Autismo ricerca: Quasi il 60% del rischio è genetico

autismo geneticoLuglio 2014.  Questa valutazione condotta dal consorzio di ricercatori della Mount Sinai School attribuisce a delle varianti genetiche comuni il rischio di autismo (ASD). Varianti che sono frequenti anche nella popolazione generale quindi anche nelle persone senza disturbi, conclude lo studio pubblicato sulla rivista Nature Genetics.

Questa predisposizione all’autismo è chiaramente ereditaria, sottolinea il Dr.  Joseph D. Buxbaum, direttore del Seaver autism Center e professore di psichaitria alla scuola di Medicina del Monte  Sinai. A questi fattori genetici in fin dei conti frequenti possono aggiungersi altri fattori genetici rari che attivano lo sviluppo del disturbo in un componente della famiglia in particolare.

L’equipe del Monte Sinai ha lavorato in collaborazione con il Consorzio per condurre lo studio PAGES (Population-Based Autism Genetics and Environment Study), un’analisi delle variazioni di sequenze del DNA. L’obbiettivo, chiarire il contributo e le interazioni della genetica e di altri fattori ambientali, nello sviluppo dell’autismo.

L’analisi mostra che circa il 52,4 % del rischio autismo è dovuto a delle variazioni ereditarie sia comuni che rare, le mutazioni spontanee rappresentano solo il 2,6% del rischio. Cosi’, la maggior parte del rischio di autismo è già presente nell’architettura genetica  della famiglia e le mutazioni de novo, che possono riprodursi nello sperma di un padre anziano per  esempio, sono fattori chiave che si aggiungono al rischio famigliare sottogiacente.

L’impatto sul rischio autismo delle variazioni genetiche presenti nella maggioranza delle persone resta difficile da valutare, spiegano i ricercatori, a causa delle limitate dimensioni del campione. Tuttavia, quando si effettua un parallelismo con i recenti studi sulla schizofrenia, condotti sull’insieme del genoma, questi dati suggeriscono la partecipazione di piu’ di 100 varianti genetiche comuni. Lo studio PAGES permette di compiere gli stessi progressi nell’autismo: condotto su circa 3000 casi di disturbo dello spettro autistico, abbinati a campioni senza autismo, i ricercatori indicano che gran parte delle varianti genetiche associate all’autismo sono  presenti anche nella popolazione generale. A queste varianti si combinano dei fattori specifici di rischio come delle delezioni e delle duplicazioni nel materiale genetico e le mutazioni de novo. Anche se queste mutazioni spontanee rappresentano solo una piccola frazione del rischio, costituiscono importanti indizi per comprendere la base molecolare dell’autismo.

Cosi’, in una famiglia, una mutazione de novo puo’ essere il fattore determinante che porta allo sviluppo e alla manifestazione di un disturbo dello spettro autistico in un membro della famiglia, in particolare.
Tradotto e riadattato da Mondo Aspie: fonti, Blogsantelog.com – Nature Genetics 20 July 2014 doi:10.1038/ng.3039 Most genetic risk for autism resides with common variation

Ricerca: equipe di belgi scopre un nuovo gene collegato all’autismo

ADNP gene autismo ricercaFebbraio 2014 –  Ricercatori belgi scoprono gene dell’autismo

Con l’aiuto delle nuove tecnologie e grazie a una collaborazione internazionale, dei ricercatori del Centrum Medische Genetica d’ Anvers hanno scoperto un nuovo gene di cui le mutazioni possono causare l’autismo e una limitazione delle capacità intellettive.

L’università di Anversa ( UAntwerpen )  indica che  lo studio relativo a questa ricerca è stato pubblicato domenica su Nature Genetics Online. Circa l’1% della popolazione soffre di un disturbo dello spettro autistico che provoca vari problemi comportamentali e talvolta puo’ andare di pari passo con le disabilità intellettive. Si sa poco sulle diverse cause che possono provocare l’autismo, ma esistono delle prove che dimostrano come i fattori genetici possono giocare un ruolo importante nel suo sviluppo.

” Attraverso una nuova tecnologia chiamata ” Next Generation Sequencing ” è possibile svelare il codice del DNA dei nostri 20.000 geni in un solo esperimento “, spiegano i ricercatori. ” Grazie a questa tecnica, numerose mutazioni, ed errori nel DNA sono stati trovati nelle persone autistiche. Tuttavia, è ancora difficile capire l’effetto di queste mutazioni e (saperlo con certezza)  se sono o non sono la causa dell’autismo “.

I ricercatori del Centrum Medische Genetica, hanno analizzato i geni di un piccolo numero di persone autistiche. In un paziente hanno scoperto la mutazione di un gene ADNP ( proteina neuroprotettiva  attività  dipendente ).

Mai prima d’ora, un collegamento era stato scoperto tra le mutazioni di quel gene e l’autismo. Allargando la ricerca su altre persone autistiche, i ricercatori hanno scoperto mutazioni nello stesso gene in altri nove soggetti.

” Le mutazioni dell’ADNP potrebbero essere alla base dell’autismo nello 0,17% dei pazienti e lo renderebbro una delle cause genetiche  piu’ note di questo disturbo”.

Secondo i ricercatori, “Individuando questa nuova mutazione, i medici saranno in grado di rilasciare direttamente una diagnosi ”

Qui la ricerca in Inglese.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte levif.be

Autismo: La top ten delle scoperte scientifiche nel 2013

autismo ricerche scientifiche 2013Autism Speaks ha pubblicato come ogni anno la top ten delle scoperte scientifiche sull’autismo nel 2013:

– I progressi nel sequenziamento del genoma umano e la scoperta di anomalie genetiche combinate che accrescono l’individuazione precoce e l’attuazione di programmi preventivi nei bambini colpiti,

– la  solida conferma del ruolo dell’acido folico o vitamina B9, la mancanza, nel periodo prenatale puo’ causare lo scatenamento futuro di alcuni tipi di autismo,

– l’identificazione dei segni ultra-precoci di rischio d’autismo, collegati a delle anomalie della condotta oculare,

– nuove prove sul ruolo dell’epigenetica nell’autismo, e quindi del modo in cui si esprime il capitale genetico in un determinato ambiente. Questo evidenzia come la predisposizione genetica si manifesta in maniera diversa, e con gravità variabile tenendo conto degli eventi e dell’ambiente biologico del bambino,

– l’ottenimento di risultati a volte spettacolari nei bambini con diagnosi di autismo tipico e ritardo accertato di linguaggio. Dei risultati che potenzialmente farebbero, sulla base dei criteri diagnostici attuali, uscire  il bambino dal disturbo dello spettro autistico. Quali criteri di diagnosi piu’ specifici e di trattamento portano a tali risultati ? Ulteriori studi sono intrapresi per capire meglio,

– uno studio che dimostra come i disordini intestinali siano molto frequenti nell’autismo. Caratterizzati da intolleranze e disordini cronici della flora. Questi disturbi associati causerebbero l’aumento di alcuni problemi comportamentali ( irritabilità, ossessioni, stereotipie, deficit dell’attenzione…),

– un secondo studio dimostra che, riequilibrare la flora intestinale con batteri probiotici riduce i sintomi dell’autismo nei topi ” autistici ” ( che presentano comportamenti vicini all’autismo… per un topo ),

– i ricercatori hanno scoperto che un malfunzionamento degli enzimi chiamati Topoisomerasi puo’ causare una predisposizione all’autismo,

– In una ricerca gli studiosi hanno utilizzato una nuova tecnologia per monitorare l’attività di nove geni fortemente collegati all’autismo e il loro effetto durante lo sviluppo del cervello. E con loro grande sorpresa hanno scoperto che tutti i nove geni hanno influenzato la crescita di un tipo di cellula cerebrale in una regione del cervello durante una specifica fase prenatale,

– Genitori e specialisti dell’autismo segnalano da tempo che molti bambini  e adulti autistici soffrono di disturbi come il deficit dell’attenzione-iperattività , depressione o entrambi. I ricercatori hanno scoperto tramite il piu’ grande studio genetico realizzato sui disturbi dello sviluppo neurologico e psichiatrico, che esistono fattori di rischio genetici tra l’autismo, la schizofrenia, l’ADHD, la depressione e il disturbo bipolare.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie

Fonti: Fondation-autisme.org, Autismspeaks.com

Ricerca autismo: Individuata rete complessa d’interazione tra geni che presentano variazioni

genetica autismoI ricercatori dell’Università di Oxford in collaborazione con altri Istituti hanno identificato e associato ai disturbi dello spettro autistico una rete complessa d’interazioni di alcuni geni. I risultati di questo studio pubblicato sulla rivista PLoS ONE mostrano come la rete individuata impatti sui messaggi inviati al cervello.
Questa collaborazione tra ricercatori tenta di identificare le copie anormali del DNA o variazioni genetiche associate all’autismo in 181 persone che presentano disturbi dello spettro autistico. I ricercatori mirano ad identificare la relazione possibile tra le funzioni biologiche dei diversi geni che presentano variazioni con la speranza di poter spiegare perchè differenti variazioni genetiche possono portare agli stessi sintomi nei disturbi dello spettro autistico. I ricercatori sono interessati ad un tipo di variazioni genetiche che sono il risultato di un numero anormale di copie di alcuni frammenti del DNA ( o CNV, variazione del numero delle copie), che sia un frammento mancante oppure delle copie multiple di questo frammento. I ricercatori che hanno cercato queste variazioni anche in un gruppo di persone che non presentano disturbi dello spettro autistico sono arrivati a queste conclusioni:
– 187 geni che hanno almeno una CNV sono connessi ad una rete unica di funzioni biologiche interdipendenti.
– Una CNV o diverse CNV che colpiscono questi 187 geni sono state trovate nel 45% delle persone con disturbo dello spettro autistico.
– Nella metà dei partecipanti con ASD (disturbi spettro autistico), queste variazioni che colpiscono uno o piu’ geni hanno funzioni biologiche interdipendenti.
– Le persone con ASD che presentano queste CNV, hanno in media 3 CNV nella rete identificata.
– Le persone con ASD che presentano una sola CNV hanno la tendenza ad avere questa CNV in un gene situato al centro di questa rete.
– Numerose proteine prodotte da questi geni giocano un ruolo importante nella trasmissione di messaggi elettrici tra cellule nervose.
– Questa rete contiene 22 geni già identificati nei disturbi dello spettro autistico.
Questa rete biologica di geni è dunque associata ai ASD e contribuisce a spiegare come dei geni differenti possono provocare disturbi dello spettro autistico intervenendo su meccanismi biologici collegati tra di loro.
Tradotto da Mondo Aspie,Fonte: Plosgenetics.org PLoS ONE 6 giugno 2013

Ricerca: I cambiamenti epigenetici aiutano a capire il meccanismo biologico dell’autismo

metilazione dna autismo23.04.2013 . I cambiamenti epigenetici fanno luce sul meccanismo biologico dell’autismo. Studiando dei gemelli geneticamente identici, alcuni ricercatori britannici del King College di Londra hanno scoperto delle trasformazioni epigenetiche associate ai disturbi dello spettro autistico (ASD). Questo studio, il piu’ importante nel suo genere, getta una luce nuova sul meccanismo biologico attraverso il quale l’influenza ambientale regola l’attività di alcuni geni la cui espressione è coinvolta nella comparsa dell’autismo. I disturbi dello spettro autistico colpiscono una persona su 100 nel Regno Unito e sono caratterizzati da sintomi differenti a seconda dei soggetti.

I pazienti possono essere classificati in tre categorie in funzione dei sintomi dominanti: quelli che presentano deficit nelle interazioni sociali, quelli che presentano disturbi del comportamento e della comprensione e infine quelli che presentano lacune importanto nel linguaggio e nella comunicazione.

Studi precedenti hanno dimostrato che esiste una forte componente genetica in questa patologia, poichè nei gemelli identici, se uno ha l’autismo, l’altro gemello ha una probabilità del 70% di manifestare i sintomi.

Tuttavia, il fatto che nel 30% dei casi, i gemelli identici non manifestano i sintomi dell’autismo contemporaneamente dimostra che esistono dei fattori epigenetici che intervengono nella comparsa di questo disturbo.

Questi cambiamenti epigenetici hanno la capacità di alterare l’espressione genica, senza modificare la struttura del DNA. Questo meccanismo complesso e sottile permette ai molteplici fattori ambientali di retroagire sul funzionamento dei nostri geni  attivandoli oppure al contrario impedendogli di esprimersi. Alcuni di questi cambiamenti sono reversibili e questo apre la strada ad una possibile azione terapeutica.

Conducendo una vasta analisi comparativa sulla metilazione del DNA di circa 25 000 siti del genoma di 50 coppie di gemelli identici, i ricercatori hanno identificato dei modelli distintivi di metilazione del DNA associati all’autismo cosi’ come la gravità dei sintomi osservati.

Secondo il Professore Jonathan Mill, che dirige le ricerche ” questi studi sulle interazioni tra le influenze genetiche e ambientali sono molto importanti e dimostrano che è senza dubbio possibile prevenire o  diminuire il rischio di autismo attraverso questi fattori epigenetici ancora male identificati “.

Articolo redatto da Georges Simmonds per RT Flash

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte :Rtflash.fr

Fonte dello studio: Epigenetic changes shed light on biological mechanism of autism

Ricerca: scoperti 22 geni responsabili dell’autismo

Ricercatori provenienti da 15 centri e da 3 paesi hanno studiato le anomalie cromosomiche e i loro squilibri nei disturbi dello spettro autistico. Hanno dimostrato nell’edizione del 19 aprile della rivista Cell che delle anomalie negli scambi genetici e 22 nuovi geni posso contribuire a sviluppare o aumentare il rischio di autismo o di disturbi dello sviluppo neurologico anormale. Quando i cromosomi si replicano, spiegano i ricercatori dell’ospedale Brigham and Women, del Massachusetts General Hospital, della Harvard Medical School, e del Broad Institute, avviene uno scambio di materiale genetico in un cromosoma, o tra due o tra diversi cromosomi, senza una significativa perdita di materiale genetico. Questo scambio, conosciuto sotto il nome di anomalia cromosomica bilanciata  (balanced chromosomal abnormality- BCA), puo’ provocare dei riaccomodamenti nel codice genetico. I ricercatori hanno constatato che a causa di questi riaccomodamenti, questo scambio implica una riserva di perturbazioni nel codice capace di portare all’autismo e ad altri disturbi dello sviluppo neurologico. Per di piu’, hanno potuto identificare, durante le loro ricerche, 22 nuovi geni all’origine del rischio di autismo o di altri disturbi neurologici. Lo studio, condotto nell’ambito del progetto Developmental Genome Anatomy Project (DGAP) ha utilizzato le tecniche di sequenziamento sul BCA per rivelare questi geni e dimostrare che questi geni, nel momento degli scambi di materiale genetico, sono legati all’autismo. I ricercatori hanno scoperto che il codice genetico puo’essere disturbato a differenti zone (loci) distinte, in differenti gruppi di geni, e alcuni sono già sospettati di essere coinvolti nel neurosviluppo anormale.

“Questo scambio o BCA offre un occasione unica per identificare un gene e convalidare la sua responsabilità” commenta Cynthia Morton direttrice della citogenetica dell’ospedale Brighman and Women e ricercatrice principale del progetto Developmental Genome Anatomy Project. Queste scoperte permetteranno d’identificare vie biologiche che possono aprire opportunità per nuove terapie. I ricercatori  hanno ringraziato i pazienti e le loro famiglie che hanno accettato di partecipare a questo studio su vasta scala.

Fonte : Cell 19 April 2012 doi:10.1016/j.cell.2012.03.028Sequencing Chromosomal Abnormalities Reveals Neurodevelopmental Loci that Confer Risk across Diagnostic Boundaries

Tradotto da Mondo Aspie, articolo tratto da Santelog.com

Un decodificatore del DNA promette una rivoluzione nel campo medico

Davos, Svizzera

E’ la rivelazione di Davos,  un barlume di speranza in un oceano di tristezza: una macchina miracolo che permette di decodificare il genoma umano in qualche ora e potrebbe rivoluzionare le cure.

Al Forum economico mondiale, la Ion Proton è stata presenta per la prima volta in Europa dal suo creatore l’americano Jonathan Rothberg, un biotecnico di 48 anni, direttore generale della Ion Torrent Systems, proprietà della società americana Life Technologies che produce la Ion Proton.

Grazie a questa macchina che permette di decodificare rapidamente il DNA di un individuo tramite chip semiconduttori, i malati non avranno piu’ bisogno di aspettare delle settimane per sapere se hanno il cancro e i medici sapranno immediatamente di quali malattie soffrono, e cio’ permetterà di scegliere il  tipo di terapia adatta, in modo da evitare ritardi dannosi, o peggio errori e salvare vite umane.

In seguito, ricercatori in altri paesi in via di sviluppo potranno grazie a questa macchina identificare nuovi virus o verificare la qualità dell’acqua.

E la polizia scientifica potrà cercare il profilo del DNA di un sospetto rapidamente come nelle serie tv poliziesche e i militari potranno identificare i corpi dei loro compagni o dei loro nemici.

A Davos dove la finanza internazionale è accolta con freddezza, Rothberg è stato accolto come una rock star della scienza. “E’ un genio. E voglio comprare le sue macchine”, si entusiasma Sami Sagol, un neuroscienziato israeliano che sostiene la ricerca.

“Ero a sedere vicino a lui durante una cena. E’ strabiliante”, dice un giovane banchiere che ha trovato i dibattiti scientifici del Forum piu’ attraenti di quelli economici.

Rothberg, cappello da sci in testa e camicia a righe dai colori vivaci, spiega che la sua trovata permette di passare dal compito laborioso di sequenziare il genoma umano a l’era dei chip semiconduttori.

Senza falsa modestia, paragona questa rivoluzione a quella che ha permesso di passare da un grosso computer che occupava una sala intera al pc per uso domestico. Predice che un giorno, la Ion Proton attualmente grande come una fotocopiatrice, potrà essere rimpicciolita e trasportata a mano come i computer portatili.

“E’ la prima macchina che permette di sequenziare il genoma intero di un individuo per meno di 1000 dollari in due ore”, ha dichiarato in un’intervista all’AFP (Agenzia Stampa Francese) a Davos.

“In  precedenza, questa procedura poteva costare piu’ di mezzo milione di dollari e ci volevano settimane prima di ottenere informazioni sul vostro genoma”, dichiara. Il genoma di un individuo è l’insieme del materiale genetico codificato nel suo DNA. Ogni individuo ha un genoma unico.

“La Ion Proton è destinata alla ricerca per scoprire nuovi geni nelle malattie del cancro, dell’autismo o dei diabeti”, spiega.

” Ma è anche destinata alla medicina clinica per essere certi di somministrare il giusto trattamento e per aiutare a diagnosticare le malattie nei neonati”, aggiunge Jonathan Rothberg.

I campioni di DNA vengono introdotti in un chip di 2,5 cm, poi nella Ion Proton, utilizzando una carta SIM in un cellulare, e dopo due ore, il codice genetico puo’ essere decifrato nella sua totalità.

“Quando mio figlio Noah è nato, è stato immediatamente portato in terapia intensiva perchè aveva delle difficoltà a respirare. Ho realizzato che ero meno interessato dal genoma umano come concetto astratto che per quello di mio figlio”, racconta. “Ci voleva una tecnologia adatta. E mentre mi trovavo in terapia intensiva, ho avuto l’idea dei chip semiconduttori”.

Noah si è ripreso. Alla fine non aveva una malattia genetica. Ma una volta che la Ion Proton sarà utilizzata negli ospedali, altri genitori non dovranno aspettare molto tempo per conoscere la sorte del loro bambino.

Tradotto da Mondo Aspie, articolo originale qui