorge spontanea Signor Ministro: gli amici di mio figlio, amici che hanno frequentato in questi anni, anno dopo anno, la sua stessa classe, tutti normodotati, NON HANNO MAI CAMBIATO INSEGNANTE OD INSEGNANTI, hanno giustamente mantenuto, anno dopo anno, gli stessi insegnanti ed allora perché, PERCHE’, un bambino disabile, quindi un bambino più fragile, problematico, che ha bisogno di stabilità, di punti di riferimento certi, un bambino che ha difficoltà a riadattarsi continuamente ad una nuova figura, un bambino che per poter apprendere, nel limite del possibile, ha bisogno di un clima sereno e di un rapporto stabile DEVE subire tutto questo?
Ma non finisce qui, Signor Ministro. Mio figlio approda alla prima media (secondaria di primo grado) e sa cosa succede? Lei non ci crederà ma cambia nuovamente insegnante di sostegno e sa perché? Io spero che i solerti dirigenti ministeriali lo sappiano perché io non l’ho capito e non lo so. La spiegazione che mi è stata data è che l’insegnante di sostegno della scuola elementare non è abilitata per insegnare alla scuola media, come se mio figlio entrando alla scuola media potesse seguire il programma didattico ed educativo di questa scuola. Mio figlio, Signor Ministro, in prima media non sa ancora leggere e scrivere, deve necessariamente seguire un programma specifico che si adatti a lui ed al suo livello di sviluppo, programma che grazie a questo tourbillon ogni anno dobbiamo concordare di nuovo e ridiscutere con la nuova insegnante e con gli operatori della ASL. E così, ecco che in prima media, in barba alla continuità educativa e soprattutto senza alcun minimo rispetto umano, mio figlio conosce la sua NONA insegnante di sostegno.
Ma ancora non finisce qui, Signor Ministro. Pochi giorni fa ho saputo che l’attuale insegnante di sostegno, preparata, in gamba e disponibilissima, essendo stata nominata di ruolo, il prossimo anno se ne andrà, DEVE andarsene perché di ruolo!! Tutto questo, Signor Ministro, in barba alla disabilità. In seconda media mio figlio conoscerà la sua DECIMA insegnante di sostegno.
Concludo, Signor Ministro, sottolineando che le insegnanti di sostegno di mio figlio, che ringrazio tutte indistintamente per l’impegno e la passione che hanno dimostrato nel lavoro e per l’affetto dimostrato verso mio figlio e che ancora oggi dimostrano, sono sempre state costrette ad andarsene e lasciare l’incarico e questo in base a leggi e regolamenti degni di un paese incivile, in base a meccanismi che nulla hanno a che vedere con la disabilità ed il delicato ruolo che questi insegnanti ricoprono e sono state costrette ad andarsene dopo essere riuscite ad instaurare un ottimo e proficuo rapporto con mio figlio.
Lei pensi, Signor Ministro, che nonostante tutto quello che ho scritto sopra mi si dice che mio figlio deve considerarsi fortunato perché ci sono zone nel nostro bel paese dove i bambini disabili il sostegno scolastico neanche riescono ad averlo. Questa osservazione aggiunge vergogna alla vergogna.
Nostro figlio, Signor Ministro, come ed insieme a tanti altri bambini disabili, ha bisogno di lavorare molto, in modo costante e guidato da personale qualificato per raggiungere la massima autonomia possibile. Oggi nostro figlio, quattordicenne, non sa ancora leggere e scrivere e si esprime verbalmente con difficoltà. Chissà, forse in una scuola organizzata in un modo diverso e soprattutto in una scuola più attenta ai bisogni dei più deboli, nostro figlio oggi avrebbe qualche autonomia in più e, soprattutto, in una scuola diversa avrebbe goduto di un maggior rispetto.
La ringrazio per l’attenzione e Le auguro buon lavoro.

Angelo Borgna

http://hermesartstudios.blogspot.it/2012/05/lettera-aperta-al-ministro.html

Realtà italiane: Autismo e Sindrome di Asperger, la denuncia di una mamma

Mi associo alla denuncia di questa mamma  a cui va tutta la mia solidarietà e l’ incoraggiamento a non mollare mai, dal momento che vivo quotidianamente sulla mia pelle lo schifo che racconta. Anche se per quello che ci riguarda la nostra situazione è un po’ diversa,  ma cio’ non toglie che sia disgustosa ugualmente.

Ricevo e pubblico                                                                                                                              

Vi scrivo per segnalare  la situazione di mio figlio.

Mio figlio è stato certificato come adhd alla fine della scuola materna, non è stato effettuato nessun monitoraggio sulla sua diagnosi, nessun tipo di intervento, io ero da sola ad occuparmi di mio figlio, suo padre se n’è andato quando era piccolo:
Nel corso degli anni io ho fatto presente agli operatori della npi i particolari comportamenti che mi preoccupavano, ma non ho mai ottenuto nessuna risposta, nessuna rivalutazione della diagnosi, nonostante anche la scuola segnalasse un isolamento del ragazzino, una incapacità ad interagire  e nelle abilità sociali , insieme a disturbi di apprendimento, problemi disprassici, difficoltà di concentrazione.
Nel corso degli anni cambiano diversi referenti della npi che avrebbero dovuto seguirlo, alla fine del 2009 un altro referente va in pensione senza lasciare nessun sostituto, ( sto parlando di servizio pubblico).

A mio figlio il neuropsichiatra andato in pensione  ha  tolto la certificazione e l’insegnante di sostegno, purtroppo però a scuola ci sono  molti problemi: mio figlio ha una  insufficenza grave in tutte le materie.
Vengo a sapere  che la UONPIA ha  un nuovo coordinatore: gli scrivo per chiedere un appuntamento, nella speranza di trovare qualcuno disposto ad ascoltare, e a intervenire.
Vengo ricevuta, e spiego la mia preoccupazione, chiedo una nuova rivalutazione che tenga conto di tutti i problemi segnalati fin da piccolo.
Viene fatto rivalutare da alcuni operatori che lo vedono per  tre giorni (un’ora circa per incontro) e il risultato è che mio figlio non ha più niente è guarito, è soltanto discalculico.
Io faccio presente che mio figlio presenta un peggioramento, e ritengo che non sia stato valutato con l’attenzione necessaria.

Devo approfondire la valutazione diagnostica una volta per tutte e voglio recarmi presso un centro sanitario pubblico specializzato: loro mi minacciano vietandomi di andare presso un altro centro

Io però ho troppo a cuore la salute psicologica di mio figlio, che vedo quotidianamente in tutti gli ambiti, ho quindi una visione privilegiata che però la npi  non tiene assolutamente in considerazione.
Vado  presso il centro sanitario di Tor Vergata che ha un eccellenza nel campo della diagnosi dell’adhd e dei disturbi pervasivi di sviluppo: mio figlio viene preso in carico da un equipe di dottoresse, in  quattro giorni vengono effettuati test e veniamo ascoltati sia io che mio figlio, viene   presa visione della cartella che ho ritenuto opportuno portare , (cartella che sono riuscita ad avere solo dopo anni che la richiedevo alla asl di appartenenza).
A Tor Vergata  sono stati molto gentili professionali e scrupolosi e per la prima volta mi sono sentita ascoltata: mio figlio non ha risentito di questa ulteriore visita, perché l’hanno fatto sentire a suo agio. Alla fine della valutazione le dottoresse dell’equipe che lo ha valutato mi riferiscono che  mio figlio è affetto da sindrome di Asperger, e chiedono anche indagini strumentali che non sono mai state fatte eseguire dagli operatori della npi della nostra provincia: in più richiedono un intervento educativo in un  piccolo gruppo da effettuare presso la asl di appartenenza.

Torno a casa e mi reco dal coordinatore della mia asl, ma loro non hanno intenzione di accettare la diagnosi di Roma, io chiedo che venga effettuata una diagnosi differenziale   secondo le  linee guida del sinpia, visti i diversi problemi riscontrati:- adhd/dsa/asperger, ma loro non vogliono sentire parlare della diagnosi di Roma.
Intanto mio figlio viene bocciato per la seconda  volta alle  superiori (dalla fine della terza media gli è stata tolta la certificazione, e l’insegnante di sotegno) .
Costringo la scuola a segnalare per iscritto anche alla npi i problemi più seri che vede sù mio figlio, tra cui un totale isolamento incapacità totale nelle relazioni con i pari, postura rigida e testa abbassata, evidenti difficoltà di apprendimento, mancanza di concentrazione, estrema distribilità con conseguente fuga dalla classe per resettare (perchè mio figlio non sopporta il rumore elevato che  una classe di trenta alunni  produce).

Finalmente – dopo molte insistenze – la scuola relaziona che mio figlio ha dei problemi più grossi di quelli che la npi ha segnalato, ma che la npi non li riconosce.
Scrivo al coordinatore UONPIA e chiedo di cambiare il referente per mio figlio, chiedo di recarmi presso una struttura convenzionata: purtroppo non cambia molto perchè QUESTI SIGNORI  non si mettono l’uno contro l’altro.

A mio figlio intanto viene affibbiata  una lunghissima diagnosi psichiatrica, con rivedibilità  a meno di un anno di distanza, costringendoci così ad una nuova visita; proprio loro che non lo curano perché dicono che è stato visto troppe volte.
Per quest’ anno sono  stata costretta  a cambiare scuola. Nella scuola di quest’anno va: meglio ha  l’insegnante di sostegno anche se soltanto per sei ore, e anche mio figlio è un po’ più sereno, anche se il problema isolamento permane:   non socializza con il resto della classe, parla soltanto con un altro ragazzino più piccolo  che anche lui ha dei problemi.
Mio figlio ad oggi  non riceve nessun tipo di cura , mi è stato vietato di fargli fare qualsiasi tipo di cura, perchè dicono che è stato visto da troppi specialisti.
Ma mio figlio ha bisogno di essere abilitato socialmente: è poco autonomo molto isolato, e non è più piccolo perchè compie 17 anni a maggio.

Io sono disperata, lui  sta diventando consapevole del suo problema: si sta rendendo conto che non riesce nei rapporti sociali e questa situazione   senza via d’uscita lo manda in crisi.
Io ho fatto presente il problema alla npi ma nessuno interviene.
Io chiedo anche a voi: cosa devo fare? Io ho paura che lui nel tempo possa arrivare a compiere un gesto grave oppure a diventare davvero psichiatrico, spesso sembra depresso, vi chiedo di aiutarmi per favore.

Edi mamma disperata

ps: nella cartella che sono riuscita ad avere soltanto all’inizio del 2010 si segnalano problemi fin dalla prima infanzia: giochi isolati, mancanza di contatto oculare, linguaggio povero, problemi di attenzione e iperattività,  mancanza di coordinazione motoria,
ma a me nessuno mi ha mai riferito di questi problemi, lo hanno scritto in cartella, mentre a    mè hanno riferito soltanto un problema di attenzione che si sarebbe risolto da solo nel tempo, e che io per aiutarlo dovevo star tranquilla , e basta.
Ma mio figlio ha anche altri problemi tra cui un disturbo del sonno, infezioni ricorrenti, gastrointestinali e alle vie respiratorie, è allergico a moltissime sostanze, non sopporta certi tessuti, è molto sensibile o insensibile al freddo, e al caldo, da anni ha passioni che cambiano ogni due anni circa per cose particolari come i segnaventi le macchine antiche gli orologi, alcuni tipi di aerei, e parla soltanto di quello, adesso c’è una passione per dragon ball e parla solo di quella, se sollecitato parla anche di altro, se no si chiude nel suo mondo