Autismo: Parma, bambino autistico ad alto funzionamento escluso dal doposcuola

bambino autistico escluso dal doposcuola parma30-12-2012 Colorno – “Mio figlio escluso dal doposcuola

«Non riesco a capire perché mio figlio, affetto da autismo, non venga accettato alla Minima Domus». E’ questa la domanda-denuncia di una mamma colornese che, in più di un’occasione secondo il suo racconto, si è vista negare la possibilità di inserire il proprio figlio di 10 anni tra coloro che partecipano alle attività della Fondazione Minima Domus del Sacro Cuore di Colorno, centro di accoglienza dei ragazzi convenzionato con il Comune che organizza sia attività di doposcuola che di centro estivo.
«Abbiamo presentato una prima domanda nell’estate del 2009 – racconta la madre – per partecipare al centro estivo, ma ci fu detto che ci eravamo mossi tardi e che la struttura non era in grado di accogliere nostro figlio vista l’assenza di un educatore idoneo. L’anno successivo ci siamo mossi per tempo, ma anche in quell’occasione ci fu detto che la Minima non era pronta ad accogliere un bimbo autistico».
Un’ulteriore richiesta, sempre secondo il racconto della madre, è stata avanzata a metà del 2011. «In quel caso avevo chiesto anche al Centro Autismo dell’Usl di attivarsi affinché la Minima potesse accogliere mio figlio. Non ricevendo accoglienza ci siamo rivolti ad un centro di San Polo di Torrile dove tuttavia mio figlio deve restare con bambini molto più piccoli di lui. Non capisco perché debba andare a San Polo quando tutti i suoi amici sono a Colorno. Ha partecipato ai centri estivi, per tre anni al Rugby Colorno e l’anno scorso al Colorno calcio, senza mai creare problemi per di più l’anno scorso anche senza l’educatore personale. Saremmo disposti a mandarlo anche con il suo educatore. E’ autistico, ma ad alto funzionamento, per cui non crea grandi problemi e non è violento. Conosco gli educatori della Minima, sono bravissime persone e da loro ho mandato in passato anche le altre mie due figlie».
In un comunicato la risposta degli educatori della Minima: «Ci preme puntualizzare che alla Minima le ammissioni e le dismissioni dei minori vengono decise dall’equipe educativa e non da singoli. Per ogni frequentante esiste una progettualità di largo respiro che fa sì che la Minima si connoti come una realtà più vicina, per le modalità di lavoro, ad una casa-famiglia piuttosto che ad un semplice doposcuola. Quindi le dismissioni avvengono a fine progetto, questo in special modo per i soggetti con particolari problematiche (sarebbe pertanto impensabile farne uscire anticipatamente uno per fare posto ad un altro). Nella valutazione del caso specifico (sottoposto alla nostra equipe sempre da soggetti terzi rispetto ai genitori) si è deciso di privilegiare prioritariamente altre situazioni dal momento che il bambino frequenta a scuola il tempo pieno sino alle 16.30 e gode di un educatore domiciliare personale per le ore successive. Il doppio ruolo di insegnante ed educatore del bambino da parte di uno di noi non rappresenta in alcun modo un fattore ostativo determinante dal momento che nella struttura lavorano a tempo pieno altre tre persone con ruoli molto più operativi rispetto al collega in oggetto che opera a tempo parziale e con mansioni maggiormente organizzative e gestionali. Per quanto riguarda l’invio alla Minima da parte del Centro per l’Autismo, che ci qualifica come luogo adatto all’accoglimento del minore, facciamo presente che, nonostante i nostri inviti nessuno è venuto a verificare se la struttura può o non può ospitare il minore e valutare insieme la situazione. Per quanto riguarda i livelli d’integrazione ed accoglienza della Minima invitiamo chiunque voglia farsi un’opinione in struttura».

Fonte: Gazzetta di Parma

Parma incontra Temple Grandin

Una persona «diversa ma non inferiore», anzi, che pensa «per immagini» e che ha dato all’autismo una voce.
Questo e tanto altro è Temple Grandin, la donna che ha fatto dei problemi correlati alla sua malattia dei veri e propri strumenti di lavoro, capaci di far entrare il concetto di benessere animale negli allevamenti di tutto il mondo.
E Parma ha avuto l’occasione di incontrarla ieri nella Sala Borri di Palazzo Giordani, grazie a un’iniziativa organizzata da Provincia ed Europass. La studiosa americana infatti si trova nella nostra città per partecipare a un meeting di Efsa.
 L’autismo le ha dato una missione: l’ipersensibilità ai rumori e agli stimoli sensoriali, ma anche la forte immaginazione visiva e l’attenzione ai dettagli, le hanno permesso di capire che gli animali e le persone autistiche condividono alcune caratteristiche, come ad esempio l’affidarsi a indizi visivi per muoversi nell’ambiente.
«La parte del mio cervello che ha a che fare con l’ansia e il timore è molto più sviluppata di quella delle altre persone: sempre in tensione, in cerca del pericolo, proprio come un animale» spiega la scienziata. Grazie ai suoi studi rivoluzionari oggi in Nord America più della metà degli allevamenti di bestiame fanno uso dei sistemi «umani» da lei progettati. Ma il suo percorso non è stato semplice: «Quando avevo 2 anni e mezzo – racconta – non parlavo, non camminavo, non avevo nessun tipo di comportamento sociale. Sono stata fortunata perché sono entrata in un programma eccezionale di educazione del linguaggio in anni in cui invece i bambini come me venivano internati». La Grandin è affetta da una forma di autismo detta ad alto funzionamento: «Non c’è un test medico definitivo per questa sindrome: ha uno spettro variabilissimo e non bisogna dare troppa importanza alle etichette perché cambiano in continuazione – sottolinea la studiosa -. È necessario lavorare con i bambini che ne sono affetti fin da piccoli per sbloccarli il prima possibile: bisogna valorizzare i loro talenti. Anche i farmaci servono: Prozac e antidepressivi mi hanno aiutato, ma vanno assunti sempre in piccolissime dosi». A 18 anni, osservando l’effetto calmante che una sorta di recinto costrittivo aveva sugli animali che dovevano essere visitati, sperimentò su di sè uno strumento analogo, «la macchina degli abbracci»: «Una pressione forte calma l’ansia – spiega – grazie a questo strumento sono riuscita a tollerare situazioni che per me erano insopportabili». Fino al successo: «Sentirmi dire da alcuni genitori che il loro figlio è andato al college dopo aver letto il mio libro mi rende fiera. Sono felice di fare qualcosa per gli altri». «La storia di questa donna è incredibile per quello che rappresenta – afferma Marcella Saccani, assessore alle Politiche sociali e alle Pari opportunità della Provincia – testimonia come uno svantaggio possa trasformarsi in un’opportunità. Oggi, grazie a Temple Grandin, possiamo parlare dell’autismo in modo diverso».

Gazzettadiparma.it

Sfruttava la fidanzata con Sindrome di Asperger facendola prostituire

donna asperger sfruttataUna storia agghiacciante.

 Lui, 35enne residente a Parma, aveva convinto la ragazza 27enne a vendersi sulle strade “così avremo i soldi per sposarci”. I carabinieri però, notando i problemi della ragazza, hanno scoperto tutto e l’uomo è stato arrestato. Lei era costretta a vivere in una cantina

A volte “Leila”, la chiameremo così, dormiva persino nella cantina. Dopo una notte obbligata a prostituirsi nemmeno un letto le era concesso. La sua storia è di quelle agghiaccianti, da togliere il respiro. Ventisette anni, torinese, problemi di autismo. Leila soffre della sindrome di Asperger. Tempo fa conosce lui, 35anni, di origini sarde ma da anni residente a Parma in piazzale Novella dove vive insieme alla madre. Il “fidanzato” approffittando dei suoi problemi la sprona: “Dobbiamo trovare i soldi per poterci sposare…”. La obbliga a prostituirsi, a vendere il suo corpo sulla via Emilia. Lei obbedisce e da settembre di quest’anno comincia a “battere” sul marciapiede. Un cliente dopo l’altro, “devi guadagnare almeno 200 euro a notte” le diceva il ragazzo. E intanto lui si prendeva i soldi.
Ma quella ragazza, chiusa, con quei problemi “evidenti” dicono i carabinieri, non è sfuggita all’attenzione dei militari che hanno scavato sul suo passato e l’hanno ascoltata in caserma. Agli uomini dell’Arma la storia è apparsa chiara sin da subito: quell’uomo la stava sfruttando. Così è scattato il blitz e il 35enne è stato arrestato per induzione e sfruttamento della prostituzione oltre che circonvenzione di incapace.
Lei non è “capace completamente di intendere e di volere” mentre lui aveva pensato nei dettagli il suo piano.

LA CASA DELL’ORRORE Nella casa di lui in piazzale Novella sono stati trovati due bancomat cointestati: le faceva credere che il loro era un rapporto serio e alla pari ma intanto era lui a ritirare il denaro. Con parte dei soldi ci comprava i vestiti: abiti succinti, minimali, a dozzine sono stati trovati in quella casa dai carabinieri. Lei doveva indossarli per potersi vendere. E poi c’era la cantina: in quel “tugurio” la 27enne veniva spedita a dormire dalla madre di lui perchè “io quella non ce la voglio in casa” diceva la donna. Così la giovane era costretta a dormire su un mero materasso umido. Sempre nella abitazione i militari hanno trovato anche i cellulari dei due “fidanzati”. L’orco ora è in carcere con misura cautelare e la ragazza affidata ai servizi sociali.

(15 novembre 2011)

http://parma.repubblica.it/cronaca/2011/11/15/news/sfruttava_la_fidanzata_autistica_facendola_prostituire_sulla_via_emilia-25035832/