Autismo: Gli adulti Asperger, questi giganti dai piedi d’argilla

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  •  Fig.: persona o istituzione che nonostante l’apparenza grandiosa e imponente poggia su fragili basi.

Li chiamano autistici ad alto funzionamento o autistici savants. Perchè, per una ragione che ignoriamo, le loro capacità intellettive sono spesso impressionanti: memoria enciclopedica, comprensione cristallina della realtà . ” Si potrebbe dire che sono degli autistici mancati “.

” Come se l’autismo non fosse riuscito a soggiogare le loro capacità intellettuali ” dice lo psicologo Normand Giroux. Ma questo importante panaché cognitivo si basa su una fragilità particolare. Se sono piu’ efficienti rispetto alle persone intellettualmente “normali “, gli autistici Asperger sono dei “disabili emotivi ” .

” Sono una daltonica della vita “, dice  Anne-Marie Lacharité, 34 anni, che lavora nel campo della progettazione grafica a Montreal ed ha ricevuto da poco la diagnosi. E’ una metafora eloquente, come quelli che riescono a percepire i colori solo in parte, gli autistici Asperger non possono leggere… le emozioni.

Infatti, se una persona neurotipica – o ” normale ” puo’ decodificare fino a 75 emozioni, le persone con la sindrome di Asperger sono limitate a 7. Ne risulta una difficoltà a ” essere”, letteralmente, nel mondo. Gli autistici Asperger lasciano spesso i loro interlocutori perplessi, perchè le loro reazioni dovute alle loro carenze emotive producono delle reazioni spesso incomprensibili. Tanto che l’ Asperger con le sue capacità cognitive, puo’ passare inosservato: vive una condizione, ma non sappiamo che fa parte di una condizione dello spettro autistico, da qui la stranezza. Inoltre, la sindrome di Asperger genera molta ansia. Questi adulti autistici che hanno una vita “ normale “, tuttavia hanno altre caratteristiche dell’autismo: l’importanza di una routine inderogabile puo’ causare ansia, disturbi compulsivi, ipersensibilità sensoriale che rende il contatto fisico difficile e nel peggiore dei casi, al suo parossismo, simile a una fobia di contatti sociali.

Normand Giroux, psicologo, si è specializzato da 20 anni a questa parte nell’autismo Asperger. Adulti come Anne-Marie, ne vede molti .

Sono dentro una sorta di inchiesta identitaria. Un giorno, incappano sulla pista Asperger ed è come una rivelazione. E a partire da là, cercano conferme. 19 volte su 20, hanno ragione “, spiega Normand Giroux

In Occidente gli adulti ricevono tardi la conferma del loro autismo. Le donne vogliono spesso dare un nome ai loro disturbi a causa della loro discendenza “ Una donna di 68 anni è venuta da me per una diagnosi, sapeva di essere autistica Asperger, ma il suo nipotino di 8 anni era appena stato diagnosticato e voleva rassicurare i suoi genitori “ racconta Normand Giroux. Si è pensato a lungo che la sindrome di Asperger fosse una caratteristica solo maschile. Ora comprendiamo che le donne nello spettro autistico riescono meglio a camuffarsi, a “indossare una maschera di persona normale“, come dice giustamente Anne-Marie.

Gli autistici Asperger hanno spesso dei disturbi associati alla loro sindrome. Ossessioni, compulsioni, ma soprattutto l’ansia. “ Non possiedono ammortizzatori emotivi per assorbire i contraccolpi delle circostanze e degli eventi. Gli Aspie analizzano tutto razionalmente e questo genera ansia “ spiega lo psicologo. Internet ha contribuito molto a rompere l’isolamento delle persone Asperger perchè trovano la letteratura che permette loro di capire, ma anche di creare legami con altre persone autistiche. E’ ironico e simpatico per queste persone con incapacità relazionali. Amano i social Network .

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie.

Fonte: ici.radio-canada.ca

Autismo: 5 cose da sapere su Daniel Tammet, genio Asperger

daniel-tammet-aspergerA 37 anni, l’ Asperger Daniel Tammet, autore britannico, ha pubblicato il suo primo romanzo dal titolo Mishenka ( edizioni Les Arènes ). Mosca, negli anni 60 è il luogo dove si svolge la storia nell’ambiente degli scacchi. Un giovane prodigio di 23 anni detronizzerà il campione del mondo di scacchi. Daniel Tammet, probabilmente non avrà avuto nessuna difficoltà ad immedesimarsi nel personaggio, perchè  è lui stesso un prodigio. Un ” genio vivente ” , definito dagli esperti ” l’uomo computer “. Daniel Tammet è un autistico detto ” savant “, ha la sindrome di Asperger ( una forma di autismo lieve ) e ha il dono della sinestesia.

Non vede i numeri come noi

Per Daniel Tammet, i numeri non sono solo cifre. Lui, li associa a dei colori, delle forme, delle emozioni e a delle personalità. ” Il 2,  è come il vento che spinge, che soffia. 3, è rotondo e verde. 4, è a punta. 6, è nero e piccolo; non mi piace tanto questo numero, divento triste quando ci penso “, dice. E’ questo che rende il mondo di Tammet totalmente differente dal nostro. ” Essere a New York in mezzo a grattacieli immensi,  è molto intimidatorio per me, ho l’impressione di trovarmi circondato da numeri 9 ” spiega.

Per lui, il Pi greco è una storia

Se i numeri esprimono una storia, il Pi greco possiede senza dubbio la piu’ emozionante. Poichè è l’unica che prosegue all’infinito. ” Mi affascina. Nessun pezzo di carta, anche se è grande come l’universo, puo’ contenerla “, ammette Daniel Tammet che grazie al Pi greco è diventato famoso.  Il 14 marzo 2004 a Oxford, il savant ha recitato per 5 ore, 9 minuti e 24 secondi piu’ di 22.500 decimali del Pi greco che aveva imparato nei tre mesi precedenti. Non ha commesso nessun errore, una prodezza che ha lasciato a bocca aperta gli scienziati.

Conosce il giorno della settimana in cui sei nato 

Daniel Tammet è capace di calcolare all’istante operazioni del tipo 4895 x 9671. E in piu’, il britannico è in grado di scoprire nel giro di qualche secondo il giorno della settimana corrispondente a qualsiasi data di nascita (si, si, proprio cosi’ !).

Parla dodici lingue 

Ma Daniel Tammet è tanto abile con i numeri quanto con le parole. Parla correntemente 12 lingue: il tedesco, l’inglese, lo spagnolo, l’esperanto, l’estone, il finlandese, il francese, il gallese, l’islandese, il lituano, l’olandese e il rumeno. Ma questo per il ” calcolatore-umano ” non è sufficiente, nel 2006 ha inventato una sua lingua : Il Manti, che si ispira alla grammatica e al vocabolario finlandese.

Ha imparato a parlare islandese in 7 giorni 

Daniel Tammet , ha imparato l’islandese in sette giorni. Ha accettato la sfida di un canale televisivo. L’obbiettivo ? Essere in grado di rispondere a un’intervista in islandese sette giorni dopo aver iniziato ad imparare la lingua. Una prova incredibile che il genio ha superato brillantemente.

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Daniel Tammet e la Sindrome di Asperger

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: Grazia.fr

Autismo: Aspie, il nuovo genere umano ( Parte 1 )

aspie-genere-umano Aspie “: persona con sindrome di Asperger, autismo ad alto funzionamento

 

L’aspie potrebbe essere il nuovo genere umano. Un nuovo codice genetico migliorato che genera sensi intensificati , una mente che riconosce i modelli (patterns)  e vede cose che i neurotipici non sono in grado di decodificare anche se sono davanti al loro naso. Una mente che crea collegamenti automaticamente, senza cercare o addirittura pensare volontariamente. Una mente che possiede una incrollabile passione innata per l’apprendimento e una curiosità intellettuale incommensurabile.

Anche se questa nuova specie umana puo’ sembrare impressionante ai nostri occhi, il mondo è pronto per questo ? Le strette regole sociali di oggi li fanno sentire esclusi, invece di accoglierli a braccia aperte e con accettazione. L’ Aspie  impiega tutto il suo intelletto per imparare cose nuove, nuovi concetti e non accetterà mai di non capire qualche cosa. Diventeranno dei pionieri nel campo o nei campi in cui si sono appassionati, invece di investire le energie per cercare di essere accettati socialmente, perchè per loro l’aspetto sociale della vita è poco importante e non porta nessun beneficio alla loro ricerca e alla loro sete di sapere.

E’ sottinteso che alcune persone con sindrome di Asperger hanno bisogno di un orientamento e di attenzioni perchè a causa di alcune difficoltà nel loro funzionamento hanno dei problemi ad affrontare la realtà quotidiana . Esistono diversi gradi di Asperger, e non tutti gli Aspies richiedono le stesse attenzioni. In questo articolo, si parla di Aspie che non ha bisogno di supporti particolari per integrarsi bene in questa società. Questo Aspie in grado di dare un contributo in modo autonomo ed efficace alla nostra società.

Anche se questa nuova razza umana sembra essere la chiave per trovare delle risposte ai misteri della vita e dell’universo in cui viviamo, la scuola e la società tentano di modellare queste meravigliose creature, cercando di plasmarle per farli diventare come tutti gli altri indipendentemente dalle loro peculiarità, in modo che diventino cittadini uguali agli altri.

E se noi imparassimo ad amare queste incredibili  differenze e a nutrirle, invece di identificarle come un problema mettendo in atto delle manovre per soffocarlo ?

Per comprendere meglio il significato di questo proposito, immaginate le grandi opere d’arte che hanno segnato il loro tempo, quelle che hanno portato nuove correnti nel campo delle arti. Che cosa sarebbe successo se avessimo preso tutte le opere di Picasso, di Dali, di Van Gogh, etc, alterandole in modo da conformarle alla realtà,  in modo che corrispondano alle nostre aspettative, alle norme in vigore nel campo delle arti della loro epoca ?

Immaginate che tragedia sarebbe stata. Non avremmo piu’, queste magnifici capolavori che ispirano e hanno cambiato a modo loro il mondo dell’arte. E se avessimo fatto lo stesso con le teorie di Freud o Einstein ? Eppure, è quello che facciamo oggi con gli Aspies, nella nostra società moderna, dal momento in cui la differenza è identificata viene imposto un meccanismo di ” conformità ” alla società , senza interrogarsi sulle conseguenze di questa mancanza di riconoscimento e di comprensione nei confronti delle persone Asperger.

Non succede niente per niente. Puo’ essere una semplice coincidenza che alcuni umani nascano con queste capacità sorprendenti. Cercare di cambiarli e di plasmarli per farli diventare come gli altri è una delle piu’ grandi tragedie create dagli umani. Una perdita totale di cio’ che è nato per essere.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: quebechuffingtonpost.ca

Ricerca: L’autismo condivide i geni dell’intelligenza superiore

autismo intelligenza superioreMarzo 2015  –  Secondo uno studio dell’Università di Edimburgo, i disturbi dello spettro autistico e l’intelligenza superiore hanno molti fattori genetici in comune. La ricerca fornisce prove che collegano fattori genetici associati all’autismo e una capacità cognitiva molto elevata nelle persone autistiche. Un  passo molto importante nella comprensione molecolare dell’intelligenza autistica presentato sulla rivista Molecular Psychiatry. La relazione tra autismo è intelligenza non è chiara anche se è stata spesso citata. Ricordiamo il film ” Rain Man ”  e questo studio di Stanford che sostiene l’ipotesi che lo sviluppo atipico del cervello nell’ autismo puo’ portare a deficit sicuramente, ma anche a capacità cognitive notevoli. Questa ricerca suggerisce che i ” geni dell’autismo ” possono conferire un vantaggio intellettuale. Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori dell’Università di Edimburgo e di Queensland hanno esaminato il Dna di 10.000 che vivono in Scozia. I partecipanti sono stati successivamente sottoposti a una serie di test per misurare l’intelligenza. Ebbene, coloro che presentavano varianti genetiche legate all’autismo hanno ottenuto punteggi lievemente superiori ai test, rispetto a coloro che non avevano questi geni.  Anche se il 70 % delle persone affette da autismo presentano anche una disabilita’ mentale, alcune persone autistiche possono avere una maggiore intelligenza non verbale. Questa forma di intelligenza permette di risolvere problemi complessi utilizzando capacita’ di ragionamento che richiedono uno scarso o nessun utilizzo del linguaggio, che risulta compromesso in chi soffre di autismo. “I nostri risultati mostrano che la variazione genetica che aumenta il rischio di sviluppare l’autismo e’ associata a migliori capacita’ cognitive nei soggetti non autistici”, ha detto Toni-Kim Clarke, autore dello studio. “Cominciare a capire l’impatto sul cervello delle varianti genetiche associate all’autismo, è un passo avanti per capire la natura dell’intelligenza autistica”, ha concluso.

Tradotto da Mondo Aspie – Fonte:  Santelog, Molecular Psychiatry

Autismo: Savant e sindrome di Asperger, l’arte di George Widener

autismo asperger widenerGeorge Widener ha 51 anni e la sindrome di Asperger. In tempi politicamente meno corretti alcune persone colpite da questa sindrome venivano chiamate idiots savants, idioti sapienti, poiché presentavano una o più capacità prodigiose accompagnate a una certa difficoltà nell’esecuzione di compiti semplici. Widener è una di loro. Può passare un intero pomeriggio ciondolandosi seduto sul bordo del proprio letto ma a chi domanda il giorno della settimana in cui cadeva la terza defenestrazione di Praga (23 maggio 1618) risponde senza esitazioni: «Era un mercoledì». Non lo ha studiato, lo ha calcolato lì per lì. Quello che a una persona nella media porterebbe via un paio di minuti, persino con una calcolatrice alla mano – ammesso che conosca il procedimento corretto – per lui è un no brainer. Tre anni fa il suo cervello ha battuto in una gara di velocità un ex ingegnere della NASA armato di un laptop caricato ad algoritmi. Fin dall’infanzia Widener ha sviluppato un rapporto intimo con le date. Praticamente – dice – non calcola, vede. È in grado di affermare su due piedi che giorno della settimana sarà il 9 settembre 9999 o era il 7 luglio 777,  memorizzare fatti con una precisione impressionante e ricostruire ricorrenze e analogie tra date ed eventi distanti secoli tra loro. Il caos della Storia per lui è una stanza ordinata in sette cassetti: lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato, domenica. In quest’ultima sconsiglia di volare: molti incidenti. Il venerdì non è un buon giorno in generale: frequenza di catastrofi. Widener è nato a Cincinnati in Ohio, secondo figlio di una coppia disastrata degli george widenerAppalachi: il padre muore giovane, la madre è un’alcolizzata con cinque figli avuti da cinque uomini diversi. La nonna – ha ricordato lui stesso in un’intervista – è stata la prima a intuire l’attrazione di George per i calendari: a 6 anni amava già combinarne le date secondo criteri di affinità numerica o coincidenze storiche. Purtroppo, per lungo tempo sua nonna è stata anche l’unica persona ad apprezzare e comprendere le peculiarità di questo talento e così, con gli anni, lo scollamento tra il caos del mondo esteriore e il suo bisogno interiore di trovare un ordine ha scavato una voragine, rendendo Widener pressoché disabile per tutta la gioventù. Un documentario della BBC di pochi anni fa ce lo mostra a Time Square, di fronte al billboard su cui scorrono gli indici del Nasdaq. È l’immagine di una persona che sta soffrendo, sopraffatta dalla sua stessa pressione compulsiva. La rapidità e la quantità di quei numeri sono troppo anche per lui, non ne regge il passo e tuttavia la necessità di sminuzzarli lo segue come un’ombra. È una sequenza che riassume tutta la prima parte della sua vita. Per la maggior parte del tempo GW non riesce a pensare ad altro che a cifre e date, così maniacalmente e intensamente che spesso gli è impossibile fare qualsiasi altra cosa. È la vecchia storia del talento che si trasforma in una maledizione. Tra i 25 e i 40 anni vagabonda, per l’America prima e l’Europa poi, sopravvivendo come può tra lavori saltuari ed elemosine. Di giorno frequenta le biblioteche e manda a memoria nozioni scovando curiose correlazioni tra eventi storici legati da fili logici invisibili a chiunque non abiti nella sua testa, mentre di notte dorme per strada o in rifugi per senzatetto. Quando ritorna a Cincinnati per tutti è un pazzo su cui pesa una frettolosa e incompetente diagnosi di anni prima. Dice “schizofrenia” e lo porta a isolarsi sempre di più nel suo mondo di calendari. Il 2000 è la data che gli cambia la vita. Uno psicologo l'arte di george widenersi interessa al suo caso: il paziente non è schizofrenico ma “soltanto” affetto da sindrome di Asperger. Widener smette di sentirsi un reietto pericoloso per sé e per gli altri e inizia a definirsi con orgoglio un “high functioning calendar savant“. Un giorno, nel 2006, incontra Kim Peek, un autistico in grado di leggere due libri contemporaneamente e ricordarli a memoria parola per parola ma incapace di vestirsi senza l’aiuto di un’altra persona. È la persona che ha ispirato il personaggio di Dustin Hoffman in Rain Man. Da quel momento Widener capisce di fare parte di una tradizione di maghi del sapere e fa una cosa che non aveva mai fatto prima: mostra a qualcuno i suoi disegni. Sono anni che ne realizza su fazzoletti di diner e bar che poi incolla gli uni agli altri per ottenere una tela completa. Domenica scorsa sono stato all’Hamburger Banhof, un importante museo di arte contemporanea di Berlino. È la quarta volta che lo visito in anni diversi ma era soltanto la prima per la persona che era con me. Così abbiamo ripercorso insieme gli spazi dedicati alla collezione Marx, che raccoglie monumentali lavori di Beuys, Warhol, Twombly, Kiefer e Rauschenberg fino alle mostre in corso dei due Martin: Kippenberg e Honert. Alla fine abbiamo salito le scale alla sinistra dell’uscita e ci siamo trovati di fronte a una sala piena di quelli che da lontano parevano antichi papiri su cui convivevano tutti i media e i registri grafici immaginabili: dagli stampi allo stencil, dalla scrittura cuneiforme fino ai caratteri digitali, e poi mappe di megalopoli immaginarie e planimetrie estremamente dettagliate di mezzi di trasporto realmente esistiti, navi e aerei. I minuscoli caratteri cuneiformi però non erano caratteri. In realtà erano numeri e date. Gli stencil non erano serigrafati, i caratteri digitali non erano stampati. In realtà erano disegnati. Tutto era insieme arcaico e futuristico. Sembrava il compendio visivo, naif ed estremamente dettagliato allo stesso tempo, di una civiltà sul punto di essere assorbita da una intelligenza superiore. In realtà era la prima mostra personale di George Widener al di fuori dagli Stati Uniti.

Fonte: rivistastudio.com

Donne e sindrome di Asperger: Caroline, una pianista eccezionale

donne asperger carolineDopo un inizio di vita disseminato di ostacoli, Caroline Marceau ha ricevuto la diagnosi di autismo come una risposta a molte domande. Ricevere una diagnosi di autismo a 23 anni, dopo una vita piena di ostacoli, non ha niente di deprimente. Improvvisamente ” si capisce”. E possiamo spiegare agli altri le caratteristiche del nostro mondo interiore per meglio raggiungerle, all’esterno. E’ con mente arguta e la testa alta che Caroline Marceau racconta la sua storia. Come molti bambini autistici, Caroline preferiva giocare da sola piuttosto che integrarsi alle attività di gruppo. I bambini che le vorticavano attorno la rendevano ansiosa, e nonostante gli sforzi dei suoi insegnanti a volte ostinati nel cercare di farla integrare nel gruppo, lei non ci riusciva.

“Volevano farmi aderire a tutte le attività, come gli altri bambini. Erano sicuramente delle buone intenzioni, ma piu’ mi forzavano a partecipare, e piu’ io rifiutavo. A causa di questo ho avuto una piccola tendenza oppositiva”, racconta.

Se solo gli insegnanti di Caroline avessero saputo quanto lei percepiva il mondo in modo diverso. Quello che per gli altri era un puro piacere per lei era un vero incubo. ” Le mie percezioni sono differenti. Sono ipersensibile ai suoni, agli odori, alla temperatura, ai tessuti e soprattutto ai movimenti. E per questo non riesco ad integrarmi socialmente perchè entro facilmente in sovraccarico sensoriale. In un gruppo, mi sento subito confusa perché le persone parlano forte, scoppiano a ridere e parlano nello stesso momento…. è un contesto difficile da gestire per me “, spiega senza vergogna.

Caroline Marceau ha dovuto aspettare l’età adulta per avere la diagnosi di sindrome di Asperger.

” Prima, desideravo molto integrarmi socialmente, ma lo trovavo stancante, deprimente e stressante… Quando ho saputo di avere la sindrome di Asperger, ho fatto dei cambiamenti che hanno migliorato la mia vita sociale. Esco con una persona alla volta oppure con un piccolo gruppo. Quando voglio andare in luoghi molto affollati e rumorosi, porto con me i tappi per le orecchie e cerco di non restare piu’ di 30 minuti o un’ora. Ho imparato ad ascoltarmi e non mi vergogno di spiegare alla gente perché sono come sono “.

Affascinata e appassionata

Oltre alla sua franchezza e alla capacità di riconoscere pienamente cio’ che è, Caroline ha un’altra qualità che le permette di sfruttare il meglio dalla vita: le passioni.

” Le persone di solito hanno interessi non specifici, cioè si interessano a piu’ cose nello stesso tempo e dividono le loro attenzioni su di esse. Io, quando sviluppo un interesse, mi concentro solo su quello. E come se non volessi fare nient’altro. Ultimamente,  è stato il lavoro a maglia; piu’ tardi sarà un’altra cosa “, racconta Carolina.

Tuttavia attraverso gli anni è riuscita ad incanalare l’interesse verso la musica, dopo sette anni di conservatorio e gli studi universitari in musica, Caroline è diventata una pianista classica eccezionale.

“La musica stimola molto i miei sensi e certi suoni li adoro. Posso suonare pezzi che utilizzano la stessa gamma di suoni piu’ volte perché mi piace ascoltarli ” , dice sorridendo.

L’espressione creativa

Caroline fa parte di Aut’Créatifs, un movimento creato da una quindicina di persone autistiche che ha lo scopo di valorizzare i talenti e rompere i pregiudizi che li circondano.

Quando le persone sentono parlare di autismo, spesso pensano a Rainman, ma pochi di noi hanno la sindrome di Savant. Si parla poco delle persone che sono autonome, che conducono una vita normale, che hanno degli interessi e delle personalità molto differenti una dall’altra. Non è vero che tutti gli autistici amano le routine che danno sicurezza, che non hanno fantasia sono poco empatici: questi sono i pregiudizi che vogliamo dissipare”, afferma.

Qui il sito: www.autcreatifs.com

Tradotto  e riadattato da Mondo Aspie, fonte lapresse.ca

Sindrome di Asperger: Daniel Tammet ” non sono un extraterrestre “

daniel tammet sindrome di aspergerDaniel Tammet è un genio. Diagnosticato Asperger (una forma lieve di autismo), ha vinto la prigione dell’autismo. Dopo la matematica, eccolo nella veste di scrittore e poeta.

Questo giovane britannico, detronizza le calcolatrici ed è capace di compiere prodezze cerebrali incredibili. Il 14 marzo 2004, davanti ad una giuria di matematici è riuscito a recitare a memoria le prime  22514  cifre decimali del Pi greco. Alla sindrome di Asperger si associa anche la sinestesia un fenomeno neurologico poco conosciuto. Daniel riesce a visualizzare le cifre e le lettere sotto forma di colori che creano dei paesaggi astratti. E le sue capacità non si fermano qui. Daniel Tammet è affascinato dai calcoli calendario, impara le lingue rapidamente ed è considerato nel mondo scientifico come la ” Stele di rosetta ” dell’autismo. A lungo considerato come un ” computer umano ” in ragione delle sue capacità eccezionali, da qualche anno si è allontanato da questa immagine per dedicarsi alla letteratura. ” Il mio caso è interessante, ma non è l’unico e questo mi rende felice perché dimostra che non sono un alieno ” dichiara. ” Non voglio essere ridotto a una teoria o a un cliché “. Autore di tre libri dal 2006 ha l’ambizione di coniugare la matematica con la letteratura. ” La poesia è come la matematica, c’e’ del ritmo, ci sono delle rime e delle ripetizioni “.

nella testa di daniel tammet

Daniel Tammet si vede come una persona che attraverso i numeri trasmette una visione particolare del mondo. ” Le scienze matematiche sono delle storie “, spiega. Nel suo ultimo libro ” L’eternità in un’ora “, insiste sull’emozioni e le ricchezze che emergono dalle cifre e le associa a grandi autori come Shakespeare …o ancora alle pecore d’Islanda ! Dice di ” sentirsi bene in Francia ” dove la separazione tra matematica e letteratura è meno netta rispetto ai paesi anglosassoni. La cultura e l’arte hanno occupato un posto importante nella sua vita. E attraverso un’esperienza fotografica basata sul lavoro del suo amico Jérôme Tabet, continua a combattere i luoghi comuni legati all’autismo. Utilizzando aggettivi molto precisi, descrive le rappresentazioni formate nella sua testa dalla sinestesia. L’esposizione si intitola: ” Nella testa di Daniel Tammet ” ed è una mostra composta da foto a colori di forme e di materiali astratti. ” Dovevamo scegliere le parole giuste per descrivere le immagini del mio cervello e sono molto contento del risultato ! “.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte Libération.fr