Libro: “La differenza Invisibile”, la sindrome di Asperger al femminile e le sue difficoltà

Libro illustrato, best seller in Francia, di immediata informazione e comprensione delle dinamiche appartenenti al Mondo Aspie al Femminile, il messaggio che trasmette è quello di rispettare la sfera comportamentale degli individui, senza avere la ” pretesa ” di normalizzare le persone Asperger. L’educazione alla tolleranza attraverso un fumetto.

” Non è facile arrivare alla diagnosi di Asperger e così spesso la scoperta della sindrome avviene solo in età adulta. Come nel caso di Marguerite, 27 anni, impiegata in un’importante multinazionale che tenta inutilmente di condurre una vita normale: ha un fidanzato e degli amici, ma preferisce non uscire o passare i pomeriggi da sola al parco. Arriverà per lei il momento di affrontare i suoi problemi e scoprirà di non essere «fuori di testa», come spesso viene definita. Comprenderà di avere semplicemente un modo differente di approcciarsi con il mondo e per lei inizierà finalmente una nuova vita. ”

L’opera, edita da LSWR, ci fa conoscere le difficoltà di una giovane Asperger in un mondo che ignora la sua sindrome e che guarda con sospetto qualsiasi comportamento deviante dalla sfera del “normale”. Una storia sulle differenze e sulla capacità di accettarle.

Articoli che parlano dell’autrice, Julie Dachez :

Autistica Asperger scrive un fumetto per far conoscere la sindrome

Super Pépette, la blogger Asperger che osa parlare di autismo

Il libro è disponibile su Amazon

 

 

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Autismo: Autistica Asperger scrive un fumetto per far conoscere la sindrome

julie-5Julie Dachez, diagnosticata autistica Asperger a 27 anni. Spiega tutto in un fumetto che diventerà presto un documentario.

Julie si è sempre sentita un po’ in disparte, ” in nessun posto al suo posto “. A 27 anni , ” dopo 10 anni di pellegrinaggio diagnostico “, il suo disagio ha una spiegazione: La giovane donna ha la sindrome di Asperger. Questa diagnosi ha cambiato tutto e non ha cambiato niente, osserva quest’ultima. Julie cambia vita, lascia il suo compagno e il suo lavoro e riprende gli studi in psicosociologia.  ” Questa diagnosi  ha spiegato le mie particolarità e la mia diversità, spiega Julie Dachez. Da li, ho iniziato la mia ricerca: per essere in pace con me stessa e accettarmi per quello che sono. E’ stato un detonatore che mi ha permesso di porre le domande giuste. E ho smesso di farmi violenza . ” Per sensibilizzare sulla sindrome e aiutare le persone Asperger, nel 2012 ha aperto un blog. Pubblica regolarmente vignette, e mette in linea dei video per ” spiegare e sdrammatizzare, spiega. Noi funzioniamo in modo diverso, ma la sindrome di Asperger non è un handicap , tranne quando  ci troviamo in un bd-difference-invisible-illus1contesto inadatto che patologizza la differenza. I disturbi dello spettro autistico sono diversi e spesso  possono essere associati a disabilità intellettive. La sindrome di Asperger corrisponde all’estremità invisibile dello spettro “. E’ una lettrice del suo blog, Fabienne Vaslet, mamma di due bambini Asperger che le ha suggerito di raccontare la sua storia attraverso un fumetto: ” Mi ha messo in contatto con Caroline, disegnatrice con la sensibilità adatta per seguire il progetto. All’inizio, Fabienne Vaslet ha fatto da intermediaria. Il fumetto ” La differenza invisibile ” è stato pubblicato il 31 agosto : ” I disegni sono molto istruttivi, Caroline nel trascrivere le mie emozioni, ha svolto un ottimo lavoro”.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, Fonte : Presseocean.fr

Autismo e musica: Ximena, una cantante con la sindrome di Asperger

ximena sarinana autismo aspergerLa cantante messicana ha annunciato la notizia durante una conferenza stampa. Ximena Sariñana (28 anni) ha rivelato di avere la sidndrome di Asperger ( difficoltà nelle relazioni sociali e nella comunicazione) , un disturbo dello spettro autistico che non ha compromesso la sua carriera professionale. Ximena ha spiegato alcuni giorni fa durante una conferenza stampa che esistono vari livelli di gravità nella sindrome di Asperger, il suo è ” ovviamente molto funzionale “.

Ximena ha colto l’occasione per sottolineare il ruolo dell’istruzione: ” l’insegnamento si deve adattare a queste persone che sono tutte differenti una dall’altra, spesso soffrono di deficit dell’attenzione ed hanno  modi diversi di apprendere “.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonti: tvnotas.com.mx, sdpnoticias.com

Autismo: la giornata tipo di una donna Asperger

giornata aspergerFebbraio 2014 – Anche se questo articolo è presentato in tono umoristico, vivere con un disturbo dello spettro autistico non è molto divertente in sé. Non dobbiamo perdere di vista che l’autismo e le sue manifestazioni sono presenti in tutti i secondi della vita di un individuo, dalla sua infanzia fino all’età adulta.

Il lungo processo di accettazione fatto su di me, mi fa vedere le cose a volte in modo molto divertente rispetto al passato. Ma è importante rendersi conto che se alcuni elementi della giornata di un autistico, di seguito presentati possono assomigliare a quelli di una persona senza autismo, è il fattore dell’intensità che si impone. Intensità degli effetti ossessivi e paralizzanti degli ostacoli all’apparenza insignificanti da affrontare. E soprattutto, intensità emotiva e sensoriale che si manifesta dentro di noi incessantemente.

Quindi, ecco una piccola incursione nel quotidiano di una donna adulta autistica autonoma, da non prendere alla leggera.

La giornata tipo di un’ autistica asperger (aspie)

6:00 : Sveglia, doccia… indossare i vestititi selezionati il giorno prima. Perché tutto si adatti bene, lo devo analizzare con calma in anticipo. Se scelgo male l’abbigliamento saro’ stressata tutto il giorno : troppo vistoso ? Troppi bijoux ( adoro la gioielleria elaborata ) ?.  Trasmettero’ un messaggio sociale che non va ? So per esperienza che non indosso quasi mai la cosa giusta al momento giusto. Opto per il nero, è piu’ passe-partout.

7:42 : Non ho ancora finito. Ma perché diavolo ci metto cosi’ tanto tempo? Pettinatura maldestra e trucco fuori luogo, vestito lungo e disarticolato…mi perdo, quasi dimenticavo il deodorante o il resto… ho la sensazione che arrivero’ in ufficio con una sola lente a contatto.

8:30 : Inizio della giornata di lavoro. Devo ricordarmi di : salutare i miei colleghi quando li incrocio.  Con il viso impassibile e silenzioso fissandoli aspetto che mi salutino, ho provato, ma non mi sembra molto efficace. Pensa a sorridere, cerca di essere amichevole, chiudi la voce monotona dentro la cartella di lavoro, guardali negli occhi, abbastanza, ma non troppo.

8:35 : Verificare nell’agenda Outlook le priorità della giornata. Il mio capo mi affida un lavoro improvviso, è un inferno, ha scombussolato  la mia pianificazione. Non mi piace. Devo rimettere la lista in ordine, trovo letteralmente impossibile lavorare passando dal punto 4 al punto 1,  alla rinfusa. Tutto deve essere elencato e in sequenza. Devo rimettere tutto in ordine per non confondermi. Meno male che è tutto informatizzato. Non devo riscrivere niente, è sufficiente spostare il tutto con un clic di mouse.

10:27 : Passare davanti all’ufficio del mio capo. Mi chiede di allungare un corriere alla vice-direttrice. Veloce, e anche se ho un bisogno urgente di andare al bagno ritorno nel mio ufficio. Devo prendere nota di cio’ che mi ha detto per non dimenticare le direttive. Devo scegliere in quale ordine di priorità devo metterle nella lista. E quindi, devo riaggiornare la lista. Devo farmi un piano, almeno mentale dell’ordine delle azioni che servono per svolgere correttamente il mio compito. L’improvvisazione non è la mia migliore amica.

11:11 : L’ora del pranzo si avvicina. Lo stress e le farfalle nello stomaco incalzano. Dilemma : mangiare insieme ai colleghi e angosciarmi oppure mangiare da sola in ufficio e passare per una selvaggia e angosciarmi lo stesso ? Tutte e due le opzioni non mi piacciono.

12:00 : Scelta finale : mangiare insieme agli altri.  Non dimenticare di integrarti correttamente nella conversazione e cerca di mantenerla, come hai imparato attraverso tentativi ed errori. Soprattutto errori. Non interrompere, guardare le mie interlocutrici mantenendo un tono amichevole, usare un timbro di voce sfumato. I soggetti femminili proposti non mi interessano molto. A cosa servono queste conversazioni ? Ecco, ho ingoiato tutto in 8 minuti senza gustare niente. Ci sono stati dei silenzi e dei disagi dopo alcuni miei interventi… Perché ? Non riesco a capire cosa c’e’ di diverso in me nonostante tutti i miei sforzi per camuffarmi.

13:30 : Che fatica, ho voglia di dormire in ufficio. Durante il pranzo mi sono sforzata troppo. Il sociale, è piu’ stancante del mio lavoro. Devo decomprimermi. Il computer è piu’ rassicurante dei contatti sociali. Inoltre, mi chiedo come mai ci sono stati degli imbarazzi durante il pranzo, quando ho cercato di raccontarmi, come tutti gli altri. Mi sento terribilmente a disagio. E mi è venuta un po’ d’ansia…

13:37 :  Una mia collega mi racconta una barzelletta. Infine, è quello che pensa. Mi chiedo se devo ridere o insultarla. La sua presa in giro non mi piace… vuol dire che sono stupida ? La percezione delle intenzioni degli altri, non rientra nel mio autismo. In ogni caso, non sapendo come reagire, non faccio nulla. Questa mia impassibilità forse le da fastidio, perché percepisco un disagio ma non riesco ad analizzarlo. Altra angoscia che si accumula.

15:00 :  Negoziazione attiva con me stessa : terminare le commissioni a fine giornata oppure rimandarle al giorno dopo ? Ci sono cose che non possono aspettare, mi mancano le offerte speciali della settimana ! E’ peggio, sono ancora ossessionata dall’umorismo della mia collega cosi’ diverso dal mio. Ma che cosa potevo rispondere ? Il mio criceto interiore tira fuori la lingua alitando come un podista poco esperto. La mia batteria interna si sta esaurendo. Le forze mi stanno lasciando.

16:30 : Mi preparo per uscire dall’ufficio : nella borsa non trovo il portachiavi ! Non so perché mi faccio prendere dal panico subito quando una cosa non si trova nel solito posto. Eppure, dal 1979 non ho mai perso niente.

16:45 : Negozio di alimentari. Prima di scendere dalla macchina, devo rivedere mentalmente le mie azioni come un atleta olimpico prima di una competizione. L’ordine degli acquisti, corsia dopo corsia , fare una sequenza logica, Nella fretta, è difficile. Sento le voci  delle conversazioni sovrapposte. La canzone di Céline Dion si sente troppo forte, il mio carrello scricchiola, c’e’ troppa gente che si sposta in tutte le direzioni. Arrivo alla cassa esausta e destabilizzata. So di avere un’aria goffa mentre metto tutti gli articoli sul nastro scorrevole, di cui la metà mi sfugge di mano. La cassiera mi sorride e mi saluta. Codice sociale richiesto : rispondere e guadarla negli occhi. Attenzione : smettere di fissare tutti i codici a barre dei prodotti, perché mi sta guardando con aria interrogativa. Non dimenticare di riverificare per la seconda volta se ho messo la carta di credito nel portafoglio. Se non la trovero’ li la prossima volta, sarà il panico.

17:13 : Pieno di benzina: Rinegoziazione con me stessa per capire se sono in grado di aspettare fino a domani per fare benzina. Impossibile. Scelgo il distributore self-service  meno affollato e piu’ vicino a casa mia. Meno stimoli. Amo i self-service, non devo chiedere niente a nessuno e non sono tenuta a parlare con il pompista, dirgli quanti litri, quanti soldi. Parlare del tempo o altro. Oppure dargli una mancia senza sapere se è corretto oppure no, quanto e come. Mentre faccio rifornimento rivedo i passaggi delle mie azioni e penso alla pompa che magari è difettosa, al gas che fuoriesce, è puo’ darsi che  prendero’ fuoco perché per distrazione forse ho messo il diesel nel mio serbatoio. Un ragazzo appoggia rumorosamente l’erogatore, io salto ed emetto un gridolino.

17:23 : Lasciare la stazione di benzina, dopo aver riverificato per la seconda volta se  la carta di credito e nel portafoglio. Rivedere mentalmente il viaggio di ritorno : procedere nel viale, girare subito a sinistra, prendere il giusto ingresso dell’autostrada. Un conducente distratto rischia di venirmi addosso con la sua macchina.Sono sorpresa e destabilizzata. Lo sorveglio perchè dubito del suo modo di guidare. L’ansia arriva fino alle mie povere ossa. Ma perché le mie giornate devono essere cosi’ complesse ?

17:38 : Finalmente, arrivo a casa. Chiudo la porta dietro di me. Ufff… Ritorno silenziosa, autistica e nel mio mondo famigliare ! Verificare per quattro o cinque volte se la porta è chiusa bene, bloccata  in modo che la mia bolla diventi ermeticamente sigillata a tutte le intrusioni .

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: quebec.huffingtonpost.ca

Autismo Rimini: autistica picchiata nella casa famiglia, presa a schiaffi per la pipi’ addosso

Rimini, Sabato 20 Aprile 2013 . Autistica picchiata nella casa famiglia. Marito e moglie indagati per lesioni e maltrattamento aggravato in concorso. Il caso scoperto dalla sorella della vittima, in un alloggio della Papa Giovanni XXIII. La donna presa a schiaffi per la pipi’ addosso. Il sospetto diventato certezza con due referti del pronto soccorso dell’ospedale di Rimini. E con l’ammissione, trascritta nella denuncia di un operatore: “Una volta, dopo che si era fatta la pipi’ addosso, è stata presa a schiaffi”. Marito e moglie, 57 anni lui e 53 anni lei, responsabili di una casa famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII del riminese, sono stati iscritti nel registro degli indagati della procura della Repubblica con le accuse di lesioni e maltrattamento aggravato in concorso. Maltrattamenti di cui sarebbe stata vittima una donna di 55 anni affetta da autismo fin dalla nascita e ospite della struttura ( che assiste diversi altri pazienti affetti da patologie gravi come la sua ) dal 2011. L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Davide Ercolani, è stata condotta a tempo di record dalla squadra mobile della Questura di Rimini ed è stata chiusa tre settimane fa, quando l’ospite è stata spostata dalla polizia in un’altra struttura protetta. A chiedere aiuto agli investigatori di corso Augusto, è stata la sorella che, in occasione di alcune visite settimanali, ha notato segni sempre piu’ evidenti sul corpo della congiunta. Ha cosi’ chiesto lumi, ricevendo risposte poco esaustive dai responsabili come anche dagli operatori. Questo l’ha spinta quindi a farsi accompagnare per un ” sopralluogo ” anche dal medico di famiglia. Supporto di cui non ha avuto bisogno nelle due occasioni che l’hanno vista costretta ad accompagnare la sorella al pronto soccorso. E due sono i referti degli Infermi allegati al fascicolo d’indagine. Nel primo i medici hanno accertato ematomi sotto le due ascelle e all’osso occipitale. Nel secondo ” un edema palpebrale allo zigomo destro . Lesioni che la presunta vittima, in qualche modo ha spiegato le sarebbero state procurate a bastonate. “Abbiamo piena fiducia nel lavoro della magistratura – commenta Paolo Ramonda presidente della Papa Giovanni XXIII – . I due indagati sono sposati, vivono con noi da una ventina d’anni “. La Papa Giovanni ha dato piena collaborazione alla Squadra mobile . ” Siamo rimasti sorpresi da queste accuse – conclude Ramonda- anmche noi andremo fino in fondo per verificare eventuali responsabilità. Nella struttura che ospita solo adulti, c’e’ anche controllo del servizio pubblico. Non vogliamo condannare nessuno prima che le indagini facciano il loro corso “.
Fonte: Romagna Corriere di Rimini e San Marino, 20/04/2013

rimini autistica picchiata nella casa famiglia

Autismo testimonianza: Vita di coppia con un Asperger

vita di coppia aspergerConoscete la sindrome di Asperger ? Questa forma di autismo poco conosciuta, non corrisponde all’idea che potremmo avere. Ecco la testimonianza di una donna e della sua vita di coppia con un Aspie !

” Sono Asperger “, come un’ammissione ingombrante

Da giovane, ho conosciuto un ragazzo un po’ solitario, strano e sorprendente, con cui ho stretto amicizia e parallelamente ho intrattenuto una relazione epistolare. Con il passare del tempo ci siamo avvicinati e siamo arrivati ad innamorarci e si puo’ immaginare il resto della storia. E fino a qui niente di strano. Poco prima del nostro fidanzamento mi ha ” confessato ” di essere un Asperger, cosa che aveva sempre nascosto ai suoi professori, ai suoi migliori amici e alle sue ex fidanzate … Impossibile intuirlo: è un ragazzo come gli altri, solo un po’ piu’ originale,  come molti lo sono.

Mi sono dunque informata su Wikipedia, che indica ” difficoltà nelle interazioni sociali “. E non ho cercato altro. Perchè niente è cambiato nella nostra relazione ( con suo grande piacere, come mi ha detto piu’ tardi ). Ho accettato le difficoltà e gli sforzi come una parte di lui, come io d’altronde sono lunatica, devo avere tutto sotto controllo e sono una nullità nelle scienze. Quando diciamo ” autismo “, molti pensano che gli autistici siano persone mentalmente ritardate, con difficoltà nell’esprimersi…Ma non esiste un solo “tipo di autismo “, ma tanti autismi e sindromi quante sono le persone autistiche. Il mio ragazzo si esprime perfettamente, argomenta e scrive meglio di me, studia in un prestigioso istituto d’arte, ha successo nella maggior parte delle cose che intraprende, conduce una vita sociale stabile, in breve…è molto lontano dall’idea di autismo radicata nella nostra società.

Essere Asperger, che cosa cambia ?

Come si puo’ capire questa differenza ? Solo condividendo la vita quotidiana. Il mio compagno ha dei tic, come picchierellare freneticamente le dita sul tavolo, i cambiamenti lo perturbano ed è soggetto ad ansie ( il primo pranzo di Natale insieme alla mia famiglia è stato fonte di grande angoscia ). Sente le cose in modo diverso, e insisto sulla maniera di sentire le cose diversamente perchè non è ne meglio, ne peggio. E’ come una tavolozza di colori sulla quale non vediamo poche tinte pallide, pastello, ma piuttosto colori vivi e chiassosi. Il nostro rapporto ha integrato le sue caratteristiche e io cerco di mostrargli quelle sfumature chiare che lui conosce poco !. Quando si appassiona a qualcosa, deve arrivare fino alla fine, se no, non sta bene ( e’ un esperto di fisica quantistica, sa come sbucciare perfettamente un mandarino ed è in grado di analizzare completamente qualsiasi episodio di Sherlock Holmes ). Spesso, non capisce il sarcasmo, e questo a volte puo’ portare a situazioni divertenti ! Ha delle difficoltà a comprendere le regole sociali, e non sempre sa come rispondere alle domande banali, probabilmente non scambierà mai due chiacchere con i vicini di casa in ascensore. Quando sono con lui e mi accorgo che qualcosa gli è sfuggito, cerco di spiegargli come avrebbe dovuto reagire, in modo che riesca a ricordarlo la prossima volta.

E vivere con un Asperger, cambia qualcosa ?

Come gestisco la nostra relazione ? Per me Asperger ( o “Aspie” per gli intimi )  è una parte di lui come la miopia è una parte di me. E’ nato Asperger, è cio’  ha contribuito a farlo diventare l’uomo che è oggi. Non vorrei un ragazzo ” normale “, adoro stuzzicarlo, ridere delle sue goffaggini e sorprendermi dei suoi multipli talenti, mi piace provocarlo e lui non sa se lo faccio ironicamente oppure no. Non ho mai avuto l’impressione di essere in coppia con un Asperger, ma semplicemente con l’uomo che amo .

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie: Fonte, 17-12-2012  Madmoizelle.com

Sindrome di Asperger e lap dance, Kaiya insegnante di ballo

Chi l’avrebbe mai detto che la lap dance potesse essere curativa? Ebbene sì, come recita il proverbio biblico, le vie del Signore sono infinite, e a  quanto pare non solo quelle! Per Kaiya Latham, infatti, una ragazza inglese di 27 anni, la lap dance è stata una vera terapia, che l’ha aiutata a combattere l’autismo di cui soffre.

Come riporta il Daily Mail, a Kaiya cinque anni fa è stata diagnosticata la sindrome di Asperger, un disturbo dello sviluppo considerato una forma dello spettro autistico. Chi soffre di questa sindrome, infatti, vede compromesse le capacità di interagire con gli altri come gli autistici, ma non i classici ritardi nello sviluppo del linguaggio o dello sviluppo cognitivo.

Kaiya, infatti, aveva paura di uscire e non riusciva a comunicare con le persone, ma non si è arresa e ha continuato a coltivare la sua passione per la danza. Come racconta: “Ho iniziato a ballare quand’ero piccola e mi allenavo per diventare un’insegnante di danza, ma non ho potuto completare gli esami finali perché la mia condizione è peggiorata quando ero adolescente. Avevo difficoltà con le situazioni sociali e diventavo molto ansiosa se dovevo parlare con gente nuova o andare in posti nuovi. Non uscivo di casa per giorni e alla fine sono diventata quasi agorafobica a causa della mia ansia”.

Così, un bel giorno, Kaiya ha cominciato ad allenarsi nella lap dance a casa sua vedendo i tutorial postati su You Tube. Oggi, grazie a questo hobby che le ha dato una seconda chance, Kaiya insegna il ballo del palo alle persone dai 16 ai 60 anni.

Tratto da:Donna10.it