Sindrome di Asperger: Daniel Tammet ” non sono un extraterrestre “

daniel tammet sindrome di aspergerDaniel Tammet è un genio. Diagnosticato Asperger (una forma lieve di autismo), ha vinto la prigione dell’autismo. Dopo la matematica, eccolo nella veste di scrittore e poeta.

Questo giovane britannico, detronizza le calcolatrici ed è capace di compiere prodezze cerebrali incredibili. Il 14 marzo 2004, davanti ad una giuria di matematici è riuscito a recitare a memoria le prime  22514  cifre decimali del Pi greco. Alla sindrome di Asperger si associa anche la sinestesia un fenomeno neurologico poco conosciuto. Daniel riesce a visualizzare le cifre e le lettere sotto forma di colori che creano dei paesaggi astratti. E le sue capacità non si fermano qui. Daniel Tammet è affascinato dai calcoli calendario, impara le lingue rapidamente ed è considerato nel mondo scientifico come la ” Stele di rosetta ” dell’autismo. A lungo considerato come un ” computer umano ” in ragione delle sue capacità eccezionali, da qualche anno si è allontanato da questa immagine per dedicarsi alla letteratura. ” Il mio caso è interessante, ma non è l’unico e questo mi rende felice perché dimostra che non sono un alieno ” dichiara. ” Non voglio essere ridotto a una teoria o a un cliché “. Autore di tre libri dal 2006 ha l’ambizione di coniugare la matematica con la letteratura. ” La poesia è come la matematica, c’e’ del ritmo, ci sono delle rime e delle ripetizioni “.

nella testa di daniel tammet

Daniel Tammet si vede come una persona che attraverso i numeri trasmette una visione particolare del mondo. ” Le scienze matematiche sono delle storie “, spiega. Nel suo ultimo libro ” L’eternità in un’ora “, insiste sull’emozioni e le ricchezze che emergono dalle cifre e le associa a grandi autori come Shakespeare …o ancora alle pecore d’Islanda ! Dice di ” sentirsi bene in Francia ” dove la separazione tra matematica e letteratura è meno netta rispetto ai paesi anglosassoni. La cultura e l’arte hanno occupato un posto importante nella sua vita. E attraverso un’esperienza fotografica basata sul lavoro del suo amico Jérôme Tabet, continua a combattere i luoghi comuni legati all’autismo. Utilizzando aggettivi molto precisi, descrive le rappresentazioni formate nella sua testa dalla sinestesia. L’esposizione si intitola: ” Nella testa di Daniel Tammet ” ed è una mostra composta da foto a colori di forme e di materiali astratti. ” Dovevamo scegliere le parole giuste per descrivere le immagini del mio cervello e sono molto contento del risultato ! “.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte Libération.fr

I colori dell’autismo in Libano: Le opere di Ali

ali tlaiss autismo libanoLibano, luglio 2013. Essere autistico e artista: è il formidabile destino di Ali Tlaïss, alla Libanese Autism Society le sue tele colorate sono esposte dappertutto, nella sala d’attesa, nella classe di biologia e nei corridoi. Ali Tlaiss è l’orgoglio di questa associazione che si occupa di bambini e adolescenti autistici presso il Collège des Frères a Gemmayzé (Beirut). A 22 anni, questo ragazzo autistico  sta preparando la sua terza esposizione di opere ” Enchanting Autism Forest “.

Ali dipinge alla velocità della luce, con evidente piacere mescolato alla concentrazione. In due mesi, ha prodotto venticinque quadri lavorando sodo. Il programma di quest’anno: degli alberi in tutte le loro forme, dipinti con una gamma di colori molto vivaci e in uno stile impressionista naïf. ” La sua azione è meccanica, è come una macchina, non si stanca mai” dice in tono divertito Rita Saab-Moukarzel, sua tutrice dal 2011. Nel 2010, questa insegnante d’arte, presidente del sindacato dei professionisti del grafismo e dell’illustrazione assiste ad un concorso presso un centro per autistici e nota dei girasoli “alla Van Gogh ” dipinti da Ali  appesi ad un muro. Hanno attirato il mio sguardo e mi sono detta ” qui c’e’ un talento da sviluppare” , racconta.

Il Puntinismo

Rita Saab-Moukarzel, molto dinamica procede allora per tappe. Fa passare Ali dalla matita all’acrilico, dalla carta alla tela e lo incoraggia a produrre delle opere su formati sempre piu’ grandi. ” Si è evoluto molto rapidamente” , sottolinea.  Le tele di Ali esposte nel 2011 sono un mix di ritratti sorridenti, edifici e paesaggi naturali, soggetti divenuti ricorrenti anche nelle tele del 2012 . Per quanto riguarda il puntinismo, è lo stile che gli si addice di piu’ perché i gesti sono ripetitivi e l’autismo diventa cosi’ positivo, racconta la sua tutrice che lo guida e lo canalizza nei suoi lavori e aiuta Ali a sviluppare una sua tecnica personale che consiste  nel sovrapporre quattro volte i colori. Le sue opere denotano una conoscenza dei quadri impressionisti, da Picasso a Andy  Warhol , artisti che Rita Saab-Moukarzel  gli ha fatto conoscere durante i corsi di storia dell’arte. Il suo vissuto resta  la principale fonte d’ispirazione. Le sue opere hanno successo, durante la sua prima esposizione alla galleria Mark Hachem nel 2011, ha venduto il 75% dei suoi quadri. Il ricavato ammontava a 25.000 dollari, e i prezzi per ogni quadro variavano dai 500 ai 2500 dollari. Ali ha esposto i suoi lavori a Parigi alla Fiera internazionale dell’arte contemporanea. Abbiamo ricevuto contatti anche da galleria d’arte di Singapore. Il ministero delle politiche sociali e l’ex primo ministro Najib Mikati hanno comprato i suoi dipinti, chi l’avrebbe mai detto !

autismo opere ali tlaiss

La pittura ha avuto molti effetti positivi sull’autismo di Ali. ” Ha raggiunto buoni livelli di conversazione, molto piu’ elaborati rispetto a prima “, racconta Rita Saab-Moukarzel. Nel suo laboratorio discute e scherza con le donne che lo circondano e presenta con orgoglio le sue opere descrivendo i colori che utilizza. E’ una terapia attraverso l’arte e la sua famiglia è fiera di lui. Soprattutto perché attraverso la pittura Ali è diventato un cittadino come gli altri finanziariamente indipendente. La metà del ricavato delle vendite viene speso per finanziare i suoi studi e il resto va alla Libanese Autism Society che utilizza l’importo per promuovere nuovi talenti autistici. Nel campo della cucina e della fotografia, abbiamo già dei bambini molto promettenti, assicura Arwa el Amine-Halawi presidente dell’associazione.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie: Fonte, L’Orient Le Jour

Autismo: Iris, 3 anni e l’innato talento per la pittura

iris autismo pittura talentoUna bambina autistica, che ha 3 anni, ha fatto un tuffo nel mondo dell’arte con i suoi straordinari dipinti. Iris Grace Halmshaw ha cominciato a dipingere come terapia, ma da quando i suoi genitori hanno deciso di mettere le sue opere in vendita hanno visto che i suoi quadri sono molto apprezzati, tanto da essere pagati fino a 830 sterline, quasi 1.000 euro.
La pittura ha anche contribuito a migliorare le condizioni della bambina – lei ora è impaziente di giocare con i suoi genitori e ha un atteggiamento molto più felice. Sua madre Arabella Carter-Johnson, di Market Harborough in Leicestershire, ha detto di aver ricevuto pareri positivi sull’idea di pubblicare i dipinti di sua figlia su Facebook. “Ci siamo resi conto circa tre mesi fa, che lei in realtà è davvero un talento“, ha detto la signora Arabella. ”Domande per comprare i suoi quadri stanno fioccando da ogni parte del mondo e una stampa incorniciata è stata venduta in un’asta di beneficenza a Londra per 830 sterline“.
Il padre di Iris Grace, Peter-Jon Halmshaw, ha aggiunto: “Quando ha iniziato a dipingere come terapia, abbiamo pensato che era incredibile, ma siamo i suoi genitori così pensiamo che tutto quello che fa è incredibile. Ma un sacco di altre persone hanno iniziato a dire che il suo lavoro era fantastico. E così è cominciato il passaparola e tutto è iniziato“.
Finora, la famiglia ha venduto otto di opere d’arte di Iris Grace, e sta progettando di rendere disponibili anche le stampe dei dipinti. Alla bimba di tre anni, che non parla, è stato diagnosticato l’autismo l’anno scorso dopo che i suoi genitori hanno notato che lei raramente cercava il contatto visivo con loro, e hanno provato un certo numero di differenti terapie per aiutarla a socializzare. “Abbiamo iniziato con la terapia del gioco, con quella dell’equitazione, con la musicoterapia, e un bel paio di altri metodi“, ha detto Carter-Johnson, 32 anni. ”Con l’aiuto di esperti e di molti terapeuti è cambiata radicalmente in un breve lasso di tempo. Il contatto visivo era un evento raro, che lei non voleva o non sapeva come affrontare, non voleva giocare con noi ed era disperatamente angosciata quando l’abbiamo portata vicino a tutti gli altri bambini. Lei ora cavalca e si fa delle grosse risate, interpreta e comunica con la creazione di propri disegni. Abbiamo ancora una lunga strada da percorrere per aiutarla a socializzare e farla parlare, ma stiamo avendo grosse soddisfazioni per i suoi progressi. Il suo autismo ha creato uno stile che non ho mai visto in un bambino della sua età – fa un uso spettacolare dei colori e capisce come interagiscono tra loro. Lei è piena di entusiasmo e gioia quando tiro fuori i suoi pennelli“. iris-grace-Halmshaw4
Il talento di Iris Grace è venuto alla luce a pochi mesi fa, quando sua madre per prima la incoraggiò per iniziare a disegnare. “Come parte della terapia del gioco ho cercato di spingere Iris Grace a disegnare“, ha spiegato. ”Le ho comprato un cavalletto, ma lei lo odia, da quando le ho messo la carta e la faccio dipingere sul tavolo lei si è illuminata. Usa tutto ciò che pensa possa andare bene in piena autonomia, lei ama sperimentare“. La signora Carter-Johnson ha aggiunto: “Mi piacerebbe pensare che la storia di Iris Grace possa essere fonte di ispirazione per tutti i genitori con un bambino autistico“.
Michaela Butter, co-direttore dell’Embrace Art, l’Università di Leicester, ha detto: “I quadri di Iris Grace dimostrano così bene come la disabilità non è un ostacolo alla creatività“. La famiglia spera di organizzare una mostra a Londra per dare ai quadri di Iris Grace un pubblico più ampio. Tutti i profitti derivanti dalle vendite vengono utilizzati per comprare i materiali che servono alla bambina per giocare con i colori e per pagare i terapeuti che la stanno seguendo.
Il sito di Iris: Irisgracepainting.com
Fonte: Leggilo.net

Autismo: Le difficoltà nel lavoro degli autistici Asperger

asperger lavoro donne 1Descritti come brillanti e meticolosi, quelli che chiamiamo “autistici ad alto funzionamento” sono frenati e ostacolati da numerose barriere nel mondo del lavoro.
Vanessa, aveva un lavoro di ingegnere informatico che ha lasciato nel 2010. Ha ripreso gli studi, un master in ingegneria cognitiva. I suoi problemi d’integrazione nell’impresa non sono dovuti a qualche forma di timidezza. ” Per molti dei miei colleghi, non ero abbastanza “aziendale”, mi sentivo esaurita talmente avevo difficoltà a livello relazionale.” Questa giovane donna di 36 anni è autistica, ha la sindrome di Asperger. Una condizione neurologica che appartiene al gruppo dei Disturbi pervasivi dello Sviluppo (DPS).
Gli Asperger non hanno deficit intellettuali, contrariamente ad altre forme di autismo. Amano la routine, i numeri. Dipinti come molto meticolosi, perfezionisti, appassionati e dotati di una memoria impressionante, spesso hanno qualche mania, come ad esempio contorcere le dita. La loro disabilità è soprattutto sociale. Hanno delle carenze nelle interazioni e un’incomprensione di fronte ai codici, norme e compiti non impliciti. “Mi da fastidio parlare della pioggia o del bel tempo. Odio la pausa caffè, non è il mio genere e quindi la salto. Adoro concentrarmi sul mio lavoro e fermarmi solo quando è finito”, spiega Vanessa.
In Francia, tra le 100.000 e 400.000 persone sarebbero affette dalla sindrome, secondo i dati delle associazioni. ” E’ difficile fare una valutazione, tra quelli che non sono diagnosticati e ignorano di avere la sindrome di Asperger e quelli che nascondono la loro condizione, dice Elaine Hardiman-Taveau, presidente d’Asperger Aide France. ” Pochi di loro lavorano”, continua, eppure “possono essere un aiuto prezioso per le aziende”. In Danimarca, una società li impiega come consulenti. Hanno un attenzione particolare per il dettaglio e sono in grado di identificare errori minimi e dannosi per le imprese.

Non mi guardava negli occhi
Il primo ostacolo che incontrano gli Asperger per entrare nel mondo del lavoro è il colloquio. E’ un passo molto difficile perchè bisogna fare ricorso alle proprie abilità relazionali. Occorre dare un senso alla carriera, decodificare le aspettative durante l’intervista, bisogna parlare di sè stessi. E questo non è il punto forte degli Asperger, spiega Pierre Manificat. Psicologo e responsabile di un ufficio di reclutamento (JLO Conseil) specializzato nella disabilità. Le persone con sindrome di Asperger durante un colloquio di lavoro possono avere comportamenti particolari perchè sono sottoposti ad una forte pressione. “Non smetteva di grattarsi, era molto stressato e non guardava molto negli occhi” conferma Angéle Buttin, direttore di un centro d’informatica a Meylan che ha assunto un ragazzo Asperger nel 2010.
Amanda, 25 anni, deplora la mancanza di supporto e aiuto alle sue candidature.

Un handicap «invisibile»
Nella ricerca di un lavoro, gli Asperger devono compiere delle scelte. Dichiarare oppure no la loro condizione. Una questione che comprende piu’ in generale tutte le persone con un handicap. Le strategie sono varie. Un autistico Asperger per paura di venire discriminato puo’ non richiedere il RQTH (riconoscimento del lavoratore disabile ) e nascondere la sua condizione.
” Non ho detto di essere autistico. Voglio essere considerato come un lavoratore “normale”, insiste Dorothée, ingegnere informatico diagnosticato un anno fa. Invisibile, il loro disturbo è difficilmente comprensibile dai colleghi al corrente della situazione. ” Tutti i miei comportamenti passavano sotto la lente d’ingrandimento. E a volte mi chiedevo se per caso non fossi matta” , spiega Vanessa. Se una difficoltà non si vede, tendiamo a pensare che non esista. Il rischio è quello di non tenere conto e non riconoscere un handicap come la sindrome di Asperger, considerato invidsibile, spiega Charles Gardou.

Una visione dell’autismo ancora controversa
Gli autistici vengono spesso associati ai soli deficit intellettuali. Nonostante i progressi fatti e la diffusione di programmi come il Cervello di Hugo in Francia, oppure la popolarità di Sheldon Cooper, personaggio dal comportamento Asperger nella serie The Big Bang Theory. La sindrome di Asperger resta sconosciuta in Francia, paese che ha accumulato molto ritardo sull’autismo. Si parla ancora degli autistici come persone pericolose, che gridano e si fanno male. E questo provoca reticenze nel mondo del lavoro, spiega Miriam Sarbac. Gli Asperger preferiscono i compiti scritti, non amano i cambiamenti dell’ultimo minuto e necessitano di un inquadramento nel mondo del lavoro solido.
Ha iniziato a lavorare alla Xerox come ingegnere elettronico, e il suo comportamento di autistico Asperger è andato fuori strada. Esempio: Si è ammalato per due giorni e non ha avvisato l’azienda. ” Faceva bene il suo lavoro, ma aveva delle difficoltà in cose che per noi sono estremamente semplici” spiega Angèle Buttin. Attualmente è in prova per un posto di lavoro riservato alle persone con handicap in un istituto di ricerca. E’ stata affiancata da un job coach che ha svolto il ruolo di facilitatore, Amanda dice di aver trovato giovamento grazie a due psicologhe che si sono attivate per sensibilizzare i colleghi di lavoro riguardo ai suoi comportamenti e attitudini alle volte sconcertanti.

Priorità ai bambini ?
La formazione di equipe resta la soluzione piu’ efficace per Pierre Manificat. ” Al giorno d’oggi chi conosce la sindrome di Asperger nelle aziende ?. Bisogna lavorare con forza ed in modo globale per integrare gli Asperger e trovare il loro punto di ottimizzazione. L’ignoranza colpisce soprattutto l’infanzia. In Francia il dibattito verte le critiche sulla presa in carico degli autistici con approcci psicanalitici. Bisogna avere una visione piu’ ampia, si lascia da parte l’inserimento professionale. Se vogliamo migliorare la presenza degli Asperger nel mondo del lavoro non si puo’ separare la scolarizzazione, la formazione e l’età adulta. E’ un continuum “.
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Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte 06/06/2013 Slate.fr

Autismo ricerca: I test per valutare l’intelligenza degli autistici sono inadeguati

Autistici: l’intelligenza diversa.

Michelle Dawson e Laurent Mottron
Michelle Dawson e Laurent Mottron

Un’equipe dell’Università di Montreal dimostra che i metodi comunemente utilizzati per valutare l’intelligenza degli autistici sono inadeguati.

E’ tutto sbagliato. E la maggior parte dei ricercatori è d’accordo. Le misure effettuate fino ad oggi non sono rappresentative e contribuiscono ad alimentare il mito che le persone autistiche sono disabili intellettivi, o eccezionalmente degli ” Idioti ” sapienti (idiots-savants).

L’equipe del Dr Laurent Mottron, professore del dipartimento di psichiatria dell’Università di Montreal, ha gettato un mattone nello stagno dei consensi tenuti troppo a lungo, durante il congresso dell’American Association for the Advancement of Science (AAAS) a Saint-Louis nel Missouri.

In collaborazione con Michelle Dawson, una ricercatrice autistica, il Dr Mottron ha dimostrato che i metodi correnti utilizzati per valutare l’intelligenza degli autistici erano inadeguati e non permettevano di rilevare il reale livello d’intelligenza di queste persone alle volte silenziose e di cui il comportamento bizzarro, spesso, ha portato in un certo senso ad una sottovalutazione delle loro capacità intellettuali.

Per apprezzare adeguatamente l’intelligenza degli autistici, il Dr Mottron, sottolinea anche il fatto che spesso i bambini vengono valutati all’età di 4 o 5 anni, ossia, molto prima che un bambino abbia sviluppato al massimo il suo potenziale intellettivo, che apparirebbe solo intorno ai 6 anni. Dunque, questa stima iniziale sarebbe in gran parte una sottostima del loro livello d’intelligenza. ” Un tale giudizio sbagliato comporterebbe delle conseguenze disastrose sui bambini diagnosticati a basso funzionamento, perchè non viene offerto, né il materiale,  nè le occasioni di cui avrebbero bisogno per imparare e per crescere “, dice Michelle Dawson, che in un periodo della sua vita è stata definita autistica a basso funzionamento.

Visione negativa

Nella maggior parte dei centri di ricerca e delle cliniche del mondo, il quoziente intellettivo (QI) degli autistici viene misurato tramite le scale Wechsler che sono costituite da 11 subtest che presumibilmente compongono un campione rappresentativo delle differenti caratteristiche della cognizione umana. Gli autistici che hanno una padronanza del linguaggio orale sono piuttosti mediocri nei subtest verbali, in particolare in quelli che riguardano la comprensione, ma eccellono letteralmente nei test di disegni con blocchi contrariarmente ai non autistici che presentano costantemente un livello medio negli stessi test. ” Gli autistici hanno chiaramente un picco di abilità in un subtest che consiste nel riprodurre un cubo geometrico con facce “, sottolinea il Dr Mottron, che dirige la clinica specializzata in autismo l’Hôpital Rivière-des-Prairies.”  Da trent’anni, un’ipotesi dominante nel mondo scientifico dice che gli autistici sono bravi nei disegno con blocchi, perchè hanno un deficit nel trattemento delle forme globali. Pertanto, partendo da un dogma assolutamente non contestato che l’autismo sia una malattia, i ricercatori cercano quello che non funziona negli autistici. Cercano deficit  che sognano di accoppiare insieme a delle anomalie genetiche o cerebrali “.

” Non esiste alcuna evidenza che questo picco di abilità per i disegni con blocchi sia causato da un deficit, non è che una presunzione, e noi l’abbiamo dimostrato in una precedente pubblicazione “, aggiunge la cofirmataria dell’articolo presentato all’AAAS, Michelle Dawson, che deplora con forza la visione spesso negativa dell’autismo.

Un cervello differente

Partendo dall’idea che gli autistici, hanno un cervello differente rispetto ai nostri – che Michelle Dawson descrive come “tipici” – , gli autistici possono riuscire in determinati compiti meglio di noi, i ricercatori dell’Università di Montreal sono impegnati nella ricerca dei punti forza che la maggior parte degli autistici possiede. Perchè, in effetti, quasi tutti gli autistici hanno dei picchi di abilità: alcuni sono musicisti talentuosi, altri sono dotati di un orientamento spaziale eccezionale, altri sono dei calcolatori e riescono a trovare il nome del giorno e ad individuare una data futura guardando un calendario dell’anno scorso, una prodezza che necessita di un algoritmo molto potente.

I ricercatori hanno anche scoperto che gli stessi autistici verbali riescono molto meglio ( raggiungono i 30 centili in piu’ che nelle scale Wechler ) nei test delle matrici progressive di Raven, un test di soluzione dei problemi che implica un alto livello di ragionamento astratto, ma non comporta alcuna istruzione verbale. In piu, alcuni autistici non verbali, che son stati classificati con ritardo medio a causa  delle scarse performance ottenute nelle scale Wechsler, hanno ottenuto risultati di scores eccezionali (fino a 95 centili ) nei test di Raven, mentre alcune prove del test che sollecitano la logica del linguaggio possono essere risolte da soggetti tipici o non autistici. ” Questo prova che gli autistici non funzionano come noi, e non risolvono i problemi attraverso le nostre stesse modalità , afferma Laurent Mottron. Pertanto, i non autistici ottengono risultati equivalenti nei due test ( Wechsler e Raven ).

John Raven ha creato questo test per misurare l’abilità di apprendimento e valutare l’intelligenza indipendentemente dal livello di cultura, sottolinea il Dr Mottron. Gli eserciti di tutto il mondo lo utilizzano per testare “il comprendonio” degli ingaggiati, tenuto conto del fatto che il recrutamento avviene in ambienti socioculturali svantaggiati. Essendo completamente privo istruzioni verbali, il test di Raven è stato anche utilizzato come chiave anti-razzista per dimostrare che le popolazioni aventi poco accesso al codice scritto hanno lo stesso livello d’intelligenza di altre piu’ istruite.

Una forza interpretata come un deficit

Numerosi ricercatori associano i picchi di abilità degli autistici ad un’intelligenza strettamente percettiva, che considerano spesso come una facoltà cognitiva poco evoluta. Tuttavia, alcuni compiti del test di Raven sembrano necessitare di un trattamento cognitivo piu’ complesso rispetto alla semplice percezione, dice Laurent Mottron. Gli autistici utilizzano la percezione in modo differente dal nostro per risolvere  compiti detti d’intelligenza. ” La percezione è sovrafunzionale negli autistici che differenziano meglio di noi sia sul piano visivo che uditivo. E gioca probabilmente un ruolo piu’ importante ed efficace nella soluzione dei compiti che richiamano all’intelligenza rispetto alle persone non autistiche “, sottolinea.

Quando guardano un oggetto, gli autistici esplorano minuziosamente la fisica dell’oggetto, la sua brillantezza, la sua forma, un trattamento molto approfondito che apre numerose porte, spiega il ricercatore. Gli autistici sembrano apprendere molte piu’ cose di noi da una semplice esposizione. ” Noi assimiliamo informazioni senza fare sforzi intellettuali, in una modo meno volontario rospetto ai non autistici e senza sapere veramente cosa farne ” precisa l’autistica Michelle Dawson. “Questa conoscenza resta senza fare niente nel mio cervello fino a quando non mi trovo davanti un compito dove questa informazione si puo’ integrare e puo’ servire per risolvere un problema “.

Al contrario, quando Laurent Mottron legge un articolo scientifico, è per cercare un certo numero d’informazioni che confermeranno o annulleranno  la sua ipotesi  di partenza. “Io non memorizzo tutto, sfoltisco tutto quello che non riguarda l’informazione che cerco per non distrarmi. E se piu’ tardi ho bisogno di un’altra informazione che si trova nello stesso articolo, lo rileggo “, dice Michelle Dawson.  Il Dr Laurent Mottron non cessa di sottolineare il contributo incredibile apportato da Michelle Dawson, sua collega di lavoro da circa tre anni. ” Possiamo interrogare Michelle dopo la lettura di un articolo nella stessa maniera in cui si interroga un database, perchè Michelle non ha preferenze su cio’che memorizza. Assimila informazioni anche se non sa a cosa potrebbero servire. Ma poi, connette queste informazioni con quello che sente o vede e cio’ le da numerose idee nuove e inaspettate per capire un problema. Inoltre, la sua mente non è parziale, mentre la nostra lo è costantemente perchè cerchiamo da anni di difendere delle ipotesi che non abbiamo sviluppato “, precisa il Dr Mottron.

Per Michelle Dawson e Laurent Mottron, l’intelligenza percettiva degli autistici è senza dubbio un’ intelligenza vera. La ricercatrice autistica crede ” che bisognerà valutare l’intelligenza alla capacità di un individuo di effettuare un compito oppure no, piuttosto che il fatto di arrivarci attraverso dei mezzi tipici o atipici “.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, Fonte: Ledevoir

Autismo carriere: Il potenziale non sfruttato delle persone con la Sindrome di Asperger

La società e il mercato stanno scoprendo poco a poco che potrebbero approfittare di una peculiarità degli autistici, in particolare quelli con la Sindrome di Asperger: la loro estrema meticolosità. Alcuni settori economici, soprattutto l’informatica stanno aprendo le porte agli autistici, e in particolare agli Asperger, e Albert Einstein era uno di loro. Il motivo: Gli “Aspie” hanno difficoltà nelle interazioni sociali e si destabilizzano facilmente nelle situazioni impreviste, ma in materia di perseveranza, di meticolosità e attitudine a reperire gli errori e le anomalie, sono spesso piu’ abili di quelli che vengono soprannominati i “neurotipici” ( le persone normali). Anche se in certi settori hanno già capito che potrebbero trarre profitto dalle qualità degli autistici per migliorare  i loro prodotti e i loro servizi, le competenze degli Asperger restano ancora molto sconosciute e scarsamente utilizzate. E’ cio’ che afferma Judith Sitruk, che li aiuta ad entrare con successo nel mondo del lavoro: ” Quando hanno la possibilità di lavorare nel campo che prediligono e di loro competenza,  e se l’ambiente circostante tiene conto delle loro particolarità e caratteristiche, sono in grado di svolgere eccezionali quantità di compiti lavorativi, di una qualità notevole. Il progetto Opportunità Asperger dell’Associazione Compagnie des TED ( Disturbi pervasivi dello sviluppo), dove lavora Judith Sitruk, sottolinea che i settori potenziali “Aspie-compatibili” sono numerosi: disegno tecnico, contabilità, ricerche, traduzioni, meccanica di precisione, controllo qualità… ” Ho avuto l’occasione di accompagnare un apprendista cuoco autistico, racconta Juditk Siruk, e come ha potuto constatare lo chef era completamente sfasato in caso di “imprevisto”, ma è riuscito a confezionare 500 tartine tutte identiche e impeccabili, e provava un piacere profondo nel farlo”. Rigore e perfezionismo nei loro campi preferiti sono dei tratti che questi autistici sembrano avere in comune, al di là della loro individualità. ” Il deficit degli Asperger, è l’implicito (che non è espresso a chiare lettere), riassume Annie Raymond, madre di un giovane Asperger di 18 anni. Il loro bisogno di esplicito (chiaramente espresso)  è assoluto. La conoscenza iperdettagliata del sistema e delle regole e per loro l’unico modo di rendere il mondo comprensibile e di progredire”. Questa particolarità sarebbe legata al sistema cognitivo degli Asperger: L’elaborazione delle informazioni sensoriali è molto perturbato negli Asperger, sia ipersensibili che iposensibili, precisa Evelyne Thommen Professoressa all’EESP di Losanna.” Alcuni autistici sono in grado di individuare elementi che noi non siamo capaci d’identificare, come i quarti di tono nella musica,  alcune sfumature di colore oppure figure nascoste in grafici complessi. Mentre i neurotipici hanno un pensiero globale, in virtu’ del quale il tutto è la somma delle sue parti, l’autistico invece pensa in dettagli  e per lui, il tutto non è la somma delle parti”.

Altre particolarità: Gli Asperger avrebbero un deficit della ” Teoria della Mente”. Gli mancherebbe dunque la capacità d’identificare i sentimenti degli altri, e quindi l’effetto che hanno su di loro. Un deficit molto invalidante, data l’importanza delle interazioni sociali per essere accettati. Una formazione specifica per fare apprendere a memoria il repertorio delle espressioni e il loro significato rispettivo: guardare l’interlocutore negli occhi, dire buogiorno, in breve ” Ungere le ruote”. Questo adattamento che comporta un’impressionante memoria a lungo termine capace di immagazzinare grandi quantità di dettagli, e senza dubbio la strategia compensatrice adottata spontaneamente da molto tempo dagli Asperger non diagnosticati, che hanno trovato il loro posto in alcune nicchie professionali. “Quelli che sono stati ben sostenuti da un insegnante o un mentore senza essere diagnosticati hanno avuto a volte delle carriere indipendenti o nella ricerca , conferma Evelyne Thommen. Le loro competenze, fanno passare in secondo piano l’inadeguatezza relazionale”. Ma gli Asperger che si realizzano senza avere una diagnosi, o gli autistici eccezionalmente brillanti come Daniel Tammet o Temple Grandin, non devono far dimenticare tutti quelli che stanno lottando OGGI perchè non sono stati diagnosticati in maniera adeguata. ” Attualmente, non tutti gli Asperger adulti sono impiegabili, sottolinea Judith Sitruk. Molti di loro hanno avuto un percorso difficile. E’ in piu’ hanno vissuto l’esclusione, le molestie, gli abusi senza aver avuto modo di difendersi durante il loro percorso scolastico, perchè non sono stati sostenuti correttamente sulla base del loro potenziale e delle loro attitudini. Queste persone devono prima ricostruirsi”. Gli specialisti sono d’accordo oggi, sui vantaggi di una diagnosi precoce che permetta di mettere in atto una presa in carico individuale, col fine d’identificare il prima possibile le potenzialità del bambino. “Le persone che soffrono potrebbero guadagnare molto sulle loro difficoltà e potrebbero migliorarsi se si mettesse un nome alla loro condizione”, spiega Véronique Zbinden Sapin, professoressa all’ Haute Ecole di Friburgo del lavoro sociale. “I professionisti, pediatri e insegnanti, psicologi, logopedisti e psicomotricisti che lavorano nei servizi scolastici dovrebbero conoscere meglio questa sindrome. Su questo piano, come anche per l’integrazione e l’utilizzo del potenziale degli autistici, il lavoro da fare resta enorme”.

I genitori dei bambini autistici, oggi sono soli e devono regolarmente confrontarsi con l’ignoranza e la mancanza di flessibilità degli ambienti medici e scolastici. Risultato: diagnosi sbagliate e tardive, una penuria di sostegno e rigidità delle istituzioni educative, che faticano a confrontarsi con questi bambini particolari. Temple Grandin con il suo modo franco di parlare ha detto: “Senza di noi, le arti e le scienze non esisterebbero. Se l’autismo fosse stato cancellato dalla superfice terrestre, gli uomini starebbero ancora a parlare intorno ad un fuoco di legna davanti all’ingresso di una caverna. Alcuni pensano che l’umanità debba la scoperta del fuoco ad un autistico “.

La sindrome di Asperger in 5 punti

– Forma di autismo senza deficit intellettuale ne ritardo del linguaggio che fa parte dei disturbi pervasivi dello sviluppo.

– Disordine dello sviluppo di origine neurobiologica che colpisce piu’ i maschi delle femmine.

– Sindrome  che causa difficoltà nelle interazioni sociali.

– Descritta per la prima volta nel 1943 dal pediatra viennese Hans Asperger, e  valorizzata dalla psichiatra Lorna Wing nel 1981, riconosciuta ufficialmente nel 1994 dal DSM IV ( manuale diagnostico dell’associazione psichiatrica americana).

– Prevalenza: da 1 a 250 su 10.000 bambini. 1 bambino su 300 secondo le stime .

Asperger famosi

Albert Einstein, Glenn Gould, Bill Gates, John Forbes Nash, Wolfgang Amadeus Mozart, Ludwig Wittgenstein, Marie Curie, Georg Mendel, Béla Bartok…

Imprese che impiegano persone con la Sindrome di Asperger

– Asperger Informatik, Zurigo

– Passwerk, Berchem, Belgio

– Specialisterne (DK, GB, CH, IS, A, USA)

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie,  fonte Largeur.com

Autismo talenti: Jimmy, giovane promessa del canto lirico

Colombia, Bogotà

Nonostante l’autismo, questo tenore di 25 anni ha un talento innato per la musica e la composizione.

Gli altoparlanti annunciano che in cinque minuti il tenore Jimmy Leon salirà  sul palco. E dietro le quinte la tensione sale.

Lucero Herrera, la mamma del giovane artista, si incarica di sistemare gli ultimi dettagli ” Aggiusta la giacca in modo che non abbia l’aspetto stropicciato… muovi i muscoli delle spalle e respira, e sarai piu’ rilassato” dice la donna in tono caldo.

Infine, il sipario si apre, e senza indugi, Jimmy inizia a cantare le prime strofe di “Isabel”, una delle canzoni piu’ conosciute del gruppo Il Divo.

Jimmy chiude gli occhi per evitare gli sguardi che si posano su di lui e per mantenere la calma.

Ma poi si abbandona al pubblico, e la sua voce raggiunge la massima potenza e nell’auditorium scoppia un fragoroso applauso.

Le emozioni di mamma Lucero non sono le stesse che puo’ provare un’altra madre al suo posto, perchè il giovane tenore è autistico e in questa condizione affrontare il palco diventa una sfida.

Lucero ricorda di aver scoperto l’autismo di Jimmy quando aveva due anni, all’inizio fu devastante, ma il raggiungimento della felicità di suo figlio divenne l’obbiettivo della sua vita.

Nella condizione di madre single, questa insegnante ha dovuto spostare il suo lavoro nel sociale di notte per dedicarsi di giorno alla formazione del figlio. Cosi’ Jimmy ha imparato le prime parole, e soprattutto ha imparato a guardare negli occhi la sua mamma.

“La chiave per superare l’autismo è diagnosticarlo in tempo, in modo da intervenire tempestivamente con le terapie”.  Il passo successivo per me fu quello di setacciare i suoi gusti per scoprire il suo talento.

“L’ho scoperto con un disco di canzoni per bambini, di quelle che suscitano eccitazione ed emozioni come il classico ‘La iguana y el perezoso’ (l’iguana e il pigro), che Jimmy cantava in continuazione” dice mamma Lucero.

Cosi’, a 6 anni è iniziata la sua carriera musicale attraverso il coro di bambini della Casa della Cultura di Zipaquirá (Cundinamarca), la Fondazione Batuta è il programma musicale per bambini dell’Università Javeriana, e durante questo percorso sono  emerse capacità innate e un’intonazione perfetta.

Parallelamente, Jimmy avanzava negli studi, “Si è diplomato al Collegio Cristóbal Colón, de Usaquén, con il miglior punteggio”, precisa  Gloria Currea, direttrice dell’istituto.

A  25 anni, Jimmy è in procinto di laurearsi all’Università delle Ande, dove si sta specializzando in composizione, violino e canto. Questa esperienza è stata l’imput che ha ispirato la sua ultima produzione: una composizione dedicata alla Cattedrale di Sal de Zipaquirá.

Adesso, spera in un’ opportunità di lavoro che gli permetta di pagare i 58 milioni di pesos acquisiti con l’Icetex per finanziare i suoi studi.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie: Fonte, Eltiempo.com