Autismo: Guy Francis e il Karaoke con la Sindrome di Asperger e di Tourette (Video)

Guy Francis

Guy Francis  è un inglese di 37 anni, che soffre di Sindrome di Gilles de la Tourette e Sindrome di Asperger ( una forma di autismo). Ma  questo non impedisce a quest’uomo di vivere una vita normale, è sposato,  ha 3 figli e canta.

In questo video si esibisce a modo suo in   “Nothing’s gonna change my love for you” di Gleen Medeiros. Questa malattia gli fa dire una valanga di parole volgari tra cui ” Tette”, “Vaffanculo” e “Culo”. Potete trovare altre canzoni nel suo sito: http://www.touretteskaraoke.com/

Tradotto da Mondo Aspie: Fonte g33k.sur-la-toile.com

Sindrome di Asperger e lap dance, Kaiya insegnante di ballo

Chi l’avrebbe mai detto che la lap dance potesse essere curativa? Ebbene sì, come recita il proverbio biblico, le vie del Signore sono infinite, e a  quanto pare non solo quelle! Per Kaiya Latham, infatti, una ragazza inglese di 27 anni, la lap dance è stata una vera terapia, che l’ha aiutata a combattere l’autismo di cui soffre.

Come riporta il Daily Mail, a Kaiya cinque anni fa è stata diagnosticata la sindrome di Asperger, un disturbo dello sviluppo considerato una forma dello spettro autistico. Chi soffre di questa sindrome, infatti, vede compromesse le capacità di interagire con gli altri come gli autistici, ma non i classici ritardi nello sviluppo del linguaggio o dello sviluppo cognitivo.

Kaiya, infatti, aveva paura di uscire e non riusciva a comunicare con le persone, ma non si è arresa e ha continuato a coltivare la sua passione per la danza. Come racconta: “Ho iniziato a ballare quand’ero piccola e mi allenavo per diventare un’insegnante di danza, ma non ho potuto completare gli esami finali perché la mia condizione è peggiorata quando ero adolescente. Avevo difficoltà con le situazioni sociali e diventavo molto ansiosa se dovevo parlare con gente nuova o andare in posti nuovi. Non uscivo di casa per giorni e alla fine sono diventata quasi agorafobica a causa della mia ansia”.

Così, un bel giorno, Kaiya ha cominciato ad allenarsi nella lap dance a casa sua vedendo i tutorial postati su You Tube. Oggi, grazie a questo hobby che le ha dato una seconda chance, Kaiya insegna il ballo del palo alle persone dai 16 ai 60 anni.

Tratto da:Donna10.it

Sindrome di Asperger: Kyle Koleman, la popstar che non parlava

Kyle è un ragazzo fortunato a vivere in Inghilterra. In Italia, ai ragazzi con la Sindrome di Asperger se tutto va bene sbagliano le diagnosi, gli propinano psicofarmaci, gli annientano l’autostima e li fanno regredire perchè vogliono omologarli agli altri invece di valorizzare i loro punti di forza !

Kyle Coleman  ha 25 anni, è inglese e soffre di quella che gli studiosi chiamano Sindrome di Asperger . Una forma di autismo che gli impedisce le relazioni con il mondo esterno tanto da essere diventato quasi muto. Invece Kyle ora ha inciso un album  dal  “Therefore I Am”, scaricabile da iTunes. Kyle non parla, ma canta e lo fa benissimo. Tutto grazie a una fondazione che difende e promuove gli autistici inglesi, dove il ragazzo è stato letteralmente salvato dalle lezioni di musicoterapia

I video girano già su Youtube e Kyle è diventato una vera star: la cosa incredibile è che solo attraverso le canzoni riesce a comunicare al mondo, come in “Just Listen “, che, secondo il Sun, parla proprio del comunicare con le persone autistiche.

Nel 2009 Kyle inizia a prendere lezioni di musicoterapia con la terapista Carine Kelley che subito nota la sua capacità musicale: è in grado di riprodurre sulla pianola le melodie che ascolta senza nessuna formazione musicale.

La sua personalità e le sue emozioni brillano mentre lui canta e questo ha reso possibile lo sviluppo di una relazione speciale fra me e lui, e ha permesso alle potenzialità di Kyle di decollare“, dice la terapista.

Felicissima anche la mamma di Kyle che racconta della morte del padre del ragazzo, avvenuta quando lui aveva solo due anni: era un musicista e i geni non mentono.

La musica e il canto “non lo hanno solo trasformato – come si legge sul sito ufficiale- lo hanno curato e continuano a dispiegare le dimensioni delle abilità di Kyle ogni giorno di più“.

Articolo originale qui

L’attività cerebrale, uno strumento per rivelare l’autismo nei neonati ?

L’attività cerebrale, uno strumento per rivelare l’autismo nei neonati?

Un depistaggio precoce dell’autismo, generalmente diagnosticato intorno ai due anni, aiuterebbe la presa in carico della malattia, che colpisce circa l’1% della popolazione e si traduce con delle difficoltà a comunicare con il mondo esterno. Uno studio pubblicato venerdi’ nella rivista scientifica Current Biology, indica che sarebbe possibile rilevare precocemente l’autismo misurando l’attività cerebrale. Per arrivare a questa scoperta, i lavori si sono concentrati su 104 bebè dai 6 ai 10 mesi che presentavano un rischio elevato d’autismo nella misura in cui uno o piu’ fratelli o sorelle maggiori manifestavano già la sindrome. Basandosi sul fatto che  generalmente i bambini autistici evitano di guardare le persone negli occhi, i ricercatori hanno misurato tramite dei sensori l’attività cerebrale dei neonati mentre gli  venivano mostrati dei visi che li guardavano direttamente  o al contrario li evitavano. I risultati degli studi mostrano una differenza significativa delle onde cerebrali  in funzione dei due tipi di immagini presentate a neonati a basso rischio d’autismo, o che non hanno sviluppato la malattia nel gruppo a rischio. Al contrario, la risposta cerebrale dei bebè in seguito diagnosticati autistici si è rivelata piu’ neutra, riporta l’AFP (Agenzia Stampa Francese).

Il professore Mark Johnson del Birkbeck College dell’Università di Londra, co-autore dello studio, sottolinea tuttavia che il test non ha funzionato al 100%, alcuni bambini che mostravano tratti d’autismo non hanno sviluppato la malattia in seguito. ” Degli studi complementari sono necessari per determinare se le misure dell’attività cerebrale come quelle utilizzate nel nostro studio possano giocare un  ruolo nell’ identifcazione dei bambini autistici a uno stadio precoce, ha aggiunto”.

 Tradotto da Mondo Aspie, articolo originale qui

Autismo e sindrome di savant: Stephen Wiltshire

Stephen Wiltshire, 37 anni,  artista londinese di origine antillese non è come gli altri. Ha un dono straordinario, e’ capace di riprodurre nei minimi dettagli un paesaggio dopo averlo osservato per pochi minuti. Stephen ha cominciato a parlare all’età di 9 anni. Per insegnargli l’alfabeto gli educatori dovettero utilizzare come “mezzo di mediazione” fogli e pennarelli. Una serie di scambi per la lettera “a” e altri per la “b” etc… All’età di 11 anni  si fa conoscere per i suoi disegni a matita dei monumenti di Londra. Stephen è autistico ( Sindrome di Savant) ed è  dotato di una memoria eidetica ossia fotografica. Dopo aver sorvolato New York in elicottero, ha realizzato per la compagnia UBS un disegno panoramico della citta’, esposto all’aeroporto JFK , Terminal 1 dal mese di aprile 2011.

Come si spiegano queste prodezze cognitive?

Sono tre le piste principali  proposte per spiegare lo sviluppo di tali capacità: l’approccio genetico, l’approccio cerebrale e l’approccio sociale. Per quanto riguarda il campo della genetica, dei ricercatori hanno messi in evidenza dei marcatori che distinguono gli autistici che possiedono delle competenze fuori dal normale da quelli che non ne possiedono affatto.

L’approccio cerebrale si basa sul fatto che la sindrome di savant si caratterizza principalmente da una preoccupazione esagerata per i dettagli e dalla difficoltà di vedere le cose nella loro globalità.  Questa caratteristica potrebbe essere il risultato di uno squilibrio tra i due emisferi cerebrali, legati a delle lesioni dell’emisfero sinistro. E infine, l’ultimo approccio mette l’accento sugli effetti dell’isolamneto sociale e sensoriale. L’esistenza di una mancanza nel filtraggio delle informazioni esterne piazza la persona in un mondo caotico dove si trova sopraffatta da stimolazioni innumerevoli e incessanti. Una tale situazione spingerebbe l’individuo ad isolarsi, e cio’ potrebbe favorire una focalizzazione intensa su soggetti precisi.

Il sito di Stephen Wiltshire  http://www.stephenwiltshire.co.uk/

 

I disturbi dell’apprendimento nell’adulto: associati all’autismo in 1 caso su 2

I disturbi dell’apprendimento nell’adulto: associati all’autismo in 1 caso su 2

National Health Institute

La prevalenza dell’autismo risulta estremamente elevata negli adulti che presentano disturbi dell’apprendimento, raggiungendo il 60% negli uomini e il 43% nelle donne che hanno gravi difficoltà di apprendimento. Questa è la conclusione principale del nuovo rapporto del National Health Institute britannico (NFS) pubblicato il 31 gennaio, sulla prevalenza dei disturbi dello spettro autistico nell’adulto e che, per la prima volta, mette in luce questa associazione piu’ che significativa, nell’adulto, tra disturbi dell’apprendimento e disturbi dello spettro autistico.

Il rapporto britannico presenta una nuova stima sulla prevalenza dell’autismo negli adulti con piu’ di 18 anni, realizzato a partire dai dati dello studio coorte Adult Psychiatric Morbidity Survey (2007) e dai dati di un nuovo studio sulla prevalenza dell’autismo negli adulti con disturbi d’apprendimento. Lo studio di questo ultimo gruppo è particolarmente interessante perché presenta un rischio molto alto d’autismo. Lo studio riguarda adulti disabili che vivono in casa e adulti disabili ospitalizzati nelle case di cura britanniche.

Lo studio mostra che l’autismo è molto frequente nelle persone che presentano un DSA (Disturbi Specifici Apprendimento):

–      la prevalenza globale dell’autismo colpisce l’ 1,1% nell’adulto, nella popolazione generale,

–      è piu’ elevata negli uomini (2,0%) che nelle donne (0,3%),

–      aumenta con severità nei disturbi dell’apprendimento (o QI verbale debole),

–      tra gli adulti con difficoltà dell’apprendimento che vivono a casa, la prevalenza di autismo raggiunge il 35,4% (IC: 95% da 24,7 a 46,2%),

–      tra gli adulti con difficoltà di apprendimento che vivono in istituti residenziali di cura, la prevalenza dell’autismo arriva al 31,0% (IC: 95% da 23,9% a 38,0%),

–      le differenze di prevalenza per sesso sono meno marcate negli adulti che hanno difficoltà nell’apprendimento che nella popolazione generale.

I ricercatori dell’università di Leicester commentano questo nuovo studio che mostra come gli adulti con disturbi dell’apprendimento severo hanno un rischio molto elevato di avere dei disturbi che rientrano nello spettro autistico.

Questo gruppo di popolazione, spiegano, non era mai stato preso in considerazione nei precedenti studi di prevalenza. “ Siamo rimasti sorpresi dal numero di adulti con disturbi dell’apprendimento da moderato a severo colpiti dall’autismo”. La conclusione secondo la quale circa il 60% degli uomini e il 43% delle donne con gravi difficoltà d’apprendimento sono colpiti dall’autismo non era mai stata dimostrata prima. Come il fatto che la maggior parte degli adulti autistici vivono nel loro domicilio.

Dei risultati che contribuiranno senza dubbio a migliorare la diagnosi di autismo negli adulti.

Fonte : NHS Estimating the Prevalence of Autism Spectrum Conditions in Adults – Survey Report , The Adult Psychiatric Morbidity Survey (APMS) 2007 e Eurekalert (AAAS) “University of Leicester researchers lead on new autism study published today ”

Tradotto da Mondo Aspie, articolo originale qui

 

Inghilterra: Kaspar, il robot intelligente per i bambini autistici

Kaspar (acronimo di Kinesics and Synchronisation in Personal Assistant Robotics), segnala Wired, è un bambino robot sviluppato nell’ambito del progetto europeo Interactive Robotic Social Mediators as Companions (IROMEC), è un piccolo robot creato in Inghilterra, nell’università di Hertfordshire nel 2007.  Cappellino con visiera nero, camicia  e jeans , Kaspar è il compagno di gioco perfetto per un bambino autistico. Sorride a comando, si muove lentamente, non adotta comportamenti inprevedibili e seduto potrebbe essere scambiato per un bambino poco socievole. Ma Kaspar non è umano, è un robot  intelligente ed incomincia per lui un nuovo progetto di sperimentazione chiamato Aurora.
 

qui il sito dedicato a Kaspar : http://kaspar.feis.herts.ac.uk/