Autismo: Valérie e la sindrome di Asperger, un mondo di possibilità

asperger donne lavoroValérie Desroches è scesa a patti con la sindrome di Asperger per tutta la sua vita senza saperlo, ha scoperto di avere questo disturbo all’età di 28 anni e vuole lanciare un messaggio di speranza, perchè questa giovane donna di Terrebonne in Quebec prende ispirazione dalle sue difficoltà per migliorare .

Per tutta la sua gioventu’, Valérie Desroches  si è sempre sentita diversa. A scuola non aveva amici e non si sentiva a proprio agio in un gruppo di persone e ha dovuto affrontare alcune difficoltà sul piano delle comunicazioni.

Quando un bambino è diverso, diventa vittima della derisione dei compagni che lo circondano. ” E’stato un disastro !, dice la giovane donna. Mi hanno tirato addosso dei vermi e volevano picchiarmi. I professori mi dicevano di lasciare perdere. Questo ovviamente, colpisce l’autostima. E tu ti chiedi che cosa hai fatto per meritare tutto cio’. E’ un circolo vizioso: piu’ sei triste, e piu’ ti isoli.”

A quell’epoca, gli altri bambini e i suoi genitori non sapevano che Valérie  aveva la sindrome di Asperger, che fa parte dei disturbi dello spettro autistico. Pensavano avesse una fobia sociale oppure un complesso d’inferiorità adolescenziale, ma lei sapeva che non era cosi’.

Per farla uscire dall’isolamento, i genitori di Valérie l’hanno incoraggiata a svolgere diverse attività. ” Cio’ non mi ha impedito di migliorare. Ho praticato Karate, ho studiato canto classico, ho insegnato agli Amerindi nel Grande Nord per un anno. Mi sono sforzata molto per adattarmi “, la musica mi è stata di grande aiuto.

« Mi sono rifugiata molto nella musica. Quello che non ero capace di dire alle persone, lo esprimevo attraverso la musica “, dice Valérie diplomata in canto classico.

Infine una diagnosi

L’estate scorsa Valérie ha seguito un corso sull’autismo all’università. Ed ha scoperto cio’ che aveva. ” Era ovvio. E’ come se avessi trovato delle persone che mi assomigliavano. Ho trovato infine le parole per descrivere cio’ che sentivo “. Cosi’ si è rivolta ad un neuropsichiatra  che l’ha diagnosticata.

” All’inizio sono rimasta scioccata del fatto che nessuno se ne sia accorto. Avrei potuto risparmiarmi molte situazioni sgradevoli, ci ha detto quando le abbiamo chiesto come avesse preso la notizia. Sono in fase di accettazione e sto cercando di vedere i vantaggi dell’essere Asperger. ”

Secondo Valérie, le persone con la sindrome di Asperger sono molto fedeli, puntuali, oneste, dirette, curiose e appassionate. Bisogna semplicemente creare un ambiente strutturato che gli permetta di evolvere al meglio. Non amano i cambiamenti e gli sconvolgimenti, soprattutto se si trovano tra la gente.

Un mondo di possibilità

Valérie crede nel potenziale delle persone con sindrome di Asperger. “L’importante è fornirgli gli strumenti perchè possano riuscire nella vita e guadagnare fiducia in loro stessi (…) . Non possiamo dire che sono “trendy”, ma hanno molto da offrire. Bisogna dargli una chance che gli permetta di fiorire e di conquistare un autonomia che li porterà molto lontano. Non è vero che sono indatti al lavoro. Bisogna trovare il giusto impiego con le persone giuste”, si difende.

Per provare cio’ che dice, Valérie che in questo momento sta terminando un master in ortopedagogia, ha creato un’ impresa il mese scorso: Pedagomobile, che offre servizi di recupero scolastico domiciliare, tutor, ripetizioni bilanci degli apprendimenti e rieducazione.

E’ anche cosi’ che Valérie vuole incoraggiare i giovani Aspie a non lasciarsi andare e a non arrendersi e soprattutto a non credere alle persone che cercano d’intimidirli, perchè tutto è possibile, secondo lei.

Tradotto  e riadattato da Mondo Aspie: Fonte, 15-01-2013  Larevue.qc.ca

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2 Comments on “Autismo: Valérie e la sindrome di Asperger, un mondo di possibilità

  1. E’ triste leggere di persone che se vanno dall’Italia, paese incivile e inadeguato per autistici e per i disabili, dove invece di fargli spiccare il volo, gli spezzano le ali direttamente. Vi auguro buona fortuna 🙂

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  2. Visto che il Canada è la mia meta, sto prendendo in seria considerazione di andare in Quebec invece che in Ontario… Tutto per la mia pulcina, perché trovi strumenti ed incoraggiamento per spiccare il volo!

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