Autismo: Julien, giovane autistico promettente fumettista

julien-fumettiJulien, 17 anni frequenta il liceo professionale Gaston-Barré a Niort ( Nuova Aquitania ).

Si, è diverso dagli altri.

Si, si dondola avanti e indietro, come un funambolo alla ricerca di equilibrio.

 

 

Si, è autistico, ma non è solo quello.

La sua vita non è solo questo.

julien-auclairCon pochi tratti di matita, raggiunge regolarmente un mondo di cui conosce gli angoli piu’ reconditi. Un mondo popolato da animali in cui un coniglio e un cane, Robin e Tom, sono gli eroi, che prendono vita attraverso i suoi disegni. Un lavoro promettente, già notato durante il Festival Internazionale del fumetto d’Angouléme.

Julien, ha trovato attraverso i fumetti che crea con talento un’altra maniera di esprimersi.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, Fonte: Courrierdelouest.fr

Autismo: Autistica Asperger scrive un fumetto per far conoscere la sindrome

julie-5Julie Dachez, diagnosticata autistica Asperger a 27 anni. Spiega tutto in un fumetto che diventerà presto un documentario.

Julie si è sempre sentita un po’ in disparte, ” in nessun posto al suo posto “. A 27 anni , ” dopo 10 anni di pellegrinaggio diagnostico “, il suo disagio ha una spiegazione: La giovane donna ha la sindrome di Asperger. Questa diagnosi ha cambiato tutto e non ha cambiato niente, osserva quest’ultima. Julie cambia vita, lascia il suo compagno e il suo lavoro e riprende gli studi in psicosociologia.  ” Questa diagnosi  ha spiegato le mie particolarità e la mia diversità, spiega Julie Dachez. Da li, ho iniziato la mia ricerca: per essere in pace con me stessa e accettarmi per quello che sono. E’ stato un detonatore che mi ha permesso di porre le domande giuste. E ho smesso di farmi violenza . ” Per sensibilizzare sulla sindrome e aiutare le persone Asperger, nel 2012 ha aperto un blog. Pubblica regolarmente vignette, e mette in linea dei video per ” spiegare e sdrammatizzare, spiega. Noi funzioniamo in modo diverso, ma la sindrome di Asperger non è un handicap , tranne quando  ci troviamo in un bd-difference-invisible-illus1contesto inadatto che patologizza la differenza. I disturbi dello spettro autistico sono diversi e spesso  possono essere associati a disabilità intellettive. La sindrome di Asperger corrisponde all’estremità invisibile dello spettro “. E’ una lettrice del suo blog, Fabienne Vaslet, mamma di due bambini Asperger che le ha suggerito di raccontare la sua storia attraverso un fumetto: ” Mi ha messo in contatto con Caroline, disegnatrice con la sensibilità adatta per seguire il progetto. All’inizio, Fabienne Vaslet ha fatto da intermediaria. Il fumetto ” La differenza invisibile ” è stato pubblicato il 31 agosto : ” I disegni sono molto istruttivi, Caroline nel trascrivere le mie emozioni, ha svolto un ottimo lavoro”.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, Fonte : Presseocean.fr

Autismo e lavoro: Il progetto a fumetti di Aspie Dave

fumetti e autismo davePossono i fumetti aiutare le persone con autismo a esprimersi e interagire con chi li circonda?
Se scritti e illustrati appositamente per bambini con disturbi dello spettro autistico, Dave Kot pensa di sì.

Kot viene dalla Pennsylvania, è autistico, lavora come terapista, e ha scritto il primo fumetto terapeutico con protagonista un supereroe autistico. I primi due volumi di Face Value Comics (a cui ne seguiranno altri) sono stati scritti e sceneggiati da lui e dalla moglie Angela, e illustrati da un gruppo di disegnatori che hanno spontaneamente aderito al progetto. Dave Kot spiega:

“In molti casi, i fumetti non sono che divertimento per famiglie e intrattenimento. Ma in altri, possono dare ai bambini autistici un eroe come loro, permettergli di capire cosa sia o non sia l’autismo, relazionarsi a situazioni ed essere aperti e sereni riguardo il comunicare il proprio autismo “.

Oltre al protagonista Michael, autistico, Kot ha costruito una serie di personaggi che presentano altre sindromi dello spettro autistico, usando come riferimento il DSM5, (la quinta edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) e conferendo loro un robusto background caratteriale. Abbiamo, per esempio, Cass, studente con la sindrome di Asperger ossessionata dal tempo e dal meteo, e il Dr. Mobius, lo scienziato malvagio che richiama la sindrome di Mobius. Ai protagonisti si oppongono i due bulli, Edge (manesco) e Claudia (sarcastica).

Kot utilizza una serie di espedienti per comunicare con i bambini autistici, ma anche con gli altri lettori: il dispositivo più forte sono sicuramente i “social throat punch commentary” (traducibile come: l’interpretazione da pugno sociale nello stomaco), dove troviamo il testo o perfino l’intera pagina capovolti.

L’intento è quello di porre il lettore in una posizione diversa, facendogli comprendere come un autistico potrebbe percepire il mondo rispetto a lui. Questo perché spesso gli autistici non riescono a esprimere un disagio, rendendosi “illeggibili” a chi non ha i dispositivi per comprenderli. Face Value Comics vuole proprio mettere a disposizione di tutti questi strumenti, così da aumentare la comprensione e il reciproco scambio.
Kot voleva che i bambini fossero capaci di parlare dell’autismo, di rendersi conto di come funziona e quali limiti e potenzialità ha insite. Se la letteratura scientifica non è di facile accesso, in particolare per un bambino, un fumetto family friendly in cui il lettore potesse rispecchiarsi, e che fosse accessibile a parenti, amici, insegnanti, sembrava quindi la scelta migliore.

Le facce di alcuni personaggi sono state infatti volutamente disegnate enfatizzando i tratti e le espressioni facciali, in particolare in presenza di stati d’animo come rabbia, paura, sorpresa, tristezza. Molta della ricerca del dottorato di Kot si è infatti basata sul riconoscimento delle espressioni facciali, che aiutano l’autistico a identificare i ruoli sociali e l’espressività delle emozioni.

fumetti e autismoLa cosa fondamentale è la consequenzialità, a quanto dice Kot: grazie agli studi e agli insegnamenti ai suoi pazienti, questi riuscivano, oltre che a riconoscere le emozioni dalle espressioni facciali, a inserirle in un contesto e capire cosa poteva avere causato cosa. “Mia sorella è triste perché penso che le sia accaduto questo in conseguenza a questo.
Kot ha così compreso l’universalità delle espressioni facciali e delle emozioni: “Una persona arrabbiata dell’Australia ha lo stesso aspetto di una persona arrabbiata dell’Alaska.

Il fumetto permette quindi di creare degli schemi visivi ricorrenti: la sorpresa, il dolore, la gioia… Ogni emozione ha tratti distintivi che vengono sempre rappresentati allo stesso modo. Questo consente al bambino autistico di creare un modello mentale che lo aiuti a riconoscere l’emozione sul viso di chi lo circonda. Abbiamo inoltre, all’interno della storia, il robot Tess: un supporto terapeutico che aiuta anche il lettore, oltre a Michael, qualora subentri una situazione difficile o fraintendibile.

Il fumetto ha già avuto diversi risconti positivi nelle scuole e nei gruppi di supporto. L’autismo è una lotta individuale, ma grazie anche a una maggiore comprensione delle sindromi, può diventare, anziché uno scoglio, a causa del doversi adeguare alle regoli sociali, un punto di partenza.
Lo stesso Dave ha vissuto questo problema: l’autismo gli è stato diagnosticato in età adulta, e fino a quel momento ha semplicemente creduto di essere sbagliato.

Fonte: www.lospaziobianco.it