Autismo: Ice Bucket a ragazzo autistico, nel secchio ci sono urina, feci, saliva e mozziconi (video)

ice bucket urina autismoBAY VILLAGE (OHIO, STATI UNITI) – Un adolescente autistico è stato ricoperto da feci ed urina durante l’Ice Bucket Challenge. E’ accaduto negli Stati Uniti a Bay Village nell’Ohio. Il ragazzo è diventato facile bersaglio di un gruppo di coetanei bulli che hanno gli hanno versato addosso un secchio di pipì, feci, saliva e mozziconi di sigaretta:”Quando abbiamo scoperto quello che era accaduto siamo rimasti inorriditi” ha raccontato la madre che ha presentato una denuncia: “Voglio che i responsabili paghino per aver preso di mira qualcuno che non ha nemmeno capito quello che stava succedendo”ha concluso la donna.

Il video dell’incidente è stato trovato sul cellulare del giovane e la famiglia lo ha reso pubblico. Il filmato mostra il ragazzo in piedi in una strada privata, con indosso solo le mutande. Un secchio gli viene versato addosso. Invece però dell’acqua ghiacciata utilizzata da tutti quelli che stanno aderendo, nel mondo, a questa maratona contro la Sla, c’erano feci, urina, saliva e mozziconi di sigarette. “Era imbarazzato perché non sapeva quello che gli avevano gettato addosso e non voleva che si sapesse”, ha raccontato la mamma aggiungendo: “Hanno messo anche il video su Instagram. Questo è troppo, fa davvero male”.

Un detective del Dipartimento di Polizia di Village Bay ha detto che i ragazzi non hanno fatto uno scherzo ma hanno invece compiuto un crimine. L’indagine è ancora nelle sue fasi iniziali, ma gli investigatori sono convinti di aver individuato gli autori.

I genitori del ragazzo hanno voluto diffondere il video affinché altri genitori possano discutere con i propri figli su come trattare le persone. “E’ incredibile che degli adolescenti possano diventare così cattivi” ha concluso la madre.

Fonte:blitzquotidiano.it

Sindrome di Asperger: Chris, ragazzo maltrattato sul posto di lavoro diventa una star su Facebook (Video)

chris asperger  autismoNovembre 2013. Grazie a un messaggio postato su Facebook da sua sorella, un commesso di supermercato con la sindrome di Asperger è diventato una celebrità nella piccola città di Syracuse dove vive nello Stato di New York.
Quando ha inserito su Facebook un messaggio per consolare suo fratello Chris Tuttle dopo una dura giornata di lavoro, Jamie Virkler sperava di raccogliere qualche commento premuroso che potesse farlo sentire meglio. Ma non poteva immaginare che la sua gentile iniziativa avrebbe causato un vero e proprio maremoto sul social network. Il post pubblicato domenica 10 novembre ha ricevuto piu’ di 120.000 mi piace e ha generato piu’ di 22.000 commenti.
” Una cliente si è messa a urlare perché era troppo lento “
All’origine di questa incredibile storia, un alterco tra il giovane uomo di 28 anni e una cliente aggressiva del negozio Wegmans dove Chris lavora situato nel nord dello Stato di New York.
” Una cliente si è messa ad urlare perché era troppo lento alla cassa ” , spiega un testimone che ha assistito alla scena. Chris era talmente sconvolto che alla fine involontariamente ha fatto cadere una candela che la cliente stava comprando e l’ha rotta. Scioccato per l’accaduto a raccontato la sua disperazione alla sorella che si è messa in testa di consolarlo: ” Chris è sempre su Facebook e volevo trovare un modo per farlo sentire meglio utilizzando questo social network che lui adora “. Il giorno dopo Chris ha trovato sulla bacheca il messaggio pieno di attenzioni e non ha: ” piu’ smesso di sorridere “. Le reazioni non si sono fatte attendere e dopo qualche dall’apparizione in linea migliaia di internauti hanno apportato il loro sostegno al giovane. “Tutto è accaduto in fretta e spero di riuscire a rispondere a tutti ” spiega Jamie. Voglio ringraziare tutte queste persone perché non hanno idea di cosa significhi cio’ per Chris. Chris, dice di sentirsi ” felice e benedetto “ed ha delle buone ragioni. Dall’inizio della settimana è diventato una celebrità nel suo posto di lavoro, dove numerosi clienti vengono per offrirgli supporto, stringergli la mano e chiedergli un autografo !. “Oggi, ho autografato una tazza da caffè Starbucks a una donna che non aveva nient’altro”, racconta divertito Chris.

Tradotto e riadatto da Mondo Aspie, fonte:Gentside.com

Autismo vergogna Italia: Bambino autistico in classe, genitori ritirano i figli dalla scuola

bambino autistico scuolaVia dalla classe con il bimbo autistico: scoppia il caso a Mugnano

23 settembre 2013. Bimbo  autistico in classe, i genitori dei compagni di classe chiedono il cambio di  sezione per i propri figli. La preside si oppone e allora ottengono il nulla  osta per il trasferimento in un altro istituto. Accade a Mugnano di  Napoli dove già sei ragazzi su 20 della scuola elementare ‘Sequino’  sono andati via.   La vicenda scatena polemiche mentre il direttore scolastico regionale, si legge in una nota dell’Ansa,  acquisisce la relazione della dirigente dell’istituto e si dice pronto a inviare  altri docenti di sostegno se servirà a riportare la situazione alla normalità. E  il ministro dell’istruzione Maria Chiara Carrozza si dice  solidale con la famiglia dell’alunno e con il dirigente scolastico “con il quale  – precisa – ho un appuntamento telefonico domani per approfondimenti”.

“Vogliamo capire meglio quello che è accaduto – ha aggiunto – ma la soluzione  non può essere quella di cambiare sezione perché c’è in classe uno studente  disabile. Questi sono episodi spiacevoli sui quali servirebbe anche un serio  dibattito pubblico perché certi comportamenti danneggiano gli italiani e la  scuola tutta”.

I genitori che hanno chiesto il trasferimento per i propri figli hanno tenuto  a sottolineare che non si tratta di alcuna forma di discriminazione, ma solo di  preoccupazione per le ripercussioni sotto il profilo didattico e la  impossibilità di portare avanti alcuni programmi per effetto della presenza di  uno studente con problemi.

Il direttore scolastico regionale, Diego Bouchè ha precisato  però che “la scuola è integrazione, è vivere tutti insieme e bene ha fatto la  dirigente scolastica a non acconsentire al trasferimento in altre sezioni degli  alunni”, dicendosi anche “disponibile ad autorizzare altri docenti di sostegno  se me ne verrà documentata la necessità, sempre nell’ottica di venire incontro  alle esigenze della scuola”.

In campo scende anche l’associazione ‘Tutti a scuola’,  particolarmente battagliera sul fronte dell’integrazione dei disabili e che nei  giorni scorsi ha sollecitato l’intervento delle istituzioni incontrando, in  piazza Montecitorio, il presidente della Camera, Laura Boldrini. Il pensiero in  questo momento è alla famiglia del ragazzo autistico che sta provando una  “grande sofferenza”. Ma Toni Nocchetti, promotore dell’associazione, si rivolge  anche ai genitori degli alunni andati via. “Non sanno di avere in classe  qualcuno che è una risorsa per i loro ragazzi. Io, che non ho figli disabili, so  quanto possano arricchirsi dal fatto di non essere soli”. Interrogativi anche  sulla preparazione della scuola stessa di fronte a questi problemi: “L’ingresso  di quel ragazzo era stato preparato come sarebbe dovuto essere? Si è fatta una  riunione per far incontrare i genitori e chiarire tutto ? “.

Intanto dal PD di Mugnano arriva la richiesta di dimissioni per il  sindaco: “Giovanni Porcelli – dichiara il partito – conosce  perfettamente l’identità dei responsabili delle pressioni (nella vicenda dei  genitori che hanno chiesto il trasferimento di sezione per i propri piccoli  sarebbe coinvolto anche un politico locale n.d.r.). I nomi girano per tutto il  paese, mentre il sindaco finge di non sapere. Siamo fortemente scettici sulle  capacità di questo sindaco di prendere decisioni forti, soprattutto rispetto  alle persone che lo circondano. Per noi è responsabile, e deve dimettersi.  Vogliamo essere pratici chiediamo urgentemente, nel prossimo consiglio comunale  di giovedì, che venga invitata l’assessore al ramo alla pubblica istruzione Anna  Iacolare a relazionare su quanto è accaduto al fine di prendere provvedimenti  urgenti, una volta conosciuti dettagliatamente i fatti nella loro pienezza. Se  si accertasse l’identità di chi ha influenzato il dirigente scolastico Chieffo,  bisognerà denunciarli prontamente ai Carabinieri. Se non si è capaci di tutelare  nemmeno il dirigente di una scuola elementare di fronte a questo tipo di  pressioni, figuriamoci di fronte a quelle ben più forti legate ai settori  economici più importanti dell’Ente”.

Fonte: Napolitoday.it

Autismo Inghilterra: La maggior parte degli adulti autistici ignorano la loro condizione e vengono spesso emarginati

emarginazione autismoSecondo uno studio pubblicato su General Psychiatry la maggior parte degli adulti autistici inglesi non sono diagnosticati e ignorano la loro condizione.

L’autismo era piu’ frequente negli uomini senza una formazione scolastica superiore e in quelli che vivevano nelle case popolari.

Traolach Brugha dell’Università di Leicester e i suoi colleghi hanno analizzato i dati provenienti da un indagine nazionale del 2007 sull’autismo nell’adulto. Tutte le persone a cui era stato diagnosticato l’autismo, ignoravano la loro condizione, e non avevano mai ricevuto una valutazione di autismo o sindrome di Asperger.

1% della popolazione adulta presenterebbe un disturbo dello spettro autistico che corrisponde alle statistiche esistenti di prevalenza di questi disturbi nei bambini.

Questi casi erano relativamente lievi e solo alcuni gravi .” Riconosciamo piu’ facilmente i casi di autismo grave, in particolare quando sono accompagnati da disturbi dell’apprendimento “.

Poichè i tassi di prevalenza dell’autismo erano identici per le fasce di età dai 16 agli 80 anni, questi dati suggeriscono che il numero degli adulti autistici non è cambiato negli ultimi 80 anni.

I cambiamenti nei livelli di prevalenza dell’autismo nella popolazione riflette una migliore metodologia di depistaggio e di prognosi piuttosto che fattori ambientali, concludono i ricercatori.

” Gli adulti autistici sono spesso vittime dell’esclusione sociale. La ricerca sulla diagnostica della malattia è essenziale per individuare queste persone che si trovano ai margini della società “.

Tradotto da Mondo Aspie: Fonte, Psychomédia.qc.ca

Autismo: Parma, bambino autistico ad alto funzionamento escluso dal doposcuola

bambino autistico escluso dal doposcuola parma30-12-2012 Colorno – “Mio figlio escluso dal doposcuola

«Non riesco a capire perché mio figlio, affetto da autismo, non venga accettato alla Minima Domus». E’ questa la domanda-denuncia di una mamma colornese che, in più di un’occasione secondo il suo racconto, si è vista negare la possibilità di inserire il proprio figlio di 10 anni tra coloro che partecipano alle attività della Fondazione Minima Domus del Sacro Cuore di Colorno, centro di accoglienza dei ragazzi convenzionato con il Comune che organizza sia attività di doposcuola che di centro estivo.
«Abbiamo presentato una prima domanda nell’estate del 2009 – racconta la madre – per partecipare al centro estivo, ma ci fu detto che ci eravamo mossi tardi e che la struttura non era in grado di accogliere nostro figlio vista l’assenza di un educatore idoneo. L’anno successivo ci siamo mossi per tempo, ma anche in quell’occasione ci fu detto che la Minima non era pronta ad accogliere un bimbo autistico».
Un’ulteriore richiesta, sempre secondo il racconto della madre, è stata avanzata a metà del 2011. «In quel caso avevo chiesto anche al Centro Autismo dell’Usl di attivarsi affinché la Minima potesse accogliere mio figlio. Non ricevendo accoglienza ci siamo rivolti ad un centro di San Polo di Torrile dove tuttavia mio figlio deve restare con bambini molto più piccoli di lui. Non capisco perché debba andare a San Polo quando tutti i suoi amici sono a Colorno. Ha partecipato ai centri estivi, per tre anni al Rugby Colorno e l’anno scorso al Colorno calcio, senza mai creare problemi per di più l’anno scorso anche senza l’educatore personale. Saremmo disposti a mandarlo anche con il suo educatore. E’ autistico, ma ad alto funzionamento, per cui non crea grandi problemi e non è violento. Conosco gli educatori della Minima, sono bravissime persone e da loro ho mandato in passato anche le altre mie due figlie».
In un comunicato la risposta degli educatori della Minima: «Ci preme puntualizzare che alla Minima le ammissioni e le dismissioni dei minori vengono decise dall’equipe educativa e non da singoli. Per ogni frequentante esiste una progettualità di largo respiro che fa sì che la Minima si connoti come una realtà più vicina, per le modalità di lavoro, ad una casa-famiglia piuttosto che ad un semplice doposcuola. Quindi le dismissioni avvengono a fine progetto, questo in special modo per i soggetti con particolari problematiche (sarebbe pertanto impensabile farne uscire anticipatamente uno per fare posto ad un altro). Nella valutazione del caso specifico (sottoposto alla nostra equipe sempre da soggetti terzi rispetto ai genitori) si è deciso di privilegiare prioritariamente altre situazioni dal momento che il bambino frequenta a scuola il tempo pieno sino alle 16.30 e gode di un educatore domiciliare personale per le ore successive. Il doppio ruolo di insegnante ed educatore del bambino da parte di uno di noi non rappresenta in alcun modo un fattore ostativo determinante dal momento che nella struttura lavorano a tempo pieno altre tre persone con ruoli molto più operativi rispetto al collega in oggetto che opera a tempo parziale e con mansioni maggiormente organizzative e gestionali. Per quanto riguarda l’invio alla Minima da parte del Centro per l’Autismo, che ci qualifica come luogo adatto all’accoglimento del minore, facciamo presente che, nonostante i nostri inviti nessuno è venuto a verificare se la struttura può o non può ospitare il minore e valutare insieme la situazione. Per quanto riguarda i livelli d’integrazione ed accoglienza della Minima invitiamo chiunque voglia farsi un’opinione in struttura».

Fonte: Gazzetta di Parma

Autismo: Autism Rights Watch (ARW), ecco chi sono e che cosa fanno

david heurtevent arwAutism Rights Watch (ARW), in italiano: Difesa dei Diritti degli Autistici è un’ organizzazione non governativa americana (ONG) unicamente gestita da persone autistiche.

Intervista a David Heurtevent, vicepresidente, giovane normanno di 33 anni, laureato presso l’università di Georgetown di Washington.

Puoi presentarci la tua associazione ?

La nostra organizzazione è composta essenzialmente da americani, non è discriminatoria, non è assertiva, è laica e difende valori democratici e di libertà.

Fa parte di un movimento piu’ ampio dei diritti dell’uomo e si attiva per l’inclusione delle persone autistiche.

E’ gestita esclusivamente da autistici che hanno deciso di prendere la situazione in mano ( self-advocacy ). Il presidente deve obbligatoriamente essere autistico oppure deve essere fratello o sorella di una persona autistica. E questo perchè gli interessi dei genitori non sono necessariamente gli stessi delle persone autistiche.

Abbiamo scelto lo statuto di una ONG per poter intervenire in diversi paesi ed essere indipendenti dagli Stati: non vogliamo essere coinvolti in conflitti d’interesse e vogliamo mantenere una libertà di parola in merito.

Perchè creare una ONG, quando ci sono già molte associazioni che si occupano di autismo ?

In effetti, questa decisione è avvenuta dopo un’osservazione con Alex Plank, presidente di ARW che nel febbraio scorso si è recato in Francia per girare il suo prossimo film, ” Shameful “ (Shameful, la vergogna, il documentario shock sull’autismo in Francia), che si concentra sull’autismo in Francia. Insieme abbiamo constatato l’impotenza delle associazioni: sono almeno 30 anni che la situazione dell’autismo in Francia non si muove. Piu’ in generale, l’approccio alla disabilità e alla differenza non è cambiato. Per esempio, il fatto di considerare un bambino disabile come un “bambino disadattato” è indicativo della mentalità in questo settore.

Ma il problema dei diritti delle persone disabili è frequente in numerosi paesi, ad esempio Henry, giovane autistico americano che non puo’ frequentare la scuola del suo quartiere. In realtà, le associazioni dei genitori privilegiano le relazioni pubbliche, perdendosi nella comunicazione a discapito dei loro membri.

Shameful,  il documentario shock sull'autismo in Francia
Shameful, il documentario shock sull’autismo in Francia

Quali sono gli obbiettivi dell’ONG ?

Gli obbiettivi sono quelli di arrivare ad avere una vita ordinaria in una società inclusiva, e di facilitare l’accettazione sociale delle persone con DPS ( Disturbo Pervasivo dello Sviluppo) all’interno delle comunità. E questo implica una scolarizzazione normale limitando le classi speciali nei casi piu’ gravi.

Perchè ? Perchè si tratta prima di tutto di una disabilità comunicativa e il ritardo dello sviluppo delle competenze comunicative si puo’ attenuare progressivamente favorendo gli scambi e i bisogni di relazione con i bambini “ordinari”, che sono i loro referenti. La superiorità dei risultati d’inclusione è attestata da diversi studi scientifici comparati con diversi sistemi di approccio attuali.

L’autismo per noi non si ferma a 18 anni, è una caratteristica della persona. E quindi i  bisogni di queste persone, come l’inserimento professionale e sociale devono essere presi in considerazione per tutta la vita.

Questi obbiettivi sono diversi da quelli delle associazioni esistenti ?

Si:  perchè ricordiamo che in Francia, il panorama associativo è frammentato, diviso tra i genitori anziani che non hanno un futuro se non le istituzioni e i genitori piu’ giovani che vogliono una scolarizzazione in ambienti ordinari.

Ma questi genitori sono poco rappresentati dalle vecchie grandi associazioni, spesso gestionali di molte sistemazioni e sole a rappresentare l’autismo nelle istituzioni dipartimentali o nazionali.

Il nostro obbiettivo è l’inclusione, noi siamo in rottura completa con queste associazioni gestionali, che sono spesso associazioni di genitori.

inclusione autismo

Che cosa pensa della responsabilità dello Stato sulla situazione attuale ?

Da parecchi anni  lo Stato ha fallito per sua stessa ammissione, circa 8000 bambini quest’anno non andranno a scuola. L’80% dei bambini autistici non ha una scolarizzazione effettiva, mentre la proporzione è inversa all’estero.

La Francia è stata condannata dal Consiglio d’Europa nel 2004, ed è citata in numerosi rapporti.

Lo Stato maltratta quando tollera pratiche assimilabili alla tortura come il packing oppure degradanti: posso citare l’esempio di Ahmed, giovane autistico rimasto legato in un Ospedale Psichiatrico in overdose di sostanze psicotrope, a cui hanno negato alla mamma l’autorizzazione a vederlo. Abbiamo inviato il mese d’agosto scorso al ministro della salute una lettera in cui abbiamo chiesto l’apertura di un’indagine amministrativa su questa vicenda, il corriere è rimasto senza risposta fino ad oggi. Genitori solidali con queste famiglia hanno osservato che dopo l’apparizione di questo articolo, la famiglia di Ahmed è stata messa sotto pressione, come spesso purtroppo accade.

Non è normale che lo Stato e le collettività territoriali finanzino dei congressi che hanno dei programmi o pratiche chiaramente non conformi alle linee guida, come per esempio le giornate dell’Associazione Nazionale dei Centri Risorse Autismo (ANCRA) che si terranno a Caen Il 28 e 29 settembre .

Contate di richiamarli alle loro responsabilità ?

Per richiamare lo Stato ha le sue responsabilità, è importante ricordare che un documentario sull’autismo è stato censurato in Francia ( Autismo Francia, “Il Muro” il documentario che dà fastidio alla psicanalisi ) , e noi abbiamo deciso di intervenire sul suolo francese durante le giornate dell’ANCRA che si terranno a Caen. Vogliamo mostrare con un’azione simbolica che l’autismo è imbavagliato in Francia.

giornate ancra autismo in francia arw

Sei sostenuto localemente e a livello nazionale nelle tue azionali ?

No. Al contrario, subiamo delle pressioni a livelli locali. Alcune persone che siedono nelle commissioni amministrative arrivano perfino a scusarsi per le nostre azioni nel tentativo di smarcarsi, andando perfino contro gli interessi delle loro associazioni.

Quali sono le tue conclusioni  sulla situazione dell’autismo in Francia ?

I genitori sono abbandonati a loro stessi. I consensi muti che hanno prevalso per oltre 30 anni non possono piu’ continuare. La Francia deve riformare la presa in carico e le strutture istituzionali.

Che cosa bisogna fare secondo te ?

Bisogna secondo il mio parere uscire dall’approccio medico dell’autismo e chiedere al Ministero dell’ Educazione Nazionale di prendere il suo posto nella presa in carico. Bisogna dare i mezzi ai bambini e agli adulti autistici perchè possano gestirsi.

Oggi, tra uno Stato rassegnato, conflitti d’interesse e dei giovani genitori rappresentati male, possiamo affermare che solo la mobilitazione e la solidarietà tra genitori permetterà d’influenzare in modo significativo il corso dell’autismo  in Francia.

Il sito di Autism Rights Watch in Inglese

Il sito di Autism Rights Watch in Francese

Tradotto da Mondo Aspie, Fonte The Autist il blog di Magali

La Federazione Quebecchese dell’autismo si pronuncia sugli avvenimenti di Newtown

federazione quebecchese autismoMontreal,  17 dicembre 2012 —

Quali immagini d’orrore abbiamo visto in seguito al dramma vissuto dalla comunità di Newtown. Possiamo solo immaginare il dolore di tutte le famiglie che hanno perso una persona cara in quella terribile circostanza. Sembra che il presunto assassino, Adam Lanza, avesse un disturbo dello spettro autistico. E in questo caso, pensiamo che si tratti della sindrome di Asperger. Anche se questa informazione è solo un’ipotesi, ha sollevato molte preoccupazioni nella comunità autistica. Commenti pubblici espressi da persone che non hanno conoscenze sull’autismo, sostengono che l’autismo di Lanza potrebbe essere all’origine di questo gesto. Questo dramma è del tutto inaccettabile. Ed è normale volergli dare un senso. Tuttavia le cause sono multiple e troppo complesse per poterle riassumere qui.
La Federazione Quebbechese dell’autismo intende mettere alcune cose in chiaro: Non esistono piu’crimini commessi da persone autistiche rispetto al resto della popolazione. Ed è falso affermare che le loro caratteristiche li rendono “assassini di massa “. Tali affermazioni sono inesatte e contribuiscono a stigmatizzare le persone che presentano un disturbo dello spettro autistico e le loro famiglie.

Fonte : Jo-Ann Lauzon Fédération québécoise de l’autisme, direction@autisme.qc.ca

Tradotto  da Mondo Aspie, fonte Fédération Québécoise de l’autisme