Canada: 17 bambini morti durante il trattamento con antipsicotici di seconda generazione

risperidal bambini mortiMorti sospette: antipsicotici sotto accusa. 17 bambini canadesi sono morti durante il trattamento con alcuni farmaci antipsicotici di seconda generazione e altri 73 hanno avuto problemi cardio-metabolici. Santé Canada conferma queste cifre, ma senza alcuna raccomandazione particolare, salvo quella di ricordare ai medici di utilizzare il giudizio.
Sei medicinali di seconda generazione sono sotto accusa: Clozapina, Risperidone, Olanzapina (Zyprexa), Quetiapina (Seroquel), Aripiprazolo (Abilify) e Paliperidone. Di questi, solo l’utilizzo dell’Abilify è approvato nei giovani con meno di 18 anni per il trattamento della schizofrenia o del disturbo bipolare.
I dati raccolti sui decessi e i problemi cardio-metabolici sono stati recensiti prima del 31 dicembre 2012.

Nonostante la notizia, apparsa la settimana scorsa in lingua inglese in Canada sia stata confermata, Santé Canada afferma che non è possibile determinare con precisione se gli effetti indesiderati siano collegati all’utilizzo di questi farmaci oppure se gli incidenti non sarebbero piuttosto stati causati dall’assunzione di altri medicinali o dallo stato di salute di alcuni di questi giovani.
L’Associazione degli psichiatri di Quebec non si espressa con la stampa sulla questione.
Delle prescrizioni a lungo termine
Il Dr Joel Paris, professore di psichiatria dell’Università McGill, si è detto molto preoccupato del fatto che questi psicofarmaci vengano prescritti a dei “giovani bambini” per periodi molto lunghi durante il loro sviluppo.

Biasima l’industria farmaceutica e i suoi rappresentanti, “i medici ascoltano i consigli piuttosto che chiedere agli esperti”.
Tuttavia, anche gli esperti non sarebbero del tutto affidabili, alcuni ” incoraggiano molto queste pratiche perchè ricevono soldi dalle industrie farmaceutiche”, denuncia il Dr Paris.
“Credo che Santé Canada debba lanciare degli avvertimenti sull’utilizzo di queste pratiche, aggiunge il Dr Paris. Alcuni problemi comportamentali preoccupano i genitori, che pero’ devono sapere che esistono delle soluzioni alternative, come la psicoeducazione”.

Nel Quebec è impossibile stabilire quanti antipsicotici di seconda generazione vengono prescritti, ma sappiamo che le somministrazioni di questi farmaci ai bambini sono aumentate.
Secondo i dati della Régie de l’assurance maladie del Quebec, il numero di ricette di prescrizione di antipsicotici è aumentato in maniera esponenziale per i bambini dai 10 ai 14 anni e quelli dai 15 ai 18 anni. Nel primo gruppo, il numero è raddoppiato tra il 2005 e il 2012 (da 20837 a 40701 ricette); ed è quasi triplicato per i ragazzi dai 15 ai 18 anni (da 18421 a 51928 ricette).
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Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte Lapresse.ca 23 maggio 2013

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Autismo ricerca: La magnetoencefalografia permette di rilevare l’autismo con una precisione del 94%

magnetoencefalografia  autismo precisione diagnosi ricercaRicerca pubblicata su PLoS ONE il 17/04/2013

La magnetoencefalografia ( MEG ) è una tecnica poco conosciuta di imaging funzionale utilizzata nella neurologia, che si basa sulla misurazione dei campi magnetici prodotti dall’attività elettromagnetica dell’encefalo, che secondo l’equipe della Case Western Reserve University School of Medicine e dell’Università di Toronto permetterebbe di confermare la diagnosi di autismo nel bambino con una precisione del 94%.

Analizzando la connettività tra le diverse aree del cervello in 19 bambini di cui 9 con autismo, i ricercatori hanno riscontrato che le interazioni cerebrali a riposo erano significativamente diverse nel gruppo di bambini autistici in rapporto al gruppo di controllo. Per il Dr Roberto Fernandez Galan, co-autore: ” Questa scoperta apre la strada a strumenti quantitativi che completano gli strumenti diagnostici esistenti per l’autismo basati sui test comportamentali “.

Sapere ” Chi controlla cosa “. Le connessioni erano maggiori tra le regioni frontali e occipitali nel gruppo di autistici con un flusso asimmetrico d’informazione verso la regione frontale,  rispetto a quelle dei bambini appartenenti al gruppo di controllo. In questo modo potrebbe essere possibile identificare eventuali “anomalie” nel cervello di chi soffre di questo disturbo, riuscendo a diversificare le differenze di attività cerebrale e quindi rendendo più precise le diagnosi.

“La domanda non è solamente quella di sapere chi è connesso con cosa, ma piuttosto chi controlla cosa”, commenta il ricercatore canadese. In piu’, il loro approccio ha permesso di misurare il rumore di fondo o gli impulsi spontanei del cervello a riposo. La mappatura ha rilevato che ci sono piu’ complessità nel gruppo osservato. Ed è proprio questo criterio che si è rivelato discriminate e piu’ affidabile rispetto alla connettività funzionale sola.

Tradotto  e riadattato da Mondo Aspie, Fonte Lequotidiendumedecin.fr

Autismo Ricerca: L’intelligenza dei bambini autistici viene spesso sottovalutata

Due test di percezione usati da Isabelle Soulières. Nel primo, l'obbiettivo è trovare nel disegno delle forme che sembrano una casa. Nel secondo, l'allievo deve trovare il piu' rapidamente possibile la X rossa.
Due test di percezione usati da Isabelle Soulières. Nel primo, l’obbiettivo è trovare nel disegno delle forme che sembrano una casa. Nel secondo, l’allievo deve trovare il piu’ rapidamente possibile la X rossa.

02/03/2013 -I ricercatori della neuropsicologa Isabelle Soulières hanno dimostrato che i bambini autistici sono spesso intellettualmente sottostimati.Quando pensiamo all’autismo, pensiamo al personaggio incarnato da Dustin Hoffman nel film Rain Man, a delle persone che hanno competenze in un settore specifico – matematica, musica oppure le statistiche del baseball – che oltrepassano ogni comprensione. In breve, nell’immaginario collettivo gli autistici hanno spesso delle capacità sovrastimate e abilità sovrumane. Nell’insegnamento la tendenza s’inverte. Nei casi piu’ gravi – 30% dei bambini autistici, alle volte incapaci di comunicare in alcun modo – vengono considerati come dei ritardati mentali. Per Isabelle Soulières, professoressa al Dipartimento di psicologia, i bambini con forme di autismo grave sono intellettualmente sottostimati. ” All’apparenza, questi bambini hanno un livello molto basso, spiega la neuropsicologa, ma non bisogna abbandonare l’idea di far loro apprendere degli insegnamenti accademici “. Questa è la conclusione di uno studio effettuato su una trentina di allievi dai 6 ai 12 anni provenienti da due scuole specializzate nell’insegnamento agli autistici con grosse difficoltà di adattamento. Tutti i bambini selezionati erano considerati sulla base dei test tradizionali come dei ritardati mentali e non parlavano oppure comunicavano poco. ” Spesso, veniamo incolpati di scegliere degli autistici tra i piu’ dotati per dimostrare che sono in  grado di svolgere compiti complessi, sottolinea. Questa volta abbiamo fatto il contrario”.

Valutare l’intelligenza

Valutare l’intelligenza dei bambini autistici non è un obbiettivo facile da realizzare . Poichè diversi autistici a basso funzionamento non comunicano verbalmente, una parte dei test è stata scartata. Il test selezionato, delle matrici progressive di Raven, è stato elaborato per delle persone cresciute in un contesto culturale differente. Questo test  consiste nel trovare tra le opzioni le risposte che completano la sequenza di forme geometriche presentate. Il tutto è assolutamente logico e non richiede nessuna istruzione.

Problema risolto ? Niente di piu’ falso. Molti bambini autistici, per delle ragioni che ignoriamo, non sono in grado di puntare le opzioni di risposta. Isabelle Soulières ha quindi modificato questo test ed ha creato una specie di puzzle dove bisognava inserire un pezzo dentro un buco. ” E ancora una volta, abbiamo avuto dei problemi, perchè i bambini erano superallenati ad utilizzare tutti i pezzi, quindi tutte le nostre opzioni di risposta per completare il puzzle. Abbiamo dovuto mostrare loro che potevano utilizzare solo un pezzo “, spiega. La neuropsicologa ha anche sottoposto i bambini a dei test di percezione, ambito dove gli autistici hanno performance piu’ alte rispetto alla popolazione normale.

Nel gruppo studiato, i test delle matrici progressive di Raven ha rilevato che il 65% degli autistici generalmente considerati come ritardati mentali hanno delle capacità di risoluzione dei problemi comparabili a quelli di una classe normale. E le note ai test di percezione rinforzano questo risultato: gli allievi dotati per identificare le forme geometriche o le lettere hanno eseguito meglio il test d’intelligenza classico di Raven. ” Questo significa che gli autistici “a basso funzionamento” hanno spesso delle capacità intellettuali normali che non sono  in grado di applicare nella loro vita quotidiana ” dice Isabelle Soulères. La neuropsicologa, che redige un articolo scientifico a partire da questi risultati è aiutata da Michelle Dawson, una ricercatrice autistica autodidatta che possiede una conscenza enciclopedica dell’argomento. Isabelle Soulierès gli sottopone le sue analisi in modo che possa trovare i difetti e gli errori di ragionamento.

Stili cognitivi

Dal punto di vista neurologico, la spiegazione tradizionale è che l’autismo sia causato da una sotto-connettività tra i lobi parietali, che sono coinvolti quando tentiamo di rappresentare in modo astratto un’informazione, e il lobo frontale, che permette di testare delle ipotesi. Il corollario di questa teoria implica che piu’ un compito è complesso e richiede una comunicazione tra le due parti del cervello, piu’ gli autistici sono svantaggiati. Ma non è quello che Isabelle Soulières ha constatato nelle sue ricerche. ” A QI uguale, una persona autistica è il 42% piu’ rapida nel test delle matrici di Raven rispetto ad una persona neurotipica “, osserva.

Senza sapere che cosa succede nel cervello delle persone come Michelle Dawson, la professoressa ci tiene a sottolineare che hanno dei punti forti, come il ragionamento logico differente dal resto della popolazione, probabilmente in ragione di una maniera differente di trattare le informazioni che in loro è unica. E’ per questo che tenendo conto di questi stili cognitivi particolari spera di trovare un metodo di insegnamento adatto agli autistici che permetta di vedere al di là del loro carapace.

Fonte Journal L’UQAM,        vol. XXXIX, no 14 (2 avril 2013)

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, Fonte Uqam.ca

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Autismo: Valérie e la sindrome di Asperger, un mondo di possibilità

asperger donne lavoroValérie Desroches è scesa a patti con la sindrome di Asperger per tutta la sua vita senza saperlo, ha scoperto di avere questo disturbo all’età di 28 anni e vuole lanciare un messaggio di speranza, perchè questa giovane donna di Terrebonne in Quebec prende ispirazione dalle sue difficoltà per migliorare .

Per tutta la sua gioventu’, Valérie Desroches  si è sempre sentita diversa. A scuola non aveva amici e non si sentiva a proprio agio in un gruppo di persone e ha dovuto affrontare alcune difficoltà sul piano delle comunicazioni.

Quando un bambino è diverso, diventa vittima della derisione dei compagni che lo circondano. ” E’stato un disastro !, dice la giovane donna. Mi hanno tirato addosso dei vermi e volevano picchiarmi. I professori mi dicevano di lasciare perdere. Questo ovviamente, colpisce l’autostima. E tu ti chiedi che cosa hai fatto per meritare tutto cio’. E’ un circolo vizioso: piu’ sei triste, e piu’ ti isoli.”

A quell’epoca, gli altri bambini e i suoi genitori non sapevano che Valérie  aveva la sindrome di Asperger, che fa parte dei disturbi dello spettro autistico. Pensavano avesse una fobia sociale oppure un complesso d’inferiorità adolescenziale, ma lei sapeva che non era cosi’.

Per farla uscire dall’isolamento, i genitori di Valérie l’hanno incoraggiata a svolgere diverse attività. ” Cio’ non mi ha impedito di migliorare. Ho praticato Karate, ho studiato canto classico, ho insegnato agli Amerindi nel Grande Nord per un anno. Mi sono sforzata molto per adattarmi “, la musica mi è stata di grande aiuto.

« Mi sono rifugiata molto nella musica. Quello che non ero capace di dire alle persone, lo esprimevo attraverso la musica “, dice Valérie diplomata in canto classico.

Infine una diagnosi

L’estate scorsa Valérie ha seguito un corso sull’autismo all’università. Ed ha scoperto cio’ che aveva. ” Era ovvio. E’ come se avessi trovato delle persone che mi assomigliavano. Ho trovato infine le parole per descrivere cio’ che sentivo “. Cosi’ si è rivolta ad un neuropsichiatra  che l’ha diagnosticata.

” All’inizio sono rimasta scioccata del fatto che nessuno se ne sia accorto. Avrei potuto risparmiarmi molte situazioni sgradevoli, ci ha detto quando le abbiamo chiesto come avesse preso la notizia. Sono in fase di accettazione e sto cercando di vedere i vantaggi dell’essere Asperger. ”

Secondo Valérie, le persone con la sindrome di Asperger sono molto fedeli, puntuali, oneste, dirette, curiose e appassionate. Bisogna semplicemente creare un ambiente strutturato che gli permetta di evolvere al meglio. Non amano i cambiamenti e gli sconvolgimenti, soprattutto se si trovano tra la gente.

Un mondo di possibilità

Valérie crede nel potenziale delle persone con sindrome di Asperger. “L’importante è fornirgli gli strumenti perchè possano riuscire nella vita e guadagnare fiducia in loro stessi (…) . Non possiamo dire che sono “trendy”, ma hanno molto da offrire. Bisogna dargli una chance che gli permetta di fiorire e di conquistare un autonomia che li porterà molto lontano. Non è vero che sono indatti al lavoro. Bisogna trovare il giusto impiego con le persone giuste”, si difende.

Per provare cio’ che dice, Valérie che in questo momento sta terminando un master in ortopedagogia, ha creato un’ impresa il mese scorso: Pedagomobile, che offre servizi di recupero scolastico domiciliare, tutor, ripetizioni bilanci degli apprendimenti e rieducazione.

E’ anche cosi’ che Valérie vuole incoraggiare i giovani Aspie a non lasciarsi andare e a non arrendersi e soprattutto a non credere alle persone che cercano d’intimidirli, perchè tutto è possibile, secondo lei.

Tradotto  e riadattato da Mondo Aspie: Fonte, 15-01-2013  Larevue.qc.ca

Autismo ricerca: I test per valutare l’intelligenza degli autistici sono inadeguati

Autistici: l’intelligenza diversa.

Michelle Dawson e Laurent Mottron
Michelle Dawson e Laurent Mottron

Un’equipe dell’Università di Montreal dimostra che i metodi comunemente utilizzati per valutare l’intelligenza degli autistici sono inadeguati.

E’ tutto sbagliato. E la maggior parte dei ricercatori è d’accordo. Le misure effettuate fino ad oggi non sono rappresentative e contribuiscono ad alimentare il mito che le persone autistiche sono disabili intellettivi, o eccezionalmente degli ” Idioti ” sapienti (idiots-savants).

L’equipe del Dr Laurent Mottron, professore del dipartimento di psichiatria dell’Università di Montreal, ha gettato un mattone nello stagno dei consensi tenuti troppo a lungo, durante il congresso dell’American Association for the Advancement of Science (AAAS) a Saint-Louis nel Missouri.

In collaborazione con Michelle Dawson, una ricercatrice autistica, il Dr Mottron ha dimostrato che i metodi correnti utilizzati per valutare l’intelligenza degli autistici erano inadeguati e non permettevano di rilevare il reale livello d’intelligenza di queste persone alle volte silenziose e di cui il comportamento bizzarro, spesso, ha portato in un certo senso ad una sottovalutazione delle loro capacità intellettuali.

Per apprezzare adeguatamente l’intelligenza degli autistici, il Dr Mottron, sottolinea anche il fatto che spesso i bambini vengono valutati all’età di 4 o 5 anni, ossia, molto prima che un bambino abbia sviluppato al massimo il suo potenziale intellettivo, che apparirebbe solo intorno ai 6 anni. Dunque, questa stima iniziale sarebbe in gran parte una sottostima del loro livello d’intelligenza. ” Un tale giudizio sbagliato comporterebbe delle conseguenze disastrose sui bambini diagnosticati a basso funzionamento, perchè non viene offerto, né il materiale,  nè le occasioni di cui avrebbero bisogno per imparare e per crescere “, dice Michelle Dawson, che in un periodo della sua vita è stata definita autistica a basso funzionamento.

Visione negativa

Nella maggior parte dei centri di ricerca e delle cliniche del mondo, il quoziente intellettivo (QI) degli autistici viene misurato tramite le scale Wechsler che sono costituite da 11 subtest che presumibilmente compongono un campione rappresentativo delle differenti caratteristiche della cognizione umana. Gli autistici che hanno una padronanza del linguaggio orale sono piuttosti mediocri nei subtest verbali, in particolare in quelli che riguardano la comprensione, ma eccellono letteralmente nei test di disegni con blocchi contrariarmente ai non autistici che presentano costantemente un livello medio negli stessi test. ” Gli autistici hanno chiaramente un picco di abilità in un subtest che consiste nel riprodurre un cubo geometrico con facce “, sottolinea il Dr Mottron, che dirige la clinica specializzata in autismo l’Hôpital Rivière-des-Prairies.”  Da trent’anni, un’ipotesi dominante nel mondo scientifico dice che gli autistici sono bravi nei disegno con blocchi, perchè hanno un deficit nel trattemento delle forme globali. Pertanto, partendo da un dogma assolutamente non contestato che l’autismo sia una malattia, i ricercatori cercano quello che non funziona negli autistici. Cercano deficit  che sognano di accoppiare insieme a delle anomalie genetiche o cerebrali “.

” Non esiste alcuna evidenza che questo picco di abilità per i disegni con blocchi sia causato da un deficit, non è che una presunzione, e noi l’abbiamo dimostrato in una precedente pubblicazione “, aggiunge la cofirmataria dell’articolo presentato all’AAAS, Michelle Dawson, che deplora con forza la visione spesso negativa dell’autismo.

Un cervello differente

Partendo dall’idea che gli autistici, hanno un cervello differente rispetto ai nostri – che Michelle Dawson descrive come “tipici” – , gli autistici possono riuscire in determinati compiti meglio di noi, i ricercatori dell’Università di Montreal sono impegnati nella ricerca dei punti forza che la maggior parte degli autistici possiede. Perchè, in effetti, quasi tutti gli autistici hanno dei picchi di abilità: alcuni sono musicisti talentuosi, altri sono dotati di un orientamento spaziale eccezionale, altri sono dei calcolatori e riescono a trovare il nome del giorno e ad individuare una data futura guardando un calendario dell’anno scorso, una prodezza che necessita di un algoritmo molto potente.

I ricercatori hanno anche scoperto che gli stessi autistici verbali riescono molto meglio ( raggiungono i 30 centili in piu’ che nelle scale Wechler ) nei test delle matrici progressive di Raven, un test di soluzione dei problemi che implica un alto livello di ragionamento astratto, ma non comporta alcuna istruzione verbale. In piu, alcuni autistici non verbali, che son stati classificati con ritardo medio a causa  delle scarse performance ottenute nelle scale Wechsler, hanno ottenuto risultati di scores eccezionali (fino a 95 centili ) nei test di Raven, mentre alcune prove del test che sollecitano la logica del linguaggio possono essere risolte da soggetti tipici o non autistici. ” Questo prova che gli autistici non funzionano come noi, e non risolvono i problemi attraverso le nostre stesse modalità , afferma Laurent Mottron. Pertanto, i non autistici ottengono risultati equivalenti nei due test ( Wechsler e Raven ).

John Raven ha creato questo test per misurare l’abilità di apprendimento e valutare l’intelligenza indipendentemente dal livello di cultura, sottolinea il Dr Mottron. Gli eserciti di tutto il mondo lo utilizzano per testare “il comprendonio” degli ingaggiati, tenuto conto del fatto che il recrutamento avviene in ambienti socioculturali svantaggiati. Essendo completamente privo istruzioni verbali, il test di Raven è stato anche utilizzato come chiave anti-razzista per dimostrare che le popolazioni aventi poco accesso al codice scritto hanno lo stesso livello d’intelligenza di altre piu’ istruite.

Una forza interpretata come un deficit

Numerosi ricercatori associano i picchi di abilità degli autistici ad un’intelligenza strettamente percettiva, che considerano spesso come una facoltà cognitiva poco evoluta. Tuttavia, alcuni compiti del test di Raven sembrano necessitare di un trattamento cognitivo piu’ complesso rispetto alla semplice percezione, dice Laurent Mottron. Gli autistici utilizzano la percezione in modo differente dal nostro per risolvere  compiti detti d’intelligenza. ” La percezione è sovrafunzionale negli autistici che differenziano meglio di noi sia sul piano visivo che uditivo. E gioca probabilmente un ruolo piu’ importante ed efficace nella soluzione dei compiti che richiamano all’intelligenza rispetto alle persone non autistiche “, sottolinea.

Quando guardano un oggetto, gli autistici esplorano minuziosamente la fisica dell’oggetto, la sua brillantezza, la sua forma, un trattamento molto approfondito che apre numerose porte, spiega il ricercatore. Gli autistici sembrano apprendere molte piu’ cose di noi da una semplice esposizione. ” Noi assimiliamo informazioni senza fare sforzi intellettuali, in una modo meno volontario rospetto ai non autistici e senza sapere veramente cosa farne ” precisa l’autistica Michelle Dawson. “Questa conoscenza resta senza fare niente nel mio cervello fino a quando non mi trovo davanti un compito dove questa informazione si puo’ integrare e puo’ servire per risolvere un problema “.

Al contrario, quando Laurent Mottron legge un articolo scientifico, è per cercare un certo numero d’informazioni che confermeranno o annulleranno  la sua ipotesi  di partenza. “Io non memorizzo tutto, sfoltisco tutto quello che non riguarda l’informazione che cerco per non distrarmi. E se piu’ tardi ho bisogno di un’altra informazione che si trova nello stesso articolo, lo rileggo “, dice Michelle Dawson.  Il Dr Laurent Mottron non cessa di sottolineare il contributo incredibile apportato da Michelle Dawson, sua collega di lavoro da circa tre anni. ” Possiamo interrogare Michelle dopo la lettura di un articolo nella stessa maniera in cui si interroga un database, perchè Michelle non ha preferenze su cio’che memorizza. Assimila informazioni anche se non sa a cosa potrebbero servire. Ma poi, connette queste informazioni con quello che sente o vede e cio’ le da numerose idee nuove e inaspettate per capire un problema. Inoltre, la sua mente non è parziale, mentre la nostra lo è costantemente perchè cerchiamo da anni di difendere delle ipotesi che non abbiamo sviluppato “, precisa il Dr Mottron.

Per Michelle Dawson e Laurent Mottron, l’intelligenza percettiva degli autistici è senza dubbio un’ intelligenza vera. La ricercatrice autistica crede ” che bisognerà valutare l’intelligenza alla capacità di un individuo di effettuare un compito oppure no, piuttosto che il fatto di arrivarci attraverso dei mezzi tipici o atipici “.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, Fonte: Ledevoir

La Federazione Quebecchese dell’autismo si pronuncia sugli avvenimenti di Newtown

federazione quebecchese autismoMontreal,  17 dicembre 2012 —

Quali immagini d’orrore abbiamo visto in seguito al dramma vissuto dalla comunità di Newtown. Possiamo solo immaginare il dolore di tutte le famiglie che hanno perso una persona cara in quella terribile circostanza. Sembra che il presunto assassino, Adam Lanza, avesse un disturbo dello spettro autistico. E in questo caso, pensiamo che si tratti della sindrome di Asperger. Anche se questa informazione è solo un’ipotesi, ha sollevato molte preoccupazioni nella comunità autistica. Commenti pubblici espressi da persone che non hanno conoscenze sull’autismo, sostengono che l’autismo di Lanza potrebbe essere all’origine di questo gesto. Questo dramma è del tutto inaccettabile. Ed è normale volergli dare un senso. Tuttavia le cause sono multiple e troppo complesse per poterle riassumere qui.
La Federazione Quebbechese dell’autismo intende mettere alcune cose in chiaro: Non esistono piu’crimini commessi da persone autistiche rispetto al resto della popolazione. Ed è falso affermare che le loro caratteristiche li rendono “assassini di massa “. Tali affermazioni sono inesatte e contribuiscono a stigmatizzare le persone che presentano un disturbo dello spettro autistico e le loro famiglie.

Fonte : Jo-Ann Lauzon Fédération québécoise de l’autisme, direction@autisme.qc.ca

Tradotto  da Mondo Aspie, fonte Fédération Québécoise de l’autisme

Autismo: Il Governo del Canada aiuta le persone con Sindrome di Asperger

Referente JVS, Asperger’s job

Toronto, Ontario. 15/08/2012

Il Governo del Canada aiuterà 16 persone con Sindrome di Asperger ad acquisire le competenze necessarie per ottenere un posto di lavoro. L’annuncio è stato dato dall’On. Joe Oliver, Ministro delle risorse naturali e membro del parlamento per  Eglinton-Lawrence,  a nome dell’On.  Diane Finley,  Ministro delle risorse umane e per lo sviluppo delle competenze.

“Le priorità del nostro governo sono la creazione di posti di lavoro, crescita economica e prosperità a lungo termine per tutti i canadesi ” ha detto il Ministro Oliver. “Ecco perchè, attraverso  il Piano di Azione Economico 2012, abbiamo investito 30 milioni di dollari in piu’ per aiutare le persone con disabilità a trovare un lavoro”.

La  Jewish Vocational Service of Metropolitan Toronto (JVS Toronto) ha ricevuto 179,000 dollari in piu’ dalla federal Opportunities Fund for Persons with Disabilities  per garantire individuali competenze, coaching del lavoro, e servizi di supporto per aiutarli a trovare impieghi significativi.

La “JVS Toronto è lieta di collaborare con il Governo del Canada per aiutare i giovani con Sindrome di Asperger a superare le loro difficoltà nel mondo del lavoro “, ha dichiarato il presidente della JVS Toronto, Frank Markel.

Il Governo del Canada vuole migliorare le opportunità sul mercato del  lavoro per i canadesi disabili attraverso una vasta gamma di politiche efficaci, programmi e servizi tra cui il Fondo Opportunità nel mercato del lavoro e gli accordi tra province e territori.

Il Governo canadese ha inoltre istituito una lista delle opportunità di lavoro per le persone con disabilità identificando nel settore privato i successi e le migliori pratiche per quanto riguarda la loro partecipazione nel mondo del lavoro.

 Tradotto da Mondo Aspie, fonte: 4-traders.com